Objet du Conseil n. 38 du 29 avril 1946 - Verbale

OGGETTO N. 38/46 - DIMISSIONI DEL PRESIDENTE PROF. CHABOD.

L'avv. Page dichiara che la decisione inaspettata del Prof. Chabod pone il Consiglio in difficoltà in quanto non era prevista ed il Consiglio non può, seduta stante, prevederne tutte le possibili conseguenze. Nell'attesa che possa chiarirsi la situazione e che il Consiglio possa esaminare con più calma il da farsi, l'Avv. Page propone che si proceda nella discussione degli oggetti all'ordine del giorno.

Prende la parola l'Avv. Torrione Carlo il quale rileva che giustamente l'Avv. Page ha osservato che le improvvise dimissioni da Presidente del Consiglio rassegnate dal Prof. Chabod pongono in una situazione delicata l'autonomia della Valle, proprio in un momento in cui sembrava avviata verso la sua pratica attuazione. Molto ancora rimane da fare prima che si arrivi alla Costituente, parecchi decreti esecutivi debbono ancora essere varati per mettere la Costituente di fronte ad un fatto compiuto ed evitare così che possa essere tolto quanto è nelle nostre legittime aspirazioni e rivendicazioni. Allo stato delle cose occorre prendere una decisione in merito alle dimissioni rassegnate dal Presidente. Anzitutto occorre tener presente che prima di procedere alla nomina di un nuovo Presidente occorre siano accettate le dimissioni. Al riguardo osserva che il momento è delicato, e che occorre esaminare se l'accettazione delle dimissioni, nel momento attuale, a prescindere dalle simpatie e dalle antipatie, torni di utilità o di danno per l'autonomia della Valle d'Aosta: quale impressione ne riporterebbero gli Italiani, i Valdostani in particolare e coloro che hanno lavorato per darci l'autonomia ed ai quali dobbiamo ispirare fiducia? Potremmo essere tacciati di non sapere camminare da soli neanche nei primi mesi. Sempre è esistita l'opposizione e sempre ci sarà ed è necessario che ci sia: con in conseguenti attriti, ma occorre vedere se possano essere accettate le dimissioni del Prof. Chabod.

L'Avv. Torrione ricorda a questo punto che la lettera inviata dall'On. Bonomi durante il periodo della resistenza è stata scritta per interessamento del Prof. Chabod che ebbe allora la fortuna di incontrarsi in Francia con l'On. Bonomi il quale certamente avrebbe varato il decreto sull'autonomia della Valle tale e quale era stato presentato al Governo se il suo Ministero non fosse caduto prima della discussione del decreto stesso. L'Avv. Torrione fa ancora presente che l'avere a Presidente una persona che goda molte simpatie e possa avere proficui contatti personali a Roma è molto importante e può tornare di indubbia utilità per l'autonomia. Il Prof. Chabod ha lavorato molto per questa autonomia ed ha avviato parecchi problemi con esito felice. L'Avv. Torrione invoca quindi l'unione di tutti i Valdostani, anche se di opinioni diverse, per lottare insieme e collaborare tutti uniti al fine di concretare e risolvere i problemi della Valle, e propone che siano respinte le dimissioni del Prof. Chabod.

Prende la parola l'Avv. Caveri il quale, di fronte alla gravità del fatto impreveduto, ritiene sia opportuno sospendere la seduta e rinviarla al pomeriggio dichiarandosi convinto che una spiegazione cordiale e privata possa servire come già altra volta, a proposito della discussione del ben noto ordine del giorno. Osserva che occorre esaminare la situazione generale qual è oggi nella Valle, inquadrare questa nelle situazioni generale e locale e giungere ad una pacificazione. Fa presente a proposito della campagna giornalistica diffamatoria che occorre che il Consiglio deplori tale campagna. Fa presente che, in seguito a tale campagna, si sono mosse accuse infondate ad alcuni Consiglieri della Valle ed accenna al tentativo di espulsione di alcuni Consiglieri, basato su circostanze tendenziosamente falsate. Precisa ancora di ritenere opportuna un'opposizione in seno ad un Consiglio che sia veramente democratico, facendo presente che, esaminando il progetto per il sistema elettorale da discutersi in seduta odierna, ha fermato la sua attenzione sui seguenti principi: le maggioranze avvedute trovano il loro vantaggio nel non addormentarsi nella loro prevalenza, ma nell'essere tenute all'erta da forti minoranze progressive, nel mescolarsi ad esse, nel prenderne il meglio. L'esecuzione dei nemici politici è sempre danno gravissimo o per lo meno è perpetuazione di inimicizia e di odii. Propone quindi che la discussione sia opportunamente continuata in sede privata, in modo che si possano scambiare i diversi punti di vista. (Aggiunta approvata con delib. n. 40 del 2.5.1946)

Dopo la dichiarazione dell'Avv. Caveri la riunione viene sospesa alle ore 10 e rinviata alle ore quattordici.

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Si dà atto che la seduta viene riaperta alle ore 17 sotto la Presidenza dell'Avv. Page con la presenza di tutti i Consiglieri intervenuti nella riunione del mattino, ad eccezione del Prof. Chabod.

Prende la parola l'Ing. Fresia il quale comunica che dopo il fatto imprevisto delle dimissioni rassegnate dal Prof. Chabod alcuni dei Consiglieri riunitisi per cercare di trovare una soluzione hanno concordato e redatto un ordine del giorno, che dovrebbe essere approvato da tutti, e che è del seguente tenore: "Nella prima riunione dopo il 26 marzo, il Consiglio della Valle deplora le violenze commesse nella persona del Presidente a cui esprime il suo rammarico. Condanna l'indegna e diffamatoria campagna di stampa contro i Consiglieri. Lancia un appello a tutta la popolazione della Valle perché si riunisca concorde anche per impedire il sopravvento di una campagna reazionaria e antivaldostana".

Su richiesta del Presidente Avv. Page se l'ordine del giorno debba essere messo in votazione con alzata di mano o con appello nominale, il Consiglio delibera che si proceda alla votazione con appello nominale. Il Segretario, Dr. Brero, su invito del Presidente procede quindi all'appello nominale di tutti i Consiglieri presenti.

Si dà atto che l'ordine del giorno presentato dall'Ing. Fresia è stato approvato per appello nominale da tutti i Consiglieri presenti.

Si passa quindi alla discussione dell'oggetto di cui al numero 6 dell'ordine del giorno.

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