Objet du Conseil n. 23 du 7 mars 1946 - Verbale
OGGETTO N. 23/46 - GARANZIA INTERNAZIONALE DELL'AUTONOMIA DELLA VALLE DI AOSTA.
Il Presidente dà la parola all'Avv. Caveri.
L'Avv. Caveri ringrazia innanzitutto il Presidente di avergli concesso di fare una dichiarazione all'apertura della riunione pomeridiana. Prende atto dell'opportunità che ogni riunione del Consiglio sia sempre preceduta da una relazione del Presidente in modo che il Consiglio sia in grado di poter far un esame completo dei fatti più salienti e più importanti svoltisi dopo l'ultima riunione del Consiglio. Premette che la dichiarazione che sta per fare potrà provocare una discussione nel Consiglio della Valle. Raccomanda, all'uopo, che la discussione sia portata su un piano di serenità e di obiettività, all'infuori di ogni risentimento personale e si augura e spera che, dopo la discussione, non si parli di sabotaggio in quanto, scopo di tutti i Consiglieri, è il bene della nostra Valle.
Premesso quanto sopra dichiara che sarebbe vano che il Consiglio, occupandosi di piccole questioni di ordine amministrativo, cercasse di nascondere la realtà creata con la dichiarazione fatta dall'On. Nitti, ex-Presidente del Consiglio, una delle più eminenti figure del mondo politico italiano, dichiarazione che ha determinato in Valle d'Aosta viva apprensione e la reazione generale. Fa presente che il Consiglio della Valle deve sentire e rappresentare democraticamente la nostra popolazione. Questo è il problema che oggi si pone per i Consiglieri i quali devono avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità.
Premessa questa breve dichiarazione, l'avv. Caveri presenta al Consiglio l'ordine del giorno che segue, portante le firme dei Consiglieri: Arbaney Flaviano, Lino Binel, Severino Caveri, Enrico Cuaz, Ernesto Page e Ida Viglino, e con il quale si chiede che il Consiglio provochi presso il Consiglio dei Ministri per gli Affari Esteri di Londra la concessione di una garanzia internazionale dell'autonomia della Valle d'Aosta da parte della Assemblea delle Nazioni Unite.
LE CONSEIL DE LA VALLEE
- ayant constaté que l'opinion publique valdôtaine a réagi à la campagne de presse guidée par l'ancien Président du Conseil Mons. F.S. NITTI contre les droits de notre minorité, et a déclaré par des manifestations unanimes, qu'elle ne peut concevoir un avenir certain que sous la forme d'une garantie internationale qui la préserve contre toute atteinte des gouvernements futurs;
- étant convaincu qu'à ce tournant de l'histoire valdôtaine le Conseil ne peut manquer à son devoir d'être l'interprète de la volonté populaire et le défenseur attitré de notre minorité;
EXPRIME
son adhésion pleine et entière au principe de la garantie internationale au sujet des droits du peuple valdôtain
ET DONNE MANDAT
à M. le Président de soumettre officiellement la présente délibération au Conseil des Ministres des Affaires Etrangères siégeant à Londres et à l'Assemblée des Nations Unies.
Signés à l'original: Caveri Séverin - Av. Ernest Page - Enrico Cuaz - Flavien Arbaney - Lino Binel - Ida Viglino -
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Il Presidente Prof. Chabod osserva anzitutto che si potrebbe fare una questione di procedura, non potendosi inserire nella discussione sulla relazione del Presidente un argomento in quella relazione non toccato, e dovendosi, semmai, parlarne in sede di "varie". Ma, rinunziando a fare questioni procedurali e affrontando subito l'argomento, precisa che l'ordine del giorno presentato non può essere preso in considerazione per le seguenti ragioni: l'art. 2 del decreto sull'autonomia dice: "La "Valle d'Aosta" ha personalità giuridica ed ha un ordinamento particolare, secondo le disposizioni degli articoli seguenti, entro l'unità politica dello Stato italiano, sulla base dell'eguaglianza dei diritti di tutti i cittadini italiani e dei principi democratici che ispirano la vita della Nazione". Queste sono le tre premesse fondamentali che precedono tutte le disposizioni e condizionano e limitano l'autonomia nel senso che le tre questioni di cui è fatto qui cenno esulano dalla competenza del Consiglio della Valle e costituiscono il limite giuridico che il Consiglio della Valle non può oltrepassare. Se il Consiglio della Valle domani volesse discutere uno schema di legge elettorale che limiti il diritto di voto a chi paghi una certa somma d'imposte si metterebbe fuori legge. Se si entrasse a discutere una qualsiasi proposta che, in misura maggiore o minore, limiti l'indipendenza politica dello Stato italiano e suoni come attentato all'integrità dello Stato, ci si porrebbe fuori della legge. Non solo la deliberazione sarebbe nulla, ma ne conseguirebbe grave responsabilità per il Consiglio che è organo ufficiale incaricato di farne applicare e applicare le leggi. Ora:
1°) la garanzia internazionale richiesta limita l'indipendenza politica dello Stato italiano, ne sottopone parte del territorio al controllo di potenze straniere e come tale suona attentato all'integrità dello Stato;
2°) il pretendere che il Presidente sottometta ufficialmente il presente ordine del giorno ai Ministri degli Affari Esteri Alleati a Londra, ed alla Assemblea delle Nazioni Unite, costituisce una illegalità in quanto la Valle non ha diritto di trattare con l'estero, ignorando il Governo di Roma;
3°) il Presidente della Valle, oltre ad essere un organo della Valle, è pure il rappresentante del Governo ed ha quindi l'obbligo nel campo politico di fare rispettare ed osservare le leggi dello Stato italiano, prima fra tutte quella dell'unità politica della Nazione. È palese quindi l'assurdo contenuto nell'ultima parte dell'ordine del giorno presentato.
Prende la parola l'Ing. Binel il quale dichiara che esistono tuttora in Italia le premesse per il ritorno di un neo fascismo in quanto sia i partiti di destra che di sinistra dimostrano di non aver capito ancora la questione dell'autonomia. C'è ancora troppo spirito centralizzatore, per cui ci si potrà trovare di fronte a questo paradosso: che una Camera eletta con prassi democratica toglierà alla Valle d'Aosta la sua autonomia. (Aggiunta approvata con deliberazione n. 30 del 21.3.1946). Interloquisce l'Avv. Caveri il quale premette anzitutto che era sua intenzione accompagnare l'ordine del giorno con un memoriale da inviare all'On. De Gasperi. Dichiara quindi che bisogna capire che l'approvazione della mozione presentata è l'unica soluzione per condurre l'opinione pubblica valdostana dalle posizioni estremiste ed arretrate verso la sola autonomia. Aggiunge che i firmatari della mozione non violano alcuna disposizione in quanto chiedono unicamente garanzia internazionale di un'autonomia che è già concessa, quindi sono nel quadro dei tre primi articoli.
Interferisce l'Avv. Page il quale fa presente che l'ordine del giorno presentato va interpretato nel senso letterale delle sue parole. Precisa che i firmatari, lungi dall'avere intenzioni separatiste, vogliono rimanere nell'ambito della Patria e con la loro richiesta hanno inteso di rafforzare l'autonomia e non di uscirne. Si dichiara d'accordo col Presidente che il Ministero attuale dia tutte le garanzie possibili per l'autonomia, ma i Ministeri cambiano e quindi in un domani ci potrebbe essere tolto quanto ci è stato concesso dall'attuale Governo. A comprova delle sue asserzioni l'Avv. Page ricorda il trattamento usato alla Valle di Aosta dal 1860 ad oggi, ed elenca tutte le umiliazioni ed angherie subite dal popolo valdostano prima dell'avvento del fascismo e durante il periodo fascista ed aggiunge inoltre che la storia e l'esperienza insegnano che le violazioni commesse possono ancora verificarsi. Ne è prova il noto attacco contro l'autonomia dell'On. Nitti, eminente personalità politica ed esponente di partito che presto o tardi potrà giungere al potere e far naufragare l'autonomia. Fa presente che i valdostani desiderano che sia richiesta la garanzia internazionale appunto per garantire l'autonomia tale e quale è stata concessa e che occorre assecondare questa sua richiesta onde evitare l'accentuarsi di estremismi. La garanzia può benissimo essere richiesta tramite il Governo di Roma; non vi è quindi nessuna violazione alla legge.
Il Prof. Chabod osserva che la dichiarazione dell'Avv. Page conferma quanto egli ha esposto prima: e precisamente che la garanzia viene richiesta per mancanza di fiducia verso il Governo italiano in genere, il che suona come un atto di sfiducia nel popolo italiano, particolarmente grave dopo le precise recentissime dichiarazioni dell'On.le De Gasperi che ha impegnato l'onore dei partiti italiani nella garanzia dell'autonomia. Fa presente che nel passato non vi era nessun organo a tutela degli interessi e dei diritti della Valle, mentre ora esiste il Consiglio della Valle, che ha autorità piena ed intera per tutelare i diritti dei valdostani, e quindi nessuna violazione potrà avere luogo in avvenire.
Interloquisce il Sig. Geom. Bionaz il quale rileva che l'autonomia concessa è troppo legata al Governo di Roma per cui non è possibile richiedere, allo stato delle cose, la garanzia internazionale.
Interloquiscono ancora i Sigg. Consiglieri Prof.ssa Viglino, Geom. Arbaney, Ing. Binel, Notaio Thiébat.
Riprende la parola l'Avv. Caveri il quale protesta contro il fatto che non si vuol lasciar discutere al Consiglio la questione. Il Prof. Chabod precisa che il Consiglio della Valle ha piena facoltà di discutere su tutto, eccetto sui tre punti summenzionati. Portare la mozione in discussione ed a votazione rappresenterebbe una violazione della legge. L'Avv. Caveri dichiara, a titolo personale, riservandosi di interpellare gli altri firmatari, che per giungere ad un accordo è disposto a rinunciare all'ultima parte dell'ordine del giorno, sul mandato da affidarsi al Presidente, ed insiste invece che il Consiglio della Valle esprima il parere sulla prima parte del suddetto ordine del giorno dove si chiede la garanzia internazionale.
A questo punto il Presidente, d'accordo con i Consiglieri, sospende per mezz'ora la seduta.
Riaperta la seduta, l'Avv. Caveri, anche a nome degli altri firmatari dell'ordine del giorno, chiede si dia atto nel verbale dell'odierna riunione del Consiglio "che il Presidente si oppone a che l'ordine del giorno venga preso in considerazione e sottoposto alla discussione e alla votazione del Consiglio. I firmatari contestano i poteri del Presidente di impedire che il Consiglio pronunci il suo parere sulla questione della garanzia internazionale".
Successivamente, il Presidente dà lettura al Consiglio del seguente ordine del giorno presentato dai Consiglieri Avv. Torrione e Col. Ferrein:
IL CONSIGLIO DELLA VALLE DI AOSTA
nella sua seduta ordinaria del 7 marzo 1946, presa visione dell'articolo a firma di Francesco Saverio Nitti, pubblicato il 9 febbraio 1946 sulla "Gazzetta d'Italia" di Torino, nel quale si prende netta posizione contro l'Autonomia recentemente concessa dal Governo Italiano alla Valle di Aosta, mentre deplora che un eminente uomo politico abbia svisato completamente il problema dell'autonomia valdostana dimostrando di ignorarne le stesse premesse, prende atto delle dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio De Gasperi ai rappresentanti della stampa italiana ed estera ed esprime la ferma fiducia che il Governo Italiano, quale che esso possa essere nel futuro, manterrà l'impegno solennemente assunto dal Governo uscito dalla guerra di liberazione, impegno assunto non solo di fronte all'Italia ma di fronte a tutto il mondo, perché l'autonomia della Valle non sia in alcun modo manomessa.
Invita i Valdostani tutti ad unirsi in un lavoro proficuo, intenso e fecondo, solo modo di costruire su basi solide.
L'ordine del giorno viene posto a votazione con il seguente risultato:
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Approvano |
Non approvano |
Si astengono |
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Not. Thiébat Giuseppe |
Geom. Flaviano Arbaney |
Ing. Lino Binel |
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Prof. Chabod Federico |
Sig. Armand Beniamino |
Sig. Chabloz Giovanni |
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Avv. Chanu Aureliano |
Avv. Caveri Severino |
Geom. Cuaz Enrico |
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Ferrein Col. Giuseppe |
Sig. Manganoni Claudio |
Sig. Nouchy Renato |
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Ing. Fresia Luigi |
Geom. Nicco Giulio |
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Geom. Pareyson Enrico |
Avv. Page Ernesto |
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Avv. Torrione Carlo |
Sig. Vacher Candido |
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Geom. Vesan Luigi |
Prof.ssa Viglino Ida |
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Geom. Bionaz Ferdinando |
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Il Presidente dà atto che l'ordine del giorno non è approvato non avendo conseguito la maggioranza assoluta dei voti.
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