Objet du Conseil n. 141 du 22 octobre 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 141/XIII - Interpellanza: "Iniziative per evitare l'erosione di terreni coltivati a vigneto nel Comune di Fénis".
Interpellanza
Preso atto che in data 21 febbraio 2001, quaranta proprietari di terreni siti nel Comune di Fénis e distinti in catasto al foglio n° 3, indirizzavano una lettera agli assessorati regionali Agricoltura e Risorse naturali e Territorio ambiente ed opere pubbliche, al Consorzio miglioramento fondiario di Fénis e per conoscenza al Comune di Fénis nella quale si richiamava l'attenzione degli enti sopraccitati sulla situazione di disagio venutasi a creare seguito agli eventi alluvionali del settembre 1993 e ottobre 2000;
Constatato che l'alluvione del 2000 ha asportato una consistente porzione di terreno nonché la pista di accesso ai fondi e che attualmente l'accesso agli stessi è assicurato dalla disponibilità temporanea dei proprietari confinanti;
Accertato che una consistente parte dei terreni è coltivata a vigneto e che l'area interessata ha ottenuto il riconoscimento di zona di produzione a denominazione di origine controllata e che tale zona riveste caratteristiche ambientali apprezzabili ed è interessata dal progetto di un percorso di riqualificazione ambientale;
Visto che le consistenti piogge di fine maggio 2008 e la conseguente piena della Dora hanno evidenziato la fragilità della situazione in essere;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
gli Assessori competenti per conoscere:
1) quali sono gli intendimenti della Giunta in proposito e quali iniziative intende adottare per evitare in futuro inevitabili successive erosioni in caso di piena;
2) se ritiene opportuno il ripristino delle piste di accesso ai fondi, considerate anche le particolari caratteristiche agricole ed ambientali della zona;
3) l'eventuale tempistica degli interventi.
F.to: Cerise Giuseppe
Président - La parole au Conseiller Cerise Giuseppe.
Cerise G. (VdAV-R) - Merci, M. le Président.
Questa interpellanza prende un po' spunto da una situazione di criticità che si è venuta a creare conseguentemente ai vari eventi alluvionali che si sono succeduti, l'evento alluvionale del 1993 che aveva già iniziato ad erodere questa parte di terreno che - come poi è descritto - è coltivata a vigneto, ma soprattutto ha asportato totalmente la pista agricola di accesso a questi terreni. Adesso l'accesso a questi terreni è praticamente consentito per la disponibilità dei proprietari confinanti, transitoriamente, chiaramente, perché si dovrà andare ad una definizione del problema, un aspetto un po' più concreto. A tale proposito credo che, già nel 2001, 40 proprietari avevano indirizzato una lettera al Consorzio di miglioramento fondiario di Fénis, alla Regione autonoma Valle d'Aosta e agli Assessorati competenti, per conoscenza al Comune di Fénis; di conseguenza avevo anche avuto modo di conoscere questa problematica. Evidentemente in quel momento vi erano delle oggettive priorità, dall'altra parte della Dora si doveva intervenire per consolidare la sottoscarpa della strada regionale; è abbastanza comprensibile che si dovevano dare degli ordini di priorità. Ci sembra indispensabile intervenire in questa zona, perché nella piena che si è verificata a fine maggio, di cui poi potrò lasciare all'Assessore una documentazione fotografica, si è evidenziato nuovamente questo problema; per fortuna, mi pare, il primo giugno ha cessato di piovere, di conseguenza si è rientrati in una sostanziale normalità.
Vorrei però ricordare che questa zona, al di là del valore agricolo che ha, questa parte di vigneto, ha avuto il riconoscimento come zona di produzione a denominazione di origine controllata ed è una zona di particolare interesse ambientale, tanto che è interessata anche da un progetto di riqualificazione dell'asta della Dora Baltea per quel tratto di Fénis con un investimento da parte della Regione, con la partecipazione poi anche del Comune, certamente, in base alla legge che non mi ricordo... e questo intervento che va ad interessare tutta questa zona. Di conseguenza ci pare del tutto evidente che bisognerebbe trovare anche una soluzione a quelle problematiche che sono evidenziate più puntualmente nell'interpellanza. Mi riserverò poi nella replica di fornire alcuni ragguagli che si ritengono necessari.
Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Viérin Marco.
Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Merci, M. le Président.
Questo argomento è un po' più complesso rispetto a quello che ha relazionato il collega Cerise; vorrei solo ricordare, e non andrò a tediare i colleghi partendo da lontano, ma sicuramente un minimo di cronistoria andrebbe fatto, che nel corso degli anni, essendo stata l'area di erosione ubicata nella parte interna di una curva e su un rettilineo - praticamente si trova dopo Fénis per chi percorre scendendo la valle centrale verso Pont-Saint-Martin, dopo Nus praticamente, sulla SS 26 - si è creato un deposito di materiale a testimonianza della bassa velocità della corrente in quel tratto, e solo in caso di piene rilevanti come quella di maggio 2008 - richiamata anche dal collega - potrebbero innescarsi ulteriori smottamenti, però molto localizzati. Tali depositi, comunque, non riescono a compensare il livello che si è determinato fra il piano coltivato e il letto della Dora. Il tratto presenta una certa fragilità come conseguenza dell'assetto del corso d'acqua di quel punto, che non consente, in caso di piena, l'espansione verso la sponda sinistra, cioè la parte esterna della curva per la mancanza o per la presenza della SS 26, come dicevo prima, ma obbliga il passaggio della piena stessa in una sezione obbligata con aumento di velocità della corrente e conseguente innesco di erosione sul lato più esposto, cioè quello destro.
Le verifiche condotte negli anni scorsi hanno permesso di definire un possibile intervento di protezione della sponda e di ripristino della viabilità di accesso ai fondi che consiste nella realizzazione di una scogliera di almeno 4 metri di altezza, se l'intervento fosse realizzato; ciò determinerebbe però un irrigidimento della sposta destra, che molto probabilmente provocherebbe l'innesco di fenomeni erosivi del fondo alveo, con pregiudizio delle fondazioni delle opere spondali sia alla destra sia alla sinistra orografica, e il pericolo per l'infrastruttura viaria in quel caso, cioè la SS 26, quella verso Nus. Bisogna ricordare che gli interventi di ripristino dei danni, inoltre, in conseguenza all'evento alluvionale dell'ottobre 2000, sono stati oggetto di uno specifico piano di attuazione della ordinanza del Ministro dell'interno, la n. 3090/2000, approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 73/2001, e aggiornato con deliberazione della Giunta regionale n. 2022/2001, n. 1401/2002 e n. 2073/2003.
Il piano ha definito e programmato le azioni necessarie a garantire un livello di sicurezza adeguato sul territorio e ha stabilito condizioni di uso del suolo compatibili con le caratteristiche dei sistemi idrografici e dei versanti. Le linee di intervento perseguite dal piano tendono in particolare a (ed è questo che bisogna ricordare): proteggere i centri abitati, le infrastrutture, luoghi e ambienti di riconosciuta importanza rispetto ad eventi di piena di gravosità elevata, in modo tale da ridurre il rischio idraulico a valori compatibili; mettere in sicurezza abitati e infrastrutture interessate da fenomeni di instabilità di versante; ripristinare le vie di comunicazione e i servizi acquedottistici e fognari danneggiati dagli eventi e ripristinati in via precaria durante la prima fase di somma urgenza. Il corso della Dora Baltea è stato poi oggetto di un numero limitatissimo di interventi ad oggi, ma molto puntuali, anche perché argomento di uno specifico progetto di assetto da parte dell'Autorità di bacino del fiume Po, che ha puntualmente individuato i tratti in carenza di protezione in prossimità di centri abitati o di infrastrutture.
Con riferimento quindi al primo e al terzo quesito dell'interpellanza non si ritiene di realizzare a breve un intervento specifico, vista la situazione complessiva e in considerazione anche delle limitate conseguenze rispetto ad altre zone. Con riferimento, invece, al secondo quesito, la struttura competente dell'Assessorato riesaminerà comunque il caso rispetto alle conseguenze che però risentirebbero dell'assetto del corso d'acqua con la realizzazione di una scogliera per un'altezza di 4 metri, le conseguenze che potrebbero essere arrecate al lato opposto, la sinistra orografica, e quindi al muro di contenimento e alle arginature poste a tutela della SS 26; pertanto, come dicevo, le conseguenze sulla SS 26. Su altri aspetti, più legati all'economicità e alle culture, il collega Isabellon farà altre precisazioni in merito.
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - Grazie, Presidente. Ad integrazione della situazione rappresentata dall'intervento del collega Viérin, da una ricerca che è stata effettuata presso i nostri uffici risulta che, a partire dall'ottobre 2000 - anno in cui si è verificato il secondo evento alluvionale, il primo è stato quello del 1993 - abbiamo in giacenza una richiesta del consorzio di miglioramento fondiario... perché occorre ricordare una premessa importante. Infatti dal 2000, dal piano di sviluppo rurale 2000-2006, la modalità operativa dell'Assessorato non ha più previsto interventi diretti, ma si è passati ad interventi attraverso le richieste che provengono dai consorzi di miglioramento fondiario, e attualmente non c'è più la possibilità di intervenire direttamente come Assessorato, con interventi gestiti direttamente dagli uffici, ma attraverso questo tipo di procedure.
Per quel che riguarda la richiesta del consorzio, abbiamo una richiesta che probabilmente fa seguito a tutta una serie di situazioni che si sono evidenziate sul territorio di Fénis, e noi sappiamo giustamente quanto ha toccato duro l'alluvione su tutto il territorio di Fénis, anche per quel che riguarda l'aspetto di danneggiamenti sui fondi agricoli, abbiamo - dicevo - una richiesta del consorzio che per quel che riguarda la zona interessata, cioè il foglio 3, riferisce di una richiesta in località Druges, questo insieme a Les Iles, a Barche ad altre, in data 27 dicembre 2001, quindi probabilmente fa seguito... ecco, in località Druges, però, dalla cartografia risulta essere a monte della... poi può confermare il Sindaco...
Cerise G. (fuori microfono) ...a monte dell'autostrada...
Isabellon (UV) - ...esatto, a monte dell'autostrada ce l'abbiamo anche sul... invece per quel che riguarda... e sono circa 4.900 metri... può darsi che questa situazione sia parziale, che magari il consorzio in quel momento ha rappresentato non recependo le istanze dei 40 proprietari... questo almeno risulta dagli atti. C'è da dire anche che la pratica in questione, quella della località Druges, non è mai stata finanziata, probabilmente anche perché il consorzio, di concerto con l'Amministrazione regionale - considerati anche i modesti danni segnalati, perché in quella zona lì, infatti, c'è poco danno, c'è più un imboschimento che altro - ha dato priorità agli ingenti danni invece relativi ad altre superfici coltivate con tutti gli interventi che si sono attuati in questi anni. In più, a titolo informativo, sempre da parte del consorzio, è stato dato un altro tipo di priorità anche per quel che riguarda i miglioramenti fondiari, legati sempre a monte dell'autostrada a tutta quella zona che si trova in adiacenza al foglio 3, che è oggetto di un grande intervento di riordino fondiario: questo è quello che attualmente abbiamo come pratiche in corso.
Fatte queste permesse, non ci risulta neanche che ci sia una richiesta specifica relativa a quegli accessi, perché sicuramente quegli accessi attualmente sono stati attuati su consenso dei proprietari provvisoriamente, ma non c'è una domanda di contributo relativa alla sistemazione di piste di accesso ai fondi per quella zona che è oggetto dell'interpellanza, del foglio mappale n. 3. Probabilmente, visto che c'era un tacito accordo di questo tipo, il consorzio non è stato investito da una richiesta specifica per quel che riguarda le piste; di conseguenza, non l'ha presentata all'Assessorato: questa è la situazione. Evidentemente, nel momento in cui si dovessero prevedere degli interventi, è da ricordare che comunque anche gli accessi che dovessero essere realizzati naturalmente su proprietà private non comportano l'esproprio e l'acquisizione dei fondi, ma questi rimangono comunque di proprietà dei proprietari originariamente interessati al passaggio della pista interpoderale. Bisognerebbe vedere se il consorzio vuole riconoscere questa viabilità come è attualmente in essere, magari con una domanda di riattamento di questa viabilità. Questa potrebbe essere un'ipotesi di soluzione, ma al momento non abbiamo richieste specifiche.
Del discorso sull'erosione e su quel che riguarda le difese spondali della Dora... su questo ha già riferito precedentemente il collega Viérin; evidentemente nel momento in cui si realizzano delle protezioni si pensa anche all'accesso ai fondi, ma le due cose possono anche essere viste separatamente... questo è quanto.
Président - La parole au Conseiller Cerise Giuseppe.
Cerise G. (VdAV-R) - Ringrazio i due Assessori, ma non posso dire di trarre grande soddisfazione dalle due risposte, perché uno mi ha elencato tutti gli ordini di priorità di intervento che per me è un ripasso, perché li conoscevo; l'altro mi ha portato a conoscenza di tutta la programmazione del consorzio di Fénis, che ho la presunzione - anche in questo caso - di conoscere. Avevo premesso il discorso delle priorità nell'illustrazione dell'interpellanza, ritenevo che giustamente c'erano degli interventi prioritari come, nel caso specifico, consolidare la parte di sostegno della strada statale. Qui non si chiede un intervento per ripristinare un certo tipo di viabilità, si chiede sostanzialmente un'arginatura sul fondo per limitare in conseguenza l'erosione; questo automaticamente fungeva anche da pista come era già prima.
Per il discorso dell'esondazione mi permetto di ricordare che questo non andrebbe a compromettere l'espansione dell'acqua in quella zona, perché parliamo di due livelli nettamente diversi rispetto a quello dell'altra sponda; dunque non si va in alcun modo a comprimere la cosa, ma poi farò avere le foto all'Assessore e si renderà conto che qui si tratta di un terreno che, essendo molto fragile, come c'è una piccola piena d'acqua erode. C'era un progetto presentato da uno dei proprietari che è un tecnico, di 1,50 metri di scogliera bassa, proprio per evitare questa erosione costante quando ci sono le piene, che successivamente al 2000, erodendo, avevano portato via anche quella piccola striscia di massi già messa in quella posizione... ma quella era stata una piana particolare.
Invito a rivedere un po'... poi magari all'Assessore alle opere pubbliche sottoporrò, anche dal punto di vista di grafici, la situazione; di conseguenza, non posso dichiararmi soddisfatto, evidentemente.
