Objet du Conseil n. 126 du 22 octobre 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 126/XIII - Approvazione di risoluzione: "Iniziative per garantire alla Valle d'Aosta una rappresentanza al Parlamento europeo".
Il Consiglio
- ai sensi del secondo comma dell'articolo 53 del Regolamento interno del Consiglio;
delibera
di iscrivere all'ordine del giorno dell'adunanza in corso la risoluzione dei Consiglieri Louvin, Zucchi, Comé, Lattanzi, Caveri, Empereur, Fontana Carmela e La Torre: "Iniziative per garantire alla Valle d'Aosta una rappresentanza al Parlamento europeo".
Président - On passe maintenant à l'inscription de la résolution, comme j'avais annoncé tout à l'heure.
Je soumets au vote l'inscription de la résolution:
Conseillers présents et votant: 32
Pour: 32
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Ricordato come la legge 18 del 1979 recante Elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia e successive modificazioni contenesse un meccanismo in favore della "minoranza di lingua francese della Valle d'Aosta" con il quale si consentiva la formazione di gruppi di liste in collegamento fra una lista presentata da partiti o gruppi politici espressi dalla minoranza linguistica e una lista nazionale, prevedendosi che l'ultimo eletto del gruppo all'interno della circoscrizione Nord-occidentale fosse assegnato al candidato indicato dalla minoranza linguistica le cui preferenze risultassero essere almeno cinquantamila;
Preso atto che questo sistema non è mai stato utilizzato - proprio per l'elevato numero di preferenze richieste - nel corso delle prime quattro consultazioni elettorali per l'elezione del Parlamento europeo (1979, 1984, 1989, 1994), mentre in altri due casi (1999 - 2004) ha dimostrato di non essere utilmente usufruibile con questa modalità dalla Valle d'Aosta per la già citata soglia troppo elevata;
Rilevato come non a caso figurino negli atti parlamentari, sin dagli anni Ottanta, diverse proposte di legge di iniziativa del Consiglio Valle e dei Parlamentari valdostani mirate, con varie soluzioni tecniche, ad assicurare l'elezione di un parlamentare europeo valdostano;
Considerato che è in corso alla Camera dei Deputati l'esame di una riforma sostanziale della legge 18 del 1979, che prevederebbe, tra l'altro, un aumento del numero delle circoscrizioni, liste bloccate con l'abolizione delle preferenze e uno sbarramento al 5%, pur conservando la possibilità di collegamento per le liste delle minoranze linguistiche con altra lista attraverso la sola sostituzione dei cinquantamila voti di preferenza con cinquantamila voti di lista: soglia che resta irraggiungibile per la Valle d'Aosta e che priverebbe - con le nuove aggregazioni regionali - la Valle d'Aosta, sola fra le Regioni italiane, di un proprio parlamentare europeo;
Ritenendo lesivo dei diritti costituzionali della Valle d'Aosta, in quanto minoranza linguistica e come Regione a Statuto speciale, un assetto normativo che pregiudichi di fatto la possibilità dei suoi cittadini di essere rappresentati in seno al Parlamento europeo;
Ritenendo accoglibile, a tutela dei sopra richiamati diritti, l'ipotesi di una considerevole riduzione dell'attuale soglia dei cinquantamila voti di lista, per renderla più congrua con il ridotto numero di aventi diritto al voto nella Regione Autonoma Valle d'Aosta;
Dà mandato
ad una delegazione della I Commissione consiliare permanente allargata ai rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale, in collaborazione con i Parlamentari valdostani, di manifestare urgentemente le preoccupazioni proprie di tutta la comunità valdostana alla Prima Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati attualmente impegnata sul testo della riforma della legge elettorale per le elezioni europee;
Impegna
il Presidente della Regione ad intervenire presso il Governo nazionale per manifestare questa inderogabile necessità.
F.to: Louvin - Zucchi - Comé - Lattanzi - Caveri - Empereur - Fontana Carmela - La Torre
Président - Quelqu'un souhaite présenter la résolution?
La parole au Conseiller Zucchi.
Zucchi (PdL) - Grazie, Presidente. Cari colleghi, il mio compito in questa fase è quello di relazionare in merito all'iter che è avvenuto nella I Commissione e che ha la stesura di tale risoluzione, la quale è stata condivisa da tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio ed è scaturita dall'iscrizione nella scorsa settimana di un punto ad opera e su iniziativa del gruppo Renouveau Valdôtain sull'argomento che peraltro era già stato posto all'attenzione di questo Consiglio, ossia la richiesta di modificare la legge europea per quanto concerne anche le ricadute riguardanti la nostra Regione. Sapete tutti quanti che l'argomento è in discussione in queste ore al Parlamento, più precisamente in Commissione, anzi le "cose" corrono talmente velocemente che, per quanto riguarda la Commissione Affari costituzionali della Camera, di fatto il primo passaggio si è già concluso nella giornata di l'altro ieri, ciò non toglie che l'argomento sarà preso in esame dalle aule parlamentari, quindi è stato iscritto in discussione alla Camera con decorrenza 27 ottobre. Dicevo prima che l'argomento era stato posto su iniziativa del gruppo Renouveau Valdôtain, ma nei giorni successivi il Governo regionale ha avanzato una seconda proposta di natura differente, sempre riguardante questo tema, che, alla luce del dibattito in corso in Parlamento, è stato posto all'attenzione della Commissione su iniziativa del collega Caveri. A questo punto devo dare merito e atto ai colleghi di Renouveau Valdôtain che si sono resi conto delle condizioni di aggiornamento continuo della materia, che hanno acconsentito a mettere in stand-by la loro proposta di legge, che era una proposta di legge tesa a portare, così come avviene nel nostro ordinamento statutario, un collegio uninominale, così come avviene nella Camera e nel Senato anche per quanto riguarda il Parlamento europeo, quindi di "congelare" tale aspetto anche alla luce dei dibattiti nelle aule Parlamentari, dove voi tutti sapete che per iniziativa del Governo c'è un'indicazione nella modificazione di questa legge in termini restrittivi. Sappiamo che il numero dei Parlamentari europei riservati all'Italia verranno drasticamente ridotti al numero di 72, che è in atto una modifica tesa a porre uno sbarramento del 5% e che c'è in corso da parte della maggioranza di Governo nazionale l'intenzione di abolire le preferenze, insomma c'è una materia che è in fase di discussione proprio in queste ore.
Io in questo ruolo non intendo entrare nel merito delle proposte, perché saranno poi i colleghi che hanno contribuito con un'ampia condivisione alla stesura di tale risoluzione ad illustrarne tutti i caratteri peculiari. Sapete che il nostro gruppo - faccio un piccolo inciso di natura politica e non istituzionale - su una prima proposta proprio in quest'aula, lo dico a mo' di chiarezza, si era espresso in una maniera non positiva, ritenendo che la richiesta di arrivare ad un collegio uninominale fosse in controtendenza rispetto alle dinamiche che stanno avvenendo in fase nazionale e in questo senso sarà molto più approfondito il ragionamento del mio Capogruppo Lattanzi... per quanto riguarda il nostro ragionamento... mentre la proposta che è giunta dal Governo regionale, per le proprie dinamiche, per i propri ragionamenti, ci è parsa invece condivisibile. Noi quindi l'abbiamo condivisa, perché contiene dei presupposti che, secondo noi, devono essere posti all'attenzione del Governo da parte del Presidente della Regione di sua competenza e del Parlamento per quanto riguarda i rapporti esistenti fra la Commissione Affari istituzionali della Valle d'Aosta e le Commissioni Camera e Senato che si apprestano a discutere questi argomenti. Tale risoluzione quindi è stata il frutto di una condivisione ampia, esprimo proprio il mio compiacimento, la mia grande soddisfazione per il raggiungimento di tale risultato, perché questa è la dimostrazione che, quando ci sono in gioco delle questioni che riguardano l'interesse di tutta la Comunità valdostana, abbiamo potuto dimostrare che ci sono delle ampie convergenze, delle condivisioni al di là degli steccati e delle barriere ideologiche.
Senza entrare nel dettaglio, perché lascerò a coloro che mi seguiranno l'entrare nelle dinamiche e nella spiegazione dei ragionamenti tecnici che hanno portato alla stesura di questa risoluzione, mi sento di ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla stesura di questa risoluzione, tutti i componenti della Commissione, in modo particolare i colleghi Caveri e Louvin, che sono stati gli esecutori materiali di questa iniziativa, che poi è stata posta all'attenzione di tutti, che tutti hanno condiviso e che oggi tutti hanno firmato. Mi auguro che nella giornata di oggi vi possa essere la possibilità per la prossima settimana... perché la motivazione per la quale abbiamo richiesto l'iscrizione è dettata dall'urgenza della materia, che è in corso di discussione in Parlamento... quindi l'impegnativa della risoluzione è volta a fare in modo che una delegazione della I Commissione, di concerto con i Parlamentari valdostani, da una parte, e il Presidente della Regione per sua competenza, dall'altra, nei meandri governativi possa il più presto possibile - noi abbiamo previsto e preso dei contatti informali con le Commissioni di Camera e Senato in questo senso - spiegare le ragioni tecniche che vedono la nostra Regione richiedere la modifica in tale fase della legge elettorale europea, affinché non vengano adottate delle sperequazioni in forza delle quali in questo momento la Valle d'Aosta sarebbe, unica fra le Regioni d'Italia, tagliata fuori già in partenza dalla possibilità di esprimere un parlamentare europeo. Ciò detto, ringrazio ancora tutti per la collaborazione e vi ringrazio.
Président - La parole au Conseiller Caveri.
Caveri (UV) - L'exposé du Président de la Ie Commission a déjà permis d'avoir un cadre exhaustif de l'ensemble des passages politiques qui nous ont permis de trouver un accord sur un texte commun, qui vise à trouver une possibilité d'avoir un élu lors des prochaines élections européennes. Le cadre juridique est bien connu. Il y a presque trente ans, il y a eu pour la première fois l'élection démocratique du Parlement européen. A l'époque les élus pour l'Italie étaient 87, donc un nombre bien plus élevé car à partir du 1979 il y a eu l'arrivée de nouveaux Pays à l'intérieur de l'UE, mais surtout il y a eu la vague énorme des Pays de l'élargissement il y a quelques années et le 1er janvier de cette année il y a eu l'entrée dans l'UE de la Roumanie et de la Bulgarie. A ce propos il faut réfléchir sur le fait que, si déjà il y a trente ans la présence d'un parlementaire européen valdôtain était une présence importante, aujourd'hui on peut dire qu'en tenant compte de l'augmentation des compétences pour le Parlement européen, cette présence est vraiment décisive pour l'essor de notre Communauté. Justement en regardant le Traité bref - ce qui reste du travail de la Convention européenne à travers le récent Traité de Lisbonne - nous pouvons affirmer que le processus de codécision est en train de réellement transformer le Parlement européen dans un véritable Parlement, tandis que dans le passé était une assemblée consultative, qui n'avait pas de pouvoirs réels, et aujourd'hui il y a une série de matières qui nous intéressent beaucoup (par exemple, la politique régionale, les transports, l'énergie) et qui nous donnent la nécessité d'avoir quelqu'un qui puisse suivre les démarches surtout pour ce qui est des directives et des règlements, qui sont le cœur de la décision législative européenne.
Abbiamo avuto modo in Commissione di rievocare le vicende di tutte le elezioni europee, che hanno un filo logico: il filo logico è stato quello del mancato ottenimento nella legge n. 18/1979 di una rappresentanza garantita alla Valle d'Aosta, perché il meccanismo di tutela delle minoranze linguistiche di lingua tedesca della Provincia di Bolzano-Bozen, degli sloveni del Friuli Venezia Giulia e della minoranza francese, come viene definito nella legge della nostra Valle, andava benissimo per una minoranza grande in termini numerici come quella dell'Alto Adige Sud Tyrol e ovviamente questo sbarramento previsto di 50mila voti di preferenza era per noi, a fronte attualmente di qualcosa come 100mila elettori, impossibile da raggiungere. Va pertanto ricordato storicamente come la forza politica che ho l'onore di rappresentare nel 1979, nel 1984 e nel 1989 aggregò una lista definita in maniera poi variegata "Federalismo", che in realtà ebbe degli eletti non la prima volta: quando, su idea di Bruno Salvatori, ci fu questa aggregazione, per una manciata di poche migliaia di voti non si raggiunse il risultato utile, ottenendo lo 0,47 e quest'ultimo resto fu rubato come dicevo da un'altra lista per poche migliaia di voti. Nelle due occasioni successive invece (nel 1984 e nel 1989) vi fu l'eletto, il quorum scattò nella circoscrizione isole con l'elezione di due importanti esponenti del Partito sardo d'azione: Michele Columbu e Mario Melis, ma poi ricorderete che per una serie di vicende non scattò quella rotazione prevista che avrebbe portato una prima volta Alexis Bétemps al Parlamento europeo e una seconda volta il sottoscritto. Sappiamo poi le vicende del 1994 quando, chiusa questa avventura del federalismo, vi fu una presentazione sempre sul piano nazionale, mentre per la prima volta nel 1999 e nel 2004 si usò questa formula di apparentamento con una forza politica nazionale, in un primo tempo i Democratici e in un secondo tempo l'Ulivo, che non ebbe successo in quanto formula di tutela di una minoranza linguistica, solo il caso portò nel 1999 al fatto che il sottoscritto fu piazzato come primo dei non eletti e questo mi consentì, con le dimissioni di Massimo Cacciari, di entrare al Parlamento europeo. Fin dalla metà degli anni '80 i Parlamentari che si sono succeduti, ma anche le assemblee del Consiglio regionale, hanno presentato proposte di legge. In un primo tempo la proposta di legge stabilizzata nella sua presentazione era quella del collegio uninominale sotto diverse formule, io ne presentai una che prevedeva anche la modifica con legge costituzionale dell'articolo 47 dello Statuto, che già prevede le circoscrizioni per il Parlamento italiano, dopodiché, piano piano, consci del fatto che altre Regioni non riuscivano ad ottenere gli eletti con queste grandi circoscrizioni elettorali, si presentarono delle leggi di tipo diverso che portavano ad avere almeno un eletto per ciascuna Regione italiana o Provincia autonoma.
Ha detto bene il Presidente Zucchi, di come la Commissione, partendo dalla relazione fatta dal collega Louvin per il suo gruppo, avendo loro ripresentato una proposta in senso uninominale, ha consentito di fare lo stato delle "cose" nell'immediato, essendo la legge n. 18/1979 in discussione in questo momento con la sede referente nella I Commissione già conclusa ed essendosi ormai verificata la condizione di avere un testo per andare in aula a partire da lunedì 27 ottobre. Questo implicava un'urgenza, a tale urgenza ha reagito anche il Presidente della Regione inviando al Deputato Nicco una nota nella quale lo informava della necessità di trovare un meccanismo, che in questo caso era il meccanismo spiegato dall'Onorevole Giuseppe Calderisi, relatore del provvedimento alla I Commissione della Camera, dove in sostanza le 50mila preferenze vengono trasformate in 50mila voti di lista, con quell'insieme di aggiustamenti alla legge che la modificano però nella sostanza, come lo sbarramento al 5%, la riduzione delle circoscrizioni elettorali e l'abolizione con lista bloccata della logica delle preferenze. Questo rischierebbe, come già è stato ricordato, di creare una situazione paradossale per cui la Valle d'Aosta potrebbe essere l'unica Regione a non avere un proprio parlamentare europeo eletto nel giugno 2009, quando si terranno le prossime consultazioni per il Parlamento europeo. Questa risoluzione del Consiglio quindi mira ad un'interazione politica, che spetta naturalmente al Presidente della Regione in quanto rappresentante della Regione presso il Governo, ma anche con una logica di diplomazia parlamentare che porterà la I Commissione ad interagire con.... la I Commissione, a cui spetta l'esame degli emendamenti che verranno presentati in aula. Suona come positivo il fatto che il Governo abbia chiesto al Deputato Nicco di ritirare l'emendamento che fissava in 25mila il numero dei voti di lista previsti per l'elezione, proprio in vista di una riflessione da parte del Governo e della maggioranza in Parlamento su questa proposta, che veniva da parte del Deputato anche su sollecitazione del Governo della Regione e, dopo il voto di oggi, dell'intera Assemblea del Consiglio. L'auspicio quindi è che nell'adottare questa risoluzione si rifletta anche su un metodo positivo, per cui laddove vi siano degli interessi che possiamo considerare superiori per la nostra Regione... spesso siamo scossi da vicende e da polemiche che rientrano nell'assoluta logica della dialettica politica, ma ci sono dei momenti come questi in cui l'affermazione di una volontà più larga e condivisa può consentire quell'azione politica positiva che speriamo possa dare un risultato concreto.
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Il tema è un tema storico per questa Regione e ci ha visti vivere speranze e frustrazioni nel tempo ogni volta che è sembrato vicino un risultato utile a far ritrovare alla Regione, non all'istituzione regionale valdostana, ma alla Comunità valdostana, una possibilità di essere correttamente presente sul tavolo del Parlamento europeo.
Effettivamente, come è già stato ricordato dal collega Caveri, dal 1979 ad oggi ci sono stati cambiamenti epocali che hanno riguardato questa istituzione; rivendicare allora un posto al Parlamento europeo era essenzialmente piantare una bandiera di rappresentanza, viste all'epoca le modeste competenze di cui godeva tale istituzione. Ci sono stati di mezzo però 5 trattati europei: l'Atto unico, il Trattato di Maastricht, Amsterdam, Nizza, adesso da ultimo il Trattato di Lisbona e questo Parlamento è cresciuto al punto di essere oggi codecisore nella funzione legislativa e quindi soggetto che ha parola sulle grandi scelte europee, per cui la nostra assenza, l'assenza di una comunità che vuole essere significativa non solo nel quadro nazionale, ma anche sul piano europeo, è un'assenza che pesa. Non vorremmo che pesasse solo per gli apparati politici, che si vedono privati di uno sbocco, di un posto, di una possibilità di sviluppo di carriera per qualcuno... per noi l'approdo di una rappresentanza assicurata, garantita nella forma se possibile, o almeno - come vedremo più avanti - nella sostanza, è un approdo necessario per i valdostani tutti e non solo per una parte ristretta della Comunità valdostana qual è la classe politica. È tanto più necessaria tale presenza, in quanto, come vediamo in questi giorni - torno alla tematica dell'ambiente -, con il clamoroso ritardo dell'Italia nel fare presente le proprie ragioni di politica ambientale e cercare di rincorrere nuovi equilibri, dopo che i "treni" sono già passati, la rappresentanza italiana complessiva nel Parlamento europeo è sempre stata una rappresentanza debole, frammentaria, spesso appannaggio di leader politici nazionali sostanzialmente assenteisti. Il fatto che la nostra Comunità invece richieda di poter avere una presenza che auspichiamo significativa e duratura, legata oltretutto al nostro contesto territoriale, cosa che proponiamo non solo per questa Regione, ma per tutte le Regioni d'Italia, ci sembra essere un obiettivo degno di essere perseguito con una battaglia che, prima ancora che tattica, è una battaglia per noi tutti, spero per questo Consiglio, di principio. I principi non vanno fatti "uscire dai cassetti" solo in determinate circostanze, il principio della rappresentanza garantita alle minoranze è per noi un principio sotteso all'intera Costituzione, implicitamente già affermato nello Statuto laddove ci riserva una rappresentanza garantita in Parlamento nazionale, alla Camera e al Senato e averne omessa la difesa nella legge n. 18/1979 fu all'epoca un gravissimo danno per la Valle. Un giurista a cui anche questa Assemblea ha fatto ricorso in tempi recenti: il Presidente Valerio Onida, ha scritto a questo proposito che la concessione che ci fu fatta con la legge del 1979 fu poco più che una lustra, appena appena una mostrina per far sì che si dicesse che esistevamo anche noi e ne ha sottolineato quindi tutta l'illusorietà. Più efficace invece è stata l'affermazione con il Trattato di Maastricht della nostra presenza al Comitato delle Regioni, dove invece è vista riconoscersi questa nostra titolarità attraverso un nostro rappresentante.
Colleghi, nel momento in cui si stanno "stringendo i nodi" della discussione in I Commissione Affari costituzionali della Camera, dove si chiuderà il testo che nei prossimi anni ci porterà a stabilire come avviene la rappresentanza italiana al Parlamento europeo, la nostra richiesta - "nostra" di questa forza politica, ma ci auguriamo di tutti - deve essere quella di guardare non solo all'interesse e all'utilità dei singoli partiti e dei partiti nazionali in particolare, ma deve guardare oltre. Abbiamo seguito tutti con attenzione il dibattito in corso, un dibattito che ha preso dei toni "al calor bianco" nelle ultime settimane, con delle forze oltretutto politiche moderate, tradizionalmente molto attente a pesare il loro linguaggio, portate a definire addirittura semifascista l'impostazione della legge e - cosa che abbiamo udito qui in Valle a Saint-Vincent pochi giorni fa - la decisione di blindare il contenuto di questa legge "pistola fumante sul tavolo". Ci auguriamo che, malgrado la rottura che vi è stata in Commissione Affari costituzionali nei giorni scorsi, il dialogo possa invece riprendere e veda quanto meno le istituzioni parlamentari nazionali farsi carico anche della nostra posizione, anche se ravvisiamo nell'impianto del testo di legge come stia emergendo una rottura ancora pesante di quel rapporto fra territorio ed eletti, fra comunità ed eletti che per noi dovrebbe essere alla base della legge elettorale. Chiediamo che si faccia appello con forza a quei principi che le stesse istituzioni europee hanno indicato, laddove, con la decisione del 2002 dell'UE, si è indicata la possibilità agli Stati membri, in funzione della loro specificità nazionale, di costruire circoscrizioni elettorali per l'elezione al Parlamento europeo o prevedere altre suddivisioni elettorali pur senza pregiudicare il carattere complessivamente proporzionale del voto che deve essere salvaguardato. Condividiamo questa sollecitazione a cui invece finora si è fatta poca attenzione e la condividevamo in particolare con la proposta di legge ricordata dal Presidente Zucchi, che è stato l'elemento che ha permesso oggi a questa Assemblea di tornare sull'argomento e di individuare un percorso che auguriamo comune. La nostra proposta di legge - ci tengo a dirlo qui visto che non avrà il privilegio di essere discussa nella sua interezza, decadrà nel momento in cui il Parlamento avrà varato la propria legge elettorale - chiedeva di regionalizzare le circoscrizioni elettorali di tutto il territorio nazionale, rafforzando questo legame territorio-eletto e in particolare dando il collegio uninominale alla Valle d'Aosta. Questa è la rivendicazione storica, questo è l'obiettivo che, secondo noi, andava e andrà ancora perseguito in futuro a tutela di un corretto modo di relazionarsi fra le Regioni e l'UE. In tale senso andava la proposta dei Parlamentari... del nostro Parlamentare, Onorevole Nicco, intorno alla quale si è discusso, anche se ben poco mi pare esserne rimasto nel testo comune che è stato adottato dalla Commissione; noi riteniamo che su questo si debba continuare a lottare.
Al Presidente della Commissione con lealtà e onestà dobbiamo sottolineare la diversità di percorso attraverso il quale siamo giunti a questa posizione comune. La risoluzione che abbiamo sottoscritto assieme al collega Caveri è per noi un minimo comune denominatore. Il nostro punto di partenza, il nostro obiettivo è e deve rimanere quello di un collegio uninominale per la Valle d'Aosta, non per l'istituzione Regione, ma per la Comunità valdostana; una soluzione è invece quella individuata e indicata nel termine della risoluzione: quella dell'abbassamento del numero di voti prescritti per l'ottenimento dell'eletto in una circoscrizione in cui siamo oggettivamente annegati...
Presidente - ... vorrei invitarla a non posizionarsi davanti alla Giunta quando c'è un oratore, grazie. Oltretutto ha fatto un po' di fotografie, per cortesia, non è il caso di continuare a stare qui in attesa di fotografare i Consiglieri ...
Louvin (VdAV-R) - ... dicevamo, l'abbassamento della soglia da 50mila voti prescritti attualmente a 25mila voti è per noi un escamotage, è un minimo che ci può consentire, seppure con meccanismi molto diversi da quelli che esprimerebbe la seria e sana rappresentanza di tutta la Valle d'Aosta, di ottenere un risultato utile. Noi abbiamo partecipato alla stesura di questa risoluzione in tale spirito di collaborazione, nell'intento di manifestare una posizione unitaria che ci auguriamo tutte le forze politiche presenti in Consiglio sappiano tenere anche sul piano nazionale. Ci auguriamo che vi sia autorevolezza da parte dei nostri colleghi che militano in formazioni nazionali. Ci auguriamo che sappiano farsi sentire soprattutto i colleghi di quella parte politica che in questo momento ha il gioco in mano e, dopo l'abbandono dei lavori in Commissione da parte dell'opposizione, sostanzialmente la decisione ultima in ordine a questa legge elettorale. Ci auguriamo che la nostra azione comune possa portare ad un risultato, un risultato - ripeto - che sarà sicuramente al di sotto delle nostre aspettative, ma non per questo privo di merito qualora fosse concretamente ottenuto.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, dicevo qualche seduta fa rispetto alla questione del federalismo che non ci si può inventare federalisti o smarcarsi a seconda delle condizioni. Ora alla base di un'idea di federalismo vi è il riconoscimento della parità giuridica di tutti i soggetti che si federano fra di loro, quindi il principio della circoscrizione alla Valle d'Aosta o è riconosciuto - e allora si va veramente verso uno Stato federale che non si occupa solo della questione fiscale, ma anche di quella giuridica, politica, e tanto più questo principio va riconosciuto quando ci si confronta con l'Europa -, altrimenti si rimane in una situazione di ambiguità.
Il riconoscimento di tale principio... per quanto ci riguarda, lo abbiamo ricordato in tempi non sospetti, già nel mese di luglio mentre la politica era silente, come PD eravamo intervenuti a ribadire questo principio, che aveva fatto oggetto anche degli impegni da noi presi al momento delle elezioni politiche e quindi il mandato che era stato affidato al Deputato Nicco era proprio quello di battersi affinché la Valle d'Aosta ottenesse la circoscrizione per le elezioni europee, ma di fatto appariva già nel mese di luglio che l'eventuale riforma della legge elettorale per le elezioni europee era blindata dalla maggioranza di governo. Liste bloccate e sbarramento alto, al 5%, tant'è che la discussione nella I Commissione Affari costituzionali alla Camera non è stata una discussione molto serena, anzi piuttosto arcigna, fino a costringere l'opposizione ad abbandonare addirittura i lavori perché nulla si poteva discutere, quindi non c'era nessuno spazio - ripeto - rispetto al riconoscimento del principio di avere la circoscrizione per la Valle d'Aosta, cosa che invece nel 2006 in I Commissione aveva fatto grossi passi avanti. Di fronte al muro della maggioranza de Il Popolo della Libertà, giustamente siamo tornati a riflettere sul testo base oggetto di discussione in I Commissione e si è tornati al vecchio testo di legge, ove si parla di riconoscimento alle minoranze linguistiche più che di un riconoscimento vero e proprio all'istituzione Regione autonoma Valle d'Aosta. Qui condivido quello che hanno detto coloro che mi hanno preceduto, con un atto esemplare di realismo politico tutti i gruppi consiliari hanno convenuto di lavorare perché sulla base di quel testo si creassero reali condizioni per la Valle d'Aosta di eleggere un parlamentare europeo, quindi tentare di abbassare il numero dei voti - oggi parliamo di numero di voti e non più di preferenze - per le liste apparentate. Abbiamo quindi lavorato sulla base di un'ipotesi molto pragmatica, affinché si possa tentare di eleggere un valdostano, ma resta chiaro a nostro avviso che la strada da percorrere sarà ancora lunga.
Vorrei ricordare che non è solo una questione riguardante il fatto che magari l'elezione di un parlamentare nazionale vuol dire eleggere un assenteista, mentre eleggere un valdostano vuol dire eleggere una persona che sarà sempre lì a Bruxelles a lavorare. Ricordo che anche nei partiti nazionali molti esponenti che vengono dalla nostra tradizione politica hanno lavorato assiduamente per costruire un'Europa dei cittadini e delle persone per l'affermazione di diritti universali, fra cui quello delle minoranze linguistiche e quello che ogni popolo possa coltivare le sue culture e la sua tradizione. L'idea che ci deve guidare quindi è certo oggi di essere pragmatici e quindi di sostenere questo tipo di risoluzione, ma per il futuro immaginare di riprendere tale cammino volto al riconoscimento giuridico della realtà istituzione Regione autonoma Valle d'Aosta e quindi del suo diritto di avere un seggio a Bruxelles.
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Cari colleghi, voglio anch'io sottolineare l'importanza del fatto che oggi l'intero Consiglio, dimostrando una grande maturità, abbia voluto in maniera unanime prendere posizione mediante l'iscrizione della risoluzione con carattere d'urgenza e che l'argomento in questione venisse trattato all'inizio di questa seduta, dimostrando da parte di tutti grande convinzione e senso di appartenenza ad una comunità, ad una Regione nel suo insieme, tralasciando le posizioni di parte del proprio partito e della propria coalizione. Vi è quindi la consapevolezza che solo con il contributo di tutti e con l'azione coordinata e sinergica si possono ottenere in un contesto sempre più difficile dei risultati positivi e concreti per la nostra Regione.
Dopo quasi trent'anni oggi possiamo concretamente intervenire sulla legge n. 18/1979, recante l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, che per la sua formulazione - poi l'hanno illustrato in maniera dettagliata sia il collega Caveri, sia il collega Louvin... - e a seguito anche delle modifiche apportate, ci ha sempre visti soccombenti nell'ambito della circoscrizione nord-ovest. Noi sappiamo tutti quanto i tempi di decisione e di inoltro della nostra proposta siano estremamente stretti, in quanto la proposta delle modifiche della legge n. 18/1979 sarà presentata alla Camera dei deputati la prossima settimana, e che alcuni emendamenti per noi importanti, presentati in Commissione, sono stati ritirati seppure con la rassicurazione di riscriverli e discuterli direttamente in aula nell'esame che avverrà la prossima settimana.
Alcuni passi in avanti nella Commissione Affari costituzionali sono però stati fatti e questo, bisogna dirlo con chiarezza, grazie all'intervento dei componenti di questo Consiglio presso i vari Commissari della Commissione parlamentare... è stato accolto dal relatore stesso, l'Onorevole Giuseppe Calderisi, l'emendamento che era stato presentato dal Gruppo Misto, che è stato riformulato, circa l'insussistenza dell'obbligo della sottoscrizione per quei gruppi politici rappresentativi di minoranze linguistiche che abbiano conseguito almeno un seggio in occasione dell'ultima elezione per la Camera o per il Senato. È stato inoltre chiarito in Commissione che solo la lista madre deve raggiungere la soglia del 5%, mentre non è richiesta tale soglia alle liste collegate ed in modo particolare per quelle di minoranze linguistiche. Questi sono passi concreti già ottenuti ma, affinché si possa guardare con un certo ottimismo alla possibilità di vedere eletto un rappresentante valdostano alle prossime elezioni europee, abbiamo la necessità che la soglia richiesta di 50mila voti di lista si riduca nella sua ultima formulazione; pertanto noi della Stella Alpina non possiamo che approvare con grande convinzione il contenuto di questa risoluzione e impegnarci nella sua concretizzazione. Se la Valle d'Aosta nei prossimi giorni riuscirà ad ottenere queste modifiche a livello statale, bisognerà iniziare a dialogare fra tutte le forze politiche presenti in Consiglio e nell'intera società civile con lo stesso spirito che ci ha visti oggi in tale aula, affinché il risultato elettorale della prossima primavera veda premiare questi nostri sforzi.
Président - La parole au Conseiller La Torre.
La Torre (FA) - Grazie, Presidente. Gli autorevoli interventi di due ex Presidenti della Giunta, anche se oggi su fronti opposti, quello dei colleghi di tutte le forze politiche dimostrano come questa Comunità abbia necessità di essere rappresentata nel contesto europeo. Una necessità di una comunità che vede al suo interno un consolidamento delle forze regionaliste autonomiste, un consolidamento che avviene nel governo di questa Regione da parte delle forze regionaliste e che cerca anche di ritrovare un collegamento e un posizionamento diverso rispetto ai grandi cambiamenti dell'Europa e quindi anche con riferimento a quello che accade all'interno del nostro Stato. Questo evidenzia che la nostra non può essere solo una battaglia doverosa di posizione, ma deve essere anche una battaglia politica, che trovi delle sponde attraverso un percorso politico che deve avere continuità rispetto ai cambiamenti politici che in questo momento intervengono nel nostro Paese. Ecco che allora, affinché questa non diventi una battaglia solo di principi, noi dobbiamo uscire da quell'isolamento politico in cui le forze regionaliste autonomiste per la loro stessa natura corrono il rischio di trovarsi, per questo dobbiamo imparare... e forse aprire di più il nostro dialogo rispetto a tutte quelle forze politiche che si rendono disponibili. In questo senso ben venga il lavoro della I Commissione, che ha trovato tale unitarietà con tutte le altre forze politiche, non solo regionaliste e autonomiste, bisogna avere anche la capacità di aprire il dialogo verso quelle forze che sono affini a quelli che possono essere i principi che animano la nostra politica e faccio riferimento alle forze federaliste e autonomiste anche non presenti in quest'aula. Questo anche perché ritengo che, per essere concreti, sia necessario provare ad immaginare quello che può essere un percorso che vada al di là degli esiti del lavoro della Commissione parlamentare perché, anche nell'ipotesi che non ci fosse concesso l'ottenere queste 25mila preferenze, non credo che il nostro lavoro politico si debba interrompere o quanto meno la nostra battaglia non debba essere portata avanti e lo dovremo fare con gli strumenti che ci verranno concessi. Potrà quindi essere positivo il fatto che le preferenze si trasformino in voti, sarà un ragionamento su cui dovremo concentrarci, per cominciare ad ipotizzare un percorso futuro con tutte quelle forze che vorranno partecipare, dunque aprendo questo dibattito che fino ad oggi è stato un dibattito piuttosto chiuso; un dibattito che oggi rincorre l'evidenza dei fatti, ma che in realtà per qualche verso fino a poco tempo fa era abbastanza sommerso e sfuggiva all'attenzione di tutti. Anche noi, approvando tale ricerca di unitarietà che avanza con forza all'interno di questa risoluzione, siamo estremamente favorevoli ad una disponibilità a portare avanti il dibattito all'interno del Consiglio.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Merci, M. Président. Je crois que le thème mérite - même si je crois le bien-fondé de cette requête qu'on est aujourd'hui en train de faire a été largement démontré - quand même une réflexion... le liste apparentate.
voti e non più di preferenze - per eduto, con un atto esemplare di realismo politico, tutti i gruppi consil'ordre du jour qui est en discussion. Depuis toujours il y a eu la requête d'avoir un représentant au niveau régional. Si on a plusieurs fois souligné que la présence des Parlementaires au niveau du Parlement italien est due à une considération qui a été faite à son temps, qui dépasse la question des proportions entre numéro et élus, chose qui ne nous permettrait jamais d'avoir la représentativité, n'oublions pas qu'à ce propos il y a eu même des tentatives d'éliminer les représentants de la Vallée d'Aoste au niveau du Parlement italien, il y avait des amendements qui allaient dans ce sens lorsqu'il y avait eu la proposition de réforme de la Constitution italienne. Aujourd'hui nous sommes en train encore une fois de voir si on a au moins la possibilité de participer, car c'est là le thème, il ne s'agit pas ici de discuter de la présence: il s'agit de pouvoir participer d'une certaine façon avec des moyens qui puissent donner une compatibilité avec le défi de cette élection européenne.
Sur le mérite je pense que tout a été dit et je ne peux que partager l'engagement dans le sens de prévoir qu'il y ait une réelle représentativité, c'est-à-dire une répartition vraiment fédéraliste du concept de présence des Régions au niveau de Communauté européenne, mais je crois que là il y aurait beaucoup à dire, le problème des Régions, des Départements au niveau de l'UE c'est un thème encore ouvert, le débat en France comme dans d'autres Pays n'est pas encore achevé. Il y a là des attitudes très différentes par rapport à ce thème, ce qui conditionne aussi la répartition qui est en train d'être discutée au niveau italien. Je crois que le problème de l'Europe des Régions est un problème réel, qui va dans la direction de comprendre s'il peut y avoir dans le futur un fédéralisme européen, autrement il y aura du mal à avoir une réponse positive dans ce sens, car l'élargissement de l'UE n'est pas encore terminé, il y a d'autres requêtes d'adhésion, il y a encore des problèmes à résoudre du point de vue de la géopolitique, de la défense et des grandes thématiques de l'immigration, et cetera, ce qui porte à avoir une dimension au niveau européen qui dépasse le thème qu'on est en train d'aborder. Le vrai thème sur lequel on discute aujourd'hui c'est de voir si on reconnaît un sens fédéraliste, qui ne soit pas seulement le fédéralisme fiscal, mais le fédéralisme en tant que participation réelle et convaincue au projet européen, qui est en train de perdre des coups. Avec la crise quelqu'un a dit: "il y a un nouveau élan sur le débat de l'esprit européen", car autrement il n'y avait qu'un débat sur l'Europe économique aujourd'hui qui se passe aux différents niveaux des propositions pour ce qui est du rôle de l'Europe; alors pour la prochaine élection du mois de juin qu'est-ce qu'il va se passer? Evidemment nous sommes en train de faire une proposition minimale, car les propositions réelles avaient été largement partagées de la part des forces politiques présentes dans ce Conseil, il y avait là des engagements même des partis nationaux, qui à tour de rôle ont eu la possibilité d'être reliés avec les représentants au Parlement italien surtout dans la dernière législature; à Aoste combien de fois on a entendu dire que finalement il y aura le Parlementaire européen aussi pour notre Région? Malheureusement les choses n'ont pas changé! Sur ce thème au contraire le débat qui est en train de se passer au niveau de la Commission compétente, comme il a été rappelé, va dans une direction qui est opposée à ce que nous sommes en train de dire dans cette salle, exactement opposée! En effet il y a les listes bloquées, il y a la question de 5% qui ne nous concerne pas, comme a bien dit le collègue, étant donné qu'il n'y a pas l'exigence de prévoir pour les forces minoritaires ni d'avoir la cueillette des signatures, ni d'avoir le respect de cette formule, mais pour le reste la liste bloquée et le fait qu'il n'y ait pas seulement la question de 5 ou 10 circonscriptions... mais tout de même il y a à nouveau une série de requêtes qui vont dans la direction de réduire de 10 à 7 collèges, ce qui porte à un système de répartition qui va dans une tentative de régler des questions politiques qui sont au-delà de la représentativité. Ici nous sommes en train de nous plaindre pour dire: "est-il normal qu'une Région à statut spécial avec des spécificités ne soit pas représentée à Bruxelles?". Le débat qui est en train de se mener au niveau national va dans une direction tout à fait différente, ce thème n'est même pas malheureusement abordé!
Je prends acte avec satisfaction qu'à M. Nicco, qui a présenté l'amendement... qu'on lui a demandé de le retirer pour le représenter in aula, mais on sait très bien quel est le résultat qu'on aura dans le débat parlementaire in aula: il y aura probablement un texte qui est déjà concerté et les amendements n'auront pas tellement de chance d'avoir de succès. On se le souhaite, mais là il faut qu'il y ait - et là on souligne l'unique aspect positive qui nous concerne en tant que discussion, c'est-à-dire le fait d'avoir la signature de tous les groupes pour cette résolution - un engagement au niveau national avec les positions fortes surtout et ici évidemment le Parti de la liberté a un poids et une responsabilité particulière, qui lui revient pour le fait d'être déterminant en ce moment pour approuver ou non cette proposition! Il faut le dire clairement alors: ou il y a là la possibilité d'être déterminant et de faire de façon que ce problème soit accepté et on a de la chance d'avoir un résultat... car le débat est en train de se mener de façon un peu drôle, il n'y a pas la possibilité de débattre car même les représentants des minorités n'ont pas accepté de rester à la table de la discussion, alors je crois que tout sera ramené à la discussion parlementaire in aula, sur un texte qu'on ne peut qu'accepter ou refuser. N'oublions pas qu'il y a des échéances: tout cela doit être approuvé avant la discussion de la finanziaria avant la fin de l'année, sinon on va voter avec le vieux système, cela nous l'a dit dans une rencontre M. Calderoli, donc il ne faut pas oublier la réalité. Je crois qu'il est important aujourd'hui de souligner qu'il y a une attention des forces politiques régionales envers ce thème, qu'il y a une disponibilité à soutenir une position qui nous donne au moins la possibilité d'avoir l'apparentamento et de pouvoir participer. Je crois que celle-ci est une question à souligner, comme l'a fait le Président Zucchi, et dans ce sens va un remerciement à toutes les forces politiques qui ont bien voulu partager ce discours et donc en faire part. Je souligne tout l'enjeu est à ce qu'on pourra faire comme Commission, comme Parlementaires, mais surtout les rapports avec les forces de majorité au Parlement, qui ont la responsabilité d'approuver ou non cette requête, dont je me félicite qu'elle soit dans l'esprit de tout le Conseil. Merci.
Président - Est-ce qu'il y a des requêtes d'intervention? On ferme la discussion générale.
Je soumets au vote la résolution:
Conseillers présents et votant: 32
Pour: 32
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Président - La Présidence du Conseil pourvoira dans le plus bref délai possible à transmettre le texte de cette résolution aux organes compétents.
