Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 113 du 2 octobre 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 113/XIII - Interpellanza: "Attuazione della procedura di stabilizzazione dei lavoratori, prevista dal protocollo d'intesa tra la Regione, l'USL e le forze sindacali".

Interpellanza

Premesso:

- che il 23 maggio scorso è stato sottoscritto un protocollo di intesa siglato dall'Amministrazione regionale, dall'Unità sanitaria locale della Valle d'Aosta e dalle forze sindacali, in forza del quale circa duecentocinquanta lavoratori della sanità valdostana (infermieri, operatori socio-sanitari, amministrativi e tecnici) avrebbero avuto la possibilità di stabilizzare il proprio posto di lavoro, al raggiungimento del terzo anno di anzianità, attraverso concorsi riservati o riserve di posti in concorsi pubblici;

- che per la copertura di spesa di tale procedura sono stati trasferiti i relativi fondi con vincolo di destinazione all'USL;

- che la L. 6 agosto 2008, n. 133 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) sembra avere introdotto disposizioni potenzialmente restrittive alle procedure di stabilizzazione;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale per sapere se:

1) sia stata data attuazione, e in che misura, alla procedura di stabilizzazione sopra richiamata;

2) quali iniziative si intendano assumere per portare ad applicazione l'Accordo siglato il 23 maggio 2008.

F.to: Louvin

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Merci, M. le Président, bonjour. La questione, che sottoponiamo in forma di interpellanza alla Giunta, riguarda una vicenda molto complessa e di grande rilievo, che gli organi regionali e l'USL della Valle d'Aosta, insieme alle forze sindacali, stanno già seguendo da molto tempo e investe le posizioni di circa 250 dipendenti o comunque collaboratori dell'USL della Valle d'Aosta, per i quali, per effetto delle finanziarie del 2006 e del 2007 prima e della legge regionale n. 9/2008, si sono aperte delle porte e delle aspettative consistenti. Nella primavera scorsa, in tempi non sospetti (ossia pochi giorni prima delle elezioni, come spesso succede), per effetto di una vivace accelerazione, si è giunti alla stipula di un'intesa fra l'Amministrazione regionale, l'USL e le forze sindacali, che avrebbe potuto interessare infermieri e operatori socio-sanitari, amministrativi e tecnici. Non siamo qui a polemizzare su questioni tattiche o di casualità di calendario, quello che ci preme, come credo prema al Governo regionale, al Consiglio tutto intero, è che la nostra sanità possa avvalersi di personale in grado di lavorare con stabilità, continuità, non in condizioni di precariato permanente. Abbiamo cercato di ricostruire anche sul piano tecnico tale questione che, per la verità, è molto complicata per il numero e la qualità delle figure che investe, la tipologia dei rapporti di lavoro subordinato, di lavoro parasubordinato, di contratti di collaborazione continuativa, di contratti libero-professionali... e abbiamo anche seguito con un po' di preoccupazione l'altalena di posizioni che anche a livello governativo ha investito queste procedure, con momenti di restrizione e di allargamento e mi pare finora comunque nel complesso da parte della Regione Valle d'Aosta un tentativo di tenere ampia la porta di ingresso per tale procedura di stabilizzazione. Siamo in presenza di un accordo siglato, a cui ha fatto seguito già nel mese di giugno una deliberazione adottata dal Direttore generale dell'USL, che ha dato un primo orientamento in materia. Saremmo grati alla Giunta se ci desse ragguagli circa il livello di effettiva attuazione di questa procedura che vede un tavolo continuo di lavoro fra Regione e USL e se ci aprisse qualche spiraglio di comprensione delle posizioni e delle prospettive reali. Qui siamo in presenza di situazioni molto differenziate, intorno alle quali non vorremmo che si alimentassero delle aspettative sbagliate e non vi fosse l'adeguata trasparenza fra chi è in posizione di coadiutore già con concorsi e accertamenti anche linguistici effettuati, chi invece deve ancora effettuare le prove tecnico-pratiche, chi è in situazione di co-co-co, chi è invece in posizione libero-professionale. Ringrazio comunque il Presidente per la precisione che spero potrà contraddistinguere il chiarimento che gli richiediamo.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Oui, bonjour Président, bonjour collègues. Je crois que le problème qui a été posé est d'envergure et en effet présente toute une série de défis que l'Administration régionale est en train de prendre, compte tenu que sur ce thème il y a une attention spécifique pas seulement de la part des personnes concernées, mais aussi des forces syndicales, des différentes administrations, de l'USL et de l'Administration régionale, compte tenu que le problème se pose aussi pour d'autres secteurs. On est là pour voir ce qu'il est possible de faire pour l'instant, compte tenu du thème qui a été soulevé, la santé et les personnes qu'y travaillent.

Il problema della stabilizzazione dei precari nasce principalmente con le finanziarie 2007-2008, laddove si è inserito il tema. Come dichiarato da circolari e pareri espressi dal Dipartimento della funzione pubblica, la stabilizzazione nel pubblico impiego non è un obbligo come tale, ma un invito alle pubbliche amministrazioni interessate a ricondurre i lavoratori precari a un rapporto stabile con l'amministrazione di appartenenza. Recenti direttive della funzione pubblica hanno poi specificato che si tratta di un processo che dovrà far riferimento a fabbisogni permanenti dell'amministrazione, che potrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni vigenti in tema di dotazione organica, di programmazione triennale dei fabbisogni e delle risorse umane, nei limiti delle disponibilità finanziarie di ciascuna amministrazione. L'Assessorato alla sanità, salute e politiche sociali, anche su sollecitazione delle organizzazioni sindacali del comparto della sanità e in accordo con loro, si è attivato sulle problematiche da quando è sorto il problema, attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro regionale composto da funzionari regionali, dalla Dirigenza dell'azienda USL e dai rappresentanti sindacali. Seppure, ripeto, non vi sia un obbligo, perché in tal senso la legge recita, ma un invito alla stabilizzazione, l'amministrazione regionale ha provveduto in tal senso, facendo riferimento ai principi desumibili dalle norme fissate dalle leggi finanziarie, per il personale dell'amministrazione dello Stato, creando le condizioni per superare il precariato determinatosi negli ultimi anni nell'azienda USL, pur mantenendo il rispetto più generale dell'equilibrio economico-finanziario in ottemperanza ai contenuti del Patto di stabilità. Si è stabilito pertanto che i principi di carattere generale a cui l'azienda dovrà fare riferimento, fermo restando il principio dell'equilibrio complessivo del servizio sanitario regionale e in ottemperanza a quanto stabilito annualmente dalla Giunta nei propri atti programmatori, sono i seguenti: approvare un piano triennale di stabilizzazione del personale precario e di valorizzazione delle esperienze lavorative effettuate nell'ambito dell'azienda USL; ricondurre al contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato tutte le attività lavorative rientranti nell'ambito delle proprie finalità istituzionali; utilizzare le forme contrattuali di impiego flessibile del personale nel rigoroso rispetto delle norme contrattuali; individuare le posizioni da stabilizzare in relazione alle necessità organizzative aziendali connesse ad attività istituzionali stabili e continuative; accertare le vacanze in organico rispetto ai profili professionali da assumere, quale dovrà risultare dal fabbisogno di risorse umane pari a 2.152 unità; modificare nell'ambito del limite numerico sopra ricordato, ossia 2.152 unità, i profili professionali già previsti nel fabbisogno suddetto nei limiti di spesa annualmente previsti; garantire che le procedure di stabilizzazione avvengano nel rispetto della disciplina concorsuale vigente in materia di requisiti generali e specifici di ammissione per i diversi profili professionali; garantire il rispetto dei principi posti dall'articolo 35 della legge n. 165/2001 e successive modificazioni e integrazioni in materia di reclutamento del personale, con particolare riferimento all'accesso attraverso procedure selettive ai principi di pubblicità, trasparenza e pari opportunità delle procedure di reclutamento. La parte pubblica e le organizzazioni sindacali hanno quindi inteso promuovere il rapporto di lavoro a tempo indeterminato nell'ambito del servizio sanitario regionale, limitando il ricorso al cosiddetto "lavoro precario" nei casi rientranti nelle disposizioni contrattuali e legislative vigenti, ritenendo la stabilizzazione dei lavoratori precari rispondente a due importanti obiettivi: uno di politica sanitaria e uno di politica del lavoro. Tali intendimenti, come è stato ricordato, sono poi stati fatti propri nell'accordo sindacale del 23 maggio 2008, successivamente approvato con deliberazione del 23 maggio 2008. Tale protocollo prevede che nel triennio 2008-2010 il personale precario che ha in essere un rapporto a tempo determinato con contratto stipulato prima del 29 settembre 2006 verrà assorbito mediante ricorso a prove selettive per quanto non siano già stati sottoposti a tali verifiche all'atto del primo ingresso nello svolgimento di attività dell'azienda USL, mentre prevede il passaggio a ruolo al compimento di tre anni di servizio per coloro che hanno già sostenuto le prove concorsuali. L'azienda USL ha recepito con propria deliberazione il protocollo e approvato un piano di stabilizzazione per il triennio 2008-2010 che riguarda 22 soggetti. Questo piano è stato successivamente approvato dalla Giunta il 27 giugno 2008.

Altra questione è invece quella del personale utilizzato dall'azienda USL con contratti a tempo determinato di collaborazione coordinata e continuativa (i famosi co.co.co) e libero professionale, con contratto stipulato dopo il 29 settembre 2006 - il 29 settembre essendo il riferimento legislativo, come il Consigliere Louvin conosce bene -, per i quali, ai sensi della finanziaria 2008, l'azienda USL non avrebbe più potuto rinnovare l'incarico con il conseguente disservizio per l'azienda, che si sarebbe trovata in grave difficoltà a mantenere i profili di assistenza conseguenti all'impiego per l'elevata qualità professionale degli stessi. Con la legge regionale n. 9/2008 è stata quindi disposta la proroga dei contratti del personale precario in questione, quindi quelli dopo il 29 settembre, nelle more dell'espletamento dei pubblici concorsi per l'assunzione a tempo indeterminato e comunque non oltre il 31 dicembre 2010, che era il termine del triennio famoso. L'applicazione della legge n. 9 si è concretizzata, come previsto dal 3° comma dell'articolo 25, con l'approvazione da parte della Giunta, nella seduta del 26 settembre 2008, della deliberazione del Direttore generale dell'azienda USL n. 1677 del 22 settembre 2008 relativa alla rilevazione del personale precario alla data del 30 aprile 2008 con contratto a tempo determinato di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) e libero professionale utilizzato per le esigenze stabili e tuttora in servizio presso l'azienda. Tale provvedimento riguarda rispettivamente 153 unità di personale del comparto e 37 unità della dirigenza, che, sommati alle 22 unità dell'accordo sindacale del 23 maggio, danno un totale di 202 unità di personale. Riteniamo che la disposizione normativa della legge n. 9 e la sua puntuale applicazione consentiranno di fornire una risposta equilibrata e concreta, nel rispetto dei principi costituzionali sul pubblico impiego e delle disposizioni generali in materia di finanza pubblica, alla problematica del precariato nel settore sanitario che è stato richiamato. La normativa regionale ha un'evidente portata ampliativa nella misura in cui, oltre a disporre la possibilità di proroga dei rapporti lavoratori cosiddetti "precari", stabilisce la possibilità di una riserva nella misura massima del 40% dei posti in favore del personale prorogato nell'ambito delle procedure concorsuali, da espletarsi sulla base del programma triennale 2008-2010 predisposto dall'azienda e approvato dalla Giunta. Inoltre l'articolo 25 della legge n. 9, che contempla una nozione ampia di precariato che studia solo i rapporti di lavoro interinali non riconducibili per le loro caratteristiche alla categoria dei rapporti di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione, prevede anche la valutazione dell'esperienza professionale riferita ai rapporti professionali intercorsi con l'azienda USL: questo è un altro punto importante.

Per quanto riguarda gli ultimi provvedimenti - il famoso decreto-legge n. 112 o la legge n. 133 -, che l'interpellanza giustamente evidenzia, in merito alle disposizioni potenzialmente restrittive e alle procedure di stabilizzazione introdotte dalla legge, si evidenzia che il legislatore ha in effetti previsto all'articolo 66, comma 5, della suddetta normativa, che le amministrazioni statali, le agenzie, gli enti pubblici non economici possono stabilizzare il personale in possesso dei requisiti richiesti nel limite massimo del 10% della spesa relativa alla cessazione del personale avvenuta l'anno precedente. Per l'azienda sanitaria del servizio sanitario la manovra 2009 non si è realizzata lasciando la disciplina della materia di competenza alle Regioni. Spero di aver risposto in modo dettagliato per quanto riguarda il programma. Un'annotazione particolare mi permetto di farla sulla legge n. 133, su cui stiamo riflettendo da un punto di vista dell'esame del rispetto delle competenze regionali in ambito di organizzazione dei servizi.

Ci sarà domani un'altra riunione con le forze sindacali per evitare che vi siano problemi interpretativi a livello dei comuni, difficoltà interpretative a livello di quello che è il 71 per l'Università, e una serie di altri problemi legati all'applicazione della stessa norma, che oggettivamente crea alcuni problemi per quanto riguarda il modo con cui si può applicare. Ammesso che su alcuni temi vi possa essere anche un accordo nell'ambito della filosofia del meccanismo messo in piedi, nel dettaglio vi è una serie di conseguenze molto restrittive che stiamo esaminando, per vedere cosa e come fare da un punto di vista sia di un'eventuale impugnativa di alcuni articoli lesivi delle competenze, sia della possibilità di applicazione o comunque di un intervento regionale nell'ambito di una normativa specifica che recepisca i principi, ma adeguandoli alle nostre esigenze. Sono disponibile per i chiarimenti necessari. Grazie.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Esprimo intanto apprezzamento per la precisione complessiva della risposta che fornisce alcuni elementi di informazione ulteriori e traccia una linea. Partirei da questo ultimo punto: la "questione Brunetta", l'impatto che ha in questa regione non solo sull'USL, ma anche sugli altri enti che ha ricordato poco fa il Presidente sui comuni, sull'Università, perché vediamo in questi giorni come questa normativa stia seminando il panico rispetto alla gestione amministrativa, in particolare in merito alle problematiche di turnover nelle pubbliche amministrazioni. Credo che sarà da valutare attentamente anche l'articolo 66 di questa legge, che indica pesanti restrizioni i cui contorni non sono chiari nell'applicazione o meno al nostro contesto; quindi che la Giunta regionale abbia attenzione su questo e valuti anche la possibilità dell'impugnativa significa che c'è la dovuta attenzione in materia. Non credo però che sia solo dovuto a questa normativa il fatto che le maglie si siano ristrette; le cifre che ha fornito, Presidente, portano ad un totale di 202 unità teoricamente stabilizzabili, se non capisco male, comprendendo sia quelle che già avevano conseguito i risultati, sia quelle che li conseguiranno nell'arco del triennio, sia le 33 unità dirigenziali. Il dato è forse destinato a subire qualche restrizione poi nella fase applicativa, si passa quindi da momenti di grande euforia pre-elettorale che portavano addirittura oltre che all'indicazione dell'approdo, anche a numeri molto rilevanti (si è parlato addirittura di 400 persone, poi si è scesi man mano); evidentemente sono state alimentate - ma non voglio incrementare la polemica su questo - un po' le aspettative. Aspettative che hanno riguardato però - e su questo c'è stata poca chiarezza -, anche il personale cosiddetto "somministrato", ossia tale forza lavoro che transita attraverso strutture di gestione del personale interinale, l'obiettivo lavoro, il men power... che mi pare di capire dalla sua risposta si troveranno ad essere esclusi da tale procedura perché ci sono delle obiettive difficoltà sul piano tecnico. La situazione evidentemente sarà ancora calda nei prossimi giorni; se avete questo tavolo attivato con le organizzazioni sindacali, questo non può che essere un momento interlocutorio nel quale a noi come forza di opposizione, e credo a tutto il Consiglio, possa interessare avere uno sguardo particolarmente attento, perché vada a buon fine.

Condividiamo, dal punto di vista degli obiettivi generali, la duplice attenzione alla qualità del servizio sanitario, che può essere solo collegata al fatto che si investa anche formativamente su questo personale e al destino personale di tali persone che in qualche caso (raro) volontariamente e nella maggior parte dei casi forzatamente si trova canalizzato in situazione di assoluta instabilità lavorativa e quindi anche esistenziale. Avevamo rilevato peraltro da un'informazione che viene dallo stesso sito dell'USL un numero generale di 270 unità, che sono state quasi tutte, almeno 250 investite da proroga tecnica fino al 30 settembre; non mi è chiaro se sia stata già rinnovata per tutti questa disposizione oppure se l'USL...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... è possibile che lo sia... va bene. Per il momento ci fermiamo qui, credo che sarà un tema sul quale avremo sicuramente ancora modo di tornare. La ringrazio, intanto.