Objet du Conseil n. 3380 du 19 mars 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3380/XII - Reiezione di mozione: "Azioni per l'integrazione delle attività commerciali nell'area ex autoportuale di Pollein".
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Premesso che l'area ex autoportuale di Pollein sta evidenziando da tempo numerose criticità che si concentrano, in particolare, nella galleria commerciale denominata Les Corbeilles e a danno degli esercenti ubicati nella medesima;
Considerato che diversi imprenditori si sono ivi insediati sulla base delle aspettative create Autoporto S.p.A. che, in occasione della conclusione dei contratti, avrebbe dato per certo un passaggio di 1,2 milioni di persone/anno e che tutti gli spazi locativi (25) della Galleria sarebbero stati occupati entro settembre 2004;
Rilevato che, secondo gli imprenditori, le richieste di insediamento sarebbero state sollecitate anche con l'affermazione da parte di Autoporto S.p.A. dell'esistenza di molte domande in lista di attesa;
Constatato che da settembre 2004 ad oggi non è mai stata saturata oltre la metà degli spazi disponibili, causando una comprensibile diminuzione dell'attrattività commerciale del sito;
Considerato che Autoporto S.p.A. ha effettuato puntuali controlli sugli scontrini fiscali emessi dai commercianti della Galleria, potendo perciò verificare l'attendibilità delle doglianze espresse dai medesimi;
Appreso che Autoporto S.p.A., società controllata indirettamente dalla Regione tramite Finaosta S.p.A., ha intrapreso nei confronti di alcuni di essi procedure di sfratto per morosità;
Accertato che, nel corso degli ultimi mesi, si è verificata la chiusura di ulteriori esercizi commerciali che occupavano spazi all'interno della Galleria;
Atteso che le problematiche sopra evidenziate sono state segnalate ad amministratori regionali e rappresentanti politici nel corso di incontri specifici;
Visti l'art. 5 della L.R. 28 giugno 1982, n. 16 e successive modificazioni, la deliberazione della Giunta regionale n. 7874 del 17 settembre 1993 e la deliberazione del Consiglio regionale n° 3142/XI del 2 aprile 2003, provvedimenti dai quali si evince chiaramente la funzione di controllo della Regione sulla Autoporto S.p.A.;
Atteso altresì che nelle deliberazioni della Giunta regionale n. 1187/2000 e n. 4653/2000 si prescrive "che le proposte imprenditoriali finalizzate all'insediamento delle attività economiche nelle tre aree settoriali siano selezionate dalla società Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. al fine di valorizzare quelle suscettibili:
· di valorizzare il potenziale economico ed imprenditoriale valdostano;
· di valorizzare in maggior misura il traffico autoportuale e autostradale come opportunità di scambio e di sdoganamento delle merci in Valle d'Aosta;
· di massimizzare il valore aggiunto, rispetto al fatturato, l'occupazione aggiuntiva qualificata, rispetto al capitale investito, i rientri finanziari della società Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. in termini di corrispettivi per la locazione degli immobili;
· di favorire l'integrazione reciproca delle attività economiche insediabili nell'area;
· di demandare alla Giunta regionale l'individuazione dei parametri che la società Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. dovrà adottare per la selezione delle iniziative economiche da insediare nell'area;"
ciò premesso, il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta regionale:
1) ad avviare il riassetto volumetrico e logistico degli edifici commerciali nel loro insieme, affinché la Galleria Les Corbeilles e l'ipermercato diventino spazi sinergici e possano entrambi trarre vantaggio dai flussi di clienti che transitano nell'area ex autoportuale;
2) a dare mandato ad Autoporto S.p.A. di verificare l'esperibilità di un'azione transattiva con gli imprenditori commerciali insediati nella Galleria Les Corbeilles e di mettere a disposizione della società medesima le indispensabili risorse finanziarie.
F.to: Tibaldi - Lattanzi
Président - La parole au Vice-président Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Questo argomento non è nuovo per il Consiglio regionale, più volte ne abbiamo parlato in forza di numerose interpellanze e interrogazioni che il nostro gruppo ha proposto all'attenzione dell'Assessore Marguerettaz, responsabile delle partecipazioni regionali; oggi torniamo, con una mozione, a discutere di questo argomento, perché la situazione merita una decisione politica.
Innanzitutto l'oggetto è la Galleria commerciale "Les Corbeilles", impropriamente definita "commerciale", perché anche se coloro che hanno tagliato il nostro, le hanno impresso questa vocazione, in realtà di commercio se n'è visto poco fra quelle mura, che sono una propaggine del serpentone all'interno dell'area ex autoportuale di Pollein, che ha cercato di emergere e di distinguersi come commerciale, ma nonostante l'intraprendenza e la volontà di investimento di diversi imprenditori, questa galleria non è riuscita ad emergere.
Cosa c'entra la Regione in tutto questo? Perché la prima obiezione che si potrebbe fare è che l'area non aveva una vocazione commerciale, che gli imprenditori non sono stati in grado di distinguersi sul mercato, che gli investimenti e le scelte che loro - o alcuni di loro - hanno fatto non erano proprie con quelle che sono le logiche aziendalistiche e imprenditoriali. In realtà la Regione c'entra, perché controlla tramite "Finaosta" l'"Autoporto S.p.a." che ha gestito e gestisce l'insieme di quei fattori strutturali e infrastrutturali che fanno riferimento all'edificio in questione. Innanzitutto ci ricordiamo - per noi che da diversi anni siamo in quest'aula - quanti soldi vennero investiti per la promozione dell'area autoportuale; ho qui un dépliant pubblicitario dove si segmentano le possibilità di investimento in 3 direzioni: la Torre delle comunicazioni, il serpentone, l'edificio direzionale. Il "leitmotiv" è quello di ospitare aziende innovative ad alta tecnologia, terziario avanzato, polo di sviluppo commerciale, un luogo dove investire, un luogo che è ideale per il "business" e il tempo libero.
A fare un giro presso la Galleria "Les Corbeilles" - non so se l'Assessore ha avuto l'occasione di farlo in questi ultimi mesi, ma anche qualche anno fa - ci si rende subito conto della desolazione che regna lì: praticamente i clienti sono come degli esseri sconosciuti che raramente fanno capolino in quella propaggine del serpentone, come dicevo, e i commercianti che si sono insediati su lusinghe e su aspettative create dall'"Autoporto S.p.a." si sono trovati con un pugno di mosche e molti debiti.
Assessore Marguerettaz, noi torniamo su questo argomento perché anche per lei non è una novità in senso assoluto: sin dal 31 ottobre 2006 una lettera che ci venne proposta in IV Commissione, firmata da tutti gli esercenti della Galleria, che si rivolgevano a lei e all'allora Presidente Caveri, evidenziava già una serie di criticità che si manifestavano in quell'area. Innanzitutto, c'era - e c'è - una quantità drammatica di esercizi non locati; rispetto ai 24 moduli previsti, se la metà sono stati locati nel periodo migliore è già un successo! Potete immaginare anche per l'avventore che entra in un centro commerciale come quello, che vede la metà dei moduli che sono sfitti, ha già un'impressione di desolazione, e a maggior ragione, se poi questi spazi sfitti aumentano e vengono per essi inventate delle soluzioni che non sono confacenti con la votazione che per quell'area che gli amministratori sia della Regione sia dell'"Autoporto S.p.a." si erano proposti.
L'altro aspetto riguarda i promessi passaggi per allettare gli imprenditori a investire in quell'area, perché diciamo la verità: Autoporto e Regione avevano la necessità di fare rifiorire l'ex area autoportuale che comunque con la caduta delle barriere doganali aveva perso di significato, quindi ci vogliono investitori privati, e per allettare nuovi capitali privati vengono ipotizzati dei flussi di clienti che non si sono mai visti. L'ipermercato vicino probabilmente ha registrato dei flussi più consistenti, ma è uno dei 2 ipermercati valdostani, anche se ultimamente ci risulta che il "Carrefour" stia dando segnali di cedimento: questa è un'altra testimonianza della fatica che quell'area sta evidenziando nel conseguire una vocazione commerciale. Dicevo che gli investitori sono stati allettati con delle promesse che non si sono in realtà mai verificate, e gli stessi commercianti lo mettono in evidenza: sono stati promessi circa 30.000 passaggi settimanali, in realtà non sono mai stati più di 1.500 (cito dalla lettera siglata dai commercianti). Sono sempre state negate le insegne esterne; voi insegnate che la pubblicità è l'anima del commercio... se un commerciante non può promuovere i suoi prodotti con delle insegne, rimane handicappato rispetto ai suoi competitori! E poi delle difficoltà nei rapporti con l'"Autoporto S.p.a." per quanto riguarda le spese di funzionamento di questa struttura, che secondo le risposte che lei, Assessore, ci ha fornito a una delle nostre numerose interrogazioni, oscillavano attorno ai 100mila euro nel 2005, sono scese a 90mila euro nel 2006 e a 80mila euro nel 2007, ma sono scese dopo una vibrante protesta dei commercianti che si sentivano presi in giro, nel momento in cui si trovavano delle note spese come lo sgombero neve di 35mila euro sulle loro spalle, anche quando la stagione non è stata particolarmente nevosa.
Andiamo per ordine. Flussi promessi, mancati; "business plan" illustrato in una maniera non confacente alla realtà, entro 90 giorni dall'inaugurazione che è avvenuta nell'autunno del 2004 il centro avrebbe dovuto essere a pieno regime con il riempimento dei moduli; fra l'altro era stata prevista una farmacia che avrebbe dovuto attrarre una certa tipologia di clientela, comunque faceva da punto di richiamo, anche il collega Frassy lo aveva evidenziato insieme a noi in un'interrogazione all'Assessore Fosson, ma il discorso è stato superato purtroppo per i commercianti della Galleria, perché è stata prevista l'istituzione di una parafarmacia nel centro commerciale vicino. Sta di fatto che è emerso un errore concettuale di fondo: quella vocazione commerciale inizialmente prevista con tanto di consulenze, studi, approfondimenti, decisioni politiche che sono maturate nel decennio precedente... è emerso in tutta la sua preoccupante drammaticità che quell'area, a parte l'ipermercato, non ha una vocazione commerciale. E ne fanno le spese tutti: ci sono commercianti che sono finanziariamente più solidi, hanno strutture di mercato e catene di negozi che permettono di bilanciare eventuali perdite di un punto vendita rispetto a un altro che è più remunerativo, ma ci sono commercianti che hanno patito e patiscono pesantemente le scelte fatte. Per fare un nome, come Reverchon che ha investito non pochi denari in quel centro, dopo pochi mesi ha chiuso i battenti e ha orientato altrove i suoi investimenti accollandosi le spese effettuate... non mi sembra che Reverchon sia un imprenditore sprovveduto, anzi, ha più punti vendita in Valle d'Aosta (e non solo)... si è spostato di fronte all'ipermercato.
Qual è quindi il peccato originale? La propaggine del serpentone, che è diventata la Galleria commerciale "Les Corbeilles", avrebbe dovuto essere l'accesso all'ipermercato, e allora si poteva parlare di convivenza con il "Carrefour" e di una dinamicità dei piccoli esercenti che si sono insediati in questo spazio. D'altronde c'erano 12 attività al massimo che poi sono diventate 8 e poi 5, alcuni moduli sono stati riempiti con delle soluzioni tampone, addirittura un pittore è stato ospitato gratuitamente in un modulo per dare visibilità alle sue opere: ben venga! Ben venga, ma a condizione che l'ente pubblico, in particolare questa società controllata "Autoporto S.p.a.", utilizzi criteri paritetici per tutti, e mi spiego: non ha senso dare dei moduli gratuitamente a qualcuno e citare in giudizio qualcun altro perché moroso, chiedendogli le vecchie pigioni non pagate e anche i danni!
Qui emerge un'altra criticità: come gestisce l'Autoporto questa struttura? La gestisce secondo un criterio di "par conditio" oppure per alcuni ci sono delle corsie di attenzione preferenziali mentre altri sono i negletti di quello spazio? È bene che la Regione abbia approfondito, ci auspichiamo che anche nella sua risposta ci siano delle valutazioni che avete fatto in termini politici, perché avete avuto l'occasione grazie alle nostre sollecitazioni di approfondire punto su punto le varie criticità evidenziate. Sinceramente - penso che lei conosca la situazione -, andrebbe a investire i suoi capitali in quell'area? Ma chi andrebbe, oggi, a investire dei capitali in quell'area? Sarebbe un aspirante suicida, naturalmente a livello finanziario. D'altronde che quest'area stia claudicando lo vediamo anche dalla Torre delle comunicazioni; nella "brochure" che leggevo prima si dice che la Torre delle comunicazioni avrebbe dovuto ospitare aziende innovative che operano nel campo del terziario avanzato e che necessitano di uno spazio prestigioso e funzionale, con una forte valenza simbolica, un nucleo produttivo e culturale da destinare in prevalenza ai privati. Non c'è alcun privato nella Torre delle comunicazioni! Ci sarà l'INVA per la modica cifra di 1,5 milioni di euro, un'altra società partecipata interamente dalla Regione, perché questa è l'ennesima dimostrazione che, anche lì, un altro tassello importante di questo spazio che dovrebbe essere il luogo ideale del "business", non ha dato risposta alle aspettative che gli amministratori pubblici 10 anni fa e anche "Autoporto S.p.a.", che doveva essere il braccio operativo, si erano prefissati; però un conto è il pubblico, che può intervenire con 1,5 milioni di euro, basta una variazione di bilancio, un altro conto sono i privati che agiscono con il loro portafoglio! Fra l'altro di promozione ne è stata fatta, perché la società "Autoporto" ha speso migliaia di euro per la promozione, non so se l'Assessore ha letto i documenti che mi sono stati inviati dal suo Assessorato, ci sono investimenti per il "marketing" che sono copiosi, glieli leggo. Sono 180mila euro per investire in termini promozionali un po' in tutto il mondo, addirittura a Toronto, Bruxelles, per citare dei nomi... eccoli qua: Cannes, Stoccolma, Tokyo, Toronto, Parigi, seminari di "marketing territoriali" anche a Bruxelles e Stoccolma, 182.228 euro. La Regione ci ha creduto, l'Autoporto ha fatto, ma... come ha fatto? Quali Canadesi sono arrivati, Svedesi, Giapponesi, Francesi o Belgi? Non mi sembra! Al di là del viaggio anche interessante di coloro che sono stati deputati a fare "marketing territoriale", di risultati non ne abbiamo visti! C'è un gruppo di Valdostani che coraggiosamente ha fatto dei propri denari un investimento che è stato assolutamente improduttivo, quindi ci vogliono delle risposte politiche, perché qua c'è una responsabilità politica!
Vi è la responsabilità gestionale di "Autoporto S.p.a.", che non vogliamo assolutamente mettere alla gogna; oggi il nostro scopo non è quello di mettere alla gogna un amministratore di "Autoporto S.p.a.", ma è quello di evidenziare un errore in una scelta effettuata a livello politico, un errore che ha delle conseguenze e dunque costa, e non può essere addossato sulle spalle di una decina di imprenditori e delle loro famiglie. È un errore frutto di un calcolo sbagliato, ma gli errori sono umani, di conseguenza sono comprensibili, ma per questo non devono essere caricati sulle spalle di chi questi errori non li ha commessi! Se uno di noi effettua una scelta per una errata rappresentazione della realtà che gli viene prospettata, non può essere colui che si addossa tutti gli oneri; mi sembra che equitativamente ci sia qualcuno - l'ente pubblico, in questo caso - che non può restare indifferente.
Chiediamo che non ci sia indifferenza, perché in altri casi la nostra Regione è stata attenta e sensibile a situazioni più grandi e più preoccupanti di questa, ma anche questa ha un suo peso. Sta a indicare che il commercio in quell'area non ha funzionato secondo le previsioni, ma le previsioni commerciali sono state fatte da chi ha progettato la riconversione dell'area. Ci sono stati fatti anche dei lavori, delle migliorie dalla società "Autoporto", ma che naturalmente sono arrivati tardivamente rispetto a quello inizialmente previsto, e alcuni sono stati penalizzanti, come i parcheggi; sono state soluzioni inadeguate, cioè spendere per una scala interna 30mila euro, o mettere la vernice rossa ai pilastri, mi sembra un "maquillage" che serve come "specchio per le allodole", senza però risolvere il problema che rimane. Non permettere l'installazione di insegne, come dicevo prima, vuol dire boicottare un'attività commerciale; non può una società pubblica boicottare chi porta lavoro e sviluppo e comunque ricchezza alla nostra Regione!
I servizi che i vari commercianti hanno pagato non sempre hanno funzionato secondo le normali regole di funzionamento di un servizio condominiale, i servizi di riscaldamento di raffrescamento, l'antincendio, la videosorveglianza, l'illuminazione, servizi molto onerosi, 100mila euro per quel blocco nel 2005, ma non sempre funzionali e necessari in quella maniera alle esigenze dei commercianti. Mi direte che ci sono commercianti che stanno ancora in piedi e commercianti che, invece, non ce l'hanno fatta; andate a parlare con quei commercianti che stanno esercitando la loro attività, chiedete loro qual è il livello degli scontrini registrati nel periodo monitorato... "Autoporto S.p.a." ha chiesto di monitorare per verificare e i commercianti si sono prestati molto volentieri; la risposta scritta pervenuta alla nostra interrogazione del 6 settembre 2006 dice: "i commercianti hanno fornito spontaneamente i dati relativi agli scontrini emessi giornalmente, il monitoraggio effettuato è purtroppo indicativo di una scarsa attività a conferma delle difficoltà segnalate". Queste risposte che immagino l'Assessore abbia letto sono indicative di un fallimento nella scelta, che non deve tradursi in un fallimento per gli imprenditori: per questo proponiamo una soluzione che sia effettiva, operativa.
Un anno fa in quest'aula è stata approvata - non con il nostro voto - la ridefinizione del "marketing strategico e operativo dell'area autoportuale", anche quello per il quale nel corso degli anni ci sono state delle modifiche non andava e non va più bene, allora si deve correggere la rotta, ma questa correzione di rotta comporta degli sbandamenti e degli assestamenti che si riverberano su qualcuno. Nell'ambito di quella correzione di rotta è necessario aggiustare ciò che non ha funzionato finora, ed è per questo che, con la mozione, chiediamo all'Assessore un'attenzione ulteriore.
Cosa chiediamo? Chiediamo alla Giunta - che è l'organo di indirizzo e di controllo, per cui come può l'Assessore intervenire sulle società partecipate, può farlo anche nei confronti di "Autoporto S.p.a." - due cose: la prima, una scelta logistica, avviare il riassetto volumetrico e logistico degli edifici commerciali nel loro insieme, affinché la Galleria "Les Corbeilles" e l'ipermercato diventino spazi sinergici e non competitivi - naturalmente si rivolgono a 2 "target" di utenza differenti, ma questo non significa che uno deve fagocitare l'altro, non è questo il discorso, è quello che dicevo prima di impostazione generale - e possano entrambi trarre vantaggio dai flussi di clienti che transitano nell'area ex autoportuale. La soluzione, che non è immediata, ma nel medio periodo si può fare - perché se si vuole si può fare, è uno "slogan" che in campagna elettorale sento abbastanza, si può fare se si vuole -, è quella di far sì che la Galleria diventi il passaggio di accesso all'area dell'ipermercato. La seconda cosa, che va in una logica di breve periodo, è di dare mandato ad "Autoporto S.p.a." di verificare l'esperibilità di un'azione transattiva con gli imprenditori commerciali insediati nella Galleria "Les Corbeilles" e di mettere a disposizione della società medesima le indispensabili risorse finanziarie. Chiediamo che si faccia un tentativo di buon senso per vedere con questi imprenditori commerciali se ci sono le possibilità di venire loro incontro, altrimenti ci sarebbe il danno e la beffa.
So che i Consiglieri, come il sottoscritto, hanno ricevuto delle comunicazioni da parte di alcuni commercianti; personalmente ho manifestato la solidarietà come immagino qualcuno di voi, ma la solidarietà non la si deve solo manifestare a parole, qui non si tratta di fare dell'assistenza, si tratta di correggere degli errori che non sono stati fatti da dei privati, ma sono errori che hanno nome e cognome, e sopratutto sono errori imputabili a delle scelte politiche. Nella correzione di queste scelte politiche, come è stato fatto l'anno scorso da questo Consiglio con l'approvazione di una deliberazione di Consiglio regionale inerente l'area ex autoportuale, è necessario che ci sia un aggiustamento di questo tipo.
Con questa mozione che è scritta in modo pacato, mettendo in evidenza i vari passaggi e soprattutto quelli essenziali che danno una sintesi completa della situazione, chiediamo pertanto che l'attenzione politica si esplichi attraverso queste due azioni: una, nel medio termine e, l'altra, nel breve termine. La mozione è emendabile, non è un documento rigido, ma è suscettibile degli apporti costruttivi che immagino altri colleghi potranno fare e concordare con i proponenti.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione.
La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Potrei cominciare con il dire, quando non si vuole ascoltare e quando non si vuole vedere. Siamo assolutamente d'accordo con questa mozione e le affermazioni del collega Tibaldi. Faccio un piccolo passo indietro.
Dieci anni fa ero Presidente della Cooperativa "Lo pan ner", quando è stata propagandata questa struttura, abbiamo fatto domanda per trasferirci in quel centro, poi abbiamo fatto alcuni sopralluoghi e abbiamo visto che era un'area abbastanza sfortunata: c'è una grossa azienda per la lavorazione della carne vicina, c'è la birreria, c'è un depuratore, c'è la discarica di Brissogne, e quant'altro. Ci abbiamo pensato sopra, abbiamo fatto degli incontri con la direzione dell'Aeroporto, abbiamo detto: "bisognerebbe cominciare a intubare il metano prodotto dalla discarica e utilizzarlo, perché ci sarebbe meno odore". Abbiamo detto: "per il depuratore si potrebbe creare una struttura di copertura, perché anche in base ai flussi dei venti anche quello crea dei problemi di odore". Diventava più difficile per il residuo di lavorazione della birreria, perché sono lavorazioni vegetali, ma con le opportune aspirazioni era possibile. Voglio dire... se si ascoltasse, si potrebbe intervenire e si potrebbe anche migliorare la situazione, ma quando non si vuole... Allora noi, come Cooperativa, abbiamo ritirato la richiesta di insediamento e quasi quasi la dirigenza si è offesa! Abbiamo detto: "vendiamo prodotti biologici, non possiamo a queste condizioni, ma la tecnologia permette di migliorare la situazione, è un'area che va valorizzata"... niente da fare!
Poi passano gli anni, altre attività si sono insediate, sono emersi dei problemi, sono state fatte delle petizioni, abbiamo sentito queste persone in audizione e abbiamo cominciato a fare delle proposte per capire quali soluzioni potevano essere trovate. Ad esempio, se si fosse meno miopi e non si lavorasse per compartimenti stagni, in tutta l'area artigianale che si insiederebbe a Pont-Suaz, nell'area che viene liberata dal trasloco di impianti di gas della "Cogne", all'interno dello stabilimento, si potrebbe fare un cambio: gli insediamenti industriali o artigianali vanno in quell'area laggiù e le attività commerciali vengono trasferite in quest'area, ovviamente con opportuni indennizzi. Qui non stiamo parlando di multinazionali per cui se va male un insediamento, si ha la possibilità di intervenire e di recuperare gli investimenti, stiamo parlando di persone che svolgono in prima persona la loro attività!
Avevamo accennato in Commissione... ma, anche qui, non si sa bene... si creano le società interamente a capitale pubblico regionale come l'"Autoporto", si creano le strutture di direzione e poi queste strutture non parlano, non ragionano né con le istituzioni o poco, né con gli enti locali, poco o quasi nulla, perché tutto questo se si fosse ascoltato... non dico noi, perché è esagerato, ma si poteva prevedere tutto questo e si poteva fare il cambio di destinazione d'area. Ora non è detto che questa cosa non si possa più fare, e mi fa piacere che il collega Tibaldi dica che la mozione potrebbe anche essere emendata, cioè se ci fosse la disponibilità politica, evidentemente occorrono dei tempi a medio termine, ma si potrebbe cambiare la destinazione d'uso, le attività commerciali vengono da questa parte e le attività artigianali e industriali tipo la "Telca" - che dovrebbe produrre il teleriscaldamento per la città di Aosta, speriamo di no diciamo noi, ma ne parleremo più avanti - potrebbero essere trasferite in quella zona. Tenete conto che queste attività commerciali sarebbero in un'area dove da una parte abbiamo la funivia di Pila, dall'altra abbiamo tutto il transito verso Gressan, Pollein, la conca di Pila, sarebbero sicuramente non dico meno svantaggiate o più avvantaggiate. Per fare questo, visto gli anni persi, occorrerebbe una tempistica che permetta a queste attività svantaggiate di essere indennizzate o con contratti di affitto per cui l'affitto scatta dopo un numero determinato di anni, o con altre iniziative, bisognerebbe trovare una sede, non so se le commissioni, e discuterne con loro.
Bisogna capire se il Governo regionale ha intenzione rispetto a questa problematica di farsene carico, richiamare le aziende che gestiscono il territorio, intervenire nei confronti del Comune di Aosta per quanto riguarda il riassetto urbanistico, altrimenti il rischio è che andiamo a trovare dei tamponi - magari poi funzionano - e non si affronti in modo definitivo la soluzione di questa problematica. Continuo a dire che quella è un'area sfortunata, quindi prendiamo in esame la mozione, vediamo se è sufficiente con gli imprenditori che si sono insediati in quell'area, e capiamo se è possibile intervenire con una ridefinizione dell'area o dei flussi di traffico in quell'area, o se occorre mettere mano in modo più radicale e determinato a questa problematica.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - In qualche caso si arrivano a vedere delle cose un po' strane, il fatto che dobbiamo apprezzare l'iniziativa del gruppo della "CdL" perché ha presentato una mozione molto importante, anche se sulla parte impegnativa forse si potrebbe fare qualcosa di più, quindi presenteremo delle proposte, se fossero disponibili i colleghi presentatori ad accettare queste eventuali integrazioni.
La questione de "Les Corbeilles" e la questione in generale dell'Autoporto dimostra come in questo settore si siano verificati degli errori importanti sia dal punto di vista strategico che dal punto di vista tattico. Dal punto di vista strategico, ci sono state delle valutazioni sbagliate dal punto di vista infrastrutturale, cioè non è un caso che da qualche anno, anche nella nostra Regione, ci sono associazioni di commercianti che parlano dell'importanza dei centri commerciali naturali... perché? Perché è chiaro che fare operazioni come sono state fatte in altri Paesi, ma che hanno un'altra forma di organizzazione della distribuzione, di inventare "ex novo" degli spazi commerciali e questi funzionano, non è così facilmente trasportabile nel nostro Paese e in particolare nella nostra Regione. Qui si è voluto scimmiottare avendo questa autostrada, un centro di questo genere come ce ne sono in altre parti d'Europa - penso agli Outlet che ci sono in Piemonte e sull'autostrada Milano/Serravalle o nel raccordo con la Voltri/Gravellona -, ma qui non ci sono né le condizioni geografiche, né le condizioni di commercio che consentano questo tipo di interventi. Sono molto più importanti le valorizzazioni dei cosiddetti centri commerciali naturali, cioè i centri storici della città di Aosta e dei paesi lungo la Valle centrale o le località turistiche, cioè nei centri storici dove la gente passeggia, dopodiché trova la vetrina e magari acquista delle cose che sono utili.
Il centro commerciale posto su un asse autostradale ha una funzione del tutto diversa, è legato al fenomeno dell'Outlet, della svendita delle grandi marche, oppure di grandi superfici per cui c'è il grande negozio che vende articoli sportivi, il grande negozio che vende scarpe, eccetera, cioè quelle strutture come si sono andate formando nelle periferie delle città. Se si va ad Aosta verso l'autostrada ci sono tutti questi capannoni: chi vende divani, chi vende auto, ecco quelle allora sono attività commerciali che possono andare in un centro commerciale "ex novo" e vivere anche bene, perché il turista autostradale o sceglie di andare lì perché c'è un Outlet con le svendite di fine stagione e con la possibilità di comprare a basso prezzo dei prodotti di lusso, oppure sanno che lì c'è una serie di produzioni che consentono di poter fare una spesa particolare trovando tutto lì, oppure, anche se di passaggio, venire attratti da qualche particolarità e ci si ferma perché lì si trovano i prodotti della zona o prodotti che in Italia sono a minor costo rispetto a quelli del paese di origine. Tutto questo con la nostra Regione c'entra poco, ma lo si sapeva già prima; non c'era bisogno di chissà quali previsioni. Sapevamo benissimo che in una posizione come quella con un traffico di auto sull'autostrada che è bassissimo, quel centro non avrebbe avuto alcuna possibilità di avere un qualche successo. Lì si è spacciato per un centro commerciale invece l'apertura di un supermercato, che era poi quello che era sicuro.
L'errore infrastrutturale si è allargato perché si è scelto di lasciarlo senza caselli lungo l'autostrada Aosta/Courmayeur, con il risultato che il costo dell'autostrada man mano che venivano aperti i pezzi di autostrada andando verso Courmayeur è aumentato a dismisura, perché non solo essendo un tratto di montagna ha delle tariffe previste a chilometri più alte che le altre autostrade italiane, ma essendo aperta si poteva uscire ad Aymavilles, si pagava fino a Morgex, poi si è pagato fino a Courmayeur e adesso si paga fino ad Entrèves. Ora, la gente, se per percorrere la tangenziale di Aosta deve trovarsi nelle condizioni di pagare fino a Courmayeur anche se esce a Morgex, di lì non passa e si fa la statale, ma se non passa dalla circonvallazione di Aosta, ovviamente non passa da "Les Corbeilles", e questo è stato l'altro errore, che è un errore che si poteva recuperare se questo Consiglio regionale fosse stato ascoltato dalla Giunta. Oggi non c'è il collega Borre che con me aveva firmato quella mozione, che in Consiglio aveva approvato e con la quale aveva richiesto alla Giunta un impegno forte perché l'autostrada da Aosta est ad Aosta ovest fosse detariffata, cioè il traffico potesse svolgersi fra Aosta est e Aosta ovest gratis. Questa era una indicazione del Consiglio che la Giunta non ha accettato; è chiaro che se io, provenendo da Nus devo andare ad Aymavilles e so che l'autostrada da Aosta est ad Aosta ovest è gratis, prendo l'autostrada e viceversa al ritorno, e al ritorno magari devo fare la spesa e mi fermo: allora ci sarebbe stato un traffico molto più ampio. Oggi, se qualcuno di voi si mette a Pila a guardare sotto, vede l'asse Via Roma/Via Parigi intasato in svariate ore del giorno e l'autostrada vuota: questo è l'altro errore clamoroso dal punto di vista infrastrutturale a cui abbiamo assistito. Ci sono poi degli errori strutturali meno imponenti, ma altrettanto gravi, legati alla tipologia di strutture che è stata fatta. L'impressione che si ha è che questo progetto sia nato non in un modo integrato su un progetto che avesse chiaro che occorreva fare una struttura che potesse dare una risposta alle esigenze di quel tipo di commercio, è stata fatta un po' a pezzi, e dalla ridondanza di alcune strutture l'impressione è che la progettazione sia stata molto dettata dalla necessità di investire soldi che poi potessero alla fine entrare nelle tasche dei costruttori, quindi delle cose di lusso, ma senza un piano organico.
Ricordo invece, per far capire la differenza, l'esperienza di autogrill. Qualcuno di voi ricorda che la "Pavesi", una ditta di biscotti di Novara, si era inventata l'Autogrill Pavesi, e questo in contemporanea con l'AGIP che ne aveva fatto un tipo diverso. Sulle prime autostrade italiane con il boom degli anni '60, comparvero queste infrastrutture a ponte che consentivano di accedere a queste strutture commerciali, dove c'era un ristorante, un bar e dei "market" da entrambe le parti dell'autostrada. Questo ad Aosta non è possibile perché l'accesso è solo da una parte, quindi delle potenzialità dell'autostrada già in partenza te ne sei tolta una metà, ma... ha senso una cosa del genere? Lì c'era da progettare qualcosa di completamente diverso, non solo... se si va a fare una piccola passeggiata, ci si rende conto che dal momento in cui per caso mai ti viene la voglia di mettere la freccia e di entrare nell'area di servizio... arrivare a "Les Corbeilles" è una cosa lunghissima e quasi introvabile, invece l'accesso deve essere facile, cosa che non è! Questo è il grande errore infrastrutturale che ha avuto questa localizzazione e poi questi passaggi si pagano, perché vale anche nell'inverso, anche quelli che vanno al supermercato che c'è al primo piano, per arrivare a "Les Corbeilles" non ci devono passare nel momento in cui escono, cioè uno va, entra, fa la spesa, esce e si trova le scale per andarsene prima de "Les Corbeilles". Si sa che nel commercio l'elemento essenziale sono i percorsi, cioè tu predisponi la distribuzione degli oggetti in vendita sugli scaffali, in modo che la gente, facendo un certo percorso, li veda il più possibile per acquistarli, ed è il motivo per cui per esempio i prodotti senza marca e di basso prezzo vengono messi in basso e quelli che hanno una maggior ricarica vengono messi all'altezza degli occhi delle persone per consentire di favorirne il commercio, ma se il percorso che abbiamo nel supermercato ci porta direttamente alle scale mobili e all'uscita, mi dovete dire cosa c'entra "Les Corbeilles"!
Qui c'è da vedere questa storia emblematica perché c'è una concatenazione di errori che non sono casuali, in medicina spesso si va alla ricerca della eziologia, capire le cause di una malattia, e qua bisogna capirne le cause se si vogliono risolvere i problemi. Qui purtroppo ci sono enormi cause strutturali, di cui forse solo una, quella del traffico autostradale, potrebbe essere risolta rapidamente, le altre sono dei deficit che si porterebbe comunque dietro. Detto questo, non vogliamo dire che, essendoci queste carenze, a questo punto "Les Corbeilles" le abbandoniamo, ma dobbiamo - conoscendo queste cause - capire che risolvere il problema è cosa complessa, su cui di certo ci sono delle enormi responsabilità - e lo dobbiamo dire - da parte della società "Autoporto".
In generale quando si fallisce si va a casa, questo è il fallimento di un progetto; quando c'era gente nel 2004 che prometteva 1,2 milioni di persone l'anno, che passavano in quegli spazi e che tutti gli spazi locativi sarebbero stati occupati entro il settembre 2004... siamo nel 2008 e tutto questo non è stato fatto, si va a casa! Quando alle scuole elementari si studiava ancora la storia e si studiava la prima guerra mondiale, a un certo punto c'è stato Caporetto e qualcuno è stato mandato a casa ed è stato messo qualcun altro, cioè Cadorna perché così c'era la possibilità di vincere la guerra, cosa che poi è stata fatta. Questo vago principio che dovrebbe essere osservato anche da noi e che invece spesso viene trascurato, ed è forse una delle cause del declino del nostro Paese, in questo caso dovrebbe essere immediatamente seguito, ma... come faranno i commercianti de "Les Corbeilles" e anche i Valdostani a capire che lì si vuole cambiare qualcosa, se si dà il cambiamento a gestire a quelli che hanno fatto il disastro... ma scherzeremo mica!
Credo che su questo tema si debba fare una grossa riflessione, l'"Autoporto S.p.a." è una società che ha fallito dal punto di vista dei suoi obiettivi e che deve essere totalmente ricambiata. Mi lancerei anche più in là: secondo me bisognerebbe ricambiare forse la stessa forma di società, nel senso che gli immobili di proprietà pubblica a fini commerciali dovrebbero essere riportati in un'unica agenzia che, senza scopo di lucro, consenta di mettersi al servizio dei commercianti, non come in questo caso ad essere un peso, anzi cercare come un vampiro di succhiare il sangue dei commercianti. Così non va bene perché le responsabilità ci sono e oggi sarebbe necessario cambiare atteggiamento e qui siamo in una situazione non diversa da quella di "Vallée d'Aoste Structure". Ci sono queste società per azioni regionali finite in mano a persone anche competenti, ma non indirizzate politicamente bene - perché lì è l'indirizzo politico che è stato sbagliato, così per "VDA Structure" così per "Autoporto" -, per le quali bisogna fare una riflessione totale e cambiare modo di organizzazione, non solo cambiare il gruppo dirigente di "Autoporto", ma cambiare il tipo di società, cioè dare in gestione ad un'agenzia che, non avendo scopo di lucro, non ha bisogno di far vedere alla fine dell'anno all'Ufficio delle tasse che dagli affitti è riuscita a portare a casa sufficientemente soldi, perché è quello delle tasse che obbliga ad avere un atteggiamento coercitivo nei confronti dei commercianti, quasi punitivo. Allora dobbiamo capire che abbiamo la responsabilità politica fondamentale in questo caso di trovare una via d'uscita credibile e forte a questa situazione che è insostenibile, e dato che le persone che hanno investito la loro vita e i loro soldi in questa impresa sono stati male informati e male indirizzati dalle promesse che poi non sono state mantenute, hanno il diritto di poterne uscire a testa alta! Per fare questo occorre anzitutto prevedere delle misure di tipo straordinario.
Sulla parte transattiva siamo assolutamente d'accordo, ma crediamo che si debba fare una riflessione più ampia; o ci si dice da parte della Giunta che siamo in grado di risolvere tutti i problemi infrastrutturali e quindi di potenziare quell'area facendola diventare un'area potentissima dal punto di vista commerciale, facendo tutti gli interventi edilizi, organizzativi, strutturali, mettiamo l'agenzia e togliamo la s.p.a., togliamo la tariffazione da Aosta est a Aosta ovest, facciamo tutto quello che si deve fare perché lì passino 1,2 milioni di persone all'anno e i percorsi siano chiari, ci sia una riorganizzazione per cui diventa un cuore pulsante, e a quel punto si avvierà a diventare un centro commerciale naturale, perché il naturale è legato al radicamento storico, ma... se non si è in grado di dire questo occorre dare una via di uscita dignitosa a queste persone! Il che significa prima di tutto chiudere con qualunque tipo di rivalsa nei loro confronti per gli affitti non pagati, poi poter prevedere come è successo per il terremoto la delocalizzazione: se lì non va bene, bisogna dare un'occasione a queste persone con finanziamenti e facilitazioni di altro genere, perché possano portare la loro attività in una zona che sia compatibile con le prospettive dignitose... poi è chiaro che loro ci dovranno mettere la capacità, eccetera, ma questo finora lo hanno dimostrato e oggi bisogna dare loro la possibilità. Pertanto o c'è la possibilità di farlo lì... ma dato che credo che non sia possibile recuperare quella struttura che è ormai palesemente avviata a un totale fallimento dal punto di vista commerciale, altrimenti si deve dare a queste persone la possibilità di rilocalizzarsi in centri storici naturali dal punto di vista commerciale, quindi nella città di Aosta, Saint-Vincent, Courmayeur, dove lo si può vedere...
Credo che un'integrazione alle leggi regionali in materia di sostegno alle attività commerciali possa essere prevista, ovviamente per una situazione transitoria, ma credo che sia importante perché se lasciamo una situazione di agonia come questa, non solo non facciamo il bene degli operatori del settore e de "Les Corbeilles", ma non facciamo il bene neppure della Regione, perché ci dimostriamo incapaci di promuovere uno sviluppo che possa reggere sulle proprie gambe, perché è sano e basato su attività economiche che hanno un loro perché e una loro capacità di svilupparsi. Teniamo in piedi delle attività al limite dell'accettabilità che si reggono solo per contributi e cose del genere, e qui, attenzione, perché non vorrei che ciò che frena l'Amministrazione regionale nel prendere queste decisioni coraggiose che noi chiediamo loro - perché interventi di questo genere sono particolarmente coraggiosi - sia solo un modo per coprire le responsabilità. Noi dobbiamo avere il coraggio di dire a noi stessi che su questo tema abbiamo fatto dei grossi errori e purtroppo questi errori li stanno pagando altre persone. È chiaro che facendo provvedimenti di questo genere ammettiamo questi errori, ma credo che sia molto meglio ammettere degli errori piuttosto che continuare a farli.
Chiudo l'intervento ponendo il problema di rivedere il testo nella parte impegnativa, per inserire la possibilità di questa delocalizzazione. Una battuta sul problema del supermercato: credo che anche la localizzazione dell'ipermercato che è stata fatta negli anni '90, da un Governo che aveva un colore profondamente diverso dall'attuale, alla luce di questo ventennio è sicuramente una cosa su cui riflettere. Abbiamo ad Aosta una struttura importante che ha una lunga tradizione, collocata in posizione strategica vicino all'autostrada, ma non gli è mai stato fatto un parcheggio, abbiamo questa struttura a Pollein e abbiamo un sacco di piccoli negozi che nel frattempo hanno chiuso e altri chiuderanno, per cui una riflessione su tutto il settore del commercio credo sia utile, anche perché l'impressione è che la Giunta abbia fatto delle scelte che vanno in altra direzione, perché le notizie che ci arrivano è che a Verrès chiuderà fra breve un grosso marmista venditore di pietre e sull'area di questo marmista sorgerà un grosso supermercato. I negozi della zona come si integrano con questa struttura?
Alla fine questi episodi, come quello di "Les Corbeilles", dimostrano come in questo settore abbiamo diffusamente la sensazione che manchi una volontà politica di difendere i piccoli commercianti valdostani, i medi imprenditori valdostani, che ci sia una politica di esagerata attenzione verso i grossi potentati che hanno forti mezzi di convinzione. Questo non è quello che vogliamo e abbiamo l'impressione che anche nella prossima campagna elettorale torneremo a sentire strumentalmente la volontà di difendere i piccoli da parte delle persone che, nella pratica quotidiana, non hanno perseguito questo tipo di obiettivi.
Termino chiedendo una verifica del numero legale perché nella maggioranza siete solo in 13.
Si dà atto che, dalle ore 10,39, assume la presidenza il Vicepresidente Tibaldi.
Presidente - Chiedo ai consiglieri di rientrare in aula.
La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Questo è un tema che purtroppo è appassionante per tutti, meno che per quei commercianti che hanno avuto la sventura di credere a quello che era stato loro promesso e che si sono piazzati in un centro commerciale, che è stato progettato per non lavorare.
Intanto una piccola premessa per il collega Bortot che non vedo in aula, ma che potrebbe essere interessato a sapere che il "Carrefour" funziona come riscaldamento a biomasse ed è attrezzato con una seconda centrale che funziona sul metano del compattatore, e quando non ci sono combustibili meno costosi utilizza il metano della rete. Non c'entra nulla, era solo perché il Consigliere Bortot ha toccato il tema del metano proveniente dalla coltivazione del compattatore. Ho sentito parlare di invertire le destinazioni d'uso, credo che non basti delocalizzare, anche se è un intervento che potrebbe essere auspicabile, ma che non risolverebbe il problema.
Credo che si debba prendere una decisione politica su cosa si vuole fare del commercio decentrato. Abbiamo una filosofia tutta italiana, in questo caso anche valdostana, per cui si va a mettere il negozio dove c'è gente, e abbiamo una filosofia differente che è fare un negozio in modo che la gente venga: sono due temi completamente diversi.
Abbiamo il principe degli stati commerciali sotto questo aspetto (gli Stati Uniti), dove questo tipo di strutture sono progettate in un modo normale, ormai standardizzato e dove qualunque architetto, se deve progettare quello che si chiama un "mall", sa che determinate posizioni vanno rispettate per i vari tipi di attività commerciali e che devono essere organizzate logisticamente in un certo modo. A Pollein si è fatto il contrario, non può essere casuale perché basta prendere il più imbecille degli architetti americani uscito dall'università da un anno, lo si porta a Pollein e gli si chiede: cosa si deve fare per far lavorare tutti? ... e lui ti dice che bisogna fare così e così, e poi a questo punto si tratta di progettare.
Il problema è: si vuol far lavorare Pollein? Questa è la scelta da fare. Ci sono più voti ad Aosta o ci sono più voti a Pollein: questo è il tema, è inutile star qui a porci questo tipo di problemi, questa è la scelta da fare. Il Consigliere Sandri lo ha detto, si può o meno condividere la posizione di Sandri, ma questa è la scelta che non è stata fatta perché siccome la ristrutturazione dell'autoporto l'ha fatta con fondi europei e quindi con soldi non nostri, per spendere questi soldi andava fatta una cosa che creasse vantaggi per un verso, ma non desse fastidio per l'altro. E come in tutti i compromessi si finisce nel casino, lo sa bene la collega Viérin Adriana, che all'epoca si è attivata per interfacciarsi per le esigenze personali e non personali che riguardavano quello che allora si chiamava "Continente" e che poi diventò "Carrefour".
La questione di aspettare che questo centro lavori con i clienti dell'autostrada, sempre per i motivi di assoluta mancanza di professionalità e per scelte politiche sbagliate, che si speri di far lavorare con il traffico dell'autostrada è pura velleità, sarebbero soldi buttati. Non getterei neanche la croce sulla società "Autoporto", che è una "longa manus" del Governo regionale e quindi fa quello che il Governo regionale gli dice, insomma attacca l'asino dove vuole il padrone. Se la realizzazione del centro di Pollein - adesso parliamo di "Les Corbeilles" ma potremmo parlare di tutto - è stata fatta in quel modo è perché c'erano le indicazioni di quel tipo. Le cose che la società può fare o non può fare, se le lasciamo in mano al Codice civile sono chiare, se invece partono da volontà politiche diverse sono altre e questo lo sappiamo benissimo. È inutile che l'Assessore ci racconti la storia della volpe e dell'uva, non è chiamato in ballo, ma voglio dire: non lo possono fare perché è una s.p.a., questo non si può... si può tutto e non si può niente, a seconda della volontà politica, quando la società è di proprietà regionale. Ce lo diciamo una volta per tutte e poi diciamo che le conseguenze sono una scelta politica e ci facciamo carico delle responsabilità non le scarichiamo su altri; quindi non sono d'accordo su quello che ha detto il collega Sandri, azzerare le società... quasi che questi poveri gestori della società "Autoporto" abbiano avuto totale libertà e si siano comportati male: hanno fatto quello che è stato detto loro di fare! Questa è la verità e qui credo che nessuno abbia dei dubbi al riguardo.
Il centro va integralmente riprogettato, tenendo conto dell'esistente, in funzione di percorsi che permettano a questi commercianti di lavorare; altrimenti si dice: ci eravamo sbagliati, lì non c'è ciccia per gatti, vi rimborsiamo quello che avete pagato finora, vi diamo un altro posto e lavorerete in un altro posto. La scelta è fra preservare una situazione storica di commercio, importante, di Aosta, oppure fare un discorso diverso, non è quella di obbligare la gente a stare lì a perdere dei soldi perché non è interesse di nessuno, neanche degli altri commercianti di Aosta che pagano le tasse e che con le loro tasse pagano anche situazioni di questo tipo.
Sul fatto che se l'autostrada fosse gratuita... non lavorerebbe di più un centro commerciale fatto male se fosse più facile arrivarci, perché non è che oggi sia difficile arrivarci. Sull'autostrada sì che bisognerebbe - lo ripeto - che la Regione comprasse l'autostrada da Pollein a Saint-Pierre, perché costa meno che fare la circonvallazione sud con la speculazione edilizia sui terreni di Gressan e fare tutti gli svincoli che servono e farla gratuita per i cittadini valdostani, quello sì che servirebbe! Costerebbe meno che fare la circonvallazione sud, che andrebbe a massacrare tutti i terreni agricoli di Gressan, raddoppiando l'autostrada, che continuerebbe a costare ai Valdostani.
La Regione compra l'autostrada da Pollein a Saint-Pierre e poi vi fa qualche svincolo sensato, quelli piccoli, e quello è il tratto della circonvallazione sud di Aosta, chi viene da Milano e va a Courmayeur, esce dal casello a Pollein rientra al casello a Saint-Pierre. L'autostrada costa anche meno, perché regionalizzando quel pezzo c'è meno percorso autostradale e quindi questa è la soluzione per il problema che diceva il collega Sandri, ma non è sicuramente la soluzione per "Les Corbeilles", perché essendo mal fatto come centro commerciale non funziona. Com'è che un centro commerciale che non ha avuto alcun aiuto dalla Regione... è un posto dove lavorano tutti? Perché è stato fatto male, è disordinato e brutto da vedere, Gae Aulenti si è messa a vomitare, va tutto bene; però la gente si è messa lì, ha fatto i suoi calcoli, ha fatto i suoi investimenti, funziona a prezzi di mercato e funziona. E non è che la gente si lamenti perché lì si lavora, è una cosa nata spontaneamente in modo disordinato, era meglio farla diversamente, però dove non ci mette il naso la Regione guarda caso le cose funzionano, su cose che con la Regione non c'entrano nulla, cioè il commercio, dove la Regione deve dare le direttive, fare i grandi piani, ma sicuramente non occuparsi di affittare i negozi ai commercianti, promettendo cose che non ci sono...
Mi auguro - lo ripeto per la quarta volta - che l'errore grossolano della progettazione di questo centro, che poteva essere sanato lo scorso anno quando c'era tempo per modificare i piani regolatori, quando il Comune di Pollein si è offerto di fare qualunque modifica sensata che sistemasse la situazione di Pollein, e dove invece non è stato chiesto al Comune di Pollein nulla, per cui alla fine il Comune di Pollein nel piano regolatore non ha previsto nulla... ma ricordo che lo scorso anno l'agenda politica era toccata pesantemente da questo tema e che c'era la disponibilità del Comune di Pollein di mettersi a un tavolo e sistemare le cose mettendosi a disposizione per le modifiche urbanistiche necessarie a fare un lavoro sensato. Non è stato fatto nulla, e siamo di nuovo qui, con la situazione più incancrenita dello scorso anno.
La decisione è molto semplice: si vuole fare il centro commerciale o no? No... allora prendiamo questi signori, restituiamo loro i loro soldi, chiediamo loro scusa... vi abbiamo presi in giro! Si vuole fare un commerciale... sì? Ci si prende la propria responsabilità nei confronti dell'elettorato e dell'elettorato dei commercianti e lo si fa spiegando perché. La palla è alla Giunta, è in questa sede che la maggioranza deve decidere cosa vuol fare e deve dire ai commercianti di Aosta cosa vede nel futuro per il commercio della città e della Plaine. Non è il problema di sistemare o meno 20 poveri disgraziati che hanno fatto un investimento, illusi da falsi numeri, e che si trovano adesso sull'orlo del fallimento quelli che non sono già falliti! La decisione è quindi politica, le misure proposte dal collega Sandri vanno tutte nella direzione giusta, ma non sono risolutive, né singolarmente, né tutte prese. Lì bisogna decidere se chiudere quel centro o riprogettarlo, chiamando anziché quelli che fanno i ponticelli sul Buthier e "incasinano" tutto il traffico della zona est di Aosta, un povero piccolo modesto poco costoso architetto statunitense, che magari ha già progettato 200 di questi "mall" commerciali e ci dice che se lo facciamo così funziona, altrimenti meglio non farlo.
Si dà atto che, dalle ore 10,59, riassume la presidenza il Presidente Perron.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Visto che sia il collega Bortot che il collega Sandri hanno detto che...
Tibaldi (fuori microfono) ... sentiamo l'intervento dell'Assessore...
Marguerettaz (fuori microfono) ... intervengo dopo...
Presidente - Vuole una sospensione?
Squarzino (Arc-VA) - ... sì, per verificare con i colleghi il testo.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per 5 minuti.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 10,59 alle ore 11,32.
Presidente - Riprendiamo i lavori, è stato depositato alla presidenza un nuovo testo a firma dei colleghi Tibaldi, Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri e Squarzino Secondina.
La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Come è stato annunciato da chi è intervenuto nel dibattito, che ringrazio, sono state modificate solo due parti nella parte impegnativa della mozione, rimane invariata l'impalcatura delle premesse, mentre le parti modificate tendono a dare maggior risalto alle funzioni che vengono attribuite ad "Autoporto S.p.a." in questa fase. Si impegna la Giunta regionale, oltre che l'avvio del riassetto volumetrico e logistico degli edifici commerciali nel loro insieme affinché la galleria "Les Corbeilles" e l'ipermercato diventino spazi sinergici e possano entrambi trarre vantaggio dai flussi di clienti che transitano nell'area ex autoportuale - punto che è rimasto intonso - il secondo punto, a dare mandato ad "Autoporto S.p.a." di esperire un'azione transattiva con gli imprenditori commerciali insediati nella Galleria "Les Corbeilles" - quindi un'azione determinata e puntuale -; il terzo, a mettere a disposizione della società medesima le indispensabili risorse finanziarie per il riconoscimento di indennizzi per i mancati obiettivi dell'infrastruttura.
Su questo nuovo testo c'è l'accordo di tutte le forze di opposizione, non c'era solo il gruppo rappresentato dai Consiglieri Ferraris e Fiou, non so se sarà presente o meno. Tengo a sottolineare all'Assessore che siamo ulteriormente disponibili per ragionamenti che vadano nella direzione auspicata, quindi se da parte della Giunta o dell'Assessore c'è un'intenzione di apportare ulteriori correttivi, naturalmente secondo lo spirito che vogliamo mantenere in questo documento politico, sono bene accetti.
Presidente - Non ho altri colleghi iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Da un lato questo è un tema che è sicuramente di forte interesse a prescindere dalle attività che sono state messe in atto dal gruppo della "CdL", a riprova di questo sono state citate diverse attività che negli ultimi mesi sono state svolte e degli incontri che sono stati fatti con parte dei commercianti che occupano la Galleria.
Semplicemente per dare una cornice che sia più ampia... noi abbiamo un'area, collega Tibaldi, che è molto ampia - le faccio vedere la cartina - nel senso che questa iniziativa, come lei ha citato, di 10 anni fa - io non c'ero, mentre lei c'era già - ha riguardato una riconversione molto ampia dell'area autoportuale e l'area autoportuale ha sicuramente rappresentato una nuova occasione per tante attività, tanto che rispetto a quell'area possiamo dire che il 90% di quegli spazi sono stati riconvertiti e hanno una soddisfazione da parte dei conduttori. Sicuramente "Les Corbeilles" non rappresentano uno spazio commerciale che ha dato soddisfazione agli occupanti, ne siamo consapevoli, e rispetto a questa situazione stiamo cercando di fare tutto il possibile.
Lei, collega Tibaldi, nella mozione che adesso è stata sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, fa delle considerazioni e le dà per vere. Siccome lei parla nel punto secondo dell'impegno - che è la parte che forse le interessa di più -, che riguarda le azioni transattive, se ci sono delle azioni transattive vuol dire che c'è un contenzioso, e a fronte di questo ho chiesto alla società autoportuale di produrmi della documentazione. Vede, collega, ho preso atto che ci sono due vasi comunicanti, il Consiglio della Regione e gli atti di citazione degli avvocati, tanto che noi, qua, ci troviamo delle interpellanze e delle mozioni pubblicate sul "Foglio Azzurro", ci sono le comparse costitutive che portano a prova gli articoli del "Foglio Azzurro" e le dichiarazioni sue. Allora non si capisce più se siamo in un Consiglio regionale, in un'aula di tribunale, se i due argomenti si confondono o se le interrogazioni e le mozioni sono fatte per argomentare un dibattito in tribunale o viceversa. Morale: se si va in un tribunale, alla fine si deve prendere atto delle sentenze del tribunale. Allora mi perdoni, ma ho chiesto agli amministratori dell'Autoporto se era vero che avevano detto che c'erano 1,2 milioni di passaggi, perché il Consigliere Tibaldi mi dice così, cioè che diversi imprenditori si sono insediati in quel centro sulla base delle aspettative create da Autoporto di 1,2 milioni di passaggi.
Sono andato a prendermi delle comparse costitutive, dove ho trovato queste parole, che lei ha utilizzato...
Tibaldi (fuori microfono) ... è vietato?
Marguerettaz (UV) - ... no, è per trasparenza. La sostanza sa qual è? La sentenza del tribunale che dice che tutto quello che è stato indicato, non è stato ritenuto credibile, quindi respinge. Allora vede, lei ha fatto una dichiarazione, non sto a giudicare, capisco l'imbarazzo e i problemi, ma lei viene e mi dice: ma lei sa, Assessore, che gli amministratori di "Autoporto" hanno promesso questo e quest'altro? Lei mi dice così, io lo verifico; vado dagli amministratori e chiedo loro se è vero che hanno promesso questo e quest'altro. Loro rispondono che è assolutamente falso, non è vero. Tutto questo finisce in un'aula di tribunale e il tribunale respinge. Io non c'ero, non voglio fare Ponzio Pilato...
(interruzione del Vicepresidente Tibaldi, fuori microfono)
... nossignore, perché questi insediamenti, questa progettazione è partita da molto lontano con atti fatti dal Consiglio regionale. Era per dire che lei mi costruisce una mozione e mi dice tutta una serie di cose. Io ho cercato di fare le verifiche che sono in mio possesso, io non ho la verità in tasca. Nell'ambito di questa verifica mi dicono che non è così. Allora io sto dicendo delle cose che sono documentate, non sono mia invenzione!
Rispetto al problema non disconosco la necessità di fare degli approfondimenti e delle modifiche, purché abbiano carattere di credibilità. Posso anche capire che lei dica: "facciamo la transazione, diamo dei soldi"; lì, probabilmente potrei chiamare in causa il collega Sandri, che si appassiona molto alla Corte dei Conti, una delle ultime pronunce non della Corte dei Conti, ma della Cassazione ha censurato in modo feroce il comportamento degli amministratori pubblici che avevano dato degli indirizzi per pagare il latte una certa cifra... dico bene, collega Sandri? Allora rispetto a questo se non sono gli amministratori regionali o l'Assessore regionale di allora, è l'amministratore delegato. Siccome il collega Sandri conosce benissimo uno e l'altro, dei due l'uno... quindi, al di là della prossimità delle elezioni, per poter disporre dei soldi della pubblica amministrazione bisogna avere delle leggi. Ho chiesto all'Assessore Pastoret che ha la competenza del commercio: abbiamo una legge che permette di sostenere dei commercianti che sono in oggettiva difficoltà? L'Assessore Pastoret mi dice che non è possibile, anche perché forse di commercianti in difficoltà ne abbiamo anche in altre zone. L'altra alternativa qual è, collega Tibaldi, che nega una sua affermazione? Dobbiamo dargli un indennizzo perché qualcuno ha sbagliato; quindi lei dice, non vogliamo trovare i colpevoli; no! È l'unica alternativa che abbiamo, dovremo fare un'azione di responsabilità nei confronti di qualcuno e invece lì il Consigliere Sandri è stato più preciso, perché ha detto: "qualcuno ha sbagliato, fanno fatto degli errori"...
(nuova interruzione del Vicepresidente Tibaldi, fuori microfono)
... no, lei ha detto: non vogliamo cercare capri espiatori, vada a leggersi il verbale, o non vogliamo mettere alla gogna... allora se ci sono delle responsabilità, va bene, facciamole emergere, e chiediamo loro i danni. Ad oggi il tribunale ha detto una cosa diversa e cioè che le richieste fatte non erano sostenibili, dando così ragione alla società "Autoporto"... dei due l'uno, quindi non è vero quello che lei dice, Consigliere Ottoz, gli amministratori hanno agito con un Consiglio di amministrazione, con un Collegio sindacale, con la loro autonomia e rispetto a questo tema hanno preso delle decisioni. Ora, se queste decisioni sono errate, bisogna fare un'azione di responsabilità e, con quello che imputiamo agli amministratori, indennizziamo i commercianti che sono stati male indirizzati. Delle due l'una, come si può fare una transazione con soldi pubblici su un'operazione di questo tipo?
Ecco che è un'operazione un po' semplicistica fare una mozione in cui si dice: "facciamo la transazione, diamo dei soldi all'interno di un processo"... ma come è possibile? Il giorno dopo la Corte dei Conti dice: "ma questi sono denari pubblici, la Giunta dispone di denaro da dare all'Autoporto che deve dare a questi, qual è la transazione"? Se lei non lo dimostra, io posso anche essere d'accordo dal punto di vista umano e dal punto di vista filosofico, ma dal punto di vista delle responsabilità queste vanno dimostrate, non vanno enunciate! In politica si può fare di tutto, collega Tibaldi, ci si avvicina alle elezioni e voi dovete fare il gioco dei bravi e noi dobbiamo fare il gioco dei cattivi; mi perdoni, io devo fare il gioco di coloro che rispettano le norme, solo questo, perché se dobbiamo andare alle emozioni, sicuramente in questo momento raccolgo le antipatie di tutti coloro che attualmente occupano "Les Corbeilles"... e va bene! Io sono una persona seria, collega Tibaldi, e dico le cose che posso sostenere, non racconto le favole! Se voi volete raccontare le favole, avrete dei benefici, ma non fate una cosa giusta perché le vostre posizioni sono insostenibili! A meno che lei non mi dimostri che io posso utilizzare del quattrino regionale per fare questo...
Le cose ragionevoli quali sono, collega Tibaldi, e non è grazie alla sua mozione che sono state messe in atto? Sono la riduzione del Consiglio di amministrazione di "Autoporto" che ha detto, in virtù di un problema vero che è quello della non piena occupazione: per far funzionare le gallerie commerciali bisogna avere un'occupazione, se questa non c'è, abbiamo gli esercenti che sono in stato di necessità. La società "Autoporto" ha ridotto del 50% le richieste del canone e dei costi di gestione, quindi un atto concreto che ha una motivazione, non è un'elargizione, ha una motivazione sostenibile, perché rimanere in un certo commerciale comporta dei costi, se non ci sono tutti i negozi aperti, ci sono sicuramente dei danni, nel valutare questi sovraccosti c'è questa decisione di ridurre del 50% costi di locazione. Queste sono le cose che possono essere fatte concrete, dopodiché, collega Tibaldi, non voglio elencarle tutte le cose che, come abbiamo avuto più volte di dirci, che sono stati i tentativi non sto a dirle se riusciti di modificare le logistiche, gli ingressi, con una particolarità: quando tu hai un occupante che è il "Carrefour" - il Consigliere Sandri non gradisce "Carrefour", non so se è giusto o sbagliato - ma intanto "Carrefour" è dentro con un contratto, se vogliamo modificare quel contratto, posso anche sbagliare, collega Sandri, ma di supermercati a Pollein ce n'è solo uno, se non lo vogliamo citare non lo citiamo, so che è un concorrente di gruppi che le sono vicini, non sto a dire nulla, ma quello che voglio dire è che ha regolarmente un contratto di affitto e se gli imponiamo delle modifiche, questo le fa se gli convengono, le fa se non gli costano. In caso contrario, in virtù del contratto, può rifiutarsi di fare qualsiasi tipo di intervento, può chiederci dei danni se imponiamo delle cose che contrattualmente non deve fare, quindi si tratta di fare delle attività diplomatiche e di trattativa; poi lei, collega Sandri, mi darà delle soluzioni diverse che io prendo con grande considerazione. Già le ho detto a suo tempo che non sono pregiudizialmente contrario al fatto di creare delle agenzie anziché delle società per azioni, purché mi si dimostri che il cambiamento di forma giuridica comporta dei benefici e rispetto a questo non ho delle preoccupazioni: se questo può portare un beneficio, ben venga!
Rispetto a questi temi non me la sento di dire che queste mozioni e queste istanze sono nate dal nulla, sono nate sicuramente da situazioni di disagio, ma non riteniamo che sia questa la strada per dare una soluzione, quindi chiediamo che la mozione venga ritirata, che su questo argomento si diano tutti i contributi che le commissioni, i singoli Consiglieri possono dare, ma se...
Tibaldi (fuori microfono) ... è finita la legislatura, approvi la mozione...
Marguerettaz (UV) - ... allora se è finita la legislatura, con questa mozione cosa risolve? Lei contraddice sé stesso, se mi dice: è finita la legislatura, approvi la mozione... allora perché l'hai proposta?
Tibaldi (fuori microfono) ... è un atto di indirizzo...
Marguerettaz (UV) - ... un atto di indirizzo per un Consiglio che sta per scadere? Ma cosa mi dice! Lei dice delle cose che smentisce dopo un secondo, è un primato da Nobel!
(interruzione del Consigliere Ottoz, fuori microfono)
... lei, i corsi di economia, se li è dimenticati tutti, perché non ho una partecipazione diretta. Comunque su questo argomento capisco la sua schizofrenia, Consigliere Ottoz... lei... mi chiedo: dov'era quando sono stati approvati questi indirizzi? Adesso dobbiamo anche smetterla su questo gioco delle 3 carte, si cambia di poltrona e improvvisamente c'è un fulmine e ci si dimentica di tutto!
Ottoz (fuori microfono) Adesso le rispondo!
Marguerettaz (UV) - Ma certo che deve rispondere! Rispetto a questo tipo di ragionamento qua nessuno si vuole tirare indietro nell'affrontare queste situazioni, due occupanti de "Les Corbeilles" sono venuti a chiedere l'ampliamento degli spazi che oggi occupano, quindi qualcuno che forse è più strutturato ha e mantiene un interesse per l'area, cercheremo di far sì che quelli che ci sono possano rimanere e ci siano quelle attività per averne degli altri: questo mi sentito di dire e questo ho detto!
Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Innanzitutto le chiedo, Assessore, dove è stato per 5 anni! Sembra che sia piovuto su quella poltrona adesso! Sembra che manchi un film all'Assessore di quello che è accaduto alla Galleria "Les Corbeilles"! Ma cosa ci sta a fare lì, seduto, se non ha potere di intervento... a cosa servono gli Assessori se non esercitano le loro funzioni? No, lei non deve fare il Mago Zurlì, ma non deve neppure raccontare le barzellette in quest'aula, perché ha raccontato delle barzellette, le spiego il perché, e le rispondo anche sulle sentenze. Facciamo chiarezza. È merito del nostro gruppo consiliare "in primis" e di qualche gruppo di opposizione che ha sollevato la vicenda grave e preoccupante de "Les Corbeilles" in quest'aula, altrimenti passava sotto silenzio dal 2004 ad arrivare ad oggi, perché se non era per la IV Commissione che chiedeva la convocazione dei commercianti...
Marguerettaz (fuori microfono) ... li avevo già incontrati...
Tibaldi (CdL) - ... li ha incontrati, ma non ha detto parola e non ha indicato soluzioni... questo è grave!
Se non era per le iniziative fatte in Commissione e per le iniziative ispettive fatte in quest'aula, se non era per questa mozione si chiude la legislatura e non si decide nulla! E lei ha il coraggio di dire: "cosa facciamo adesso"? Adesso si può dare una risposta politica con un atto di indirizzo chiaro, si può dare mandato all'"Autoporto S.p.a." che è partecipata come tutte le società che lei può controllare, in maniera chiara e pulita, noi diamo un indirizzo come la Giunta ha sempre dato indirizzi in questa materia e gliene ricordo qualcuno. Nel 2000 lei non c'era, ma dal 2003 c'era, la Giunta ha dato ad "Autoporto S.p.a." questo mandato: valorizzare il potenziale economico e imprenditoriale valdostano - lo abbiamo visto nella Galleria come è stato valorizzato -, valorizzare in maggior misura il traffico autoportuale e autostradale con opportunità di scambio e sdoganamento delle merci in Valle d'Aosta, massimizzare il valore aggiunto rispetto al fatturato, l'occupazione aggiuntiva qualificata rispetto al capitale investito, i rientri finanziari dell'"Autoporto S.p.a." - senz'altro avranno massimizzato anche i loro profitti - in termini di corrispettivi per l'allocazione degli immobili, favorire l'integrazione reciproca delle attività economiche insediabili nell'area, ma soprattutto demandare alla Giunta regionale l'individuazione dei parametri che la società "Autoporto S.p.a." dovrà adottare per la selezione delle iniziative economiche da insediare nell'area. L'Esecutivo ha sempre dato degli input alle società controllate, lo avete fatto con "Casinò S.p.a.", lo fate con "STV", lo fate con "Finaosta", con "CVA" e con qualunque società partecipata. Non è che viene qua, adesso, e fa il Ponzio Pilato, non se ne può lavare le mani, è la prima persona che ha le potestà e le competenze per decidere qualcosa... non vuole farlo? Ne prendiamo atto! La materia la conosce, gliela abbiamo a più riprese riproposta con tanto di dati che sono contenuti nelle sue risposte scritte, quindi ne prendiamo atto!
Ci parla di cornice più ampia, di vasi comunicanti, allora, vasi comunicanti primo capitolo, parte giudiziaria e parte politica: è vietato per legge? Lei sa che in questo Consiglio più volte si è discusso di "Grand Hôtel Billia", di "Casinò", di "Centrale del latte", contestualmente c'erano dei contenziosi giudiziarie o delle iniziative della Magistratura contabile o penale, qui dentro abbiamo parlato liberamente di queste cose, perché è mica un problema questo? Voi ragionate a compartimenti stagni? Mi sembra proprio di no, siete i primi che non ragionate a compartimenti stagni, perché quando si tratta di tirare fuori dalla melma qualche situazione, e potremmo citare come esempio il "caso Rollandin", risolvere il problema con 450mila euro e sanare i suoi debiti nei confronti dell'Erario, non avete avuto alcun problema! In poche settimane la soluzione il Presidente Caveri l'ha trovata!
Presidente - Collega Tibaldi, per cortesia, non faccia demagogia!
Tibaldi (CdL) - L'ha fatta l'Assessore demagogia! Visto che dice che raccontiamo le barzellette! Poi "Foglio azzurro" è un organo politico come lo è il "Peuple" e come lo è "Le Calepin" del Presidente Caveri e basta, c'è ancora la libertà di opinione in questo Paese! Vasi comunicanti, il suo assunto è insostenibile, Assessore, perché la storia politica della Val d'Aosta non ha mai impedito che in quest'aula si parlasse di un argomento che nel contempo giace su altri tavoli...
Marguerettaz (fuori microfono) ... sono partiti in parallelo...
Tibaldi (CdL) - ... ma cosa c'entra "sono partiti in parallelo"? Noi facciamo la nostra attività ispettiva, se qualche avvocato fa la sua attività di tutela di qualche parte... a noi... sono questioni...
Marguerettaz (fuori microfono) ... il caso...
Tibaldi (CdL) - ... ma il caso, e voi...
Veniamo alla sentenza perché lei dice che i fatti sono le sentenze. Bene, i fatti sono le sentenze. La sentenza del tribunale è relativa ad un'opposizione di sfratto per morosità, lo sa questo? "Autoporto S.p.a." ha promosso lo sfratto per morosità nei confronti di alcuni inquilini e nei confronti di altri ha utilizzato il metodo della gratuità. Allora "Autoporto S.p.a." non è una società privata, è una società pubblica partecipata dalla Regione e questa partecipazione è presieduta da lei; ma le sembra normale che per alcuni inquilini si procede in via giudiziaria e per altri si concede il comodato? Ma come risponde a queste cose? Dia delle risposte a questa situazione! Ma se ne rende conto!
Marguerettaz (fuori microfono) ... faccia delle segnalazioni...
Tibaldi (CdL) - ... gliele sto facendo le segnalazioni, sono pubbliche! Comodato delle attività...
Marguerettaz (fuori microfono) ... delle attività commerciali? Stia attento a cosa dice...
Tibaldi (CdL) - ... non ho alcun problema, quello che dico è suffragato dai fatti, le dico che "Autoporto S.p.a." si sta comportando in maniera sperequativa fra alcuni commercianti ed altri commercianti od altri occupanti di spazi locativi... verifichi! Senta l'amministratore delegato, senta il Presidente e verifichi se i prezzi applicati sono gli stessi, a fronte dei contenziosi che sono stati innescati e delle sentenze che sono state pronunciate, che lei ha ricordato in quest'aula. Se questa le sembra un'attività equa e corretta da parte di una società controllata dall'ente pubblico, sono meravigliato della sua moralità! La difficoltà di commercianti in altre zone... anche questo non regge. Il commercio è in difficoltà in tutta la Valle, in molti piccoli paesi e centri commerciali naturali, ma qui c'è un'infrastruttura pubblica, quindi c'è un onere e un dovere da parte della pubblica amministrazione di correggere gli errori che sono stati effettuati in passato, e correggere non mettendo alla gogna le persone che amministrano, ma riportando la questione in un alveo di normalità.
Ci sono errori, ci sono responsabilità, ci sono conseguenze che derivano da queste responsabilità. Ha paura di promuovere un'azione di responsabilità nei confronti dei suoi amministratori? Li ha nominati lei! Io non le ho chiesto un'azione di responsabilità, le ho chiesto di verificare la possibilità di una transazione e di indennizzare coloro che sono stati danneggiati da delle scelte politiche e operative fatte dalla società che deve dare esecutività a queste scelte politiche...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... ma con quali strumenti e con quali soldi? Gestisce un bilancio da 2.600 milioni di euro, non mi dica che ha problemi a trovare delle minutaglie se vuole senza fare troppa fatica! Chieda al suo Coordinatore che glielo saprà dire!
La transazione per lei non è possibile. L'azione di responsabilità... manco se ne parla... non osiamo mettere in discussione i nostri amministratori, però si renda conto di come vengono gestite le società pubbliche; se dovessimo fare un esame sulla base della casistica, prendiamo il "Casinò S.p.a." o la "STV" o la "CVA"... ahi, ahi, Assessore, come non vedi quello che ti passa sotto gli occhi... come non ti rendi conto di come vengono mal gestite le società pubbliche! Allora ha un attenuante, è l'indifferenza politica di questa Giunta e sua particolare nel governare tutta la "holding" pubblica delle partecipazioni! Però ne rispondete di questa "mala gestio", perché una responsabilità politica tutta vostra! La transazione non è possibile, l'azione di responsabilità no... quale soluzione? Ci dica una soluzione, a parte la polemica che ha innescato in quest'aula, ci dica quale soluzione! Non è uscito uno straccio di soluzione dalle sue parole, io non l'ho sentita, qual è la soluzione che propone l'Assessore oggi, dopo 5 anni che la sua Giunta - perché c'era anche lui, in Giunta - ha tagliato il nastro nel 2004 all'inaugurazione de "Les Corbeilles"...
Marguerettaz (fuori microfono) ... c'è la mia foto...
Tibaldi (CdL) - ... no, ma cosa c'entra la foto? Chi c'era in Giunta? C'erano il Presidente Perrin e l'Assessore Ferraris, è il momento in cui "Les Corbeilles" non ha avuto più presenza, oltre ad una sfilata di moda che è stata organizzata nel corso di questa permanenza breve di alcuni commercianti... quale soluzione? Le responsabilità sono tutte dimostrate, solo fate finta di non vederle; 1,2 milioni di passaggi che ho citato nella premessa, si scrive testualmente: "avrebbe dato per certo un passaggio"; non avete lasciato alcuna traccia, né voi né i vostri amministratori fiduciari di questo dato, non avete lasciato traccia scritta, ma sono stati allettati gli investitori a mettere il grano in quello spazio...
Marguerettaz (fuori microfono) ... loro dicono di no...
Tibaldi (CdL) - ... peccato che nel testo che le ho letto prima firmato da "Autoporto S.p.a.", si dice che il monitoraggio effettuato sugli scontrini è purtroppo indicativo di una scarsa attività a conferma delle difficoltà segnalate: questo lo dice l'amministratore delegato della "Autoporto". La riduzione dei canoni, lo dicevo, è un fatto che è intervenuto in corso d'opera, una riduzione esigua, ma i canoni oggi vengono applicati a discrezione. Crediamo che questi siano tutti elementi di una gestione distorsiva che non può essere mantenuta, che sta a indicare l'indifferenza di una Giunta che non controlla ciò che accade nella sua società. Indifferenza della Giunta anche nei confronti di un patrimonio commerciale che va valorizzato e sviluppato, perché il programma vostro di maggioranza come i nostri principi - ma penso che qua siano condivisi - sono quelli della valorizzazione commerciale e la promozione imprenditoriale nella Regione... vorrei sapere come questi principi tanto decantati vengono perseguiti.
Vorremmo sapere come si sta applicando, Assessore, per trovare una soluzione, visto che siamo alla scadenza della legislatura, chi si sta occupando di questo gruppo di commercianti che è stato danneggiato da una gestione autoportuale che non è stata fatta secondo i canoni auspicati. Il silenzio assordante dell'Assessore al commercio Pastoret mi dispiace, perché lei non può dire che queste sono solo partecipazioni regionali, qua c'è il commercio, lei è il titolare del commercio e questo è commercio. È una vocazione di un'area commerciale che è stata umiliata, allora ci dica qualcosa anche lei, Assessore... va bene così?
L'Assessore alle attività produttive... anche queste sono attività produttive... deve essere coinvolto. Mi sembra strano che in Giunta non abbiate mai parlato della questione "Les Corbeilles", ancorché i destinatari di queste lettere dei commercianti siano il Presidente Caveri e l'Assessore Marguerettaz, penso che in Giunta... visto che lei ha detto: "ne parliamo", non siamo noi i primi e gli unici che ne abbiamo parlato, avrete approfondito l'argomento, ma al di là delle chiacchiere... le soluzioni quali sono? Mi risulta che un professionista ingaggiato dai commercianti de "Les Corbeilles", abbia proposto "brevi manu" una soluzione, soluzione che non so se è stata presa in considerazione, è stata illustrata e consegnata in IV Commissione, cioè i privati hanno messo mano nel loro portafoglio e hanno cacciato dei soldi per poter dare loro una soluzione, ma... non si sente ferito nella sua dignità di Assessore? Ci pensano loro, non ci ha pensato lei, parte politica, lei che ha tutti gli strumenti per correggere gli indirizzi sbagliati?
Mettete in atto un'azione di indirizzo, date un segnale, siamo in dirittura di arrivo, mancano poche settimane alla chiusura del Consiglio, la Giunta lavora in regime di "prorogatio", questo Consiglio ha sempre dato degli indirizzi sull'Autoporto e li ha anche corretti. Cosa vogliamo fare? Lasciamo che si chiuda questo capitolo così: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto! La Torre delle comunicazioni ha avuto, nel senso che arriva INVA e lì ci sono 1,5 milioni di euro, lì ci sono i soldi, si pesca nel cilindro ed esce fuori il coniglio, mentre da questa parte si gratta e non esce niente, nemmeno come idee, e questo è molto grave!
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz, per dichiarazione di voto.
Ottoz (CdL) - L'Assessore Marguerettaz non si smentisce mai, fa il solito giochetto di quello che sposta il "mouse" e sposta il bersaglio così non lo trovi mai. Si parla di politica e fa il commercialista, si parla di commercialista fa il giudice o l'avvocato, si parla di tribunale fa il politico... è bravo, devo dire che deve essere uno sport popolare della Coumba Freida che non conoscevamo. Non va bene però, perché la verità giudiziaria me la insegna lei che è politico, perché ogni volta la tirate fuori questa "menata", non ha niente a che vedere con la verità politica che è legittimata in altri modi, e che ogni volta che c'è un problema di tipo giudiziario viene invocata per dire: "siamo legittimati altrimenti", quindi lasci stare quello che è successo in tribunale perché in tribunale con il Codice civile non esiste il reato di "presa per il culo". Ho fatto una ricerca su Internet, sul Codice penale la "presa per il culo" non c'è, quindi è chiaro che quando si invoca in tribunale il fatto di essere stati tratti in inganno da una situazione, da una presentazione...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... è chiaro che alla fine se non ci sono gli elementi dimostrativi e se non ci sono scritti e mica nessuno avrà mai scritto: "vi promettiamo che lì avrete 10.000 persone al giorno o alla settimana"... non pensiamo mica che l'Assessorato sia così... sono tutti discorsi, si fa quello che si chiama una "situazione di atmosfera" con la persuasione, con la presentazione di progetti roboanti si crea un'aspettativa legittima che non ha un riscontro giuridico. Non stupisce quindi che alla fine, davanti a una causa in tribunale, il povero malcapitato, oltre che essere stato colpito da questa beffa, per non ripetere "presa per il...", abbia anche l'ulteriore beffa di dover pagare le spese di avvocato perché gli si dà torto.
Abbiamo apprezzato il fatto che l'Assessore abbia letto con attenzione il libro "Falce e carrello", perché è quello che ha rimproverato in modo un po' velenoso al collega Sandri; mi permetto di ricordarle che le soluzioni ai problemi giuridici possono essere trovate sul piano politico, se si fa il possibile per trovarle. Alla fine di questo percorso si potrà dire che non è possibile, perché guarda caso per gli amici le soluzioni si trovano sempre, per i nemici mai, perché per i nemici le leggi si applicano per gli amici si interpretano, e così via per tutto, cioè i commercianti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri - per parafrase il famoso libro di Orwell! Fra l'altro, prende in giro anche noi, dice: "sono d'accordo sul piano umano e filosofico", come a dire: è vero che questi poveracci sono stati tratti in inganno, si è guardato bene dal dire politico, e però ha ammesso che il problema c'è e che non sa come risolverlo, poi dopo si è attaccato al "ma lei dov'era... ". Adesso le spiego dov'ero, perché sia chiara a tutti la situazione. Queste cose sono nate nella legislatura 1993-1998, siamo d'accordo su questo? Io a fine 1998 sono stato paracadutato in Consiglio e mi sono trovato a votare tutta una serie di conclusioni di cose che venivano da accordi, Comunità europea, eccetera, ne cito 3 a caso, altri senza la Comunità europea, ne cito 4 se vuole: Forte di Bard, trenino di Cogne, l'area Cogne, l'autoporto, sono cose che sono nate quando io non c'ero. E le dirò di più: qui c'è gente che era presente nella legislatura 1998-2003 in cui lei non c'era, che ha sentito che gli unici 2 che si sono alzati a parlare contro il "progetto area Cogne" ma che dovevano votare perché ormai è solo una ratifica, sono stati l'Assessore Cerise e il sottoscritto, che facevamo parte della maggioranza e che abbiamo detto: "questa cosa è una porcheria, ma non possiamo non votarla perché è già stato tutto fatto"!
Sono l'unico che si è pronunciato allora contro il trenino di Cogne, ho scritto anche un articolo sul "Peuple" - non ho mai capito come me lo abbiano passato tra l'altro! - sul fatto che bisogna con una fresa fare un buco nella galleria già esistente e far passare automobili, perché questo trenino è un'altra "presa...", un'altra beffa, diciamo così. E grazie a Dio che è chiuso, costa solo tenerlo chiuso, perché quando sarà aperto costerà molto di più, però lei non mi chieda dov'ero: io c'ero e ho parlato chiaramente su questa cosa! Sono l'unico che si è espresso criticamente sulla questione dell'autoporto, ma le dirò di più: lei forse non si ricorda, ma in 2 riunioni di maggioranza dello scorso anno, quindi lei c'era - non so se fosse fisicamente presente -, ma certamente c'erano l'Assessore La Torre, il Presidente, molti Consiglieri qui presenti, ci siamo posti il problema in maggioranza, non ne ho parlato, ma ne parlo dato che mi chiede dov'ero, le dico dov'ero... ero appunto in maggioranza, e ho detto esattamente le cose che ho detto prima: questa roba è stata progettata male, probabilmente apposta per dire ai commercianti di Aosta non vi facciamo concorrenza, ritengo, e sospetto che sia stata progettata così "apposta" - apposta fra virgolette, sottolineato e in grassetto - e ho aggiunto: "l'unica soluzione è far venire un architetto giovane - per non pagarlo troppo - americano che ci dica come si sistema".
In alternativa, siccome il problema è sul tavolo della maggioranza e sicuramente il Presidente Caveri, di cui ho la massima stima, si ricorda che ho fatto questo discorso, volendolo fare con gli architetti nostrani - che non hanno mai visto un centro commerciale in vita loro! - bisogna prendere quel corridoio che c'è fra il "Carrefour" e "Les Corbeilles", che è occupato non so se pagando l'affitto o abusivamente da "Carrefour" che lo usa come area espositiva addizionale, costruire sul lato nord un altro corpo di fabbrica fino a "Les Corbeilles" e, a lato di questo corridoio, per tutti i negozi che oggi sono a "Les Corbeilles", fare l'ingresso dove oggi c'è "Les Corbeilles"... poi il "Carrefour" può farsi la sua uscita sotto, in modo che la gente prima di andare al "Carrefour", dove va perché i prezzi sono più bassi, è passata davanti a tutte le vetrine di tutti i negozi de "Les Corbeilles". Lei si ricorda, Assessore La Torre, che ho detto questo, dato che annuisce? Ecco dov'ero, caro Assessore Marguerettaz! Allora lasci perdere "dov'era... dov'era... dov'era?", perché se uno non può, neanche quando è in maggioranza, esprimersi contrariamente a quella che è l'opinione corrente, le chiedo come funziona la maggioranza!
Ripeto che c'ero, le ho detto dov'ero e le ho detto esattamente quali erano le mie posizioni, l'Assessore La Torre lo ha confermato e il Presidente Caveri è qui per confermarlo, quindi non ricorra a questi mezzucci, gli amici del collega Sandri che non sono d'accordo con il "Carrefour", quell'altro... qui facciamo politica e ripeto che una soluzione politica la dovete trovare voi: politica! Noi l'abbiamo proposta, interpretatela diversamente, preso atto del fatto che lì non c'è nessuno, non si lavora... il Consigliere Sandri ha citato l'autogrill: l'autogrill fino a pochi anni fa si prendeva una percentuale per dimostrare che si faceva carico della presenza o meno di clienti, sugli incassi, per cui incasso zero percentuale zero, e si faceva carico di tutte le spese generali dell'area: riscaldamento, luce, insegne, e il commerciante correva il rischio di pagare, se lavorava, una percentuale più alta e quindi vantaggiosa per l'autogrill che era convinto di portare dei clienti, ma sapeva che se non si lavorava non avrebbe avuto costi, salvo i suoi costi naturali che sono quelli del personale e della sua struttura.
Assessore, datevi quindi da fare, le soluzioni le potete trovare, ma sono di natura politica e la politica spetta in questo momento a voi, perché è la maggioranza che la interpreta... lasci stare i tribunali, i commercialisti, le azioni di responsabilità e tutte quelle cose che servono a riempirci la bocca, ma che non risolvono il problema dei commercianti che lì dentro stanno fallendo, quelli che non hanno già fallito, e di cui pare, qui, tutti si "sbattano" allegramente e pare che il loro problema sia secondario all'applicazione di cavilli, di Codice, di interpretazione, tribunale... Qui c'è gente che ha messo tutti i risparmi della sua vita e che sta fallendo e voi non siete capaci di trovare una soluzione politica, perché la soluzione politica c'è!
(applausi dal pubblico)
Presidente - Ricordo al pubblico che non è possibile...
La parola al Consigliere Bortot, per dichiarazione di voto.
Bortot (Arc-VA) - Intanto un appunto al Presidente del Consiglio: dovrebbe riprendere l'Assessore quando fa ostruzionismo, lo abbiamo sentito parlare per un quarto d'ora senza dirci nulla e in assoluta mancanza di fantasia e in piena apnea. Allora ci permettiamo di dare qualche suggerimento, dato che manca la fantasia oggi nel trovare la soluzione a un piccolo problema...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... non sto gestendo l'"Espace populaire" e, come tutte le attività, possono andare bene o male. Le attività che gestite voi... fate i ripianamenti di bilancio: agli impianti funiviari, al casinò, con i soldi della collettività, noi, all'"Espace populaire" abbiamo lanciato una sottoscrizione fra gli 800 soci, se in 2 mesi si sono iscritte 800 persone a questa associazione, se queste 800 persone ci tengono, ci aiuteranno a correggere gli errori che noi ammettiamo di aver fatto, perfino io, che è un anno e mezzo che non sono dentro in alcuno degli organismi dell'"Espace populaire"! Ho avuto per un attimo un riflesso condizionato, mi sembrava di tornare indietro di 10 anni, quando nell'ufficio dell'Assessore Marguerettaz si stilava lo statuto dell'osservatorio astronomico, cioè in un ufficio di un consulente, ma questo trucchetto non funziona più, glielo ha già detto il collega Ottoz: lei non può fare il consulente quando non vuole rispondere, fare il politico quando invece deve trovare le soluzioni.
Al punto 2 c'è una frase semplicissima: "a dare mandato all'Aeroporto S.p.a. di esperire una azione transattivi con gli imprenditori commerciali insediati nella galleria Les Corbeilles". Prima proposta di noi "poveri tapini" dell'opposizione: un ordine del giorno che vincoli l'"Autoporto S.p.a." ad intervenire nella direzione che abbiamo detto qua. Sarà il nuovo Consiglio regionale a ripianare l'anno prossimo eventuali perdite della società "Autoporto". Lo abbiamo fatto per tutte le società di proprietà della Regione e delle partecipate a pacchi di milioni di euro...
Marguerettaz (fuori microfono) ... confermo, di fantasia ne hai tanta!
Bortot (Arc-VA) - ... l'altra invece, dove c'è la mancanza di fare l'apnea non solo dell'Assessore, ma della maggioranza, è semplicissima. Ogni cittadino della Regione legge i giornali, ogni settimana ci troviamo di fronte ad un elenco di consulenze e di studi dati a "di tutto e di più" per qualsiasi tipo dello scibile umano; a questo punto propongo che a ognuno dei titolari delle attività economiche a "Les Corbeilles" si dia una consulenza di pari importo del danno che hanno subito e questa è un'altra soluzione. A quel punto, come formulare la dizione, basta prendere le dizioni di 6 mesi di consulenze dati, ne copiamo alcune, siamo sicuri di trovare l'incarico giusto per ognuna delle persone che gestiscono un'attività a "Les Corbeilles"...
Marguerettaz (fuori microfono) ... bravo, bravo...
Bortot (Arc-VA) - ... ma come... bravo? Ma se lei non prospetta soluzioni, possiamo almeno farle noi delle proposte?
Marguerettaz (fuori microfono) ... ah, le chiama proposte? Ha coraggio...
Bortot (Arc-VA) - ... ma io ho il coraggio... il coraggio lo avete voi, ad affidare studi e consulenze a "di tutto e di più", se volete vi porto i dati della progressione dal 1996 al 2006, siamo passati da 6 miliardi di lire nel 1996 a 14 milioni di euro nel 2006 di incarichi e consulenze! Ho fatto anche la classifica di chi ha avuto di più in base agli incarichi dati e agli importi assegnati e vi stupireste, non l'ho portata mai qua dentro perché andava a finire che le povere persone, le ultime in classifica... si sarebbe tagliata magari qualche consulenza a queste persone, ma i primi della lista sopra che hanno avuto pacchi di quattrini, dalla ricostruzione dopo l'alluvione, dall'Assessorato dell'agricoltura... non parliamo di tutto l'elenco dell'Assessorato ai lavori pubblici... se volete vado avanti per un'ora a mezza! Ma perché devo ricordarvi cose che voi, in piena facoltà mentale, siete benissimo in grado di ricordarvi da soli?
La seconda opzione è un po' umiliante per la maggioranza, perché un Assessore che non trova una soluzione ad un problema così piccolo fa ridere; in verità non si vuole trovare la soluzione, si vuole lasciare a bagno queste persone, non so se per mancanza di appartenenza o tutela politica perché in altri posti le soluzioni si trovano a bizzeffe! Volete che vi faccio l'elenco dell'integrazione delle perdite di decine e decine di enti e società collegate alla Regione o private? Non c'è tempo per la variazione di bilancio perché scade il Consiglio? È semplice, si fa un ordine del giorno del Consiglio, si dice all'"Autoporto S.p.a." di intervenire... e poi c'è l'assestamento di bilancio, come mi suggerisce la collega Squarzino...
Squarzino (fuori microfono) ... c'è l'assestamento di bilancio in cui si mette di tutto e di più...
Bortot (Arc-VA) - ... addirittura abbiamo una terza soluzione, che è l'assestamento di bilancio e si può fare in 15 giorni! Questo per dire che se non c'è la volontà politica, ci si arrampica sui vetri per dimostrare che una cosa non si può fare; quando c'è la volontà politica e gli esempi sono innumerevoli, le soluzioni tecniche, politiche, giuridiche... abbiamo visto, qui, passare di tutto e di più, e non faccio l'esempio che è già stato fatto. In 15 giorni Rollandin doveva dei soldi alla Regione, adesso scopriamo che ne deve ancora prendere, tra l'altro, e gli è stato anche rateizzato: ma dov'è l'istituto della rateizzazione? Può darsi che sia previsto...
Presidente - ... Consigliere Bortot, stia sull'argomento...
Bortot (Arc-VA) - ... più argomento di questo! Sto parlando di... quando si vuole, le soluzioni si trovano! Addirittura penso che la soluzione non l'abbia trovata il Governo, ma sia stata suggerita dal diretto interessato, magari dicendo anche la cifra della rateizzazione...
Caveri (fuori microfono) ... ma vergognati!
Bortot (Arc-VA) - ... non mi vergogno, Presidente non si arrabbi...
Caveri (fuori microfono) ... siamo in una pubblica amministrazione, sono i funzionari che prendono queste cose!
Bortot (Arc-VA) - ... e voi le avete ratificate! Ma perché si arrabbia, di solito è lei che fa dell'ironia... posso fare dell'ironia? È che vi fa male al dente questo argomento, come tutta un'altra serie di argomenti, perché siccome la soluzione non avete voluto trovarla voi - o non l'avete trovata -, vi dà fastidio che qualcuno dell'opposizione vi insegni a fare il vostro lavoro!
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per fatto personale.
Sandri (PD) - Intanto chiedo di intervenire per fatto personale e poi di fare l'intervento in replica. Il fatto personale: chiederei all'Assessore se mi può delucidare su quali sarebbero le mie amicizie con gruppi concorrenti... tanto per sapere a chi posso rivolgermi per qualche sostegno elettorale... se può specificare meglio l'accusa che mi è stata fatta.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Il collega Sandri, siccome ha detto che c'erano delle altre soluzioni più radicate in Aosta rispetto a quella del "Carrefour"... ho immaginato che avesse avuto un occhio di riguardo per altre situazioni rispetto a quella del "Carrefour"... io non so quale, ho detto qualche supermercato più a lui vicino, poi ce lo dica se ne ha!
Presidente - La parola al Consigliere Sandri, per dichiarazione di voto.
Sandri (PD) - Chiudiamo qua la questione dicendo che, sì, io ho un particolare apprezzamento per tutti i commercianti in generale, perché la stragrande maggioranza dei commercianti sono radicati nei centri storici naturali, quindi il discorso che facevo era in questi termini; poi è evidente che ad Aosta esiste un noto supermercato radicato... e l'ho messo per evidenziare che, secondo me, la dimostrazione di quanto siete poco autonomisti è che voi, a seconda che questi imprenditori valdostani sono più o meno fedeli, più o meno vi comportate politicamente, e di tutto fate, spesso, meno che difendere gli operatori valdostani, ma questi sono problemi vostri!
Vorrei riprendere il mio tempo per fare l'intervento in sede di replica. I problemi che sono emersi oggi si riassumono nel disagio palese che l'Assessore ha dimostrato nella sua replica, ho trovato dei momenti di maggiore difficoltà e incapacità di dare delle risposte, e bene ha fatto il gruppo della "CdL" ad evidenziare che qui è mancata una risposta politica. Mi devo quindi in parte rimangiare il discorso che ho fatto prima, nel senso che non ho più difficoltà a capire chi è il responsabile di tutta questa situazione: il responsabile di tutta questa situazione è l'attuale Assessore alle finanze, che in tutti questi anni non è stato capace di dare una soluzione, né strutturale, né al problema di dare un'uscita a queste persone, quindi è fallito 2 volte...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... ed è per questo che ancora adesso mi conferma, lei, che è in evidente difficoltà con questi interventi. Chiediamo una risposta politica, ci sono tempi e modi per farlo, non c'è alcuna difficoltà, perché oggi si può approvare questa mozione e fra 15 giorni possiamo presentare un emendamento. Anzi, le annuncio che fra gli altri emendamenti per il prossimo Consiglio quando ci sarà l'assestamento di bilancio, il nostro gruppo - ma credo che potremo condividerlo con gli altri gruppi di opposizione - presenterà un emendamento in materia all'assestamento di bilancio. Credo che queste siano le risposte da dare, risposte politiche che lei non è stato in grado di dare! Che lei non ha neanche immaginato! Devo dire che è una "Une" nel panorama politico valdostano, perché quando c'erano le malattie, la Regione era obbligata ad indennizzare profumatamente le mucche quando si ammalavano di tubercolosi o brucellosi... è lo stesso discorso: è capitato, diamogli una mano! Anche qua diciamo: gli è capitato, gli diamo una mano!
Torno solo su questo argomento, visto che siamo in materia agricola: qui abbiamo giustificato davanti a tutti il fatto che quando si preparano gli animali per portarli alle fiere, diamo ad essi un contributo, e poi... le persone le trattiamo così? Credo che ci sia qualcosa che non funziona! Mi permetterà di ricordare una importante commedia di Eduardo De Filippo "Filumena Maturano", da cui è stato tratto un bellissimo film che lei sicuramente avrà visto, Assessore, "Matrimonio all'italiana", di Vittorio De Sica, con Sophia Loren e Marcello Mastroianni; ad un certo punto si presenta un problema grosso che è il riconoscimento dei figli e Filumena Maturano dice: "io la vostra legge non la conosco, perché è la legge che fa piangere, io riconosco la legge, quella che fa sorridere". Ecco questa è la differenza: lei sta trincerandosi dietro una legge che fa piangere, che non ha umanità, che non cerca di dare una uscita a questa situazione al di là delle colpe che oggi abbiamo conosciuto. Lasciamo perdere il passato, guardiamo al futuro, siamo dei politici, diamo una risposta alla Regione: risultato zero, perché manca in questo momento anche un minimo di senso dell'umanità. Credo invece che partire da questi dati sarebbe importante.
A completamento di questo intervento, quasi sarebbe per fatto personale, solo che le persone interessate non sono in quest'aula adesso, forse ci torneranno, credo che sulla questione della Centrale del latte, che lei ha cercato di suscitare, bisogna ricordare ai Valdostani che non c'è alcun tipo di rinvio a giudizio, né alcun giudizio di alcun tipo, c'è una valutazione in corso, avrà il suo corso, credo che ci sia un grosso rispetto della giustizia, la giustizia quella seria, quella a cui ci rivolgiamo con fiducia, perché sappiamo bene come queste notizie siano state già usate in campagna elettorale cercando di intorbidire il clima, di mettere del sospetto. L'unico sospetto è che in qualche lista elettorale ci saranno delle persone condannate per reati contro l'Amministrazione regionale e devo dire che in altre non ci saranno queste persone, nessuna persona condannata per reati contro la Regione, per turbativa d'asta e altre cose del genere. È evidente che il fatto che in una discussione su "Les Corbeilles" l'Assessore interessato si debba "attaccare" a fare attacchi personali al sottoscritto, attacchi contro il Senatore e un ex Presidente della Giunta peraltro del suo partito... dimostra l'estrema difficoltà in cui si trova!
Veda di uscire da questa difficoltà approvando questa mozione ed impegnandosi, per il prossimo Consiglio, ad accettare l'emendamento che presenteremo, affinché nell'assestamento di bilancio si tolgano 400mila... quanto ci vorrà, qualcosa di questo genere... ai grandi investimenti che ci sono lì dentro, ce ne sono di svariato tipo, a cui questi 4-500mila euro non cambieranno nulla, e invece diventa importante per la situazione che stiamo affrontando oggi. Lei ha la possibilità di riscattare la politica di questi anni facendo un gesto generoso. So che lei è capace di grandi cose negative, ma anche di grandi cose positive, veda di cogliere questa occasione! Sarebbe un segnale importante, che consentirebbe a tutti di dire: "al di là delle posizioni contrastanti in questo Consiglio c'è la voglia di lavorare a servizio della Regione". In questo senso mi appello a quella parte di umanità che lei sicuramente ha e che forse potrebbe sfoderare in questo momento.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz, per dichiarazione di voto.
Marguerettaz (UV) - Sono raggiante della fiducia che ha il collega Sandri...
Prendo la parola solo per precisare che quanto dichiarato dal Consigliere Sandri è totalmente infondato, perché la mia citazione non è stata una citazione provocatoria, ma si inseriva legittimamente nei percorsi che regolano i rapporti fra l'Amministrazione regionale e società partecipate direttamente o indirettamente; quindi, quando ho parlato di indirizzi, ho solo citato una sentenza della Corte di Cassazione, in cui si diceva che gli indirizzi politici dati sono ingiustificati, quindi se gli indirizzi politici non sono motivati è possibile essere chiamati a rispondere e questi indirizzi - non è alcuna condanna - la Corte di Cassazione dice che sono stati dati dall'allora Assessore all'agricoltura. Mi dispaccio e non condanno assolutamente, né critico, non appartengo a quei Consiglieri che nell'ultimo Consiglio hanno chiesto di revocare dei contratti, perché una società ha un procedimento aperto con la Corte dei Conti. Questi Consiglieri oggi si riscoprono garantisti, non lei, ma è sufficiente che qualcuno vada a guardare i verbali e quando c'è la Corte dei Conti che fa delle valutazioni su soggetti che non sono gli amici del quartierino, è la verità e c'è la condanna, quando si tratta di soggetti che nutrono delle simpatie, allora è tutto "in itinere".
La dichiarazione di voto è di astensione, perché su questo argomento siamo interessati a dare delle risposte che devono essere giuridicamente sostenibili. Il piano di sviluppo rurale è stato approvato dalla Comunità europea ed è per questo che esistono quei sostegni, se dovessimo dare dei riconoscimenti questi dovrebbero avere un percorso che è compatibile con le altre norme e soprattutto deve essere giustificato.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, per dichiarazione di voto.
Squarzino (Arc-VA) - Non sono intervenuta in sede di discussione perché c'è il mio collega che ha seguito in Commissione tutta l'evoluzione, anche se su questo tema abbiamo più volte discusso in questo Consiglio. Credo che l'andamento di tutta la discussione abbia messo in evidenza come la Giunta, in particolare l'Assessore, non intenda prendere sul serio questo argomento, né individuare delle vie di uscita rispetto a tale problema: questa è la conclusione di una mattinata in cui si sono confrontate opinioni diverse. Si può anche non condividere una serie di elementi, ma se un governo riconosce che esiste una problematicità, perché non può venir qui... infatti non è venuto qui, l'Assessore Marguerettaz, a dire che "tout va bien"!
Se si riconosce che ci sono delle criticità che permangono non da un giorno o due, ma da mesi, e che si stanno aggravando, credo che correttamente e onestamente un politico dovrebbe ammettere che ci sono queste criticità... "ci stiamo lavorando, abbiamo provato questa soluzione, ma abbiamo verificato che non va bene, abbiamo provato un'altra soluzione e verificato che non va bene, stiamo lavorando e vi diremo in tempi brevi i risultati di questo nostro lavoro"... ma tutto questo non è avvenuto e trovo molto grave che un responsabile politico, un Assessore, un Superassessore che è abituato a trattare problemi importanti come il casinò, non sia in grado di individuare una via di uscita su questo problema!
Mi chiedo come mai ci sia questa carenza di... il collega Bortot parlava di fantasia, io non parlo di fantasia, ma sono preoccupata del fatto che su questo tema non c'è alcuna volontà politica. Prima, in modo un po' provocatorio, dicevo... l'assestamento di bilancio... ma chi ha discusso l'assestamento di bilancio ha visto come fette enormi di milioni di euro siano collocati per scelte che non lo so... comunque per scelte precise, là dove c'è la volontà politica di risolvere il problema, i soldi si trovano o si trovano delle procedure; qui, invece, non si è assistito ad alcuno spiraglio di individuazione di risposte. Come al solito, abbiamo visto l'Assessore Marguerettaz che fa degli interventi scoppiettanti, ma che vanno da una parte all'altra, per far sì che l'interlocutore vada dietro ai suoi fuochi di artificio e non sia distratto dal problema reale! Credo che ancora questa vicenda abbia dimostrato come ci sia una non volontà di affrontare il problema e l'incapacità politica di proporre soluzioni.
Naturalmente il nostro gruppo voterà a favore di questa mozione.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Caveri.
Caveri (UV) - È assolutamente svilente raccontare delle bugie alle persone che sono in difficoltà. È cattiva politica essere populisti e far finta che si possono fare delle cose che non si possono fare.
Ho moltissimo rispetto per le difficoltà incontrate dai commercianti de "Les Corbeilles", una parte dei quali sono qui, in tribuna, e questa presenza ha spettacolarizzato il Consiglio regionale di questa mattina. Una discussione di questo genere, lo dico alle persone in tribuna, se loro non fossero state qui sarebbe durata un'ora; invece, Consiglieri provenienti da esperienze politiche diverse - i liberisti alla destra dell'emiciclo, invece, dall'altra, gli avversari fieri del libero mercato all'estrema sinistra - si sono trovati improvvisamente d'accordo su delle questioni che hanno purtroppo un fondamento di tipo giuridico che può piacerci o non può piacerci. Alcuni dei commercianti presenti sanno che con l'Assessore Marguerettaz non sottoscriviamo in pieno una serie di atteggiamenti che si sono avuti nei confronti dei commercianti nei momenti difficili. Ci siamo incontrati parecchie volte, abbiamo cercato di trovare le soluzioni che poi sono state prospettate dall'Autoporto, che non sono quelle che, qui, qualcuno ha prospettato.
Il Consigliere Bortot dice: "potreste dar loro una finta consulenza equivalente alle cifre che hanno perso". Qualcun altro dice: "potreste, nell'assestamento di bilancio, mettere una specie di fondo di solidarietà da dare alle persone indebitate, alcune delle quali hanno dovuto chiudere con pesanti ripercussioni personali e patrimoniali". La politica, quando diventa amministrazione, ha dei limiti che sono nei codici e nelle diverse giurisdizioni, penale e contabile, quindi al di là della demagogia e consci delle difficoltà progettuali che ci siamo trovati ad ereditare... perché io non c'ero, ma mi assumo totalmente le responsabilità, in quanto Presidente pro tempore di questo governo... che hanno portato alla situazione in cui "Les Corbeilles", nel momento in cui sono state aperte, così come era concepito il sistema di entrata e di uscita nel grande magazzino dell'ipermercato, hanno creato una situazione di ramo secco di cui ci dobbiamo rendere conto.
Noi ci dobbiamo mettere al capezzale dell'autoporto per vedere gli aspetti che non hanno funzionato, ma mi sia consentito di dire che se andiamo a vedere gli autoporti che sono stati costruiti nel tempo - quello del Friuli o quello della Val di Susa - vediamo che questi autoporti non hanno avuto alcun tipo di riconversione reale. Il nostro con un'elevata percentuale di successo e pur con delle difficoltà che abbiamo ereditato, ha avuto una riconversione in larghissima parte positiva. Ci sono degli aspetti negativi, dei quali ci si deve fare carico, ma non ci si può far carico con l'approvazione di documenti consiliari che siano in palese violazione delle elementari regole del diritto amministrativo. È tristissimo, ma è anche tristissimo che qualcuno che fa questo mestiere di Consigliere regionale e che più di una volta fa appello alla legalità contro le eventuali malefatte del Governo regionale, oggi metta una maschera sorridente a beneficio dei cittadini elettori, arrabbiati con l'Amministrazione a causa dei torti subiti veri o presunti dell'autoporto, probabilmente veri, e ci dica di far delle cose, pur sapendo palesemente che sono cose giuridicamente non fondate.
Président - La parole au Vice-président Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Per dichiarare il voto favorevole del nostro gruppo e per aggiungere alcune considerazioni a conclusione del dibattito.
Anzitutto il male originario sta in quella eccessiva capacità - in senso negativo - della Regione di essersi estesa e di aver conquistato tutta l'economia locale. Abbiamo una Regione che fa l'albergatrice con la "STV", abbiamo una Regione che gestisce il gioco di azzardo al casinò, una Regione che con "CVA" genera elettricità e la distribuisce con la "DEVAL", una Regione che produce birra con la "SIMA", una Regione che si è sostituita agli informatici con "INVA", e potremmo continuare l'elenco all'infinito... una Regione che affitta locali commerciali con l'"Autoporto S.p.a." o "VDA Structure", ma vogliamo parlare di "Autoporto S.p.a.".
È una Regione che, invadendo delle sfere tipicamente private dell'economia valdostana, non può sottrarsi alle conseguenze anche negative della sua interferenza, una interferenza che sta generando problemi a chi lavora in questa Regione, e questo è uno dei casi. Dei commercianti si sono trovati di fronte a un problema che è più grosso di loro, perché non possono affrontarlo con la logica dell'autonomia privata, devono purtroppo scontrarsi con il colosso pubblico, il colosso Regione che controlla "Autoporto S.p.a." che fa l'indifferente, e questo non è populismo, Presidente Caveri, questa è una considerazione dei fatti! Non dico che è la verità, perché la verità non ce l'ho in tasca io, ma neppure lei, questa è la considerazione dei fatti. E non si tratta di essere liberisti o anti-liberisti, per cui a Destra ci sono i liberisti e a Sinistra gli anti-liberisti, ma... voi da che parte state? State nella fascia grigia di quelli che non decidono niente, che non sono né liberisti, né anti-liberisti, "ni droite ni gauche", ma siete nella fascia grigia di quelli che non sono capaci di decidere e oggi avete dimostrato, per l'ennesima volta, di tirarvi indietro, di dire che voi conoscete il problema, che provate umanità nei confronti di queste persone, ma di fatto non decidete nulla, le lasciate in mezzo al guado. Queste persone sono state danneggiate per un errore di programmazione della Giunta e un errore di applicazione di questi indirizzi da parte di "Autoporto S.p.a.".
La soluzione? Non possiamo fare niente, non possiamo fare demagogia, né populismo. Non fate niente! Non fate nemmeno demagogia o populismo, non fate nulla, la vostra è una non risposta di fronte a un problema macroscopico, ed è grave che una Giunta, di fronte a un problema macroscopico come evidenza, ma microscopico come entità finanziaria, non faccia nulla! Abbiamo umilmente cercato di proporre delle soluzioni, ringraziamo i colleghi della Sinistra che sono intervenuti e che ci hanno aiutato a individuare dei correttivi in questa deliberazione impegnativa, però ci dispiace che voi siate completamente insensibili davanti a questo problema!
Non vogliamo trarre delle conclusioni di carattere politico o elettorale, traiamo la conclusione che voi, ancora una volta, nascondete la testa sotto la sabbia, e questo va a danno di chi vorrebbe lavorare, produrre, creare sviluppo, e va a danno di quel modello economico che avete impostato e implementato in Valle che vede tutto quanto dipendere dalla Regione. E visto che tutto quanto dipende dalla Regione, la Regione non può lavarsene le mani quando non ci sono i risultati. In questo caso i risultati non ci sono stati, le conseguenze e i danni li pagano alcuni privati, la Regione non può invadere il mercato e lavarsene le mani quando il mercato non va nella direzione da lei auspicata. Mi spiace, questo è un atto molto grave, non per ragioni populistiche o demagogiche, ma perché voi avete creato un modello di sviluppo cubano, di socialismo reale. Qualcuno dice che il socialismo reale ci fa vivere bene; non fa vivere bene tutti, perché ci sono delle sacche di disagio come quella de "Les Corbeilles", che rimangono delle ferite aperte, e la "Giunta Caveri" e l'Assessore Marguerettaz non le hanno risolte!
Président - La parole au Conseiller Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Nell'esprimere ovviamente il voto di astensione su questa mozione, vorrei sottolineare come abbiamo ora assistito all'invenzione di un nuovo modello, che potremmo definire, dopo il modello keynesiano, il "modello di Tibaldi". Se ho capito bene, la logica del collega Tibaldi è la seguente: considerato che voi avete inventato il socialismo reale e che siete intervenuti pesantemente nel mercato, non potete non intervenire nel mercato come logica consequenziale, per cui dovete comportarvi come se foste mercato. Mi pare di aver capito che questo è quello che ho definito "modello Tibaldi".
Vorrei dire al collega Tibaldi che è vergognoso intervenire in un'aula di Consiglio regionale con termini di questo genere, perché in questo modo perdiamo la poca credibilità che ancora la politica ha! Lei ha detto un'eresia perché dimentica quello che è stato più volte ripetuto stamani, dimentica che siamo obbligati a ragionare in una logica di diritto pubblico. Lei sa benissimo che sta prendendo in giro la gente, e non solo coloro che sono in tribuna ad ascoltare. Non è degno di un Consigliere regionale adottare una metodologia di lavoro del genere, perché qualunque Segretario comunale di qualunque piccolo Comune della Valle d'Aosta di fronte al suo intervento le avrebbe detto: Consigliere Tibaldi, lei non può proporre una mozione che propone ad un amministratore di fare cose illegittime! Lei non può dire queste cose, per cui saremo anche incapaci di decidere, ma meglio farsi accusare di non essere capaci di decidere che essere capaci di decidere cose illegittime!
Presidente - La parola al Consigliere Ottoz.
Ottoz (CdL) - Ovviamente voterò a favore di questa mozione, ma mi ha attizzato un po' l'intervento del Consigliere Vicquéry. A parte che la Regione non potrebbe avere alcun modello keynesiano, non avendo potere sul tasso di sconto, quindi passo su questa cosa qui, a parte il fatto che Vicquéry è sempre molto bravo, io lo apprezzo, siamo amici, ha questa abilità di spiegarti che ha ragione lui, perché ti mette in bocca delle cose che tu avresti detto, ma che non hai detto, che sono sbagliate, per cui ne residua che ha ragione lui... n realtà non ha mai contestato le cose dette!
Vorrei però dire che la parola "transazione" non significa tanto: "stabiliamo quanto mi devi o ti devo e spariamo..." - voce del verbo sparire, non sparare! -, ma significa che in questo caso potrebbe essere messo in piedi un modello di soluzione che preveda sospensione di azioni contrattuali, modifica della struttura al centro commerciale, modifica del modello organizzativo logistico del centro commerciale... nel frattempo sospendere i pagamenti... può voler dire anche altre cose, cioè la parola transazione vuol dire un accordo che contenga delle parti economiche.
Quello però che mi fa in modo convinto votare a favore di questa mozione, non è un fatto di parte o il gioco delle parti, ma è il fatto che, tornando al tormentone del "dov'era" tanto caro all'Assessore Marguerettaz, ricordo che lo scorso anno, non a caso, si discusse di questo problema in maggioranza, perché il Comune di Pollein aveva fatto pressioni sulla maggioranza dicendo: "guardate che noi stiamo mettendo a posto le modifiche al piano regolatore, diteci cosa serve per sistemare il problema de "Les Corbeilles" all'autoporto, che è un problema anche per noi come Comune e noi vediamo di inserirlo nelle modifiche urbanistiche del piano regolatore". Fu per questo che ci fu questa discussione in maggioranza, di cui si ricorda bene l'Assessore La Torre, i colleghi della "Stella Alpina" - perché la cosa fu messa pesantemente sul tavolo da Viérin Marco - e sicuramente il Presidente. Voglio dire che esistevano le condizioni per studiare come modificare la costruzione dei percorsi, realizzare eventuali nuove cubature e il Comune, sensibile al problema, si metteva a disposizione per fare quello che si poteva fare nell'ambito delle leggi vigenti. Non è stato fatto nulla, e fu in quella sede che io dissi le cose che ho ricordato prima e che non ripeto. Adesso ci troviamo a sentirci dire che non si può, si continua a non poter fare nulla. Ripeto: quando c'è la volontà politica, le soluzioni politiche si trovano; se non c'è la volontà politica, le soluzioni non si trovano!
Président - Je soumets au vote la motion dans le nouveau texte qui récite:
Mozione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Premesso che l'area ex autoportuale di Pollein sta evidenziando da tempo numerose criticità che si concentrano, in particolare, nella galleria commerciale denominata Les Corbeilles e a danno degli esercenti ubicati nella medesima;
Considerato che diversi imprenditori si sono ivi insediati sulla base delle aspettative create Autoporto S.p.A. che, in occasione della conclusione dei contratti, avrebbe dato per certo un passaggio di 1,2 milioni di persone/anno e che tutti gli spazi locativi (25) della Galleria sarebbero stati occupati entro settembre 2004;
Rilevato che, secondo gli imprenditori, le richieste di insediamento sarebbero state sollecitate anche con l'affermazione da parte di Autoporto S.p.A. dell'esistenza di molte domande in lista di attesa;
Constatato che da settembre 2004 ad oggi non è mai stata saturata oltre la metà degli spazi disponibili, causando una comprensibile diminuzione dell'attrattività commerciale del sito;
Considerato che Autoporto S.p.A. ha effettuato puntuali controlli sugli scontrini fiscali emessi dai commercianti della Galleria, potendo perciò verificare l'attendibilità delle doglianze espresse dai medesimi;
Appreso che Autoporto S.p.A., società controllata indirettamente dalla Regione tramite Finaosta S.p.A., ha intrapreso nei confronti di alcuni di essi procedure di sfratto per morosità;
Accertato che, nel corso degli ultimi mesi, si è verificata la chiusura di ulteriori esercizi commerciali che occupavano spazi all'interno della Galleria;
Atteso che le problematiche sopra evidenziate sono state segnalate ad amministratori regionali e rappresentanti politici nel corso di incontri specifici;
Visti l'articolo 5 della L.R. 28 giugno 1982, n. 16 e successive modificazioni, la deliberazione della Giunta regionale n. 7874 del 17 settembre 1993 e la deliberazione del Consiglio regionale n° 3142/XI del 2 aprile 2003, provvedimenti dai quali si evince chiaramente la funzione di controllo della Regione sulla Autoporto S.p.A.;
Atteso altresì che nelle deliberazioni della Giunta regionale n. 1187/2000 e n. 4653/2000 si prescrive "che le proposte imprenditoriali finalizzate all'insediamento delle attività economiche nelle tre aree settoriali siano selezionate dalla società Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. al fine di valorizzare quelle suscettibili:
· di valorizzare il potenziale economico ed imprenditoriale valdostano;
· di valorizzare in maggior misura il traffico autoportuale e autostradale come opportunità di scambio e di sdoganamento delle merci in Valle d'Aosta;
· di massimizzare il valore aggiunto, rispetto al fatturato, l'occupazione aggiuntiva qualificata, rispetto al capitale investito, i rientri finanziari della società Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. in termini di corrispettivi per la locazione degli immobili;
· di favorire l'integrazione reciproca delle attività economiche insediabili nell'area;
· di demandare alla Giunta regionale l'individuazione dei parametri che la società Autoporto Valle d'Aosta S.p.A. dovrà adottare per la selezione delle iniziative economiche da insediare nell'area;"
ciò premesso, il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta regionale:
1) ad avviare il riassetto volumetrico e logistico degli edifici commerciali nel loro insieme, affinché la Galleria Les Corbeilles e l'ipermercato diventino spazi sinergici e possano entrambi trarre vantaggio dai flussi di clienti che transitano nell'area ex autoportuale;
2) a dare mandato ad Autoporto S.p.A. di esperire un'azione transattiva con gli imprenditori commerciali insediati nella Galleria Les Corbeilles;
3) a mettere a disposizione della società medesima le indispensabili risorse finanziarie per il riconoscimento di indennizzi per i mancati obiettivi dell'infrastruttura.
F.to: Tibaldi - Bortot - Fontana Carmela - Ottoz - Sandri - Squarzino Secondina
Consiglieri presenti: 25
Votanti: 7
Favorevoli: 6
Contrari: 1
Astenuti: 18 (Caveri, Cerise, Cesal, Charles Teresa, Comé, Fosson, Isabellon, Lanièce, La Torre, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Perron, Praduroux, Rini, Salzone, Vicquéry, Viérin Laurent)
Il Consiglio non approva.
