Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 3375 du 6 mars 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3375/XII - Disegno di legge: "Disciplina del sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria". (Approvazione di ordine del giorno)

Articolo 1

(Finalità e oggetto)

1. Al fine di assicurare un tempestivo intervento in ogni caso di evento critico di natura sanitaria, la presente legge disciplina l'organizzazione del sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria, comprensivo delle attività di allarme, di soccorso, di trasporto, di comunicazione, di accettazione e di emergenza sanitaria ospedaliera. La presente legge disciplina, inoltre, le modalità di trasporto sanitario non urgente di feriti ed infermi mediante l'utilizzo di mezzi idonei allo scopo.

Articolo 2

(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge, si intende per:

a) emergenza sanitaria, una situazione patologica di drammatica gravità, ad insorgenza improvvisa e a rapida evoluzione, tale da compromettere la sopravvivenza del soggetto e da imporre un intervento immediato ed appropriato per il sostegno delle funzioni vitali;

b) urgenza sanitaria, una condizione patologica critica per la quale, pur non esistendo un immediato pericolo di vita, è necessario un intervento assistenziale-terapeutico e di trasporto entro breve tempo;

c) trasporto sanitario programmabile, un'attività non urgente finalizzata alla movimentazione con mezzi idonei destinata, di norma, al trasferimento di persone non altrimenti trasportabili, con impiego di personale adeguatamente addestrato.

Articolo 3

(Organizzazione del sistema)

1. Il sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria (SEUS) è assicurato da un insieme organizzato di strutture e servizi tra loro funzionalmente integrati ed uniformi su tutto il territorio regionale.

2. Il SEUS si articola nelle seguenti attività:

a) allarme sanitario;

b) soccorso territoriale;

c) accettazione ed emergenza sanitaria ospedaliera.

3. Al fine di ottimizzare gli interventi di soccorso sia in condizioni ordinarie sia in caso di maxiemergenze o di emergenze non convenzionali, il SEUS interagisce con le forze dell'ordine, il servizio di protezione civile, il Corpo regionale dei vigili del fuoco, il Corpo forestale della Valle d'Aosta e il Soccorso alpino valdostano.

Articolo 4

(Allarme sanitario)

1. L'attività di allarme sanitario su tutto il territorio regionale è assicurata dall'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta, di seguito denominata Azienda USL, attraverso la centrale operativa Valle d'Aosta Soccorso 118, collegata operativamente con il servizio di protezione civile, il Soccorso alpino valdostano, il Corpo forestale della Valle d'Aosta e il Corpo regionale dei vigili del fuoco. All'atto della piena operatività della Centrale unica del soccorso, le funzioni afferenti alle attività di allarme sanitario sono integralmente assolte dalla predetta Centrale.

2. L'attività di allarme sanitario è organizzata in modo tale da garantirne la compatibilità con i sistemi in essere nelle altre regioni, onde consentire la gestione del traffico interregionale.

3. L'attività di allarme sanitario è garantita su tutto il territorio regionale dal numero telefonico unico di chiamata gratuita 118 e da un'unica rete di comunicazione radio quale componente sanitaria della rete regionale di protezione civile.

4. La centrale operativa Valle d'Aosta Soccorso 118 è attiva tutti i giorni dell'anno nell'arco delle ventiquattro ore. Essa assicura e garantisce, in particolare:

a) l'organizzazione dell'intervento di emergenza-urgenza sul territorio, secondo protocolli e modalità organizzative definiti dall'Azienda USL ai sensi dell'articolo 12, comma 2;

b) il coordinamento delle attività di trasferimento, in accordo con le strutture ospedaliere, dei pazienti che necessitano, in regime di urgenza sanitaria, di interventi specialistici non eseguibili in loco;

c) il coordinamento delle attività dei trasporti sanitari programmabili;

d) il collegamento con i medici di continuità assistenziale;

e) l'attivazione della componente sanitaria, sulla base dei piani regionali di protezione civile, in caso di maxiemergenze, emergenze non convenzionali e calamità;

f) la gestione e il coordinamento delle attività, avvalendosi di un sistema integrato di teleradiocomunicazioni informatizzato che garantisca la riservatezza, la sicurezza e la rintracciabilità dei dati.

Articolo 5

(Soccorso territoriale)

1. Il modello della rete di soccorso territoriale è articolato su due livelli di risposta, definiti risposta integrata tecnico-sanitaria bimodale, e si caratterizza per l'utilizzo di personale sanitario, tecnico e volontario adeguatamente formato. Tale attività deve permettere di modulare la risposta in maniera efficiente ed efficace, a seconda della tipologia degli interventi e della stratificazione dei bisogni, con una distribuzione territoriale delle risorse umane e tecnologiche quali ambulanze, auto mediche ed elicotteri, atte ad assicurare una risposta adeguata e rapida.

2. L'Azienda USL gestisce e coordina l'attività di soccorso territoriale secondo i protocolli adottati ai sensi dell'articolo 12, comma 2.

3. Nell'ambito dell'attività di soccorso territoriale, l'Azienda USL:

a) provvede al soccorso e trasporto sanitario urgente, avvalendosi del personale sanitario medico, dipendente e convenzionato, del personale infermieristico, tecnico e volontario presente presso le postazioni di soccorso permanenti o temporanee;

b) può avvalersi della continuità assistenziale secondo schemi operativi che valorizzino le sinergie tra il servizio di continuità assistenziale e il SEUS in ambito territoriale, ai sensi degli accordi convenzionali regionali vigenti;

c) istituisce protocolli organizzativi tra la componente territoriale e quella ospedaliera, finalizzati all'integrazione e alla rotazione del personale sanitario nell'area dell'emergenza.

4. L'Azienda USL, per lo svolgimento delle funzioni attribuitele, si avvale:

a) del personale e dei mezzi di soccorso del servizio sanitario regionale e della struttura di elisoccorso;

b) del personale, delle sedi e dei mezzi delle organizzazioni di volontariato del soccorso, iscritte nella corrispondente sezione del registro regionale di cui all'articolo 6 della legge regionale 22 luglio 2005, n. 16 (Disciplina del volontariato e dell'associazionismo di promozione sociale. Modificazioni alla legge regionale 21 aprile 1994, n. 12 (Contributi a favore di associazioni ed enti di tutela dei cittadini invalidi, mutilati e handicappati operanti in Valle d'Aosta), e abrogazione delle leggi regionali 6 dicembre 1993, n. 83, e 9 febbraio 1996, n. 5), sulla base di apposita convenzione in modo da perseguire una strategia di capillarità dell'attività di soccorso e trasporto sanitario;

c) del personale della Croce rossa italiana (CRI) autorizzato sulla base di apposita convenzione;

d) del personale di altri enti privati autorizzati sulla base di apposita convenzione.

Articolo 6

(Centri traumatologici)

1. Avuto riguardo alla particolare orografia regionale e al sistema di soccorso territoriale e al fine di fornire un ulteriore livello di assistenza sanitaria, la Regione garantisce l'offerta di presidi sanitari distribuiti sul territorio regionale, denominati centri traumatologici, volti all'assistenza e al trattamento di base di eventi traumatici.

2. I centri traumatologici, in cui operano medici specialisti in ortopedia e traumatologia e personale infermieristico, assolvono alla funzione di ambulatori di primo filtro territoriale per il tempestivo trattamento in loco di eventi traumatici che non richiedono necessariamente il ricovero immediato in strutture ospedaliere.

3. I centri traumatologici sono strutture territoriali dislocate strategicamente per rispondere efficacemente alla domanda assistenziale, soprattutto in occasione dei flussi turistici stagionali.

4. L'accesso dell'utenza ai centri traumatologici, in quanto servizio aggiuntivo, non ricompreso nei livelli essenziali di assistenza erogati dalla Regione, è diretto e comporta la partecipazione alla relativa spesa, ai sensi dell'articolo 35, comma 6, della legge regionale 25 gennaio 2000, n. 5 (Norme per la razionalizzazione dell'organizzazione del Servizio socio-sanitario regionale e per il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali prodotte ed erogate nella Regione).

Articolo 7

(Personale medico del SEUS)

1. Il personale medico operante nel SEUS assicura:

a) gli interventi di assistenza e di soccorso avanzato sul territorio mediante l'utilizzo di ambulanze adeguatamente attrezzate;

b) le attività assistenziali e organizzative in occasione di maxiemergenze;

c) i trasferimenti di competenza.

2. Sino alla completa ridefinizione dell'organizzazione territoriale dell'assistenza primaria da parte dell'Azienda USL, le sedi territoriali di prime cure, nelle quali operano i medici di emergenza territoriale (MET), assicurano, di norma, l'operatività nell'arco delle ventiquattro ore per tutti i giorni dell'anno.

3. L'Azienda USL definisce, sulla base di specifici modelli e dei protocolli organizzativi approvati ai sensi dell'articolo 12, comma 2, lettera f), le modalità di rotazione intra-extraospedaliera del personale medico operante nel SEUS, al fine di assicurare una fattiva integrazione tra la componente territoriale e quella ospedaliera.

Articolo 8

(Inquadramento nella dirigenza medica del ruolo sanitario dei medici di emergenza territoriale)

1. I medici di emergenza territoriale titolari di incarico a tempo indeterminato in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge presso l'Azienda USL, con un'anzianità di 5 anni di effettivo servizio anche non continuativo presso la medesima, sono inquadrati, a domanda, nel ruolo sanitario, previo giudizio di idoneità secondo le procedure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 1997, n. 502 (Regolamento recante norme per l'inquadramento nel ruolo medico del Servizio sanitario nazionale di incaricati del servizio di guardia medica e medicina dei servizi).

2. La Giunta regionale provvede con propria deliberazione a definire le procedure per l'espletamento della prova di selezione di cui al comma 1.

Articolo 9

(Postazioni territoriali di ambulanze e mezzi di soccorso e trasporto)

1. L'attività di soccorso e di trasporto di infermi è esercitata mediante ambulanze ed automediche, con le modalità stabilite dall'articolo 35bis della l.r. 5/2000 e dalle relative disposizioni applicative.

2. Le postazioni territoriali di ambulanze sono distribuite sul territorio regionale in base alle particolari condizioni orografiche dei luoghi e ai relativi tempi di percorrenza, al fine di ridurre al minimo l'intervallo di tempo durante il quale il paziente rimane privo del supporto assistenziale. Le postazioni territoriali di ambulanze sono allertate esclusivamente dalla centrale operativa Valle d'Aosta Soccorso 118 attraverso il sistema integrato di teleradiocomunicazioni informatizzato.

3. Le postazioni territoriali fisse di ambulanze sono classificate nel modo seguente:

a) sedi di ambulanze medicalizzate (SAM), attive nell'arco delle ventiquattro ore per tutti i giorni dell'anno, in cui opera, di norma, personale tecnico dipendente specializzato, i cui compiti e le cui funzioni sono definiti, nel rispetto della normativa statale vigente, nell'allegato A, e personale sanitario, dipendente o convenzionato;

b) centri di ambulanze dei volontari (CAV), nei quali opera personale del soccorso appartenente alle organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 5, comma 4, lettera b), adeguatamente addestrato per il soccorso e il trasporto sanitario;

c) centri di ambulanze di base (CAB), nei quali opera il personale dipendente o convenzionato degli enti di cui all'articolo 5, comma 4, lettere c) e d), adeguatamente addestrato per il soccorso e il trasporto sanitario.

Articolo 10

(Personale del soccorso territoriale)

1. Il personale sanitario, tecnico e amministrativo assicura l'attività di soccorso e di trasporto secondo il fabbisogno, i profili e le posizioni funzionali individuati dall'Azienda USL, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, lettera f), della l.r. 5/2000.

2. Al fine di assicurare la tempestività dell'intervento secondo il modello della rete di soccorso territoriale e la continuità dei trasporti sanitari e in ossequio a quanto disposto dall'articolo 5, comma 4, il SEUS si avvale, prioritariamente, dei volontari del soccorso, adeguatamente formati sulla base delle disposizioni regionali vigenti in materia, appartenenti alle organizzazioni di volontariato del soccorso, iscritte nella corrispondente sezione del registro regionale di cui all'articolo 6 della l.r. 16/2005. L'Azienda USL si avvale, inoltre, sulla base di appositi accordi, di altri enti o soggetti privati autorizzati al soccorso o al trasporto sanitario di infermi e feriti, i cui addetti devono essere adeguatamente formati sulla base delle disposizioni regionali vigenti in materia.

Articolo 11

(Accettazione ed emergenza sanitaria ospedaliera)

1. L'attività di accettazione ed emergenza sanitaria ospedaliera è organizzata al fine di assicurare tempestivamente la diagnostica e il trattamento in caso di emergenza-urgenza.

2. L'attività di accettazione ed emergenza sanitaria ospedaliera è disciplinata dall'Azienda USL nell'atto aziendale, ai sensi dell'articolo 10 della l.r. 5/2000.

Articolo 12

(Adempimenti di competenza dell'Azienda USL)

1. L'Azienda USL, nell'ambito della propria autonomia organizzativa e nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge, adotta tutti gli atti necessari a disciplinare le modalità di funzionamento del SEUS.

2. In particolare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Azienda USL:

a) adotta specifici protocolli per l'organizzazione della centrale operativa Valle d'Aosta Soccorso 118, finalizzati a definirne i livelli di operatività e di responsabilità, e per l'organizzazione dei trasporti sanitari;

b) definisce le modalità organizzative dei centri traumatologici di cui all'articolo 6, le risorse necessarie per il buon funzionamento del relativo servizio, i livelli di responsabilità e di integrazione con la struttura ospedaliera e le attrezzature necessarie all'espletamento delle attività dei centri medesimi;

c) definisce le modalità organizzative delle sedi di ambulanza SAM, CAV e CAB;

d) identifica gli standard informativi del SEUS integrabili all'interno di un sistema informatizzato di cartella sanitaria unica;

e) predispone e rende operativi i protocolli e le modalità organizzative delle attività del personale tecnico dipendente specializzato addetto alle attività di soccorso e trasporto di infermi;

f) definisce le modalità organizzative di integrazione dei MET e del personale dipendente con il dipartimento di emergenza, secondo criteri di rotazione sia nelle strutture ospedaliere sia sul territorio, al fine di assicurare corrette risposte alle emergenze-urgenze;

g) disciplina, mediante protocolli operativi concordati con il servizio di protezione civile, l'utilizzo sanitario dei mezzi di elisoccorso, ai sensi dell'articolo 35 della l.r. 5/2000;

h) stipula appositi accordi per regolamentare le modalità della collaborazione in materia di primo soccorso in ambito montano con il Soccorso alpino valdostano e le società che gestiscono i comprensori sciistici per quanto riguarda i pisteurs-secouristes di cui all'articolo 4 della legge regionale 15 gennaio 1997, n. 2 (Disciplina del servizio di soccorso sulle piste di sci della Regione);

i) stipula appositi accordi con il servizio di protezione civile per la gestione di maxiemergenze e di emergenze non convenzionali;

j) disciplina i rapporti con gli enti organizzatori di eventi e manifestazioni, stabilendo le modalità del relativo convenzionamento.

3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, al fine di migliorare l'efficacia, l'efficienza e l'appropriatezza delle prestazioni, l'Azienda USL individua, nell'ambito delle procedure di verifica e revisione della qualità delle attività del SEUS, standard, indicatori e metodologie per una corretta programmazione e valutazione delle attività di soccorso e per la verifica dei risultati conseguiti.

4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Azienda USL avvia il sistema di collegamento informatico tra la centrale operativa Valle d'Aosta Soccorso 118, le sedi SAM e la struttura ospedaliera adibita ad accettazione e pronto soccorso, in applicazione degli standard informativi definiti ai sensi del comma 2, lettera d).

5. L'Azienda USL predispone, nel rispetto delle disposizioni regionali attuative delle linee guida approvate a livello statale, appositi programmi di formazione ed aggiornamento del personale di competenza addetto alle attività di cui alla presente legge. In particolare, al fine di ottimizzare il ruolo dei medici di continuità assistenziale rispetto alle problematiche dell'emergenza-urgenza, l'Azienda USL predispone un apposito piano di formazione permanente obbligatoria della durata minima di cinquanta ore annuali individuali.

6. L'Azienda USL provvede a trasmettere annualmente alla struttura regionale competente in materia di sanità una relazione contenente le informazioni e i dati afferenti alle attività disciplinate dalla presente legge.

Articolo 13

(Disposizioni finali)

1. La Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente, è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione da pubblicare sul Bollettino ufficiale della Regione, anche in esito alle informazioni e ai dati acquisiti ai sensi dell'articolo 12, comma 6, modificazioni ed integrazioni all'allegato A.

Articolo 14

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Allegato A

(Omissis)

Presidente - La parola al relatore, Consigliera Viérin Adriana.

Viérin A. (UV) - Le Service des urgences sanitaires sur plan régional fut institué dans notre région par la loi régionale n° 21 le 4 mai 1998. Aujourd'hui nous allons examiner un nouveau projet de loi en la matière, qui se propose de faire une mise à jour de la loi précédente, afin de garantir une plus grande synergie entre les différentes structures et le nombreux services et organismes concernés sur l'ensemble du territoire, dans le but d'assurer un niveau plus performant d'efficacité et d'efficience dans le sillon tracé par le Plan pour la santé et le bien-être 2006-2008 approuvé par loi régionale n° 13 le 20 juin 2006.

Cette loi a retenu toute l'attention de la Ve Commission et a fait l'objet d'un ample et constructif débat, qui a abouti à la rédaction d'un texte de Commission en grande partie partagé par les Commissaires. C'est donc sur ce nouveau texte que l'Assemblée va devoir se pencher et ensuite s'exprimer aujourd'hui.

Le système des urgences est désormais conçu comme une entité opérationnelle unique, qui regroupe les acteurs et les structures parsemés sur le territoire et l'Hôpital régional. Ceci dans le but de fournir un service plus performant selon les différentes typologies d'intervention, moyennant également une utilisation plus rationnelle de toutes les figures professionnelles concernées.

L'article 1er définit les finalités de la loi: d'un côté, l'organisation du système régional des urgences; de l'autre, les modalités de transport sanitaire. L'article 2 contient les définitions des locutions les plus courantes présentes dans le texte de loi. L'article 3 concerne l'organisation du système qui se compose de l'alerte sanitaire, du secours territorial et de l'acceptation/émergence sanitaire hospitalière. L'article 4 établit que le système des urgences est assuré par une centrale opérationnelle dénommée "118" qui œuvre en synergie avec les Forces de l'ordre, le Service de protection civile, le Corps régional des sapeurs-pompiers, le Corps forestier régional et le Secours alpin valdôtain. Pour ce qui est de cet aspect, si important pour lancer le plus tôt et le plus efficacement possible les secours demandés, un autre projet de loi licencié par le Gouvernement le 14 février dernier et qui fera l'objet d'un examen de la Commission compétente dans les jours qui viennent...

(interruption d'un Conseiller, hors micro)

... déjà approuvé par la Commission... tu vois, il suffit de relâcher un peu l'attention et tout se passe dans cette Région... donc arrivera à l'examen final de l'Assemblée avant (parait-il) la fin de cette législature. Il s'agit du projet de loi n° 205: "Organisation de la centrale unique pour la gestion des appels de secours", qui permettra une meilleure coordination des interventions de secours avec une plus adéquate rationalisation des moyens et des structures disponibles.

L'article 5 définit fonctions et modalités opérationnelles du secours territorial. Il met également l'accent sur la collaboration indispensable entre les ressources du service sanitaire régional, les associations de bénévolat inscrites au Registre régional, la Croix Rouge italienne, ainsi que les organismes privés dûment autorisés par des conventions spécifiques. A ce propos 2 amendements ont été accueillis au cours des travaux de Commission: à l'alinéa 4 on a effacé "in ordine decrescente di priorità" et, toujours au même alinéa, nous avons ajouté une lettre: la lettre d), afin de ne pas mettre sur le même plan la Croix Rouge et les organismes privés, en considération également de l'excellent travail accompli jusqu'à présent par le personnel de la Croix Rouge sur notre territoire.

L'article 6 insère les Centres traumatologiques en marge du système des urgences et leur donne une tâche de crible, afin de prêter un service local pour les cas de traumatisme qui ne nécessitent pas d'une hospitalisation immédiate ou future. Bien entendu, à ce propos un problème se pose puisque les centres en question que nous trouvons sur le territoire, et plus spécialement dans les stations touristiques, fournissent des soins moyennant le paiement des mêmes et donc se posent sur un plan différent par rapport à un système d'urgence qui se veut gratuit pour tout le monde, mais évidemment, puisqu'ils existent et assurent une aide précieuse dans des localités très éloignées des centres hospitaliers, doivent remplir leur rôle et faire en sorte que les cas les plus simples n'aillent pas tous engorger les services hospitaliers. Il reste néanmoins indispensable une correcte et prompte information aux usagers, afin qu'ils puissent décider en toute liberté et en connaissance de cause si se faire soigner sur place ou bien demander un transfert à l'Hôpital le plus proche. A ce propos les services concernés nous ont assuré que les adeptes aux premiers secours adoptent depuis toujours cette procédure et continuerons de le faire à l'avenir. Il faudra...

Tibaldi (fuori microfono) - ... va bene che siamo in campagna elettorale...

Viérin A. (UV) - ... je partage le tracas du collègue Tibaldi, mais, en considération du fait que mon rapport avait été déposé lors du dernier Conseil, probablement tout le monde l'a lu et donc il se passe de la lecture à l'assemblée; donc tranquillisez-vous, lors de la discussion, sûrement mes collègues seront là. Si vous permettez, je reprends. Il faudra bien sûr y songer dans les protocoles qui seront rédigés par les services compétents afin que les citoyens soient correctement informés.

L'article 7 précise quelle sera l'activité développée par les médecins qui vont œuvrer dans le système des urgences et définit les modalités de rotation intra-extra hospitalière, afin d'assurer une effective intégration entre la composante territoriale et l'Hôpital régional. Cet article a retenu longtemps l'attention des membres de la Ve Commission en raison de la figure professionnelle des médecins d'urgence territoriale, plus connus sous l'acronyme "MET", qui normalement assurent une présence sur le territoire 24h/24 et 365 jours par an (cette année 366). fin de parvenir à une meilleure utilisation des médecins d'urgence territoriale et dans le but de leur assurer une plus adéquate collocation et la meilleure formation possible, nous avons supprimé l'alinéa 4 de l'article 7 et nous avons ajouté l'article 8. Un article qui veut dépasser le système actuel, un système qui ne donne pas les garanties nécessaires de stabilité du personnel, qui ne permet pas à présent de procéder à une réelle insertion de ces ressources dans un cadre plus général et pénalise les mêmes médecins qui ne peuvent obtenir les spécialisations agrées à cause de leur encadrement quasi précaire. Ces dispositions devraient permettre, à terme bien évidemment, de dépasser tous les problèmes et de donner une réponse aux attentes des médecins concernés, mais plus en général permettra de qualifier et valoriser un des anneaux du système, encore très faible en ce moment.

L'article 9 définit quels sont les emplacements territoriaux des ambulances et en précise les caractéristiques.

L'article 10, outre à cerner le personnel sanitaire sur la base de la loi régionale n° 5 du 25 janvier 2000, veut également mettre en valeur le rôle et les compétences des associations de bénévolat œuvrant dans le secours d'urgence, qui vont coopérer avec les autres acteurs du système.

L'article 12 établit les temps et les modalités de la mise en œuvre opérationnelle et fixe les délais dans lesquels il faudra donner exécution aux différentes phases par rapport à leur complexité. Les accomplissements plus urgents qui devront voir le jour dans les 4 mois qui suivent la promulgation de la loi concernent essentiellement les protocoles organisationnels de l'activité de centrale "118". Ce même article prévoit que l'USL adopte des plans de formation destinés au personnel concerné par le système des urgences, avec une attention particulière vis-à-vis des médecins d'assistance continue afin de les impliquer davantage.

L'article 13 prévoit que le Gouvernement régional pourra adopter des modifications à l'annexe A à la présente loi par simple délibération à 2 conditions: la première, après avoir acquis l'avis de la Commission compétente; deuxièmement, il devra publier la délibération sur le Bulletin officiel afin d'en assurer la plus ample diffusion possible.

Nous avons ajouté l'article 14, la déclaration d'urgence, afin de permettre aux bureaux compétents et aux organismes concernés de procéder le plus rapidement possible à la mise en exécution des normes adoptées.

L'annexe A que j'ai préalablement mentionné trace le profil professionnel du chauffeur-secouriste et du technicien standardiste de centrale.

Sur demande explicite des employés du "118" que nous avons pu rencontrer lors des travaux de Commission, nous avons procédé à un petit amendement à la lettre b), là où on parle de la vérification des conditions d'efficience des moyens de transport, en supprimant le terme "global" qui à notre avis également n'ajoutait rien au sens de la phrase. Merci pour votre attention.

Si dà atto che dalle ore 17,36 presiede il Vicepresidente Tibaldi.

Presidente - È aperta la discussione generale.

La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - In Commissione si è lavorato a lungo su questo disegno di legge, cercando anche nelle audizioni di approfondirne i vari aspetti. Vi è un elemento che è decisamente positivo ed è il fatto che si vuole disegnare un'organizzazione complessiva della gestione del sistema di emergenza e urgenza sanitaria, ossia la volontà del legislatore è condivisibile ed è quella di mettere in rete, cercando anche di individuare tutti i soggetti utili a questo scopo, tutti coloro che a titolo diverso sono coinvolti in tutte le varie fasi dell'emergenza sanitaria o dell'urgenza sanitaria, tutte le operazioni che vanno fatte per consentire, quando sul territorio c'è un evento che può essere catastrofico - speriamo di no -, ma che può essere anche un evento che interessa il singolo cittadino, per cui c'è l'esigenza di cure, c'è tutto il sistema che funziona in modo tale da consentire l'arrivo nel tempo più celere possibile della persona che ha bisogno di queste cure. Non viene in tale sistema prevista la disciplina dell'elisoccorso, anche perché su questo non sarebbe possibile fare nulla, diversamente da quanto si fa in questo momento, nel senso che il progetto che a suo tempo l'Assessore Vicquéry aveva portato avanti di individuare comunque una piattaforma di elisoccorso nell'attuale sede ospedaliera di Viale Ginevra, questo progetto non ha potuto attuarsi, per cui l'elisoccorso non è in grado... l'ammalato non può essere trasportato direttamente dal luogo in cui è preso dall'elicottero all'Ospedale attualmente esistente in Viale Ginevra. A parte questo, il tentativo positivo di questo disegno di legge è quello di integrare fra loro l'intervento ospedaliero con il territorio, quindi il tentativo di mettere insieme il territorio con l'Ospedale. Tale tentativo viene anche portato avanti cercando di prevedere delle figure professionali che operano nei 2 versanti, questa è un po' una novità di tale disegno di legge. Tale parte noi la condividiamo certamente, come condividiamo anche il fatto che si è voluto precisare, affrontando la questione dei medici dell'emergenza territoriale, la volontà di dare una stabilità a questo personale, ossia è emerso con chiarezza che se tale personale continuamente ruota, non può essere formato e non può essere preparato per lo scopo. Non solo, se questo personale non viene valorizzato, ma rimane ai margini del sistema, non può dare i contributi che invece, se ben formato, se inserito, se coinvolto e motivato, potrebbe dare all'intero sistema. Su altri elementi poi tornerò.

Qual è uno dei problemi che è emerso in modo chiaro nelle audizioni? Che questa legge suole integrare fra loro il mondo dei professionisti e il mondo del volontariato e in questo tentativo vi sono ancora molti lati oscuri, molti elementi di frizione e molte difficoltà, perché? È vero che è stato tolto in via prioritaria, quindi è vero che si è tentato di non fare una graduatoria dei vari soggetti che sono interessati al momento dell'emergenza, per cui prima assolutamente i professionisti, poi i volontari, ma, al di là di questo intervento, vi è la difficoltà di individuare con chiarezza quali sono le tipologie di intervento alle quali partecipa il "118" con tutto il suo personale preparato professionalmente e predisposto per anche urgenze molto gravi, rispetto alle altre tipologie diciamo più secondarie e meno urgenti, a cui può partecipare anche il personale del volontariato di altre associazioni: questo è emerso con chiarezza, ma non si è visto ancora come questo può armonizzarsi. È quindi un problema che è stato individuato ed è un problema che nasce qui; personalmente sono rimasta molto colpita da quanto dicevano i responsabili sindacali, che chiedevano una formazione, che chiedevano anche personale nuovo formato e hanno detto molto candidamente che sono oltre 12 anni che non c'è più nessun personale che è assunto e soprattutto si dice che sono state formate delle persone, ma tali persone sono una minima parte di queste oltre 30 persone formate, quindi neanche 1/4 delle persone formate sono state coinvolte. Vi è questa carenza di formazione, questa carenza da parte proprio del personale che opera direttamente nel "118", tanto che alcuni di questi dicevano: "siamo così oberati di lavoro che agli stessi corsi di formazione che vengono fatti per i grandi eventi, a cui partecipano i volontari, non possiamo partecipare perché non abbiamo il tempo e non siamo in numero sufficiente da poter partecipare"; questo per dire come esiste tale problema. Non credo che una legge possa dare una risposta a questi problemi, però è anche vero che tale provvedimento, che indica una strada, deve prenderli in considerazione e, dato che questi problemi saranno via via affrontati e definiti nei vari protocolli che la legge prevede che saranno predisposti... se prendiamo l'articolo 12, vediamo che vi sono diversi protocolli che l'azienda USL deve attuare sia per organizzare la centrale operativa, sia per definire modalità organizzative dei centri traumatologici, sia per definire modalità organizzative delle varie sedi di ambulanze: questo è importantissimo perché una delle richieste fatte era proprio questa, ossia è vero che vogliamo decentrare, ma dobbiamo garantire ai centri periferici, quindi a quelli che sono sedi di ambulanze medicalizzate... bisogna dare a queste sedi tutto il personale necessario e stabilmente, non un personale professionale che c'è alcune ore e alcuni giorni e per il resto si fa riferimento al volontariato, che svolge un altro tipo di funzione perché ha altre competenze. Ancora questi protocolli definiscono modalità organizzative con cui integrare tali medici di emergenza territoriale con il personale che dipende dal Dipartimento di emergenza... Ora, proprio perché la definizione di tali problemi avviene attraverso questi protocolli, era emersa - chi era in Commissione ha ben presente - la richiesta fatta dai rappresentanti sindacali che nelle Commissioni, nelle sedi dove vengono definiti tali protocolli siano presenti i soggetti interessati. In tale senso abbiamo predisposto un ordine del giorno, che adesso facciamo avere alla Presidenza, in cui chiediamo un impegno affinché nelle sedi dove si definiscono questi protocolli vi siano i soggetti interessati.

Probabilmente ci saranno, ma il fatto che tali rappresentanti sindacali abbiano richiesto esplicitamente questa loro presenza e siano più volte tornati su tale tema vuol dire che avevano una forte preoccupazione; fra l'altro, credo che, nel momento in cui si definiscono questi protocolli organizzativi, chi è chiamato ad organizzarsi nel proprio lavoro con gli altri in base ad alcuni criteri debba partecipare, essere coinvolto nelle decisioni, così è in grado, da una parte, di far vedere le difficoltà e le esigenze; d'altra parte, di capire le esigenze degli altri e condividerle, diventare convinto dell'organizzazione che si è voluta predisporre. Credo anche che, se si lavora insieme, territorio ed Ospedale, forse si riesce anche a creare una cultura nuova, per cui alcuni obiettivi che i medici ci hanno indicato come importanti da raggiungere e che adesso non sono ancora ben definiti forse si possono raggiungere. Fra questi obiettivi c'è, per esempio, una migliore definizione e distinzione di ruoli da una parte e integrazione dall'altra dei medici di emergenza territoriale e dei medici per la continuità assistenziale, nel senso che questi non possono continuare ad agire ciascuno per conto proprio. Ancora: forse andrebbero ripensati anche i modi dell'accettazione ospedaliera, nel senso che una cosa è l'accettazione ospedaliera che dovrebbe essere possibile a tutti in ogni momento, dall'altra parte c'è l'accettazione di emergenza. Credo che alcuni di questi obiettivi possano essere meglio raggiunti se si lavora tutti quanti insieme nel momento in cui anche si definiscono i protocolli.

Un'osservazione per quanto riguarda l'articolo 6 dei centri traumatologici: noi pensiamo che questi centri traumatologici, non quelli che sono finalizzati ad erogare i servizi per i turisti, perché lì è tutto un altro discorso, ma i centri traumatologici sul territorio devono entrare nei LEA, ossia nei livelli essenziali di assistenza, quindi devono essere gratuiti, perché io, ad esempio a La Thuile, se ho bisogno di un servizio, di una visita, devo venire ad Aosta all'Ospedale, non posso utilizzare tale centro traumatologico gratuitamente come gratuitamente utilizzerei l'Ospedale? Questo andrebbe anche meglio chiarito, non tanto un servizio aggiuntivo, ma un servizio che è compreso nei livelli di assistenza e quindi gratuito. Non abbiamo presentato un emendamento in questo senso, ho visto però che altri - mi sembra il gruppo "La Casa delle Libertà" - lo abbia presentato e noi appoggiamo tale scelta.

Un elemento ancora riguarda l'allegato: qui sull'allegato A in cui si cerca di individuare il profilo professionale di alcuni operatori, l'autista soccorritore, l'operatore di centrale, l'attività di formatore... a noi sembra che questo tentativo di definire in modo preciso e puntuale tutte le competenze non sia forse il modo migliore per risolvere la questione, nel senso che già - come alcuni in audizione ci dicevano - si rischia che un'attività che abbiamo dimenticato di mettere... allora quella non si può fare, oppure - e questa mi sembra l'osservazione più interessante - noi ci limitiamo in questo momento, marzo 2008, a mettere per iscritto, quindi a fissare con una norma di legge alcune caratteristiche di tali professioni, che sono definite sull'esperienza e sulla situazione odierna, ma, dato che sono professioni che sono in via di evoluzione anche a livello nazionale, forse fra poco tempo saremo costretti a rivederli. Noi avremmo preferito che queste definizioni non vi fossero, ma che il profilo dei vari responsabili, delle varie figure professionali che qui vengono elencate nell'allegato fosse definito all'interno di accordi sindacali, dato che è una materia di contrattazione sindacale. Perché qui si rischia di definire una figura professionale che, dal punto di vista remunerativo, è inferiore alla remunerazione che oggi quelle figure professionali hanno. In questo senso avremmo preferito che l'allegato A non ci fosse, ma che questi profili fossero definiti all'interno di una contrattazione sindacale... da fare eventualmente uno dei tanti punti dell'articolo 12...

Si dà atto che dalle ore 17,55 assume la presidenza il Presidente Perron.

Presidente - Do lettura dell'ordine del giorno presentato dalla Consigliera Squarzino Secondina con i Consiglieri Bortot, Venturella, Fontana Carmela e Sandri:

Ordine del giorno

Preso atto che nella fase di applicazione del D.L. n. 190 (Disciplina del sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria) sono previsti diversi protocolli per l'organizzazione della centrale operativa, per la programmazione e la valutazione di attività di soccorso ecc.;

Considerato che, nella Commissione consiliare competente, in sede di audizione dei rappresentanti sindacali, è emersa l'esigenza che nelle sedi in cui vengono definiti tali protocolli siano presenti tutti gli operatori interessati.

Il Consiglio regionale

Impegna

i responsabili di tali protocolli, l'Amministrazione regionale e l'USL, a far partecipare, nelle sedi dove vengono definiti tali protocolli, i rappresentanti dei soggetti interessati.

F.to: Squarzino Secondina - Bortot - Venturella - Fontana Carmela - Sandri

Ricordo che sull'atto sono stati presentati numerosi emendamenti, se vi è la necessità di discuterli...

La parola al Vicepresidente Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Per alcune considerazioni su questo disegno di legge, ma soprattutto sul sistema dell'emergenza sanitaria, sistema che vige grazie alla legge n. 21/1998 di cui ricorre quest'anno il decennale, che ha istituito il servizio di emergenza sanitaria territoriale e che nei suoi fondamenti, nelle sue linee ispiratrici sottolineava l'importanza del decentramento territoriale dei servizi sanitari attraverso l'implementazione funzionale e professionale delle strutture di emergenza e specialistiche. Con questi desideri nacque sullo scadere di quella legislatura la legge n. 21 e con alterne vicende è stata applicata, gestita e ha propagato i suoi effetti talvolta più benefici, talvolta più complessi e infausti sul territorio. Sappiamo che questi 10 anni sono stati caratterizzati da un fatto, ovvero la perdurante difficoltà di reperire medici di emergenza territoriale, i cosiddetti "MET" e, di conseguenza, dalla difficoltà di programmare in maniera completa i turni sulle sedi decentrate di Morgex, di Châtillon e di Donnas. La relatrice prima parlava di MET H24, che per molto tempo sono rimasti una dicitura sulla carta, la copertura totale oraria si è verificata ancora ultimamente solamente in alcuni casi, secondo una cronologia settimanale e mensile che ha visto dei turni spesso vuoti, con degli spostamenti a scacchiera da una sede all'altra, con ricorsi a "soluzioni tampone", con difficoltà di garantire l'emergenza territoriale in periodi anche delicati. Mi riferisco in particolare alle recenti vacanze di Natale, al ponte della "Immacolata" dove la sede di Morgex è stata presidiata da un solo medico, quella di Donnas da 2, mentre la centrale di Aosta risultava addirittura sprovvista del medico di soccorso durante le ore notturne. Questi fatti sono stati oggetti di una nostra interpellanza presentata nel dicembre scorso all'Assessore Fosson ed era un po' il sintomo di una difficoltà che perdura da tempo e che lo stesso Assessore ha ammesso di voler superare con questa proposta di legge che è in fase di gestazione da diversi mesi. Si sono tentate più strade per cercare di colmare tale carenza di medici di emergenza territoriale, che sono le figure professionali che dovrebbero evitare la tragedia o almeno limitare gli effetti infausti di un incidente, che coinvolge una persona o più persone, ma queste soluzioni si sono poi rivelate più volte, con corsi professionalizzanti organizzati "ad hoc" insoddisfacenti. I MET formati sono migrati verso altre Regioni, dove hanno trovato remunerazioni o comunque attenzioni più significative nei confronti delle loro aspettative professionali.

Oggi si arriva con una proposta legislativa che indubbiamente riordina, crediamo in maniera più adeguata, il sistema dell'emergenza-urgenza sanitaria, includendo i centri traumatologici da un lato, cercando di creare quella sinergia e non quella concorrenza fra coloro che appartengono agli organici sanitari e coloro che invece fanno parte della galassia del volontariato, che costituisce un pilastro importante nell'ambito del sistema di emergenza- urgenza sanitaria, la Croce Rossa e altri enti che partecipano alla funzione di salvare delle vite umane o perlomeno di alleviare loro delle difficoltà e delle sofferenze. Arriviamo con il disegno di legge n. 190 che qualifica i ruoli e le funzioni dei singoli operatori coinvolti e non solo le professionalità mediche, ma anche le professionalità che danno una forte valenza e un forte supporto agli stessi medici: mi riferisco agli infermieri e agli autisti soccorritori che completano l'"équipe" che si trova sull'ambulanza e che spesso svolgono funzioni se non propriamente mediche, ma che hanno comunque un'importanza notevole dal punto di vista sanitario e di tutela dell'individuo soccorso. Il disegno di legge n. 190 è stato approfondito con una serie di audizioni in Commissione, ha una sua impostazione organica e ordinata, il nostro gruppo consiliare ha sottolineato alcuni passaggi che potrebbero essere meglio scritti, proponendo degli emendamenti che riguardano alcuni articoli di questo documento. Crediamo che il sistema di emergenza sanitaria valdostano possa essere migliorato secondo una logica di decentramento che è stata instaurata dal 1998 e che, pur avendo avuto delle difficoltà nella sua fase applicativa, ha tuttavia dimostrato una certa risposta a fronte degli incidenti o le esigenze di soccorso che si sono via via manifestate. Tuttavia il sistema di emergenza-urgenza sanitaria può essere migliorato. Sarà questa legge a costituire la risposta giusta alle esigenze che oggi reclama il sistema nel suo complesso? Noi lo auspichiamo anche sotto altri profili, quello di un coordinamento più unitario. Oggi c'è una pluralità di soggetti al vertice di questo sistema, che coordinano talvolta all'unisono, talvolta in maniera più distonica le funzioni di intervento sul territorio. Auspichiamo che vi sia una sola mente a coordinare tutto questo complesso di fattori umani, professionali, tecnici e organizzativi e non vi sia una dispersione come si è verificato ultimamente, nelle decisioni, magari una contraddizione in certe decisioni, che si riverbera sull'efficacia e l'efficienza delle funzioni svolte da tutti questi operatori. Riconosciamo una grande professionalità agli operatori del servizio sanitario, agli effettivi e una altrettanto elevata professionalità da parte dei volontari, che sono stati anche oggetto di corsi formativi pagati dalla Regione, corsi che hanno elevato il livello di queste persone - sono circa 800 - che si propongono all'aiuto del prossimo, senza percepire alcuna corresponsione, né stipendio. La Regione ha fatto una legge "ad hoc" sul volontariato ed è opportuno che il pilastro del volontariato venga ulteriormente valorizzato per far sì che lavori e cooperi in forma sinergica e non concorrenziale con i sanitari effettivi.

Mi fermo qui, lascio altre considerazioni ai colleghi Frassy e Ottoz, visto che la legge è stata approfondita anche da loro, e naturalmente questi approfondimenti sono scaturiti in emendamenti che chiederemo poi di verificare insieme, magari in un momento in cui sarà disposta una sospensione dei lavori.

Presidente - La parola al Consigliere Comé.

Comé (SA) - In apertura del mio intervento vorrei anch'io esprimere l'apprezzamento per l'attuale stato del servizio di soccorso sanitario operante in Valle: disposizioni coerenti, dotazioni di mezzi, adeguata ed attenta programmazione sono alla base di un'efficienza che molte Regioni ci invidiano. Tutto questo però non sarebbe nel concreto possibile se non avessimo a disposizione risorse umane efficienti: intendo riferirmi esplicitamente ad un personale medico, paramedico e tecnico in molti casi di eccezionale qualità e parlando di personale non intendo parlare soltanto dei dipendenti dell'azienda USL, ma in particolare degli operatori che militano nelle associazioni di volontariato e nella Croce Rossa italiana. Sono essi, coniugando efficacia del servizio e forte spinta alla solidarietà umana nei confronti di chi soffre, a rappresentare l'autentico valore aggiunto per un sistema sanitario che rimane fra i migliori. Pur tuttavia, spazio per migliorare le proprie prestazioni ne rimane sempre ed ancora qualche anello nella catena del trattamento dell'emergenza-urgenza sanitaria va calibrato con rinnovata attenzione. Il disegno di legge di cui ci occupiamo si propone di rendere più efficaci i vari e delicati passaggi, quelli iniziali incerti e difficili, nella catena di un efficace intervento sanitario quando in gioco sono le condizioni di salute di una persona.

È dunque questa una legge che vuole rendere razionalmente conseguenti e conseguenzialmente tempestivo il soccorso nelle concitate fasi dell'allarme, dell'intervento, del trasporto. La fase dell'allarme e la supervisione operativa su tutti gli adempimenti successivi viene assunta da "Valle d'Aosta 118", centrale operativa opportunamente collegata con tutte le altre strutture di intervento immediato impiegabili: la Protezione civile, il Soccorso alpino, i vigili del fuoco, il Corpo forestale, associazioni di volontariato sanitario e Croce Rossa, ma anche con le strutture sanitarie ambulatorie dei medici di emergenza territoriali, con i centri traumatologici, con l'Ospedale, con i centri di ricovero e cure esterne rispetto alla Regione. Il collegamento è duplice, assicurato dal numero telefonico a chiamata gratuita "118", si avvale anche della rete radiounificata di protezione civile, della quale assume il ruolo di componente sanitaria. Fondamentale ritengo al momento del primo intervento, finalizzato a stabilizzare le funzioni vitali dell'infortunato, il ricorso, oltre che al personale dipendente USL, agli operatori volontari e ai membri della Croce Rossa, opportunamente addestrati secondo una pianificazione costante e aggiornata. Per questi stessi operatori si supera finalmente la rigida distinzione fra autisti barellieri, soccorritori per giungere all'identificazione di un'unica qualifica di operatori specializzati in tutte le diverse fasi dell'operazione di soccorso. La medicalizzazione dell'emergenza-urgenza sanitaria impone l'impiego massiccio e razionalizzato di tutte le risorse professionali, mobilitabili sul territorio, ricomprendendo in prima fase, anche per la particolare conformazione orografica della regione, quelle più vicine all'evento prodottosi. In proposito, fra l'altro, mi pare condivisibile - questo è stato sottolineato sia dalla relatrice, sia dalla collega Squarzino - che in V Commissione si sia voluto con un emendamento coinvolgere in questa attività i medici di emergenza territoriale, permettendo loro di superare il sistema attuale, per essere inquadrati nella dirigenza medica del ruolo sanitario dei MET, che permetterà di partecipare ai corsi di formazione e specializzazione, garantendo quindi miglior qualità del servizio, funzione di raccordo importante a metà fra la medicalizzazione e il trasporto dell'infortunato per essere quella assegnata ai centri traumatologici.

Relativamente al trasporto di infermi e infortunati sia in situazioni di emergenza urgenza che nei servizi programmabili, un'oculata organizzazione della centrale operativa dovrà prevedere la valorizzazione ottimale sia dei mezzi, sia degli equipaggi direttamente detenuti dall'USL, sia di quelli in carico alle associazioni di volontariato e alla Croce Rossa, prevenendo le eventuali sovrapposizioni di competenze, secondo una logica che sappia valorizzare insieme professionalità e spinta ideale solidaristica. L'ospedalizzazione infine, atto finale, ma che auspico non sempre necessario per l'efficace soluzione dei singoli casi di emergenza urgenza, viene già svolta da oggi con la necessaria efficienza ed efficacia dalle nostre strutture ospedaliere, in ciò ottemperando appieno a quanto disposto all'articolo 10 della legge regionale n. 5/2000.

Per quanto riguarda poi l'ordine del giorno che ho visto presentato dalla collega Squarzino, a firma anche degli altri 4 Consiglieri, vorrei solo ricordare che in Commissione era emersa l'esigenza che si possano definire i protocolli con gli operatori interessati, ma questa era una volontà che era emersa da tutta la Commissione, era solo per puntualizzare.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Volevo dire adesso al Presidente Comé che non era mia intenzione scavalcare nessuno e che, se in un attimo di sospensione il Presidente Comé intende con gli altri membri della Commissione stendere un nuovo testo che dica le stesse cose, noi ritiriamo volentieri questo ordine del giorno e siamo disposti a firmare il testo tutti insieme, predisposto dalla V Commissione.

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Penso che, rispetto alle questioni che sono state esaminate anche in Commissione, vi siano delle risposte che da parte dell'Assessore o da parte della relatrice non siano state date e sono delle risposte che penso debbano essere fornite nel momento in cui l'aula si appresta ad esprimere un voto su questo disegno di legge. Il collega Tibaldi nell'intervento precedente ha evidenziato la problematica che tuttora è la problematica dei MET. Sulla problematica dei MET il nostro punto di vista è stato riassunto dal collega Tibaldi rispetto a quella attività ispettiva che il nostro gruppo nel corso di tutta la legislatura ha effettuato, di conseguenza sulla totale insoddisfazione di come funzionava il servizio stesso, per certi versi condividiamo la preoccupazione di dare una maggiore qualificazione professionale ai MET, ma ahimè, o ahi... MET, se vogliamo ironizzare su questa sigla, dimentichiamo le fonti normative che hanno istituito i MET e dimentichiamo anche le competenze legislative che ha l'Amministrazione regionale. L'Amministrazione regionale non ha competenza legislativa in materia di inquadramento del personale sanitario, il personale sanitario è inquadrato in base a leggi dello Stato; noi andiamo a prendere la figura dei MET che è istituita con legge dello Stato e li andiamo a passare nei ruoli regionali o, meglio, nei ruoli dell'USL. Al di là dei maggiori oneri, ma ci può stare avere dei maggiori oneri per avere delle maggiori qualificazioni...

(interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... Assessore, le sto facendo un ragionamento sul quale gradiremmo avere una risposta, ma non una risposta sottovoce, quanto una risposta sulla quale confrontarci politicamente. Riteniamo pertanto che vi sia il rischio fondato che la norma che va a ridefinire l'inquadramento dei MET sia una norma a rischio di incostituzionalità, poi temiamo che, non avendo competenze in materia di personale, una volta presi i MET e passati nei ruoli dell'USL, vi sia l'evidenza che quei posti da MET sono scoperti e che si rimette in moto quel meccanismo che cerchiamo di superare attraverso l'inquadramento nei ruoli dell'USL dei MET stessi. Penso che questo non sia un argomento da sottovalutare, perché una buona parte di tale norma sintetica è incentrata sulla funzione dei medici dell'emergenza territoriale. Sarebbe allora opportuno chiarirci prima di arrivare alla votazione qual è dal punto di vista procedurale la legittimità di questa operazione e soprattutto se non ricadiamo nell'obbligo di assumere altri MET e di non avere risolto alcunché, o se invece è possibile mantenere la figura dei MET inquadrati nei ruoli dell'USL. Su questo in Commissione non c'è stata assolutamente chiarezza e noi pensiamo sia giunto il momento di dare delle risposte: questo è il primo nodo.

Il secondo nodo - e anche su questo secondo nodo abbiamo presentato degli emendamenti - riguarda la problematica degli ambulatori che vengono definiti centri traumatologici. Già nella scorsa legislatura avevamo sostenuto l'esigenza di inserire nel sistema sanitario regionale in maniera organica l'operatività dei centri traumatologici, centri che fino a poco tempo fa erano gestiti in via esclusiva da personale esterno ai ruoli dell'USL Valle d'Aosta e che recentemente - ne va dato atto all'Assessore Fosson - sono stati in parte recuperati anche a una rotazione e a una gestione del personale dell'USL della Regione Valle d'Aosta. Con questo disegno di legge dal titolo: "Disciplina del sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria" sembrerebbe - uso il condizionale - che finalmente vengano considerati parte integrante della struttura sanitaria regionale i centri traumatologici. L'articolo 6 ad esso dedicato prevede alcune modalità di funzionamento e su questo nulla da eccepire, lo abbiamo sempre chiesto che tali potenzialità in termini di strutture e in termini di personale non fossero limitate alla stagione sciistica invernale e di conseguenza a beneficio quasi esclusivo della componente turistica, ma potessero essere utilizzati anche dai residenti come primo presidio sul territorio. Dobbiamo dire che l'articolo 6 recepisce quella che è stata un'istanza da noi avanzata negli anni, tardivamente rispetto al nostro punto di vista, ma comunque la recepisce. Quello che non riteniamo accettabile è la filosofia finale riassunta nel comma 4 dell'articolo 6; in sostanza il Valdostano che va in Pronto soccorso in virtù di una situazione di emergenza-urgenza ha una prestazione sanitaria totalmente gratuita. Il Valdostano invece che in virtù di una scelta funzionale ad un'economia del servizio sanitario regionale... perché è evidente che trasportare da una vallata laterale una persona al Pronto soccorso dell'Ospedale regionale ha dei costi per la struttura sanitaria, di conseguenza si ipotizza di utilizzarli.... cito: "... filtro territoriale per il tempestivo trattamento in loco di eventi traumatici...", però alla fine chi va lì paga. Sosteniamo allora che questo non sia accettabile, nel senso che questo tipo di servizio, se sostitutivo del servizio di pronto soccorso, deve essere equiparato al pronto soccorso...

(nuova interruzione dell'Assessore Fosson, fuori microfono)

... perché così è scritto, Assessore; d'altronde nulla vieterebbe nell'ambito della gestione della struttura sanitaria regionale di creare dei pronto soccorso, nulla al di là dei costi; ma partendo dal presupposto che i centri ci sono, partendo dal presupposto che l'infrastrutturazione esiste, partendo dal presupposto che il personale sanitario esiste, è condivisibile la filosofia di integrarli nel sistema, ma se vengono integrati nel sistema dell'emergenza-urgenza e se la valutazione fatta a monte dalla struttura sanitaria di non ricoverare in pronto soccorso, ma di fare la prestazione di emergenza-urgenza, non la prestazione ambulatoriale su visita che può essere prenotabile e dunque prestazione differibile... qui stiamo parlando della legge regionale sul sistema di emergenza urgenza, in sostanza voi create con i centri traumatologici dei presidi territoriali decentrati del pronto soccorso, di conseguenza va applicata la stessa gratuità che è prevista per l'accesso al pronto soccorso. Possiamo condividere la differenziazione dalla prestazione resa, nel senso che se la prestazione è resa in un contesto ludico, che è quello di chi va a divertirsi sciando, possiamo capire che ognuno sia responsabile degli oneri che derivano dal rischio che corre e che di conseguenza lo sciatore infortunato sia tenuto a pagare quella tariffazione che già adesso paga, ma il ricovero del residente, del lavoratore che, anziché in pronto soccorso, viene assistito dal centro traumatologico, riteniamo che debba essere gestito e trattato in maniera diversa: questa è una scelta politica, Assessore, non ci venga a dire che tale scelta è una scelta differente. Le diciamo di più: proprio per "non andare consapevoli" di quello che può essere l'aggravamento dei costi di gestione di una sanità già più cara rispetto alla media nazionale, riteniamo che possa essere mantenuto il ticket sul servizio reso a chi si infortuna sulle piste, mentre essere esentato chi è lì ricoverato in virtù di una prestazione di primo soccorso, di emergenza e di urgenza.

Ultima questione: a noi sembra che vi sia una dimenticanza nell'andare a ridisegnare la normativa in materia di emergenza, perché la vecchia legge - la n. 21/1998 - avrebbe dovuto essere abrogata. Non abrogando con questa legge la precedente del 1998, abbiamo 2 norme che rischiano di entrare in conflitto nel regolare le problematiche dell'emergenza sul territorio.

Gradiremmo una risposta a questi rilievi, che riteniamo essere essenziali per poter esprimere in maniera compiuta un voto finale, perché in linea di principio riteniamo utile tale ridefinizione del sistema, riteniamo utile l'approccio di valorizzazione dei volontari del soccorso, ma rimaniamo perplessi su questi aspetti. Non entro invece su un altro aspetto più di dettaglio che affronteremo in sede di esame degli emendamenti, che è quello delle convenzioni, ma di questo ci riserviamo di parlare sull'emendamento specifico che riguarda il problema delle convenzioni.

Président - La parole au Conseiller Sandri.

Sandri (PD) - Tratterò soltanto una parte degli elementi che abbiamo messo in evidenza in Commissione e una parte delle questioni che ci interessano, perché sono già state trattate in parte da altri colleghi molto bene, anche quelli del gruppo "La Casa delle Libertà" hanno puntato il dito sui punti su cui concordiamo, per cui ci teniamo ad evidenziare 2 o 3 note fondamentali: la prima è un giudizio positivo della legge, nel senso che è una legge necessaria, una legge utile, una legge che potrà portare un benessere e dei dati positivi alla nostra Regione e questo perché in Commissione si è lavorato in modo costruttivo, nel senso che a me ha fatto piacere che alcuni emendamenti che avevamo proposto, ne cito uno: l'inserimento del Corpo forestale della Regione, siano stati accettati e questo a testimonianza che, quando c'è un confronto con animo positivo e non si parte con le barricate come fanno altri Assessori, il risultato consente di portare ad un coinvolgimento e quindi anche a dei risultati positivi. Lo stesso dicasi dell'aver tolto la classifica dei buoni e dei cattivi nel volontariato, rispetto ad esempio alla Croce Rossa ci era quasi venuto in mente guardando il primo progetto di legge che forse l'innamoramento per la Croce Rossa era finito e adesso c'era l'innamoramento per il volontariato. Ci siamo sbagliati, va bene così, credo che il fatto di aver recepito che tutti questi elementi concorrono paritariamente al funzionamento del soccorso sia un segnale molto positivo e quindi salutiamo questo come uno di quei passi in avanti che sono legati al confronto in Commissione, un confronto senza pregiudizi e, come spesso accade, in questo caso con dei risultati positivi.

Detto delle cose positive, passiamo adesso a quelle un po' meno positive, perché anche qui possiamo fare dei passi avanti anche in questo dibattito consiliare. Il primo punto è sui centri traumatologici, per motivazioni un po' diverse da quelle dei colleghi del gruppo "La Casa delle Libertà" riteniamo opportuno "stralciare" il problema dei centri traumatologici, nel senso che è una materia su cui conviene riflettere più approfonditamente e questo potrà essere fatto nella prossima legislatura, perché? Il motivo concreto e banale è quello che si diceva prima: che senso ha che in una struttura per l'emergenza il cittadino valdostano paghi pur avendo un presidio territoriale lì, che viene riconosciuto per legge che fa parte dell'emergenza sanitaria, mentre invece a livello di Pronto soccorso non succede. Ho l'impressione che qui ci si debba chiarire su che funzionalità possano avere i centri traumatologici per l'emergenza. Ho l'impressione che siano estremamente limitati proprio perché nascono con caratteristiche destinate ad un determinato tipo di mercato, per cui propenderei per l'idea di non inserirli in questo tipo di legge e prevedere invece un inquadramento in un altro settore: quello dei presidi territoriali, ambulatoriali, a livello di normali presidi del territorio, perché credo che il cittadino, quando comincia a pensare che esiste un presidio dell'emergenza, se ha un taglio, va al Centro traumatologico, ma al Centro traumatologico non gli danno i punti, non sono nelle condizioni di farlo e non lo potrebbero essere. Il rischio qui è di dare delle illusioni di un presidio territoriale di emergenza, che probabilmente non può rispondere alle aspettative della popolazione e focalizzare tutto sul fatto che si fa pagare è limitativo, è semplicemente sintomo di un disagio che c'è di ritrovarsi questo tipo di presidio all'interno di tale provvedimento. La finisco qui, la potremo approfondire se esamineremo gli emendamenti in un'interruzione dei lavori.

L'altro dato su cui non ci troviamo molto d'accordo, anche se non è esplicitamente negativo dal punto di vista del testo, è che sulla questione del territorio non viene ben definito in che modalità si distribuisce l'emergenza. Vi sono varie dizioni ma che non... allora l'USL della Valle d'Aosta è divisa in 4 distretti, ma vogliamo tenerne conto? Se non si articola con la normale organizzazione dell'USL, il rischio è che vengano fuori delle confusioni, delle sovrapposizioni, dei problemi. Noi abbiamo deciso quello, il Piano sanitario regionale dice quello, forse era meglio essere più chiari al riguardo, poi l'Assessore mi dirà: "noi intendiamo effettivamente che sia su base distrettuale", ma a questo punto scriviamolo! A meno che non vi siano altri progetti, ma allora lo si dica e ci si spieghi i motivi per cui non si sceglie quel tipo di distribuzione, per motivi tecnici che posso non conoscere o comunque non aver percepito, c'è la necessità di fare un unico ambito, oppure 2 ambiti non lo so, però credo che questo dovrebbe essere un tema su cui essere stati più chiari. In alcuni momenti si arriva a dei giochi di parole che fanno anche un po' pensare, perché all'articolo 9 si dice: "in base alle particolari condizioni orografiche dei ruoli e ai relativi tempi di percorrenza", ossia c'è un'aleatorietà di nuovo sul tipo di organizzazione che non consente di dare un giudizio positivo su questa impostazione della legge. Preferiamo, in questo senso abbiamo presentato gli emendamenti, che vi sia un marcato e preciso riferimento alla distrettualità, ai 4 distretti della Valle d'Aosta.

Sul MET non mi dilungherò ulteriormente, difendo però un'idea che è importante, ossia l'esperienza dei MET credo... e non è detto che con questa legge si riesca a comporla perché qualche dubbio di costituzionalità che ha posto prima il collega Frassy ce lo abbiamo avuto anche noi, perché è una norma su cui non abbiamo competenza legislativa primaria, quindi è molto dubbia, ma, poniamo che vada tutto bene, non risolve il problema, perché? Sappiamo benissimo che non ci sono maree di Valdostani che si stanno iscrivendo a Medicina, perché c'è il numero chiuso e per altre motivazioni, quindi in futuro, per quanto riguarda la nostra produzione di personale all'altezza di ricoprire questo ruolo, non ci dobbiamo attendere dei grandi numeri, o che vi sia il numero che copra il fabbisogno che ci sarà in Valle nei prossimi anni, ma allora perché non proviamo a fare una sterzata e proviamo a puntare sulle nostre risorse, su uno sviluppo endogeno e sostenibile perché misurato alle nostre capacità? Ossia prevedere delle figure di infermieri professionali che consentano opportunamente addestrati... sfruttando magari corsi di specializzazione o "master" da attivare presso l'Università della Valle d'Aosta, il corso universitario per infermieri che c'è in Valle... in modo che sul territorio vi siano degli operatori che possano dare un intervento di livello superiore a quello che può essere dato dal volontario o da queste nuove figure che sono state identificate e che per molti versi possono sostituire ampiamente quella del medico, che, fra l'altro, potrebbe non esserci, potrebbe non essere formato, ha tutti quei problemi che i MET hanno avuto in questi anni. Cosa succede? Non è che andiamo a stravolgere l'organizzazione, trasportiamo sul territorio quello che sta succedendo abitualmente in Ospedale da 50 anni. Nei reparti di notte, se c'è un'emergenza, chi interviene? Innanzitutto interviene l'infermiere professionale, da sempre; al Pronto soccorso come primo impatto chi è che arriva? L'infermiere professionale, quindi il prevedere un ragionamento perché, al posto di insistere sui MET, che sicuramente per un certo periodo potranno dare un supporto, ma avviare la possibilità che, oltre alla figura del MET, vi sia anche quella dell'infermiere professionale specializzato nel soccorso.

Volevo solo evidenziare ancora un paio di questioni. Non abbiamo capito come mai si è voluto adottare una terminologia tutta regionale, mentre in tutto il resto d'Italia si usano delle sigle e dei nomi diversi, comunque un "divertissement" che rischia solo di far confusione quando ci si telefona fra Pont-Saint-Martin e Ivrea per capire chi è che sta chiamando e chi non sta chiamando. Per quanto riguarda il problema delle postazioni territoriali di ambulanza e mezzi di soccorso, non abbiamo capito che senso ha fare questa suddivisione fra le sedi delle ambulanze medicalizzate e i centri di ambulanza dei volontari e i centri di ambulanza di base, che invece sono differenziati e non si capisce su quale questione tecnica, perché fanno esattamente lo stesso tipo di servizio, ossia quello di base. Che poi sia fatto dai volontari, riguardo a questo aleggia qui sotto la volontà in qualche modo di dare preferenza ai volontari; la preferenza ai volontari la si fa in modo completamente diverso, la si fa non perdendo mesi e anni per recuperare delle divise, la si fa andando a migliorare il tipo di funzionamento del volontariato, soprattutto della formazione, del controllo dei requisiti... per favorire che i giovani vadano a fare i volontari, che la cittadinanza entri, perché abbiamo tutta una serie di situazioni in cui il volontariato ormai è al limite della sufficienza. Rischiamo allora che questo mondo decada e non è facendolo un privilegiato rispetto alla Croce Rossa che riusciremo a rafforzarlo, ma facendo delle operazioni concrete di supporto del volontariato sul territorio. Credo che, dal punto di vista della legge, tutto ciò sia anche controproducente, perché rischia di mettere solo della zizzania fra diverse componenti del sistema di emergenza, che invece, proprio per il tipo di compito che ha, di zizzania lì non bisognerebbe mettercela. Dare un'impressione di non avere nessuna differenza fra i figli, che non vi siano figli e figliastri quindi credo sia utile al funzionamento. Se poi questa impressione che abbiamo avuto è semplicemente legata a qualche cosa formale e non è sostanziale, ne saremo assolutamente contenti e credo che ci avvieremmo soprattutto se da parte dell'Assessore ci sarà la volontà di un confronto come ha avuto in Commissione... per cui si possano accogliere alcuni degli emendamenti che sono stati proposti dalle differenti componenti della minoranza... il nostro voto potrebbe essere un voto favorevole al progetto di legge.

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.

Fosson (UV) - Siccome questa è una legge molto importante, deve accogliere tutti i consigli... alcuni non sono stati forse espressi dal punto di vista tecnico in modo corretto, però propongo 10 minuti di interruzione per vedere se riusciamo a trovare un accordo.

Presidente - Non vi è alcuna difficoltà da parte della Presidenza, la seduta è sospesa per 15 minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,44 alle ore 19,48.

Presidente - Possiamo riprendere la discussione. È stato presentato alla Presidenza un nuovo ordine del giorno, sostitutivo del precedente che vi è stato distribuito e che è attualmente in corso di distribuzione, un ordine del giorno che porta la firma dei colleghi Viérin Adriana, Comé, Fontana Carmela, Frassy, Maquignaz, Squarzino Secondina e Vicquéry. Sono stati poi depositati alla Presidenza alcuni sub-emendamenti a degli emendamenti depositati in precedenza, anche questi sono in corso di distribuzione.

La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - C'è stato un accordo sul rifacimento di alcuni emendamenti che sono stati consegnati.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Dispiace soltanto limitare a pochi minuti un lavoro che va avanti da un anno e che fornisce non solo una "mise à jour" di una legge sull'emergenza, ma a livello nazionale è la prima legge che accoglie dentro una normativa un insieme di servizi che la Valle d'Aosta fa, alcuni anche specifici come l'elisoccorso, i centri traumatologici e soprattutto i distretti periferici di emergenza del "118" e dei volontari. Soprattutto tralascio diverse considerazioni, ma non il ringraziamento alla relatrice e alla V Commissione, che hanno lavorato molto attivamente su un argomento che era difficile; così voglio ringraziare i Dirigenti dell'Assessorato, la dott.ssa Aymonod, il dott. Ferrero che è stato molto prezioso su questo argomento, ma soprattutto ringrazio tutti gli operatori del "118", i volontari, la Croce Rossa, tutti quelli che hanno lavorato cercando di "limare gli angoli" per dare un sistema di emergenza che sia sempre più funzionale e sempre più organizzato senza lasciare che vi siano delle possibilità di equivoci. Una legge che introduce 2 figure molto importanti: quella dell'autista ambulanziere che non è normato a livello nazionale, di cui la nostra legge fornisce una prima regolamentazione, e che solo dopo quindi potrà essere determinato un problema sindacale (non ci può essere oggi il problema sindacale su una figura che non è normata), così anche il voler portare i MET alla dipendenza prevedendo una loro entrata in un sistema di formazione e di sinergie ancora più preciso, di cui ci rendiamo conto del rischio di incostituzionalità. "Un sistema che già funziona bene" è stato detto da molti, ma che con questa riorganizzazione con dei protocolli, che seguiranno entro 4 mesi in modo preciso a carico dell'azienda, sarà in grado di dare una ancora maggiore "performance".

Presidente - Iniziamo l'esame dell'articolato. Prima di votare l'articolato votiamo il nuovo ordine del giorno - che è sostituisce, se interpreto bene, il precedente - che è stato depositato alla Presidenza.

La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Votiamo volentieri questo ordine del giorno firmato da tutti i membri della V Commissione, che riprende il testo che il nostro gruppo aveva preparato e siamo contenti, come avevo detto prima in sede di discussione generale, che tutta la Commissione faccia proprio questo obiettivo perché ci sembra importante che tutti i soggetti interessati siano coinvolti nel momento in cui vengono predisposti i diversi protocolli che definiscono ruoli, competenze e procedure.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Rapidamente per esprimere soddisfazione perché si è messo in evidenza e si è concordato su questo testo, ma per esprimere anche un po' di imbarazzo, Signor Presidente, lei lo potrà capire meglio forse di altri, perché le dichiarazioni che ha appena fatto l'Assessore alla sanità alla chiusura di questo procedimento, se si rileggono pensando che sia il candidato al Senato delle prossime elezioni politiche, evidentemente esprimono un poco di disagio per l'utilizzo di quest'aula per la propaganda politica e non è ovviamente il caso di ritornare al fatto che oggi non si discuterà della risoluzione che abbiamo presentato. Credo comunque che, da questo punto di vista, si possa anche affidare al buon senso e il buon senso potrebbe portare nelle prossime settimane a che tutto si svolga regolarmente; in Valle d'Aosta lo abbiamo dimostrato molte volte, penso che da parte degli interessati un comportamento che tenga conto di tali nostre sollecitazioni può essere utile affinché tutto si svolga nel miglior modo possibile.

Presidente - Pongo in votazione l'ordine del giorno nel nuovo testo che recita:

Ordine del giorno

Preso atto che nella fase di applicazione del D.L. n. 190 (Disciplina del sistema regionale di emergenza-urgenza sanitaria) sono previsti diversi protocolli per l'organizzazione della centrale operativa, per la programmazione e la valutazione di attività di soccorso ecc.;

Considerato che, nella Commissione consiliare competente, in sede di audizione dei rappresentanti sindacali, è emersa l'esigenza che nelle sedi in cui vengono definiti tali protocolli siano presenti tutti gli operatori interessati.

Il Consiglio regionale

Impegna

i responsabili di tali protocolli, l'Amministrazione regionale e l'USL, a far partecipare, nelle sedi dove vengono definiti tali protocolli, i rappresentanti di tutti i soggetti interessati.

F.to: Viérin Adriana - Comé - Fontana Carmela - Frassy - Maquignaz - Squarzino Secondina - Vicquéry

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Ricordo che votiamo il nuovo testo predisposto dalla V Commissione.

Pongo in votazione l'articolo 1:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - All'articolo 5 vi è l'emendamento n. 1 del "Partito Democratico".

La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Ritiro tutti gli emendamenti salvo il nuovo testo dell'emendamento n. 5 che è all'articolo 9.

Presidente - L'emendamento n. 1 del "Partito Democratico" è ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

All'art. 5, comma 3, lettera c) dopo la parola "istituisce" sono aggiunte le parole: ", su base distrettuale".

Pongo in votazione l'articolo 5:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - All'articolo 6 vi è l'emendamento n. 2 del "Partito Democratico", che è ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

L'art. 6 è abrogato.

Vi è poi l'emendamento n. 1 del gruppo "La Casa delle Libertà".

La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - In maniera sintetica per chiarire che l'emendamento da noi introdotto sostiene che i centri traumatologici debbano e possano rientrare nei livelli essenziali dell'assistenza regionale e possano essere gestiti, come dicevo prima in illustrazione generale, in maniera articolata e differenziata a seconda delle prestazioni che vengono effettuate e se sono prestazioni effettuate - si scrive nell'emendamento - "al servizio dei comprensori sciistici" e dunque conseguenti agli eventi traumatologici di chi va a divertirsi, mantengono la caratteristica attuale di essere servizi aggiuntivi e, di conseguenza, di essere servizi che comportano la compartecipazione alla spesa, se invece svolgono una funzione a servizio del territorio di primo soccorso della popolazione residente, in analogia a quanto accade alla prestazione effettuata in pronto soccorso, non dovrebbero prevedere il pagamento della prestazione per i residenti: questo è il senso dell'emendamento così come lo abbiamo scritto.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Come abbiamo spiegato, l'emendamento non può essere accolto perché genera confusione; il fatto che entri nei LEA aggiuntivi regionali potrà essere visto in futuro, ma questo è previsto all'articolo 12, punto b), in cui l'azienda potrà definire nuove modalità organizzative dei centri traumatologici. Faccio presente che già adesso nei centri traumatologici che sono al di fuori dei LEA sia regionali, sia nazionali... e, anche se fossero introdotti a livello regionale, sarebbero comunque al di fuori tutti i turisti. A questi centri traumatologici afferiscono gli stranieri che hanno il 100% di copertura assicurativa. I Valdostani, come i turisti, facendo un biglietto a cui aggiungono 1,5 euro, hanno la possibilità di avere una copertura assicurativa e questa copertura nell'anno scorso è stata del 35%. Faccio presente che già adesso i centri traumatologici hanno una doppia tariffazione, una tariffazione quasi uguale ai ticket per i residenti e una tariffazione invece più elevata per chi non è residente e che già i centri traumatologici forniscono con un ticket prestazioni di visite ortopediche.

Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Concordiamo con l'emendamento formulato dal gruppo "La Casa delle Libertà", era stata una richiesta emersa in Commissione molto chiara proprio da parte del Primario del servizio di emergenza, nel senso che, come già dicevo nella mia relazione alla legge, se noi attiviamo questi centri traumatologici in periferia, possiamo offrire proprio alla popolazione locale che si trova in periferia un servizio importantissimo, come quelli che accedono all'Ospedale. Non capisco allora perché non possiamo considerarli gratuiti come gli altri servizi, poi è chiaro che per i turisti la cosa è diversa, perché è un servizio che viene dato all'interno dell'assicurazione... ma qui si parla della popolazione locale.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:

Emendamento

Il comma 4 dell'articolo 6 è così sostituito:

"4. L'accesso dell'utenza ai centri traumatologici è gratuito. La prestazione effettuata al servizio dei comprensori sciistici, invece, costituisce servizio aggiuntivo - non ricompreso nei livelli essenziali di assistenza erogati dalla Regione - è diretta e comporta la partecipazione alla relativa spesa, ai sensi dell'articolo 35, comma 6, della legge regionale 25 gennaio 2000, n. 5 (Norme per la razionalizzazione dell'organizzazione del Servizio socio-sanitario regionale e per il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali prodotte ed erogate nella regione).".

Consiglieri presenti: 34

Votanti: 30

Favorevoli: 7

Contrari: 23

Astenuti: 4 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Sandri)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 26

Favorevoli: 26

Astenuti: 7 (Bortot, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 7 gli emendamenti n. 3 e n. 4 del "Partito Democratico" sono ritirati; ne do rispettivamente lettura per il verbale:

Emendamento

All'art. 7, comma 2, le parole "sedi territoriali" sono sostituite con le parole "sedi distrettuali".

Emendamento

All'art. 7, comma 2, dopo la parola "(MET)" sono aggiunte le parole: "o infermieri professionali opportunamente formati".

Pongo in votazione l'articolo 7:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 34

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - All'articolo 8 vi è l'emendamento n. 1 dell'Assessore Fosson.

La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Volevo chiedere all'Assessore Fosson un'informazione: perché ha voluto aggiungere i medici convenzionati per l'emergenza sanitaria visto che l'articolo parlava di medici di emergenza territoriale sanitaria e già per quelli si parlava di incarico a tempo indeterminato. Qual è l'elemento nuovo che ha voluto aggiungere?

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - È una precisazione dell'ufficio, avevamo preparato questo emendamento in Commissione, poi, siccome i medici di emergenza territoriale sono convenzionati e possono essere convenzionati a tempo indeterminato o a tempo determinato, si è voluto chiarire con questo articolo che possono passare alla dipendenza quelli che sono convenzionati a tempo indeterminato.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 dell'Assessore Fosson, che recita:

Emendamento

L'articolo 8 è sostituito dal seguente:

"Art. 8

(Inquadramento nella dirigenza medica del ruolo sanitario dei medici di emergenza territoriale)

1. I medici convenzionati per l'emergenza sanitaria territoriale titolari di incarico a tempo indeterminato in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge presso l'Azienda USL, con un'anzianità di 5 anni di effettivo servizio anche non continuativo presso la medesima, sono inquadrati, a domanda, nella dirigenza medica del ruolo sanitario, previo giudizio di idoneità ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 1997, n. 502 (Regolamento recante norme per l'inquadramento nel ruolo medico del Servizio sanitario nazionale di incaricati del servizio di guardia medica e medicina dei servizi).

2. La Giunta regionale provvede con propria deliberazione a definire le procedure per l'inquadramento in ruolo del personale di cui al comma 1.".

Consiglieri presenti: 34

Votanti e favorevoli: 30

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 8 così come emendato vi è il sub-emendamento a firma del Consigliere Frassy e dell'Assessore Fosson all'emendamento n. 2 del gruppo "La Casa delle Libertà"; do lettura dell'emendamento n. 2 di tale gruppo per il verbale:

Emendamento

All'articolo 8 aggiungere il seguente comma:

"3. La procedura di cui al presente articolo non comporta maggiori oneri a carico del Bilancio regionale.".

Pongo in votazione il sub-emendamento del Consigliere Frassy e dell'Assessore Fosson, che recita:

Sub-emendamento

All'articolo 8 aggiungere il seguente comma:

"3. Gli eventuali maggiori oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo trovano copertura nell'ambito del finanziamento annuale trasferito all'Azienda USL e sono regolati con l'accordo di programma di cui all'articolo 7 della l.r. 5/2000.".

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo così emendato:

Articolo 8

(Inquadramento nella dirigenza medica del ruolo sanitario dei medici di emergenza territoriale)

1. I medici convenzionati per l'emergenza sanitaria territoriale titolari di incarico a tempo indeterminato in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge presso l'Azienda USL, con un'anzianità di 5 anni di effettivo servizio anche non continuativo presso la medesima, sono inquadrati, a domanda, nella dirigenza medica del ruolo sanitario, previo giudizio di idoneità ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 dicembre 1997, n. 502 (Regolamento recante norme per l'inquadramento nel ruolo medico del Servizio sanitario nazionale di incaricati del servizio di guardia medica e medicina dei servizi).

2. La Giunta regionale provvede con propria deliberazione a definire le procedure per l'inquadramento in ruolo del personale di cui al comma 1.

3. Gli eventuali maggiori oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo trovano copertura nell'ambito del finanziamento annuale trasferito all'Azienda USL e sono regolati con l'accordo di programma di cui all'articolo 7 della l.r. 5/2000.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 9 i colleghi Fosson, Sandri e Fontana Carmela hanno presentato un nuovo testo dell'emendamento n. 5 del "Partito Democratico"; do lettura dell'emendamento nel vecchio testo:

Emendamento

All'art. 9, comma 2, sono abrogate le parole "in base alle particolari condizioni orografiche dei luoghi e ai relativi tempi di percorrenza" e sono sostituite con le parole "su base distrettuale".

L'emendamento n. 6 del "Partito Democratico" è ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

All'art. 9, comma 3, è abrogata la lettera b) e nella lettera c) è aggiunta dopo le parole "comma 4, lettere" la seguente parola "b)".

Pongo ora in votazione il nuovo testo a firma dell'Assessore Fosson e dei Consiglieri Sandri e Fontana Carmela dell'emendamento n. 5 del "Partito Democratico", che recita:

Emendamento

All'articolo 9, comma 2, prima delle parole "alle particolari condizioni orografiche" sono premesse le parole "su base distrettuale, in relazione".

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo così emendato:

Articolo 9

(Postazioni territoriali di ambulanze e mezzi di soccorso e trasporto)

1. L'attività di soccorso e di trasporto di infermi è esercitata mediante ambulanze ed automediche, con le modalità stabilite dall'articolo 35bis della l.r. 5/2000 e dalle relative disposizioni applicative.

2. Le postazioni territoriali di ambulanze sono distribuite sul territorio regionale su base distrettuale, in relazione alle particolari condizioni orografiche dei luoghi e ai relativi tempi di percorrenza, al fine di ridurre al minimo l'intervallo di tempo durante il quale il paziente rimane privo del supporto assistenziale. Le postazioni territoriali di ambulanze sono allertate esclusivamente dalla centrale operativa Valle d'Aosta Soccorso 118 attraverso il sistema integrato di teleradiocomunicazioni informatizzato.

3. Le postazioni territoriali fisse di ambulanze sono classificate nel modo seguente:

a) sedi di ambulanze medicalizzate (SAM), attive nell'arco delle ventiquattro ore per tutti i giorni dell'anno, in cui opera, di norma, personale tecnico dipendente specializzato, i cui compiti e le cui funzioni sono definiti, nel rispetto della normativa statale vigente, nell'allegato A, e personale sanitario, dipendente o convenzionato;

b) centri di ambulanze dei volontari (CAV), nei quali opera personale del soccorso appartenente alle organizzazioni di volontariato di cui all'articolo 5, comma 4, lettera b), adeguatamente addestrato per il soccorso e il trasporto sanitario;

c) centri di ambulanze di base (CAB), nei quali opera il personale dipendente o convenzionato degli enti di cui all'articolo 5, comma 4, lettere c) e d), adeguatamente addestrato per il soccorso e il trasporto sanitario.

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - All'articolo 10 vi è un sub-emendamento a firma del Consigliere Frassy e dell'Assessore Fosson all'emendamento n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà"; do lettura per il verbale dell'emendamento di tale gruppo:

Emendamento

Il comma 2 dell'articolo 10 è così sostituito:

"2. Al fine di assicurare la tempestività dell'intervento secondo il modello della rete di soccorso territoriale e la continuità dei trasporti sanitari e in ossequio a quanto disposto dall'articolo 5, comma 4, il SEUS si avvale - a parità di prossimità dei presidi in loco - prioritariamente, dei volontari del soccorso, adeguatamente formati sulla base delle disposizioni regionali vigenti in materia, appartenenti alle organizzazioni di volontariato del soccorso, iscritte nella corrispondente sezione del registro regionale di cui all'articolo 6 della l.r. n. 16/2005. L'Azienda USL si avvale, inoltre, sulla base di appositi accordi, di altri enti o soggetti privati autorizzati al soccorso o al trasporto sanitario di infermi e feriti, i cui addetti devono essere adeguatamente formati sulla base delle disposizioni regionali vigenti in materia.".

Do lettura del sub-emendamento del Consigliere Frassy e dell'Assessore Fosson all'emendamento n. 3 del gruppo "La Casa delle Libertà":

Sub-emendamento

Dopo le parole "si avvale", sostituire l'inciso "a parità di prossimità dei presidi in loco" con "in base alla valutazione della centrale operativa".

Lo pongo in votazione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo così emendato:

Articolo 10

(Personale del soccorso territoriale)

1. Il personale sanitario, tecnico e amministrativo assicura l'attività di soccorso e di trasporto secondo il fabbisogno, i profili e le posizioni funzionali individuati dall'Azienda USL, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, lettera f), della l.r. 5/2000.

2. Al fine di assicurare la tempestività dell'intervento secondo il modello della rete di soccorso territoriale e la continuità dei trasporti sanitari e in ossequio a quanto disposto dall'articolo 5, comma 4, il SEUS si avvale, in base alla valutazione della centrale operativa, prioritariamente dei volontari del soccorso, adeguatamente formati sulla base delle disposizioni regionali vigenti in materia, appartenenti alle organizzazioni di volontariato del soccorso, iscritte nella corrispondente sezione del registro regionale di cui all'articolo 6 della l.r. 16/2005. L'Azienda USL si avvale, inoltre, sulla base di appositi accordi, di altri enti o soggetti privati autorizzati al soccorso o al trasporto sanitario di infermi e feriti, i cui addetti devono essere adeguatamente formati sulla base delle disposizioni regionali vigenti in materia.

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 11:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - All'articolo 12 l'emendamento n. 7 del "Partito Democratico" è ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

All'art. 12, al comma 2 le parole "quattro mesi" sono sostituite dalle parole "un anno".

Vi è inoltre l'emendamento n. 4 del gruppo "La Casa delle Libertà".

La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Questo emendamento va a definire una norma che potremmo definire aperta, nel senso che alla lettera h) si dice che possono essere stipulati appositi accordi per regolamentare le modalità della collaborazione in materia di primo soccorso in ambito montano e queste convenzioni possono essere stipulate con il Soccorso alpino e le società degli impianti a fune. La preoccupazione che abbiamo è che attraverso questa lettera h) in maniera surrettizia si trasferiscano con convenzioni, per essere chiari, discutibili, ulteriori risorse che sfuggono ai controlli dei centri di spesa non tanto del Soccorso alpino valdostano quanto delle società funiviarie. Pensavamo perciò che la nostra precisazione fosse dovuta, Assessore, nel senso che siamo d'accordo che vi siano degli appositi accordi, ma andavamo a precisare nell'emendamento che fossero operativi gli accordi, ossia sinergici, e non onerosi e fossero finalizzati a coordinare le materie di primo soccorso in ambito montano. Anche perché l'istituzione dei "pisteurs-secouristes", avvenuta con una legge che ormai ha quasi 10 anni, comporta oneri significativi a carico del bilancio dell'Amministrazione regionale e, visto che i "pisteurs-secouristes" non riusciamo ad immaginarceli operativi al di fuori delle piste, anche perché per legge devono stare lì, ci domandiamo come è possibile che qualcuno possa ipotizzare degli accordi, delle convenzioni onerose, perché l'espressione dell'Assessore di non voler accogliere questi emendamenti ci lascia intendere che il nostro sospetto abbia un suo fondamento, ossia che si vogliano trasferire ulteriori risorse finanziarie. È ovvio che se dovessimo ipotizzare, tanto per esemplificare, l'onere dei "pisteurs-secouristes" di andare a prestare soccorso a quelli che parcheggiando si rompono una gamba e penso che siano da "contare sulle dita di una mano"... ma comunque dovrebbero garantire l'operatività sui piazzali delle funivie... sarebbe giustificata una convenzione onerosa a vantaggio dei bilanci delle società funiviarie: questo non lo riteniamo accettabile, né serio, per tale motivo abbiamo presentato questo emendamento. Ricordo che c'è una legge recente: la legge n. 5 del 2007, che nel regolamentare l'organizzazione del Soccorso alpino valdostano stanzia annualmente 1,35 milioni di euro per le attività del Soccorso alpino valdostano. Pensiamo che tutto quello che accade all'interno della gestione dell'emergenza urgenza sanitaria, coinvolgendo società funiviarie (pisteurs-secouristes) e il Soccorso alpino, non possa creare degli scenari nuovi rispetto a quelli per i quali sono finanziate opere nel soccorso alpino e "pisteurs-secouristes". Se l'emendamento non dovesse essere accolto come ci pare essere l'indicazione dell'Assessore, è evidente che questa norma non è funzionale all'emergenza urgenza, ma è funzionale alla gestione di equilibri finanziari.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Fosson.

Fosson (UV) - Il dubbio ci può essere, ma dietro a degli accordi ci possono anche essere degli accordi positivi, non è detto che debbano essere negativi, perché poi tutti questi accordi sono demandati a dei protocolli di intesa con l'ASL. Togliere tale possibilità di fare in futuro, per esigenze che in questo momento ci sfuggono, un accordo fra emergenza e Soccorso alpino ci sembra di limitare la positività di questi accordi.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 4 del gruppo "La Casa delle Libertà", che recita:

Emendamento

Il comma 2, lettera h), dell'articolo 12 è così sostituito:

"h) stipula appositi accordi operativi e non onerosi per coordinare le modalità in materia di primo soccorso in ambito montano con il Soccorso alpino valdostano e le società che gestiscono i comprensori sciistici per quanto riguarda i pisteurs-secouristes di cui all'articolo 4 della legge regionale 15 gennaio 1997, n. 2 (Disciplina del servizio di soccorso sulle piste di sci della Regione);".

Consiglieri presenti: 33

Votanti: 31

Favorevoli: 8

Contrari: 23

Astenuti: 2 (Ferraris, Fiou)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 12:

Consiglieri presenti: 33

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 6 (Bortot, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 13:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 14:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'allegato A vi è l'emendamento n. 2 dell'Assessore Fosson, che recita:

Emendamento

L'allegato A, paragrafo dedicato all'attività di tecnico operatore di centrale, punto d) è sostituito dal seguente:

"d) Filtrare e fornire tutte le informazioni richieste dall'utente che siano disponibili nella banca dati della centrale operativa;".

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 33

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'allegato A nel testo emendato:

Consiglieri presenti e votanti: 33

Favorevoli: 31

Contrari: 2

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 6 (Bortot, Frassy, Lattanzi, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.