Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 3372 du 6 mars 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3372/XII - Disegno di legge: "Disciplina delle cave, delle miniere e delle acque minerali naturali, di sorgente e termali".

Président - On était à l'article 54.

Je soumets au vote l'article 54:

Conseillers présents: 27

Votants: 22

Pour: 22

Abstentions: 5 (Bortot, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 55:

Conseillers présents: 28

Votants: 22

Pour: 22

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - La parole au Conseiller Sandri sur l'article 56.

Sandri (PD) - Qui pongo una domanda all'Assessore, proprio per capire dove siamo e per capire il nostro tipo di legislazione. In questo articolo si dice: "sono considerati stabilimenti termali quelli in cui si utilizzano: acque minerali naturali..." - e va bene - "... fanghi..." - ma a me non risulta che nella nostra regione vi siano dei fanghi - "... sia naturali sia preparati artificialmente, limi, muffe..." - non so se le muffe abbiano un potere terapeutico - "... grotte naturali e artificiali". Sul discorso dell'artificiale ho qualche dubbio, perché c'è qualche albergo che ha impiantato delle grotte artificiali nei propri "fitness center", volevo sapere se questi rientrano in tale tipologia, ossia se era un modo per avallare un determinato tipo di impianti.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Non è il caso degli alberghi, quello è tutto un altro discorso, ma possiamo immaginare che, ad esempio, alle Terme di Pré-Saint-Didier vi possa essere l'apertura di una filiera dei fanghi, si utilizzano delle acque termali...

(interruzione del Consigliere Sandri, fuori microfono)

... non ci sono, ma potrebbero esserci.

Président - Je soumets au vote l'article 56:

Conseillers présents: 29

Votants: 22

Pour: 22

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 57:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 58:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 59:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 60:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 61:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 62:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 63:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Il y a l'amendement n° 1 de l'Assesseur Cerise.

La parole au Conseiller Secrétaire Venturella.

Venturella (Arc-VA) - L'emendamento n. 1 dell'Assessore Cerise ci pone in difficoltà, ma avremmo dovuto studiarlo in Commissione, mentre l'Assessore lo ha presentato oggi in discussione e questo la dice lunga sul fatto che oggi qualcuno accusava l'opposizione di presentare gli emendamenti in aula, vengono presentati dalla Giunta stessa. Questo emendamento introduce un articolo, che non riguarda la legge sulle cave, ma la legge sui rifiuti: una legge che abbiamo approvato a novembre 2007. È un emendamento che ha bisogno di un po' di approfondimento, concordo con la prima parte dell'emendamento, perché credo sia uno sforzo dell'Assessore per rendere più leggibile il famoso articolo 14, comma 5: uno sforzo perché, parlando in giro con i tecnici comunali della regione, dell'articolo 14, comma 5, che dice che i privati possono aprire aree di stoccaggio, essi si sono detti spaventati perché in Comune devono avere il piano regolatore, mentre i privati possono con questo articolo, quello che ora l'Assessore va ad emendare, aprire dove vogliono in contrasto anche con il PRG! Vi è quindi un fatto: che l'Assessore riconosce tale criticità. Le prime 10 righe vanno bene, Assessore, e mi sento di dire che è stato fatto da parte degli uffici dell'Urbanistica un buon lavoro.

Esiste però un'altra criticità, che ho espresso durante la discussione del disegno di legge e nel corso delle adunanze consiliari successive e vorrei che questo passaggio lo specificasse in Consiglio, perché questo emendamento è un bel tomo: sono circa 20 righe che introducono il nuovo comma 5. Quando lei dice: "la concertazione con la Regione sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di competenza dei Comuni e della Regione"... secondo delle norme ormai consolidate nel tempo, chi vuole individuare un'area di stoccaggio... in altre parti d'Italia l'area di stoccaggio è sottoposta ad un procedimento autorizzativo, che è quello che rilascia la Regione dopo una conferenza di servizi; tra l'altro, il procedimento non è tanto lungo, perché non è un procedimento di tipo ordinario, ma è una procedura semplificata. Io allora credo che questa parte vada bene per: visti, pareri e concessioni di competenza dei Comuni, mentre credo che sia non corretto dal punto di vista formale quando parla di autorizzazione della Regione, perché le aree di stoccaggio attrezzate credo vadano comunque autorizzate. Qui, anche per chiarire ciò che lei ha dichiarato ai giornali sull'impugnativa della sentenza, che è sempre sulle aree di stoccaggio, piazzole, però la procedura è sempre la stessa, si tratta di autorizzazione e di procedura semplificata; lo so che si parla di aree di stoccaggio, però così come per gli articoli e gli emendamenti dei gruppi "PD" o "CdL" che riguardavano concessioni, ricerche, l'emendamento era lo stesso, pur riguardando procedimenti diversi, qui siamo alla stessa cosa: il tipo di procedimento autorizzativo è lo stesso, procedura di tipo semplificato, ma riguarda, da una parte, le piazzole e, dall'altra, le aree di stoccaggio attrezzate. Credo che dovremmo chiarire questa faccenda e ritengo sia giusto farlo in Consiglio. Il problema per i sindaci valdostani sia sulla aree di stoccaggio, sia sulle ecopiazzole è che l'Assessorato dei lavori pubblici non ritiene di dover rilasciare l'autorizzazione in procedura semplificata per queste 2 tipologie, ritengo che questa sia un'interpretazione errata del decreto legislativo n. 152/2006. È proprio questo fatto che mette in difficoltà i sindaci, non chi richiede l'autorizzazione, ma il fatto di volergliela a tutti i costi negare. È come se io andassi a rinnovare la patente e trovassi l'ufficiale di sanità pubblica che mi dicesse: "no, il certificato non te lo faccio, perché non ho voglia di fartelo", oppure si inventa una norma che non lo autorizza più a fare certificati. Il problema è questo: che la convinzione dell'Amministrazione su questo mette in difficoltà i sindaci; non rilascia l'autorizzazione che, fra l'altro, prevede quella in forma semplificata gli stessi tempi di una convenzione o quasi, ma non riusciamo a capire ancora perché non volete dare l'autorizzazione in procedura semplificata, secondo me, è un puntiglio. Se la prima parte dell'emendamento quindi è migliorativa rispetto all'articolo 14, la seconda parte invece esplica un "effetto placebo" come le dissi poche adunanze consiliari fa. Riconoscendo le buone intenzioni di questo emendamento, ma anche il fatto che si continua in maniera imperterrita a non dare garanzia ai Comuni, ci asterremo su tale emendamento.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Mi dispiace perché una tematica come questa è talmente specialistica che rischiamo di fare una specie di dialogo a due e di escludere il Consiglio, perché è quasi un tecnicismo da approfondimento dottrinale fatto da chi conosce molto bene la materia urbanistica e la questione dei rifiuti, ma cerco di dare una risposta. Non è vero intanto che qui andiamo a prendere in considerazione la legge sui rifiuti, come se volessimo approfittare di questa occasione per sanare quell'altra, perché un ponte fra le due c'è, nel senso che qui andiamo a dire che uno dei momenti territoriali preferenziali per cercare tali aree di stoccaggio per materiale inerte sono le cave abbandonate: questo è un modo per recuperare e riutilizzare tali parti di territorio che possono essere compromesse e che attraverso un'attività come quella potrebbero essere recuperate, quindi una pertinenza me la riconosca!

Veniamo alla questione "più avanti": qui c'è da fare una dicotomia rispetto a quello che dice lei, perché lei mette assieme l'autorizzazione delle cosiddette "ecopiazzole", che hanno una procedura del tutto particolare... e io ribadisco che manca il riferimento giuridico amministrativo per poterle autorizzare e, a mio avviso, il ricorso che è stato fatto contro l'articolo 24 da parte del Governo è del tutto incompetente nella materia, ossia hanno preso un abbaglio, poi vedremo cosa decide la Corte costituzionale ma, secondo me, se non si sarà bevuta 12 bottiglie di "Barbera", vedrà che ci darà ragione perché, vede, sono 2 cose assolutamente diverse. Qui con la seconda parte di questo comma diciamo una cosa diversa, ossia individuiamo una procedura che consente ai Comuni di individuare delle aree di stoccaggio di materiali inerti laddove gli strumenti urbanistici non prevedono questo tipo di insediamento. Il riferimento quindi è di tipo urbanistico, piuttosto che legato alla questione dei rifiuti, non so se capisce la differenza, tant'è che viene richiamata la legge n. 11, perché si dice: "anche attraverso quelle procedure, che sono una deroga rispetto ad un canale consuetudinario che prevede un percorso per arrivare ad un'autorizzazione". Al di là delle varie interpretazioni, in termini di obiettivi credo che in questo emendamento siano contenute tutte quelle norme di cautela sia da un punto di vista della procedura, sia da un punto di vista della partecipazione, sia da un punto di vista dei risultati, che vanno nella direzione di fare in modo che l'intervento sia il più compatibile possibile con 2 obiettivi: la salvaguardia ambientale e la salvaguardia delle norme urbanistiche; pertanto a questo punto parliamo lo stesso linguaggio, che uno ci arrivi in un modo o in un altro il risultato è quello. Se poi lei vuol farmi dire che attraverso questa procedura si disconosce quella che lei vorrebbe si riconoscesse in virtù dell'altro percorso, le dico che sono 2 cose diverse, dopodiché le pago un caffè.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 dell'Assessore Cerise, che recita:

Emendamento

Dopo l'articolo 63 è inserito il seguente:

"Articolo 63 bis

(Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31)

1. Il comma 5 dell'articolo 14 della legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti), è sostituito dal seguente: "5. All'individuazione delle aree di stoccaggio attrezzate provvedono i Comuni, anche in accordo tra loro. L'ubicazione di tali aree deve preferibilmente coincidere, laddove lo spazio lo consenta, con le aree di discarica per rifiuti speciali inerti o con i centri di recupero dei rifiuti inerti già in esercizio, nonché presso siti dismessi già adibiti ad attività di estrazione di materiali inerti. In tali casi, la gestione dei materiali inerti da scavo può essere assicurata anche avvalendosi dei soggetti gestori di detti impianti. Per la realizzazione e l'esercizio delle aree di stoccaggio attrezzate dei materiali inerti da scavo ubicate al di fuori di zone in cui tale destinazione sia già ammessa dal piano regolatore comunale, il Comune interessato, anche su istanza di un soggetto privato, approva un apposito progetto dell'intervento, anche secondo le procedure di cui all'articolo 31, comma 2, della legge regionale 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d'Aosta), previa concertazione con la Regione per verificare la validità tecnica della proposta presentata attraverso una Conferenza dei servizi convocata dalla struttura regionale competente in materia di gestione dei rifiuti ai sensi della legge regionale 6 agosto 2007, n. 19 (Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta di concertazione da parte del Comune. La concertazione con la Regione sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di competenza dei Comuni e della Regione; l'approvazione da parte del Comune comporta anche la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dei lavori. La gestione dei materiali inerti da scavo, attraverso uno o più centri di stoccaggio, può essere effettuata in modo coordinato all'interno dei bacini territoriali di raccolta e trasporto dei rifiuti dalle Autorità di subATO.".

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 64:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 65:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 66:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 67:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 68:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 69:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 70:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 71:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 72:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 73 vi sono gli emendamenti n. 6 e n. 7 del gruppo "La Casa delle libertà".

La parola al Vicepresidente Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Questo emendamento va a riconsiderare quelle funzioni di vigilanza che sono state previste nel testo approvato dalle Commissioni e che sono minuziose, poiché vengono estese anche ai Comuni e al Corpo forestale della Regione, inizialmente erano incluse addirittura le Comunità montane. Sappiamo che la vigilanza sulla coltivazione delle cave è esercitata dalla Regione tramite la struttura competente, che si avvale delle altre strutture regionali competenti per la gestione dei vari vincoli. Ci sembra paradossale che a questa funzione di vigilanza e di vera e propria polizia concorrano soprattutto i Comuni e noi diciamo anche il Corpo forestale, per questo abbiamo presentato 2 emendamenti che sono il secondo in subordine del primo. L'emendamento n. 6 propone la soppressione del comma così come formulato anche nell'ultima versione del testo approvato dalla Commissione, l'emendamento n. 7 invece prevede una mitigazione: che non siano i Comuni a fare le spie di ciò che di difforme o irregolare succede, ma che siano gli organi di pubblica sicurezza o di polizia locale come il Corpo forestale. Ci sta bene che il Corpo forestale della Regione possa concorrere all'attività di vigilanza, segnalando eventuali irregolarità riscontrate nell'attività di coltivazione, non ci sta bene che sia un Comune che come ente istituzionale è deputato ad altre funzioni. Vorrei rimarcare a supporto di quanto sto dicendo che in altre Regioni e Province d'Italia - Toscana, Lombardia, Lazio, le Province autonome di Trento e Bolzano - la vigilanza è delegata o alle amministrazioni regionali, o alle amministrazioni provinciali, oppure ai Comuni, ma alternativamente, ossia o l'uno o l'altro. In Valle d'Aosta abbiamo un'iper attività di controllo, nel senso che è già difficile esercitare l'attività economica specie un'attività come questa, severamente sottoposta per un verso anche giustamente alle norme di rispetto del territorio e del paesaggio, ma poi con questo articolo 73, comma 3, si va ad implementare questa funzione con una strategia che disincentiva qualunque comune mortale dal poter esercitare con serenità l'attività estrattiva. Chiediamo che si proceda alla soppressione di questo comma o alla sua mitigazione attraverso l'emendamento n. 7.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Mi dispiace contraddire il collega Tibaldi, ma in Commissione abbiamo approfondito questo articolo sulla vigilanza; crediamo che le Comunità montane non siano da coinvolgere, è chiaro... mentre credo che una vigilanza a capo dei Comuni, che sono quelli che individuano sul proprio territorio i luoghi dove cavare, anche per esperienze di tipo personale per le montagne, sia quanto mai necessaria. Voteremo contro questo emendamento.

Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise.

Cerise (UV) - Farò un intervento breve. Guardi, collega Tibaldi, potremmo anche non scrivere niente che non cambierebbe nulla, perché alla fine ognuno se ha la titolarità, interviene: che sia il messo comunale, la guardia forestale o altro. Perché in altre Regioni italiane non è citato il Corpo forestale? Solo perché in Toscana non esiste il Corpo forestale regionale, esiste il Corpo forestale dello Stato... e non può essere una legge regionale che definisce le competenze del Corpo forestale dello Stato! È sintomatico invece il fatto che nelle Province di Trento e Bolzano sia la Provincia, perché la Provincia l'esercita attraverso il Corpo forestale, che non è un corpo forestale regionale, ma è un corpo forestale provinciale in quel caso. Non vorrei che si dimenticasse che il Corpo forestale è il corpo di vigilanza ambientale della Regione, quindi come facciamo a dire che non è competente di questa materia, quando per 3/4 tale materia afferisce alle tematiche ambientali? Come si fa a dire che non sono i Comuni, quando i Comuni sono i primi ad essere sollecitati quando c'è non dico un'irregolarità, ma anche il semplice sospetto di un'irregolarità. Si pensi alla questione delle pertinenze, che, a mio avviso, non è stata abbastanza approfondita, perché nel dibattito di stamani c'era poca voglia di fare un confronto visto che c'era una posizione piuttosto mirata, ma, per esempio, la questione delle pertinenze nell'ambito delle cave è una questione in divenire, ossia le pertinenze si concretizzano nella misura in cui si sviluppa l'attività di cava; allora lì il primo soggetto interessato è proprio il Comune, in quanto organo delegato alla gestione del proprio territorio. Mi pare che così come è stata corretta la decisione delle Commissioni di togliere questa competenza in materia di vigilanza alle Comunità montane, tutto il resto è perfettamente coerente con le esigenze di tutela e con le competenze degli organismi chiamati in causa: Corpo forestale, Comune e quant'altro; l'emendamento è da respingere.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 6 du groupe "La Casa delle libertà", qui récite:

Emendamento

Il comma 3 dell'articolo 73 è soppresso.

Conseillers présents: 32

Votants: 28

Pour: 2

Contre: 26

Abstentions: 4 (Ferraris, Fiou, Fontana Carmela, Sandri)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Je soumets au vote l'amendement n° 7 du groupe "La Casa delle libertà", qui récite:

Emendamento

Il comma 3 dell'articolo 73 è così sostituito:

"3. Il Corpo forestale della Valle d'Aosta concorre all'attività di vigilanza segnalando le eventuali irregolarità riscontrate nell'attività di coltivazione.".

Conseillers présents: 31

Votants: 27

Pour: 4

Contre: 23

Abstentions: 4 (Ferraris, Fiou, Squarzino Secondina, Venturella)

Le Conseil n'approuve pas.

Président - Je soumets au vote l'article 73:

Conseillers présents: 32

Votants: 27

Pour: 25

Contre: 2

Abstentions: 5 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 74:

Conseillers présents: 32

Votants: 27

Pour: 25

Contre: 2

Abstentions: 5 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Venturella sur l'article 75.

Venturella (Arc-VA) - Una domanda all'Assessore Cerise o al Presidente Caveri circa le funzioni di polizia mineraria. So che è da tempo sul tavolo della discussione la questione di assegnare le funzioni di polizia mineraria agli stessi funzionari dell'Ufficio cave e miniere, però bisogna individuare chi sono i funzionari di polizia mineraria, volevo sapere in collegamento con l'articolo 75 come si pensa di risolvere la questione dell'attribuzione delle funzioni all'interno dell'Amministrazione regionale.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Intanto la cosa è ben specificata all'articolo 75, comma 4: l'attribuzione agli agenti e ufficiali di polizia giudiziaria per quanto riguarda l'aspetto minerario deriva dal decreto n. 128/1959 e dall'articolo 57 del nuovo Codice di procedura penale. Altra cosa, che afferisce alle competenze del Presidente della Regione, è nell'ambito della contrattazione, dopo di riconoscere attraverso questa qualifica altri aspetti, che esulano da tali competenze, ma di fatto gli addetti di tale ufficio hanno questa qualifica in relazione a tale specifica attività.

Président - Je soumets au vote l'article 75:

Conseillers présents: 30

Votants: 24

Pour: 24

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 76:

Conseillers présents: 30

Votants: 24

Pour: 24

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 77:

Conseillers présents: 30

Votants: 24

Pour: 24

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 78:

Conseillers présents: 30

Votants: 24

Pour: 24

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Il y a l'amendement n° 1 de la IIe Commission qui substitue l'article 79; j'en donne lecture:

Emendamento

L'articolo 79 è sostituito dal seguente:

"Articolo 79

(Disposizioni finanziarie)

1. L'onere derivante dall'applicazione degli articoli 5, comma 1, 14, commi 1 e 6, 19, 21, 36, comma 2, 71, 75 e 76 è determinato in euro 46.750 a decorrere dall'anno 2008.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2008 e di quello pluriennale per il triennio 2008/2010 negli obiettivi programmatici 1.2.1 (Personale per il funzionamento dei servizi regionali) e 2.2.1.06 (Difesa del suolo).

3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1, si provvede mediante l'utilizzo delle risorse iscritte nei medesimi bilanci:

a) nell'obiettivo programmatico 2.2.1.06 al capitolo 52105 (Interventi vari di riassetto e ripristino cave abbandonate) per annui euro 20.000 a decorrere dal 2008 e al capitolo 52107 (Interventi nel settore minerario e delle acque minerali) per annui euro 25.000 a decorrere dal 2008;

b) nell'obiettivo programmatico 1.2.1 al capitolo 39020 (Spese sul fondo unico aziendale) per annui euro 1.250 a decorrere dal 2008 e al capitolo 30501 (Oneri contributivi e fiscali a carico dell'Ente sul trattamento economico di tutto il personale regionale) per annui euro 500 a decorrere dal 2008.

4. I proventi derivanti dal diritto proporzionale di cui agli articoli 11, 27, 32, 43 e 49, dai diritti di istruttoria di cui all'articolo 77 e dalle sanzioni amministrative di cui all'articolo 75, commi 1, 2 e 3, sono introitati nello stato di previsione delle entrate del bilancio della Regione.

5. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.".

Conseillers présents: 30

Votants: 24

Pour: 24

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Il y a l'amendement n° 2 de l'Assesseur Cerise à l'article 80, qui récite:

Emendamento

Al comma 1 dell'articolo 80 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "da pubblicare sul Bollettino ufficiale della Regione".

Je le soumets au vote:

Conseillers présents: 30

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 5 (Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'article 80 dans le texte ainsi amendé:

Articolo 80

(Disposizione finale)

1. Gli allegati A, B, C, D ed E possono essere modificati con deliberazione della Giunta regionale da pubblicare sul Bollettino ufficiale della Regione.

Conseillers présents: 30

Votants: 26

Pour: 24

Contre: 2

Abstentions: 4 (Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Président - Il y a l'amendement n° 3 de l'Assesseur Cerise, qui récite:

Emendamento

Dopo l'articolo 80 è aggiunto il seguente:

"Articolo 81

(Dichiarazione d'urgenza)

"1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.".

Je le soumets au vote:

Conseillers présents: 32

Votants: 30

Pour: 25

Contre: 5

Abstentions: 2 (Ottoz, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'annexe A:

Conseillers présents: 32

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'annexe B:

Conseillers présents: 32

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'annexe C:

Conseillers présents: 32

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'annexe D:

Conseillers présents: 32

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - Je soumets au vote l'annexe E:

Conseillers présents: 32

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 7 (Bortot, Fontana Carmela, Ottoz, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.

Président - La parole au Conseiller Bortot, pour déclaration de vote.

Bortot (Arc-VA) - Per quanto riguarda la dichiarazione di voto, non siamo in grado e non ci sentiamo di votare questo disegno di legge e ci asterremo. Cercherò di spiegare brevemente al Consiglio il motivo che fa riferimento a quello che è successo ieri: abbiamo degli imprenditori che si presentano e decidono a seconda dei loro interessi che un provvedimento possa essere rinviato in Commissione o venga approvato in via d'urgenza e questo non è molto corretto. È quanto è successo all'audizione alla quale ho partecipato, è finito il periodo delle "vacche grasse", ossia del "materiale alluvionale" ed ecco che c'è una fortissima pressione sul Consiglio regionale e sulla maggioranza affinché venga approvata una nuova legge. È anche vero che le attività umane devono pur essere esercitate; per quanto ci riguarda, devono essere esercitate nel nostro territorio, che è un territorio fragile, soprattutto è una grande risorsa, soprattutto comincia ad essere troppo antropizzato, si restringono i margini e, di conseguenza, occorre regolamentare meglio le attività umane come in parte è stato fatto con questa legge, però non è sufficiente.

Entrando nel merito del disegno di legge, non capiamo per quale motivo le terme sono finite assieme alle cave e per quale motivo ci sono finiti i siti minerari dismessi che dovrebbero diventare un patrimonio culturale per la nostra Regione, a meno che non si voglia riprenderne la coltivazione, anche questo fa parte delle attività umane, non c'è niente di male, ma, se non vi fosse stata fretta, queste 3 impostazioni: l'attività delle cave e delle miniere, il recupero dei siti minerari dismessi e la tutela e l'utilizzazione delle acque minerali naturali e termali, si potevano definire meglio con 3 leggi differenti. Sono arrivate invece tutte e 3 alla fine della legislatura e con un pacco di altre leggi e noi dell'opposizione non abbiamo gli uffici a disposizione che possono prepararci le leggi e gli emendamenti, quindi avremmo bisogno di avere a disposizione "48 ore su 24"... per esaminare in modo approndito tutti i disegni di legge, ma questa è una nostra responsabilità, ce la prendiamo, non possiamo scaricarla sugli altri.

A questo aggiungiamo che le attività umane... e nello specifico la coltivazione delle cave presuppone la lavorazione del materiale estratto e voi sapete bene dove sono installati gli impianti di lavorazione del materiale estratto, i problemi che abbiamo dal punto di vista dell'aria e del rumore; anche in questo caso con maggior tempo la legge avrebbe potuto essere ridefinita. È vero che abbiamo il Piano dell'aria e le leggi che decidono a quanti decibel di esposizione una persona può essere soggetta per non avere lesioni all'udito, però il fatto che ci troviamo con questa legge che ne racchiude di fatto altre 3 e anche per alcuni versi abbiamo visto quanto tempo ci abbiamo messo per votare l'articolato, accogliendo anche le osservazioni fatte dagli altri colleghi... era necessario avere più tempo per una maggiore semplificazione del testo, perché vedrete che fra 6 mesi, al massimo un anno, dovremo "rimettere le mani" su questa legge che è troppo complessa, le attività umane nel procedere nella loro evoluzione fanno sì che dovremo "rimetterci le mani" per fare una serie di verifiche e di correzioni. Insistiamo sul fatto che la tutela del patrimonio e del nostro territorio, sulla quale si inseriscono le attività umane, va maggiormente salvaguardata. Dico questo perché, quando abbiamo audito gli imprenditori, ho notato che c'è pochissima innovazione nel settore; evidentemente non spetta a loro l'innovazione in questo settore, ma la parte del mondo occidentale o più evoluto si sta orientando per l'utilizzo di altri materiali che non siano solo cemento e calcestruzzo. Si è invece fossilizzata nella nostra Regione un'imprenditoria che è troppo legata al calcestruzzo; abbiamo pochissimi manufatti che utilizzano materiali diversi da questo, perché è stata acquisita una professionalità in quel ramo e la necessità di cambiare, modificare, cogliere delle novità e quindi anche materiale nuovo dal punto di vista del risparmio energetico e via dicendo stenta ad essere percepita. Probabilmente non spetta ai cavatori, ma non possiamo permetterci di fare delle leggi solo perché, esaurita l'utilizzazione del tutto... riporto alluvionale... loro adesso impongono, spingono la Regione a legiferare per trovare ulteriori siti per estrarre materiale: questo è un loro diritto, ma noi non possiamo solo fare i notai, dobbiamo fare delle leggi che mettano delle regole, dei vincoli e diano degli orientamenti. Per quanto riguarda gli orientamenti, tale provvedimento prende atto della possibilità di fare domande e chiedere autorizzazioni per cave, perché soprattutto di questo si tratta; non abbiamo approfondito molto cosa vorremmo fare dei siti minerari dismessi, sappiamo che sono un patrimonio che va valorizzato, forse farne dei musei e inserirle nei percorsi turistici, ma anche questo aspetto non lo abbiamo approfondito. Si è giocato molto sulla pressione di tali imprenditori per portare in tempo utile in Consiglio questo disegno di legge e non tanto per una prevenzione verso gli imprenditori... considerata la fretta di farla arrivare in aula, non abbiamo neanche potuto operare su una serie di semplificazioni, tanto che alcuni emendamenti proposti stamani sono stati respinti quando potevano essere accolti, perché non stravolgevano il disegno di legge... proprio per questa fretta di portare a casa a tutti i costi tale provvedimento, sul quale avremmo voluto avere molto più tempo a disposizione per approfondirlo meglio.

Presidente - La parola al Vicepresidente Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Che sia necessaria una normativa di piano per quanto riguarda la gestione del settore minerario penso sia unanimemente condiviso e sia una cosa ovvia, questo anche perché il nostro territorio alpino è suscettibile di fragilità ed è oggetto di attenzioni doverose non solo da parte di chi lo amministra, ma soprattutto di chi lo abita. È altrettanto pacifico che ci sono delle risorse che entro determinate misure devono essere sfruttate e queste risorse sono gli inerti, la ghiaia, la sabbia, il pietrisco, che servono per l'attività edile e che sarebbe paradossale continuare ad importarli dal Piemonte perché non siamo in grado di scavare e pulire le nostre aste torrentizie. Come peraltro ci sono altri prodotti marmiferi molto importanti come il marmo verde della Valle d'Aosta, il cui pregio è riconosciuto in tutto il mondo, allora è bene che teniamo in considerazione queste nostre risorse, cercando di valorizzarle.

Questa norma di piano, oltre ad avere alcuni aspetti positivi perché riprendono la legge mineraria dello Stato, purtroppo ha una filosofia dominante che è quella della concezione rischiosa di tali attività. L'attività estrattiva è un rischio per il paesaggio, per il territorio, in quanto disturba la vita quotidiana di coloro che vivono nei paesi e che hanno impianti di estrazione in prossimità delle loro abitazioni. Capisco quando un simpatico fondamentalista come il Consigliere Bortot, che ogni buco che vede nella montagna lo ritiene una violenza al territorio, magari ignorando che c'è una gru e c'è qualcuno che sta lavorando e che poi, una volta esaurito il filone minerario, ci sarà anche un ripristino ambientale, perché abbiamo visto che ci sono degli impegni di questi operatori economici a ripristinare lo stato precedente... posso capire un fondamentalismo di tale tipo, ma non riesco a capire la concezione vincolistica e quasi punitiva che ha permeato questa norma e chi oggi la vuole votare. Vi è stata un'estrema considerazione ed incremento dei poteri dei dirigenti, dei burocrati, di coloro che devono valutare se un operatore può diventare soggetto dedito all'attività estrattiva e se può coltivare un giacimento minerario o no. Questa legge dà una discrezionalità assoluta prevedendo che la cosiddetta "struttura competente" possa chiedere sempre documenti, quindi mantenendo appese ad un filo le legittime istanze di iniziativa privata che potrebbero essere riconosciute con maggiore semplificazione come avviene in altre Regioni. Abbiamo poche risorse, ma alcune di pregio, abbiamo sempre meno operatori nel settore e ci vogliamo distinguere per fare una normativa dirigistica, che rende ancora più complicato l'esercizio di queste attività. Pensiamo che non dobbiamo porre un freno allo sviluppo, ma dobbiamo promuovere lo sviluppo economico in Valle, compatibilmente con la tutela ambientale e di vivibilità del nostro territorio, invece tale norma non ci pare abbia interpretato questi concetti, ma abbia solo enfatizzato l'aspetto puramente dirigistico. La pubblica amministrazione non viene incontro agli operatori economici, sono invece questi ultimi che devono correre dietro le pretese di una pubblica amministrazione sempre più invasiva ed esigente. L'attività estrattiva mineraria è molto compromessa in Valle, in questi ultimi 15 anni c'è stata una riduzione di operatori, una diminuzione dei prelievi e una contrazione dell'occupazione e dell'indotto. I competitori esterni - in particolare gli Stati extraeuropei - riescono a fornire materiali di altrettanto pregio o completamente diversi a prezzi stracciati, perché non hanno le formule di tutela sociale che ha uno Stato come il nostro, sfruttano la manodopera e riescono a proporre dei prezzi molto più bassi rispetto ai nostri. D'altro canto noi come Regione non ci siamo mai prodigati in promozioni particolari dei prodotti lapidei locali, ci sono amministrazioni comunali che, per rifare la pavimentazione delle loro strade, riescono ad importare il materiale dalla Cina, è vero che non si può fare del protezionismo, ma è vero anche che abbiamo qualche risorsa che potrebbe essere considerata. Le lose le importiamo dalla Scandinavia, in più adesso anche i materiali per le pavimentazioni stradali arrivano dalla Cina, la ghiaia per il calcestruzzo la importiamo dal Piemonte, che è più liberale nel concedere certe attività estrattive, sta di fatto che il nostro settore è in sofferenza. Crediamo che questo sia un campanello di allarme, come hanno detto anche gli operatori in audizione in Commissione. Qualche mese fa abbiamo vissuto il grido di allarme degli scavatori di inerti con il problema del nolo a caldo, che poi ha trovato una "soluzione legislativa tampone" in quest'aula un mese fa, anche quello è un settore che si sta estinguendo.

Paradossalmente la disgrazia alluvionale del 2000 è stato l'unico momento in cui si è creato, nel male, un attimo di respiro per questi soggetti, perché hanno dovuto ripulire il territorio e i fiumi e hanno trovato un po' di ossigeno per le loro attività ridotte al lumicino. Il problema però si sta riproponendo, la norma di piano riprende alcune regole contenute nella vecchia legge mineraria e le riscrive, alcune opportunità sono state perse e sono state addirittura introdotte delle nuove vessazioni. La gabella di cui all'articolo 13: ai Comuni è stato concesso il potere di prelevare ulteriori denari da questi operatori per il prelievo degli inerti. Altre Regioni non lo hanno fatto, questa è una soluzione fiscale di cui voi come maggioranza vi assumete la responsabilità e l'onere di portarla avanti, naturalmente è una delle 11 condizioni che non ci piace, perché su 11 articoli abbiamo votato contro in maniera convinta, perché contengono quei bizantinismi e quelle formule borboniche che andavano bene in un mercato estrattivo e minerario da controllare, ma un mercato florido, non certo un mercato così compromesso come l'attuale.

Per queste ragioni esprimeremo un voto di astensione, che sta ad indicare una nostra insoddisfazione per l'impalcatura giuridica e politica che avete proposto.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Siamo arrivati alla fine di una lunga "cavalcata" che è iniziata stamani sulle cave; in effetti non è vero, nel senso che è una "cavalcata" che va avanti da anni e probabilmente che non finisce qui. Questa legge è troppo complicata e ci si può scommettere che nei prossimi mesi emergeranno problemi con i cavatori o con coloro che estraggono il marmo o con i gestori di impianti di prelevamento delle acque minerali o di sorgente.

Abbiamo contestato 3 aspetti di questo disegno di legge: il primo è l'aspetto con cui è stata costruita, ossia è stata costruita con una lunghissima gestazione a livello di uffici, poi è stata presentata in fretta e furia al Consiglio, che non ha avuto la possibilità di apportare alcuna contribuzione, perché era un testo blindato, neanche alcuni emendamenti poco rilevanti... perfino uno accettato dall'Assessore non è stato accettato dalla sua maggioranza. Sicuramente questo non è il modo per fare delle buone leggi, il modo per farle è predisporre delle leggi snelle, comprensibili e, da questo punto di vista, volevo segnalare le stesse parole dell'Assessore che, parlando con il collega Venturella, ha detto: "qui siamo in un punto molto tecnico", un punto molto tecnico non deve essere dentro una legge che non è tecnica, ma è politica. Credo quindi che queste siano osservazioni che sono almeno nell'animo condivise dallo stesso Assessore.

Il secondo punto che non abbiamo condiviso è l'aleatorietà del diritto, ossia "vendiamo" ai cavatori, a chi gestisce queste cave di estrazione del marmo o di altre pietre ornamentali un disegno di legge che apparentemente è riassuntivo, dopodiché ci manteniamo tutte le possibilità per rendere le pratiche burocratiche dei calvari, perché la struttura può in qualunque momento permettersi di chiedere, blocca la scadenza dei termini, ossia di fatto senza alcun diritto tutelato del cittadino: questo va in posizione contraria rispetto a come si va avanti in tutto il mondo occidentale. Non so se vi rendete conto che qui tendiamo ad assomigliare a quella che era l'Albania di Enver Hoxha, piuttosto che essere un Paese normale, in cui esiste giustamente il diritto del cittadino utente, il diritto del cittadino consumatore, ma anche il diritto del cittadino imprenditore. Credo che su tali temi si giocherà la validità di questa legge, può essere che abbiamo una posizione troppo pessimistica, vedremo nei mesi prossimi come sarà realizzata. Fra l'altro, in un caso come quello dei controlli sulle acque minerali abbiamo evidenziato come questo diventa un doppione rispetto ad attività espletate dall'USL. Si dà l'idea che siate schiavi di una teoria sessantottina che è quella di fare il discorso complessivo; nel 1968 - il Consigliere Bortot ce lo ricorda - nella misura in cui... e poi c'era sempre qualcuno che diceva: "bisogna fare un discorso complessivo". Per fare un discorso complessivo, in cui si è voluto mettere dentro di tutto, alla fine si è fatto un enorme elefante che non ha prodotto un topolino, ha prodotto un elefante, però l'elefante non si muove con agilità. Noi abbiamo molta paura che gli imprenditori si troveranno in difficoltà, ma lo stesso accadrà per i Comuni, perché abbiamo un'attività prevalente, su cui alla fine il Comune non può dare molto se non utilizzare lo strumento della tassa, consolarsi sul fatto di tassare esageratamente il settore. Bisogna sempre ricordare che queste diventano imposte indirette e tendenzialmente sono inique, perché colpiscono indipendentemente dal reddito delle persone a cui si impongono tali tasse. Non voteremo in modo contrario alla legge, perché riteniamo che una legge sulle cave si doveva fare, è importante che sia stata fatta; non troviamo delle cose che contrastino con la tutela ambientale e con uno sviluppo sostenibile della nostra Regione, con una cura del territorio, nel senso che ci sembra che questi aspetti siano abbastanza evidenziati nel progetto di legge, per cui soprattutto per la questione dell'esagerata burocratizzazione delle procedure e di questa assenza di un diritto certo per chi presenta domanda, come "Partito Democratico", ci asterremo sul progetto di legge.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Venturella.

Venturella (Arc-VA) - Una dichiarazione che è anche una dichiarazione di tipo generale. Crediamo che ancora oggi la richiesta di sabbia, pietre ornamentali, marmi e ghiaia sia molto elevata, anche perché in alcuni casi l'utilizzo di materiali per il riempimento non è adeguatamente valorizzato dalla Regione, ricordo infatti la legge regionale n. 17 sul riutilizzo degli inerti. Credo che una buona rivalutazione del settore del riutilizzo dei materiali inerti per le opere, almeno quelle pubbliche, potrebbe dare una risposta alla richiesta di materiale inerte da parte delle imprese. È innegabile però - su questo credo che anche i colleghi di "Forza Italia" possano concordare - che l'attività estrattiva ha delle ricadute sull'ecosistema, sul paesaggio, sugli insediamenti umani; da cosa dipende il grado di influenza che può essere più o meno negativo? Poco dal territorio o dal materiale estratto, ma in particolare da alcuni fattori: il primo dall'ubicazione dei giacimenti, scegliere o meno una cava in un luogo o l'altro può compromettere un insediamento umano, dalle tecniche che utilizzano i cavatori, dalle tecniche con le quali le imprese lavorano, infine dalla capacità di programmazione, di vigilanza sull'attività estrattiva da quei soggetti che sono preposti alla pianificazione territoriale (Comuni), alla programmazione (Regione), alla vigilanza e al controllo (Comuni e Regioni insieme). Attenzione questa risorsa è una risorsa limitata, per cui occorre mettere in atto delle procedure che hanno nel loro patrimonio genetico quello che ha questo provvedimento, che credo sia il maggior sforzo che possa compiere l'Assessore Cerise, perché, quando parla di salvaguardia dell'ambiente, lui arriva fino ad un certo punto, ma noi riteniamo che questo disegno di legge abbia nella sua architettura fondamentale quelle caratteristiche che non portano all'autodistruzione delle imprese, perché, se la risorsa è limitata e se non si dà un'importanza al fattore risorsa e al fattore tempo, è chiaro che le imprese sono destinate a scomparire, per questo crediamo che questo disegno di legge nella sua architettura fondamentale risponda a certe esigenze.

Vi sono poi delle criticità... ecco perché anche noi non esprimiamo un voto contrario, ma un voto di astensione, perché crediamo che si sia tracciata la direzione; fra l'altro, ci siamo stupiti sull'urgenza e qui vale quanto hanno detto i colleghi prima: è un provvedimento che è in fieri da anni, per cui l'urgenza è una cosa molto originale; comunque l'Assessore Cerise vuole concludere entro la legislatura, è un suo dovere e come tale lo rispettiamo, però critichiamo il fatto che venga inserito "ex novo" un articolo con l'urgenza. Ci è parso originale il lavoro che ha fatto lo stesso relatore quando ha dichiarato che alcuni articoli erano stati concordati con l'Associazione cavatori, è un modo di fare "lobby", è tipico americano, infatti chiameremo il Consigliere Lavoyer "l'Americano".

Vorrei approfittare della dichiarazione di voto per tornare sulla faccenda delle ecopiazzole e delle aree di stoccaggio, perché lei ha fatto una dichiarazione molto forte sul giornale dicendo che la sentenza del Tribunale di Aosta dava ragione a lei in definitiva; allora spinto dalla curiosità di andare a vedere gli atti del tribunale... non è vero: dava ragione al povero sindaco che è stato assolto, ma non è stato assolto...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... no, non doveva esserci l'autorizzazione. È stato assolto, perché è stato indotto in errore, allora l'autorizzazione anche il tribunale... e potrebbe, dopo che fa pubblicare sul giornale delle dichiarazioni insieme a Confindustria, far rettificare al giornalista che ha inteso male le sue affermazioni riguardo a questo. La Magistratura di Aosta ha detto che su quell'argomento - e torno alle ecopiazzole e alle aree di stoccaggio che è vero che sono diverse, ma hanno lo stesso tipo di procedura (tipo semplificato) - l'autorizzazione ci va eccome! E lo ribadisce, contrariamente a ciò che ha affermato lei, la stessa Magistratura di Aosta.

Concordo con il collega Bortot che il voto non può essere un voto contrario, ma un voto di astensione.

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Siamo arrivati alla nota conclusiva di questa maratona. Vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio sul fatto che la legge che andiamo a votare fa parte di un trittico legislativo ed è la prima di queste 3, seguirà quella del Parco minerario e poi quella sui minerali e fossili, per ricondurre tutta la materia ad un unico riferimento amministrativo: questo renderà più fluida la gestione di questi 3 aspetti e la dichiarazione d'urgenza va anche in tale direzione. Ringrazio il collega Venturella per le notazioni che ha fatto; è vero, abbiamo una visione che ci fa agire nell'ambito dell'ambientalismo fino lì, ma questo "fino lì" è che siamo molto più avanti dell'ambientalismo ideologico che è fino qui, ossia si ferma a dei dogmi, ma non conclude niente, noi invece i problemi li affrontiamo e poi li risolviamo. Non entro nel merito di una discussione che ha già portato a soluzione il dibattito, nel senso che le varie opposizioni sui vari temi si sono quasi annullate, di conseguenza non parteciperò a questo dibattito non volendo dare ragione a una parte o all'altra dell'opposizione, tengo la mia linea e ho avuto dal dibattito conferma che la nostra è una buona legge. Una cosa sulla quale voglio intervenire è che qui sia da una parte che dall'altra si è attribuito a questa legge una certa volontà, dicendo che il Governo regionale ha manifestato la volontà di sposare una tesi burocratica, mettendo in mano ai burocrati dell'Amministrazione regionale il potere di gestire tale materia... non è così. Noi abbiamo dato le regole e loro le applicano, peraltro, se c'è qualcuno che è contro quella attitudine, sono io, forse per una sorta di percorso formativo. Non dobbiamo confondere l'autoreferenzialità o la tendenza alla burocrazia di alimentare sé stessa, con le norme amministrative, perché c'è stata una riforma della pubblica amministrazione che ha distinto le competenze e non credo sia più il ruolo degli Assessori quello di dare delle autorizzazioni, piuttosto che andare a fare delle scelte discrezionali, che seguono dei procedimenti di tipo amministrativo, perché probabilmente sarebbe troppo facile dopo accusare gli amministratori di essere di parte. La riforma ha voluto attribuire agli apparati la possibilità di prendere certe decisioni e noi siamo andati su questa linea. In tale senso vorrei esprimere un sentito ringraziamento sia alla Responsabile dell'Ufficio cave per la pazienza, la professionalità e l'impegno che ha messo nel seguirci nell'elaborazione della legge così come la Direzione ambiente e i suoi funzionari, che hanno operato per portare a conclusione questa e le altre leggi che fanno parte del trittico. Oggi nell'ambito della pianificazione del territorio e "nell'utilizzo..." - uso le parole del relatore, che ringrazio ancora una volta per la sua partecipazione e per la sua competenza - "... sostenibile delle risorse"... credo però che il dibattito che si è sviluppato in Commissione e in Consiglio sia stato illuminante, in quanto ci ha dato delle indicazioni per evitare degli errori che sono stati già attribuiti come fisiologici nell'ambito della legge. Cercheremo di fare buon uso di queste critiche aprioristiche e, se vogliamo, in qualche caso non sempre pertinenti, in maniera da applicare la legge correttamente, senza distorsioni, in maniera equa e secondo i principi dell'imparzialità e dell'efficienza.

Président - Je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble:

Conseillers présents: 31

Votants: 25

Pour: 25

Abstentions: 6 (Bortot, Fontana Carmela, Sandri, Squarzino Secondina, Tibaldi, Venturella)

Le Conseil approuve.