Objet du Conseil n. 3350 du 5 mars 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3350/XII - Interrogazione: "Norme in materia di svolgimento di attività di comunicazione istituzionale degli amministratori regionali".
Interrogazione
Preso atto del prossimo espletamento in Valle di due appuntamenti elettorali;
Ricordato come nel periodo pre-elettorale vanno rispettate specifiche norme che mirano a tutelare gli elettori e le elettrici da possibili sovraesposizione mediatica di amministratori-politici, magari possibili candidati, e a garantire eque opportunità per tutti i cittadini candidati;
Ricordato come la materia sia regolamentata dalla L. 28/2000 e dal comma 6 bis dell'articolo 4 della l.r. 3/1993 che recita "Dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto ai componenti la Giunta regionale di svolgere attività di comunicazione istituzionale a pagamento, ad eccezione di quella obbligatoria per legge";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Giunta per sapere:
1) da quale data si applica il dettato di cui al comma 6 bis dell'articolo 4 della l.r. 3/1993;
2) quali sono le attività di comunicazione istituzionale a pagamento, obbligatoria per legge, che la Giunta potrà espletare in questa fase pre-elettorale;
3) da quale data si applicano gli articoli 7, 8 e 9 della L. 28/2000.
F.to: Squarzino Secondina - Venturella
Président - La parole au Président de la Région, Caveri.
Caveri (UV) - In merito a quanto richiesto dal primo punto, si evidenzia come sia da ritenere che per pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, cui si riferisce il comma 6bis dell'articolo 4 della legge regionale n. 3/1993, debba intendersi non già la pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione, per la quale il comma 4 del medesimo articolo prevede un termine ultimo, e non anche un "dies a quo", bensì la pubblicazione del manifesto elettorale cui provvedono i Sindaci, ai sensi del comma 6 dell'articolo 4, il 45° giorno antecedente la data delle elezioni. Tale interpretazione è da ritenersi, oltre che supportata dal dato letterale delle norme, le quali genericamente si riferiscono alla pubblicazione, anche più corretta dal punto di vista logico-sistematico, atteso che soltanto per la pubblicazione dei manifesti elettorali la legge prescrive un termine fisso, a dire il 45° giorno antecedente le elezioni. Diversamente opinando e, quindi, riconducendo la decorrenza del divieto alla data di pubblicazione del decreto di convocazione nel Bollettino ufficiale, non si farebbe in realtà che demandare al Presidente della Regione sul quale incombono gli obblighi di pubblicazione, il potere di determinare discrezionalmente il momento a partire dal quale il divieto deve trovare applicazione, con grave rischio per la certezza dei rapporti cui si correla una prescrizione impositiva di così rilevante impatto per l'attività istituzionale dell'Ente, finalizzata a garantire assoluta parità nelle condizioni di accesso durante il corso delle campagne elettorali. A ciò aggiungasi il disposto della più o meno analoga disposizione contenuta nell'articolo 9 della legge n. 28/2000, il quale si riferisce alla data di "convocazione dei comizi elettorali", da intendersi ancora una volta corrispondente a quella di affissione dei manifesti elettorali da parte dei Sindaci, momento dal quale prende in effetti avvio il procedimento elettorale, come peraltro confermato nella nota dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in data 19 settembre 2007, relativa ad una richiesta di parere inoltrata dal CORECOM della Valle d'Aosta ed avente, più in generale, ad oggetto la portata applicativa della norma statale sulla "par condicio".
Quanto al secondo punto, rilevo - dalla mera lettura della norma introdotta dalla nuova legge regionale elettorale - che la disposizione vieta ai singoli componenti della Giunta regionale, a far data dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali, con ciò intendendosi, per le motivazioni sopra esposte, la data nella quale i Sindaci danno notizia al pubblico del decreto di convocazione dei comizi, di svolgere comunicazione istituzionale a pagamento, cioè comunicazione finanziata con risorse pubbliche per volontà del singolo componente il Governo regionale, ad eccezione di quella obbligatoria per legge. Fra l'altro, faccio notare che forse la norma non è stata scritta in maniera brillante, perché scrivere "componenti della Giunta regionale" sembrerebbe escludere il Presidente, che, con la riforma del Titolo V, assume rispetto alla Giunta regionale una posizione differenziata. Lo dico solo in termini di "divertissement" giuridico. Dalla lettura della norma, della quale la Consigliera Squarzino può essere interprete autentica molto più di me, non appare quindi vietata la comunicazione istituzionale normalmente svolta dai servizi, come peraltro è possibile constatare in questo momento consultando i siti di altre Regioni italiane, quali ad esempio il Lazio, l'Emilia Romagna, la Liguria o la stessa Conferenza delle Regioni e persino il Governo nazionale. Ancora una volta, quindi, è da ritenere che ciò che la legge vieta è di porre in essere interventi di natura propagandistica aventi come finalità principale la promozione dell'immagine politica del singolo, al fine di preservare l'imparzialità del confronto elettorale e di garantire parità di "chances" a tutti i concorrenti, senza che ciò possa ostacolare il regolare e doveroso servizio di comunicazione di utilità sociale volto a garantire ai cittadini il diritto ad essere informati sull'attività condotta dalla pubblica amministrazione.
In merito al terzo punto dell'interrogazione vale quanto espresso in risposta al primo punto.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Non mi arrogo il diritto di essere l'interprete veritiera della norma - ho capito che è una battuta e, quindi, per far capire che la battuta l'ho colta... - però, Presidente, lei non mi ha affatto convinto, perché qui non è sicuramente la sottoscritta l'interprete reale del comma 6bis dell'articolo 4 della legge elettorale n. 393 modificata, questa, nel corso dell'ultima modifica della legge elettorale. È una modifica che è stata voluta dal gruppo di lavoro che ha presentato la legge elettorale e questo gruppo di lavoro, proprio nel momento in cui ha spiegato, ha detto chiaramente: finalmente abbiamo voluto fare chiarezza sulla norma generica e che ci ha messo in difficoltà quando dovevamo analizzare il "caso Cerise", non si sapeva da quando partire rispetto...
(interruzione dell'Assessore Cerise, fuori microfono)
... allora, non c'è il microfono... perché l'Assessore Cerise sta dicendo delle parolacce che mi vergogno di ripetere, qui, per rendere pubbliche...
Presidente - ... per cortesia, richiamo i colleghi, io non ho sentito questo...
Squarzino (Arc-VA) - ... non ha sentito, lei? Dicevo... che proprio quando si è discusso a lungo sulla "questione Cerise" in commissione e si è predisposto un dossier con tutte le argomentazioni pro e contro, si è visto che non era chiara l'interpretazione della legge nazionale n. 28/2000, in cui si diceva "data di convocazione dei comizi elettorali, e fino alla chiusura delle operazioni di voto, è fatto divieto". Questo Consiglio regionale ha votato una legge, fra l'altro noi non l'abbiamo votata, Presidente, l'avete votata voi e avete voluto mettere un comma che dice chiaramente: "dalla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali"; allora, la data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali è il 22 gennaio 2008 quando è stato pubblicato sul BUR... prima osservazione.
Come vede, Presidente, il collega Frassy sta sostenendo la mia tesi...
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
... appunto, è per quello che sto dicendo...
Presidente - ... per cortesia, colleghi, un po' di tranquillità!
Squarzino (Arc-VA) - ... allora, perché ho voluto richiamare questo? Perché in quella discussione si è voluto chiarire perfettamente quella data. Adesso il Consiglio, nella voce del suo Presidente della Giunta rinnega le sue decisioni... ed è vostra responsabilità! Di questo renderete conto all'opinione pubblica, del rispetto della legge...
Caveri (fuori microfono) - ... qual è la sanzione?
Squarzino (Arc-VA) - ... le risponderò dopo, Presidente, rispetto alla sanzione. La sanzione è omissione di atti d'ufficio, quindi è penale la sanzione...
(qualche Consigliere in aula commenta con un fischio queste parole)
Caveri (fuori microfono) - ... veramente in gamba...
Squarzino (Arc-VA) - ... Signor Presidente, per piacere... Vorrei introdurre anche un altro elemento che riguarda le elezioni politiche. Sulle elezioni politiche, qui chiaramente c'è da dire che sempre la legge del 2000, ma soprattutto la recente deliberazione n. 3308 CSP del 25 febbraio 2008, dice chiaramente che per quanto riguarda il periodo fra data di indizione dei comizi elettorali, che è stata il 6 febbraio...
Presidente - ... collega, fra un minuto concluda...
Squarzino (Arc-VA) - ... concludo... a livello nazionale, si dice che in tutte le trasmissioni radiotelevisive diverse da quelle di comunicazione politica non è ammessa ad alcun titolo la presenza di candidati o di esponenti politici. Io sottolineo che, invece, in questa Regione...
Presidente - ... collega, la faccio continuare perché è stata interrotta, però cortesemente concluda in un minuto...
Squarzino (Arc-VA) - ... ho posto stamani anche in Commissione Capigruppo un problema importante che riguarda la comunicazione istituzionale e la "par condicio" nel periodo elettorale: questo non è ancora avvenuto, non c'è stata ancora la possibilità di avere un incontro dei Capigruppo con il CORECOM. Il nostro gruppo da oggi segnalerà tutti gli incidenti di percorso all'Ordine dei giornalisti valdostano e nazionale, al CORECOM regionale e nazionale, perché...
Presidente - ... collega, se non chiude le tolgo la parola, non l'ho mai fatto, ma lei è al 50% di esubero... non mi faccia togliere la parola, perché è spiacevole, però...
Squarzino (Arc-VA) - ... concludo... perché dovete spiegarmi come sia istituzionale e necessario per le funzioni dell'Assessorato alla sanità che ci sia il sabato 15 marzo, alle 10, la cerimonia del battesimo dell'Ospedale regionale di Aosta con la presenza del Presidente della Regione, dell'Assessore alla sanità... dovete spiegarmi come fa ad essere, questo, istituzionale!
Presidente - La parola all'Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Cerise, per fatto personale.
Cerise (UV) - Volevo richiamare la questione relativa a "l'affaire Cerise". Ricordo che non ho preso al riguardo neppure una multa in relazione al cosiddetto "affaire Cerise" e che "l'affaire Cerise" è finito al momento con una condanna per diffamazione; per cui, a mio avviso, chi riporta in quest'aula ancora "l'affaire Cerise", io lo chiamo in causa come correo di diffamazione... primo.
Secondo: a mio carico non è stato rilevato nulla e la cosa è stata licenziata dalla Procura della Repubblica come un pettegolezzo da bar, Procura della Repubblica... va bene! Il CORECOM non ha rilevato alcuna infrazione, come neppure le commissioni consiliari hanno potuto imputarmi niente; per cui, la prima volta che sento ancora parlare di "affaire Cerise", mi sento autorizzato a chiedere che questi atti siano trasmessi al procedimento penale, dove abbiamo ricorso per calunnia, okay? Pertanto "l'affaire Cerise" vale tanto come "l'affaire Squarzino" come "l'affaire" di qualcun altro e, se andiamo a tirare fuori tutte le falsità che sono state dette, a buon giudizio posso dire, collega Squarzino, che lei faceva parte della "clicca" dei diffamatori!
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina, per fatto personale.
Squarzino (Arc-VA) - Quando parlo di "affaire Cerise" e mi rivolgo ai colleghi, mi riferisco al fatto che la commissione consiliare per alcuni mesi si è occupata di tutta una serie di problemi, preparando un dossier così, quindi ha discusso a lungo e i risultati di questa discussione sono confluiti in quell'emendamento che il collega Frassy ha fatto alla legge. Pertanto parlo di "affaire Cerise" come si parla del "dossier Bo", cioè del fatto che le commissioni si occupano di un problema e quel problema viene intitolato con il nome della persona che ha dato origine a quello: questo è il significato!
