Objet du Conseil n. 3348 du 5 mars 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3348/XII - Interrogazione: "Interventi a sostegno di nuclei familiari in difficoltà economiche".
Interrogazione
Venuti a conoscenza, da notizie di stampa, che una giovane madre aostana, con modesto reddito e senza casa, si è vista rifiutare dalla commissione regionale per l'emergenza abitativa la possibilità di un alloggio di edilizia residenziale pubblica per un non meglio precisato "superamento dei parametri";
Evidenziato come la persona in questione pare presentare un reddito di circa 600,00 € mensili, insufficienti ad una vita dignitosa per sé e per la propria figlia minore;
Considerato che la Legge n. 19 del 1994 "Norme in materia di assistenza economica" ha come obiettivo quello di garantire ai cittadini in difficoltà quelle minime risorse indispensabili al mantenimento della dignità umana;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
la Giunta regionale per conoscere:
1) le motivazioni che hanno impedito l'assegnazione di un alloggio di ERP al soggetto in premessa;
2) se sia stata avviata una pratica di concessione del minimo vitale, tenuto anche conto dell'entità del nucleo familiare e dei problemi di salute al suo interno;
3) se siano allo studio, da parte dell'Assessorato competente, modifiche normative alla legge regionale 19/94 al fine di portare il limite del minimo vitale ad almeno 600 € mensili, per i nuclei familiari formati da un singolo individuo;
4) quali interventi siano stati comunque messi in atto dai servizi sociali al fine di sostenere il nucleo familiare in oggetto.
F.to: Sandri - Fontana Carmela
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.
Fosson (UV) - Siamo qui di fronte a un caso veramente problematico, che è stato assunto anche alle cronache, dico problematico sotto vari punti di vista, una situazione che non ha una unica difficoltà, ma che ne ha diverse e per di più con una grande variabilità di queste situazioni, perché anche la situazione abitativa è passata da una convivenza che non è ancora terminata, che è saltuaria, in questo momento interrotta, convivenza con il papà della bambina, che si spera di riprendere; quindi una situazione con una evoluzione positiva.
Una variabilità di abitazione perché in un certo periodo questa abitazione era in modo corretto con i genitori della bambina, con il papà e la mamma della signora, con una variabilità e una emergenza che si è venuta a creare nelle ultime settimane, sanitaria, per una malformazione delle vene polmonari della bambina, che i sanitari credevano di poter posticipare e aspettare a fare l'intervento in tempi in cui la bambina avesse avuto delle capacità fisiche maggiori di risposta. Quindi una residenza ad Aosta e una domiciliarità qua, periodi di convivenza, una famiglia monogenitoriale... forse di fronte a queste situazioni che hanno un equilibrio precario ma che precipitano in poco tempo, abbiamo una flessibilità non corretta, cioè ci muoviamo con tempi lunghi. E poi comunque le situazioni di disagio, di povertà emergenti ormai sono molte, ne parlavo ieri con i sindacati, non sono più singole, ma aumentano di giorno in giorno quasi e di questo bisogna prendere atto.
La domanda di emergenza abitativa della signora è stata presentata nel mese di ottobre del 2004 ed è l'unica domanda: siccome c'era una residenza in un alloggio con i familiari, era stata respinta in data 17 febbraio 2005, perché non c'era una situazione di sfratto; poi la situazione è cambiata, attualmente i genitori che ospitavano il nucleo hanno avuto un tracollo improvviso, sia sanitario che economico, per cui è stata presentata in questi giorni una nuova domanda che avrà una valutazione di emergenza e di tentativo di risposta il più rapido possibile. Anche per la concessione del minimo vitale, assistiamo a un reddito variabile, perché in un primo tempo il reddito era legato al nucleo familiare, quindi ai genitori, per cui in un primo tempo era stato respinto proprio per questo, però ci sono state nel tempo, cioè il 20 ottobre 2006 e il 10 luglio 1007 dei contributi significativi per la legge n. 17/1984 per un aiuto al minore; una nuova domanda di minimo vitale, proprio per la variabilità della situazione, è stata appena presentata in data 25 febbraio 2008.
Per quello che riguarda il minimo vitale, sono in cantiere delle modifiche come è risaputo: nel patto di stabilità abbiamo presentato una progettualità su questo. In questo caso però mi permetto di dire che se il minimo vitale è, per delibera di aggiornamento, di 435 euro, è sempre aggiornato e moltiplicato per la scala di equivalenza. La scala di equivalenza in una famiglia monogenitoriale di questo tipo ha un indice di moltiplicazione dello 0,20%, per cui in questo caso se ci fosse una dichiarazione sostitutiva pari a 0, l'ammontare del minimo vitale sarebbe 522 euro, quindi non molto discosto da quei 600 euro che l'interpellante richiede. È chiaro che il minimo vitale - abbiamo avuto recentemente una modifica - deve andare forse a identificare quelle situazioni più a rischio; una modifica è stata di portare il minimo vitale, per sollecitazione dell'opposizione, per gli ultrasessantacinquenni e di renderlo mensile e annuale.
Altra domanda: cosa si pensa di fare, perché penso che la corretta domanda sia questa. Abbiamo incontrato diverse volte questa signora, fra l'altro c'è un ottimo rapporto con i servizi sociali. Era già in corso una domanda, questo era l'aiuto più corretto, per ottenere un assegno di frequenza, cioè un aiuto alla situazione della bambina, che è stato concesso ed è di 250 euro dal mese di febbraio. Questo mi sembra già un grande aiuto. Dopodiché siamo partiti per quella richiesta che la legge con l'Assessore Cerise prevede, cioè di quei casi particolari da attivare con delle procedure eccezionali. Non solo, abbiamo attivato, perché qui per fortuna c'è anche il lavoro: la signora ha voglia di lavorare, ha un rapporto lavorativo con una cooperativa che abbiamo anche cercato di incrementare.
C'è stato anche un rapporto con i sanitari del Gaslini, per verificare la situazione e le prospettive, ed è stata, per quanto possibile, differita la data dell'intervento chirurgico a una situazione fisica della ragazza più valida: soprattutto chiedono che gli anni arrivino almeno a 7 per permettere di dare delle possibilità chirurgiche maggiori, mentre adesso la bambina ha 5 anni. Chiaramente sarà legato al fatto delle crisi asmatiche, delle crisi di insufficienza respiratoria che in questo momento ha.
Quindi una grande variabilità di situazioni, una situazione che adesso è stata affrontata, una situazione che aveva un equilibrio, ma che delle situazioni di emergenza non prevedibili hanno fatto precipitare in poco tempo. Di fronte a queste situazioni di emergenza e di gravità dobbiamo mettere in atto dei meccanismi sempre più flessibili, che siano più disposti ad accogliere la domanda di emergenza e forse si discostino da quelle procedure comunque richieste, per una equità di risposta a situazioni che diventano sempre più frequenti.
Président - La parole au Conseiller Sandri.
Sandri (PD) - Intanto ringrazio l'Assessore per la risposta su un tema particolarmente delicato, quando si parla di persone quasi a livello singolare. Alcune riflessioni sulla risposta di cui condivido la parte finale.
La questione della emergenza abitativa dimostra di essere in una situazione critica. In quest'aula abbiamo già evidenziato più volte come la commissione regionale per l'emergenza abitativa non stia rispondendo al compito che le è stato assegnato, in quanto abbiamo gente che è in emergenza abitativa da anni, oppure situazioni come questa in cui non si tiene conto con un minimo di flessibilità di quelle che sono effettivamente le esigenze. Si tratta di trovare per la commissione per l'emergenza abitativa dei meccanismi tali per cui sappia essere più reattiva, come diceva lei alla fine, e soprattutto se c'è una emergenza abitativa, partire dal concetto che se uno fa domanda di emergenza abitativa, non è che sta partendo per il Kenia e vuol provare a vedere se gli danno una casa: evidentemente la situazione è grave! Allora o si riesce ad escludere che la domanda è adeguata, ma sennò la domanda per definizione dovrebbe essere da accogliere: questa è la mentalità con cui bisognerebbe affrontarla, e naturalmente esistono in valle gli edifici liberi per poter dare la risposta a questo fenomeno, che per fortuna nostra è nell'arco delle decine di persone e non centinaia di nuclei familiari. Mi sembra invece che la commissione sia un po' troppo di braccino corto e questo ne è l'ennesimo episodio: non lo dico per le persone che la compongono, lo dico per i meccanismi a cui si ispira.
Il secondo problema: vale lo stesso discorso, perché il minimo vitale comporta un enorme lavoro per gli uffici degli assistenti sociali, che poi rischiano di essere appesantiti quando si trovano di fronte a queste situazioni di tipo variabile. Mi permetto di evidenziare che 52 euro certamente con la scala delle equivalenze è già una cifra rilevante, ma rispetto ai 600 proposti da noi siamo intorno al 18-20% in meno, quindi è una differenza non secondaria.
In questo senso ringrazio l'Assessore che, accettando una nostra stimolazione, ha portato alla mensilità e alla annualità degli ultrasessantacinquenni, però credo che questo sia un cammino, che bisognerebbe portare avanti con più determinazione anche nei confronti degli invalidi. Se noi lo diamo per coloro che hanno certe caratteristiche - l'età o l'invalidità superiore al 74% e che abbiano già una situazione riconosciuta dai servizi sociali - dovremmo darlo in automatico, togliendo alle assistenti sociali e agli uffici l'ingombro ogni anno di doversi fare una inchiesta su dei casi che sono già straconosciuti e che non sono risolvibili per le motivazioni che ho appena detto, come l'età e la grave invalidità. A questo punto i servizi sociali sarebbero sicuramente più nella capacità di rispondere ai casi pratici, ai casi che ci sono, a quelli variabili, altrimenti si rischia che questa attività burocratica li appesantisca e che non abbiano più la forza, la necessità organizzativa di rispondere a queste domande particolari.
Mi compiaccio degli interventi che sono stati fatti per sostenere il nucleo familiare in oggetto, che dimostrano attenzione per questi problemi, ma richiamo l'attenzione dell'Assessore alla necessità di andare avanti con forza nella riforma del minimo vitale.
Mi permetto alla fine una riflessione. Il fatto che lei sia stato indicato come candidato dell'"Union Valdôtaine" per il Senato della Repubblica, ci fa sentire in grosso imbarazzo rispetto alla sua posizione che di nuovo la porta a contatto con delibere, interventi, sostegni, eccetera, e credo che sia un imbarazzo che bisognerebbe sciogliere rapidamente. In questo senso il nostro gruppo ha presentato una risoluzione.
