Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 3231 du 10 janvier 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3231/XII - Ritiro di mozione: "Interventi per la tutela delle specificità culturali del popolo tibetano".

Mozione

Ricordata la difficile situazione degli abitanti del Tibet, regione occupata da quasi cinquant'anni dall'esercito della Repubblica Popolare Cinese, e l'azione pacifica del Dalai Lama volta a richiedere per i Tibetani uno statuto di autonomia all'interno dello Stato cinese, che tuteli le specificità linguistiche, culturali e storiche di quel territorio himalayano;

Ricordato inoltre che la Regione Valle d'Aosta-Vallée d'Aoste intrattiene da tempo rapporti di collaborazione con la provincia cinese dello Zhejiang, soprattutto nel settore sanitario, attraverso un protocollo di intesa con l'Università di Hangzhou;

Ritenuto opportuno testimoniare la solidarietà tra i popoli valdostano, tibetano e cinese, nella comune difesa dei principi di libertà e giustizia;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Impegna

la Giunta regionale:

1) ad inviare alle autorità della provincia cinese dello Zhejiang una lettera in cui si richiamano le premesse qui esposte e, in virtù dei principi federalisti e di difesa delle minoranze, si richieda un intervento presso il governo centrale di Pechino in modo che sia dato via ad un processo di autonomia per il Tibet;

2) a sospendere i programmi di cooperazione in essere con la provincia dello Zhejiang e con l'Università di Hangzhou nel caso vi sia una risposta negativa alle nostre richieste o una mancanza di risposte.

F.to: Sandri

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Prendiamo atto con soddisfazione che c'è fra noi il collega Lattanzi, dopo 2 giorni che non lo avevamo sentito finalmente sentiamo la sua voce, ci fa piacere di ritrovarlo fra di noi, ben tornato e speriamo che questo sia l'inizio di una proficua collaborazione.

Affrontiamo un tema molto importante, si parla del popolo tibetano e ricordo che questo Consiglio già aveva preso a larghissima maggioranza una posizione chiara qualche mese fa, però nel frattempo mi è tornato in mente che su questi temi, su cui generalmente tendo a non intervenire perché ritengo siano di competenza non della Regione, ma dello Stato italiano o dell'UE, c'è un addentellato che interessa la nostra Regione direttamente su cui occorre fare la riflessione: si tratta delle collaborazioni in essere con il Governo cinese della Provincia dello Zhejiang nel settore sanitario e in particolare attraverso un protocollo d'intesa con l'Università di Hangzhou. Da parecchi anni, sicuramente prima dell'avvento all'Assessorato del collega Fosson, vi è questa collaborazione in materia sanitaria che riguarda soprattutto l'agopuntura e alcune altre pratiche di medicina cinese tradizionale per vedere come possono essere utilizzate da noi; credo che abbia portato ad alcuni frutti soprattutto nel campo dell'agopuntura. Tuttavia credo che non abbia senso di fare delle iniziative di solidarietà generica, come quella che abbiamo fatto qualche mese fa in Consiglio, se poi non traduciamo questo in una coscienza di aver preso una posizione e tenerne anche le conseguenze. Allora o il Governo cinese centrale tiene conto di quanto detto dalla Regione Valle d'Aosta e ci scrive, ci manda dei segnali, ci fa sapere che prenderà delle posizioni sufficienti ad iniziare un percorso per l'autonomia del Tibet dalla Repubblica cinese, non perché questo comporti un distacco politico della Cina, nessuno vuole questo, ma perché sia riconosciuto, così come in Italia è riconosciuta alla Valle d'Aosta un'autonomia speciale per le ragioni storiche, di differenza linguistica e storica fra la popolazione francofona della Valle d'Aosta e il resto della popolazione nazionale auspichiamo che la stessa cosa venga attuata nei confronti del popolo tibetano. Di fatto chiediamo che quel popolo possa godere degli stessi diritti di libertà, giustizia, solidarietà che sono riconosciuti alla nostra Comunità, ma per fare questo credo che si debbano mettere delle condizioni ed essere conseguenti. Se nel giro di un significativo periodo di tempo ci arrivano dei segnali in materia dall'Ambasciatore in Italia della Repubblica popolare cinese, piuttosto che da qualche altra autorità competente, bene; altrimenti, chiediamo che si sospendano i programmi di cooperazione in essere con la Provincia dello Zhejiang e con l'Università di Hangzhou nel caso non vi siano risposte o una risposta negativa. In questo senso gradiremmo che questa mozione, se approvata, portasse ad inviare alle autorità della Provincia dello Zhejiang un richiamo in cui vi fossero le premesse su esposte e, richiamando i principi federalisti di difesa delle minoranze, si chiedesse un intervento da parte della Provincia cinese dello Zhejiang, in particolare presso il Governo centrale di Pechino, in modo che sia dato avvio al processo di autonomia per il Tibet. Certo, questa non è una mozione a costo zero; sappiamo bene che il Governo della Repubblica popolare cinese non è particolarmente contento quando il Ministro D'Alema gli ricorda che sulla pena di morte l'ONU ha deciso, grazie ad una forte iniziativa dell'Italia, la moratoria di tutto il globo terrestre, moratoria che dovrebbe interessare anche la Cina, che è membro permanente del Consiglio di sicurezza. Non solo, ma per esempio nei confronti della Francia, quando il Presidente Sarkozy si è permesso di fare delle simili osservazioni, il Governo cinese lo ha quasi minacciato di sospendere una serie di trattati che stavano per essere firmati per importanti forniture nel campo dell'aeronautica, delle ferrovie e di altre infrastrutture. Sappiamo bene quindi che facendo questo tipo di intervento potremmo provocare una reazione pesante da parte del Governo cinese, ma credo sia il giusto prezzo da pagare per la difesa della libertà. La nostra difesa della libertà l'abbiamo pagata con il sangue di coloro che hanno dato la propria vita per la lotta al Nazifascismo e per l'affermazione dell'autonomia, qualcosa dobbiamo mettere in conto anche per aiutare il popolo tibetano. Per questo motivo invito il Consiglio regionale a valutare questa mozione e ad approvarla come segno di concreta e tangibile prova di convincimento della risoluzione votata qualche mese fa.

Si dà atto che dalle ore 19,01 riassume la presidenza il Presidente Perron.

Presidente - Posso dichiarare aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Lattanzi, per fatto personale.

Lattanzi (CdL) - Sì, Presidente, perché non sono più disposto ad accettare le lezioncine del collega Sandri che spiega agli altri cosa devono fare in questa sala, pretenderebbe che tutto il Consiglio stesse 12-15 ore ad ascoltare le sue interpellanze e le sue interrogazioni in assoluto silenzio, non ha fatto altro che riprenderci per 2 giorni, mentre lui parlava per delle ore intere non potevamo neppure scambiarci qualche battuta e va ancora a fare le pagelle a chi è presente e chi è assente quando lui per primo, quando non sono interrogazioni e interpellanze sue, esce da quest'aula e si disinteressa del dibattito che c'è in aula! Caro amico e collega Sandri, questa è l'ultima volta che ti permetto di dare le pagelle, tu non sei in condizioni né eticamente, né moralmente, né politicamente di dare pagelle a questo Consiglio, non ti permettere mai più!

Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.

Viérin A. (UV) - Tout le monde connaît mon intérêt pour le peuple tibétain et pour sa lutte de libération, qui désormais a changé de cap, il ne s'agit plus d'une requête d'indépendance vis-à-vis de la République populaire de Chine, mais d'une autonomie réelle. C'est pour cela d'ailleurs que sa Sainteté le Dalai Lama a été il y a quelques années au Tyrol du Sud invité également par la Région Trentin Haut Adige, afin de comprendre quels étaient les modèles qu'il aurait pu suivre pour faire des propositions politiques au Gouvernement chinois. Personnellement j'estime que le Val d'Aoste pourrait suivre le même parcours pour entamer des réelles et concrètes relations avec le Gouvernement en exil à Dharamsala, d'ailleurs je peux vous garantir qu'eux ils le souhaitent aussi, mais par contre je ne crois pas, M. Sandri, que la puissance économique et démographique du Val d'Aoste puisse revêtir un quelconque intérêt pour la réellement puissante République populaire de Chine. Le Dalai Lama le dimanche 12 novembre avait demandé de l'aide, mais surtout pas de contrapositions qui puissent lui nuire; donc j'estime qu'on aurait intérêt à utiliser nos relations avec le Zhejiang, à utiliser les rapports de travail en acupuncture plutôt qu'autre chose, avec l'Université de Hangzhou, pour faire en sorte de solliciter, de sensibiliser directement les professeurs universitaires, les étudiants, qui sont en ébullition en Chine. Je suis convaincue que les Jeux olympiques, qui vont se dérouler bientôt, joueront un rôle fondamental et la République de Chine, telle que nous la connaissons aujourd'hui dans une année n'existera plus. Cela se passe régulièrement partout, actuellement les jeunes ne peuvent pas accéder à "Internet", le "Web" est partiellement bloqué en Chine, il ne le sera plus dans quelques mois, donc tout va basculer très rapidement, à nous plutôt de jouer un rôle important vis-à-vis de tous les peuples, dans ce cas le peuple tibétain qui lutte pour sa liberté, mais en essayant de travailler avec le dialogue et non pas en coupant des rapports qui pourraient même être profitables. C'est pour cela donc que je ne partage pas cette partie de la résolution qui insiste à vouloir couper les rapports avec la Province du Zhejiang.

Président - La parole au Président de la Région, Caveri.

Caveri (UV) - En effet le Conseil régional a déjà exprimé son soutien à la cause du Tibet le 12 juillet dernier par l'approbation d'une motion présentée par des Conseillers tant de la majorité que de l'opposition. Le Conseil demandait au Gouvernement italien d'appliquer immédiatement la résolution du Parlement européen sur la reconnaissance du Gouvernement tibétain en exil et adhérer à l'Association des Communes, des Provinces et des Régions pour le Tibet. Je me rends compte que la récente visite du Dalai Lama en Italie a réveillé des souvenirs du Tibet, surtout à cause de l'attitude manifestée par les forces politiques qui soutiennent le Gouvernement national à cette occasion. En effet au nom de la "Realpolitik", des relations avec la Chine, le Président de la Chambre des députés, Fausto Bertinotti, n'a pas autorisé l'utilisation de la salle des séances de Montecitorio pour la visite du Dalai Lama, qui en plus c'est Prix "Nobel de la paix". Je dois dire qu'au nom de la "Realpolitik" le Président du Conseil Romano Prodi et le Ministre des affaires étrangères, dont on parlera dans la prochaine motion, Massimo D'Alema, n'ont pas reçu le guide spirituel tibétain et cela pour la simple raison qu'il y a des intérêts économiques, il suffit de voir ce qui s'est passé - Madame Viérin en a été témoin lors de la visite du Dalai Lama - au Piémont, là où une série d'entrepreneurs et d'hommes politiques qui ont des liens économiques avec la Chine ont pris les distances de la visite du Dalai Lama. Pour expliquer pourquoi je pense qu'il ne faut pas approuver la motion, je pourrais reprendre les mots utilisés par la Farnesina à l'occasion de la visite du Dalai Lama et dire que les élus locaux jouissent d'une certaine autonomie, car il y a eu une protestation officielle de la part du Gouvernement chinois. J'entends utiliser cette expression dans un sens inverse: en République populaire de Chine, où la mise en place des mécanismes démocratiques rencontre bien de difficultés, les élus locaux ne disposent d'aucune autonomie réelle et les Provinces sont malheureusement encore soumises à la volonté du Gouvernement central de Pékin, dont elles sont l'expression, sont élues directement par Pékin. A mon avis donc ce serait tout à fait inutile envoyer une lettre aux Gouverneurs de Zhejiang, non pas parce que notre Région risquerait d'interrompre ses relations avec la Chine, mais en raison du fait que les Gouverneurs de Zhejiang ne pourraient exercer aucune pression politique sur son Gouvernement central. J'estime donc que cette demande d'interruption de la coopération avec la République populaire de Chine, qui consiste entre autres en la formation de médecins acupuncteurs valdôtains, ne constitue qu'un prétexte et ne saurait être accueillie. La majorité donc je pense - comme Madame Viérin l'a bien dit - devrait ne pas approuver cette motion en tenant compte que la question est bien plus compliquée.

Président - La parole au Conseiller Sandri.

Sandri (PD) - Volevo ringraziare anzitutto i colleghi che sono intervenuti nel dibattito, la collega Viérin e il Presidente della Regione. Non sono assolutamente d'accordo con quanto hanno detto, ma cercherò di spiegarlo perché le loro considerazioni meritano un'analisi approfondita. Non riconosco loro di poter essere gli esegeti né del pensiero del Dalai Lama, né del pensiero della Repubblica popolare cinese, ma soprattutto rifiuto l'idea dei pesi. Qui la collega Viérin si è permessa di dire: "sono così grossi, pensate che noi piccolini...", quando vi è il diritto, posso avere davanti anche 100mila persone, ma se sono convinto del mio diritto, sono testimone di quel diritto sempre e comunque, a meno che non si sia degli opportunisti, in tal caso si dice: "quello è grosso, facciamo finta di niente, la situazione è complicata, questa mozione non va al centro del problema, si potrebbe fare meglio facendo in positivo...", avete paura di difendere i valori che voi dite tipici della Valle d'Aosta e che la collega Viérin ha scritti davanti a sé: "il y a des peuples qui sont des flambeaux"! Ma questo a seconda delle opportunità e degli interessi, complimenti! E non c'è solo Emile Chanoux che ce lo ricorda, messo così grande davanti a voi che potete rileggerlo per l'ennesima volta, ma vorrei citare qui François Mitterand, che è stato chiamato anche l'ultimo Re di Francia, perché è stato eletto per 2 volte consecutive per 7 anni alla Presidenza della Repubblica francese, dal 1981 al 1995, quindi un periodo lungo, superiore a quello di qualunque altro Presidente della Repubblica nella storia della V Repubblica francese. Mitterand nel 1992, unico Capo di Stato in Europa, percepisce la gravità della situazione di Sarajevo e, malgrado fosse già affetto da una malattia che lo avrebbe portato alla morte poco dopo il termine del suo mandato, una malattia molto invalidante: un tumore metastatico della prostata - c'è scritto nella sua biografia quindi non svelo niente di personale -, si recò all'aeroporto di Sarajevo che era sotto il tiro dei cecchini serbi e non indossò nessun giubbotto antiproiettile, malgrado tutti glielo avessero chiesto e attraversò la pista dall'aereo fino all'aerostazione e poi di lì al centro della città vestito come siamo vestiti noi oggi, ma era il segnale che voleva dare, anche se tutti i grandi d'Europa chiudevano gli occhi, che là c'era un genocidio. Sappiamo poi cosa la storia ha riconosciuto di Sarajevo, ha riconosciuto che lì l'Europa è stata disattenta. Se vi ricordate, vi sono stati una serie di episodi in cui i militari olandesi di fronte ad una serie di problematiche chiusero gli occhi e i Serbi presero migliaia di Bosniaci e li fecero scomparire nelle fosse comuni. Lui aveva intuito che là c'era un problema e aveva pagato di persona con quella sua presenza, noi qui invece siamo bravi a fare il 12 luglio dello scorso anno queste belle elucubrazioni: siamo solidali con il popolo tibetano, ma tutto questo poi che non comporti delle scelte pratiche perché non dobbiamo disturbare il manovratore! E ci si appella alle stupidaggini che fanno alcuni nostri Governanti a Roma, concordo con il Presidente che il nostro Governo è stato gravemente mancante perché ha dimostrato un grave attributo della politica italiana: che non ha la "schiena diritta"! E questo non va bene perché è un segnale grave nei confronti della popolazione. Dobbiamo difendere i diritti di autonomia, di libertà, del federalismo, della solidarietà indipendentemente da quanto è grosso chi ci sta davanti. Sarebbe stata una bella occasione quella di poter votare questa mozione, peraltro devo dire che non vi rendo più credibili - vale per chi ha parlato - nel momento in cui presenterete altre mozioni di solidarietà verso qualcuno, perché non siete in grado di garantire questo se non quando non c'è niente di mezzo, perché alla prima occasione in cui c'era qualcosa che si poteva fare concretamente, avete "ritirato ampiamente la mano".

Sulla questione pratica, dice il Presidente della Regione, se i Governanti dello Zhejiang sono stati nominati da Pechino cosa facciamo? Noi non dobbiamo intervenire nei fatti della Cina, abbiamo i nostri corrispondenti, noi glielo diciamo, poi loro lo fanno, non lo fanno, non ci importa; prenderemo atto di quello che fanno! È chiaro che una previsione, anche se non si può mai essere sicuri in politica, è che questa non avrebbe avuto nessuna risposta, sarebbe finita nel dimenticatoio; per "sciogliere" la sensibilità in questo intervento io vorrei citare una piccola barzelletta che circolava qualche anno fa in Cina, quando era stata citata da Claudio Magris su un bellissimo editoriale del "Corriere della Sera". Vi è un Presidente di un piccolo paese africano di 8 milioni di abitanti che arriva in Cina, appena sceso dall'aereo vi è un ministro cinese che lo accoglie e che gli chiede: "Lei è Presidente di questo Stato?", "Si, siamo in 8 milioni" e il Cinese che risponde: "ma in quale albergo alloggiate?" Chiaramente è una dimensione tale che, rispetto alla Cina, che ha 1,2 miliardi di abitanti, un paese di 8 milioni di persone... poteva essere ospitato in un albergo. Noi saremmo ancora molto meno che questo dal punta di vista della loro visione, ma credo che questo non tolga valore al diritto che dobbiamo tutelare. Prendendo però atto dell'atmosfera che si è creata in questa sala, ritiro la mozione.

Presidente - La mozione è ritirata.

Il Consiglio prende atto.