Objet du Conseil n. 3201 du 9 janvier 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3201/XII - Interrogazione: "Tempi di approvazione da parte della Commissione europea del Piano di sviluppo rurale 2007-2013".
Interrogazione
Appreso che il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 della Regione Valle d'Aosta, secondo notizie apparse sugli organi di stampa, non ha ancora ricevuto, al momento attuale, l'approvazione della Commissione Europea;
Richiamata l'importanza che il Piano di Sviluppo Rurale riveste, non solo per l'agricoltura regionale, ma anche all'interno di tutto il quadro sociale ed economico della Valle d'Aosta;
Atteso che per tali impedimenti possono prodursi difficoltà nella gestione delle risorse destinate alle aziende del settore e creare conseguenti effetti negativi a catena in tutto il settore, a partire dalle condizioni di vita e di lavoro delle famiglie contadine meno agiate;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per conoscere:
1) se corrisponde al vero che l'Unione Europea non abbia approvato il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013;
2) in particolare, se ciò risulta vero, quali sono i punti specifici che non soddisfano i criteri europei;
3) se si conoscono le motivazioni ufficiali del diniego e quali conseguenze si ritengono presumibili per le ricadute sulle condizioni delle nostre aziende agricole.
F.to: Bortot
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Il Piano di sviluppo rurale 2007-2013 è l'occasione per fare il punto della situazione e per smentire il fatto che ci sia stato un diniego, in quanto non si sa cosa si intende per diniego in questo caso, perché, da come dirò, è in itinere la negoziazione. Il PSR è stato trasmesso alla Commissione europea il 7 maggio 2007. Successivamente, abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiale con le osservazioni dei servizi della Commissione il 13 novembre 2007 e una riunione di negoziato bilaterale è stata tenuta il 17 ottobre 2007. Questo iter è assolutamente normale ed ha riguardato tutti i PSR europei, anche i tempi tecnici per l'approvazione dopo il ricevimento delle osservazioni è assolutamente nella norma. La risposta puntuale a tutte le osservazioni è stata inviata alla Commissione a fine novembre. L'approvazione definitiva del PSR, per quel che riguarda la nostra Regione, è prevista per il 23 gennaio prossimo (Comitato STAR). Le osservazioni sono numerose, come sempre avviene durante il negoziato, ma molte di esse sono semplici richieste di chiarimenti (integrazioni esplicative) o di inserimento di precisazioni, riferimenti normativi, integrazione di dati...
Tra le osservazioni più significative che maggiormente hanno impegnato la Regione nel negoziato vi è quella che richiede spiegazioni sul fatto di non avere inserito tra le misure cofinanziate quelle riguardanti gli investimenti nelle aziende agricole per la trasformazione dei prodotti agricoli. Tali investimenti sono infatti finanziati esclusivamente con aiuti di Stato - per i quali si intende nel nostro caso risorse regionali - attraverso la legge quadro recentemente approvata. La legge quadro è l'allegato alla finanziaria di recente approvazione, che era il titolo III concernente gli interventi, fatte salve le misure cofinanziate contenute nel PSR che riguardano il comparto agricolo. Di questo avevamo discusso quando avevamo motivato il fatto che si era inserito tale allegato alla finanziaria, avevamo anche detto delle tempistiche e dei motivi per cui questo si era fatto. Su questo punto abbiamo tenuto duro rispetto alle richieste comunitarie: parlo degli investimenti in aziende agricole per la trasformazione di prodotti agricoli, da inserire tali misure fra quelle cofinanziate, perché? Perché: uno, le risorse comunitarie e statali assegnate sono largamente insufficienti per finanziare tutte le misure previste dai regolamenti; due, per tale ragione la scelta è stata quella di utilizzare le risorse comunitarie e statali per finanziare soprattutto le misure a premio (giovani agricoltori, indennità compensativa, misure agroambientali, prepensionamento, benessere animale) già presenti nel PSR 2006, che aveva la stessa impostazione strutturale di quello attualmente proposto, e largamente collaudate dal punto di vista gestionale, a differenza delle misure di investimento, che richiederebbero diverse modifiche procedurali e attuative per poter essere cofinanziate dall'UE, nell'obiettivo di dare risposte più rapide e più snelle anche ai richiedenti e alle aziende; tali misure assorbono gran parte delle risorse assegnate.
Un'altra osservazione importante ha riguardato l'impianto delle misure a premio, per le quali sono state chieste alcune modifiche sostanziali rispetto alla passata programmazione. In tale ambito è stato pertanto necessario rivedere alcune delle misure e rimodulare i premi in modo da garantire alle aziende gli stessi livelli precedenti, senza per questo rinunciare ad alcune novità, anch'esse altrettanto importanti, che durante la fase di applicazione del PSR 2000-2006 si erano evidenziate: in particolare quella che prevede una differenziazione del premio per i terreni in pendenza e questo soprattutto per chi conosce le realtà più difficili della bassa Valle è un obiettivo che riteniamo importante, ossia il poter dare una maggiore premialità a chi mantiene le attività agricole nelle situazioni più difficili. Questo non è di facile comprensione ad un discorso più generale e per questo, se si vuole raggiungere un certo obiettivo, bisogna condurre una negoziazione a volte più serrata, che richiede un po' più di tempo. Per fare questo è stato necessario rivedere i calcoli che giustificano il livello dei premi, maggiori costi o minori redditi derivanti dagli impegni previsti a giustificare tale differenziazione.
Per finire, le ricadute sulle aziende agricole, se le nostre ultime proposte andranno in porto, si presumono positive, in quanto si manterranno inalterati i livelli degli aiuti precedenti, anzi in alcuni casi come per le aziende in pendenza... ci sarà un incremento. Inoltre sono state introdotte nuove opportunità legate alla diversificazione aziendale, la misura 3.1.1 e altre dell'asse 3; questo è un aspetto importante, perché spesso noi dobbiamo cercare di uscire dalla monocoltura, dalla monoattività aziendale per cercare, vista la nostra realtà, di andare ad incentivare le diversificazioni aziendali, comprese le nuove iniziative che emergono legate a nuove colture più settoriali, come per esempio le erbe officinali, i piccoli frutti e i prodotti che dobbiamo spingere sul mercato... e incentivare gli aiuti importanti per delle aziende che operano in situazioni molto difficili legate alle pendenze. Per concludere, il diniego non c'è stato perché non si è ancora arrivati alla conclusione della negoziazione, visto che il pronunciamento definitivo, in questi giorni c'è un serrato confronto su tali aspetti, è previsto per il 23 gennaio prossimo.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Sono soddisfatto delle precisazioni fatte dall'Assessore, perché ci erano giunte voci secondo cui alcune osservazioni da Bruxelles venivano per favorire determinate aziende piuttosto che altre; sono ben felice che non sia così e la ringrazio per tutte le precisazioni, soprattutto perché si viene maggiormente incontro alle aziende che hanno terreni difficili.
