Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 694 du 15 décembre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 694/VII - PIANO DI RIPARTO DELLA SOMMA DI LIRE 2.500.000.000 PER L'ANNO 1982, AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE 25 OTTOBRE 1982, N. 71 ("INTERVENTI PER OPERE PUBBLICHE DESTINATE ALL'ASSISTENZA DELLE PERSONE ANZIANE, INABILI ED HANDICAPPATE").

PRESIDENTE: La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale. Rollandin, per. l'illustrazione dell'oggetto. Ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Devo innanzi tutto ringraziare le Commissioni che, malgrado il ritardo con cui sono stati loro portati, hanno voluto esaminare ugualmente i documenti sui quali poi si è svolto un ampio dibattito.

Il problema, come viene presentato ed affrontato, era già stato preannunciato al momento della discussione della legge nella quale si prevedeva un investimento di 2 miliardi e mezzo finalizzati al recupero di strutture per anziani, handicappati e inabili. E' detto nella relazione che più volte si è sottolineato come ci fosse fino ad alcuni anni or sono un rinvio continuo per carenza di possibilità di assistenza dovuta a una indisponibilità di strutture sul territorio.

Sulla base di questi suggerimenti venuti dal Consiglio si è cercato di coinvolgere quegli organismi che sia la legge di riforma sia le precedenti leggi sull'assistenza avevano già interessato e infatti a seguito di questa lunga consultazione, che ha coinvolto i diversi comitati di zona e le forze sociali e sindacali, si è arrivati alla presentazione del prospetto che è allegato. E' un prospetto che cerca di tener conto della situazione di tutto il territorio; difatti, nelle tabelle riassuntive si chiarisce quali sono gli interventi che a livello di amministrazione regionale si intende portare avanti.

C'è una prima tabella, della quale si chiede l'approvazione per un intervento a livello di strutture che già sono di proprietà regionale; mentre in un'altra tabella sono previste opere per strutture nuove o che comunque non sono di proprietà regionale. Nel prospetto si è data anche un'indicazione di massima del costo dell'opera; siamo pienamente consapevoli che stiamo approvando a metà dicembre questi impegni di spesa, però nel contempo va detto che gran parte dei distretti e dei Comuni interessati hanno già i progetti pronti. Per il resto si tratta di primi finanziamenti che sono relativi alle progettazioni e all'acquisizione dell'area.

Nella prima tabella sono inseriti i Comuni di La-Thuile e Cogne che già più volte avevamo preso in considerazione per il rifacimento del tetto; c'è poi Aosta, con la "Casa Champan" per la quale c'è già un progetto di ristrutturazione come comunità protetta; il discorso è sempre stato rinviato perché non erano ancora stati acquisiti tutti

gli atti relativi a quella donazione. C'è poi Châtillon, ex Casa De Mattei: il discorso è già stato sollevato più volte anche dal collega Péaquin in relazione ai servizi sociali che versano in condizioni pessime nel sito attuale. A questo proposito va fatto un chiarimento: le condizioni dell'immobile sono peggiori di quanto si prevedeva, tanto è vero che molte opere di semplice riattazione sono impossibili, certe parti dovranno essere demolite e ricostruite proprio perché è fatiscente a struttura secondo quanto è emerso dal sopralluogo che si è fatto.

Per Brusson si tratta di quell'immobile già acquisito alcuni anni fa e che ...Interruzione... Si, sto pensando alla mia vecchiaia, Consigliere Carlassare! Penso che la disponibilità di questa struttura riguardi tutti i Comuni del distretto. Per Verrès, si tratta dell'utilizzo del Dispensario Antitubercolare che, essendo stato liberato in quanto è funzionante il Poliambulatorio, potrà essere destinato a questi scopi; c'è già un progetto dell'Amministrazione locale per intervenire su quest'area.

Poi ci sono i lavori su stabili di proprietà dei Comuni. Qui abbiamo Arvier, per il quale c'è già il progetto che era stato predisposto anni addietro e per il quale era stato chiesto anche un intervento della Cassa Depositi e Prestiti; poi però non c'è stata la possibilità di utilizzare i fondi per l'esistenza del "tetto della spesa" che vincola i Comuni al proprio bilancio.

Saint-Pierre, nella zona delle ex-casermette: qui è prevista una struttura socio-sanitaria, cioè ci sarà la parte sociale che riguarda l'assistenza agli anziani, con un numero di posti letto in rapporto all'esigenza del distretto ed in più ci saranno le strutture sanitarie che riguardano attività consultoriali e quelle attività di prevenzione che richiamava anche oggi il Consigliere Carlassare.

Gignod: qui la struttura di microcomunità è rappresentata dallo stabile che è sede delle scuole e di altre strutture; c'era l'accordo di tutta la comunità a impegnarsi a non presentare altre richieste, in quanto dopo un primo momento di mancata attenzione ai problemi degli anziani, c'è stata successivamente una corsa a fare strutture che sarebbero difficili da gestire: qui ci sarebbe da fare il discorso della Comba Freida.

Poi c'è Aosta: centro diurno e comunità protetta per anziani e inabili; si tratta della nuova costruzione in Via Monte Vodice, che è stata valutata con l'Amministrazione comunale di Aosta su richiesta della quale è stata fatta una modificazione del progetto iniziale.

Poi c'è Sarre: in un primo tempo la struttura era da determinare; adesso la situazione è già molto più chiara; c'era un lascito di una casa che poteva essere ristrutturata; nell'anno i proprietari sono morti entrambi; cioè, prima c'era il vincolo di una persona che avrebbe dovuto abitare nella struttura fino alla realizzazione dell'opera, ora la struttura è praticamente libera.

Torgnon: qui c'è la possibilità di utilizzare due piani di una struttura che è di proprietà della Prebenda.

Pontey: su accordo del comitato di zona si è deciso di ristrutturare un immobile che il comitato stesso ha segnalato.

Hône: c'è una proprietà comunale, un terreno vicino allo svincolo, che è già stato oggetto di esame da parte di tutti i Sindaci e su cui si sta facendo un progetto secondo le esigenze della zona.

Perloz: qui veniamo alla questione Creux-Porté; sono già stati fatti tre incontri con il Consiglio di Amministrazione di questa ex-IPAB per vedere di determinare a possibilità di utilizzare una parte solo dell'area, che verrebbe acquistata, per insediare una nuova costruzione.

Gressoney-Saint-Jean: si tratta della micro-comunità, è previsto solo un completamento della Casa di Riposo Marta Thédy, che già esisteva.

Su questi dati poi, di volta in volta, ci sarà la possibilità di intervenire con dettagli sul numero delle persone o sulle caratteristiche delle opere. Fra le caratteristiche peculiari abbiamo indicato quella di tener conto delle barriere architettoniche e della possibilità di arrivare ad un numero di ospiti che sia gestibile con personale sanitario e parasanitario. Questi sono i due punti che abbiamo fissato come prerogative nell'esame di questi progetti.

Ritengo che con questi passi che l'Amministrazione cerca di fare si tenda a dare una soluzione a problemi che da anni ci vedono discutere, ad esempio quello dell'assistenza agli ex-dimessi dagli ospedali psichiatrici. E' inutile che continuiamo la discussione se non sappiamo dove metterli; questo è un dato innegabile; e neppure possiamo continuare a dire che dobbiamo ridurre certe strutture mentre dobbiamo avere strutture di appoggio sul territorio; non avendo certe disponibilità il discorso è sempre ciclico, cioè si continuano a dire le stesse cose senza fare nulla.

Vorrei ancora ricordare che abbiamo avuto la collaborazione degli operatori sociali e sanitari nel dare gli indirizzi di progettazione; questo è stato alla base del lavoro che è stato svolto fino ad ora.

PRESIDENTE: E' aperta la discussione. C'è qualcuno che chiede la parola? La parola al Consigliere Carlassare. Ne ha facoltà.

CARLASSARE - (Dem. Prol. Nuova Sin. ): Per fare una richiesta di delucidazione, che esula in parte da questo preciso argomento di discussione e riguarda un aspetto che secondo me dovrebbe sempre accompagnare una ipotesi di questo genere.

Noi sappiamo che questo tipo di intervento che riguarda l'assistenza agli anziani, agli inabili e agli handicappati ha come elemento portante la capacità del personale addetto ad intervenire e a creare questo servizio. Perciò mi chiedo se accanto a questo piano di massima, che riguarda un notevole decentramento di strutture, cioè di edifici nei quali è già prevista 1a realizzazione di queste case, di queste comunità, l'Assessorato o l'U.S.L. ha già predisposto un piano per la formazione del personale socio-sanitario che sarà demandato a dare assistenza a queste persone; perché, diversamente, se non si forma il personale contemporaneamente alla creazione delle strutture, queste resteranno deserte o sfruttate molto malamente, e non si risolverà assolutamente il problema dell'assistenza a queste categorie emarginate, anzi si correrà addirittura il rischio di creare delle strutture ancor di più emarginanti, anche se magari dotate di servizi moderni, di comodità, e via discorrendo.

Perciò, ripeto, io chiedo se parallelamente a questo piano previsto un piano per la formazione di personale sanitario o di assistenti sociali, insomma, di personale che abbia una capacità professionale e una predisposizio-ne per poter operare all'interno di queste strutture.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

BORDON - (D.C.): Non è il caso che io vi rubi troppi minuti, ma mi sembra che sia bene che i più giovani amministratori, che continueranno a gestire i problemi amministrativi della Regione - perché questo è l'augurio che io faccio - ricordino certe cose. Io non ho mai detto che certi amministratori debbano essere fucilati per le cantonate che hanno preso, ma essere messi alla gogna qualche volta mi sembra che sarebbe opportuno, perché almeno si sarebbero ritirati tranquillamente e non avrebbero più arrecato danno alla Regione.

Questo mio discorso è un po' strano e si conclude in questo modo: nel 196970, quando io firmai il decreto di esproprio dell'Ospedale Mauriziano con la speranza di avere un organo sanitario funzionante che evitasse le trasmigrazioni in quel della Svizzera, ecc. ecc., eravamo in trattative con l'On. Fusi, allora Presidente dell'Ospedale Mauriziano - trattative amichevoli, amichevolissime perché erano stufi di gestire il Mauriziano - per liquidare la baracca dietro il pagamento di un miliardo: avremmo comperato tutto il complesso; c'era chi diceva un miliardo, chi un miliardo e mezzo... Bene! Dal 1970 in poi, in questa sala consiliare certi amministratori - e bisognerebbe andare a rivedere i verbali delle sedute, che esistono, volendo spaccare il capello in quattro! - che ritenevano eccessiva la somma di un miliardo, sulla cui base si trattava in quel momento, hanno trascinato tali problemi per tutti questi anni; siamo arrivati alle sentenze del Consiglio di Stato che ha finito per darci torto, ed oggi come oggi quel complesso, per il quale allora si poteva trattare sulla base di un miliardo, se non sbaglio, ho sentito parlare di sei miliardi!

Quindi, io vorrei dire ai giovani amministratori che se è vero che su dieci cose se ne possono sbagliare cinque e farne cinque giuste, è anche vero che in questo modo non si combina mai niente, se non dei danni! E sono danni per la Regione! Perché, ripeto, allora si poteva trattare sulla base di un miliardo, un miliardo e 200 milioni l'acquisto della cagnara che c'era lì dentro; oggi siamo già a sei miliardi! Perciò, occorre risolvere al più presto questo problema! Rollandin, tocchi a te, non tocchi a te, io non te lo auguro perché credo che tu della sanità ti sei scocciato così tanto che te ne andrai il più presto possibile, perché è stato veramente un Assessorato caldo! Ma io mi auguro che chi sarà qui, e specialmente il Presidente della Giunta tratti presto questo problema e lo risolva perché non è certo trascinando le cose che queste si concludono nel migliore dei modi!

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone. Ne ha facoltà.

TAMONE - (U.V.): Et oui, on doit tenir compte du fait que l'on vit un climat d'un certain type, M. le Président, et alors, malgré tout... j'espère d'être en liste a prochaine fois, mais je ne toucherai de grandes votes, mais quand-même je suis ici et je ne peux pas faire à moins de parler des problèmes qui me concernent. Je m'excuse avec le Conseil si je ne traite pas la question d'ordre général sur laquelle je suis plutôt d'accord avec 1'Assesseur Rollandin. Je dois parer assez mal d'une autre question, évidemment, je comprends qu'ici il s'agit de l'année 1982, si l'Assesseur me donne des garanties qu'en 1983 nous ne serons pas du côté du rire, comme cette année alors moi je reste et je joue le jeu; sinon, au contraire, je dis très sérieusement, s'agissant là d'une structure "polyvalente", parce qu'il y a des usages différentiés qui concernent les problèmes du troisième et même du premier âge, alors là je dis honnêtement qu'il faut résoudre ce problème. Et ce problème, à mon avis, on ne peut pas le résoudre au coût de 100 millions par fois, parce que sinon d'ici 20 ans nous aurons encore le problème de la salle de gymnastique de Gignod à résoudre.

Alors je voudrais avoir de l'Assesseur des garanties que pour l'année prochaine les financements soient proportionnés aux exigences, parce que la structure ne peut se compléter qu'en achevant les deux structures ensemble, donc je demande vraiment que pour l'année 1983 il y ait un financement proportionné aux exigences, sinon je trouverais la chose un peu injuste, vis-à-vis d'un projet qui traîne depuis 7 ou 8 ans.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin. Ne ha facoltà.

PEAQUIN - (P.C.I.): Abbiamo già avuto occasione di discutere in modo abbastanza approfondito nelle Commissioni del riparto di 2 miliardi e mezzo ai vari distretti, e siamo favorevoli a questo riparto. A noi interessa che si faccia una relazione in tempi più brevi possibili, perché si tratta di strutture veramente indispensabili per attuare un servizio all'altezza delle esigenze della popolazione della nostra Valle: tutti sappiamo qual è oggi la situazione e quali sono le possibilità di intervento specialmente verso le persone che non sono autosufficienti; vi sono drammi veri e propri in parecchie famiglie della Valle d'Aosta.

Io credo che con questi interventi sarà possibile operare in modo concreto e più soddisfacente; sarà però importante che, assieme allo sforzo economico fatto in questa direzione, ci sia uno sforzo anche per la preparazione del personale - e qui mi riallaccio a quanto diceva il Consigliere Carlassare -e per il coinvolgimento dei comitati di zona; perché noi non abbiamo avuto l'opportunità di vedere quali sono state le relazioni, se ce ne sono state, che hanno accompagnato le richieste dei vari distretti di finanziamento di queste strutture. Pertanto, non possiamo avere una idea precisa, ma crediamo che se la spesa finanziaria non è accompagnata dalla volontà di coinvolgere direttamente le persone che hanno il compito di gestire questo servizio, beh, si potrebbe correre il rischio di avere dei servizi che non soddisfino le esigenze della popolazione.

Rivolgo poi un invito ala Giunta, ma è un impegno anche nostro, a sollecitare delle proposte e a richiedere l'interessamento di quei distretti che non hanno ancora fatto le proprie richieste. Ne mancano due: il distretto n. 6, della zona di Nus e di Quart, e il distretto n. 8 della zona di Verrayes. E' importante che anche per queste due località sia portato avanti questo discorso e si possa arrivare così ad una rete di strutture sul territorio, che possa coprire le esigenze della popolazione della Valle.

PRESIDENTE: E' iscritto a parlare il Consigliere Tonino. Ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Condivido naturalmente il giudizio che ha espresso il Consigliere Péaquin. Voglio tuttavia fare una domanda all'Assessore riguardo all'intervento su Perloz.

L'Assessore, nella sua introduzione, ha parlato di una ex-IPAB e il piano presentato prevede un primo stanziamento per l'anno 1982 per l'acquisto dell'area e la progettazione del nuovo stabile.

Io chiedo alla Giunta se ha verificato fino in fondo la possibilità di un trasferimento di questi beni al Comune, trattandosi di una IPAB che non funziona più e cioè che da anni non svolge alcuna funzione.

ANDRIONE - (U.V. - Presidente della Giunta): E' un lascito!

TONINO - (P.C.I.): E' un lascito, certo, però è anche vero che è un'IPAB e la legge istitutiva delle IPAB prevede che...

ANDRIONE - (U.V.): E' una cugina di Bordon che ha fatto questo lascito, e se non dovesse essere utilizzato così, dovrebbe ritornare alla Parrocchia di Fontainemore. Quella causa lì l'ho fatta io!

TONINO - (P.C.I.): Allora io chiedo alla Giunta dove sta scritta questa cosa!

Siccome non l'ho mai trovata...

ANDRIONE - (U.V.): E' un testamento, è un legato! Vai dal Rag. Millet! lo, come avvocato, dico che quella causa lì, con una scheda testamentaria di quel genere, è sostenibile! Certo si può anche pensare il contrario!

TONINO - (P.C.I.): Ecco, io chiedo che a Giunta verifichi se si può sostenere il contrario, perché evidentemente, trattandosi di un lascito... Interruzione... Ne facciamo tante! Comunque mi sembra discutibile acquisire questo patrimonio immobiliare, il cui ricavato ritorna ad un'IPAB che non può svolgere la funzione stabilita proprio nel momento del lascito! Abbiamo una situazione alquanto strana: c'è un'IPAB che non svolge la funzione istituzionale, a cui era preposta, e che svolge praticamente delle attività immobiliari!

Ecco, io concludo chiedendo alla Giunta se ha verificato tutto questo, perché si tratta di un problema anche concettualmente secondo noi molto importante, a parte il fatto che poi si tratta sempre di spendere bene il denaro pubblico.

PRESIDENTE: Altri chiedono la parola? La parola all'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin, che conclude la discussione.

ROLLANDIN - (U.V.): Innanzi tutto, penso che l'intervento di Bordon fosse in relazione all'oggetto che abbiamo precedentemente trattato, la questione dei rapporti con il Mauriziano.

Venendo invece alle osservazioni che sono state fatte dagli altri Consiglieri, io voglio dire innanzi tutto una cosa: manca, e si sente sempre di più il momento in cui ci si addentra nella gestione di queste strutture, una legge di riforma dell'assistenza. Perché tutte le situazioni che al momento ci troviamo a gestire, riguardo al personale, sono transitorie; siamo costretti a dare come indicazione ai Comuni l'utilizzazione di personale a scadenza; il Comune può utilizzare questo personale fino alla fine dell'anno, dopodichè si rinnova tutto il sistema di procedure.

Il discorso che hanno fatto Carlassare e Péaquin è giustissimo, ed io posso dire che noi abbiamo già fatto dei corsi, per assistenza domiciliare. La figura dell'assistente domiciliare non esiste, è una figura inventata - non da noi! - e a cui ricorrono ormai molte Regioni, e si colloca tra l'assistente sociale e la famiglia; in questo ambito, interviene una figura nuova, quella appunto dell'assistente domiciliare. Non esistendo questa figura professionale, non sappiamo quali siano i suoi compiti! Di volta in volta, le Regioni hanno dato delle indicazioni e hanno fatto dei corsi di formazione.

Nella nostra Regione sono già stati fatti dei corsi in Bassa Valle, sono stati fatti dei corsi nella comunità Grand-Combin, si sta organizzando un altro corso nella zona della Valdigne.

Quindi, è una premura nostra quella di predisporre le basi per avere al momento dell'utilizzo della struttura, personale che sia idoneo, possibilmente della zona, che abbia determinate conoscenze e che in più non abbia difficoltà di trasporto; in certe zone, in certe frazioni, gli stessi Comuni ci hanno chiesto se, anziché disporre di una sola persona, non sia possibile avere due persone a metà tempo, perché così possono utilizzarle meglio!

Per quanto riguarda le osservazioni che sono legate al problema di Gignod, io vorrei ricordare che in quel caso si tratta di una costruzione complessa che prevede altri servizi e per la quale si è deciso, con l'Assessorato ai Lavori Pubblici, di fare un impegno di spesa globale; perciò il finanziamento per il 1982 è una parte integrativa ai 600 milioni che ci sono già per la struttura portante, che è già stata appaltata! ...Interruzione... Quindi io non ho capito quell'osservazione del Consigliere Tamone su Gignod!

TAMONE - (U.V.): Cercherò di spiegarti. L'osservazione che io faccio è questa: qui c'è scritto che la spesa prevista è di un miliardo e mezzo, e tra l'altro secondo me è una stima un po' bassa; se si scrivesse 2 miliardi ci vorrebbero tutti! Allora, io dico questo: se si va avanti a tranches di 100 milioni l'anno, 2000 diviso 100 fa 20 anni! Io dico che è un po' eccessivo questo tempo!

ROLLANDIN - (U.V.): Ma abbiamo già detto prima che non è 2000 diviso 100, perché per la struttura portante sono già previsti...

TAMONE (U.V.): No, no, Questi sono a parte!

ROLLANDIN - (U.V.): Questi sono a parte sì. Ma i lavori per la struttura portante sono già stati appaltati!

TAMONE - (U.V.): Ma quell'opera lì costa 3 miliardi, allora! Facciamo la storia completa, quell'opera lì costa 3 miliardi!

ROLLANDIN - (U.V.): No! Io mi rimetto alle valutazioni fatte per la parte che ci riguarda, per l'arredo e l'utilizzazione di questa struttura; la struttura portante, il problema riguarda l'Assessorato ai Lavori Pubblici! Se viene a costare 3 miliardi per 40 posti letto, costa di più dei posti per la struttura ospedaliera!...

Per quanto riguarda il coinvolgimento dei comitati di zona, già nella relazione è detto che c'è stato un cointeressamento e che in effetti è mancata la possibilità di dare una soluzione anche per i distretti 6 e 8; ultimamente, per il distretto, si è valutato ancora quali siano le possibili strutture, ma le diverse soluzioni prospettate creavano tutte delle difficoltà; è stato lo stesso comitato di zona a chiedere di soprassedere a quelle soluzioni tipo Saint-Marcel; tipo la Casa di Messigné a Nus, tipo l'ex albergo "Soleil" nella collina del Villair; sono tutte soluzioni che lasciano grosse perplessità.

Per l'ultimo punto, che riguarda a situazione del lascito Creux Porté, noi ci siamo informati per quanto ci riguardava sulle azioni possibili, cioè quali sono le possibilità di intervento su questo lascito. La delibera del 1973 prevedeva praticamente un coinvolgimento ampio e duraturo nel Consiglio di Amministrazione della parrocchia, che voleva riservarsi un certo numero di posti letto; questa delibera che risolveva, come dice il collega Tonino, il problema della proprietà non ha mai trovato un seguito ...Interruzione... Ne posso dare una copia! No, no, ma l'origine è quella! Non avendo trovato quell'accordo, cosa è successo? Che questa è diventata, come tante altre, una IPAB, a tutti gli effetti! In quanto IPAB ha un suo Consiglio di Amministrazione; funziona, non funziona, è tutto vero quello che ha detto Tonino: l'IPAB non funziona. Quali sono le soluzioni? Scioglimento dell'IPAB che non avevano determinate prerogative; questa era la legge originaria, che tra l'altro l'Emilia-Romagna aveva applicato. Le IPAB sono di diverse categorie: per le IPAB a carattere prettamente religioso, tipo quelle che abbiamo ad Aosta, non era previsto lo scioglimento; poi ci sono le IPAB a carattere misto e poi le IPAB di questo tipo, per le quali era previsto che passassero in proprietà alle Amministrazioni comunali. Questa sarebbe stata 1a soluzione logica nel caso in questione.

Scattato quel ricorso che non ha riconosciuto questa via, sono rientrati di fatto tutti i Consigli di Amministrazione delle IPAB; e questo è il punto attuale. Se ci sono novità in merito o soluzioni alternative, nessuno si vuole rifiutare di prenderle in considerazione; ma al momento attuale la soluzione possibile è di acquisire, come proprietà pubblica, un'area su cui provvedere poi a progettare e costruire una struttura che venga amministrata in questo caso dall'ente pubblico.

Il Consigliere Tonino dice che se l'IPAB incassa questi soldi, di fatto non li può utilizzare, se ho capito bene. Questo non è vero, perché nella ristrutturazione dell'edificio adiacente, che è sempre per questa finalità e che già l'IPAB ha chiesto, verrebbero utilizzati i fondi che vengono ...Interruzione...

Insomma, richiamiamo la situazione originaria: era stata chiesta una riserva di posti per la vecchiaia dei parroci; ora, se nel periodo di tempo che intercorrerà dal momento attuale al momento in cui sarà ristrutturato il vecchio edificio, verranno utilizzate una o due camere per gli scopi della parrocchia, questo rientra nelle possibilità di azione dell'IPAB! Quello che non è stato da noi accettato è il coinvolgimento tra pubblico e privato! E' su questo punto che si è fermato tutto! La soluzione che si prospetta è quella di acquistare, costruire e poi eventualmente su quell'area avere la possibilità di affitto.

PRESIDENTE: Ci sono dichiarazioni di voto? La parola al Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Seulement une explication, si j'ai bien compris, à M. Tamone. Nous avons une subvention d'un milliard et cent millions de lires pour la structure; 400 millions de lires devraient venir cette année, après il y a encore à faire les soumissions pour les installations. Cet argent ne devrait servir que pour l'aménagement, c'est clair? Au début de 1984 l'argent devrait être fini, y compris l'aménagement; on pourrait écrire 300 millions, ce n'est pas là le problème, c'est avant tout d'arriver à temps avec la structure, première chose, et deuxième chose la soumission pour les installations qu'on veut faire toutes ensemble, que ce soit pour la salle de gymnastique, pour les vieillards, pour l'école, etc., et alors nous avons renvoyé ce genre de soumissions pour en faire une seule, c'est là le problème.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tamone. Ne ha facoltà.

TAMONE - (U.V.): En ce qui me concerne, la chose qui m'intéresse ce n'est pas d'où arrive l'argent, c'est que cette construction soit terminée dans un délai de temps supportable, et honnête pour les gens du milieu, parce que moi j'ai déjà eu un enfant qui a fait les trois moyennes dans une école qui est de quatrième catégorie, le deuxième a commencé cette année, je voudrais seulement qu'à la troisième année je puisse voir terminé l'édifice, seulement çà.

PRESIDENTE: Do lettura della proposta di delibera in oggetto.

IL CONSIGLIO REGIONALE

DELIBERA

1) di approvare il piano di riparto della somma di £. 2.500.000.000 (duemiliardicinquecentomilioni) per opere pubbliche, destinate all'assistenza delle persone anziane, inabili ed handicappate, per l'anno 1982, come dall'allegato A);

2) di approvare e impegnare la somma di £. 2.500.000.000 (duemiliardicinquecentomilioni) imputando la stessa:

- quanto a £. 1.250.000.000 (unmiliardoduecentocinquantamilioni) a1 Capitolo 42560 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1982 "Spese per la costruzione e ristrutturazione di presidi residenziali socio-assistenziali" che presenta la necessaria disponibilità;

- quanto a £. 1.250.000.000 (unmiliardoduecentocinquantamilioni) al Capitolo 42570 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1982 "Contributi per la costruzione e ristrutturazione di presidi residenziali socio-assistenziali" che presenta la necessaria disponibilità;

3) di dare atto che per la concessione dei contributi ai Comuni beneficiari dovrà essere osservata la procedura prevista dall'art. 2 della legge regionale n. 71/1982;

4) di stabilire, inoltre, che la concessione dei contributi, a favore di quei Comuni che intendono ristrutturare degli stabili, sia subordinata anche alla presentazione di idonea documentazione comprovante la piena disponibilità dell'immobile;

5) di dare atto che, per ciò che concerne l'esame, l'approvazione dei progetti, l'appalto dei lavori e l'obbligo del rendiconto per le opere ammesse a contributo, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 4, 5, 8 e 9 della legge regionale 26 maggio 1982, n. 10;

6) di stabilire che alla liquidazione dei contributi assegnati e alla liquidazione delle spese assunte direttamente dalla Regione provveda la Giunta regionale con successivi provvedimenti deliberativi.

PRESIDENTE: Metto in approvazione la proposta di delibera testè letta.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 23

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, l'Assessore Rollandin proponeva di concludere - comunque c'è sempre da fare la seduta segreta per la ratifica della deliberazione della Giunta n. 5956 - con la trattazione dell'oggetto n. 42, abbinato all'oggetto iscritto al n. 19 dell'ordine del giorno.

Il Consiglio ritiene di poter accettare la proposta dell'Assessore? L'Assessore ritiene che si possa svolgere rapidamente?

Allora passiamo alla discussione in seduta segreta della deliberazione della Giunta regionale n. 5956.