Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 686 du 15 décembre 1982 - Resoconto

OGGETTO N. 686/VII - POSSIBILITA' DI CREARE UN PARCO URBANO E TERRITORIALE NELLE ZONE AD EST DELLA CITTA' DI AOSTA - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Nebbia e Tripodi.

INTERPELLANZA

La costruzione dei rilevati dell'attuale autostrada e l'esigenza di ricavare inerti da costruzione ha comportato la creazione di ampi scavi nelle aree pianeggianti. Parte di dette aree situate a livello inferiore alla falda idrica si sono trasformate in laghi, più o meno grandi, che hanno trovato le più disparate utilizzazioni al servizio, ad esempio, del Consorzio pesca o di campeggi turistici.

In particolare la formazione di due laghi sulla destra orografica della Dora nel Comune di Saint-Marcel ha comportato la creazione di una zona umida con modifiche all'ambiente naturale che hanno generato l'interesse delle Associazioni naturalistiche.

Oggi si prevede il prolungamento dell'autostrada con la formazione di lunghi tratti in rilevato il cui materiale non potrà essere, per lo sfasamento dei tempi di realizzazione, ricavato dalle gallerie nel tratto montano ma estratto da nuove cave nel ristretto territorio pianeggiante.

Si dimostra quindi necessario un programma di utilizzo delle cave, che dovrebbe comprendere anche quelle utilizzate per gli inerti da costruzione, che eviti la distruzione dell'ambiente naturale, ma al contrario lo migliori.

In questo quadro sembra possibile organizzare il territorio a levante di Aosta in modo da recuperare all'uso collettivo zone un tempo invase dalle acque della Dora oppure sterili a fini agricoli. Si potrebbe prevedere la creazione di un parco urbano che abbia nelle acque della Dora l'elemento di principale interesse ed in una serie di laghi nel verde un complemento di grande importanza.

Potrebbe essere questa l'occasione per creare un grande bacino d'acqua che, collegando ed ampliando i laghi di Saint-Marcel, porti alla formazione di uno specchio della lunghezza di più di 600 metri e della larghezza media di 150-200 metri.

Potrebbe essere accentuato in tal modo l'interesse paesaggistico dei naturalisti e dei pescatori e soddisfare nel contempo la domanda di svago e di sport di altre fasce di utenti, sportivi e non, quali gli appassionati di windsurf, o di vela, i praticanti di canottaggio e di canoa e di tutti quelli che possono beneficiare di un ampio specchio d'acqua.

Si

INTERPELLA

pertanto il Presidente della Giunta regionale per conoscere se esistono possibilità di creare, nel contesto sopra esposto, un parco urbano e territoriale ad est di Aosta e se le iniziative della Giunta saranno orientate in tal senso.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Nebbia. Ne ha facoltà.

NEBBIA - (P.S.I.): Questa interpellanza fa seguito ad un'analoga che era stata presentata molto tempo fa e che concerneva a regolamentazione delle cave pro tette per il reperimento degli inerti.

Oggi queste cave sono abbastanza disperse sul territorio e si prevede che un loro aumento in numero e in quantità di materiale cavato sarà conseguente alla realizzazione del tratto pianeggiante dell'autostrada, se così vogliamo chiamarla, o della tangenziale sud di Aosta, poiché sarà impensabile che il materiale cavato dalle gallerie del tratto a monte, per adesso ancora futuribile, possa essere utilizzato in questo tratto a valle. E' quindi prevedibile che sarà necessario ricercare dove e come cavare il materiale e fare una specie di programma per il reperimento di inerti.

D'altra parte, mi pare nella scorsa seduta del Consiglio, è stata discussa un'interpellanza del Partito Comunista relativa al parco in regione Saumont, e nell'esame che è stato fatto in quella Commissione con l'Assessore ai Lavori Pubblici si sono esaminati altri aspetti dell'area turistico-sportiva per la Città di Aosta, in zona Tzambarlet; quindi è una necessità che si sta accentuando quella di dotare la Città di Aosta di un certo numero di aree ad un tempo sportive e ricreative; se ne è occupato anche il Piano presentato dall'Assessore Pollicini circa le attrezzature di carattere sportivo e turistico.

Ora, ci sono alcune aree nella zona ad est di Aosta che potrebbero essere utilizzate non solamente a fini utilitaristici di reperimento di materiale, ma si potrebbe approfittare di questi fatti che si verificheranno per definire l'assetto territoriale di questa zona quale è stato illustrato nell'interpellanza: cioè, una zona destinata a parco pubblico che possa avere tutta una serie di attrattive e di caratteristiche utilizzabili dalla maggior parte dei cittadini. Teniamo presente che le aree pianeggianti nella nostra Valle sono poche, e quindi potrebbe essere una zona ove, oltre alle utilizzazioni che sono elencate, si potrebbero individuare delle piste ciclabili - perché sappiamo che è abbastanza pericoloso circolare in bicicletta per chi lo vuole fare amatorialmente sulle strade -, zona per l'equitazione, il pattinaggio o altre attività che stanno man mano emergendo.

Quindi la nostra proposta è di verificare se è possibile realizzare un parco a seguito di uno studio complessivo della questione e, se questo è possibile, dare il via a questo studio in modo che quando sarà necessario operare si potrà farlo sapendo già cosa si deve fare e non intervenendo casualmente come sinora è stato fatto.

PRESIDENTE: Risponde il Presidente della Giunta, Mario Andrione. Ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): L'interpellanza in questione è quanto mai opportuna perché mette l'accento su un problema realmente esistente.

La prima questione è quella degli inerti. A questo proposito d'intesa con il Magistrato del Po, la Giunta regionale ha ordinato lo smantellamento di tutti gli impianti fissi e ha richiesto alla NEPLA, che è l'Associazione che riunisce tutti gli scavatori, di presentare un proprio piano; la Giunta, mediante i servizi dell'Assessorato dell'Agricoltura, sta inoltre predisponendo un piano, che probabilmente dovrà essere completato con un incarico privato, in modo da stabilire, vorrei dire centimetro per centimetro, quali sono le possibilità di sfruttamento di litoidi e di sabbie lungo l'asta della Dora. L'intenzione è quella di arrivare a degli appalti, a delle offerte che siano vantaggiose sia per chi recupera il materiale sia per la Regione che pulirà così gli alvei, specie nei punti di confluenza dei torrenti con la Dora, e farà la manutenzione dell'assetto del territorio che otterremo con quello sforzo di sistemazione idrogeologica che stiamo operando. Quindi su questo punto credo che la risposta che daremo con delle proposte concrete al Consiglio regionale entro breve tempo sia completa.

Per quanto riguarda quello che credo sia l'oggetto principale, e cioè la realizzazione del parco urbano, devo dire che per iniziativa dell'Assessore all'Agricoltura Marcoz - in questo momento è in ... puerperio e quindi non capisce niente, va e viene! - su proposta del nostro giovane padre, a Saint-Marcel è già stata creata un'oasi, con scarso piacere dei cacciatori locali e non locali; però questa oasi è il primo punto di quell'idea, che a me sembra ottima e che viene proposta con questa interpellanza dai Consiglieri Nebbia e Tripodi: e cioè di organizzare in maniera completa l'uscita da Aosta, chiamiamola zona est, che ha delle possibilità effettive come riserva naturale da un lato, giardino pubblico e parco dall'altro. Su questo punto concordiamo perfettamente; il primo passo è stato fatto, bisognerà continuare, e contiamo sull'appoggio di tutti i Consiglieri, perché ci sono opposizioni; crediamo che questa sia la strada giusta che dobbiamo seguire tutti insieme.

PRESIDENTE: Il Consigliere Nebbia intende replicare? Ne ha facoltà.

NEBBIA - (P.S.I.): Semplicemente per dire che ci riteniamo soddisfatti della risposta del Presidente della Giunta e per aggiungere qualcosa che forse avrei dovuto illustrare nelle premesse, in merito a quanto detto dal Presidente e cioè all'oasi di protezione. Noi riteniamo che le cose possano effettivamente convivere, cioè un'oasi di protezione non è nè può essere in contraddizione con un'utilizzazione di tipo pubblico, anche se so che ci sono state e ci potranno essere obiezioni su questo punto, noi riteniamo che un'utilizzazione a parco può prevedere anche una parte più riservata, più limitata, con caratteristiche leggermente diverse.

Quindi, pensiamo che con a proposta che abbiamo fatto si possano conciliare sia le esigenze della popolazione del Centro Valle, sia le esigenze degli sportivi nelle diverse discipline, sia ancora le esigenze dei naturalisti.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, l'oggetto iscritto al n. 19 dell'ordine del giorno viene abbinato con l'oggetto iscritto al n. 42; ne rinviamo l'esame al momento in cui dovremmo discutere l'oggetto al n. 42.

Gli oggetti iscritti ai nn. 20 e 21 sono già stati trattati, passiamo perciò alla trattazione dell'oggetto iscritto al n. 22 dell'ordine del giorno.