Objet du Conseil n. 55 du 25 janvier 1978 - Verbale

OGGETTO N. 55/78 - PROVVEDIMENTI ASSUNTI DALLE AUTORITÀ SCOLASTICHE NEI CONFRONTI DELLA SIG.NA ONORINA PERRUCHON. (Interrogazione con risposta scritta del Consigliere Manganoni)

Il Presidente DOLCHI annuncia che è iscritta all'ordine del giorno la seguente interrogazione con risposta scritta, presentata dal Consigliere Manganoni, concernente l'oggetto: "Provvedimenti assunti dalle autorità scolastiche nei confronti della Sig.na Onorina Perruchon", interrogazione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:

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Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio regionale

SEDE

Il sottoscritto Consigliere regionale chiede alla S. V. di voler inserire all'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale la seguente

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

Nella lettera inviata agli amministratori regionali, la Signorina Perruchon Onorina, lamenta fatti di cui sarebbe stata vittima.

Non conoscendo a fondo la legislazione e le norme che regolano simili questioni, La pregherei di volermi rispondere anche succintamente sulle ragioni che hanno indotto le Autorità scolastiche ad assumere tale provvedimento.

Aosta, 7 dicembre 1977 F.to: Claudio Manganoni

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Il Presidente DOLCHI dichiara che all'interrogazione è già stata fornita risposta scritta, da parte dell'Assessore alla Pubblica Istruzione con la seguente lettera prot. n. 17623/77 in data 12 gennaio 1978:

"In merito alla interrogazione del Consigliere Manganoni, concernente l'oggetto, preciso quanto segue:

1) La Sig.na Onorina Perruchon si è diplomata ad Ivrea, presso l'Istituto Tecnico "G. Cena". Attualmente risulta iscritta, presso l'Università degli Studi di Torino, al corso di laurea in Lingue e letteratura straniere, fuori corso dall'anno accademico 1974/75. Ha sostenuto tutti gli esami previsti dal piano di studi ed è in debito della sola tesi di laurea.

2) Per quanto concerne l'assegnazione dei posti di insegnamento al personale docente non di ruolo, viene nominato per primo il personale incluso nelle graduatorie regionali, nel seguente ordine: a) abilitati, b) laureati. Esaurite le graduatorie regionali, le nomine sono effettuate dai Presidi delle singole scuole sulla base delle "graduatorie di istituto", nello stesso ordine. Esaurite anche le graduatorie di istituto, i Presidi hanno la facoltà di nominare studenti universitari, con l'osservanza di quanto stabilito nell'apposita ordinanza ministeriale, integrata ogni anno da un'ordinanza regionale che determina, fra l'altro, i requisiti di conoscenza della lingua francese necessari per l'insegnamento nelle scuole secondarie della Regione, in ordine ai quali è opportuno tenere presente quanto segue:

La condizione del possesso di particolari requisiti di conoscenza della linguae francese fu introdotta per la prima volta nell'a.s. 1968/69, limitatamente all'insegnamento di detta lingua (O. Ass. n.3224 del 18.4.1968).

Al personale non abilitato si richiedeva alternativamente, come requisito integrativo, il possesso di:

a) laurea in lingue con corso quadriennale di francese e tesi svolta in francese (quest'ultima condizione si rivelò subito inapplicabile in quanto, a quel tempo, in molte università, Torino compresa, pretendevano la tesi in italiano);

b) diploma di scuola di II grado conseguito in Valle con esame di francese;

c) certificat d'aptitude (esame effettuato dalla Regione sin dall'anno 1946; dal 1970 si effettua una sessione speciale riservata ai docenti delle scuole secondarie in possesso dei titoli di studio validi per partecipare all'esame di abilitazione - O. Ass. n.3285 del 12.3.1970);

d) esame di francese in un concorso magistrale.

Fu tuttavia consentito, per quel primo anno, il conferimento di supplenze anche a chi fosse già incluso in graduatoria (regionale o d'istituto) nell'anno precedente (circ. n.4622 del 7.5.1968).

L'anno successivo il requisito del titolo di francese fu esteso anche agli aspiranti all'insegnamento di altre materie. Contemporaneamente per tali insegnamenti, venne introdotto il "colloquio" come prova di accertamento della conoscenza della lingua in difetto di un idoneo titolo di studio.

La conoscenza della lingua francese fu richiesta anche per le supplenze conferite fuori graduatoria, ma nessuna sanzione era prevista nel caso di inosservanza di tale norma (O. Ass. n. 7188 del 30.6.1969).

In questi due primi anni il possesso della laurea specifica era titolo sufficiente (e tale rimase, per gli insegnamenti diversi dal francese, anche in seguito) al pari dell'abilitazione (quest'ultima sino all'a.s. 1976/77). Solo all'a.s. 1970/71 anche per i laureati in francese la condizione richiesta per insegnare detta lingua fu l'ulteriore possesso di uno dei titoli sopra indicati con le lettere b), c), d) (O. Ass. n. 3285 del 12.3.1970).

La normativa in vigore sino all'a.s. 1976/77 fu introdotta a partire dall'a.s. 1972/73 (O. Ass. n. 4591 del 12.5.1972).

Da quell'anno fu anche espressamente previsto l'annullamento d'ufficio delle nomine di supplenza eventualmente conferite senza l'osservanza delle disposizioni sulla conoscenza del francese. In concreto, l'interpretazione data correntemente dall'Assessorato, per tacita intesa con le OO.SS. anche in considerazione delle difficoltà di reperire personale supplente, fu, per l'insegnamento del francese, di considerare su un piano di analogia il "colloquio" con la maturità conseguita in Valle e, pertanto, in caso estremo, consentire il conferimento di supplenze a studenti universitari non diplomati nella Regione, purché avessero superato il "colloquio". Attenendosi a tale interpretazione, che fu seguita sino a tutto il 1976, il prof. Barone, allora Preside della scuola media di Verrès, conferì alla sig.na Perruchon Onorina supplenze di francese negli anni scolastici 1974/75, 1975/76 e 1976/77. Dal 1977, verificatasi una sufficiente disponibilità di personale in possesso di una dei titoli integrativi di conoscenza della lingua francese prescritti dall'ordinanza regionale, non si è fatto ulteriore ricorso a supplenti e le nomine disposte in difformità sono state annullate.

L'ordinanza di quest'anno (O. Ass. n. 5038 del 18.4.1977), a differenza delle precedenti, contiene (ultimo comma art. 5) una elencazione degli aspiranti sprovvisti dei prescritti titoli ai quali, in caso di necessità, possono essere affidate supplenze temporanee di francese. L'elencazione è da ritenersi tassativa ed esauriente, per cui interpretazioni estensive non sono più possibili.

Nel rispetto di tale norma la Prof.ssa Janin, che ha sostituito il Prof. Barone nella presidenza della scuola media di Verrès, non ha rinnovato la nomina, per il corrente anno scolastico, alla Sig.na Perruchon.

Ad ogni modo qualora l'interessata si fosse ritenuta ingiustamente lesa avrebbe dovuto ricorrere all'apposita Commissione, cosa che la stessa non ha fatto.

3) Per risolvere, almeno temporaneamente, il caso della sig.na Perruchon, di cui venni a conoscenza nell'ottobre 1977, proposi alla Giunta la sua assunzione in qualità di coadiutrice presso la scuola media di Pont-Saint-Martin, dove, in conseguenza dell'in­cremento della popolazione scolastica, si rendeva necessario aumentare di una unità il personale della segreteria; l'interessata prese servizio in data 3 novembre 1977.

4) Il caso della sig.na Perruchon dimostra ancora una volta come leggi e disposizioni di carattere generale, assolutamente ineccepibili sul piano dei principi, talvolta possano danneggiare gli interessi delle singole persone senza colpe specifiche e contrariamente alle intenzioni stesse del legislatore. Semmai, l'errore è stato quello di non aver decentrato scuole secondarie di II grado in Bassa Valle per frenare l'esodo degli studenti valdostani in Piemonte eliminando i disagi che questo fenomeno comportava per gli interessati.

L'attuale Giunta regionale su mia proposta, ha ovviato a tale grave mancanza fin dall'anno scolastico 1976/77 per quanto riguarda l'Istituto Professionale Regionale e dall'anno scolastico 1977/78 per gli altri tipi di scuola.

Distinti saluti.

L'ASSESSORE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE

F.to: Maria Ida Viglino

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Il Consiglio prende atto.

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