Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 970 du 30 novembre 2004 - Resoconto

OBJET N° 970/XII - Communications du Président de la Région. Ordre des travaux.

Président - La parole au Président de la Région, Perrin.

Perrin (UV) - La semaine dernière, j'ai participé à la "Xe Conférence des Chefs d'Etat et de Gouvernements francophones", qui a eu lieu à Ouagadougou, au Burkina Faso, les 26 et 27 novembre. La Vallée d'Aoste était présente en tant qu'invité spécial. Le sommet de cette année, auquel ont participé les représentants de 63 Pays, a été le moment privilégié pour la communauté francophone de renouveler l'expression de sa solidarité avec le continent africain. En effet, ce Xe sommet était consacré au thème de "La francophonie, espace solidaire pour un développement durable". En partant de la conviction que la solidarité, que revendique la francophonie depuis ses origines, saura faire de la mondialisation une dynamique maîtrisée et essentiellement positive pour l'ensemble de l'humanité, les représentants de la francophonie ont adopté la "Déclaration de Ouagadougou". Le document approuvé porte sur 3 titres principaux: mobiliser la solidarité francophone pour le développement durable; promouvoir la paix et la sécurité, conditions essentielles du développement durable; analyse des foyers de crise dans le monde. Le développement durable doit en effet intégrer 5 volets complémentaires: l'environnement et la gestion des ressources naturelles, le développement économique continu et inclusif, un développement fondé sur la démocratie, l'Etat de droit et les droits de l'homme, un développement social équitable qui prend appui sur l'éducation et la formation, un développement attentif à la diversité culturelle et linguistique. Quant à la présence de la Vallée d'Aoste, nous avons fait passer notre message de développement par le biais d'un article paru dans le dossier spécial de "La Revue parlementaire", qui a été distribué au cours du sommet. Nous avons insisté sur la logique d'une intégration et d'un partage des politiques entre les acteurs publics et les sujets privés, basés sur la nécessité de comportements éthiques. Nous sommes convaincus que l'homme, intrinsèquement lié à son environnement représente le présupposé nécessaire pour que l'identité locale devienne la souche du développement durable.

Nous avons rencontré, avant l'ouverture de ce Conseil, les syndicats face à la grève générale qui avait été proclamée dans notre Région contre la financière de l'Etat et en appui à la difficulté industrielle dans notre Région. Les syndicats ont exprimé leur forte préoccupation sur la situation de crise et face à une situation de difficulté, d'une crise générale, une crise qui a eu une accélération généralisée en 2004. Ces jours-ci nous irons discuter aussi du budget et dans le budget nous voyons aussi quels sont les instruments que la Région a mis sur place, afin de développer notre industrie par le plan des politiques de travail, par le programme des activités productives, par la facilitation de la Communauté européenne au crédit et toute une série d'interventions spécifiques qui vont aussi à financer les anticipations pour le chômage technique, soit pour le financement de la loi n° 6, qui est une loi qui finance toutes les initiatives qui sont prises dans le domaine du secteur industriel et artisanal. Il y a un lieu de confrontation qui est un lieu codifié: celui du "Patto per lo sviluppo", où tous les acteurs économiques de notre société participent; c'est une confrontation continuelle, la prochaine rencontre est convoquée pour le 7 décembre, ce sont là des occasions opportunes pour une confrontation. Etant donné la situation qui présente des criticités, il serait important qu'aussi les commissions compétentes de ce Conseil analysent la situation particulière de l'industrie dans notre Région en ce moment.

Seulement deux mots quant aux communications sur la Commission paritaire. J'ai reçu de la part des 2 membres de part régionale des communications quant aux raisons de leur manque de présence, raisons qui sont amplement justifiées dans leur communications. Je ne veux absolument pas rentrer dans la polémique de la Commission paritaire, parce que j'ai insisté déjà lors de mon intervention dans cette salle sur la nécessité que la commission puisse travailler convenablement. Il serait opportun que les membres de la commission paritaire de part régionale soient entendus par la Ie Commission aussi pour expliquer les raisons du mal fonctionnement de ladite Commission et cela pourra arriver aussi par les représentants de l'Etat... afin que cette Commission paritaire puisse faire son travail en faveur de l'application de notre Statut.

Président - La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (CdL) - Penso che qualche considerazione vada fatta sull'incontro che vi è stato con le organizzazioni sindacali; tra l'altro, incontro richiesto, contrariamente a quello che normalmente avviene nella prassi, non dai sindacati, ma dallo stesso Esecutivo, cioè dal Presidente della Regione. Forse il Presidente della Regione è stato un po' avaro nel riportare il senso di quelle che lui ha definito "valutazioni di preoccupazione sulla situazione generale e sulla crisi valdostana", perché in quei 20 minuti di audizione il sindacato si è incentrato essenzialmente sulla situazione valdostana e penso che, rispetto allo sciopero politico di oggi, il raddoppio dello sciopero, 4 ore nazionali più 4 regionali, sia proprio la parte regionale forse a obbligarci a qualche riflessione in più. Lei, Presidente, ha detto bene: "vi sono dei tavoli tecnici sui quali bisogna confrontarsi"; il problema è che questi tavoli tecnici non funzionano, perché abbiamo appreso con clamore di stampa che il "Patto per lo sviluppo" si sarebbe riunito 15 giorni fa, abbiamo poi letto dei trafiletti dove si diceva che il "Patto per lo sviluppo" si era riunito. Sarà forse che siamo distratti, perché le notizie ormai sono a ritmo incalzante, di tanto in tanto ci sfugge qualche dettaglio... però ho appreso oggi che uno degli attori principali della crisi economica anche in Valle d'Aosta era assente a quel tavolo tecnico di confronto e questo penso che vada riportato all'aula consiliare, affinché i colleghi e i gruppi possano fare le valutazioni che ritengono più opportune.

Stranamente forse per chi mi sta ascoltando, per una volta mi sono trovato quasi allineato sulle posizioni sindacali e ho condiviso quella preoccupazione espressa dai sindacati coralmente, i quali hanno detto che la crisi - che è soprattutto industriale - in questa Regione è una crisi caratterizzata da delle responsabilità politiche per scelte strategiche sbagliate in riferimento al passato e per assenza di decisioni politiche in riferimento al presente e al futuro. Ritengo che oggi il Consiglio non possa affrontare il problema della crisi dell'occupazione, dell'industria di questa Regione con delle comunicazioni di 5 minuti e delle riflessioni che durano per un tempo equivalente; reputo che in maniera formale oggi l'Assemblea debba prendere coscienza che il problema dell'occupazione, e dell'industria in particolare, è un problema che va affrontato a livello di scelte politiche, di responsabilità politica e penso sia necessario chiedere che questo Consiglio quanto prima dedichi almeno qualche ora ad un confronto sulle scelte della politica industriale, perché se oggi ci troviamo in una situazione che è stata riassunta in 700 posti a rischio, perlomeno questa è la stima fatta dai sindacati che abbiamo incontrato prima di tale Consiglio... penso che la massima Assemblea regionale non possa rimanere indifferente. È vero che l'industria deve fare la sua parte, ma sicuramente la politica qualche indicazione la deve dare.

È significativa l'ulteriore riflessione fatta al tavolo sindacale sul ruolo di "Finaosta", e testualmente riporto quello che mi sono annotato: ""Finaosta" non è più sufficiente per gestire i cambiamenti". Noi forse abbiamo detto fin da sempre che "Finaosta" non era sufficiente per gestire certe situazioni, perché gran parte dei disastri della politica industriale, soprattutto della politica industriale della bassa Valle, finanziamenti a "go-go" con risultati deludenti, con fallimenti che si susseguono a ritmi incalzanti, sono in gran parte nati da scelte sbagliate, che sono state avallate da analisi di politica industriale, di politica finanziaria che "Finaosta" nel tempo ha fatto e che continua a fare. Come gruppo chiediamo sin d'ora - e poi formalizzeremo un documento se non riusciremo a concordare con tutte le forze politiche un intendimento di questo genere - un'adunanza consiliare tematica a breve, dove vi sia un unico punto avente per oggetto la crisi dell'industria, sulla quale la Giunta esprima le sue posizioni non solo di retrospettiva, ma soprattutto di prospettiva, e dove vi possa essere un confronto con le risorse e le azioni politiche che si intendono mettere in campo su questo grave problema, che è il problema del lavoro in una Regione ricca, ma, paradossalmente, in questo momento ricca anche di preoccupazioni dal punto di vista occupazionale.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Credo che non si possa tacere sull'incontro che è avvenuto prima dell'inizio del Consiglio, cioè l'incontro con i sindacati - incontro che, a quanto ci risulta, è stato chiesto direttamente dal Presidente della Regione -, dove questi ultimi in modo unitario hanno espresso le loro critiche molto forti sull'insieme del "sistema Regione", sul modo con cui esso viene governato; addirittura hanno dovuto ammettere che è stato necessario indire uno sciopero in Valle per essere ascoltati dall'organo politico. Credo che le parole dette dai sindacati confederali siano molto gravi e delineino una situazione difficile dal punto di vista delle relazioni sociali, di quello della riforma della pubblica amministrazione e di quello della crisi industriale. Rispetto a tutte queste osservazioni, non abbiamo sentito nel corso dell'incontro nessuna risposta puntuale da parte del Presidente, forse non era quello il luogo, il Presidente or ora ha detto che nel bilancio si troveranno queste risposte e io sono molto curiosa di sentire e di capire come, dove, in quali capitoli, in quali scelte politiche precise vi sono le risposte a tale crisi, perché io - confesso - non le ho trovate.

Ricordo ancora che queste critiche non sono nuove, chi ha partecipato all'audizione dei sindacati sul bilancio in II Commissione ha avuto modo di ascoltare puntualmente tali osservazioni, chi ha partecipato stamani alla manifestazione dei sindacati a Châtillon ha avuto modo di sentir ripetere in modo puntuale tali osservazioni critiche. Non voglio riprenderle adesso puntualmente una ad una, perché non vi è il tempo; torneremo ad affrontare questo argomento nel corso della discussione sul bilancio, perché è il bilancio che può indicare la risposta o le risposte ai problemi sollevati in modo fortemente critico da parte di tutte le organizzazioni sindacali, che rappresentano oltre 30.000 persone di questa Valle.

Président - La parole au Conseiller Lattanzi.

Lattanzi (CdL) - Intervengo sulla comunicazione relativa alla Commissione paritetica, perché lei mi consentirà, Presidente, di "mettere" un po' di verità nelle comunicazioni odierne o di dare un contributo alla verità, perché questo Consiglio ha il diritto di sapere la verità sulla "vicenda Commissione paritetica Stato-Regione"! Quando la Presidenza di questo Consiglio inviò al Presidente della Commissione paritetica il documento votato dall'Assemblea in merito ad una preoccupazione rispetto ai lavori, il Presidente della Commissione paritetica inviò una lettera alla Presidenza del Consiglio che quest'ultima a sua volta inviò ai Commissari della I Commissione. Vorrei leggervi alcuni passaggi di tale documento, perché credo sia importante che voi sappiate cosa sta succedendo in Commissione paritetica, cioè quel posto laddove giacciono su quel tavolo delle tematiche fondamentali per lo sviluppo della nostra autonomia, di cui tanto parliamo. Il Presidente della Commissione paritetica, nella lettera, datata 31 ottobre, di risposta a quella risoluzione, esprimeva una certa amarezza per quanto riguarda la procedura di comunicazione, perché era stata successiva alla comunicazione stampa, ma diceva:

"In effetti, in qualità di cittadino valdostano, nonché Presidente dell'organo istituzionale oggetto della mozione stessa, ritengo che il lavoro della commissione debba basarsi su un mutuo rispetto delle parti sia in sede di lavoro che nei giudizi di merito dell'operato della stessa. A tal proposito prendo atto che la mozione approvata sarà di stimolo affinché la Commissione paritetica svolga il suo operato nell'interesse della collettività valdostana, raggiungendo, dopo un lavoro tecnico-giuridico di necessario confronto fra le parti, l'obiettivo di adottare schemi di norma di attuazione che pongano la nostra Regione all'avanguardia nel contesto nazionale ed europeo. Ciononostante alcuni passaggi della mozione appaiono alquanto singolari e non rispettosi dell'operato attento, costante e necessario che i vari servizi ministeriali rivolgono alle bozze di schemi di norme di attuazione presentati regolarmente al tavolo di lavoro della paritetica. La definizione "dissente sul metodo di richiedere la ricorrente partecipazione o consultazione delle amministrazioni statali, nell'ambito dei lavori della commissione ed anche successivamente, in quanto ciò può alterare nella sostanza la pariteticità dell'organismo e causa ingiustificabili e illegittimi ritardi nell'iter di approvazione delle norme di attuazione" risulta perlomeno irrispettosa dell'attenzione e del profondo operato che le varie amministrazioni devono effettuare al fine di garantire la migliore stesura tecnico-giuridica del testo finale. Peraltro la stessa attenzione ed operosità è senza dubbio effettuata dall'Amministrazione regionale valdostana nella fase precedente alla stesura delle bozze di schemi di norme da presentare.

In qualità di cittadino valdostano, mi sono sempre fatto garante dell'operatività e dell'efficacia della nostra commissione. L'operatività è stata impostata su una metodologia che individui anzitutto i punti di convergenza, nonché quelli di possibile divergenza fra le parti; preveda successivamente motivazioni appropriate sui punti discordanti; proponga quindi emendamenti migliorativi ai testi; infine, calendarizzi i percorsi degli schemi di norma per celere approvazione. Infatti, sensibile alle richieste presentate dal Presidente della Giunta regionale, Perrin, a mezzo lettera del 27 aprile 2004, ho provveduto immediatamente ad una calendarizzazione degli schemi presentati con la metodologia sopra indicata. Mi corre l'obbligo, per rispetto della verità e senza alcuna intenzione polemica, di ricordarle che l'avvio dei lavori di codesta commissione dopo la pausa estiva fu richiesta da me già all'inizio del settembre 2004. Dispiace constatare però, che, pur con il buon intendimento e la doverosa sensibilità, l'operosità della commissione è stata ritardata dalla componente regionale fin dal 28 ottobre 2004, peraltro alla cui riunione solo uno dei tre componenti di parte regionale vi ha preso parte. Infatti solamente il Prof. Barbagallo, peraltro la cui qualità ed esperienza hanno sempre fatto onore e merito ai lavori della nostra commissione, ha presenziato alla riunione, con tutti i limiti decisionali imposti dall'assenza ingiustificata degli altri membri di parte regionale. Mi si permetta di sottolineare che la commissione ha già dovuto subire un rallentamento dei suoi lavori causato dalla delegittimazione dei membri di parte regionale nel corso del 2003, quando nel mese di giugno, tenutesi le elezioni regionali, i membri di parte regionale furono riconfermati nel loro incarico solo in data 4 novembre 2003, quando lo stesso Consiglio che lei presiede riconfermò loro l'incarico. Se quindi rallentamenti istituzionali possono essere comprensibili, quelli di immotivata assenza rimangono ovviamente peggiorativi nel contesto operativo della nostra commissione. Certo che l'assenza regionale del 28 ottobre 2004 ha rappresentato un incidente di percorso, gradirei che in futuro la parte regionale continui ad essere un costruttivo e doveroso elemento portante della nostra commissione".

Così, purtroppo, non è stato, perché nel mese di novembre, come citavo prima, ulteriormente si sono resi indisponibili 2 dei 3 componenti. Ora lei ci comunica che questi due Signori sono disponibili a venire in I Commissione a giustificare le loro assenze, io mi chiedo quale senso abbia che loro vengano in commissione, quando motivazioni di assenza non dovrebbero essercene, perché, se sono di carattere personale e di salute, sono comprensibili ma, se sono di carattere politico, bisogna che il Presidente ne sia a conoscenza, perché le questioni "in ballo" per le quali vi è sempre stato ritardo sono due: la prima, la continua e ricorrente richiesta da parte regionale di avere la presidenza di questa commissione, come se la presidenza di parte statale, pur detenuta da un Valdostano, fosse di rallentamento, e abbiamo visto che purtroppo per loro così non è; la seconda, la contestazione del processo burocratico che prevede un'analisi da parte degli uffici ministeriali, degli uffici tecno-giuridici degli schemi di norma di attuazione proposti dalla Regione, che è un percorso burocratico che si ha da fare, perché gli schemi di norma vengono presentati da parte amministrativa regionale e devono essere approfonditi da parte ministeriale. Ho la sensazione che vi sia un po' di melina, chiedo al Presidente Perrin di incontrare lei, non noi della I Commissione, i componenti di parte regionale, perché sono i suoi fiduciari e, se hanno qualcosa da dire, lo devono spiegare a lei! E se non hanno più piacere di partecipare a quella commissione, devono dimettersi e permettere alla Regione di procedere negli accordi con lo Stato per l'attuazione degli schemi di norma della nostra autonomia.

Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Solo per dire due parole sulla situazione che i sindacati ci hanno illustrato. Il gruppo "Stella Alpina" già parecchi mesi fa evidenziò l'urgente necessità di effettuare un'adunanza consiliare tematica sulla situazione economico-industriale della Valle d'Aosta; oggi fa piacere sentire che anche altri colleghi, a seguito dell'audizione con i sindacati, abbiano esternato le stesse necessità. Oltretutto abbiamo presentato un'iniziativa, all'ordine del giorno, che va verso quell'indirizzo posto dal collega Frassy, si dice testualmente:

"se, alla luce della vicenda della "Tecdis" e di tante altre aziende, ritiene opportuno, nel rispetto anche del dialogo politico e del ruolo del Consiglio regionale, dare la propria disponibilità a convocare un Consiglio regionale straordinario avente per oggetto la situazione complessiva dell'industria valdostana, tenuto conto che è nell'interesse di tutti, maggioranza e minoranza, agire al fine di salvaguardare e rilanciare il settore industriale valdostano".

Vogliamo precisare un'altra cosa: non riteniamo che sia prettamente un problema dell'industria valdostana, è una situazione che la "Stella Alpina" ha già portato più volte in questo Consiglio di preoccupazione più complessiva, che investe anche lo Stato italiano e non solo, cioè dell'aumento della povertà e quindi della crisi dell'"identità famiglia" e dell'arrivare con stento e difficoltà... a quei bilanci mensili che ogni famiglia deve fare. La situazione è molto più complessa, non è solo un discorso industriale, e qui non voglio lanciare nessun "salvagente" all'Assessore competente o altre cose di questo genere: crediamo che un Consiglio vada fatto in senso più generale, perché se il nostro discorso deve essere propositivo, lo deve essere ad ampio raggio e non solo sullo specifico argomento. Ritengo che questo sia importante, anche perché i sindacati lo hanno detto anche loro: hanno parlato del bilancio, del "Patto di sviluppo", del "sistema Valle d'Aosta", della povertà, di tante cose; quindi non è espressamente un solo tema, è un tema che deve coinvolgere il Consiglio, ma è un tema di carattere generale. Lo avevamo detto, speriamo che al punto n. 9 il Presidente della Regione ci dica qualcosa in merito alla nostra richiesta e in quel momento saremo anche più precisi.

Président - La parole au Conseiller Pastoret.

Pastoret (UV) - Chers collègues, nous ne pouvons pas ignorer que les raisons qui sont à la base de cette journée de grève dont nous parlons concernent une crise grave et ample dans notre Région, à savoir la perte du pouvoir d'achat des salaires, l'écart progressif et préoccupant entre les revenus des foyers avec une croissance du nombre des personnes qui ont un niveau de vie se situant au-dessous du niveau reconnu de pauvreté. De plus ici les travailleurs vivent un moment de grande difficulté par rapport à la situation du secteur industriel. Egalement l'incertitude d'un grand nombre de foyers est aussi assurée par une souffrance de nombre d'autres secteurs économiques. Je crois donc qu'il nous appartient de reconnaître qu'une crise de grande envergure nous frappe et de reconnaître aussi que dans le futur rien nous fait penser que les choses pourront s'améliorer dans des temps rapides. Voilà donc qu'il est indispensable que cette Région, à partir de nous, les responsables de la vie politique et économique qui siègent ici, prennent en charge ces problèmes avec des procédures extraordinaires et d'urgence. Tout d'abord je pense qu'il est arrivé le moment de réfléchir sérieusement à la stipulation d'un nouveau contrat social de caractère extraordinaire, ayant pour acteur la Région d'un côté, par une table de concertation avec les syndicats des travailleurs et ceux des entrepreneurs et du commerce, mais qui puissent travailler avec une procédure d'urgence, en dehors d'organismes figés, sur l'actuelle crise, en fournissant des réponses rapides.

Une loi immédiate est nécessaire. Une loi autorisant la Région à anticiper aux travailleurs au chômage technique les indemnités, que les travailleurs "touchent" actuellement avec 5-6 mois de retard pour des foyers en crise cela est un fait gravissime. Comme il est indispensable la fixation d'un ultérieur quota régional important pour intégrer le transfert déjà prévu par loi de l'Etat dans le secteur de l'aide aux étudiants et aux familles, d'école primaire et d'école moyenne, ce qui permettrait d'amoindrir les difficultés des enfants et des jeunes gens. Et encore avec une plus longue haleine prévoir un travail d'étude et d'analyse de la situation économique de la Vallée par rapport à l'évolution et au changement rapide de l'économie mondiale; cela permettra non pas d'avoir des réponses dans l'immédiat, mais de programmer notre futur et de modifier l'état de l'actuelle structure économique, qui n'est plus à même de tenir face à ces difficultés. Il s'agit là de modifications qui se sont produites tout récemment, parce que je viens de lire le rapport de "Banca d'Italia", qui dit: "Nel 2003 l'occupazione in Valle d'Aosta è cresciuta dello 0,4%, il ritmo di crescita più basso registrato dal 1999, inferiore anche a quello di gran parte delle altre regioni italiane". Voilà que donc nous nous trouvons face à une crise qui arrive, qui n'est pas encore complète, sur laquelle nous devons travailler et inventer de nouveaux outils. Nous sommes d'accord sur cela. Cette analyse pourra se faire aussi par le biais de l'Université de la Vallée d'Aoste, dont le secteur de recherche économique doit être développé et soutenu davantage, une analyse qui s'avère indispensable pour pouvoir adresser de manière convenable et utile nos investissements futurs avec d'autres instruments, d'autres objectifs et d'autres procédures. Ce n'est pas encore le moment des propositions, mais il est opportun de relancer une négociation avec les syndicats des travailleurs et des entrepreneurs, afin qu'eux aussi soient concernés pour travailler au développement du secteur de recherche en utilisant le pivot de l'Université de la Vallée d'Aoste, qui pourrait ainsi mieux remplir son rôle.

Le moment est grave, je me suis permis de faire quelques propositions, je reviendrai sur ce thème à l'occasion du débat sur le budget de la Région, peut-être il y en aura d'autres et des meilleurs; ce qui importe de dire en conclusion c'est que nous avons un avis partagé et concordé pour nous pencher sur ce problème et pour donner des réponses immédiates.

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (FA) - Intervengo anch'io sulle comunicazioni del Presidente relativamente all'incontro che abbiamo avuto con i sindacati, un incontro che peraltro ho trovato quasi imbarazzante. Adesso non so se è un rituale quello di invitare i sindacati prima della discussione sul bilancio di previsione perché, se così fosse, dico che mancavano al tavolo anche altre parti come quelle degli industriali.

Credo che sull'argomento della crisi industriale... è la crisi industriale stessa in questo momento ad essere imbarazzante in Valle d'Aosta, basta aprire tutti i giorni i giornali e si vede che vi è un'impresa o in crisi, o che se ne va, o che licenzia i dipendenti. Questa è diventata ormai una situazione che si è "incancrenita" nel tempo e di cui si è parlato sovente in questo Consiglio, ma senza dare la giusta importanza.

Rispetto all'incontro con i sindacati abbiamo potuto capire che alcune delle affermazioni che vengono anche dai sindacati che fanno riferimento ai partiti che sono in maggioranza... le parti più critiche sono venute proprio dai sindacalisti che fanno riferimento all'"Union Valdôtaine" e "Democratici di Sinistra". Il Sig. Corniolo, ad esempio, ha citato nel suo discorso alcune importanti frasi, quali: "stiamo vivendo una nuova povertà, di cui nessuno si è ancora accorto", eppure noi di questo, in Consiglio, ne abbiamo parlato più volte. Corniolo ha "buttato" un "segnale" molto pesante sul funzionamento di "Finaosta"... sul ruolo per cui era nato e che oggi non svolge più, un attacco piuttosto forte rispetto alla questione del "Billia", della Casa da gioco, che non trova sbocchi, né soluzioni. Addirittura affermazioni come - cito esattamente quello che ha detto -: "il momento è pericoloso ed entro 12 mesi ci giocheremo tutto"... poi si fa riferimento alle promesse dell'"area Cogne" che non ha trovato sbocchi di nessun tipo. Credo che ancora più pesante è stato il Sig. Viale, che fa riferimento all'Assessore, dove parla di assenza di politica rispetto al problema dell'industria. Queste sono affermazioni veramente drastiche sotto il profilo politico, "vi è addirittura una carenza di regia politica", è stato detto.

In questi giorni stavo buttando giù alcuni appunti per dire qualcosa sul bilancio di previsione e devo dire che non sarei mai stato così violento, però questo mi fa dire che il problema - che sappiamo bene esistere - non è stato affrontato nella giusta misura. Adesso vi sono queste richieste, ormai non è nuova neanche la richiesta di un'adunanza consiliare monotematica sulla crisi industriale, ben venga, ma credo che tale adunanza consiliare debba estendersi anche ad altri problemi che sono direttamente collegati, come quelli della disoccupazione o delle vere povertà che stanno nascendo in questa Regione. Auspichiamo che vi sia veramente sensibilità da parte di tale maggioranza perché, da quello che abbiamo letto nella finanziaria, non troviamo sbocchi perlomeno immediati a soluzioni di questo tipo. Credo che tale dibattito abbia dato il tempo alla Giunta di trovare le soluzioni e dare da subito delle risposte in questa direzione.

Président - La parole au Conseiller Frassy, pour motion d'ordre.

Frassy (CdL) - Chiederei una riunione dei Capigruppo per calendarizzare il prosieguo della sessione del bilancio, ma anche perché mi sembra sia emersa dagli interventi a margine della comunicazione del Presidente della Regione la volontà di dedicare un momento particolare alla crisi economica ed industriale della Regione. Vorremmo evitare di presentare un documento, perché lo riterremmo un voler fare i "primi della classe", che non ci interessa, ma vorremmo capire se vi è la disponibilità delle altre forze politiche per arrivare a definire un'adunanza consiliare tematica e di conseguenza dare una risposta.

Presidente - Lei non era presente, ma il prosieguo dei lavori è stato già calendarizzato e fissato dalla Conferenza dei Capigruppo; per l'altra questione non ho difficoltà a sospendere il Consiglio per 5 minuti, chiedo una riunione dei Capigruppo a questo proposito.

Il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

Si dà atto che il Consiglio è sospeso dalle ore 17,21 alle ore 17,37 e che alla ripresa dei lavori assume la Presidenza il Vicepresidente Nicco.

Presidente - Possiamo riprendere i lavori. La Conferenza dei Capigruppo, riunitasi con il Presidente della Regione e con l'Assessore all'industria, ha concordemente stabilito di calendarizzare una specifica riunione tematica di questo Consiglio sulla situazione industriale, riunione che si terrà nella terza settimana del mese di gennaio.

Il Consiglio prende atto.