Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 70 du 4 avril 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 70/74 - Nomina dei rappresentanti della Regione in seno alle Commissioni regionali di cui agli articoli 5 e 6 della legge statale 18 dicembre 1973, n. 877: "Nuove norme per la tutela del lavoro a domicilio".

Dolchi (Presidente) - L'ordine del giorno reca ora la discussione dell'oggetto concernente: "Nomina dei rappresentanti della Regione in seno alle Commissioni di cui agli articoli 5 e 6 della legge 18/12/1973 n. 877".

Dichiaro aperta la discussione generale e concedo la parola al Presidente della Giunta regionale, Dujany, per l'illustrazione dell'argomento.

Dujany (DP) - Mi pare che non ci sia molto da aggiungere a quanto già detto nell'elaborato distribuito ai Consiglieri. Si tratta di nominare alcune persone nella Commissione provinciale e nella Commissione regionale per la tutela del lavoro a domicilio.

A nome della maggioranza io propongo i seguenti nomi: per la prima Commissione: Frassy François; per la seconda Commissione: Galli Nerina e Rollandin Enrico.

È chiaro che aspetto dai gruppi di minoranza gli altri nominativi poiché la legge lo prevede espressamente.

Chiedo scusa; mi correggo, Galli Nerina e Rollandin Enrico per la prima Commissione e Frassy François per la seconda Commissione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Io vorrei prendere lo spunto da questo provvedimento che viene proposto oggi al Consiglio per rilevare una incongruenza: noi nominiamo le Commissioni provinciali, mentre la Provincia non c'è più.

In questo caso si tratta di una Commissione che deve controllare il lavoro a domicilio, io credo che dato che c'è una Commissione provinciale, come è ricordato anche nell'allegato, le Commissioni regionali hanno compito di coordinamento delle Commissioni provinciali, il problema per la Valle d'Aosta non esiste dato che Regione e Provincia si identificano; rimane la questione dei ricordi, ma è una questione che può essere tranquillamente superata e credo anche che sarebbe giunto il momento!

In tutti gli Enti infatti noi abbiamo questo sdoppiamento, come se in Valle d'Aosta esistesse ancora la Provincia, ma al momento della creazione della Regione a Statuto speciale la Provincia di Aosta è stata soppressa, quindi i compiti della Provincia di Aosta sono passati alla Regione.

Anche nell'INPS rileviamo la presenza di una Commissione provinciale e di una Commissione regionale, così in altri Enti che adesso non sto a citare.

C'è poi ancora un caso clamoroso: il CONI, che aveva esclusivamente un rappresentante regionale, ad un certo momento, forse per la necessità di mantenere alcune persone nella loro posizione, ha trovato il sistema per procurarsi anche un addetto provinciale.

Queste sono delle incongruenze alle quali noi dobbiamo porre termine, perché altrimenti si gioca solamente su un sacco di Commissioni che non hanno ragione di esistere in quanto sono dei puri e semplici doppioni.

Ora noi dobbiamo porre un termine categorico a tutto questo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Dujany. Ne ha facoltà.

Dujany (DP) - Ringrazio il Vicepresidente del Consiglio perché nel suo intervento ha voluto sottolineare l'importante aspetto politico della nostra istituzione regionale.

Non credo che il problema delle nomine sia tanto importante, è molto importante invece lo spirito con cui il Parlamento e il Governo approvano dei provvedimenti legislativi in una dimensione ancora centralizzatrice, senza cioè tener conto delle particolari istituzioni che esistono nel territorio.

Quando, dicevo, in una precedente adunanza del Consiglio, che il problema del regionalismo è ancora un problema non sempre tradotto in atti concreti, sia da parte del Parlamento, sia da parte del Governo, non dicevo parole vuote, c'è un rifiuto o per lo meno una certa superficialità a legiferare in uno Stato decentrato in organismi regionali particolari, si continua a legiferare tenendo conto di vecchie istituzioni, Comune, Provincia e poi ci si ricorda in un terzo momento che c'è la Regione, non come elemento principale, ma come elemento integrativo.

Ora questo è un problema politico, è un modo di legiferare conseguente a una scelta politica di fondo.

Che cosa possiamo fare dinnanzi a questi fatti che si ripetono da anni? Non si tiene conto che la Valle d'Aosta è l'unica Regione in Italia, dove la Provincia è stata soppressa, fortunatamente, e le competenze sono state assorbite dalla Regione, non si tiene conto, anche in questo palazzo, di tante particolarità su cui ritorneremo più tardi.

Mi pare che in questo momento sono due le cose da fare: augurarsi e lavorare affinché il regionalismo diventi fatto concreto sul piano legislativo sia nelle iniziative governative, sia nell'attività parlamentare, sensibilizzare i nostri parlamentari affinché seguano questa legislazione e cerchino, in quella sede, di adattarla alla nostra situazione particolare.

Mi pare che a questo punto non ci rimanga altro da fare, possiamo anche sollevare il problema sul piano dell'astrazione, del sentimento o della protesta, però non so con quali risultati; credo che l'azione che dobbiamo fare in questo momento dovrebbe essere un'azione di attenzione quotidiana sia da parte del potere esecutivo regionale che dai parlamentari valdostani affinché i provvedimenti legislativi vengano adattati e inseriti nella realtà istituzionale della nostra Regione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - A noi sembra che sarebbe molto utile proprio per affermare un principio, non procedere alla nomina di Commissioni provinciali là dove non esiste una Provincia, tra l'altro mi chiedo se dal punto di vista strettamente giuridico noi possiamo nominare dei Consiglieri provinciali dato che il nostro non è un Consiglio provinciale. Inoltre, nominando questi Consiglieri provinciali, noi in pratica diciamo che abbiamo una duplice funzione, quella di Consiglio provinciale e quella di Consiglio regionale, mentre la legge afferma che la Provincia di Aosta è soppressa e quello che non esiste non può essere rappresentato, di conseguenza, pur riconoscendo che quanto ha detto il Presidente della Giunta corrisponde ad una realtà di fatto, mi sembra che non è opportuno da parte nostra accettare continuamente certe più o meno volute dimenticanze legislative.

Noi diciamo dunque che non essendoci la Provincia non ha senso che esistano delle Commissioni provinciali.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mappelli. Ne ha facoltà.

Mappelli (DC) - Intervengo su una questione che interessa decine e decine di lavoratori, mi riferisco alla legge quadro sugli Istituti di assistenza sociale: quando ad un lavoratore non viene assegnata la pensione, questi ricorre alla famosa Commissione Provinciale di 18 o 20 persone che rappresentano tutte le forze sindacali, le forze economiche, le categorie professionali, ecc., e se anche questa Commissione non concorda su una definizione positiva del ricorso la pratica finisce al Regionale, il quale finalmente la chiuderà.

Io volevo informare il Consiglio, anche se forse qualcuno era già al corrente, della trafila burocratica che tanti lavoratori sono costretti a compiere, prima al Provinciale, poi al Regionale.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Mi ricollego a quanto ha detto il Consigliere Mappelli, pur concordando in linea di principio su quanto è stato affermato dal Vice Presidente Fosson, dal Presidente della Giunta e dal Consigliere Andrione, mi sembra tuttavia che, allo stato degli atti, la Commissione così detta regionale e la Commissione così detta provinciale hanno due sfere di competenze diverse.

La Commissione regionale agisce in secondo grado e in grado di appello su quanto la Commissione provinciale ha deciso, per cui, ferma restando la questione di principio, è evidente che se noi ci rifiutassimo in questo momento di mettere in moto il meccanismo della Commissione provinciale, rischieremmo di togliere un grado di giudizio ai lavoratori che ricorrono e che hanno il diritto di venire tutelati, riducendo la così detta Commissione regionale a organo di giudizio di primo grado costringeremmo i lavoratori, per fare ricorso, ad andare a Roma.

Quindi, sotto questo profilo, io ritengo, fermo restando l'impegno nostro di verificare quanto è stato detto e ripetuto e che ci trova concordi, sia opportuno in questa sede procedere alla nomina delle due Commissioni in modo che si possa effettivamente dare alle due Commissioni le loro competenze e venire incontro alle esigenze di chi dovrà ricorrervi.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Noi non nascondiamo le difficoltà del problema esposte dal Vice Presidente Chanu diciamo però che in questi casi dovremmo dare prova di un po' di fantasia e risolvere il problema mantenendoci su un piano differente. Mi spiego, visto che il Presidente della Giunta ha anche le funzioni di Prefetto potrebbe, d'accordo con il Capo dell'Ispettorato Provinciale del Lavoro, stabilire una Commissione di primo grado in questa materia, che poi deciderà in prima istanza e vi sarà l'appello; oppure potremmo, se si vuole giocare sulle parole, chiamarle Commissioni regionali di primo grado e di secondo grado, oppure ancora studiare delle altre soluzioni che in questo momento non ho in mente.

Mi sembra in ogni caso negativo nominare una Commissione provinciale quando è acquisito dalla nostra autonomia che la Provincia è soppressa.

Se c'è una questione di ricordi, e notate che poi questa questione dei ricordi ritorna in tante altre questioni ed ha avvelenato la nostra scuola valdostana per non so quanti anni e lì per esempio noi siamo sempre stati dell'idea di continuare a tener duro e a non cedere a certe pretese e pensiamo che anche in questo caso sia bene mantenere la stessa posizione se necessario, con i trucchi verbali, scusatemi l'espressione.

Dobbiamo mantenere una posizione intransigente, perché una volta che si cede in un campo si costituisce il precedente; spero che altri convegni troveranno una soluzione nel senso regionalista auspicato dal Presidente della Giunta.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Sono d'accordo su quanto è stato detto, sulla Provincia di Aosta che non esiste più, ma che è stata assorbita dalla Regione Valle d'Aosta, sull'assurdità di nominare una Commissione provinciale dal momento che esiste già una Commissione regionale; la domanda che pongo è questa: se noi non nominiamo un membro della Commissione provinciale questa Commissione viene eletta ugualmente?

Chiedo questo al Presidente della Giunta, perché se mi verrà detto che senza il nostro rappresentante la Commissione provinciale decade va bene, altrimenti dovremo rinunciare alla questione di principio ed eleggere un rappresentante.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Maria Ida Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Volevo semplicemente far notare che nell'allegato 7 si legge: "...una Commissione per il controllo del lavoro a domicilio, composta... oltre a due rappresentanti dell'Amministrazione provinciale, eletti dal Consiglio provinciale...".

Ora noi non siamo il Consiglio provinciale e dovremo poter eleggere solo i rappresentanti per la Commissione regionale.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chanu. Ne ha facoltà.

Chanu (DP) - Voglio chiarire la questione in base alla legge: le due Commissioni hanno compiti completamente diversi, la prima Commissione ha compiti di natura strettamente amministrativa, è solo la seconda Commissione che ha compiti giurisdizionali, di decisione sui ricorsi.

Si potrebbe arrivare forse ad una soluzione, precisando nel cappello della delibera quello che è il nostro pensiero, chiamare questa Commissione provinciale Commissione regionale n. uno di primo grado e sottolineare che la Commissione regionale rappresenta la Commissione regionale di 2° grado, però non ritengo di mettere questo nella parte dispositiva per ragioni ovvie di funzionalità e anche per le ragioni che ha esposto il Consigliere Bordon. Sarebbe assurdo vedere, per ragioni di principio, funzionare una Commissione provinciale o comunque una Commissione di primo grado senza i rappresentanti delle Regione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto di parlare il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Sappiamo bene che le due Commissioni hanno compiti diversi, noi abbiamo sollevato il problema perché in analogia a questo ce ne sono tanti altri e ora la proposta che viene fatta dal Vice Presidente Chanu è praticamente analoga a quella avanzata dal Consigliere Andrione.

Noi dobbiamo prendere posizione su quelle che sono le Commissioni provinciali, quindi anche se dal centro continueranno a parlare di Uffici provinciali del Lavoro, noi dobbiamo parlare di Uffici regionali del Lavoro, questa è una questione fondamentale!

Noi siamo perfettamente d'accordo nel chiamare le due Commissioni Commissione regionale di prima istanza e Commissione regionale di seconda istanza, Però dobbiamo prendere lo spunto da queste cose per cominciare a fare una certa azione in tutti i campi, e mi sembra che su questo sia d'accordo anche il Presidente della Giunta.

Se invece noi continuiamo ad avallare questo principio fatalmente scendiamo la china, mentre, ogni volta che si presenta un problema analogo, dobbiamo prender posizione, se non altro per fare una certa pressione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Se ho capito bene quanto ha detto il Vice Presidente Chanu, la questione dei ricorsi è discussa soltanto dalla Commissione regionale, la quale decide sui ricorsi che gli interessati avanzano contro i provvedimenti presi dalla Commissione provinciale, quindi noi potremmo dire: Commissione regionale di cui all'articolo 5, Commissione regionale di cui all'articolo 6 della legge 18 dicembre 1973, n. 877, senza definirla come Commissione provinciale.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta regionale, Dujany. Ne ha facoltà.

Dujany (DP) - Ho l'impressione che qui stiamo protestando contro una casa che ci siamo lasciati costruire e nella quale ci troviamo male. Ora cerchiamo, in questa casa che ci hanno pre-costruito, di abbattere un muretto, per cercare un certo spazio, senza renderci conto che ormai la casa è stata costruita in un modo non confacente alla nostra istituzione.

Indipendentemente dal fatto specifico e dall'episodio, mi pare di poter rilevare, proprio dall'intervento del Consigliere Fosson, il problema di fondo di un certo modo di legiferare delle Assemblee parlamentari che non è valido per la Valle d'Aosta. Questo modo di legiferare deve essere visto nell'ambito dell'istituzione nazionale, non possiamo ottenere, attraverso un adattamento di dettaglio, una struttura fatta su nostra misura, noi avremmo dovuto poter intervenire in sede parlamentare in modo che questa legislazione si fosse adattata all'istituzione regionale sulla base del problema politico di fondo che riguarda la scelta di un sistema centralizzato o decentrato.

L'altro giorno scorrevo una pagella scolastica: dopo trent'anni di autonomia sulla pagella c'è ancora scritto: "Provincia di Aosta" e nessuna barba di Preside s'è preoccupata per la correzione, non parliamo poi della corrispondenza che quotidianamente ci arriva da Roma indirizzata al Prefetto di Aosta, o di alcuni incarichi che vengono affidati al Presidente della Commissione di Coordinamento pur essendo essi di competenza regionale.

Ora, indipendentemente da quella che può essere la soluzione di dettaglio, io vorrei proporre un ordine del giorno del Consiglio regionale che ribadisca al Parlamento, al Presidente del Parlamento e ai nostri Parlamentari che la legislazione nazionale deve tener conto della realtà istituzionale e del particolarismo della Valle d'Aosta.

Devo aggiungere che questo problema non si presenta solo in Valle d'Aosta, ma anche nelle due Province di Bolzano e Trento, però bisogna notare che ogni volta, i vari provvedimenti legislativi nazionali, vengono continuamente adattati a quella che è la realtà particolare delle Provincie di Bolzano e Trento.

Da noi questo problema è sempre stato dimenticato ed è per questo che sono contento che sia stato sollevato, perché mi pare che si tratti di un problema di fondo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - Siamo d'accordo sull'ordine del giorno dato che questo è un problema politico, noi diamo una risposta politica, perché non credo che la politica si faccia solo a Roma, almeno noi non avevamo mai accettato questa tesi; è vero che il problema non è di per sé tanto importante e tanto significativo, però anche se è un muretto, anche se fosse solo un mattone è, sempre secondo noi, necessario opporsi a quel tipo di andazzo.

Se i "romani" indirizzano le lettere al Prefetto di Aosta a noi dispiace, ma riteniamo che sia molto più grave quando sono i valdostani ad accettare certe cose e quindi prendiamo una ferma posizione anche su queste che sono questioni minori.

In Valle d'Aosta, da trent'anni a questa parte, non c'è mai stato un Prefetto di nomina governativa e per questo non si sono ancora visti i fiumi risalire la corrente o le montagne crollare!

Secondo il nostro avviso, in Valle d'Aosta, non abbiamo bisogno né di Prefetti, né di Commissioni provinciali e per questo, pur riconoscendo che la questione non ha gli estremi per essere considerata una offesa di primo grado, noi protestiamo.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Noi siamo d'accordo su tutto quanto è stato detto, specialmente sull'ordine del giorno, voglio soltanto precisare alcune cose.

Forse non tutti sono d'accordo quando il Presidente della Giunta dice che certe disposizioni legislative devono essere adattate alla realtà regionale, io credo che le leggi nazionali debbano andar bene su tutto il territorio.

Tranne la Valle d'Aosta le altre Regioni sono costituite da almeno 2 o 3 Provincie per cui la clausola che noi dobbiamo richiedere con insistenza è quella secondo cui in determinati provvedimenti nazionali sia specificato: "esclusa la Valle d'Aosta".

Proprio perché la Provincia di Aosta non esiste noi dobbiamo continuamente far notare certe incongruenze del tipo di quelle esposte dal Presidente della Giunta.

Quindi noi siamo d'accordo di presentare un ordine del giorno, con l'augurio che non lasci il tempo che trova.

Dolchi (Presidente) - Ritengo che il Consiglio si sia espresso in modo favorevole sulla necessità di un ordine del giorno da mandare al Presidente della Camera, al Presidente del Senato e, io suggerirei, anche a tutti i Presidenti di tutte le Commissioni del Senato e della Camera, cioè là dove i provvedimenti legislativi sono esaminati più in dettaglio, affinché i Commissari, i Deputati e i Senatori abbiano presente che in Valle d'Aosta non esiste la Provincia.

Mi sembra anche che il Consiglio ritiene di precisare che le deliberazioni si riferiscono a Commissioni regionali di primo grado e a Commissioni regionali di 2° grado per non fare riferimento ad una Provincia inesistente, se il Consiglio è orientato in questo senso io chiederei la votazione separata dei due provvedimenti...

Chiamiamo dunque: "Commissione regionale di cui all'articolo 5 della legge 18 dicembre 1973 n. 877" la prima votazione per la designazione di un rappresentante della maggioranza e di un rappresentante della minoranza, e "Commissione regionale di cui all'articolo 6", sempre della stessa legge, la votazione successiva.

Le votazioni dovranno essere segrete e sulle schede si dovranno designare i rappresentanti della maggioranza e della minoranza.

Allora è stato fatto il nominativo del Sig. Frassy François, come rappresentante della maggioranza nella Commissione regionale di cui all'art. 5, le minoranze ritengono di fare un loro nominativo?

Ha facoltà di parlare il Consigliere Bordon.

Bordon (DC) - Per la Commissione di cui all'art. 5 noi del Gruppo della Democrazia Cristiana proponiamo il Sig. Vincenti Daniele, vecchio sindacalista e quindi molto esperto in queste cose e nello stesso tempo residente a Verrès per cui è rappresentata anche la Bassa Valle in barba a certi pregiudizi che vengono sempre riproposti in questa sede.

Per la Commissione di cui all'art. 6, come da accordi con gli altri Gruppi, sarà il Gruppo dell'UV a proporre un candidato.

Dolchi (Presidente) - Per la Commissione di cui all'art. 5 è stato proposto il nominativo di Frassy François e il nominativo di Vincenti Daniele.

La votazione potrebbe avvenire con tutti e due i nominativi o con la maggioranza e minoranza che vota ognuno il proprio nominativo, È chiaro che rimangono eletti i due nominativi che hanno riportato il maggior numero di voti.

Chiedo al Consiglio se è d'accordo, come penso sia d'accordo sulla deroga della votazione in cabina.

Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson, Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - A mio parere è preferibile fare una votazione distinta, cioè la maggioranza vota per il rappresentante della maggioranza e la minoranza vota per il rappresentante della minoranza, perché alle volte si verificano delle cose poco simpatiche.

Dolchi (Presidente) - La maggioranza ha indicato il nome di Frassy François, la minoranza quello di Vincenti Daniele, ciascuno vota per il nominativo proposto.

Mi sembra che il Consiglio, anche con la proposta del Vice Presidente Fosson, non abbia modificato il suo orientamento, si vota al posto.

Si distribuiscano le schede.

Si dà atto della distribuzione delle schede.

Proclamo il risultato della votazione dell'oggetto n. 70:

presenti: 26

votanti: 26

schede valide: 26

Hanno riportato voti:

François Frassy: 16

Daniele Vincenti: 10

In base all'esito della votazione risultano designati quali rappresentanti della Regione in seno alla Commissione regionale di cui all'art. 5 della legge 18 dicembre 1973, n. 877 il Sig. François Frassy, designato dalla maggioranza consiliare, ed il Sig. Daniele Vincenti, designato dalla minoranza consiliare.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Dujany. Ne ha facoltà.

Dujany (DP) - I due nominativi proposti dalla maggioranza quali rappresentanti della Regione in seno alla Commissione di cui all'art. 6 della legge 18 dicembre, n. 877, a rettifica di quanto detto innanzi, sono: Secondo Bianca ed Enrico Rollandin.

Dolchi (Presidente) - Allora i nominativi che sono stati proposti sono:

- per la maggioranza: Bianca Secondo ed Enrico Rollandin;

- per la minoranza: Benjamin Bancod.

Come per la votazione precedente si vota al posto e a schede segrete.

Si distribuiscano le schede.

Si dà atto della distribuzione delle schede.

Proclamo il risultato della votazione dell'oggetto n. 70:

presenti: 27

votanti: 27

schede valide: 27

schede bianche: 2

Hanno riportato voti:

Enrico Rollandin: 16

Bianca Secondo: 16

Benjamin Bancod: 9

In base all'esito della votazione risultano designati quali rappresentanti della Regione in seno alla Commissione regionale di cui all'art. 6 della legge 18 dicembre 1973, n. 877 i signori Enrico Rollandin e Bianca Secondo, designati dalla maggioranza consiliare, e Benjamin Bancod, designato dalla minoranza consiliare.