Objet du Conseil n. 810 du 22 septembre 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 810/XII - Risoluzione della problematica relativa alla struttura dell'Hôtel Billia. (Interrogazioni)
Interrogazione
Considerata la delicata situazione dell'Hôtel Billia;
Evidenziato che l'Assessore competente ha incontrato le organizzazioni sindacali ed ha confermato l'impegno a risolvere quanto prima la problematica al fine di salvaguardare i livelli occupazionali;
Sottolineata l'importanza strategica della struttura alberghiera per lo sviluppo delle attività del Casinò;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per conoscere quali iniziative sono state intraprese dall'Amministrazione per risolvere la problematica.
F.to: Lattanzi
Interrogazione
Premesso
- che il 9 settembre 2002 la Giunta regionale ha conferito un incarico a Finaosta per la definizione dell'acquisizione del Grand Hôtel Billia e degli altri immobili di proprietà del gruppo Saav-Sitav;
- che la trattativa non ha, a tutt'oggi, condotto ad alcun risultato concreto;
- che, secondo quanto appreso dagli organi di informazione, Casinò s.p.a. e Grand Hôtel Billia s.r.l. hanno sottoscritto un "contratto di servizio" che prevede l'utilizzo della struttura per l'ospitalità dei clienti della casa da gioco per un periodo di quattro mesi, con decorrenza dall'inizio di agosto 2004 e prorogabile fino a gennaio 2005;
- che tale accordo ha permesso la revoca della procedura di licenziamento, già avviata dall'azienda alberghiera, per 47 lavoratori;
- che il Disciplinare per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent stabilisce che "le spese per ospitalità, relativamente alle manifestazioni di produzione diretta, dovranno essere destinate per non di più del 70% a favore della cosiddetta ospitalità interna (Grand Hôtel Billia, Bar e Ristoranti del Casinò)" e che tale norma "troverà prima applicazione per la predisposizione del programma delle manifestazioni per l'anno 2004";
ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
il Presidente della Regione o l'Assessore delegato per sapere:
1. secondo quali modalità viene utilizzata la struttura del Grand Hôtel Billia e qual è il corrispettivo pagato da Casinò s.p.a;
2. per quale motivo la firma dell'accordo è successiva (fine agosto) rispetto alla sua decorrenza (inizio agosto);
3. a quanto ammontano le spese di ospitalità (complessive, interna ed esterna) sostenute da Casinò s.p.a nei primi sette mesi dell'anno in corso e quali sono le manifestazioni di produzione diretta programmate da agosto 2004 a gennaio 2005;
4. su quali presupposti è stata valutata la compatibilità dell'accordo di cui in Premessa con il Disciplinare per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Qui abbiamo 2 interrogazioni che hanno date diverse; una, era stata probabilmente preparata per il Consiglio di luglio e, per una temporalità diversa, hanno anche una impostazione diversa.
Cerco di rispondere prima all'interrogazione del collega Lattanzi. Si chiede cosa pensa l'Amministrazione regionale di fare nell'ambito delle attività per salvaguardare l'occupazione al "Billia". Ricordo che il Consiglio regionale aveva approvato un ordine del giorno, anzi una risoluzione, che peraltro l'interrogante non aveva votato, ma che il Consiglio aveva fatto propria, in cui si chiedeva al Governo regionale di assumere ogni iniziativa opportuna per scongiurare il rischio dei licenziamenti.
Ho avuto modo di relazionare nella commissione competente, così come previsto dalla stessa risoluzione che, in calce, riportava un impegno all'Assessore competente a riferire alla commissione circa le iniziative assunte. Ovviamente le iniziative assunte non hanno potuto che coinvolgere le 2 società a partecipazione regionale che interfacciavano con i responsabili del "Grand Hôtel Billia" - mi riferisco ai responsabili di "Finaosta" e della "Casinò S.p.a." -, rappresentando questa risoluzione e invitandoli ad assumere le iniziative del caso, qualora fossero compatibili. Da quel momento in avanti, si sono susseguiti degli incontri per poter verificare quale fosse il punto di incontro fra una proprietà che rappresentava, anche nei documenti predisposti per i licenziamenti, un mancato raggiungimento del "break even" perché il flusso di lavoro rispetto alle maestranze era tale da generare delle perdite, e soprattutto lamentava una costante diminuzione del lavoro, quasi come se fosse adottata una politica volta ad impoverire il flusso di lavoro al "Grand Hôtel Billia". Ovviamente dagli incontri nulla è emerso di questo, ma sedendosi al tavolo con la volontà di trovare una soluzione, le parti hanno identificato in un contratto di servizio la possibilità di trovare un accordo economico che avesse, da un lato, un arco temporale fissato nella fine dell'anno, cosa che permetteva alla "Casinò S.p.a." di completare un calendario predisposto all'inizio dell'anno, o addirittura nell'anno precedente. Era ovvio che la "Casinò S.p.a." si trovasse in difficoltà nel perdere una struttura in corso d'anno, quando una programmazione di manifestazioni, di incontri importanti, sia per la comunità valdostana, sia per l'azienda, venivano a perdere la sede preposta per lo svolgimento di queste attività.
Passando all'interrogazione che vede il Consigliere Tibaldi come primo firmatario, mi si chiede secondo quali modalità viene utilizzata la struttura del "Grand Hôtel Billia" e qual è il corrispettivo pagato dal casinò. Indicando questo contratto di servizio e avendo già indicato il periodo temporale che va dal 1° agosto al 30 novembre, con la possibilità di estenderlo a dicembre-gennaio, la società si è impegnata mediamente ad acquistare 83 camere al giorno al corrispettivo di 225,00 euro, oltre IVA, a camera. Questo tipo di discorso è un discorso medio, ma con possibilità di compensare queste presenze giorno per giorno, mese per mese, quindi da questo punto di vista si deve definire l'ammontare prenotato di camere con la garanzia del loro pagamento, ma con la possibilità di compensare queste presenze mese per mese. Mi pare che le 83 camere siano di meno del 50% delle camere complessive, nel senso che le camere sono quasi 250, sono un po' meno, però poi c'è una distinzione fra camere doppie, vecchia ala, la situazione è abbastanza articolata, ma le camere, ripeto, sono una parte della disponibilità. Così facendo, ci sono dei mesi in cui l'utilizzo è maggiore, come il mese di agosto, dove da quanto mi avevano informato - ma aspetteremo i dati consuntivi - l'albergo era pieno, quindi l'utilizzo delle camere era superiore rispetto a quanto prenotato, con mesi con presenze - escluso il fine settimana - che potrebbero essere sicuramente inferiori ad 83. Al termine del periodo, facendo le compensazioni mese per mese, verrà definito l'eventuale esubero o meno rispetto alle necessità.
Per quale motivo - mi si chiede - la firma dell'accordo è successiva rispetto alla decorrenza? Le fasi negoziali hanno portato ad una sottoscrizione con il periodo interessato successivamente, ma è ovvio che questo tipo di discorso era a tutela della "Casinò S.p.a.", perché se nei primi giorni del mese di agosto, al di là dei sorrisi, perché questa è matematica, le camere occupate sono superiori rispetto a 83, vuol dire che via via si costruisce franchigia per periodi in cui, se le camere fossero inferiori a 83, verrebbero compensate con quelle utilizzate in aggiunta rispetto alle 83 predefinite. Ecco perché, escludendo eventualmente il mese di agosto, si sarebbe fatto un danno rispetto al contratto. Per essere brutale, se prendete 83 camere e moltiplicate per 30, troverete un numero che è inferiore rispetto alle camere che sono state effettivamente utilizzate.
Per completare la prima domanda, è chiaro che è un discorso solo di calcolo, ma visto che lì ho i dati, il corrispettivo totale che pagherà la "Casinò S.p.a." per il servizio oggetto del contratto sarà pari a 2.278.350,00 euro, oltre a IVA, per il periodo agosto-novembre, e 1.325.250,00 euro, oltre ad IVA, per i mesi di dicembre e gennaio. Perché questa opzione? Perché i mesi di dicembre e gennaio sono importanti: immaginatevi trovarsi nel mese di dicembre e gennaio con una trattativa, con un'eventuale chiusura o non chiusura del "Grand Hôtel Billia", esattamente come ci siamo trovati a ragionare per il mese di agosto! Immaginatevi quale avrebbe potuto essere la conseguenza sui conti del casinò con uno stato di agitazione e una chiusura del "Grand Hôtel Billia" nel mese di agosto! Questo è stato lo spirito che ha governato le scelte del Consiglio di amministrazione che su questa vicenda ha fatto delle valutazioni strettamente aziendali.
A quanto ammontano le spese di ospitalità complessiva interna ed esterna sostenute dalla "Casinò S.p.a." nei primi 7 mesi dell'anno e quali sono le manifestazioni di produzione diretta programmate da agosto a gennaio 2005? Le spese di ospitalità al 31 luglio 2004 sono state di 821.681,00 euro per l'ospitalità esterna e 4.366.050,00 euro per l'ospitalità interna. Si allega il calendario delle manifestazioni di produzione diretta programmate al 31 dicembre, e questo ve lo fornirò. Per il mese di gennaio non c'è ancora la programmazione, se non quelle manifestazioni che hanno una coda tipo "Bravo, grazie!", in cui le riprese televisive vanno a finire nei primi giorni di gennaio; dipende se le manifestazioni danno origine a riprese televisive o meno... lì, ci sono situazioni che possono avere un leggero slittamento, ma per il mese di gennaio non esiste ancora programmazione.
La quarta domanda è la più interessante: "su quali presupposti è stata valutata la compatibilità dell'accordo di cui in premessa con il disciplinare per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent". Su questo tema ritengo si debba fare un'analisi particolarmente approfondita, bisognerà perdere un po' di tempo, ma credo sia indispensabile. Il disciplinare - come viene ricordato nell'interpellanza della "Casinò S.p.a." - trova prima applicazione per la predisposizione del programma delle manifestazioni per il 2004. In realtà, se è vero come è vero quanto è stato scritto, il disciplinare sotto questo aspetto lo ereditiamo dal 1999, nel senso che dal 1999 in avanti il disciplinare in merito alla ripartizione delle manifestazioni è rimasto sempre lo stesso, identico: cambia la modalità di costituzione del fondo, il calcolo, ma una volta che abbiamo definito quanto spendere in manifestazioni, il disciplinare con una certa logica distingue 3 tipologie: manifestazioni dirette, indirette, di prestigio; qui mi si chiede delle manifestazioni dirette.
In realtà il contratto di servizio è un contratto globale, non si parla di un utilizzo delle camere per le manifestazioni dirette, indirette o di prestigio, ma si parla di camere che vengono prenotate; per cui, se le camere verranno utilizzate per i giocatori, cioè per le manifestazioni di produzione diretta, o per quelle di prestigio, cioè dove andranno a dormire i giornalisti nel momento in cui faremo il convegno, oppure dove andranno a dormire le "star della fiction", quello non è scritto, quindi questo non è un contratto fatto per le manifestazioni dirette o indirette, ma si vedrà a consuntivo quanto di questo è utilizzato per le manifestazioni dirette e indirette o di prestigio. Non mi voglio sottrarre al ragionamento, perché da questo punto di vista la risposta sarebbe semplice, potrei rispondervi: "la compatibilità la vedremo dopo", così come nel passato: il disciplinare, in tale ottica, non è mai cambiato dal 1999...
(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)
... no, dal punto di vista delle percentuali non è cambiato! Già nel passato si parlava del 50-70%, le dico che è uguale! Il disciplinare, in sé, è ovvio che è cambiato, ma per le domande che lei mi fa, è rimasto tutto uguale. Nel vecchio disciplinare si diceva che le manifestazioni di produzione diretta dovevano essere spese in un determinato modo... io vorrei leggerle con voi, perché è importante. Si dice: "Le spese per ospitalità relativamente a tali tipologie di manifestazioni non potranno essere inferiori al 50%..." - quindi si prende il totale di quanto previsto e il 50% deve essere speso per lo stanziamento dell'ospitalità - "... dovranno essere destinate per non più del 70% a favore della cosiddetta ospitalità interna ("Grand Hôtel Billia", bar e ristoranti del casinò)".
Sono andato a vedere cosa è sempre accaduto, perché se è vero che nel 2003 è cambiato il disciplinare, per il 2003 le cose dovevano essere regolate ancorché s.p.a. dal vecchio disciplinare; quindi abbiamo un disciplinare costruito per la Gestione straordinaria che vale anche per la s.p.a. e, nel momento che entriamo nel dettaglio, vediamo che questa tipologia è identica, ma con una singolarità, per la quale non ho una risposta. Ho interpellato il casinò e gli uffici, l'interpretazione non sembra essere univoca e necessita di approfondimento. Si dice che dovranno essere destinate non più del 70% a favore della cosiddetta "ospitalità interna"; dal punto di vista intuitivo mi chiedo: questa norma è messa per garantire le strutture del casinò o per garantire il comprensorio, con la ricaduta di una serie di attività sul territorio? Intuitivamente ritengo sia per agevolare il territorio, ma, allora, perché nel disciplinare non si scrive esattamente quello che deve essere, cioè anziché scrivere non più del 70% - a mio modo, per evitare qualsiasi tipo di equivoco quale quello di adesso - avremmo dovuto scrivere: "destinate a non meno del 30% sul territorio", che era una cosa chiara!
La lettura che fanno certe strutture del casinò è di questo tipo: è stato scritto non più del 70% perché questo è un limite che viene dato all'utilizzo del contributo elargito dalla Regione, per cui quello che viene speso oltre il 70% è un qualcosa che non viene rendicontato ai fini dell'utilizzo del contributo. A questo punto chiedo: ma il limite del 30%? Ma il limite del 30% - mi dicono - non è scritto, quello che è scritto in disciplinare è il 70%, non c'è alcun obbligo per la "Casinò S.p.a." di spendere il 30% sul territorio in quanto non è scritto. Nemmeno nelle deliberazioni adottate da questa Giunta e dalle precedenti, mai si parla del 30%: questa è una interpretazione, la voglio esplicitare e, nell'esplicitarvela, non ho la risposta perché questo problema è sorto.
C'è un altro aspetto: qualora vi siano altre interpretazioni, qual è l'applicazione di questo 30%? Immaginando di interpretare quello che non è scritto, a fronte di un milione di spese per ospitalità, spendendone 700 mila in ospitalità interna e spendendone in teoria 300 mila in ospitalità esterna, ma effettivamente spendendone solo 100 mila, quelle 200 mila non spese che fine fanno? Qui si apre uno scenario. All'interno del disciplinare, ma non in quel capoverso, si dice che: "qualora la somma spesa annualmente per le manifestazioni risulti inferiore allo stanziamento, la differenza andrà ad incrementare il fondo per l'anno successivo"... c'è forse un riporto?
Sono andato a vedere cosa è accaduto negli anni precedenti e l'interpretazione è quella che vi ho dato prima. Si dice: "noi siamo obbligati a spendere non più del 70%; se spendiamo più del 70% quello non lo rendicontiamo, ma se noi non spendiamo il 30% sul territorio, non è che si riporta, non siamo vincolati, non lo era la Gestione straordinaria, non lo siamo neanche noi"! Questo discorso necessita di un approfondimento, quindi ben venga tale interrogazione! Vi dirò di più: questo disciplinare risale al 1999 nella sua prima versione, che è identica all'attuale per la parte sollevata dal Consigliere Tibaldi, ma nel 1999 c'era "vuoto per pieno", quindi viene avvalorata la tesi che ho appena detto. La situazione si complica allora ulteriormente.
Vi è inoltre un'altra versione. Se si riporta, ad un certo punto la cifra diventa insostenibile; in alternativa si dice: "restituisci il contributo". Immaginatevi adesso fare una rendicontazione sulla Gestione straordinaria... ci troveremmo con un'applicazione di un certo tipo a dover chiedere dei soldi alla Gestione straordinaria perché ha ricevuto dei contributi e poi non ne ha dato applicazione! Ho solo dei dati del 2002: il 2002 presenta una situazione esattamente come l'attuale, vi è una previsione, il 70% di ospitalità interna è stato sicuramente speso, il 30% sul territorio no... d'altra parte, nessuno ha scritto che si doveva spendere questo 30% sul territorio!
Fornisco un ulteriore elemento, per aiutarvi. Qualcuno dice anche: "il disciplinare parla di ospitalità interna e precisa, fra parentesi: "Grand Hôtel Billia, bar e ristoranti del casinò"... ma la "STV" cos'è? È un ristorante del casinò? No, è una società a parte! Quindi se vogliamo essere ortodossi, qui non c'è un "eccetera", ma c'è scritto: "bar e ristoranti del casinò"; dunque, si dice: "noi, come ospitalità esterna, consideriamo la "STV"". Voi capite che le vostre perplessità possono essere anche le mie se andiamo ad un discorso di logica, ma voi mi avete ricordato più volte che l'applicazione del disciplinare è di tipo normativo.
Se posso dare un senso a questo mio intervento, per la definizione delle percentuali normalmente queste cose vengono fatte a consuntivo, quindi a consuntivo si vedrà quanto è stato fatto di produzione diretta, indiretta, si vedranno le percentuali e si vedrà la compatibilità della deliberazione della Giunta regionale con la quale si autorizza il contributo che viene pagato in dodicesimi con il consuntivo. Credo che sul disciplinare dovrà esserci un momento di chiarezza fra l'interpretazione che è stata data, la volontà ed eventualmente la conciliazione con quanto scritto, perché se l'intenzione fosse stata quella di dare una rigidità per le spese sul territorio - senza avere la pretesa di sostituirmi al legislatore, ma dando un contributo -, avrebbe dovuto essere scritto, sia nel vecchio disciplinare, sia nel nuovo: "e dovranno essere destinate non meno del 30% all'ospitalità esterna"... non ci sarebbe stato alcun problema! D'altra parte, quale norma - mi rivolgo ai sostenitori del mercato - può imporre a una società di spendere dei soldi, perché il contributo copre solo il 52%, quindi non c'è nessuno che può imporre alla società di spendere dei soldi per attività che non vengono ritenute utili all'azienda. Qui entriamo nella filosofia generale, fra chi dice che il "Billia" è indispensabile e chi dice che è utile, ma non indispensabile.
Prendo atto delle valutazioni tecniche, dopodiché bisogna trovare gli strumenti per metterle in pratica. Le strutture dicono: "sull'esterno i giocatori non ci vogliono andare" e la norma riguarda proprio le manifestazioni dirette, che sono quelle per i giocatori. Nell'economia di questo disciplinare, sulle altre tipologie nulla si dice, ma prevale l'ospitalità esterna, perché se c'è un convegno di medici, è vero che probabilmente dormire al "Billia" è più comodo, ma non è indispensabile; al contrario, il giocatore ha un'altra filosofia!
È stata avviata un'attività di approfondimento, il Comitato delle manifestazioni, che riguarda con la s.p.a. l'attività del 2003 e del 2004; l'attività precedente della Gestione straordinaria no, ma sarà una conseguenza.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (CdL) - Innanzitutto il suo intervento - ancorché improntato a una connotazione di una certa natura di questo contratto di servizio, ovvero ha cercato di spiegarci che detto contratto è in funzione di un interesse aziendale - noi ci sentiamo in grado di smentirlo. Questo contratto non è in funzione di un interesse aziendale - parlo per la "Casinò S.p.a." -, ancorché lei lo abbia ribadito a più riprese e venga evidenziato nel contratto di servizio! Questo contratto ha una funzione di salvaguardia occupazionale, era necessario anche alla luce della risoluzione votata da questo Consiglio tamponare, congelare una situazione di crisi diventata insostenibile; di conseguenza, si rischiavano 47 licenziamenti. Per scongiurare questi licenziamenti, è intervenuto il "provvedimento tampone", ma c'è di più: forse i licenziamenti non erano solo 47, erano 150, perché si ipotizzava già da parte dell'azienda una cessazione dell'attività, e questo era stato palesato!
Non è vero che c'è una necessità aziendale da parte della "Casinò S.p.a." di sottoscrivere questo contratto, altrimenti lo stesso avrebbe dovuto essere sottoscritto fin dal 1° gennaio 2004! Se effettivamente i sommi gestori della casa da gioco avevano interesse a continuare ad usufruire dei servizi alberghieri del "Grand Hôtel Billia" con gli standard qualitativi attuali, lo facevano dal 1° gennaio, momento in cui assumevano l'incarico di amministratori dell'azienda, e non lo facevano solo per un periodo transitorio di 4 mesi più 2, dopodiché - come lei ha detto a più riprese - questo contratto non è ripetibile. Allora ci spieghi qual è la necessità aziendale così sottolineata, se poi questo contratto non è ripetibile, se non poteva essere fatto dal 1° gennaio...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... non prendiamoci in giro! Se la natura è quella aziendale, cioè serve alla "Casinò S.p.a." e al "Grand Hôtel Billia", si stipula fin dall'inizio e non a fine agosto con decorrenza dal 1° agosto, perché c'è un programma annuale di manifestazioni che è stato stilato con estrema puntualità e che ha avuto decorrenza ed esecuzione nel corso delle sue settimane annuali. Allora questo contratto è una "boccata di ossigeno" per 140 persone, è una "boccata di ossigeno" che verrà a mancare nel momento in cui tale contratto estinguerà i suoi effetti; quindi ha una natura estemporanea, altrimenti sarebbe ripetibile, e lei è caduto in contraddizioni profonde!
Vorrei soffermarmi su alcune questioni meramente matematiche, perché lei, ad un certo punto, ha detto: "questa è matematica"; allora, se questa è matematica, lei, rispondendo alla prima domanda ha detto che il costo medio di ogni camera è stato stabilito in 225,00 euro a camera, IVA esclusa, per quel periodo di 4 mesi più 2, prezzo che include gli spazi congressuali che possono essere utilizzati per i vari avvenimenti. Ho qui un prospetto di ricavi e di presenze del "Grand Hôtel Billia" del primo quadrimestre 2004; le presenze derivanti dal casinò, ospitalità interna, ammontano a 7.207 unità, per un importo complessivo di 764.800,00 euro. Facendo una semplice divisione, il prezzo medio per camera, esclusi quegli spazi congressuali che voi avete forfetizzato nell'ambito dei 225,00 euro, ammonta a 106,00-107,00 euro circa a persona, siamo alla metà! Lei non può quindi dirmi che questa è una necessità aziendale...
(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)
... certo, l'ospitalità riguarda le persone, sto parlando di persone, non sto parlando di camere! Assessore, le faccio poi vedere i dati, sono dati ufficiali; di conseguenza, per il servizio di "bed & breakfast", poi lei dice, sommati gli spazi congressuali il prezzo...
(il Presidente del Consiglio invita il Consigliere Tibaldi a concludere il suo intervento)
... concludo velocemente. Il limite del 70% è già stato superato ampiamente nei primi 7 mesi nei valori che ci ha dato lei, perché se 821.000,00 euro corrispondono alla cifra esterna e 4.300,00 euro è la cifra dell'ospitalità interna, capisce che il rapporto è superiore al 70%, quindi la regola è stata violata! Lei dice: "sono regole che magari non sono cogenti", ma non è vero, perché se tutte le regole sono lasciate all'interpretazione dell'assessore di turno, tanto vale scrivere un disciplinare! Lei invoca la prassi, ma se ci sono le norme evitiamo di fare le norme, evitiamo di votare dei disciplinari in aula, se poi tutto viene applicato secondo la prassi!
Il tempo a disposizione non mi consente di andare avanti; lascio la parola al collega Lattanzi.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (CdL) - Mi sento di poter dire che siamo molto, molto lontani da una soluzione, non solo per la questione "Billia", ma per la funzionalità del casinò, perché se è vero che oggi stiamo discutendo di un contratto di affitto, di accordo per 6 mesi per i servizi del "Billia", è anche vero che alla domanda cruciale: "quali sono le iniziative per risolvere la "questione "Billia"", la risposta è: "stiamo valutando"!
Ora, questa è una risposta che mi sento anche di condividere, perché poi è la realtà dei fatti, sappiamo tutti quanto sia complessa la "questione Billia", sappiamo tutti dei contenziosi in essere sulla proprietà da parte della società proprietaria, delle vicissitudini degli scambi di proprietà, sappiamo dei ricorsi del Tribunale, sappiamo dei conflitti interni alle famiglie del proprietario, sappiamo tutto quello che credo sappiano i 147 dipendenti e i dirigenti della "Casinò S.p.a."; ma quello che altrettanto sappiamo è che quel "Billia" è strategico! Qualcuno adesso comincia a dire: "sì, strategico, ma non fondamentale". Diciamo la verità, potessimo comprarlo domattina sarebbe strategico e fondamentale!
Il problema è un altro, è se riusciamo a poterlo comprare! Nell'impossibilità di comprarlo immediatamente per le vicissitudini legali a cui abbiamo assistito in questi mesi, la questione è: cosa ne facciamo? Perché se qualcuno mi dice - come diceva anche lei -: "la questione è complessa, ma è una cosa su cui dobbiamo lavorare, quindi ci siamo presi 6 mesi", io dico: al di là dei deliri che ho sentito in questi giorni, cioè dell'opportunità di chiudere il rapporto con il "Billia" e di far girare tutta la clientela su tutti gli altri alberghi, nel momento in cui parliamo di progetto di sviluppo, soluzioni di mercato, gestione privatistica del casinò, qualcuno mi può spiegare come ci presenteremo alla clientela con un casinò rilanciato sotto l'aspetto dell'iniziativa, che manda i suoi clienti in giro per tutta Saint-Vincent e Châtillon con un mausoleo - il "Billia" - che andrà a tracollare vicino al casinò?
Dico questo perché stamani il collega La Torre parlava di D'Urso e della proposta, che peraltro non è una proposta, ma è un dovere, a fronte di una direttiva europea che impone al nostro Paese di aprire nuove case da gioco - anche se noi abbiamo lavorato affinché non si facesse un'apertura per ogni Regione, ed è una battaglia politica che, come Valdostani, siamo orgogliosi di aver portato avanti, perché ad oggi non vediamo ancora aperto un casinò in una Regione -... però, siccome andiamo verso la liberalizzazione del mercato e anche se non apre il casinò a Perugia, apre a Chiasso, a Lione, ne aprono 10 alla frontiera jugoslava, non possiamo non pensare di mettere in condizioni il casinò di poter competere!
Mi rendo conto che non è facile la soluzione del "Billia", ma non credo sia possibile affrontare il mercato, dopo tutto quello che ho sentito da gestori privati e pubblici, per rilanciare il casinò con un "Billia" che è chiuso, è in fallimento e mostrerà tutti i suoi limiti di indecenza immobiliare nei prossimi 20 anni, perché non credo che il proprietario sia disponibile a mantenere il "Billia" aperto, ma vuoto! Immagino che sarà costretto o a metterlo sul mercato, sperando che qualcuno lo compri - che non sia la Regione! - e sarà dura, oppure a chiuderlo! A questo punto vorrei che mi si spiegasse come faremo ad affrontare il mercato come casinò, con quella cosa decadente vicino, oppure quali sono gli intendimenti di "Finaosta", la quale un giorno dice: "si può fare", il giorno dopo dice: "non si può fare", che incarica una società di consulenza per farsi dire se si può fare e quando ne ha conferma, gli dice che va bene...
(il Presidente del Consiglio invita il Consigliere Lattanzi a concludere il suo intervento)
... ha ragione. Una battuta e chiudo sulla seconda risposta. Mi rendo conto che la privatizzazione è la soluzione, ma del casinò, perché quando noi perdiamo il tempo a parlare dell'applicazione del disciplinare da parte di dirigenti nominati in termini politici per gestire un'azienda pubblica, che è un casinò che deve stare sul mercato, mi rendo conto di tutti i limiti da lei giustamente ribaditi. Il disciplinare è un "mostro" che è contro il mercato, è un qualcosa che può stare nella testa dei burocrati, ma non sul mercato, perché nessuna azienda con un disciplinare così può stare sul mercato!
Ribadisco quella che ritengo sia la soluzione finale: la privatizzazione del casinò; non c'è altra scelta di soluzione.
