Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 784 du 3 août 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 784/XII - Discussione congiunta del rendiconto 2003 e dell'assestamento del bilancio 2004.

Président - La parole au rapporteur, le Conseiller Rini.

Rini (UV) - Nell'ultimo Consiglio regionale ho già provveduto a relazionare sul bilancio consuntivo. Ora, se l'Assemblea non ha nulla in contrario, darei per letta la relazione e passerei all'illustrazione del disegno di legge, che provvede ad assestare il bilancio di previsione del 2004 e dispone alcune modifiche ed integrazioni all'attuale legislazione aventi riflesso sul bilancio.

Si ridefinisce la consistenza dei residui attivi e passivi iscritti, in via preventiva, nel bilancio preventivo, come pure il fondo dell'esercizio finanziario. I residui attivi subiscono un aumento di € 160.202.892,85 passando, per il 2004, a 1.081.740.892,85 €, mentre i residui passivi diminuiscono di 49.971.755,47 € e passano, per il 2004, a 886.566.244,53 €. Il fondo iniziale di cassa dell'anno finanziario 2004 è determinato in € 33.473.240,06.

L'ammontare delle risorse finanziarie destinate alla finanza locale è aumentato di 5.658.532,75 €. In particolare:

- 80.000,00 € saranno destinati al finanziamento dell'acquisto di beni immobili tramite procedura espropriativa;

- 3.402.058,89 € andranno al Comune di Saint-Vincent per interventi di riqualificazione della stazione turistica e termale;

- 1.000.000,00 € per la prevenzione di eventi calamitosi;

- 710.888,86 € per interventi per le strutture destinate alle persone anziane ed inabili;

- 39.280,00 € per adeguare la quota di partecipazione degli enti locali al fondo regionale per l'abitazione;

- 280.000,00 € ai fini di adeguare i contributi per l'installazione e l'esercizio di impianti di radiotelecomunicazioni.

Per rispondere all'esigenza di fornire una copertura adeguata agli incentivi agli enti e privati per l'attuazione del piano regionale di politica del lavoro è autorizzata una spesa ulteriore di 900.000,00 €. Viene rideterminata l'autorizzazione di spesa per la prosecuzione e completamento degli investimenti per la riconversione dell'area aeroportuale e la valorizzazione del nuovo sistema Pont-Saint-Martin/Donnas/Bard. Viene rideterminato il limite di spesa relativo alla dotazione organica, come pure quella relativa alla promozione e sostegno dei fondi pensione a base regionale.

Ulteriori fondi saranno impegnati per la spesa sanitaria regionale di parte corrente. In particolare:

- 400.000,00 € andranno alla gestione della RSA di Antey-Saint-André;

- 200.000,00 € per il noleggio di un'apparecchiatura "PET";

- 970.000,00 € per il pagamento di aumenti contrattuali pregressi;

- 40.000,00 € per sperimentazioni territoriali per l'assistenza primaria.

Per spese impreviste ed urgenti per l'adeguamento funzionale e normativo di alcune porzioni del Presidio ospedaliero di Viale Ginevra, viene stanziato un importo di € 6.361.684,00 suddiviso per gli anni 2004-2005-2006. Un finanziamento ulteriore aggiuntivo andrà all'ARPA per le finalità dell'articolo 17 della legge regionale n. 25/2002, come pure per il fondo per le politiche sociali per l'assistenza domiciliare. Si dispone la facoltà per gli Enti locali di realizzare, in nome e per conto della Regione, opere finalizzate all'adeguamento delle strutture destinate all'assistenza delle persone anziane e disabili.

Per concludere, dall'esame del rendiconto generale che abbiamo fatto l'altra settimana e dell'assestamento di bilancio, possiamo rilevare che tutto sommato l'economia della Regione è ancora sana e, malgrado gli avvenimenti dolorosi e negativi di questi ultimi anni, per il senso di responsabilità e l'impegno amministrativo, uniti all'operosità, all'orgoglio e alla caparbietà dei cittadini valdostani, la nostra Valle detiene ancora molti positivi primati.

L'esame del rendiconto e dell'assestamento è un'occasione non solo per fare emergere le positive iniziative che l'Amministrazione ha portato a termine o che intende realizzare, ma è anche un momento per far emergere le criticità e per cercare tutti insieme, maggioranza e opposizione, le possibili soluzioni ai problemi che esistono e per i quali i Valdostani aspettano soluzioni adeguate.

Mi sento in dovere di fare alcune riflessioni, che spero possano dare un contributo al dibattito. Tema di attualità: il casinò. A differenza di quanto è apparso su alcuni giornali non è un debito per la Valle d'Aosta, ma risulta ancora essere una delle principali risorse per le casse regionali; tuttavia, vi sono degli indicatori che rilevano che sta attraversando un momento sfavorevole, con una fruizione in flessione, per cui si rende necessaria una urgente azione di rilancio, per far sì che lo stesso torni ad essere fondamentale per il turismo, l'economia, l'occupazione e la promozione della nostra regione.

Un altro settore dove si è negli anni fatto tanto, ma che necessita di ulteriori sforzi, è quello dei servizi sociali e sanitari. Bisogna cercare a questo proposito di far decollare il piano che si prefigge degli ambizioni obiettivi, il famoso "piano sociosanitario". L'acquisto delle centrali ENEL sta rivelandosi un'operazione di grande portata e valore finanziario per le casse regionali, ma le bollette delle famiglie valdostane non godono di sensibili riduzioni. Ancora troppe problematiche affliggono i nostri giovani e i nostri anziani e troppe sono ancora le famiglie in condizioni di bisogno economico e in povertà. Dobbiamo cercare di dare delle prospettive maggiori di lavoro per i giovani, incentivando le iniziative serie. In molti settori manca ancora la professionalità necessaria e quindi ulteriori sforzi vanno fatti, per evitare di dover ricorrere a mano d'opera da fuori Valle, quando nella nostra regione ci sono cittadini in cerca di occupazione.

Dobbiamo incentivare ancor più gli sforzi a sostegno dell'agricoltura, punto di forza per la difesa del suolo e la tutela ambientale, sostenere l'agricoltura seria, radicata sul territorio, considerandola sempre più un'attività di interesse sociale e a sostegno del turismo.

Problema ferrovia: la Valle d'Aosta necessita di una vera linea di collegamento con la rete nazionale e internazionale; i tempi di percorrenza della tratta non sono dei tempi accettabili e che possano incentivare l'uso di tale mezzo. Maggiore attenzione va posta per le piccole imprese, commercianti e artigiani, soprattutto per quelli che operano nelle valli laterali e che, con la loro presenza, contribuiscono ad evitare lo spopolamento e il degrado del territorio. È auspicabile che gli insediamenti di attività economiche nell'ex area Cogne possano vedere la luce in tempi ragionevoli. Dobbiamo tagliare ulteriormente le spese di funzionamento della macchina regionale per avere più risorse disponibili per interventi nei settori produttivi ed economici.

Queste sono solo alcune telegrafiche riflessioni, che richiedono un articolazione e un approfondimento, che verranno sicuramente fatte anche con le osservazioni e le criticità poste - mi auguro - da altri colleghi in quest'aula. Dopo la pausa estiva dovremo impegnarci per la predisposizione del "PREFIN" e della finanziaria; in tale occasione, anche sulla base della discussione che verrà fatta oggi in quest'aula, potremo, nel limite delle risorse disponibili, cercare di dare le dovute risposte ai cittadini.

Président - Je rappelle que la IIe Commission a donné son avis favorable à majorité soit sur le point 5 ainsi que sur le point inscrit à l'ordre du jour. Je fais immédiatement distribuer le rapport des réviseurs aux comptes. Je déclare ouvert le débat.

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances, à la programmation et aux participations régionales, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - L'esercizio finanziario 2003 chiude con un avanzo di amministrazione di eu­ro 228 milioni (esattamente 228.647.888,38). Al netto dai fondi Stato e comunitari accertati e non impegnati per 29 milioni di euro, l'avanzo di bilancio si riduce a 199 milioni di euro (esattamente 199.445.774,44).

La riassegnazione dei fondi Stato deve essere dedotta, lo sappiamo, perché si tratta di trasferimenti con destinazione vincolata che influenzano positivamente il risultato di amministrazione e l'ordinamento contabile impone di riassegnarli alla competenza del 2004. Si tratta di un volume abbastanza fisiologico dovuto ai di­versi tempi tra l'assegnazione dei fondi e il loro utilizzo.

Sotto il profilo strettamente contabile, due sono i momenti che hanno in­fluenzato il rendiconto finanziario 2003: il provvedimento legislativo d'assestamento del bilancio 2003, con l'applicazione dell'avanzo d'amministrazione 2002 pari a 127 milioni di euro, approvato ancora nella precedente legislatura; il provvedimento legislativo di variazione del bilancio 2003, già approvato da questa nuova legislatura.

L'avanzo d'amministrazione può essere analizzato attraverso due distinte modalità:

- la prima, come Fondo cassa + Residui attivi ? Residui passivi;

- la seconda, come avanzo della gestione di competenza + Gestione dai re­sidui.

Volendo dare delle cifre ai due metodi: nel primo caso, al fondo cassa al 31 dicembre 2003 di 33 milioni di euro si aggiungono 1,082 milioni di residui attivi e si sottraggono 887 milioni di euro di residui passivi. L'evidenza di questo calcolo la potete più det­tagliatamente trovare alla pagina 2 della Relazione al rendiconto; la seconda modalità evidenzia un avanzo della gestione di competenza di 137 milioni cui vanno aggiunti 91 milioni derivanti dalla gestione dei re­sidui degli anni precedenti. L'evidenza di questo calcolo è nella tabella a pagina 16.

In entrambi questi metodi non vi sarà sfuggita l'importanza che assume la gestione dei residui che, per una corretta comprensione, è una tematica che necessita di un breve approfondimento. Ricordo che i residui rappresentano le obbligazioni non soddisfatte nel termine dell'esercizio, assimilabili, pertanto, a crediti e debiti rispetto ai quali la fase procedurale non si è conclusa. I residui sono alimentati dalla differenza tra l'accertato e il riscosso da una parte (i cosiddetti residui attivi), ma anche dalla differenza tra le somme impegnate e quelle pagate (i cosiddetti residui passivi). In riferimento a questi ultimi, i meccanismi della perenzione amministrativa e delle economie sono di particolare evidenza.

Nella situazione concreta del rendiconto 2003 le somme dichiarate perenti sono 66 milioni di euro, e le economie ammontano a 46 milioni di euro: queste due voci sommate rappresentano 102 milioni di euro del nostro avanzo.

Ho voluto dare anche una rappresentazione della perenzione amministrativa per dare contezza di questo avanzo, che apparentemente è molto importante. La perenzione amministrativa impone di eliminare dal conto i residui dopo 2 o 3 anni, a seconda che siano correnti o d'investimento e di assicurarne il finanziamento con appositi fondi di riserva. In pratica - questo è molto importante, quindi amerei sottolinearlo - la perenzione è un meccanismo giuridico che elimina automaticamente dal conto le somme antecedenti i 2 o i 3 anni che hanno avuto un impegno contabile, ma per le quali non è ancora avvenuto il pagamento.

Di notevole impatto sono le economie, ben 46 milioni che sono state determinate da differenze definitive tra quanto impegnato e quanto definitivamente dovuto in rapporto all'obbligazione assunta. La somma rappresenta poco più del 5% del volume totale dei residui gestiti nell'anno 2003.

La finanza locale. Dall'importo dell'avanzo deve essere inoltre detratto l'avanzo di amministrazione di finanza locale. Si tratta di fondi il cui ammontare è determinato per legge ogni anno in sede previsionale ma, se non utilizzati, devono essere riassegnati a tale settore. È mia convinzione che questi importi debbano essere riproposti e che non si rendano totalmente disponibili. Il problema è, sì, tecnico, ma non solo: esso si ripropone in tutta la sua urgenza anche per l'anno in corso. A1 30 giugno infatti, da una previsione che ho chiesto di fare alle strutture, risultano circa 76 milioni di euro che, se chiudessimo il bilancio, ad oggi risulterebbero perenti. E oggi dovrei forse autorizzare l'utilizzo di questo avanzo per maggiori spese rispetto a quante previste in bilancio 2004? Dovrei così autorizzare la creazione di un risultato negativo della gestione di competenza? Cosa succederà quando questi debiti eliminabili oggi "tecnicamente", dovessero essere fatti valere dai debitori titolari? Io ritengo, in coscienza, che lo scorso anno, a fronte della stessa situazione, abbiano agito bene e che questi fondi non debbano essere considerati completamente a disposizione. Detto questo, gli altri 137 milioni di euro evidenziati sono riconducibili ad un effettivo rallentamento degli impegni in percentuale dello stanziamento iniziale. La tabella che avete a pagina 7 lo evidenzia molto bene.

Residui attivi. L'ammontare complessivo dai residui attivi da riportare alla gestione 2004 è di 1.082 milioni di euro ed è superiore di 113 milioni rispetto al carico all'inizio del 2003. I residui attivi relativi agli esercizi precedenti, in carico al 1° gennaio 2003, ammontavano a 968 milioni di euro (esattamente 968.994.421,05 euro). Di tale importo il 44% è stato riscosso nel corso dell'esercizio 2003, mentre il 2% è stato eliminato dal conto dei residui attivi per accertata insussistenza o inesigibilità del credito. Le somme rimaste da riscuotere al termine dell'anno 2003 ammontano, pertanto, a euro 521 milioni, che corrisponde al 54% del volume dei crediti all'inizio dell'esercizio. Questi crediti sono in massima parte ripartiti fra i Titoli I, II e III del bilancio, costituiti essenzialmente da quote di riparto fiscale e trasferimenti, con particolare riferimento:

- Titolo I, al maggiore gettito di tributi erariali verificatosi nel 2003 rispetto al precedente esercizio;

- Titolo II, da contributi e finanziamenti statali dovuti alla Regione;

- Titolo III, da contributi e finanziamenti comunitari dovuti alla Regione.

L'aumento dei residui di competenza nel 2003 è stato maggiore dell'aumento delle riscossioni. Le strutture regionali competenti si sono attivate per porre in essere le procedure possibili per esigere i crediti e dar corso all'effettivo versamento al Tesoriere delle somme dovute alla Regione e contabilizzate in bilancio. Lascio perdere nella relazione la rappresentazione del nuovo carico.

Residui passivi. L'ammontare complessivo dei residui passivi da riportare alla gestione 2004 è di 887 milioni di euro ed è inferiore del 2% pari a 19 milioni rispetto al carico all'inizio del 2003. La diminuzione dei residui passivi contribuisce all'aumento dell'avanzo di amministrazione. I residui passivi al 1° gennaio 2003 ammontavano a 906 milioni e, di questi, circa il 38% è stato pagato durante l'anno 2003. Nel 2002 tale percentuale era circa il 42%. Si rileva, quindi, un lieve rallen­tamento della gestione dei residui passivi. Questo rallentamento è giustificato sia dal diverso volume di residui passivi, oltre 120 milioni in più rispetto al 2002, sia dalla diversa natura delle spese; il maggiore volume è, infatti, riferibile in massima parte a spese di investimento che, com'è noto, hanno un procedimento più complesso che necessita di tempi più lunghi legati alla realizzazione degli investimenti stessi.

A conferma si segnala che proprio il settore "Assetto del territorio" assorbe oltre il 38% dei residui passivi. Può essere significativo l'esame di tale settore: il volume dei residui proveniente dall'esercizio 2002 e precedenti, iscritto al 1° gennaio 2003, è di euro 349 milioni, ne rimangono da pagare, nell'anno 2004, euro 194 milioni (qua in relazione c'è un refuso, c'è un 6 in più) oltre il 50%, di questi 148 sono iscritti all'obiettivo programmatico che fi­nanzia gli interventi conseguenti alle calamità naturali. È di tutta evidenza come 1'attività di ripristino del territorio, a seguito dell'alluvione, incominci ad influenzare significativamente la gestione finanziaria della Regione; si tratta d'interventi non solo lunghi, ma a volte condizionati anche dalla natura dei territori e quindi con periodi di reale operatività molto ristretti.

Per quanto riguarda altri settori di spesa regionale si rileva che, nella "Finanza locale", rimangono da pagare 33 milioni di cui oltre 15 milioni nei trasferimenti con vincolo di destinazione e oltre 13 milioni nei programmi "FOSPI". Nei primi si evidenziano i trasferimenti agli enti locali finalizzati alla prevenzione degli eventi calamitosi (quasi 4 milioni) e al completamento della ristrutturazione dogli edifici destinati all'assistenza degli anziani (quasi 5 milioni).

Nel settore "Patrimonio e partecipazioni" residuano circa 21 milioni, di cui 11 milioni relativi alle spese di ristrutturazione di edifici non adibiti ad uffici, tra cui si segnala la ristrutturazione dell'ex "Cinema Splendor" e oltre 8 milioni per il finanzia­mento di interventi nel settore termale dovuto al ritardo dell'attivazione dei progetti in particolare per le terme di Pré-Saint-Didier.

Infine, nel settore "Sviluppo economico" risultano non pagati entro il termine dell'esercizio residui passivi per quasi 46 milioni di euro: tra questi, risultano gli interventi sulle infrastrutture agricole. Anche questo settore risulta fortemente influenzato dai procedimenti di spesa d'investimento in attuazione del piano di sviluppo rurale per il miglioramento delle infrastrutture (viabilità rurale, opere irrigue, bonifica e riordino fondiario).

Inoltre, gli interventi promozionali per l'industria, sia per l'attuazione di progetti di iniziativa comunitaria INTERREG III italo-francese 2000/2006, sia per la costruzione di immobili da destinare all'industria quali le opere infrastrutturali della "Meridian" di Verrès e gli interventi nel settore degli impianti a fune.

In sintesi, la visione della situazione debitoria della Regione evidenzia che circa il 50% del volume dei debiti iscritti al 1° gennaio 2003 è trasferito all'e­sercizio 2004; il 7%, pari a 66 milioni, è conseguente alla perenzione amministrativa; il volume dei debiti posti in economia è del 5%, pari a 44 milioni di euro.

La situazione globale di cassa: questo è un altro capitolo importante che dà una spiegazione del nostro avanzo. La situazione di cassa della Regione in questi ultimi anni merita un approfondimento. Si possono infatti osservare come a fronte di una situazione buona degli andamenti delle entrate in termini di previsioni e accertamenti, in termini di riscossioni solo il 70% delle entrate derivanti dalle compartecipazioni sono effettivamente riscosse. Questo aggrava la situazione di cassa, per cui abbiamo titolo nella competenza ad inserire crediti e conseguenti pari impegni nella parte spesa, senza avere poi l'erogazione di cassa dall'amministrazione statale. Le difficoltà finanziarie dello Stato limitano il trasferimento materiale delle somme di cui abbiamo diritto. Questo meccanismo trova la sua articolazione giuri­dico-procedurale nel patto di stabilità. Lo Stato ci obbliga a tenere sotto controllo la spesa corrente limitandone l'aumento a percentuali fisse; il rispetto di questo patto è condizione per le future erogazioni di risorse.

La situazione di cassa presenta le seguenti risultanze, e quindi, in buona sostanza, dai 64 milioni che avevamo alla fine del 2002, passiamo ai 33 milioni alla fine 2003. La capacità di riscossione registra una flessione passando dal 70,29% nel 2002 al 65,38% nel 2003, come la capacità di pagamento che passa dal 68% nel 2002 al 64% nel 2003. A fronte di questa situazione, sicuramente nell'autunno dello scorso anno abbiamo veicolato messaggi volti a limitare la spesa corrente. I risultati positivi si vedono: la spesa corrente del 2003 è stata di 843 milioni contro gli 862 milioni del 2002.

Veniamo ora all'analisi delle singole sezioni del bilancio.

Le Entrate. Il totale delle entrate al netto delle partite di giro, pari a 1.369 milioni di euro, è cresciuto del 3% rispetto al precedente esercizio, se dal confronto si esclude l'operazione straordinaria di indebitamento per l'alluvione di 130 milioni di euro. Il tasso di crescita è stato lievemente superiore a quello fatto registrare nel 2002 rispetto all'esercizio precedente (2%), sempre escludendo nel confronto le operazioni straordinarie di indebitamento (413 milioni di euro nel 2001 per l'acquisizione delle centrali idroelettriche). Il confronto con il bilancio di previsione per il 2003 - sempre al netto delle partite di giro - evidenzia una chiusura attestatasi pressoché sulle entrate previste, pari a euro 1.371 milioni; in realtà, il risultato realizzato è ben al di sopra di quello previsto, in particolare per effetto dell'andamento delle compartecipazioni ai tributi erariali (+11%), se si considera che il bilancio di previsione indicava in euro 130 milioni l'importo del mutuo a pareggio, che non è stato necessario contrarre.

Il Titolo I delle entrate, che include i tributi propri e le compartecipazioni ai tributi erariali, ha costituito quasi il 90% del totale delle entrate e ha fatto segnare un tasso di crescita rispetto al precedente esercizio del 9% (derivante dalla crescita delle compartecipazioni dell'11% e compensata da un lieve decremento dei tributi propri); rispetto alle previsioni l'incremento del Titolo I è stato del 6%.

Le somme accertate nel conto consuntivo al Titolo II sono - come è noto - sempre superiori rispetto alla previsione, trattandosi prevalentemente di fondi statali di cofinanziamento di programmi comunitari che sono iscritti nel bilancio nel corso dell'anno quando si verificano i presupposti giuridici per la loro iscrizione.

Analoga considerazione vale per le somme accertate al Titolo III (euro 67 milioni) che include i fondi comunitari. Il rilevante decremento di tali somme rispetto al 2001 è interamente imputabile ai trasferimenti statali post?alluvione 2000 che sono stati, per il passato triennio, rispettivamente di euro 112 milioni (2001), 7 e 4 milioni.

Le entrate del Titolo IV, derivanti dall'alienazione del patrimonio, non incidono sul totale delle entrate e il loro andamento non costituisce una tendenza.

Si segnala, infine, che, nel Titolo V i mutui contratti si riferiscono ad un mutuo con oneri a carico dello Stato: si tratta dell'attivazione dell'ultimo limite impegno disposte dallo Stato per gli eventi alluvionali.

Le Spese. Il volume di spesa, escluse le contabilità speciali, è aumentato rispetto alla previsione di circa 160 milioni di euro per effetto sia dell'applicazione dell'avanzo d'amministrazione di 127 milioni di euro sia dell'iscrizione di fondi Stato e trasferimento dalla U.E. per oltre 30 milioni. Risultano impegnate, alla chiusura, oltre l'88% delle somme definitivamente stanziate e, di queste, pagate oltre il 68%. Si conferma una buona capacità di perfezionare, entro il termine dell'esercizio, l'obbligazione giuridica dell'impegno dei fondi assegnati alle strutture, soprattutto nella finanza cosiddetta "di trasferimento" quale la finanza locale (93%), le partecipazioni (91%) e nel settore della sanità (99%) oppure, com'è evidente, nei settori relativi a spese per il personale. Per contro, la fase del pagamento subisce rallentamenti: in particolare, come già detto, nei settori che evidenziano spese di investimento rispetto ai quali il pagamento deve attendere la realizzazione delle opere. È significativo che il settore vicino all'assetto del territorio a fronte di una capacità d'impegno di spesa vicino all'80% riesca poi a pagare solo il 28% e, da ciò, il formarsi di nuovi residui passivi per gli esercizi futuri.

I1 rendiconto della gestione di competenza 2003 evidenzia nella gestione della spesa corrente un miglioramento del rapporto percentuale tra le spese correnti e gli investimenti, cosa peraltro utile al patto di stabilità. In sede di previsione tale percentuale era del 65,5%, mentre in consuntivo è del 64,3%. A fronte di 868 milioni di spese correnti previste ne sono state impegnate 843, di cui ne rimangono da pagare il 14% pari a 121 milioni di euro, tra i quali evidenzio i 41 milioni nel settore della promozione sociale relativi ai trasferimenti all'Azienda USL per il finanziamento delle spese correnti, in quanto l'ultima "tranche" di pagamenti è soggetta ad una preliminare rendicontazione da parte dell'USL stessa.

Nella gestione degli investimenti il volume assoluto delle spese è aumentato di poco rispetto alla previsione, circa 12 milioni di euro, spesa prevista euro 456, spesa rendicontata euro 468; di questi ultimi ne rimangono da pagare, nell'esercizio 2004, oltre il 65%, ovvero 308 milioni. Tra questi, i più significativi riguardano:

- il settore della finanza locale, che registra 32 milioni di euro nei trasferimenti senza vincolo. Si tratta d'interventi nella prevenzione degli eventi calamitosi, interventi sulle strade d'interesse regionale e gli interventi "FOSPI";

- nel settore delle partecipazioni azionarie e conferimenti, rimane da pagare circa il 50% di quanto impegnato di cui 15 milioni relativo al fondo di dotazione della "Finaosta S.p.a." per gli interventi della gestione speciale e 8 milioni negli interventi su edifici non adibiti ad uffici (messa in sicurezza del Pa­lazzo regionale, ampliamento area museale in Comune di Gignod, interventi per servizi antincendi nella Biblioteca regionale, realizzazione di un'autori­messa interrata e dormitori pubblici);

- anche nella gestione della competenza l'importo più alto rimasto da pagare riguarda gli interventi nel settore "Assetto del territorio" ? su 152 milioni di euro impegnati nell'esercizio rimangono da pagare 121 milioni, di cui 56 gli interventi conseguenti all'alluvione dell'ottobre 2000, 32 milioni nella viabilità, quali: il miglioramento della viabilità della strada regionale di Cogne, l'allargamento e lavori di protezione nella strada regionale della Valtournenche, la riqualificazione della strada per Cerellaz in Comune di Avise, gli inter­venti sulla strada intercomunale detta "Balconata dell'Adret" in Comune di Nus, gli interventi sulla strada di Champorcher;

- nello sviluppo economico i debiti rimasti da pagare e destinati agli investimenti ammontano ad euro 88 milioni, di cui: quasi il 50% relativo agli interventi per l'attuazione del piano di sviluppo rurale quali creazione delle infrastrutture, opere irrigue e viabilità rurale, interventi tramite i Consorzi di miglioramento fondiario ed interventi nel settore agro-alimentare; quasi 14 milioni negli interventi promozionali per l'industria relativi ai progetti cofinanziati per l'iniziativa comunitaria INTERREG III italo-francese 2000/2006 e contributi per la ricerca in attuazione della legge regionale n. 84/1993.

In sintesi, l'esercizio finanziario 2003 chiude con un avanzo; la lettura tecnica dell'avanzo ci ha detto che concorrono alla sua formazione: l'avanzo della gestione di competenza 2003 pari ad euro 137 milioni; l'avanzo della gestione dei residui per euro 91 milioni.

La lettura "politica" dell' avanzo d' amministrazione non può prescindere dai motivi tecnici, ma analizza il risultato con riferimento al suo utilizzo in sede di assestamento.

Nessuna scelta "politica" influenza la riassegnazione dei fondi Stato per circa 29 milioni di euro, come neppure i quasi 6 milioni di euro del settore di finanza locale. Inoltre, per legge, è vincolato l'avanzo di amministrazione del settore che finanzia gli interventi conseguenti alle calamità, avanzo che deve ritornare a tale settore, al fine di assicurare il completamento del piano d'interventi. Il rendiconto 2003 rileva un avanzo in tale settore di quasi 38 milioni di euro. Tutto ciò riduce di molto la disponibilità dell'avanzo d'amministrazione, che dai 228 milioni passa ai 155 milioni. Ed è su quest'ultimo importo che si attuano le scelte discrezionali rispetto alle quale si è, innanzitutto, provveduto in via precauzionale, a ridurre di circa 22 milioni l'indebitamento previsto; ciò in conseguenza di una norma della legge finanziaria dello Stato per il 2004, intervenuta dopo l'entrata in vigore della legge di bilancio, e rispetto alla quale questa Regione ha presentato ricorso per violazione dell'ordinamento finanziario, che limita le tipologie di investimenti finanziabili con mutuo.

Nella destinazione dell'avanzo di amministrazione si sono poi privilegiate le spese di investimento rispetto alle spese correnti, in linea con la politica di contenimento di quest'ultima ed anche per il rispetto del patto di stabilità. Tra queste ultime si segnalano i 4 milioni a completamento del piano di rientro relativo all'anno 2004 a favore dell'istituto vitalizio dei consiglieri regionali ed altri 4 milioni per il finanziamento delle manifestazioni del casinò, a seguito dell' approvazione del piano delle manifestazioni. Infine, oltre 5 milioni di euro al comparto della sanità e quasi 7 milioni di euro per i fondi di riserva spese impreviste ed obbligatorie.

Sul versante degli investimenti si ritengono significativi l'aumento per euro 34 milioni della dotazione del fondo di gestione speciale presso "Finaosta S.p.a." e l'aumento per circa euro 18 milioni del fondo di riserva per la riassegnazione dei residui passivi perenti. Inoltre, circa 16 milioni di euro sono destinati alla realizzazione dai lavori di sistemazione idraulica ed interventi strutturali per la difesa dei rischi idrogeologici e oltre 6 milioni nel settore dai trasporti. Infine, circa 5 milioni di euro alle opere pubbliche destinati, tra l'altro, alla sistemazione di alcune sedi degli uffici regionali, oltre alla manutenzione straordinaria della casa colonia di Ollomont, all'adeguamento alle norme sulla sicurezza della comunità Desaymonet.

In sintesi, il rendiconto regionale presenta una situazione molto buona, in termini di competenza. Questa situazione è, ad oggi, gravata da un fardello statale soprattutto per quanto riguarda la situazione di cassa. Le prospettive per l'anno in corso (2004) sono di sostanziale stabilità rispetto al 2003. I1 divario sempre maggiore tra la situazione di competenza e le criticità di cassa sopra evidenziate genera un meccanismo autoalimentatosi che ci fa prevedere, ad oggi, anche per il 2004, una situazione di avanzo d'amministrazione.

Concludo l'intervento, comunicando di aver presentato per conto del Governo 2 emendamenti tecnici: uno, relativo alla gestione dei Vigili del fuoco inerente l'aeroporto e, l'altro, relativo a una norma finanziaria per l'assegno vitalizio ai consiglieri regionali.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Vi confesso che ho alcune difficoltà. La prima difficoltà è quella di contenere un intervento che era stato pensato per l'altro Consiglio in una situazione diversa, per cui eravamo pronti a fare due interventi per ogni disegno di legge. In quel lavoro molti dati sono venuti alla luce ed è difficile, adesso, riassumere tutto in poco tempo; comunque, cercherò di farlo.

La cosa più difficile è il fatto di affrontare un atto normale, un rendiconto 2003 e assestamento 2004, in una situazione che non ha nulla di "normale". Siamo in una riunione straordinaria, a quanto ci risulta, la seconda, in 50 anni di vita del nostro Consiglio, che avviene in agosto, quindi è veramente un atto straordinario quello che stiamo vivendo adesso. È un Consiglio che è la conseguenza di un fatto "anomalo", il fatto che un assessore sia stato sfiduciato e, per di più in segreto, senza capire chi... e un Consiglio che si svolge come se nulla fosse avvenuto!

La Giunta rifletterà, la maggioranza rifletterà, ci rivedremo a settembre, ma nel frattempo credo che l'Amministrazione non rimanga ferma per 2 mesi; saranno prese decisioni, la Giunta si riunirà, ci saranno le deliberazioni... È una situazione un po' "kafkiana", come se non ci si rendesse conto che, purtroppo, è avvenuto un fatto molto grave, indirettamente evocato dal collega Sandri. Il collega Sandri ha detto: "ricordiamoci, siamo qui per portare avanti un progetto che la gente valdostana ha voluto". Questo progetto siete voi, in maggioranza, che lo avete incrinato, quindi è una cosa molto grave quella che è avvenuta! Siamo veramente in una situazione anomala e, ripeto, "kafkiana".

L'unica novità che emerge dalla riflessione del Presidente Perrin è quella di aver detto che ci sarà una gestione coordinata del "dossier casinò"; abbiamo saputo oggi che non è prassi della Giunta normale prendere decisioni coordinate e collegiali, perché se la novità che scaturisce da questa Giunta è il fatto che adesso c'è questa gestione coordinata del "dossier casinò", vuol dire che indirettamente la Giunta afferma di non lavorare sempre in modo collegiale e coordinato! Questa è la novità che abbiamo oggi appresa. Capite che in questa situazione è veramente difficile esaminare i temi come se niente fosse successo; comunque, ci proviamo.

Il dato fondamentale relativamente al rendiconto 2003 è un avanzo di amministrazione di quasi 200 milioni di euro, superiore a quello dello scorso anno. Non entrerò in tutti i dettagli, come altri hanno fatto prima di me, riassumerò brevemente. Questo dato deriva principalmente dalla previsione di entrate inferiori alle risorse che si ritenevano necessarie per far fronte all'esigenza dell'intero 2003, tanto che erano stati accesi dei mutui per 140 milioni di euro, dal fatto cioè che ci sono state più entrate di quelle previste: le entrate dei primi 4 Titoli sono di oltre 94 milioni di euro in più rispetto al preventivato; d'altra parte, gli elementi che hanno inciso su questo avanzo di amministrazione sono: il fatto che c'è un'incapacità di spendere le risorse impegnate e le difficoltà a riscuotere i crediti, tanto che aumentano ogni anno i residui attivi.

Il rendiconto finanziario è un documento tecnico che rispecchia quanto è avvenuto in un anno finanziario, da cui emergono dati relativi agli accertamenti delle entrate, delle riscossioni, al divario fra previsioni iniziali e definitive, al permanere di entità di residui attivi e passivi, alla capacità di spesa, e via dicendo.

Cosa possiamo evidenziare dal punto di vista tecnico? Rispetto alle entrate del Titolo I, "Entrate derivanti da tributi propri, dal gettito di tributi erariali o di quote devolute alla Regione", notiamo che, a fronte di un aumento generalizzato delle compartecipazioni IRAP, IRPEF, IRPEG, e della stessa quota sostitutiva dell'IVA da importazione, constatiamo che l'unica voce in perdita rispetto alle previsioni è quella del casinò, cioè l'unica impresa gestita direttamente dalla Regione, sia con gestione straordinaria che ordinaria, e pare che siano in perdita anche le azioni di chi, nella Giunta, aveva la delega sul casinò.

L'analisi delle entrate mette in evidenza come il sistema di finanziamento previsto per la nostra regione, se, da un lato, è blindato dal ritorno dei 9/10 delle tasse della ricchezza prodotta in Regione, dall'altro, è soggetto a variazioni che dipendono da fattori esterni alla nostra Regione e alla nostra volontà. C'è l'andamento dell'economia dell'intero Paese per cui ci possono essere delle flessioni; c'è la possibile variazione di aliquote fiscali, dell'intero sistema di accertamento delle entrate e del prelievo fiscale. Mi sembra che Berlusconi annunci un abbassamento delle tasse; vediamo se questo si realizzerà, però sicuramente questi interventi incideranno anche sulle entrate della nostra Regione. La stessa riforma federalista dello Stato, che nel momento in cui attribuisce più competenze a tutte le regioni - e non più solo ad alcune di esse -, deve individuare dei criteri di ridistribuzione delle entrate secondo criteri diversi dai nostri 9/10 che, fra l'altro, non rappresentano neanche l'intero bilancio regionale.

L'Assessore, nella sua relazione, ha detto che il Titolo I rappresenta il 90% del totale delle entrate, quindi abbiamo altre entrate che non fanno parte dei 9/10; questo per dire che l'attuale sistema valdostano non può costituire un modello trasferibile all'interno del Paese. Nessuno Stato può permettersi, per quanto ampie siano le competenze trasferite alle regioni, di vivere con l'1% delle risorse. Anche le richieste di maggiore autonomia per la nostra regione devono fare i conti con la questione delle fonti delle risorse; credo che diversi di voi hanno avuto modo di analizzare uno studio del 2000 di Brosio Revelli, in cui si evidenzia come paradossalmente l'aumento della nostra autonomia e della nostra indipendenza economica si traduca in una diminuzione del benessere della nostra regione. Anche noi siamo complessivamente assistiti; di conseguenza, lo stesso nostro sistema economico è assistito.

Per quanto riguarda le spese, è vero che c'è una maggiore capacità di pagare rispetto agli anni precedenti: si passa da 63,32% del 2002 al 68,46% del 2003, con un aumento del 5%, ma è peggiorato il rapporto fra previsione iniziale e previsione definitiva rispetto agli anni precedenti: nel 2003 era del 12%, nel 2002 dell'8%, nel 2001 del 5%; si è speso molto più di quanto si è previsto. È vero che, per esempio, la spesa corrente 2003 è inferiore al 2002 in termini assoluti, ma non in termini percentuali, come pure si registra una minore capacità di impegno rispetto agli anni precedenti. Perché questo accada, quali ne siano le motivazioni - a parte quelle tecniche che sono state in parte elencate nella relazione -... non viene detto quali sono i motivi che stanno alla base di questa difficoltà dell'Amministrazione; manca, accanto alla presentazione di dati e di cifre, una valutazione della capacità dell'Amministrazione di ben amministrare nel suo insieme, manca un'analisi dei fattori che consentono di cogliere le cause di tali miglioramenti o di tali peggioramenti. Si sente la mancanza di quel bilancio di gestione che già caratterizza i bilanci degli enti locali.

Ogni anno viene affermata l'esigenza di impostare un sistema di controllo di gestione, ma l'impressione è che manchi la volontà politica di portare avanti tale scelta, dotando gli uffici preposti degli strumenti adeguati. Senza tale nuova impostazione, le stesse parole della relazione quali: "le strutture si sono attivate", diventano parole vuote, perché non si capisce bene cosa è possibile fare di fronte all'aumento dei residui passivi che, di anno in anno, pesano da un bilancio all'altro. Il bilancio 2004 sarà caricato di oltre 113 milioni rispetto al 2003.

Queste considerazioni erano già state fatte negli anni precedenti, probabilmente occorre introdurre modalità diverse di gestire il bilancio; se ne parla anche nel programma di maggioranza, ma pare che non si faccia nulla al riguardo! Ho letto il resoconto della Giunta su un anno di attività, ma rispetto a questo settore non appare nulla che denoti anche solo un inizio di lavori in questa direzione. Si parla, sì, dell'introduzione del mandato elettronico di pagamento, che è una cosa buona, ma è altro rispetto al sistema di gestione! Lo stesso piano informatico 2004-2006 non parla di questi progetti; eppure, proprio nell'impostazione del bilancio, si stanno diffondendo sempre più esperienze interessanti, esperienze di bilancio sociale, e ultimamente anche esperienze di bilancio di genere.

Alcuni enti locali della Valle d'Aosta stanno sperimentando cosa significa adottare il bilancio di genere: si sta cercando di fare anche l'analisi dei bisogni con cui occorre rispondere con provvedimenti finanziari o con provvedimenti decisionali di vario tipo. Per esempio, ricordo che in questo momento, presso l'Assessorato del turismo, si stanno raccogliendo dati per capire cosa vuol dire introdurre l'ottica di genere nell'analizzare i bisogni, relazionati al trasporto per poi trovare delle risposte più adeguate.

Come sono state spese le risorse? È aumentata ancora la parte di spesa corrente, siamo al 64% a fronte del 59% nel 2002 e del 42% nel 2001. Abbiamo la conferma, più volte denunciata, della scelta di questa maggioranza di favorire le spese correnti, specie alla vigilia pre-elettorale, e qui forse possiamo dire che il risultato di questa maggioranza dimostra che l'investimento sulle spese correnti sicuramente è servito per aumentare il numero dei consiglieri eletti e per raggiungere una maggioranza assoluta, ma non è servita alla collettività nel suo insieme!

Alla percentuale altissima di spese correnti corrisponde una bassa percentuale di spese di investimento: solo il 36% a fronte del 41% del 2002 e del 57% nel 2001. Si registra quanto avevamo a suo tempo evidenziato in sede di esame di bilancio preventivo 2003 e, come allora, ribadiamo il nostro giudizio negativo.

Come si è operato per quanto riguarda l'assestamento del bilancio previsione 2004? A fronte di un disavanzo di 200 milioni di euro, ci possono essere scelte diverse. La prima scelta potrebbe essere quella di scegliere un progetto importante e su questo convogliare tutte le risorse o gran parte di queste; un'altra scelta potrebbe essere quella di azzerare il ricorso al mutuo; un'altra scelta, ancora, quella di "spalmare" sui diversi capitoli le risorse non spese nel 2003.

La prima scelta, ad inizio legislatura, poteva essere la più coraggiosa e la più significativa per un indirizzo di fondo, per l'indicazione di una priorità su cui tutta la maggioranza conveniva. Poteva essere finanziato un piano straordinario per la casa, per ripristinare quel patrimonio di edilizia pubblica che può costituire un "polmone" per le famiglie disagiate della Valle o anche per le famiglie normali, che però non riescono a far fronte al costo degli affitti... certo, alcune risorse sono state previste per il fondo sociale per le case e i comuni, ma ben poca cosa! Poteva essere il finanziamento per un piano straordinario per l'industria... certo, sono state finanziate una serie di voci che riguardano l'occupazione, l'assunzione di lavoratori, le politiche del lavoro, ma è ancora troppo poca cosa come indicazione di scelta! Poteva essere la prima parte del finanziamento per un nuovo ospedale, poteva essere la scelta di dire: "abbiamo questo avanzo di amministrazione, lo congeliamo, quello sì, come prima parte per poi affrontare le spese per un nuovo ospedale".

So che a qualcuno può sembrare ripetitivo il mio suggerimento o ripetitivi i dati da me forniti, ma tutti si rendono conto che, a fronte di 167 milioni di euro previsti per l'eventuale costruzione della nuova ala, recentemente abbiamo saputo che l'Ospedale della Versilia è costato 180 miliardi di vecchie lire per 600 posti letto e che il nuovo Ospedale che sorgerà in Piemonte costerà 145 milioni di euro per 578 posti letto: questo per dire come il progettare un nuovo ospedale e accantonare, di anno in anno, progetti per il nuovo ospedale, forse sarebbe ancora una scelta possibile!

Il collega Rini ha fatto la relazione politica; ha tentato, lui, di individuare alcune scelte politiche per spendere in modo più oculato i soldi, ma fra le sue indicazioni politiche e quello che troviamo nella legge di assestamento mi sembra non vi sia un grande rapporto, per cui mi chiedo a quale maggioranza politica, a quale gruppo politico facciano riferimento le ipotesi portate avanti dal collega Rini: sono le stesse discusse in Giunta, sono altre idee che vengono portate adesso come suggerimenti per il bilancio 2005? Questa è la prima scelta possibile, ovvero: scegliere un progetto importante e, su questo, convogliare tutte o gran parte delle risorse; questo non è stato fatto!

C'era una possibile seconda scelta: quella di azzerare il mutuo; per l'anno 2004 era stato previsto un ricorso al mutuo per 197 milioni di euro; ora, a fronte di un mutuo così grande che si era previsto nel 2004, ci chiediamo perché impegnare solo 22...

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

... non è sufficiente dire che bisogna tenere lì per possibili indebitamenti futuri! Per esempio, sarebbe interessante capire se quel mutuo che era stato acceso per opere pubbliche rimane ancora o non rimane più: su questo nessuno ha detto niente e su questo vogliamo risposte precise! Tra l'altro, nel 2004 si prevede un ricorso al mutuo per 175 milioni di euro superiore alla previsione di 140 milioni di euro del 2003...

Terza scelta possibile, che è stata quella fatta dalla maggioranza: "spalmare" su diversi capitoli le risorse avanzate e non spese nel 2003. Qui si è deciso di utilizzare le risorse avanzate per metterle sui vari capitoli. Con quale logica? È difficile individuare una logica, se non quella della suddivisione delle risorse fra i diversi assessorati; può essere interessante, se qualcuno ha tempo, andare a vedersi l'allegato C, dove c'è l'elenco di tutte le leggi regionali di cui vediamo aumentare il finanziamento. Se consideriamo il relativo finanziamento e il settore di queste leggi, scopriamo che tutto potrebbe ben rispondere al "manuale Cencelli": ci sono 5 milioni di euro in più per l'agricoltura, altrettanti per l'industria, 2,5 milioni di euro per i beni culturali, 7,5 invece per turismo, commercio e trasporti. Qui sembra tutto casuale; può darsi che lo sia, ma i numeri dicono un'altra cosa. Lo stesso argomento vale se scorriamo l'allegato F, nel quale si riportano gli aumenti di ben 125 diverse voci di bilancio. Si è quindi "spalmato" su quasi tutto il bilancio; si diceva prima che non c'è una scelta politica precisa che indichi delle priorità, delle strade da percorrere. Certo, su queste 125 voci diverse di bilancio alcuni aumenti li condividiamo; non possiamo non condividere gli aumenti di 20.000 euro per il Comitato per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo o 1,5 milione di euro per assumere i lavoratori per le politiche del lavoro!

Molti altri aumenti non li capiamo. Ad esempio, a Saint-Martin de Corléans è previsto un aumento, che può essere interessante, ma a fronte di quali progetti? Cosa è cambiato perché in questi pochi mesi si possano addirittura spendere 2,1 milioni di euro, se non c'è un progetto preciso che è arrivato all'improvviso? Ancora: sono aumentati gli interventi straordinari per ripristino in condizioni di sicurezza di infrastrutture pubbliche danneggiate dall'alluvione, e via dicendo, però anche qui abbiamo 43 milioni di euro in più e quale rapporto c'è fra questi e il mutuo che è stato acceso? Li congloba, non li congloba? Sarebbe interessante capire le scelte che sono fatte!

Altri aumenti ci appaiono inutili; ad esempio, l'aumento per gli incarichi di consulenza: ma come, stanno proliferando in tutti i settori gli incarichi di consulenza, cosa è successo? Vuol dire che i dirigenti che avete scelto non sono all'altezza di fare le cose? Scegliete voi i dirigenti che volete, li scegliete in base ai criteri che voi definite perché dite che sono competenti, dopodiché non riescono a gestire i problemi e dobbiamo pagare consulenti per fare il lavoro, che dovrebbe fare una struttura tecnica. Non converrebbe di più potenziare le competenze all'interno della struttura? Ricorrere a consulenze esterne vuol dire demandare all'esterno quella che è una crescita professionale del personale!

Vorrei analizzare, in conclusione, il contenuto di alcuni articoli, che autorizzano spese che non sarebbero possibili senza modificare una norma. Finora abbiamo visto gli aumenti di leggi settoriali; adesso, invece, l'assestamento di bilancio prevede destinazione nuova di una serie di voci. L'articolo 4, che destina le risorse finanziarie agli enti locali, individua una serie di leggi di settore che vengono rifinanziate. È vero che qui si tratta di leggi per interventi di investimento, ma vorrei far notare che, se confrontiamo questo allegato A al precedente allegato A, vediamo che in corrispondenza di alcune di queste leggi settoriali erano state iscritte "0" risorse, per indicare che le risorse a ciò destinate negli anni precedenti venivano messe nel budget complessivo dei Comuni. La stessa cosa sarebbe possibile fare anche per la legge di finanziamento per le scuole di montagna, cosa che non avete voluto fare neanche in questa occasione!

Per quanto riguarda la sanità, ci sono 5 articoli che riguardano la sanità, quindi un argomento che viene trattato in modo abbastanza corposo dalla legge di assestamento del bilancio. Vediamo che sono incrementate le spese di investimento per 2,580 milioni di euro e le spese correnti di oltre 5 milioni di euro, quindi c'è un investimento per le spese correnti che è doppio rispetto alle spese di investimento. Si tratta di risorse in sé consistenti, che rappresentano nel budget complessivo trasferito all'USL poca cosa, 1/50 del budget complessivo, ma comunque sono il triplo dell'utile di esercizio 2003 dell'USL e questo è stato presentato come un traguardo considerevole.

Va sottolineato come si assista in tutte le regioni all'aumento della spesa sanitaria; la spesa pro capite in Valle è fra le più alte, 1.781,00 euro pro capite; si tratta di capire se i servizi resi rispondono alle esigenze reali. Mi si dirà che solo pochi giorni fa è stato pubblicato l'indice di soddisfazione degli utenti del Servizio sanitario, sfiora il 96%, però non prenderei questo dato come un indice assoluto; è un indice relativo ai ricoverati che compilano il questionario in corsia. D'altronde, chi ha qualcosa di cui lagnarsi, lo fa non tramite il questionario compilato in corsia, ma tramite altri strumenti, andando fuori Valle - vedi la mobilità passiva -, ricorrendo all'URP o alle lettere aperte sulla stampa, non ultime quelle apparse domenica 25 circa i non sufficienti servizi infermieristici resi in Geriatria. Sarebbe interessante allora che fossero resi pubblici anche i dati relativi alle lamentele che arrivano tramite URP o tramite comunicati stampa sindacali o altri mezzi diversi dal semplice questionario che viene compilato in corsia!

Credo che ultimamente tutti abbiamo letto l'ultima protesta dei sindacati relativamente alla chiusura, che ha deciso l'USL di effettuare in Geriatria, di 25 posti letto. Si tratta di una scelta molto grave, che tocca gli utenti più deboli, scelta che è stata presa unilateralmente, non condivisa, né comunicata, non solo ai sindacati, ma agli stessi responsabili del personale! Credo sarà interessante e utile conoscere che il 96% di coloro che hanno risposto al questionario sono contenti, ma probabilmente ci sono altri elementi da prendere in considerazione. Fra l'altro, credo che non tutti i reparti si siano espressi; anzi, alcuni reparti, dando per scontato che essendovi lavori in corso gli utenti non erano soddisfatti, non hanno neanche risposto al questionario! L'indice dell'efficacia dell'azione sanitaria va cercata altrove, quando ci saranno i dati sull'Osservatorio epidemiologico, potremo vedere lì le cause di morte...

Delle risorse aggiuntive che sono date alla sanità, in legge ne viene precisata la destinazione solo in parte, cioè 440.000,00 euro al territorio, alla "RSA" di Antey, e 40.000,00 euro per sperimentare l'unità territoriale di assistenza primaria, che va molto bene. Si vorrebbe sapere quale destinazione ha l'attuale "RSA" di Antey, perché prima era stata pensata per avere locali per un centro per malati di Alzheimer; adesso, sembra che i malati di Alzheimer non ci siano più, quindi ci sono "RSA". In realtà sembra che neanche una "RSA" per malati lungodegenti o di riabilitazione funzioni, perché adesso direttamente gli utenti passano da letti dell'Ospedale del Beauregard ai letti di Antey. Poi vorrei capire se i letti della "RSA" di Antey sono disponibili dal 1° agosto, perché dal 1° agosto è stato chiuso il reparto di Geriatria!

Vediamo che 200.000,00 euro sono spesi per il "PET". Si è d'accordo sul noleggio di questo apparecchio, ma la domanda che ci si pone è sempre questa: perché appaiono risorse aggiuntive? Non si erano trovate risorse nel bilancio dell'USL, non rientra questo nei livelli essenziali di assistenza? Non rientra nei progetti obiettivo? Questa scelta dell'USL, fatta all'interno del proprio bilancio, che cerca risorse per dare questo ulteriore servizio, sembra apparire una "scelta politica", avulsa dalla programmazione più generale; scelta che richiede, se si vuole applicare realmente tale metodologia, anche interventi di tipo logistico (occorre ristrutturare l'attuale spazio di Medicina nucleare). Ma allora, accanto ai soldi per il noleggio del "PET", sono previsti anche fondi per ristrutturare i locali che devono servire all'utilizzo reale di questa nuova apparecchiatura?

Sono previste, all'articolo 10, alcune spese per ristrutturare i locali ambulatoriali e per strutture complesse; qui non sto a ridire quanto prima sottolineato, cioè come continuamente si intervenga su una struttura e su reparti che, modificati da poco tempo, sono nuovamente soggetti ad ulteriori modifiche. Si vorrebbe sapere come mai ci sono ancora delle code contrattuali per i dirigenti. Prendiamo atto che complessivamente si tratta di nuove integrazioni al bilancio dell'USL, bilancio che era stato definito in sede di accordo di programma. Qui dico delle cose che già dicevo all'Assessore Vicquéry, nel senso che ogni anno c'è un accordo di programma le cui linee per il 2004 sono indicate in una deliberazione di Giunta ben precisa. Questo accordo di programma definisce, da una parte, le risorse messe a disposizione dell'USL e, dall'altra, le prestazioni che l'USL deve garantire. Sulla base di tale capacità di raggiungere gli obiettivi, viene poi valutato il "management" dell'USL.

Ora quale origine hanno queste nuove risorse aggiuntive? Io credo che, se sono state date nuove risorse aggiuntive, sicuramente ci sarà stata una integrazione all'accordo di programma, altrimenti ci troveremo di fronte ad un'azienda a cui diamo, come ente Regione, un budget preciso, indicando degli obiettivi che devono raggiungere; sulla base di quegli obiettivi li valutiamo e li premiamo con aumenti di stipendio, dopodiché ci si rende conto che alcuni obiettivi importanti non sono stati raggiunti, allora la Regione interviene ulteriormente con ulteriori risorse: questo tipo di meccanismo non è serio nei confronti di un accordo fra Regione e USL!

Constato con rammarico che anche in questo assestamento di bilancio si privilegia l'aspetto sanitario su quello sociale, per il quale sono previsti 500 mila euro a integrazione del fondo regionale per le politiche sociali. Fra l'altro, sarebbe interessante capire come vengono suddivise tali risorse tra due destinazioni così diverse fra di loro: da un lato, l'assistenza domiciliare integrata; dall'altro, l'acquisto di attrezzature e risorse per pagare gli stipendi per l'Istituto "Don Bosco". Non si capisce come possano essere messe insieme queste destinazioni e come vengono suddivise.

Un ultimo appunto sull'articolo 15, in cui viene data una risorsa aggiuntiva alla Fondazione "Institut Fédéraliste"; fra l'altro non si chiede a questa fondazione di svolgere un compito aggiuntivo rispetto a quelli che già la legge le affida! La legge regionale che istituisce il "Centre d'Etudes fédéralistes", dice che fra i suoi compiti c'è quello di organizzare sessioni di studio a livello universitario e post-universitario; adesso si vogliono aggiungere altri fondi, perché c'è la volontà di attuare un "master", che è un titolo di studi post-diploma ma anche post-universitario. Si vorrebbe capire se la fondazione, con questa scelta, intende porsi in un rapporto particolare con l'Università della Valle d'Aosta. Quale rapporto c'è? Quando la Fondazione "Institut Fédéraliste" è stata istituita nel '94, non esisteva ancora l'Università in Valle d'Aosta, per cui era chiaro che questa poteva svolgere anche un ruolo universitario; adesso c'è l'Università! Quale rapporto c'è fra i due? Questo, è vero, è post-università, ma voi capite che se questa è la logica, voi allora definite come "mission" dell'Università valdostana solo di portare alla laurea e affidate alla Fondazione "Institut Fédéraliste" solo le specializzazioni! Questa è la morte dell'Università valdostana, che a nostro avviso avrà futuro solo se diventa un centro attivo di ricerca, un centro di specializzazione!

Credo sia molto interessante quello che sta facendo la Fondazione "Institut Fédéraliste", però sarebbe interessante capire che rapporto c'è con l'Università. Allora l'Università fa solo corsi normali e tutto il post-universitario, la parte che potrebbe essere più appetibile per altri docenti o altri studenti, questa la si affida ad altri centri!

Non mi soffermo su tutta un'altra serie di scelte che sono state fatte in questo assestamento di bilancio. Vorrei solo dire che noi, con queste annotazioni, vogliamo mettere in luce come manchi a questa maggioranza un progetto chiaro di dove vuole andare; fra l'altro, a questo punto, sarebbe opportuna la domanda: quale maggioranza, quale Giunta?

Si dà atto che, dalle ore 19,11, presiede il Vicepresidente Nicco.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Devo dire, Presidente, che affrontiamo il dibattito sul consuntivo e sull'assestamento di bilancio con una certa dose di imbarazzo perché, o noi non abbiamo capito qualcosa, o qui qualcuno sta travisando i fatti!

Noi ci atterremo al rispetto del tempo, come concordato, perché facciamo fede agli impegni presi la scorsa volta con i Capigruppo; di conseguenza, ridurremo il nostro intervento sul bilancio a questo e alle dichiarazioni di voto, però ci aspettavamo che in sede politica qualche riflessione avesse prodotto qualche risultato - se vogliamo, provvisorio - a seguito di ciò che è accaduto la settimana scorsa, ma così non sembra essere avvenuto! Dico perché: primo, perché l'Assessore Marguerettaz ha dato una lettura politica del rendiconto generale 2003, come si evince dalla sintesi del suo intervento, lettura politica che, per un Assessore che ha delle "deleghe congelate", dovrebbe essere competenza di un Presidente che diventa garante del suo ruolo politico. In realtà ciò non è accaduto, perché la relazione dell'Assessore ha una chiave di lettura che travisa le intenzioni manifestate in esordio di seduta odierna.

Tale imbarazzo viene poi suffragato da una comunicazione di stampa; di qui, il fatto che non c'è stata chiarezza nelle sue parole, Presidente, perché viene attribuito alla sua figura che la delega sulla casa da gioco resterà all'Assessore Marguerettaz, mentre il coordinamento sull'intero "dossier casinò" passerà alla Presidenza della Giunta. C'è quindi una conferma generale della fiducia che viene accordata alla Giunta; delle due, l'una: o chi sta da questa parte in Consiglio e chi sta lì sopra non capisce, o chi sta su quei banchi non si esprime in maniera compiuta!

Con la mozione d'ordine abbiamo chiesto oggi che ci fosse una definizione chiara delle funzioni dell'Assessore; qui non ci risulta né l'Assessore congelato, né una revoca delle deleghe, e poi viene attribuito al Presidente ciò che lui ha già naturalmente per Statuto: un coordinamento generale sulla funzione politica della casa da gioco... ma questo è normale! Il Presidente presiede, coordina, dirige, guida l'azione dell'Esecutivo regionale, ci mancherebbe che debba esserci una crisi politica perché il Presidente riassuma in sé determinate funzioni che già gli sono attribuite dallo Statuto regionale! Invece, così non sembra essere, perché la delega al casinò rimane piena in capo all'Assessore Marguerettaz e il Presidente Perrin si limita a un coordinamento! Vogliamo forse fingere di credere che il Presidente della Regione non abbia avuto finora un coordinamento sulla materia? Sarebbe minimalista, antistatutario!

Chiederei che il Presidente della Regione, a conclusione di questo dibattito generale, chiarisse cosa si intende fare su tali deleghe, di qui al 22 settembre, altrimenti è una presa in giro collettiva! Non possiamo permetterci di credere che la notte di giovedì la sfiducia che tale Assemblea ha manifestato palesemente nei confronti dell'Assessore Marguerettaz sia rimasta un fatto banalizzabile, che non lascia traccia! Allora cos'è successo? Spiegatecelo voi, ma non il Consigliere Borre, altrimenti ci sono altre contraddizioni! Vogliamo una voce autorevole, ma definita, sulla questione; altrimenti, Presidente, le chiediamo una rettifica a mezzo stampa di quello che è scritto in questo comunicato.

Ci accingiamo ad affrontare tale argomento con una compressione del tempo notevole e con un'ambiguità politica che oggi avrebbe dovuto essere risolta. La cosa non è accaduta, perché le perplessità manifestate da noi sono state recepite "in toto" da chi ci ascoltava, dagli addetti ai lavori della sala stampa, e adesso l'amplificazione sarà questa... ma allora cos'è cambiato, qual è la novità? Nessuna! La novità è che chi è investito delle funzioni assessorili - nella fattispecie, l'Assessore Marguerettaz - rimane titolare nelle deleghe inizialmente conferite, quindi la sostanza è che il voto di questo Consiglio è stato disconosciuto, il voto dell'altra sera è stato un voto simbolico, un esercizio di stile che non ha procurato né riflessioni, né ha lasciato tracce, né ha innescato azioni migliorative di un Esecutivo che versa in difficoltà. Il fatto che versi in difficoltà lo rileviamo anche dal consuntivo.

Auspicando che il Presidente dia una lettura politica del consuntivo e dia una risposta politica ai quesiti che abbiamo posto a inizio di seduta, entriamo nell'esame del consuntivo. Sono interessanti le relazioni che abbiamo sentito, sotto il profilo contabile c'era stato anche qualche cambiamento, ma i dati reali sono quelli che evidenziano, ancora una volta, una regione che sta rallentando la sua corsa e i cui dati realistici sono stati posti in evidenza bene dal rapporto annuale della Banca d'Italia.

Dalla sintesi che si trova all'inizio del rapporto si capisce che l'economia valdostana sta ulteriormente rallentando la corsa. È vero che c'è un fenomeno congiunturale riguardante non solo la Valle d'Aosta, ma anche l'Italia, l'Europa, il mondo, anche se negli Stati Uniti e in Giappone sembra ci sia stata una prima ripresa; però il "PIL" regionale, nel 2003, è diminuito di un ulteriore punto percentuale che si somma a quello assegnato già nel 2002, quindi vuol dire che il "PIL" regionale sta perdendo di energia: questo è un dato che riassume le cose, che la somma dei valori aggiunti, dei beni prodotti nella nostra regione sta diminuendo in maniera significativa.

Anche questo grosso rallentamento è stato determinato dalla flessione della ricostruzione post-alluvionale: l'alluvione, paradossalmente - al di là dell'aspetto tragico in termini di vite umane e di danni provocati -, è stata un volano che ha generato lavoro; terminato l'effetto post-alluvionale, la Regione perde spinta. Naturalmente ne fa le spese l'economia reale la quale, alla fine, si traduce nei dati contabili che oggi andiamo ad esaminare e a valutare. Gli interventi post-alluvionali sono stati, fra l'altro, in larghissima parte finanziati dallo Stato, Assessore Marguerettaz, visto che a più riprese lei ha sottolineato i difetti dello Stato o la ingenerosità dello Stato o le disattenzioni dello Stato nei confronti della Regione; quindi non dimentichiamo che questo volano è stato finanziato con un grande intervento dello Stato.

Altro dato significativo: l'occupazione, in Valle d'Aosta, cresce a ritmi molto più bassi rispetto a quelli di altre regioni italiane, e anche questo dato non può essere dimenticato. È vero che avete preso in esame molti aspetti contabili, però questi sono gli indicatori economici più percepiti dalla popolazione. Il ritmo di crescita del 2003 è il più basso registrato dal 1999 ed è un rallentamento generato dal fatto che la nostra Regione beneficia di ingenti risorse finanziarie, che non riesce a trasformare in maniera virtuosa in sviluppo. Risorse importanti, in questi anni spesso convogliate in formule assistenziali che non costituiscono quella ricetta innovativa che può creare nuovo sviluppo, nuova occupazione e nuovo benessere. È vero, non c'è un'unica ricetta per rilanciare l'occupazione, ma c'è una regola, comunemente riconosciuta come valida: se si creano nuove opportunità di lavoro, si riduce il livello di disoccupazione.

Sappiamo che è un momento difficile, che non dobbiamo abbassare la guardia, che il ruolo che gioca la pubblica amministrazione è di fondamentale importanza, ma è cessato il momento in cui si poteva intervenire con provvedimenti "una tantum", cioè finalizzati a obiettivi non coordinati! Ecco perché è necessario un coordinamento, e qui non è per tornare ad utilizzare quell'accezione di cui ho fatto cenno all'inizio, ma il coordinamento deve essere efficace; a questa Giunta, in questo primo anno di legislatura, è mancato un coordinamento che fosse un indirizzo chiaro seguito all'unisono da tutti gli assessorati. In realtà, ci è parso di vedere un insieme di competenze che hanno agito "pro modo propria", che hanno portato avanti dei disegni di carattere assessorile, non coordinati da una politica di crescita, come la nostra Regione richiede da tempo!

A questo riguardo ci sono due fattori importanti che non possono essere sottovalutati. Sapete meglio di noi che le casse dello Stato stanno raschiando il fondo del barile, il rispetto del patto di stabilità europeo si riverbera sui rapporti non solo fra Stato e regioni, ma fra regioni ed enti locali. Finanze generose come quella della quota sostitutiva dell'IVA da importazione, che nel 2003 ha contato 277 milioni di euro al nostro attivo, non sappiamo quanto possano essere durature... la riforma federalista probabilmente comporterà delle limature anche da un punto di vista finanziario. Secondo aspetto, non meno importante: i fondi strutturali europei vanno a diminuire a vantaggio di regioni come la nostra, anche se la nostra regione fa parte di un ambiente alpino, dove a livello europeo dovrebbero esserci maggiori attenzioni, però i fondi strutturali europei confluiranno verso est e questo è già stato dichiarato e verrà applicato quanto prima.

Nonostante questi presupposti, abbiamo un livello di spesa corrente che è sempre elevato. È vero che si è ridotta di qualche punto rispetto al 2002 - giustamente l'Assessore citava gli 862 milioni dei euro del 2002 a fronte degli 843 milioni di euro impegnati, pari a circa 1.633 miliardi -; però, se guardiamo, nel 2000 erano 1.300 miliardi, quindi da 1.300 saliamo a 1.633 - ragiono con il vecchio conio - sono 300 miliardi in 3 anni, di conseguenza l'incremento non è stato contenuto.

È naturale che abbiamo delle difficoltà di cassa, perché lo Stato deve far rispettare il patto di stabilità, patto che non viene rispettato se il livello di spesa corrente e spesa di investimento non viene osservato nelle dovute maniere. Si è già verificato nel maggio 2002 - Agnesod era allora Assessore - di essersi trovati con delle difficoltà di cassa, dovute al fatto che la Valle d'Aosta non era riuscita a rimanere entro i parametri del patto di stabilità; d'altronde facciamo parte di un'Europa che deve funzionare con 25 soggetti, che devono osservare dei parametri rigidi; il patto di stabilità naturalmente ci riguarda!

Lei, Assessore, diceva che come spesa corrente regionale avete dato degli indirizzi affinché questo patto di stabilità fosse rispettato a livello di enti locali; a noi non risulta, conosco le situazioni di alcuni comuni valdostani in cui il livello di spesa è in eccedenza, ci sono comuni che sono "ingolfati" dalle spese, specie per l'aumento sconsiderato di organici e lei probabilmente sa queste cose! Le uniche direttive al contenimento della spesa sono contenute in norme statali, la Regione avrà fornito degli indirizzi, ma sono indirizzi che non sono stati codificati da qualche parte, tanto che vi sono comuni con l'acqua alla gola da un punto di vista finanziario!

Quanto alle spese di investimento, gli investimenti non sono molti: sono stati impegnati 468 milioni di euro su 587 milioni stanziati; qui la forbice dell'impegno si riduce notevolmente, e sono stati pagati solo 160 milioni. Non si possono però attribuire le colpe allo Stato, ci sono delle motivazioni: che gli investimenti sono pochi, gli investimenti sono "ingolfati" da procedure affannose...; fra l'altro, ci sono alcune situazioni di spesa fuori controllo, ne cito una, oggetto di una nostra interpellanza: la pista "Leonardo David" di Gressoney. Qui, da una spesa preventivata di circa 2 miliardi, siamo arrivati a 12 miliardi! Avete dovuto istituire un gruppo tecnico di verifica per comprendere le motivazioni di questo incremento sconsiderato... ma potremmo fare altri esempi!

Da un punto di vista settoriale possiamo fare tanti ragionamenti; fra le voci di spesa che si segnalano in diminuzione, il casinò vede la tassa di concessione ridursi a sfavore delle casse regionali di 5,7 milioni di euro; la previsione iniziale di 80 milioni è stata traguardata con circa 74 milioni di accertato, quindi mancano, all'attivo, quasi 6 milioni di euro, senza considerare il ripianamento di bilancio di 2,8 milioni di euro che dovranno essere pagati con soldi pubblici, cioè con soldi della Regione. È vero quello che diceva il Consigliere Rini: il casinò rimane una posta importante nelle entrate di bilancio, ma è una posta che si sta riducendo e non vorremmo che con questa gestione scellerata andasse verso l'estinzione!

Vorrei chiedere lumi sull'allegato "G" dell'assestamento di bilancio, in cui a favore del casinò vengono stanziati 6 milioni di euro come attuazione del disciplinare regolante i rapporti fra casinò e Regione. La voce è sintetica, non sono indicati gli articoli come normalmente venivano indicati, ma sono 6 milioni e dopo, magari, il Presidente ci dirà qualcosa in merito.

Non vi sono solo delle segnalazioni da fare a livello di casa da gioco. Intanto, l'agricoltura... come sapete, questo settore ha subito forti variazioni a seguito della nuova impostazione impressa dalla politica agricola comunitaria, ha visto progressivamente la chiusura della Centrale del latte, che, dopo essere stata sovralimentata "a suon di miliardi" dalla Regione, adesso giace come una "cattedrale nel deserto"; peraltro c'è una procedura di inchiesta della Corte dei Conti che deve far chiarezza su una situazione tutt'altro chiara. Questo sta a indicare che le filiere alimentari del latte e della fontina sono in crisi e lo sono da tempo, e le filiere alimentari, che sono "il fiore all'occhiello" del nostro comparto agricolo-zootecnico, hanno bisogno di nuovi impulsi.

Sanità e assistenza sociale: sarà pur vero che l'obiettivo delle aziende sanitarie non è produrre utile, ma garantire servizi; abbiamo visto che il consuntivo nel 2003 è stato positivo, ma noi diciamo che è naturale che sia così... con tutti i soldi che la Regione conferisce all'ASL ci mancherebbe altro che non lo fosse! In un paio di anni questo contributo della Regione è stato aumentato del 30%! C'è da segnalare l'ulteriore rideterminazione della spesa sanitaria di parte corrente nell'assestamento di bilancio, che da 228 milioni sale a quasi 234 milioni. Allora le risorse sono tante, ma i servizi non sono sempre all'altezza e noi lo abbiamo sottolineato qualche volta, anche se alcuni cambiamenti di rotta li abbiamo visti e condivisi. Noi diciamo che sono necessari ulteriori sforzi, non solo per aiutare le categorie deboli, ma per un migliore accesso ai benefici sociali, per ottimizzare i livelli di assistenza e per portare a livelli di eccellenza il nostro Ospedale regionale. Rimane la sanità territoriale, dove qualche passo avanti è stato fatto, ma ancora diversi passi devono essere completati in corso d'opera.

L'istruzione: se la Regione vuole andare incontro all'Europa, deve affrontare anche la sfida della formazione e valorizzazione delle risorse umane. Qui c'è da fare un paragone con altre realtà; nella nostra regione quasi il 59% delle persone ha un livello basso di istruzione, il 34% è a un livello medio e solo il 7% si trova nella fascia alta. Se guardiamo i 15 Stati dell'Unione (prima dell'allargamento) il dato della fascia alta è al 21%, 3 volte rispetto a quello valdostano; quindi il livello di valorizzazione delle risorse umane da noi, nonostante le risorse disponibili, è decisamente basso! Quali soluzioni propone l'Assessore Charles, da un anno a questa parte? Stoppiamo la "riforma Moratti" in accordo con i sindacati, senza entrare in un'analisi più critica, se vogliamo, ma anche più concreta di questa realtà valdostana che segna il passo anche dal punto di vista dell'istruzione. Mi riallaccio al casinò, "Grand Hotel Billia", rottura dell'accerchiamento, previsto nel programma di maggioranza: la missione è incompiuta, rimane una delle grandi missioni incompiute di questo primo anno, nonostante il deterioramento della situazione aziendale del "Billia" e che non sia stato definito, ad oggi, un piano di sviluppo per la casa da gioco.

L'industria: nel 2003, e anche nel 2004, ha evidenziato situazioni critiche, specie in bassa Valle; l'Assessore ha presentato, a luglio, prima agli organi di informazione e ai sindacati, poi in IV Commissione nei giorni scorsi, il piano programmatico, quello previsto dalla legge n. 6/2003, per l'industria e l'artigianato. È un piano che fa leva soprattutto su un osservatorio... ma la nostra regione brulica di osservatori! Non abbiamo bisogno solo di osservatori che per monitorare le situazioni esistenti possono essere anche utili; la Valle d'Aosta ha bisogno che prendano residenza attività generanti lavoro e ricchezza! Abbiamo aree come "Espace Aosta" che attendono di vedere l'insediamento di nuovi imprenditori; abbiamo industrie che riescono a superare le difficoltà quotidiane solo grazie agli sconti di liquidità che fanno "Finaosta" e "Aosta Factor"; per citarne una, la "Tecdis", anche questa in media Valle, è in una situazione tutt'altro che felice! È stato varato il piano per lo sviluppo, ma le stesse previsioni dell'AVI sono in grigio su quella che è la chiusura di anno 2004!

Turismo: il 2003 ha ancora visto delle presenze significative in linea con altre realtà italiane; il 2004, invece, a detta degli operatori, è drammatico. Questo calo di arrivi di presenze è generato da una riorganizzazione del sistema turistico, fatto negli anni scorsi, che non ha dato i frutti sperati. La legge n. 6/2001 deve essere rivista, perché ha creato una feudalizzazione del territorio sotto il profilo delle AIAT, con una capacità di impatto nei confronti dell'utenza che non è andata nella direzione delle aspettative chi li ha scritta. La montagna resta poco appetibile in generale, ma la nostra regione, rispetto a un concorrente come il Trentino, ha dei valori che sono in maggior difetto. La promozione non sembra sia stata qualitativamente sufficiente. Come mai gran parte delle agenzie turistiche italiane dirottano i villeggianti in Trentino... mi dispiace, Assessore...

Assessore Caveri (fuori microfono)... necessità fisiologiche...

... giustamente, mi suggeriscono che anche il turismo ha per adesso necessità fisiologiche, che però possono diventare "patologiche"... non vogliamo che passino di livello!

Dicevo che c'è questo "dirottamento" nei confronti del Trentino; è vero che non è facile sollevarsi da questa crisi, lo dicono gli operatori del settore, come il responsabile dell'ADAVA, il responsabile delle Pro-loco, però sono necessari degli spunti più innovativi. Determinate proposte le abbiamo fatte; l'ultima è stata quella di trovare delle forme di collaborazione con il vicino Piemonte, che diventa un'altra realtà molto concorrenziale, però pare che non intendiate percorrere questa strada. Eppure esempi dall'esterno ci vengono fatti anche con partecipazioni dirette... meno male che una società di Rimini ha acquistato l'Hostellerie, cioè che qualche imprenditore romagnolo si è spostato da noi per poter riattivare un complesso che merita non rimanere un cimelio all'interno della città! Nel 2003, abbiamo purtroppo constatato che uno dei principali "tour operator" italiani, "Eurotravel", ha spostato la sede a Milano.

Concludo, per non rubare altro tempo. In Valle d'Aosta c'è un altro fenomeno, di non secondaria importanza: il fenomeno migratorio. C'è una presenza crescente di immigrati, è naturale, lo spostamento dal sud al nord del mondo ci coinvolge. È un fenomeno che dimostra che i lavori più umili, già oggi, ma in un futuro sempre più prossimo, saranno svolti dagli immigrati. D'altro canto questo ci fa riflettere che la propensione di molti Valdostani è quella di non accontentarsi di lavori modesti, meno remunerativi, ma di cercare sempre la soluzione nel pubblico: questo è un segnale di apatia, di sonnolenza, di stanchezza dei Valdostani che sono stati abituati male, soprattutto i giovani, che se non trovano il posto di lavoro presso l'ente Regione, presso il casinò... c'è gente che ancora chiede di entrare a lavorare al casinò. E ci sono anche Assessori, come Marguerettaz, che ne hanno fatti entrare 15, l'altro giorno! Questo è drogare una società, dovrebbe cessare di esistere perché non si crea una società che sia in grado di affrontare un futuro di competizione con altre realtà, molto più agguerrite e hanno una mentalità più creativa, con spunti superiori ai nostri.

Il consiglio che diamo alla Giunta è di cambiare la rotta, anche in questo senso. La Valle d'Aosta, fino a qualche anno fa, poteva essere considerata una piscina con l'acqua calda, nella quale si nuotava comodamente tutti quanti, la piscina scaldata dal fuoco di "mamma Regione"; improvvisamente queste barriere hanno iniziato a crollare e la piscina è stata invasa dal mare gelido della globalizzazione... qualcuno ha iniziato a congelare, qualcun altro patisce il freddo ed esce dalla piscina!

Cerchiamo di far tesoro dei fenomeni che ci circondano e impariamo qualcosa. Lo diciamo a chi ha le responsabilità politiche più eminenti in questa Regione, possiamo far proposte; voi, invece, dovete cercare di investire questo fenomeno. Cercate di dare una variazione di rotta che la Regione si merita e per la quale, oggi come oggi, ha ancora i presupposti anzitutto finanziari, e noi pensiamo di mentalità - non comunemente diffuse, magari risiedono in poche persone -, ma siete voi oggi gli artefici di questa sfida... non sprecatela anche quest'anno!

Presidente - La parola al Consigliere Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Il conto consuntivo, se esaminato con attenzione, può essere un riferimento importante per giudicare lo stato di salute dell'economia regionale e anche l'efficienza della macchina amministrativa, se riferita alla sua capacità di spesa. Anche da questo documento contabile emerge chiaro che la Valle d'Aosta, pur con i suoi punti di forza conquistati grazie all'autonomia speciale, non è immune - anzi, per la sua fragilità è più vulnerabile - di fronte ad un'economia sempre più in crisi e condizionata dalla globalizzazione.

Come gruppo della "Fédération", coerentemente con la nostra posizione a suo tempo assunta in Consiglio, scelto fra la posizione di opposizione, quindi contro ad ogni costo, e la posizione di assenso che deve dire "sì" in modo acritico, abbiamo scelto la posizione dell'analisi, della critica e delle proposte costruttive. Da questo approfondimento politico sono scaturite alcune riflessioni.

Lo stato dell'economia non è - di fronte a fatti episodici o ad una congiuntura temporanea - negativa; questa è una crisi strutturale a livello mondiale, europeo, nazionale, quindi sarebbe irresponsabile pensare a una Valle d'Aosta fuori da questo contesto. Anche in Valle d'Aosta la società sta diventando sempre più timorosa del suo futuro e soprattutto a causa di fattori internazionali - vedi il terrorismo, e non solo! -, sta perdendo l'entusiasmo che sta alla base di ogni tipo di crescita. Le nostre piccole aziende non possono reggere la competizione globale, vanno quindi ripensate e ricollocate. Non possiamo tutti pensare che, per stare sul mercato, bisogna delocalizzare in Slovenia, Romania, "alla faccia" dell'inventiva, dell'originalità, della qualità dei prodotti e della specificità. Anche qui, nella nostra piccola realtà, là dove solo 10 anni fa si avanzano richieste di efficienza e di libertà da ogni laccio, oggi emergono - anche da noi - disorientamento, sconforto, e cresce sempre più una domanda di riequilibrio, una domanda di possibilità comuni non legate solo alla competizione.

Come movimento politico della "Fédération Autonomiste", come gruppo consiliare, vogliamo partire da queste considerazioni per trovare e dare nuovo slancio allo sviluppo, nuovo slancio alla coesione sociale, nuovo slancio alla modernizzazione dei settori economici. Per la "Fédération" va quindi ripensata la competizione sociale che ha dominato la classe media negli ultimi 10 anni, il diritto di pochi a scegliere è purtroppo sbagliato. Bisogna di nuovo ritornare a sottolineare che eccellenza ed equità non sono in conflitto, noi della "Fédération" quando parliamo di "equità" non la vogliamo confondere con uguaglianza "tout court"! Ecco perché questa piccola realtà valdostana, alle prese con un mondo globale che gli è piovuto addosso in casa, un mondo globale fuori controllo, deve reagire, unirsi, progettare il proprio futuro con lucidità, con azioni che mirano a lavorare insieme con tutte le parti sociali, recuperare lo spirito dell'accordo, rifiutare l'illusione di risolvere i grandi problemi - sono stati annunciati da coloro che sono intervenuti: il casinò, l'industria, i mercati di nicchia, l'Ospedale - attraverso semplici intese di pochi, senza coinvolgere i vari protagonisti sociali. In Valle d'Aosta, più che altrove, non può sopravvivere un sistema, una politica basata solo sulla selezione di pochi e il rifiuto degli altri!

Ecco, cari colleghi, quali sono in estrema sintesi le nostre riflessioni e proposte che stanno alla base della nostra posizione politica, scelta all'interno del Consiglio; perciò non ci toccano le critiche strumentali di chi è legato a vecchi schemi di maggioranza e opposizione, non raccogliamo le provocazioni piene di livore politico del gruppo di "Forza Italia"; cerchiamo di essere degli "zerbini pensanti", zerbini che usano il cervello! Il confronto muscoloso lo lasciamo agli amici forzisti! Questi - e non altri! - sono i motivi che ci hanno fatto accogliere l'invito del Governo regionale a collaborare su un programma che condividiamo non in una posizione ondivaga, ma coerente con la nostra decennale storia politica di "Fédération Autonomiste".

Tutti aspettano risposte; noi abbiamo comunque fatto la nostra scelta. È chiaro che la nostra scelta per ora è ferma a quello che dipende da noi, non ci sentiamo sotto esame; è chiaro che chi non ha flessibilità politica, non può capire una posizione che può anche essere innovativa e spiazzante per certi versi, non legata alla gestione o meno del potere, fuori dagli schemi vecchi, superati, rigidi di maggioranza che difendono il fortino e l'opposizione che lo accerchiano per occuparlo: una prova di maturità in un momento difficile, non per i problemi valdostani, ma per quanto avviene attorno a noi; incomprensibile per chi sa solo far politica contro; posizione che non interferisce e non vuole interferire negli equilibri di potere, scelta unilaterale e responsabile non condizionata.

La "Fédération" ha scelto questa strada anche perché condivide l'analisi di chi a livello nazionale ha saputo, con una frase, fotografare il momento in cui viviamo, e mi riferisco alle parole di Montezemolo, neopresidente di Confindustria: "Siamo di fronte a un cambiamento epocale, siamo in un dopoguerra moderno, che va affrontato con lo stesso spirito, la stessa unità, lo stesso entusiasmo". Chi pensava che anche in Valle d'Aosta il peggio fosse passato - pensiamo all'alluvione, alla chiusura del tunnel e ad altri aspetti negativi - non poteva immaginare cosa poteva significare l'11 settembre unito a "l'effetto euro "! Questi sono i motivi per cui la "Fédération Autonomiste" è convinta che, malgrado queste difficoltà, la Valle d'Aosta può superare in modo brillante questa difficile congiuntura, grazie anche all'autonomia speciale e al nostro Statuto che - anche se ripensati in chiave moderna - hanno saputo costruire un'economia forte.

A noi della "Fédération" non interessa il "tanto peggio, tanto meglio". Vogliamo costruire, non distruggere, continuare a difendere la nostra specificità anche dentro l'Europa globalizzata, ricreare una stagione di speranza da vivere; in tal senso condividiamo in buona parte il programma di legislatura e su questo terreno ci vogliamo confrontare. Questa è la posizione politica di "Fédération Autonomiste", che qualcuno - più o meno interessato - ha voluto minimizzare; questa è la posizione di "Fédération", che ha peraltro governato per 2 legislature con il gruppo "Union Valdôtaine" e "DS", contribuendo a far sì che la Valle ora si trovi, malgrado tutto, in condizioni di potercela fare a compiere un salto di qualità. Per noi è solo riprendere un percorso politico, un confronto con l'attuale maggioranza, che ha sempre dimostrato attenzione alla salvaguardia della nostra autonomia; confronto che potrà essere ancora valorizzato e tendente a difendere questo strumento di crescita, per far vincere la Valle d'Aosta anche in tale fase, dove tutto deve essere globalizzato e omogeneizzato.

È il senso compiuto del nostro voto favorevole, che annunciamo al provvedimento del conto consuntivo in esame e dell'assestamento di bilancio: voto che assume una valenza politica che va al di là dell'argomento "conto consuntivo" e "assestamento", per ribadire la nostra volontà - secondo quanto deciso dal congresso di Courmayeur - di lavorare insieme alle forze politiche di maggioranza con il gruppo "Union Valdôtaine" e "DS", onde poter contribuire alla crescita della nostra regione.

Presidente - La parola alla Consigliera Viérin Adriana.

Viérin A. (UV) - Lors de la présentation au Conseil du budget 2004, en décembre dernier, j'avais demandé au Président Perrin de prévoir une allocation supplémentaire dans le chapitre consacré au Comité régional de coordination pour la coopération. A cette occasion il avait pris un engagement formel et il l'a respecté. Je me dois donc de le remercier à mon nom personnel et au nom du Comité. Il ne s'agit pas d'une somme importante, mais je veux aujourd'hui mettre l'accent sur le geste, lui, important, et proposer à l'attention de cette Assemblée quelques considérations au sujet des pays les plus démunis; pays tellement pauvres, qu'ils n'arrivent même pas à satisfaire les besoins les plus élémentaires de leurs populations. De milliers de gens se voient donc dans l'obligation de quitter leur pays, pour tenter leur chance ailleurs. Il s'agit, dans la plupart des cas, d'un problème de survie: survivre à la famine ou à un régime totalitaire. Les mêmes raisons qui ont poussé, dans un passé pas si lointain, de milliers de Valdôtains à quitter leur pays natal et à rechercher ailleurs tout ce que leur patrie n'était pas, à l'époque, à même de leur assurer.

Aujourd'hui, heureusement, nous ne devons plus partir; nous sommes devenus un pays "riche", entre guillemets, les rôles se sont renversés: nous ne sommes plus un pays d'émigration, nous sommes devenus un pays d'immigration. Et alors, tôt ou tard, il faudra se poser la question sur quelle politique nous voulons adopter pour faire face à cette vague grandissante d'immigration, et encore que voulons-nous faire, nous, vis-à-vis des plus pauvres de la planète.

Je comprends bien que ça ne puisse pas être cette Assemblée à résoudre un problème d'une telle envergure, mais je crois néanmoins que nous avons l'obligation de nous pencher sur le problème avec une grande attention. Le pourcentage des nouveaux immigrés en Vallée d'Aoste a désormais rejoint un seuil critique - ce n'est pas moi qui le dis -, un pourcentage trop élevé qui, associé à des problématiques d'ordre culturel, risque de compromettre sérieusement tout processus d'intégration. Une région comme la nôtre, qui a démontré une grande capacité d'intégration dans le passé, se doit, à mon avis, de relever le défi et de rechercher des solutions afin de le gagner.

J'entends souvent des appréciations pour le moins pas trop complaisantes vis-à-vis des nouveaux immigrés, des commentaires et des boutades désagréables qui doivent nous faire réfléchir. La "solidarité" - mot souvent abusé même ici -, pour qu'elle soit réelle et tangible, elle doit se traduire dans une politique sociale susceptible de permettre à tout le monde de conduire une vie digne et respectée. Et puis n'oublions pas que nous avons franchement besoin de ces immigrés. Quel sort serait-il réservée à nos alpages et, plus en général, à notre élevage sans la précieuse collaboration d'immigrés qui viennent du Magreb ou d'ailleurs? Et l'hôtellerie, que deviendrait le secteur de la restauration et de l'hébergement sans l'apport de professionnels venant de l'étranger? Sans parler des aides-soignantes, qui nous permettent de garder nos vieux à la maison, dans leur contexte habituel, entourés par l'affection de leurs familles.

De plus, il faut bien l'avouer, nos jeunes ne veulent plus s'adapter à certaines besognes, ils préfèrent plutôt flâner en attente d'un poste tranquille, sans trop de soucis et de contraintes, quitte à se faire entretenir par les parents. Il ne s'agit pas d'un phénomène qui intéresse uniquement notre pays, mais bien évidemment tous les pays soi-disant "riches". Il s'agit incontestablement d'un problème social, d'une évolution rapide de notre société, que nous devons affronter très sérieusement, sans oublier de remercier touts ceux et toutes celles qui se rendent disponibles à remplir les tâches que nous refusons à assumer.

D'un côté, il faudra donc à mon avis s'occuper des immigrés déjà présents sur le territoire, mais il faudra tenir compte du fait qu'effectivement le nombre des nouveaux arrivés est important, peut-être trop important et il va sûrement grandir dans les années à venir. Il y a donc à mon avis un seul moyen pour endiguer ou ralentir ces flux migratoires: il faut mettre les pays pauvres dans les conditions de nourrir leurs propres fils et leur garantir un niveau de vie acceptable.

Il est indispensable que l'on parvienne à une redistribution équitable des richesses sur la planète. Les pays occidentaux, les pays riches peuvent, doivent destiner une partie de leur richesse, afin de garantir à tout un chacun de vivre correctement dans son propre pays. Notre région pourrait donner l'exemple, pourrait prévoir dans son prochain budget d'allouer un pourcentage précis du montant global aux pays en voie de développement. Ce serait une grande première, nous ne serions pas pour autant plus pauvres, mais nous aurions peut-être tracé le chemin.

En parlant de chemin, je me rends compte d'être sortie un peu des sentiers battus de la politique ordinaire. Je vous demande pardon d'avoir profité de cette occasion pour lancer cette pierre dans l'étang de la politique, mais j'espère vivement - et je compte sur vous tous, je m'adresse au Conseil régional, en particulier - que l'on saura reprendre ce débat dans une autre occasion.

Si dà atto che, dalle ore 20,23, riassume la presidenza il Presidente Perron.

Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.

Viérin M. (SA) - Il Consiglio regionale mi ha incaricato, unitamente ai Consiglieri Viérin Adriana e Fey, della funzione di revisore dei conti del rendiconto generale al bilancio della Regione per il 2003. In questo ruolo ho redatto la mia relazione, che non è - né poteva esserlo - completa, attesa l'impossibilità rispetto ai tempi assegnati di svolgere in modo serio un lavoro tanto gravoso, stante le dimensioni non solo fisiche del rendiconto.

Nella mia relazione ho sollecitato il Consiglio ad apportare una modifica all'articolo 115 del Regolamento interno, diretta a prevedere la nomina di un organo di revisione diverso da quello attuale, in grado cioè di esercitare tale funzione con cognizioni tecniche adeguate alla complessità e alla delicatezza del lavoro richiesto, come propone l'ordine del giorno, che è stato depositato alla Presidenza a firma dei 3 revisori: il sottoscritto, i colleghi Viérin Adriana e Fey.

Ciò premesso, vorrei esprimere, a nome del mio movimento, un giudizio politico che prende spunto dai risultati del rendiconto, ma che va oltre, perché l'analisi dei numeri è sterile se non è proiettata ad ipotizzare il cambiamento di un risultato, come quello risultante dal rendiconto 2003. Nei giorni scorsi ci siamo resi conto del significato politico derivante dalla presentazione di un bilancio e delle conseguenze a cui si può giungere; pertanto, il nostro ruolo non si può ridurre ad un solo esame in termini ragionieristici del rendiconto, ma deve proiettarsi in avanti, deve andare oltre il significato dei numeri.

In ogni modo, ritengo che la presentazione di questo avanzo di amministrazione di oltre 228 milioni di euro debba essere l'oggetto di alcune considerazioni, la prima delle quali è legata ad un concetto di opportunità e cioè se il suo ammontare non costituisca un rischio per la Valle d'Aosta, conseguente alle note difficoltà nazionali, caratterizzate dall'acceso dibattito che ha portato, tra l'altro, alle dimissioni del potentissimo Ministro per l'economia, Tremonti. Infatti, l'annunciata manovra per il rientro nei parametri di Maastricht del disavanzo pubblico dell'Italia imporrà pesanti sacrifici; il documento di programmazione economica che il Ministro Siniscalco sta predisponendo in preparazione della legge finanziaria statale per l'anno 2005, che dovrebbe prevedere tagli alla spesa pubblica per ben 24 miliardi di euro - di cui: 17 miliardi di tagli strutturali, e 7 miliardi di tagli alla spesa -, non è detto quindi che in parte non possano ricadere sui trasferimenti agli enti del settore pubblico.

Ho ancora presenti le preoccupanti riflessioni - da noi condivise - che il Presidente della Regione ci ha esposto in ordine alle proposte di modifica della Costituzione, per giungere alla creazione dello Stato in senso federale; proposte che potrebbero determinare un appiattimento delle attribuzioni e competenze delle regioni a statuto speciale alla realtà di quelle a statuto ordinario. Spesso mi chiedo se non pecchiamo di ingenuità e come potremmo reagire ad una possibile richiesta di riduzione dei trasferimenti statali in presenza di un rendiconto finanziario che presenta un avanzo di amministrazione pari al 16,7% di tutte le entrate effettive iscritte al rendiconto 2003, già al netto di quelle relative alle partite di giro. In questa malaugurata ipotesi, gli effetti di una manovra di contenimento delle entrate devolute alle regioni si rifletteranno su tutta la comunità valdostana, che sta attraversando un periodo piuttosto difficile per la propria economica e risente della congiuntura internazionale, come ribadito da altri colleghi.

Non faccio il ragioniere, ma mi sono chiesto se una diversa impostazione del rendiconto potrebbe presentare un risultato differente e, su questo aspetto, muovo una seconda considerazione riguardante la caduta del "PIL" regionale - come risulta da "Il Sole 24Ore" di qualche tempo fa -, le recentissime indicazioni della pesante caduta delle presenze invernali ed estive nelle nostre stazioni turistiche, la crescente difficoltà del settore industriale e, infine, la progressiva decadenza del Casinò di Saint-Vincent.

In questi evidenti e comprovati problemi vorrei però premettere le difficoltà di numerose famiglie valdostane che, ormai, stentano a chiudere il bilancio mensile per il continuo ed esagerato aumento del costo della vita. Purtroppo, passo dopo passo, il tanto decantato "benessere" che ha caratterizzato la nostra comunità, sta diventando un dolce ricordo e purtroppo lascia spazio alle sacche di povertà, ormai sempre più presenti anche nella nostra regione: di questa situazione tutti quanti ne dovremo tenere conto.

Gli organici della Regione, dei comuni, dell'USL, del casinò sono ormai saturi, ma è nostro dovere ipotizzare la creazione di altri posti di lavoro, in modo da garantire ai nostri giovani una vita decorosa. Stiamo giustamente investendo tanto denaro nell'Università della Valle d'Aosta e condividiamo, ma dobbiamo anche porci nell'immediato futuro l'obiettivo di garantire ai neolaureati un posto di lavoro adeguatamente retribuito; dobbiamo cioè saper sfruttare la preparazione di queste nuove leve a vantaggio della Valle d'Aosta, perché questa sarà la vera fonte della nostra futura ricchezza!

Il risultato del rendiconto finanziario al bilancio del 2003 è il segno evidente di alcune difficoltà che sta attraversando la nostra comunità, per il superamento delle quali bisogna profondere una maggiore fantasia propositiva, atta a rilanciare la nostra economia in presenza di ancora consistenti risorse finanziarie che, in futuro, non potrebbero forse esserci più.

A convalida delle mie affermazioni mi sia perciò consentito solo un breve riferimento alle somme che nel riepilogo del rendiconto, a pagina 329, risultano destinate alle spese di investimento. La previsione finale per la competenza del 2003 ammontava a euro 587.364.000,00 circa, mentre il totale degli impegni assunti per spese di investimento ammonta a euro 468.042.000,00 circa, con un'economia di avanzo di euro 119.322.000,00 circa. Proprio in questo settore, destinato a produrre sviluppo, abbiamo realizzato le maggiori economie; lo ritengo un errore, al pari di quello che sarebbe di spendere in modo insensato le risorse, tanto per dimostrare una falsa operatività.

Un ulteriore riferimento ai numeri, per ricordare che la Giunta aveva previsto di realizzare dalla tassa di concessione della Casa da gioco di Saint-Vincent la somma di 80 milioni di euro, ma, in definitiva, sono stati riscossi 74.332.700,07 euro, con una minore entrata di 5.667.292,00, pari a 7,08%. La minore entrata conferma un "trend" che si ripete ormai da alcuni anni e, stando alle recentissime dichiarazioni della relazione del Consiglio di amministrazione della "Casinò S.p.a." al bilancio del 30 aprile 2004, anche quest'anno c'è da aspettarsi un pesante impoverimento di questa importante entrata propria dell'ordinamento finanziario regionale.

Un ultimo sguardo ai numeri presenti nel rendiconto non può tralasciare un commento al settore dei residui attivi e passivi, già affrontato dall'Assessore Marguerettaz. Per quanto riguarda quelli attivi, mi sembra giusto chiedere ai colleghi consiglieri di soffermare la loro attenzione alla pagina 83 del rendiconto, ove è possibile osservare che il totale effettivo delle entrate accertate nell'esercizio 2003 ammonta a 2.772 milioni di euro, dei quali 1.081 milioni non sono stati riscossi e quindi sono stati contabilizzati fra i residui attivi. Nella mia relazione, in qualità di revisore dei conti, ho sollecitato una pesante opera di bonifica di questi crediti, perché ritengo che una gestione più attenta e decisa potrebbe portare alla riduzione di tali poste. Quanto ai residui passivi, il conteggio è più complesso, perché dopo 2-3 anni dalla loro formazione vengono dichiarati perenti agli effetti amministrativi. L'ammontare complessivo dei debiti è rilevabile solo dal conto del patrimonio, allegato 2, pagina 67, ed ammonta complessivamente ad euro 1.062.590.044,00, residui cosiddetti "passivi" risultanti dal conto finanziario euro 86.566.244,00.

La solvibilità della Regione non è in discussione, ancorché il "rating" sia stato declassato; è in discussione, invece, il metodo di accumulazione della spesa. È evidente che alcuni settori faticano più di altri a realizzare le spese autorizzate dalla Giunta regionale; sebbene questo fenomeno sia presente in quasi tutti i bilanci degli enti pubblici, è necessario trovare le formule per alleviarlo e, a tal riguardo, è già confortante quanto ha dichiarato l'Assessore Marguerettaz in questi ultimi giorni, in ordine al miglioramento del 5% della capacità di pagamento registrato nel 2004 rispetto all'anno precedente, al 2003.

La migliore programmazione della spesa, derivante dalla recente introduzione del "PREFIN", può essere un ulteriore passo per ridurre questo fenomeno, che dimostra un grado di scollegamento fra capacità politica della Giunta di impegnare le spese e quella operativa delle strutture regionali di realizzarle, stante i carichi di lavoro o gli iter procedurali. Urge, a mio giudizio, una modifica alle procedure di approvazione delle spese, introducendo anche un parametro di raffronto per la determinazione dei salari di risultato, perché devono essere le strutture a saperci dire quanto sono effettivamente in grado di realizzare con l'autorizzazione di spesa della Giunta.

Sulle annunciate "riforme costituzionali" mi sia consentito fare una terza considerazione. In questo Consiglio non abbiamo molto tempo a disposizione per ragionare tutti insieme su come parare i contraccolpi, su come riorganizzare la nostra economia per renderla autosufficiente e in grado di autoalimentarsi. In proposito, mi sembra giusto sollecitare una revisione dell'attuale impostazione della società finanziaria regionale "Finaosta"; poco a poco, ne abbiamo snaturato la finalità istituzionale, per surrogare le deficienze organizzative della Regione, per rilanciarne le funzioni quale "cassaforte" della Regione. La nuova impostazione della nostra società finanziaria è senza dubbio più facile e meno rischiosa di quella originaria; non è di questo che abbiamo bisogno. Abbiamo necessità di assistere non solo finanziariamente le aziende che già operano in Valle, ma soprattutto quelle che "Finaosta" dovrebbe far nascere con qualche prospettiva di successo.

Dobbiamo fornire un supporto diretto ed interno alle aziende, per formare, sostenere e controllare gli imprenditori nella loro attività. Forse la formula che sto suggerendo non è il toccasana ai nostri problemi, ma almeno la si apprezzi per la spinta propositiva che "Stella Alpina" vuole avere, per la voglia di collaborare al cambiamento, per evitare di ritrovarci l'anno prossimo un rendiconto sul quale fare sempre gli stessi commenti!

"Rendicontare" non significa solo rappresentare i saldi di operazioni contabili, ma significa dare resoconto delle specifiche proposte che il bilancio di previsione ci ha prospettato e di quanto è stato realmente realizzato; in questo senso, mi sarei aspettato un commento di tipo politico più esteso rispetto alla profusione di tabelle grafiche, di cui è ricca la relazione di presentazione al rendiconto.

Cosa dire del disegno di legge di assestamento di bilancio? "Stella Alpina" prende atto, con soddisfazione, dell'impegno assunto sull'adeguata copertura per l'attuazione del piano regionale di politica del lavoro, dell'aumento delle risorse finanziarie destinate alla finanza locale, dell'attenzione più marcata verso le persone anziane e inabili. Ma solo dopo aver sentito la Giunta e altri colleghi potremo meglio esprimere la nostra posizione politico-amministrativa sia sul rendiconto che sull'assestamento di bilancio.

Président - Est-ce qu'il y a d'autres conseillers qui veulent intervenir? Est-ce que je peux fermer la discussion générale? La discussion générale est fermée.

La parole au Président de la Région, Perrin.

Perrin (UV) - On nous a reproché de n'avoir pas fait des considérations d'ordre politique à ce document important, et donc je me permets de les faire, en remerciant tous ceux qui sont intervenus. J'ai perçu, dans les différentes positions qui ont été proposées, quelques positivités et je remercie aussi Mme Squarzino. La conclusion de M. Tibaldi, qui est une conclusion quelque peu rassurante, nous fait des recommandations : il donne même quelques atouts à ce Gouvernement pour donner des réponses à la communauté.

Je prends acte aussi du fait que le Conseiller Lavoyer déclare que ce programme est partagé par le mouvement de "Fédération", toute une série de considérations aussi de nature positive du Conseiller Viérin Marco, et enfin il y a une signification intéressante dans un aspect tout à fait particulier qui a été soulevé par Mme Viérin Adriana, c'est à dire l'attention que nous devons donner aux pays en voie de développement. Ce sont des petites attentions, mais qui sont significatives sur un thème important, sur lequel nous devons nous pencher de façon sérieuse: celui de l'immigration.

Cela dit, je ferai mon intervention, en faisant des considérations politiques, étant donné que le bilan est un moment important, qui rend compte de l'activité financière et patrimoniale au cours de l'exercice 2003 et permet d'évaluer les politiques régionales sectorielles, en fonction surtout des objectifs fixés au niveau de la programmation.

Les résultats de la gestion sont contenus dans le bilan régional qui est aujourd'hui soumis à l'approbation du Conseil; le bilan comprend les comptes du budget et du patrimoine: le premier concerne la gestion financière et rapporte les données finales avec les données prévisionnelles définitives; le deuxième illustre les résultats de la gestion patrimoniale et donne une vue d'ensemble de la consistance du patrimoine au terme de l'exercice. Ces deux documents comptables présentent des résultats positifs. Les comptes du budget mettent en évidence les résultats comptables de gestion, c'est-à-dire le résultat final de la seule compétence de l'exercice 2003, plus le résultat comptable de l'Administration.

Les résultats positifs de la gestion des compétences 2003 tiennent à des constatations de recettes plus élevées, de l'ordre de 10 millions d'euros en regard d'engagements de dépenses moins importants approuvés par la Région au titre de la même période; à cela s'ajoute l'excédent budgétaire relatif à 2002 et inscrit au budget 2003. La gestion des dettes et des créances de l'année 2002 et des années précédentes s'est close également sur un résultat positif, car il y a une différence positive entre la constatation des créances moins élevées et la constatation des dettes fortement influencées par l'institut de la péremption administrative.

Le bilan ne revêt pas uniquement une importance d'un point de vue comptable, mais fournit également des renseignements précieux sur les faits administratifs, comptables et patrimoniaux. Cela est bien évident notamment grâce aux indicateurs financiers tels que la capacité de dépense de la Région, qui est la capacité de contracter des obligations à l'égard des tiers; les délais de recouvrement des recettes constatées et des paiements des engagements approuvés; les délais d'écoulement des dettes et des créances des exercices précédents, la nature aussi des créances et des dettes qui nécessitent des délais de recouvrement et de paiement plus importants. Tous ces indicateurs permettent une analyse de la gestion et fournissent des renseignements utiles à la programmation financière, afin d'optimiser l'utilisation des ressources publiques; cela, dans la perspective que la compatibilité financière réponde aux exigences juridiques d'autorisation des procédés à l'exécution du programme, une autorisation que ce Conseil donne au Gouvernement par loi de finances.

Comme nous le savons tous, l'économie nationale et internationale n'est pas actuellement dans une phase positive; la Vallée d'Aoste non plus n'est à l'abri de la stagnation économique qui a fait sentir ses effets notamment dans le secteur industriel. Les données ISTAT relatives à l'année passée n'ont pas encore été publiées, mais les perspectives ne sont pas si bonnes. Compte tenu de cette situation, il importe de noter l'évolution du taux d'emploi, qui se situe au dessus de la moyenne italienne avec une hausse, en 2003, de 0,4% et le taux d'occupation des hôtels qui a progressé de 5,5% au cours de la même année. Ce sont les sources de la Banque d'Italie, nous avons déjà discuté de ces données dans cette Assemblée.

Alcune considerazioni per quanto riguarda le entrate. In questo quadro di incertezza economica, l'aumento del 3%, in linea con il "trend" degli ultimi anni, escluso il 2001, delle entrate di competenza, deve essere accolto come un segnale positivo. Da un'analisi attenta delle entrate si osserva la lentezza di riscossione dei crediti, sia nella gestione di competenza, sia nella gestione dei residui, che interessa in particolar modo le entrate derivanti dalle compartecipazioni. Questa analisi ci porta a considerare l'ipotesi di rivedere i rapporti con lo Stato, sia agendo sull'ordinamento finanziario, sia sugli accordi che saremo chiamati a concludere alla fine del patto di stabilità, che è garantito da questa Regione ed è garantito anche sugli enti locali, anche se i nostri enti locali hanno delle dimensioni al di sotto degli 8.000 abitanti, quindi non sarebbero tenuti a mantenere un patto di stabilità; questa Regione, però, lo sta monitorando sugli enti locali.

Occorre inoltre sottolineare che la Regione è riuscita a chiudere l'esercizio senza indebitarsi, con un accurato e puntuale monitoraggio dei flussi monetari che hanno consentito il pagamento di tutti i debiti reclamati a fronte di una cassa che - come ho già detto - ha presentato alcune criticità. Si deve inoltre prendere atto di come l'attenzione posta nella verifica delle entrate di spettanza della Regione abbia consentito di accertare maggiori entrate rispetto a quanto lo Stato avrebbe riconosciuto, quindi sono 40 milioni di euro; ciò significa che anche attraverso un dialogo sia possibile avere diritto alle entrate che ci spettano.

Sul versante della spesa è di tutta evidenza che il procedimento di autorizzazione si sta sempre più perfezionando, grazie anche ai sistemi informatici - credo che qui le novità ci siano, Consigliera Squarzino, non è vero che siamo "ingessati" sul passato - e a una migliore organizzazione dell'apparato burocratico, mentre risulta più lenta la capacità di portare a compimento il procedimento di spesa: lo si rileva soprattutto nelle spese destinate agli investimenti, i quali, oltre a seguire i tempi di realizzazione dell'opera, necessitano anche di procedure di verifica e controlli più complessi.

Le procedure di spesa dell'esercizio finanziario 2003 rilevano soprattutto la particolarità del cambio di legislatura, che ha rallentato l'attività finanziaria; erano in gran parte compiuti i programmi della precedente legislatura e non aveva ancora preso avvio il nuovo programma. È da sottolineare la riduzione della spesa corrente; la chiusura del 2003 ha ridotto dell'1,2% - rispetto alla previsione - il rapporto percentuale fra le spese correnti e le spese di investimento, a conferma di una politica di contenimento che comincia a dare positivi risultati, in linea con gli indirizzi generali anche della politica comunitaria.

La finanza regionale concorre con quella dello Stato e degli enti locali al perseguimento degli obiettivi di stabilità, derivanti dall'appartenenza dell'Italia alla CE, in coerenza con i vincoli che ne derivano in ambito nazionale e che annualmente questa Regione è chiamata a concordare con lo Stato. Anche la finanza locale ha ricevuto indirizzi di contenimento della spesa corrente e, nel 2003, una parte dei fondi trasferiti senza vincolo sono stati iscritti nel bilancio regionale come spesa di investimento, obbligando i comuni a mantenere tale destinazione finale. La finanza locale rappresenta un "fiore all'occhiello" ed è di tutta evidenza l'attenzione posta a tale ambito di spesa, merito anche di un tradizionale e sempre più attento dialogo fra le parti, che ha consentito e consente di tradurre nel bilancio regionale le richieste degli enti locali attraverso il Consiglio permanente.

Il rendiconto 2003 dimostra l'effetto capillare della legislazione regionale; questa Assemblea, già nelle precedenti legislature, ha legiferato in tutti i settori di intervento possibile sul territorio in ambiti strategici della qualità della vita dei Valdostani, quali quelli della salute, del sociale, della scuola e della cultura, e nell'ambito della vita economica, quali il settore industriale, l'agricoltura, il turismo, sia come incentivo di una politica condivisa, sia come supporto diffuso alle attività finalizzate alla realizzazione dei programmi approvati.

La spesa nel settore della sanità rende conto di un impegno finanziario di oltre 200 milioni di euro, destinato sia al finanziamento corrente dell'ASL a totale carico della Regione, sia agli investimenti in ambito ospedaliero e strutture sanitarie. In ambito sociale la Regione dimostra attenzione alle fasce deboli intervenendo a loro sostegno, sia con interventi diretti, sia attraverso le capillari strutture di accoglienza sul territorio. La chiusura rende conto di un impegno finanziario in tale settore di quasi 40 milioni di euro.

Nell'ambito della scuola l'Università della Valle d'Aosta è ormai una realtà di cui possiamo essere fieri; si può altresì considerare matura l'autonomia delle nostre scuole, in tale settore si è reso conto di un impegno di oltre 30 milioni di euro. Nel settore dei beni culturali prende sempre più corpo il programma di recupero dei beni archeologici e architettonici, prezioso patrimonio anche sotto il profilo della fruizione consapevole e condivisa degli stessi con le comunità di appartenenza. L'impegno finanziario nel 2003 è stato di oltre 16 milioni di euro.

Nello sviluppo economico la Regione interviene in diversi ambiti economici, tra questi il settore dell'agricoltura; in tale ambito gli interventi sono finalizzati al mantenimento del territorio come risorsa sensibile nella vita della nostra regione. Il 2003 ha impegnato la Regione nella realizzazione del piano di sviluppo rurale 2000-2006 con interventi mirati nel miglioramento fondiario, nella zootecnica, nelle risorse naturali quali boschi, parchi e, in generale, nell'attività di protezione ambientale, ma anche in settori molto importanti quali la viticoltura, le aziende agrituristiche e l'agricoltura biologica. L'impegno finanziario rendicontato in tutto il settore nel 2003 è di oltre 86 milioni di euro.

Nel settore economico dell'industria delle medie e piccole imprese dell'artigianato e del commercio la Regione ha impegnato forti risorse, con particolare attenzione alla ricerca e allo sviluppo. Nel 2003 sono entrate in vigore la legge regionale a sostegno delle imprese industriali e artigiane operanti nella trasformazione dei prodotti agricoli, la legge regionale che disciplina gli interventi a favore dell'imprenditoria femminile, la legge regionale relativa all'esercizio delle funzioni amministrative in materia di insediamento e produttive e l'istituzione dello sportello unico per le attività produttive: in tali settori, la Regione ha impegnato complessivamente quasi 45 milioni di euro.

Gli interventi nell'ambito turistico, quali le attività promozionali e pubblicitarie, il finanziamento delle aziende di accoglienza turistica, gli interventi nella realizzazione di investimenti e negli impianti a fune e il potenziamento delle infrastrutture ricreative e sportive, il settore rendiconta un impegno finanziario di oltre 38 milioni di euro.

Alcune riflessioni sull'assestamento. L'avanzo di amministrazione derivante dall'anno precedente è destinato in gran parte a spese che completano la programmazione finanziaria 2004. Un'analisi tecnica delle componenti dell'avanzo di amministrazione rileva come il risultato risponda ad operazioni non discrezionali e, fra queste, sono sicuramente rilevabili i 65 milioni di perenzione amministrativa, mentre parte dell'avanzo ha già una sua destinazione finale, quali i 29 milioni della riassegnazione dei fondi Stato, gli oltre 38 milioni del settore che finanzia gli interventi conseguenti ad eventi calamitosi, che sono riassegnati al fine di completare il piano di interventi del dopo-alluvione e i quasi 6 milioni della finanza locale che rifinanzia gli interventi di tali settori (interventi per la riqualificazione della stazione termale di Saint-Vincent, interventi per la prevenzione delle calamità, per la definizione di pratiche espropriative conclusesi in un termine temporale corretto, ma rimaste senza finanziamento).

Si è poi scelto in via precauzionale di ridurre l'indebitamento di oltre 22 milioni di euro - la Consigliera Squarzino li trova pochi, è uno sforzo - previsto nel bilancio della Regione, anche per effetto di una norma della legge finanziaria dello Stato rispetto alla quale, peraltro, si è presentato ricorso per violazione dell'ordinamento finanziario.

Nella destinazione dell'avanzo realmente disponibile per le scelte politiche, sottolineo che si sono privilegiati gli investimenti, una importante somma destinata ad aumentare il fondo della gestione speciale presso "Finaosta" - sono 34,5 milioni di euro - per consentire la realizzazione di importanti interventi finanziari, fra cui l'acquisto del "Grand Hôtel Billia", se questa trattativa finalmente si potrà concludere; oltre 24 milioni sono destinati al rifinanziamento dei fondi di riserva, in particolare del fondo per la riassegnazione dei residui perenti relativi ad investimenti; al settore delle opere pubbliche sono stati assegnati oltre 6 milioni di euro destinati, fra l'altro, alla sistemazione di uffici e di immobili destinati alla scuola; al territorio e all'ambiente, oltre ai fondi vincolati agli interventi del dopo-alluvione, è stata destinata la somma di oltre 16 milioni per la realizzazione di interventi strutturali per la difesa da rischi idrogeologici; alla sanità sono destinati oltre 9 milioni, sia per il finanziamento corrente dell'USL, sia per gli interventi di messa a norma delle microcomunità per anziani.

Per quanto riguarda il settore dei beni culturali è di rilievo la somma di 2,5 milioni di euro per la realizzazione del Parco archeologico di Saint-Martin de Corléans che necessitava di questo investimento; oltre 7 milioni al settore delle attività produttive, fra cui quasi 5 milioni destinati al finanziamento degli interventi regionali a sostegno degli investimenti produttivi delle imprese industriali e a favore delle attività commerciali; nell'ambito della Protezione civile oltre 3 milioni di euro finanziano la realizzazione della centrale unica (credo che questa sia una scelta molto importante); al settore dell'agricoltura sono destinati oltre 5 milioni di euro: di questi, 4,5 al piano di sviluppo rurale 2000-2006.

È di tutta evidenza come il finanziamento di una serie importante di investimenti consentirà non solo di ridurre i tempi per la realizzazione dei programmi già approvati dal Consiglio, ma garantirà maggiori risorse nella programmazione finanziaria del 2005. L'assestamento è accompagnato dalla legge finanziaria che, modificando la normativa vigente, consente di autorizzare nuove o maggiori spese rispetto a quelle previste dalla legge finanziaria che ha accompagnato il bilancio di previsione 2004-2006.

Si richiama l'attenzione sulle seguenti disposizioni che autorizzano maggiori spese nella finanza locale, nei programmi di investimento comunitari, nel fondo per le politiche sociali; sempre nel sociale si rileva che, oltre ad aumentare lo stanziamento per gli interventi di messa a norma delle microcomunità, si dispone che gli enti locali, gestori del servizio, possano realizzare direttamente gli interventi. Si autorizza inoltre la Giunta regionale a promuovere un accordo di programma con la Comunità montana "Grand Combin" per completare la realizzazione di una strada intervalliva Valpelline-Etroubles.

Credo che le scelte siano state mirate e a completamento delle scelte fatte con la previsione di bilancio, chiaramente di natura politica. Ritengo che il relatore, con la sua illustrazione, abbia fatto giustamente delle osservazioni di natura politica, abbia già bene inquadrato il valore politico di tale atto: un valore politico idoneo a dare le risposte che la nostra comunità si attende.