Objet du Conseil n. 724 du 14 juillet 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 724/XII - Applicazione della norma disciplinante le scuole di montagna. (Interrogazione)
Interrogazione
Richiamato il dibattito svoltosi in Consiglio regionale circa la definizione di "scuole di montagna" e il riconoscimento del raddoppio del punteggio per il servizio prestato dai docenti in tali scuole, introdotti con la legge n. 143/2004;
Ricordato che la norma approvata dal Parlamento, secondo cui sono da considerarsi "di montagna" le scuole "di cui almeno una sede è collocata in località situata sopra i 600 metri", applicata alla nostra regione ingenera inique disuguaglianze tra docenti che svolgono lo stesso servizio in scuole limitrofe;
Preso atto che esistono voci autorevoli secondo cui la norma in questione può essere interpretata in modo diverso, così che tutte le scuole della regione possono essere denominate "di montagna";
Ricordato che lo stesso Assessore all'Istruzione aveva ipotizzati possibili vie d'uscita, per rimediare in sede locale ad una norma decisa a livello nazionale;
Tenuto conto che molti docenti attendono conferma ad ipotesi di soluzione apparse sui mezzi di informazione;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) se qualcuna delle ipotesi di soluzione, cui accennava l'assessore nella precedente seduta consiliare, si è rivelata percorribile: quale e con quali esiti;
2) se le graduatorie dei docenti precari saranno stilate secondo la normativa nazionale o secondo altri criteri;
3) se sono stati presi contatti con altre regioni per verificare la costituzionalità della norma approvata, e con quali esiti.
F.to: Squarzino Secondina
Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Charles Teresa.
Charles (UV) - Moi j'ai initié un débat plutôt approfondi et permanent avec les organisations syndicales scolaires régionales, afin d'évaluer l'opportunité d'une action sur base régionale, ayant l'objectif d'équilibrer la situation d'absence d'homogénéité qui en ressort de l'application de la loi n° 143/2004 - nous en avons déjà parlé il y a 3 semaines - et donc d'intervenir sur les aspects des valeurs constitutives des dispositions ministérielles. Aujourd'hui il apparaît nécessaire d'affronter à nouveau la situation, parce qu'elle est en totale évolution, un nouveau "restyling" paraît prêt, nouvelles des dernières heures. Les doutes émis au niveau local sur les dispositions de loi sont amplement partagés dans le domaine national. La situation est en évolution permanente.
Un dessein de loi de conversion du décret modifiera encore une fois - heureusement, je dis - la méthode de calcul; au Sénat, entre hier et aujourd'hui, on modifie l'évaluation des services, on élimine la rétroactivité et toutes ces mesures moi je les définis non pas justes, mais moins injustes. En outre, avant ce soir il pourrait être établi une disposition au niveau national, pour éclaircir ce problème, en proposant aussi probablement de repousser l'échéance du 31 juillet au 20 août. En outre, la décision du TAR du Lazio pourrait avoir une influence sur les délais, puisqu'il devrait s'exprimer dans le même temps sur le recours posé par les organisations syndicales contre la décision législative citée plus haut, dont elles ont demandé la suspension.
Aujourd'hui nos bureaux ont opportunément déjà commencé les travaux pour respecter l'échéance du 31 juillet en appliquant les dispositions en vigueur, parfaitement conscients qu'il pourra y avoir des changements, soit au niveau national, soit au niveau local: ce qui remettrait en cause le travail déjà fait. Toute ou une partie du travail serait donc à refaire; les temps sont très restreints et on ne peut que suivre attentivement la situation en évolution.
Quant à votre troisième question, je veux faire une affirmation de principe: le fondement constitutionnel d'une loi ne se vérifie pas en prenant des contacts avec les autres régions, mais la vérification de la constitutionnalité d'une loi découle d'autres facteurs. Tout de même, nous avons naturellement pris des contacts avec d'autres régions, où normalement règne un peu le désarroi à cause de l'iniquité de l'interprétation de la mesure. Maintenant, tout le monde est dans la même situation, c'est-à-dire: dans l'attente de nouvelles.
Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Credo che siano poche - se non nulle - le notizie che dobbiamo ancora aspettare, in quanto tutto è già stato deciso ieri pomeriggio al Senato.
Solo per riprendere e dare il quadro della questione, richiamando anche la situazione così come l'abbiamo lasciata 3 settimane fa. L'Assessore, 3 settimane fa, aveva fatto una serie di ipotesi, che già allora avevamo considerato poco attendibili, perché c'era la volontà di interpretare in modo diverso un'indicazione della legge. Già allora avevamo detto che la soluzione poteva venire se ci fosse stata l'emanazione di una norma di pari livello che interviene su questa norma, perché non è possibile fare alcuna norma interpretativa a livello regionale di una norma chiara a livello nazionale. In questo senso chiedevo all'Assessore se si voleva attivare con le altre regioni, per capire come procedere, eventualmente con ricorso alla Corte costituzionale, impugnando la costituzionalità di questa norma. Tanto più che è una norma che fa riferimento a leggi che sono ormai abrogate. Ma questo è un problema che non riguarda la non funzionalità della norma.
La norma ieri è stata modificata dal Senato, quindi il Governo ha voluto intervenire per spiegare meglio quella norma a livello interpretativo, ed è una norma che, a nostro avviso, pone ancora dei grossi problemi, i quali non possono più essere risolti con un'altra norma interpretativa a livello parlamentare, in quanto pone problemi al momento in cui si applicano in Valle d'Aosta.
La norma di interpretazione autentica, che è stata votata ieri pomeriggio al Senato, dice che il servizio non è più considerato retroattivo, e questo va già bene, ma per quanto riguarda il concetto che a noi interessava in modo particolare, cioè la definizione di "scuola di montagna", qui la norma dice che il servizio prestato in queste scuole di montagna è valutato in misura doppia. E qual è questo servizio? È quel servizio prestato nella sede scolastica, ubicata sopra i 600 metri.
L'Assessore, già 3 settimane fa ricordava come tutti i comuni della Valle d'Aosta sono considerati comuni di montagna, perché la caratteristica dei comuni di montagna è quello di avere un territorio che per l'80% sia superiore ai 600 metri; quindi, a questo punto, tutti i comuni della Valle d'Aosta sono comuni di montagna. Qual è l'indicazione nuova rispetto alla situazione precedente? È che il servizio deve essere prestato non in una sede qualunque di istituzione di comune di montagna, ma in una sede che si trova sopra ai 600 metri a livello del mare: questo vuol dire che, a parte il fondo valle, il servizio prestato in tutte le altre sedi scolastiche, viene comunque valutato doppio e significa che il problema dell'iniquità della situazione dei nostri insegnanti non viene ancora risolto.
Aggiungo solo un appunto finale. Qui è tutta la normativa sulle scuole di montagna che non ha senso; è una normativa che andava bene 50 anni fa e che adesso qualcuno ha voluto riprendere. La mania di voler mettere la montagna come punto prioritario per valutare tutto, fa fare certi sbagli, fa cadere in certe incongruenze e fa danni maggiori del bene che qualcuno auspicava! Questo richiede più attenzione, anche da parte dell'Assessore, ma soprattutto da parte di chi ha voluto e vuole continuamente fare della montagna una bandiera da mettere dappertutto, anche dove non ha senso!
