Objet du Conseil n. 699 du 23 juin 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 699/XII - Disposizioni per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004/2005. (Interpellanza)
Interpellanza
Vista la legge di conversione del decreto legge n. 97/2004, riguardante le "disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2004-2005";
Viste le modificazioni apportate nell'iter legislativo ed in particolare quelle riguardanti il raddoppio del punteggio del servizio prestato dagli insegnanti "nelle scuole di ogni ordine e grado situate nei comuni di montagna";
Appreso che sono considerate scuole di montagna quelle in cui "almeno una sede è collocata in località situata sopra i 600 metri dal livello del mare";
Vista la configurazione montana del territorio della Valle d'Aosta per cui quasi tutte le scuole sono situate "nei comuni di montagna";
Ritenuto che l'introduzione di tale innovazione nel calcolo del servizio prestato dai docenti, applicato alla Valle d'Aosta, ingenera immotivate discriminazioni tra gli insegnanti;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) quali istituzioni scolastiche presenti in Valle non sono toccate dalla norma di cui in premessa;
2) quali conseguenze tale norma avrà nella definizione delle graduatorie degli insegnanti e nell'avvio dell'anno scolastico;
3) quale valutazione dà di tale innovazione normativa;
4) se intende attivarsi perché tale normativa sia cambiata a livello parlamentare.
F.to: Squarzino Secondina
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Vorrei riprendere un tema a cui avevo accennato nel Consiglio precedente, un tema che riguarda una vicenda che interessa alcune centinaia di docenti della nostra Regione, una vicenda che, è vero, è limitata solo ad una categoria precisa, però ha delle ripercussioni per quanto riguarda tutto il funzionamento della scuola; non per niente ho visto che questa iniziativa è stata definita come "problemi circa l'avvio dell'anno scolastico". Qual è la questione? Ora, proprio sulle modalità per consentire l'avvio dell'anno scolastico 2004-2005 il Governo aveva emanato un decreto legge in cui indicava tutta una serie di questioni, fra cui la formazione delle graduatorie degli insegnanti. Per chi non è stato nel mondo della scuola ricordo che, a parte gli insegnanti che sono di ruolo, che hanno vinto un concorso, vi è tutta una serie di persone che sono in una graduatoria permanente, che ogni tanti anni viene rivista e, in base a quel punteggio, vengono scelti gli insegnanti da essere assegnati alle varie scuole. Questa graduatoria permanente doveva essere fatta quest'anno secondo alcuni criteri ed era stato ripreso un criterio precedente, che nel 2000 era stato tolto, cioè gli insegnanti elementari che hanno insegnato in scuole elementari di montagna - e le scuole di montagna definite in base alla legge n. 90/1957 sono scuole pluriclassi -, quindi in situazione disagiata, vedono valorizzato il loro punteggio, che a questo punto vale il doppio del servizio prestato nelle altre tipologie di scuole.
Il decreto legge passa al Parlamento per essere convertito in legge e al Senato capita qualcosa: capita che viene modificato, per cui non si parla più di servizio prestato "nelle scuole elementari di montagna", ma di "servizio prestato nelle scuole di ogni ordine e grado". Quello che era un riconoscimento di uno stato di disagio per gli insegnanti elementari quindi viene trasferito a tutti gli insegnanti di scuole materne, elementari, medie inferiori, medie superiori; fra l'altro, senza capire bene in che rapporto con la legge nazionale, che era specifica per gli insegnanti di scuola elementare. Questo emendamento sembra sia stato presentato nella fase di discussione dal Senatore Rollandin per attribuire un punteggio doppio di quello normale. Il Senatore dice che il testo approvato in Senato recita così: "Il servizio prestato nelle scuole elementari di montagna e in quelle delle isole minori viene valutato in misura doppia".
Qui non si capisce bene cosa sia successo: il Senatore si attribuisce un emendamento, che, in realtà, era il testo di legge e il suo emendamento va nell'ottica di ampliare a tutte le scuole quella che era una caratteristica solo della scuola elementare, dicendo fra l'altro che in questo modo rende un grande servizio alla montagna, che consente uno sviluppo equilibrato e via dicendo. Il disegno di legge continua il suo iter, alla Camera devono precisare cosa vuol dire "scuole di montagna", perché la vecchia definizione di "scuola elementare pluriclasse" non serve più: considerando 600 metri il livello della montagna, dicono che tutte le scuole con una sede oltre i 600 metri risultano scuole di montagna, per cui gli insegnanti che hanno insegnato in queste scuole, non solo nella sede di montagna, ma nell'istituzione complessiva in cui vi è la sede di montagna hanno il punteggio doppio.
Il disegno di legge poi passa al Senato per la seconda lettura e viene fuori un vero pasticcio in tutto il Paese, ma un doppio pasticcio in Valle d'Aosta, anche perché da noi le scuole di montagna sono definite - nel passato Consiglio l'Assessore mi ha giustamente invitato a non usare l'espressione sbagliata, in quanto le "scuole di montagna" per noi sono le scuole pluriclasse elementari e mi ha fatto anche l'elenco -: qui vi è un pasticciaccio perché si inserisce tutto un altro criterio, poi vi è un pasticcio assurdo per gli insegnanti. Cito alcuni casi... ma, per essere sicura di aver capito bene, ho posto la domanda all'Assessore in modo chiaro, per sapere quali istituzioni scolastiche presenti in Valle non sono interessate da questa normativa, perché "a lume di naso" si ha l'impressione che nessuna scuola superiore rientri in questa normativa, tranne il Liceo linguistico di Courmayeur; qui abbiamo introdotto una discriminazione folle nella scuola media superiore.
Nella scuola dell'obbligo, con la verticalizzazione avvenuta in Valle - per cui abbiamo materne, elementari, medie inferiori tutte in un'unica istituzione, avendo accorpato un territorio più ampio -, si ravvisa che quasi tutte le istituzioni scolastiche della Valle hanno una sede in montagna, sono rarissime quelle che non ce l'hanno, ma per caso; ad esempio, a Verrès la comunità montana ha suddiviso le scuole in "Evançon 1" e "Evançon 2", istituzione che comprende anche le scuole di Val d'Ayas; è un'istituzione con più sedi oltre 600 metri, quindi lì tutti gli insegnanti hanno questo punteggio doppio. L'altra sede scolastica che riguarda solo le scuole della piana... quelle non hanno alcuna sede oltre i 600 metri, per cui quegli insegnanti sono fuori gioco. Capite come sia discriminante questo tipo di normativa; non solo, poi questo ha obbligato gli insegnanti a rivedere tutto ed inoltre, essendo una norma retroattiva, introduce elementi di discriminazione anche nelle scelte precedenti. Quando in questi anni gli insegnanti hanno scelto un posto piuttosto che un altro non avevano idea che esso sarebbe stato discriminato da questa normativa, per cui doppia discriminazione.
Il problema è chiedere, come si dice nell'iniziativa: "quali sono le istituzioni non toccate da questa norma; quali conseguenze tale norma avrà sulle graduatorie degli insegnanti", perché i tempi per rifare le graduatorie sono lunghissimi, e se gli uffici della Regione riusciranno a predisporre queste iniziative; "cosa pensa l'Assessore di questa normativa innovata" anche grazie all'intervento del rappresentante della Valle d'Aosta; "se intende attivarsi per cambiare tale normativa", altrimenti credo che il pasticciaccio creato aumenterebbe ancora di più, causando discriminazioni insostenibili.
Presidente - La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Charles Teresa.
Charles (UV) - Sur la base de la loi n° 90/1957 étaient considérées "écoles de montagne" uniquement les écoles élémentaires classes à degrés multiples avec 1 ou 2 enseignants au maximum, appartenant aux communes dont à l'article 1er de la loi que vous avez citée, c'est-à-dire celle qui précédait la loi n° 90, la loi n° 991/1952, qui disait: "dont la superficie pour au moins 80% du territoire se trouvait au-dessus des 600 mètres d'altitude", ceux-ci sont les mots exacts. Ce qui en Vallée d'Aoste correspondait jusqu'à l'année dernière aux Communes de Gressoney-La-Trinité, Rhêmes-Notre-Dames et Valgrisenche. Les services prêtés dans ces communes de montagne prévoyaient une évaluation double.
Suite à la loi n° 97/2004, qui élargissait la mesure double aux écoles de tout ordre et de tout grade, les dispositions ministérielles et les dernières circulaires ont donné des interprétations différentes, parce qu'encore ce matin à 8 heures j'ai examiné cette documentation même avec les syndicats, ce qui a bouleversé la vie et le repos de nombreux enseignants et familles, ainsi de suite... à la recherche d'une interprétation correcte des dispositions ministérielles. Les conséquences de toutes ces mesures pourraient paraître celles que vous préconisez dans votre interpellation, c'est-à-dire l'exclusion d'écoles - 4, vous l'avez dit -, l'inégalité manifeste entre un enseignant et l'autre et l'iniquité de la mesure. Sur ces dispositions ministérielles nous nous sommes penchés en cherchant une interprétation logique, en partant de la liste des communes de montagne de 1952, reprise par la loi de 1957 et même par le décret de loi cet avril 2004. Notre avis serait le suivant: nous ne devrions que formellement reconnaître que ce qui est prévu par la loi de conversion n° 143/2004, lettre h) point b.3 du tableau d'évaluation: "l'enseignement dans les écoles de tout ordre et de tout grade situées dans les communes de montagne, dont à la loi n° 90/1957, dans les îles mineures et dans les établissements pénitentiels est évalué en mesure double", c'est-à-dire celle qui comprend les communes de montagne. Le texte présente la notion d'école située dans une commune de montagne, effectivement. La phrase qui suit: "le terme d'école de montagne se réfère à celles qui ont au moins un établissement installé dans une localité située au-dessus des 600 mètres sur le niveau de la mer", se rapporterait dans notre interprétation à une commune non classifiée comme telle dans la liste des communes de montagne; puisque toutes les communes de la Vallée d'Aoste sont classifiées comme communes de montagne, il en résulte que l'enseignement dans les écoles de tout ordre et de tout grade devrait être évalué de manière double. La phrase successive, c'est-à-dire "le terme d'école de montagne au-dessus des 600 mètres", précise la notion d'école de montagne, c'est-à-dire quand une institution scolaire, ne se trouvant pas dans une commune de montagne, se trouve forcément au-dessus des 600 mètres, et ce ne serait pas le cas de notre Région. L'interprétation de la Direction générale du MIUR ne peut en aucun cas réduire pour la Vallée d'Aoste ce qui est clairement prévu sur la base législative primaire.
Les réponses donc, qui sont indiquées avec un peu de prudence, parce que tout le monde me demande la prudence, y compris les syndicats ce matin.
Première question: "quali istituzioni scolastiche presenti in Valle non sono toccate dalla norma di cui in premessa"; je devrais répondre aucune sur la base de cette interprétation, parce que toutes les communes de la Vallée d'Aoste sont des communes de montagne.
Deuxième question: "quali conseguenze tale norma avrà nella definizione delle graduatorie degli insegnanti e nell'avvio dell'anno scolastico"; je devrais répondre: pas de conséquences, tous les enseignants devraient se trouver dans les mêmes conditions.
Quant aux autres questions, je ne donne pas une évaluation, on devrait prendre une décision, faire un choix de justice, contre l'iniquité dont vous avez parlé et que je partage; ne pas accepter passivement non pas de lois, mais des interprétations, ce qui est lié aussi à la réponse de la dernière question et à ce moment plus d'une piste sont en voie d'approfondissement.
Presidente - La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (Arc-VA) - Sono solo contenta che lei ha usato il verbo al condizionale; allora il condizionale indica che non vi è alcuna certezza, Assessore! La pregherei di farsi preparare un giudizio scritto da parte degli uffici competenti in cui avvalorano la sua interpretazione, perché non ho mai visto che, quando si prende una legge, si dice che la prima frase significa una cosa e la seconda frase si prende in esame solo se non avviene la condizione prevista nella prima frase. Lei sa che questo è - per quanto ne so di legislazione - fuori da una logica legislativa.
Qui mi sembra chiaro... non siamo in un discorso in cui si dice: "forse è così, forse è in quest'altro modo", qui vi è una tabella in cui si dice che i punteggi vengono valutati secondo quanto essa prevede, cioè: "a) si valuta il superamento di un solo concorso... b) le valutazioni vengono valutate in tanti punteggi...", poi arriva la lettera h): "il servizio prestato nelle scuole di ogni ordine e grado situate nei comuni di montagna..." - di cui alla legge tale - "... è valutato in misura doppia. Si intendono quali scuole di montagna..." - qui fa riferimento alle scuole di montagna - "... quelle in cui almeno una sede è collocata in località situata sopra i 600 metri".
Condivido con l'Assessore che questa è un'iniquità, ma questa iniquità ha un "padre" ben preciso! Mi hanno detto che la stessa persona ha avuto il vippometro in alto, perché ha messo in risalto le scuole di montagna; non so come si possa considerare questo "padre", che dice di aver presentato un emendamento... che inserisce una cosa assurda, cioè estende quello che era il concetto di scuole elementari a tutte le scuole, questo non sta in piedi tanto che hanno sentito il bisogno di precisare dopo... perché, in base a quella legge, non stava in piedi! È un "padre" che non sa quello che ha fatto, perché se prendiamo il testo che lui dice di aver presentato... è quello del Governo, non quello presentato in commissione che ha causato questo emendamento! Di fronte a questo pasticciaccio credo non convenga fare un ulteriore pasticciaccio; ritengo si debba essere più seri, andare al fondo della questione. Non credo si possa risolvere il problema - e mi sembra che lei si metta su questa strada - come il "padre" di questo pasticcio vorrebbe. Secondo il Senatore Rollandin - leggo -: "gli incontri con il Ministro e i tecnici hanno determinato la possibilità per la Valle d'Aosta di interpretare il testo ed estendere la norma a tutti i comuni di montagna, compresi quelli sotto i 600 metri". Mi chiedo... dal punto di vista normativo, siamo di fronte a una legge ormai, posso non condividerla, Assessore - e lei sa bene come sia critica rispetto agli atti di questo Governo -, ma, finché c'è, o la cambio, oppure sono obbligata a rispettarla, ma lei come fa a dire che cambia una norma di legge qui! Il nostro rappresentante valdostano - secondo lui - la cambia con un incontro... che determina la possibilità; secondo lei, va cambiata con una sua interpretazione, quindi con una circolare assessorile; non so se questa sia la soluzione, credo che quella da lei intravista sia una soluzione pasticciata. Basterebbe che il Consiglio dei ministri predisponesse un decreto legge in cui rimettesse le cose come erano prima, quindi tornasse al vecchio decreto; questo ci vuole, non una sua interpretazione! Lei ha usato il condizionale, ne prendo atto: questa è l'unica cosa condivisibile del suo intervento, ma questo è un pasticciaccio! La prego di non creare un altro pasticciaccio, perché questa volta è lei la responsabile! Spero proprio che lei non voglia fare questo, perché è chiaro che la soluzione che lei sembra intravedere è quella di mettere tutti sullo stesso piano - e supponiamo che così sia -, ma è come se questa norma non ci fosse; allora mi chiedo perché "strombazzare" tanto: "finalmente con questa norma abbiamo ottenuto un grande risultato: quello di far sì che i problemi della montagna siano presi in considerazione e che in questo modo si mantengono i bambini vicino alle piccole realtà di montagna, garantendo una qualità di vita e uno sviluppo equilibrato degli uomini di montagna del domani". Quale enfasi sulla montagna se poi tutto viene cancellato e tutto torna come se questa norma non ci fosse stata!
La prego, Assessore, come hanno detto i sindacati, di essere molto attenta. Lei dice che la cosa è in fieri, ma spero che sia un "fieri" che non duri troppo tempo, perché su queste cose la prego di procedere con i "piedi di piombo" e di non combinare altri pasticci...
(interruzione dell'Assessore Charles Teresa, fuori microfono)
... vous avez dit ce que vous voulez faire et j'ai dit: "bon, ne faites pas ce que vous avez envisagé"... scusi, Assessore, nel momento in cui lei prospetta una possibilità, o vi è un'interpretazione autentica del Ministero, oppure è lei che la interpreta e a questo punto non ha senso; comunque la prego di prendere alcune decisioni in fretta, altrimenti tutti gli insegnanti si trovano nei guai e le scuole non riescono a funzionare. Credo che la soluzione migliore potrebbe essere quella di rinviare di un anno l'applicazione di questa norma, intanto si pensa.
Si dà atto che, dalle ore 12,34, riassume la presidenza il Presidente Perron.
