Objet du Conseil n. 576 du 12 mai 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 576/XII - Criteri di finanziamento di imprese escursionistiche o alpinistiche di rilievo internazionale. (Interrogazione)
Interrogazione
Preso atto che l'Assessorato al Turismo ha recentemente deciso di sponsorizzare degli alpinisti valdostani (decisamente bravi) che hanno organizzato spedizioni di carattere alpinistico e/o esplorativo nel mondo;
Osservato che le risorse finanziarie per dette sponsorizzazioni non vengono reperite in riferimento alla legge che disciplina gli interventi nel settore sportivo, ma imputando le spese ad un capitolo di bilancio riguardante la "pubblicità" e le "azioni promozionali turistiche";
Ritenuto perlomeno curiosa tale imputazione, risultando difficile ritenere di qualche utilità la pubblicità della nostra Regione in paesi come il Pakistan, il Nepal o il Tibet;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore competente per sapere:
1) con quali criteri vengono scelti gli alpinisti da sponsorizzare con finalità di promozione turistica (e se, in ipotesi, il sottoscritto consigliere possa aspirare alla medesima sponsorizzazione, garantendo la stessa attività promozionale ed impegnandosi a svolgere fin d'ora un adeguato allenamento);
2) quanti turisti pakistani, nepalesi o tibetani pensa di portare in Valle d'Aosta nei prossimi anni con le iniziative di pubblicità avviate;
3) se non pensa che sia eventualmente più serio proporre l'adozione di una normativa regionale che preveda contributi al finanziamento di imprese escursionistiche o alpinistiche di rilievo internazionale.
F.to: Curtaz
Presidente - La parola all'Assessore al turismo, sport, commercio, trasporti e affari europei, Caveri.
Caveri (UV) - Non sapevo esattamente quale tono dare alla risposta per il Consigliere Curtaz, perché il tono della sua interrogazione è molto lieve, direi assai scherzoso, direi al limite dello "sfottò", anche autoironico. Cercherò invece di dare una risposta che si attenga alle preoccupazioni che fra le righe emergono in questo documento ispettivo.
La tesi del Consigliere Curtaz è che l'aver promosso azioni promozionali legate alle imprese alpinistiche, cioè al K2 Everest e presso le valli pakistane - perché sono le 2 iniziative che, per il momento, sono state sponsorizzate dall'Amministrazione regionale - sarebbe un'azione priva di senso, atteso che Pakistan, Nepal, Tibet, non possono essere considerati bacini di potenziali clienti per il turismo della Valle d'Aosta.
Devo dire che colgo in questa dichiarazione quel voluto effetto di paradosso per discutere della questione; è del tutto evidente che sono numerosissime le amministrazioni pubbliche, Valle d'Aosta compresa, che negli anni hanno sponsorizzato spedizioni alpinistiche extraeuropee, e devo dire che tutte le ditte operanti nel settore dell'alpinismo non immaginano di vendere tende, ramponi e piccozze nei mercatini di Katmandu, ma immaginano che questi tipi di spedizione facciano parlare - nel nostro caso - dell'importanza delle spedizioni alpinistiche legate alla tradizione storica delle guide della Valle d'Aosta. Invece, nel caso di spedizioni che hanno "sponsor" di tipo privato - e per fortuna ce ne sono, altrimenti non si potrebbero fare spedizioni di questo genere - la speranza è quella di avere un'amplificazione mediatica di detto tipo di iniziative; d'altra parte, va detto che per fortuna queste imprese non sono fatte né per beneficenza né per mecenatismo, ma sono imprese che hanno un'onda di informazione e di mediatizzazione che si riflette positivamente anche sulla Valle d'Aosta, quindi l'Himalaya, il Tibet, il Nepal, il Polo Nord, la giungla amazzonica, diventano un teatro di prestazioni sportive che hanno un ritorno di tipo mediatico.
Credo che le 2 spedizioni che per il momento sono state oggetto di sponsorizzazione, consentiranno di diffondere il nome e l'immagine della Valle d'Aosta presso una potenziale clientela di paesi ben diversi da quelli in cui le stesse si effettueranno. Il caso più significativo sta nel fatto che tutti sanno perfettamente che le prime spedizioni, quelle del Duca degli Abruzzi, avevano con sé guide valdostane e, nel tempo, questo fatto ha amplificato in senso positivo l'immagine delle nostre montagne, diventando un veicolo promozionale.
Per quanto riguarda la prima spedizione, quella al K2 Everest, che peraltro ha come nocciolo duro di contributi quelli del Governo - quindi si può dire che è una manifestazione con forti caratteristiche di tipo pubblico - sarà seguita dai media nazionali, in relazione non solo dal punto di vista alpinistico, aspetto che peraltro ai Valdostani potrebbe interessare molto - comunque la si pensi: che si sia vicini a Compagnoni o vicini a Bonatti, perché la scalata del K2 fu oggetto di grandi dispute -, ma anche dal punto di vista scientifico. Questa spedizione ricorda quella di Ardito Desio del 1954; ritengo che i media nazionali, come già stanno facendo, assicureranno una diffusione dell'immagine delle guide valdostane, che partecipano alla spedizione, tale da giustificare il modesto investimento effettuato.
Per quanto concerne la seconda spedizione, quella di Marlier e Barmasse, occorre precisare che non solo i 2 alpinisti sono assai apprezzati - il primo, in particolare, può essere considerato un campione a livello nazionale, ma lo stesso si può dire anche del secondo -, ma che questa spedizione sarà seguita da importanti riviste di settore distribuite in Italia, in Francia, Stati Uniti, da siti internet di grande visibilità, come ad esempio "Planet Mountain", che documenteranno anche con foto le prestazioni dei 2 alpinisti valdostani, che esporranno il simbolo della Regione Valle d'Aosta, questo vale anche per gli alpinisti del K2 Everest; quindi su tutto il materiale di produzione fotografica ci sarà il logo Valle d'Aosta, nel rievocare il legame fra queste montagne extraeuropee e le nostre montagne.
Vengo a rispondere puntualmente alle domande. Per quanto riguarda la prima, il criterio è quello dell'idoneità tecnica dei protagonisti nel portare a compimento determinate prestazioni la cui importanza sia suscettibile di interessare il mondo dei media.
Per la seconda domanda che è la più scherzosa... no, era la prima domanda quella più scherzosa, in cui chiedeva se lei stesso possa essere sponsorizzato... credo che lei ricorderà - in questo rispondo anche alla terza domanda da lei posta - che questa materia in questo momento è normata da una norma di legge appena entrata in vigore, cioè nel nuovo disegno di legge in materia di sport, diversamente dal passato, c'è una parte nel Capo V che prevede proprio le provvidenze da lei invocate come possibili nel quadro di regolamentazione di una legge. Lei ricorderà che abbiamo tolto il solo alpinismo ed abbiamo ampliato ad "alpinisti di chiara fama". Non so se lei è un alpinista di chiara fama... lei mi fa segno di "no" con la testa, però se domani ci fosse una spedizione di alpinisti del Consiglio regionale, a parte la contentezza dei primi dei non eletti, potrebbe essere oggetto di un qualche tipo di sponsorizzazione.
A parte le battute, posso dirle che, d'ora in poi, in maniera più organica, la nuova legge sullo sport regolamenterà la materia; non si può però escludere che talvolta si possa adoperare lo strumento delle sponsorizzazioni ai sensi della legge regionale n. 6/2001, per cui, nel prendere atto dell'intento assai positivo espresso da parte sua nell'interrogazione, che è quello di avere un atteggiamento "modus in rebus", in cui si vadano ad individuare con gli alpinisti, che in qualche maniera possono realmente dare una ricaduta alla comunità valdostana, devo dire che le tipologie di questi 2 interventi manifestatisi da quando sono in assessorato e che sono stati condivisi dalla Giunta regionale, rientrano in quei tipi di spedizione che avranno un esito positivo, tenendo conto anche che si tratta in realtà "ad personam" di sponsorizzazioni di alcune migliaia di euro, quindi un impegno finanziario che è molto relativo rispetto al costo molto oneroso dell'intera spedizione.
Presidente - La parola al Consigliere alpinista, credo, di chiara fama... Curtaz.
Curtaz (Arc-VA) - Il Presidente Nicco ama prendermi in giro, anche perché la volta che siamo andati al Rifugio Gonnella - sono 3 ore e 1/2 di strada - mi ha dato quasi un'ora di distacco, quindi...
(ilarità dell'assemblea)
... intanto ringrazio l'Assessore, perché ha centrato l'obiettivo e lo scopo dell'iniziativa.
Una iniziativa che è stata tenuta leggera, con un po' di ironia e anche di autoironia, per evitare che sembrasse un atto di accusa. Non si voleva puntare il dito nei confronti di nessuno, né nei confronti dell'Amministrazione regionale, tantomeno nei confronti degli alpinisti, fra l'altro decisamente bravi e quindi meritevoli di attenzione da parte della Regione.
Quello che a noi fa specie è l'imputazione che è stata data alle sponsorizzazioni, perché queste attività - si tratta di attività sportive di alto livello -, sono state finanziate con una legge che disciplina la pubblicità turistica della nostra Regione, in particolare l'articolo 2, comma 2, della legge regionale n. 6/2002, recante "Riforma dell'organizzazione turistica regionale", là dove si dice che la Regione può finanziare iniziative, anzi il punto f) parla di ogni altra iniziativa idonea a favorire l'incremento del movimento turistico verso la Regione e la migliore organizzazione dell'offerta turistica valdostana... da qui, l'ironia: una iniziativa di questo genere quale incremento turistico verso la nostra Regione può portare, rispetto a paesi che per le loro condizioni economiche non possono contribuire al movimento turistico...
È vero, e lo sapevamo, che parallelamente a queste iniziative ci sono poi iniziative di carattere mediatico; è chiaro che le riviste specializzate parlano di queste imprese, quindi c'è una pubblicità indiretta, però abbiamo voluto sottolineare questo problema perché a nostro giudizio - e il tema rimane valido anche dopo i chiarimenti dati dall'Assessore - sarebbe necessario creare dei riferimenti più precisi, dei criteri più oggettivi...
(interruzione dell'Assessore Caveri, fuori microfono)
... esatto. Già questa legge mi pare sia un passo avanti, perché intanto queste attività rientrerebbero nell'attività sportiva e mi sembra cosa più consona al tipo di attività espletato, e non come promozione turistica. Ritengo, tuttavia, che all'interno di questa nuova previsione legislativa occorrerà creare dei criteri, altrimenti c'è un duplice rischio: da un lato, di un eccesso di richiesta di questo tipo di interventi finanziari, anche in riferimento ad alpinisti di medio livello oppure in riferimento ad imprese, che hanno più il sapore dell'escursione turistica che della grossa impresa sportiva; dall'altro, perché se non ci si dota di criteri oggettivi c'è il rischio - ma non faccio alcun processo alle intenzioni - che scelte a favore di un gruppo o di un alpinista piuttosto di un altro, abbiano il sapore del provvedimento ingiusto o del provvedimento clientelare.
Riteniamo di aver sollevato tale problema anche perché si dia una risposta il più possibile regolamentata a questo tipo di finanziamento.
