Objet du Conseil n. 561 du 22 avril 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 561/XII - Attuazione della legge regionale 7/2003 in materia di politiche del lavoro. (Interpellanze)
Interpellanza
Premesso che
- La L.R. 7/2003 regolamenta, tra l'altro, interventi in materia di lavoro, prevedendo un organismo tecnico-consultivo quale il Consiglio per le politiche del lavoro e uno strumento operativo quale il Piano triennale delle misure e degli interventi;
- La precedente legge regionale 13/89 - ora abrogata - già prevedeva la programmazione degli interventi tramite un piano triennale, la cui ultima stesura era riferita al periodo 1999/2001;
- Il vecchio Piano triennale, approvato nel dicembre 1998 è stato prorogato per due volte, rimanendo in vigore sino a tutto il 2003;
- Da gennaio 2004 in assenza di proroghe ulteriori e in assenza di un nuovo piano è cessato ogni misura incentivante sia per l'inserimento nel mondo del lavoro di soggetti "svantaggiati", sia per l'avvio di determinate iniziative imprenditoriali;
- il Consiglio per le politiche del lavoro, inoltre, non risulta ad oggi costituito, nonostante la legge istitutiva ne prevedesse la sua operatività entro sei mesi, scaduti ad ottobre scorso;
- la difficile congiuntura economica richiederebbe l'attivazione di tutti gli strumenti disponibili;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
Il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per conoscere:
1. quali sono i motivi dei ritardi nell'attuazione della L.R. 7/03;
2. quando verrà costituito il Consiglio per le politiche del lavoro e quando verrà presentato il nuovo Piano;
3. quali sono gli intendimenti relativamente alle materie contenute nel Piano scaduto;
4. se le nuove misure saranno retroattive per i soggetti che dal 1° gennaio si trovino nelle situazioni indicate dal nuovo Piano.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
Interpellanza
Preoccupati per il ritardo nell'approvazione del nuovo Piano triennale di Politica del lavoro ed i conseguenti rallentamenti nell'avvio dei progetti relativi a lavori di utilità sociale;
Tenuto conto delle possibili ripercussioni negative di natura sociale e occupazionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione e l'Assessore competente per conoscere:
1) i motivi che impediscono di affrontare rapidamente l'approvazione del programma triennale di politica del lavoro;
2) come intendono operare per anticipare i tempi al fine di permettere agli Enti locali interessati un avvio in tempi brevi dei lavori di utilità sociale.
F.to: Viérin Marco - Stacchetti - Lanièce
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Oggi ci siamo dedicati particolarmente alle problematiche inerenti il mondo del lavoro: prima, in modo particolare, l'industria; oggi, il piano triennale delle politiche del lavoro.
Il 9 aprile ha quanto meno 2 coincidenze: la nostra interpellanza che è stata depositata e la deliberazione di Giunta che è andata a fissare lo schema della deliberazione che dovrà fare il suo "iter", andare nelle commissioni e arrivare in Consiglio regionale, perciò di 4 punti 2 sono superati dai fatti, ovvero quando verrà presentato il piano per le politiche del lavoro. Il problema non si limita solo a questo aspetto, ma riguarda i ritardi che sono insiti in quel piano. La legge n. 7/2003 ha innovato parecchio nell'ambito delle scelte politiche di programmazione in materia di politica del lavoro: ha istituito anche degli organismi nuovi che in precedenza non erano previsti, il Consiglio per le politiche del lavoro, e ha riconfermato degli strumenti operativi da noi già conosciuti in precedenza, come il piano triennale, istituito con la legge n. 13/1989.
La legge n. 13/1989 innovò con questa programmazione triennale, che ha accompagnato nella crescita parecchie realtà produttive di questa regione. A dicembre è scaduta l'ultima e seconda proroga del vecchio piano previsto dalla legge n. 13/1989, ultimo piano approvato nel dicembre 1998 e prorogato per ben 2 volte, rimanendo in vigore fino a tutto il 2003, e proprio quando nel 2003 si obiettava che quella era la seconda proroga, l'Assessore ribadì che in effetti era la seconda proroga, ma perché ci trovavamo di fronte a quel disegno di legge, che poi ha assunto la fisionomia della legge n. 7/2003, la quale avrebbe cambiato le impostazioni.
Ora, a fronte di questo quadro e di questa premessa, rimangono alcuni aspetti su cui vorremmo avere delle delucidazioni, perché quando ci chiediamo quali sono i motivi dei ritardi, non ci limitiamo a fare una mera verifica di tipo formale burocratico di un ritardo di una pratica rispetto all'"iter" previsto, ma evidenziamo un problema con riflessi concreti. Mi spiego meglio. Rispetto a tutte quelle misure a sostegno e incentivazione nell'inserimento nel mondo del lavoro di soggetti svantaggiati, piuttosto che incentivi per l'avvio di determinati progetti imprenditoriali di tipo giovanile, femminile o altro, da gennaio di quest'anno, e sono passati 4 mesi - ma penso che ne passeranno ancora altri prima che il piano diventi operativo - è ovvio che abbiamo tolto uno strumento allo sviluppo dell'economia di questa regione, uno sviluppo che aveva dato dei risultati ed era uno degli strumenti sui quali si poteva far conto per intraprendere o rafforzare determinate iniziative. In una situazione di crisi, come quella che è emersa dai ragionamenti affrontati nelle precedenti iniziative, ogni strumento che possa aiutare il settore imprenditoriale, l'economia regionale, è uno strumento che vale la pena usare fino in fondo.
Vorremmo perciò capire, al di là dei motivi di questi ritardi, se è prevista - perché abbiamo guardato il piano regionale, ma non ci sembra di aver percepito una indicazione in questo senso - una retroattività delle misure contenute in questo piano, rispetto a quei soggetti che al 1° gennaio dovessero trovarsi nelle condizioni previste dal piano, facendo conto che lo stesso andrà in approvazione... auspichiamo prima dell'estate, ma comunque a 6 mesi dall'inizio del 2004.
Sugli intendimenti relativamente alle materie contenute nel piano, abbiamo visto che ci sono delle innovazioni rispetto all'impostazione del piano precedente e la risposta è data dal documento, che andremo ad esaminare nel dettaglio nel suo "iter" in commissione. Queste sono le domande sulle quali si incentra l'interpellanza e ci riserviamo una replica in base alle risposte che verranno fornite.
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Il collega Frassy ha già ben illustrato il problema.
Vorrei solo aggiungere che quello che ci ha spinto a presentare questa iniziativa sono - oltre a quanto detto dal collega - le forti preoccupazioni emerse per il ritardo nell'approvazione del nuovo piano triennale di politica del lavoro, stante la necessità di dare avvio anche ai progetti di lavoro di pubblica utilità o utilità sociale, soprattutto nella continuazione dei progetti già avviati nel 2003. Questo è un fatto importante, anche perché tocca tutti gli enti locali e le cooperative che non riescono a dare risposte concrete a coloro che stanno aspettando rispetto al lavoro da essi svolto nel 2003.
Con la nostra iniziativa chiediamo di sapere i motivi che impediscono di affrontare rapidamente l'approvazione del programma triennale di politica del lavoro e come si intende operare per anticipare i tempi, al fine di permettere agli enti locali interessati un avvio, in tempi brevi, dei lavori di utilità sociale. Aspettiamo la risposta dell'Assessore per fare eventualmente ulteriori considerazioni.
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) - Condivido anch'io la preoccupazione di fare in modo che le misure previste dal piano di politica del lavoro si possano realizzare nel più breve tempo possibile.
Qui, però, mi tocca sottolineare un fatto: adesso auspico - e sono convinto che sarà così - che le commissioni competenti consentano di arrivare nei tempi più brevi in aula per l'approvazione del piano; va detto però che questo piano è un piano "monco", nel senso che manca il trasferimento di funzioni previste dal decreto legislativo n. 183 in materia di collocamento e politica attiva del lavoro, che avrebbe dovuto essere realizzata con DPCM 6 mesi dopo l'approvazione del decreto legislativo n. 183/2001. Oggi siamo ad aprile del 2004, quindi 3 anni dopo, malgrado incontri che sono stati fatti dal Presidente della regione con il sottoscritto e il Ministro degli affari regionali, ad oggi il decreto legislativo n. 183 non viene applicato!
Vedremo di accelerare nel più breve tempo possibile; sappiamo che tale piano presenta questo forte limite, che non dipende dalla nostra volontà, e questo è un elemento di cui bisogna tener conto, perché ci troviamo di fronte a una modifica della legislazione nazionale - penso alla legge n. 30/2003 e al decreto legislativo n. 276/2003 - che ha cambiato profondamente il sistema del collocamento, i servizi per l'impiego, l'apprendistato... nel momento in cui la Regione non è nella piena potestà delle competenze, così come avviene per tutte le altre regioni italiane, ad eccezione della Valle d'Aosta e della Sardegna, sconteremo questo fatto. Da questo punto di vista può esserci stato un certo ritardo da parte nostra, ma è vero che ci sono ritardi di altri, ben più consistenti! Tenete conto anche che c'è stato il rinnovo del Consiglio regionale e una pausa estiva, che hanno pesato su questo elemento; tenete conto altresì che questo piano è stato già sottoposto alle parti sociali all'inizio del mese di marzo, quindi è orientamento della Giunta accelerare i tempi, anche perché il piano ha elementi importanti rispetto alle proposte che possono essere utili, insieme ai contributi che verranno in commissione e in Consiglio, per far sì che questo strumento diventi poi a tutti gli effetti uno strumento di competitività del sistema economico regionale. È infatti uno strumento che, in un momento in cui ci sono degli elementi di criticità, cerca di operare sul piano dell'osservazione del mercato del lavoro, sul piano del miglioramento della qualità relativamente alla formazione professionale, tiene conto anche della necessità di sostenere le fasce deboli, come ricordava il Consigliere Viérin rispetto al problema dei lavori socialmente utili, e tiene conto anche della specificità regionale che è quella legata allo sviluppo della montagna.
Per quanto riguarda le questioni poste, l'orientamento della Giunta è di evitare che ci sia un periodo di vacanza; le direttive che verranno attuate dalla Giunta regionale successivamente all'approvazione del piano prevedranno una clausola che consenta di recuperare gli interventi fatti dalle imprese a partire dal 1° gennaio di quest'anno. L'orientamento è quello di non lasciare un periodo di vuoto nella gestione del piano.
La stessa cosa vale per quanto riguarda la questione sollevata dal Consigliere Viérin relativamente ai lavori di utilità sociale, rispetto ai quali è già stata inviata una comunicazione agli enti locali, in cui viene detto che è possibile già presentare da parte degli stessi i piani relativi alle iniziative nei settori di pubblica utilità, a partire dal 1° gennaio 2004. Per quanto riguarda i progetti straordinari, sempre nel settore dei lavori di utilità sociale, ricordato che già nel corso del 2003 gli enti locali potevano presentare dei piani pluriennali, questi oggi possono essere finanziati utilizzando i fondi dell'"Obiettivo 3". Ci troviamo nella necessità di spingere nel modo più veloce possibile il piano; rimane la necessità di completare questo "iter" di trasferimento delle competenze, che diventa comunque essenziale per attivare i centri per l'impiego, per attivare quelle nuove forme di incontro domanda-offerta che nel piano sono previste, ma rischiano di non diventare operative finquando non verrà definito un DPCM da parte del Governo.
Non voglio fare polemica su questo terreno; dico solo che c'è una necessità e una urgenza, per cui credo che tutte le forze politiche possano condividere questo tipo di preoccupazione.
Président - La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (CdL) - Noi, Assessore, accogliamo il suo appello, nel senso che sui ritardi manifestatisi su questo fronte faremo la nostra parte per poterli superare e colmare.
Prendiamo atto dell'appello da lei lanciato e che riteniamo vada nell'interesse della necessità della Regione, di poter definire un sistema che in tutte le altre regioni è già stato regionalizzato. Di conseguenza, l'"anomalia valdostana" è ancora più evidente, proprio per quelle difficoltà che ci sono adesso a ragionare con Roma, che su queste cose non ci dedica più grande conto, proprio perché tutte le altre latitudini le ha sistemate, per cui questo è un fatto che esula dal piano. Devo dire che è un po' la scusa di "Pulcinella", perché il ritardo penso sia dovuto forse ad altre motivazioni, che probabilmente lei non ha voluto dettagliare, motivazioni che nascono più da valutazioni in sede locale che non da aspettative di aver compiuto questo percorso. Anche perché, il piano triennale previsto dalla legge n. 7/2003, è il piano delle politiche del lavoro, ovvero il piano con il quale vanno definiti gli indirizzi e gli strumenti operativi, non è il piano di gestione degli uffici una volta che saranno regionalizzati; questa è un'altra cosa, Assessore! La gestione degli uffici e tutte le problematiche funzionali, di raccordo con l'agenzia, di raccordo con l'Assessorato, con la Camera di Commercio, sono altre cose; il piano si dovrebbe rivolgere a coloro che operano nell'economia, perché su questo non possiamo che ribadire che tale ritardo non ha fatto altro che aggravare detta situazione!
Prendiamo atto anche che lei auspica che il piano possa andare in Consiglio quanto prima, ma non abbiamo capito quale sia la sua posizione rispetto alla retroattività del piano, perché non mi sembra di aver percepito alcun indirizzo...
(interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)
... questa è una buona notizia; mi dispiace che sia stata data fuori microfono, mi era sfuggita, comunque prendiamo atto che c'è la retroattività al 1° gennaio 2004, che è l'aspettativa del mondo produttivo valdostano.
Auspichiamo anche che il Consiglio per le politiche del lavoro, una volta effettuate le designazioni da parte delle varie associazioni che sono coinvolte in questo organismo, possa essere operativo, non nel senso che venga insediato, ma nel senso che possa contare qualcosa, più di quanto non abbiano contato in passato organismi analoghi, che hanno riguardato dalla produzione al commercio, e che, alla fine, hanno concluso ben poco in concreto! Auspichiamo che questo organismo non si faccia solo scrivere, ma possa essere un valido strumento per interpretare e gestire - questa volta, sì! - le linee della politica dal punto di vista degli incentivi e delle misure che si vogliono adottare con gli strumenti tecnico-finanziari.
Con questi auspici e con questo impegno che accogliamo a seguito di quell'appello, ci riconfronteremo in commissione sui contenuti del piano.
Président - La parole au Conseiller Viérin Marco.
Viérin M. (SA) - Assessore, dispiace anche a noi che ci sia questa mancanza ancora di trasferimento di funzioni dallo Stato in merito alla questione lavoro. Ho accolto con soddisfazione le parole del collega Frassy; spero che loro possano fare qualcosa di più, ma non credo onestamente!
Tale fatto, però, ci fa toccare con mano come la nostra autonomia sia sempre meno concreta, anche nelle piccole cose quotidiane. È vero che qualche ritardo c'è stato anche da parte dell'Amministrazione regionale, perché se lei fa riferimento a quella lettera che ha citato (lettera del 12 marzo, prot. 2946), a quella lettera mi pare che gli interessati, gli enti locali, abbiano dato una risposta nella quale hanno evidenziato l'esistenza di problemi, perché in assenza di piano l'ente pubblico non può partire lo stesso e fare un discorso di retroattività, quindi non è così semplice! Credo che mettiamo a repentaglio tutti quei progetti iniziati negli anni passati, soprattutto quelli del 2003 che non hanno, ad oggi, potuto avere un immediato svolgimento anche per il 2004.
Credo che l'appello da lei lanciato alle commissioni sarà rispettato. È interesse di tutti che il lavoro delle commissioni su questo sia molto breve; se ci saranno delle discussioni, il nostro gruppo le farà qui, eventualmente, e non in commissione, per anticipare al massimo i tempi!
