Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 520 du 7 avril 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 520/XII - Situazione finanziaria e operativa della società "Servizi previdenziali Valle d'Aosta S.p.A.". (Interrogazione)

Interrogazione

Premesso che:

- la società "Servizi Previdenziali Valle d'Aosta S.p.A." percepisce in virtù della legge regionale che l'ha istituita un contributo annuo da parte della Regione sino ad un massimo del 70% delle entrate totali della società medesima;

- per il triennio 2004/2006 il contributo regionale è stimato in € 450.000,00;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

Il Presidente della Regione e l'Assessore delegato per sapere:

1) se tale contribuzione non sia in violazione delle norme europee sulla concorrenza e se anche gli altri soci provvedono ad un analogo finanziamento della società;

2) quali sono i risultati ad oggi conseguiti da tale società;

3) i motivi che determinano l'impossibilità di quadrare i bilanci prescindendo dal contributo regionale;

4) quali sono i futuri obiettivi della Servizi Previdenziali Valle d'Aosta S.p.A..

F.to: Frassy

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - Mi pare che l'interrogazione sull'attività della società "Servizi previdenziali Valle d'Aosta" mi dia l'opportunità di fare il punto su qualcosa che ormai è di grande attualità: la previdenza complementare. Come in tutta la riforma che viene portata avanti a livello nazionale, il Consigliere Frassy avrà modo di vedere… il Governo propone a livello nazionale e fa una serie di iniziative che sono rivolte alla valorizzazione della previdenza complementare, anche perché, in un quadro che è fortemente in evoluzione, i flussi del sistema previdenziale come noi lo conosciamo potrebbero avere delle riduzioni molto importanti, quindi, rispetto a quanto siamo abituati a percepire oggi, un trattamento pensionistico futuro potrebbe dimezzare all'atto del pensionamento le risorse a disposizione dei lavoratori. In questa logica il legislatore regionale con la legge n. 22/1997 ha fortemente anticipato i tempi e ha individuato un settore importante per tutta la comunità valdostana. Mi pare che questo tipo di premessa sia fondamentale, perché le società regionali devono dare risposte a tutta la comunità; ovviamente sono strumenti tutti perfettibili, ma dobbiamo fare un ragionamento sulla "ratio" e sulle motivazioni della loro costituzione.

In questo quadro, a fronte della prima domanda, mi si chiede se i contributi previsti a beneficio della società "Servizi previdenziali" siano o meno in violazione delle norme europee sulla concorrenza e se anche gli altri soci provvedono ad un analogo finanziamento della società. Innanzitutto dobbiamo inquadrare questa società, che è stata prevista all'interno del quadro legislativo della legge regionale n. 22/1997: è una società con una partecipazione pubblica che è maggioritaria, con un 50% della Regione, un 20% della "Finaosta" e un 30% "dell'Assocredito valdostana", che è l'associazione che raggruppa "Finaosta", "Aosta Factor", le banche di credito cooperativo della Valle d'Aosta, quindi gli operatori creditizi. Questa è una società che trova fondamento nella legge regionale, in cui in modo specifico il legislatore aveva indicato che la costituzione, l'avviamento e il funzionamento dei fondi erano promossi dalla Regione e avevano un obiettivo ben preciso all'interno del sistema socio-economico valdostano. A tal proposito la Giunta regionale era autorizzata in quella legge ad erogare alla società dei contributi a sostegno di questo tipo di iniziativa. Il settore di operatività della società è molto particolare, perché si occupa dell'avvio e della gestione dei servizi amministrativi contabili a favore dei fondi pensione integrativi; è un'attività che occupa ingenti risorse, ma è un'attività del tutto nuova anche nel panorama italiano. Si tratta di un processo che ormai ha non dico 10 anni, ma quasi, che ha visto degli "stop and go" all'interno della normativa nazionale non da poco, fra cui aspettative di benefici fiscali, aspettative di rendimenti, che hanno creato un percorso molto difficoltoso.

La costituzione della società e la messa a disposizione dei contributi annuali della Regione è da interpretare nella logica di permettere ai fondi pensione integrativi - li ricordo, fondi per i lavoratori della Regione, il fondo pensione di francese, il fondo pensione preesistente per gli insegnanti delle scuole materne - di disporre di servizi qualificati ad un costo concorrenziale rispetto alle condizioni nazionali. Dal punto di vista della Regione, l'impegno di risorse nei confronti della società e a supporto della previdenza complementare si giustifica anche attraverso gli obiettivi di natura politica, sociale e fiscale e questi obiettivi sono stati prontamente indicati nella relazione illustrata dalla società in una riunione di Giunta del 4 marzo. Ora, questi contributi - perché in fin dei conti mi si chiede se sono concorrenziali - in realtà non sono utilizzati al fine di permettere alla società di offrire in favore dei fondi territoriali servizi ad un prezzo inferiore, ma vengono utilizzati per l'attività generica, anche perché le attività specifiche a beneficio dei fondi sono attività assistite da contratto, quindi vi è un corrispettivo specifico a fronte di ogni prestazione. Nello specifico abbiamo il fondo di francese, il fondo cessazione servizio e abbiamo anche il nostro fondo: l'istituto dell'assegno vitalizio dei consiglieri regionali, conosciuto da tutti voi. Ecco perché i contributi sono utilizzati per l'implementazione, lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture e dei servizi necessari alla gestione dell'attività di "service"; per garantire, in collaborazione con l'Amministrazione regionale, il complesso delle attività a supporto del complesso iter che ha condotto all'esternalizzazione del fondo cessazione servizio e del fondo di francese - che precedentemente si configuravano come fondi interni rispetto alla Regione Valle d'Aosta -, all'adeguamento alle normative in materia di previdenza e all'implementazione delle necessarie strutture organizzative e gestionali; per garantire in favore del FOPADIVA e delle parti sociali coinvolte il complesso delle attività a supporto per l'iter di costituzione, avviamento e raccolta delle adesioni, l'autorizzazione all'esercizio, l'implementazione alle strutture organizzative e gestionali. Vi dico che l'autorizzazione avuta dal FOPADIVA non è stato un percorso semplice, la raccolta delle adesioni non è stato un discorso semplice, perché questa materia è di non immediata comprensione. Questo lo dico anche perché, siccome negli interroganti vi è sempre un'attenzione particolare all'attività fatta a livello nazionale, vi chiedo di guardare cosa è stato previsto per l'IMPDAP: è fatto obbligo di fornire gratuitamente l'assistenza a favore dei pubblici dipendenti, dei fondi relativi ai pubblici dipendenti in via di costituzione, quindi addirittura il legislatore nazionale ha individuato questo come obiettivo strategico e impone all'IMPDAP di dare dei servizi gratuiti. Ovviamente nel nostro ambito regionale, per via della specificità del nostro comparto unico, i nostri dipendenti non possono aderire; quindi, non potendo avvalersi dei servizi gratuiti dell'IMPDAP, dobbiamo porci il problema di dar loro un sostegno. Tale sostegno è uno degli obiettivi di questo Governo e di questa maggioranza ed è ovvio che all'interno di questo quadro sia previsto un sostegno per l'attività istituzionale, non per i servizi, della società in questione.

Dico anche che questo tipo di contributo non esclude che possano esserci altri percorsi, per cui ben venga un suggerimento che può agevolarci e può percorrere questo tipo di tragitto, che è rivolto a dare alla comunità valdostana uno strumento che permetta di non avere delle nuove fasce di povertà, perché, con dei trattamenti pensionistici che potrebbero portare al 50% il flusso reddituale di tutta una serie di persone, andremmo a creare dei disagi notevoli e a quel punto il costo sociale avrebbe sì un'impennata e non quelle centinaia di migliaia di euro di contributi, perché tutto questo porta ad uno sgretolamento del nostro sistema. Ecco che coscienziosamente crediamo di aver fatto qualcosa che ha una specificità e che non va in concorrenza; peraltro il raggio di azione di questa società è prettamente valdostano, quindi non andiamo a disturbare alcuna situazione a livello nazionale e quindi a creare una situazione di concorrenza lesa.

"Quali sono i risultati ad oggi conseguiti da tale società". Oggi questa società ha tutta una serie di attività che ormai sono nel suo curriculum. È stata impegnata nello sviluppo, insieme alla Regione e alle parti sociali - su questo tema i sindacati e i datori di lavoro sono stati fortemente interessati -, nell'elaborazione dello sviluppo e nella realizzazione del piano di sviluppo dei fondi di previdenza complementare ai sensi del decreto legislativo n. 124/1993. L'attività si è poi rivolta nello sviluppo dei servizi amministrativi contabili in favore dei fondi pensione territoriali, e qui vado a cogliere un altro obiettivo strategico di questa società: creare delle competenze in Valle d'Aosta che si occupino di fondi pensione, perché è impensabile che, in un microsistema come il nostro, non vi siano delle competenze specifiche! Per avere delle risposte immediate, abbiamo la necessità di avere persone preparate in loco, perché voi sapete che il rapporto umano e la risposta immediata a tutta una serie di dubbi sono fondamentali per credere in un certo strumento. Non è possibile non investire in professionalità e quindi, rispetto a tutta una serie di critiche, lo porto addirittura ad esempio: stiamo creando un centro di competenza per poter dare delle risposte. È ovvio che è tutto migliorabile, è tutto sicuramente da seguire, ma abbiamo già colto qualcosa.

Non vado a ridire quello che ho detto nel rispondere alla prima parte, cioè l'assistenza al fondo cessazione servizio e ai fondi di francese; abbiamo un altro obiettivo che è quello di aver supportato il FOPADIVA e le parti sociali nei complessi processi di definizione e accordi istitutivi; il rapporto con il COVIP, l'ente di controllo sui fondi previdenziali, quello che poi dà le autorizzazioni, e non crediate di improvvisare dei percorsi, perché queste persone hanno una competenza specifica e dobbiamo dare delle risposte puntuali; questa società ha supportato il FOPADIVA, tant'è che abbiamo raggiunto l'autorizzazione. L'autorizzazione ha avuto un iter complesso, vi erano dei limiti che sono stati nel tempo modificati ma, per modificare questi limiti, è stata necessaria un'istruttoria; insomma, da questo punto di vista, credo vi sia un'attività particolarmente positiva svolta dalla nostra società.

"I motivi che determinano l'impossibilità di quadrare i bilanci prescindendo dal contributo regionale": ebbene, ovviamente queste società a livello locale hanno la necessità di trovare un punto di pareggio che è direttamente collegato al volume. In fase di avviamento abbiamo sicuramente dei bilanci che non sono particolarmente rosei, anche se non dei bilanci squilibrati; abbiamo dei risultati di gestione modesti, ma che hanno una prospettiva: quella di trovare un punto di pareggio nel momento in cui avremo un'utenza di 15-16 mila unità, questo è il punto di pareggio individuato. Voi considerate che già solo la Regione, come elaborazione di cedolini, non come dipendenti regionali, ma di posizioni trattate, mensilmente supera le 6.000 unità, per darvi un'indicazione; a questo dovremo aggiungere il comparto degli enti locali, dell'USL, quindi capite che questo numero non è un numero fantasioso. Da questo punto di vista, vi dico che anche a livello nazionale un esempio particolare è quello della Regione Trentino Alto Adige, dove gli investimenti sono ben differenti rispetto a quelli che abbiamo fatto noi e sono enormemente più elevati: ecco perché crediamo che questo nostro contributo sia correttamente attribuito, che comunque non sia un contributo a fondo perso vita natural durante, perché vi è una prospettiva di un punto di pareggio e questo punto di pareggio è quello delle 15-16 mila unità, numeri alla portata della nostra Regione.

"Quali sono i futuri obiettivi della "Servizi previdenziali Valle d'Aosta"": qui, ovviamente, continuare a garantire i servizi amministrativi contabili di supporto e di consulenza a favore dei fondi pensione integrativi territoriali e dell'istituto dei consiglieri regionali - che ogni tanto mi interessa come Assessore alle finanze per le necessità del caso, guardo l'Ufficio di Presidenza che ogni tanto mi "tira le orecchie" -; supportare i fondi stessi nelle fasi di consolidamento e nel completamento dei processi di esternalizzazione; supportare la Regione e le parti sociali nell'analisi delle complesse problematiche connesse alla gestione della previdenza complementare e nello sviluppo di progetti finalizzato allo sviluppo della previdenza e assistenza complementare integrativa in ambito regionale (ho detto "assistenza", non solo "previdenza", perché anche nell'ambito dell'assistenza abbiamo la necessità di fare dei passi avanti e di trovare degli strumenti che possano permettere al cittadino di avere un supporto per tutta una serie di prestazioni che possano essere offerte dal punto di vista sanitario); infine supportare l'Amministrazione regionale, gli enti locali, l'USL nel complesso processo previsto dalle normative nazionali di trasformazione dell'indennità premio servizio in trattamento di fine rapporto.

Concludo dicendo che probabilmente non sappiamo quali sono i tempi, ma il legislatore nazionale ha dato un'indicazione dove il trattamento di fine rapporto ad un certo punto non sarà più trattato come attualmente, quindi a disposizione dell'azienda con un accantonamento, ma gestito totalmente all'interno dei fondi previdenziali. Se questo dovesse accadere, è fondamentale che la Valle d'Aosta abbia i suoi fondi, ma per una gestione, anche per dei ritorni fiscali, perché voi sapete che vi è un prelievo specifico per i fondi sul gestito ed il fatto di avere dei fondi che sono gestiti correttamente ed opportunamente in Valle d'Aosta permetterà dei rientri che sono decisamente maggiori rispetto a quanto abbiamo investito, sia in termini di qualità, sia in termini di quantità.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Assessore, lei ha risposto, ma non alla mia interrogazione. Devo dire che per certi versi il suo intervento - mi dispiace di non poterlo documentare in questo momento, ma gliene farò avere copia - smentisce l'intervento di un suo predecessore alle finanze, Assessore Agnesod, che ha sempre sottolineato come la "Servizi previdenziali" giustamente fosse una cosa e i vari fondi fossero un'altra cosa, nel senso che sono due soggetti giuridici completamente differenti, questo vuol dire che hanno anche una loro autonomia finanziaria, gestionale e soprattutto giuridica; perciò tutta la sua costruzione della risposta articolata sulla bontà delle iniziative di tipo previdenza integrativa e fondi vari… sono degli aspetti sui quali interviene la "Servizi previdenziali", come potrebbe intervenire su altri aspetti che rientrino in quelle consulenze oggetto della sua ragione sociale.

Il problema che solleviamo invece con questa interrogazione è limitato e riferito alle funzioni e al ruolo della S.p.A. e lei non ha risposto a queste nostre domande, perché buona parte del tempo da lei dedicato alla risposta è stato incentrato sulle difficoltà di dare una risposta esaustiva al punto n. 1. Mi sono appuntato la sua risposta; dopo aver fatto il giro del quadrante della dottrina, della giurisprudenza e della fantasia, sottolineo io, soprattutto in materia di concorrenza, ha detto: "Mah, "Servizi previdenziali Valle d'Aosta", cosa piccola, opera qui in questa Regione, che fastidio diamo, mica andiamo a fare le consulenze in giro per il mondo? La concorrenza dunque non è violata". Assessore, non offenda le sue cognizioni di esperto in materia, al di là delle sue competenze politiche sulle cognizioni professionali; il principio della concorrenza deve essere tutelato sia guardando una realtà piccola, sia guardando una realtà grande, il che vuol dire che se noi in questa realtà piccola creiamo un'azienda che è privilegiata a stare su questo mercato, seppure piccolo, impediamo ad altre aziende di entrare su questo mercato. È significativa la sua difficoltà a rispondere al punto n. 1, perché la risposta è quella che noi temevamo: il modo in cui stiamo procedendo è in violazione alle norme comunitarie sul divieto di concorrenza, sui limiti posti appunto alle norme che impediscono la concorrenza, tant'è che il contributo, così come è impostato, supera anche la previsione del regolamento comunitario del 2001 sul "de minimis", che parla di 100.000 euro nel triennio, e qui andiamo invece ad erogare 450.000 euro nel triennio, e questo è un problema del quale lei deve farsi carico, anche perché le procedure di infrazione, quando vengono aperte, costano in termini finanziari alle amministrazioni che perseverano nel violare le disposizioni comunitarie. La invitiamo perciò a ragionare con più attenzione su questo primo punto, tenendo presente che, quando noi chiediamo che anche gli altri soci provvedano ad un analogo finanziamento, noi poniamo la domanda perché evidenziamo una distonia nel modo in cui funziona questa S.p.A.. Normalmente le società stanno in piedi o perché fanno utili, o perché i soci, a fronte di situazioni deficitarie, ricapitalizzano e dunque fanno leciti versamenti; qui invece a fronte di una quota del 50% della Regione Valle d'Aosta…

(interruzione dell'Assessore Marguerettaz, fuori microfono)

… vi è il 20% di "Finaosta" partecipata in maniera prevalente dalla Regione e vi è il 30% di "Assocredito", ma chi è "Assocredito"? "Assocredito" rappresenta le banche, allora che la Regione Valle d'Aosta vada a finanziare le banche, è scandaloso, questo va detto, perché il 30% di quelle quote sono delle banche! In "Assocredito" vi sono prevalentemente le banche! Sarebbe allora logico in un'economia sana e non assistenziale che, a fronte dell'impossibilità di raggiungere lo scopo sociale con un equilibrio di bilancio, i soci annualmente si riunissero per ricapitalizzare una società, che altrimenti dovrebbe portare i libri in tribunale, perché è questa poi la realtà di fondo. Non sarebbe allora più un contributo a fondo perduto in violazione delle norme europee sulla concorrenza, ma una ricapitalizzazione a cui partecipano la Regione, "Finaosta", "Assocredito".

Punti nn. 3 e 4: i motivi che determinano l'impossibilità di quadrare il bilancio sono che i fondi in Italia e in tutto il mondo sono organismi che fanno utili; i fondi pensione vengono messi in piedi proprio per superare l'impasse della previdenza pubblica, i fondi pensione hanno l'obiettivo di stare in piedi con le proprie gambe, di fare utili e di mantenere in piedi le gestioni previdenziali. In questa Regione paradossalmente mettiamo in piedi una S.p.A. per tenere in piedi i fondi: non ha senso! Va contro le linee guida europee non sulla concorrenza soltanto, ma anche in materia di fondi previdenziali, linee guida recepite dal Governo italiano. Se i fondi stessero in piedi con le loro gambe, andrebbero a chiedere dei servizi a prezzi di mercato; la realtà è che i fondi in Valle d'Aosta al momento non stanno in piedi e lo vedremo perché il FOPAVA è fallito, il FOPADIVA lo andremo a verificare e hanno bisogno di servizi sottocosto; su questo argomento torneremo e siamo totalmente insoddisfatti.