Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 504 du 25 mars 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 504/XII - Ritiro della mozione: "Impegno per la tempestiva soddisfazione da parte della Cogne Acciai Speciali dei crediti vantati da piccole imprese locali".

Mozione

Premesso

- che i riflessi negativi della fallimentare esperienza ungherese DAM si stanno ripercuotendo sull'andamento finanziario dello stabilimento Cogne Acciai Speciali, ove si evidenzia una grave carenza di liquidità;

- che segnali di grande preoccupazione pervengono anche da piccole imprese locali che costituiscono l'indotto e che vantano cospicui crediti nei confronti della Cogne Acciai Speciali;

- che tra le varie provvidenze erogate dalla Regione a Cogne Acciai Speciali figurano alcuni mutui per il trasferimento di impianti e strutture nell'ambito dell'area siderurgica, inizialmente garantiti con fideiussioni bancarie;

- che, malgrado perduri la situazione economico-finanziaria sopra descritta, la Giunta regionale - attraverso tre deliberazioni (DGR 4903/2003, DGR 504/2004 e DGR 627/2004) - ha autorizzato Finaosta a sostituire le garanzie fidejussorie in essere sui mutui erogati a favore di Cogne Acciai Speciali con la cessione di semplici crediti commerciali;

ciò premesso, il Consiglio regionale

Impegna

l'Assessore delegato ad attivarsi presso la proprietà della Cogne Acciai Speciali s.p.a., affinché lo smobilizzo delle fideiussioni - autorizzato con le deliberazioni di cui in premessa - e finalizzato al superamento della crisi di liquidità dell'azienda siderurgica possa consentire anche la tempestiva soddisfazione dei crediti legittimamente vantati dalle piccole imprese locali.

F.to: Tibaldi - Frassy

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Circa 2 mesi fa, il gruppo consiliare "La Casa delle Libertà" ha presentato una mozione identica a questa, che è stata poi ritirata, visto un impegno preciso da parte dell'Assessore di prendere contatti con il vertice della "CAS" per definire una serie di questioni problematiche inerenti la situazione dello stabilimento "Cogne Acciai Speciali", insieme alla IV Commissione consiliare. Un approfondimento che è poi stato effettuato il 18 febbraio scorso, in quanto l'incontro preannunciatosi è svolto presso la sede della "CAS" e vi hanno partecipato alcuni Consiglieri della IV Commissione (fra questi il sottoscritto), l'Assessore Ferraris e i vertici della "CAS" (sia i proprietari che l'Amministratore delegato).

Nel corso dell'incontro, sono emerse alcune criticità e sono stati fatti alcuni ragionamenti di prospettiva da parte dell'azienda, dei quali abbiamo preso atto e nei confronti dei quali abbiamo posto alcune domande. Fra gli argomenti affrontati c'era anche quello relativo alla crisi di liquidità in cui versa lo stabilimento, crisi che si ripercuote sull'indotto locale, costituito da un insieme di microimprese che lavorano per la "CAS" e che ancora attendono da questa la soddisfazione dei crediti, tant'è che questi passaggi sono stati enunciati puntualmente nella premessa di detta mozione e altrettanto puntualmente, oggi, a distanza di 2 mesi, sappiamo che non c'è ancora una soddisfazione delle legittime istanze avanzate dai piccoli imprenditori valdostani.

Accanto a questa assenza di risposta da parte della "Cogne", è giunta nelle settimane successive anche l'adozione da parte della Giunta di altre 2 deliberazioni di smobilizzo di garanzie fideiussorie a favore della stessa azienda. Questo significa che, se un primo smobilizzo di garanzie fideiussorie aveva ispirato la nostra mozione di fine gennaio, a questa sono seguite altre 2 analoghe deliberazioni che estendono l'alleggerimento delle garanzie e che si sono verificate dopo il primo dibattito in aula.

A distanza di questo tempo ci piacerebbe sapere se c'è una volontà politica di, non dico costringerla - perché non è neppure giuridicamente possibile -, ma di orientare l'attenzione anche nei confronti di quelle piccole imprese che vengono trascinate nella situazione critica della "Cogne". Sappiamo che un'industria che polarizza non solo lavoro e sviluppo, ma anche un indotto intorno a sé, quando vive una situazione di crisi, trascina nel vortice tutta una miriade di situazioni che non possono essere trascurate.

Così noi già chiedevamo a fine gennaio; ancora oggi, insistiamo nel chiedere all'Assessore delegato di attivarsi presso la proprietà - sappiamo che lo ha fatto, ma finora infruttuosamente - affinché vi sia, sì, uno smobilizzo di fideiussioni - perché la legge del 1995 lo consente ed è già questo un caso eccezionale sul quale varrebbe dissertare -, ma, d'altro canto, chiediamo che ci sia un impegno preciso e venga assolto da parte dell'imprenditore nel venire incontro a queste legittime istanze.

Assessore, forse è più opportuno sentire da parte sua se vi sono novità in merito, se il nostro incontro del 18 febbraio scorso è rimasto "lettera morta" o se, alla luce delle prospettive di crescita che sono state annunciate, vi sono anche prospettive di rientro da parte di costoro, che rappresentano una realtà importante, perché sono una quindicina di aziende. Vorrei far notare che la "Centrale del Latte", altro neo del sistema economico locale che è andato in crisi in maniera vistosa qualche mese fa, occupa 16 dipendenti; la somma dei dipendenti occupati in queste aziende è di circa 70 persone. Questi titolari di microaziende sono stati chiamati dalle rispettive banche, che hanno chiesto i rientri sugli affidamenti; non possiamo far sì che, da un lato, la Regione alleggerisca la situazione di un'industria e, dall'altro, tale situazione si appesantisca per queste microaziende, perché devono fare da "cuscinetto" ad una crisi industriale che loro subiscono pesantemente!

Lascio all'Assessore le risposte del caso; soprattutto, se ha delle novità in merito a distanza ormai di tanto tempo.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se nessuno chiede la parola, chiudo la discussione generale.

La parola all'Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - Come ricordava il Consigliere Tibaldi, questa questione è già stata posta all'oggetto del Consiglio. Sulla base anche di quanto si era discusso, c'è stato un incontro con la "Cogne" il 18 febbraio, che aveva un duplice obiettivo: conoscere la situazione generale dell'azienda e sollecitare la stessa perché venisse incontro alle legittime aspettative delle piccole imprese locali.

L'atteggiamento tenuto dall'Amministrazione regionale su questo tema, utilizzando le possibilità previste dalla legge per quanto riguarda lo smobilizzo delle fideiussioni bancarie a fronte di un mutuo che è stato assegnato alla "Cogne", vanno in una direzione sola: quella di far sì che lo stabilimento "Cogne", in una situazione problematica dal punto di vista della liquidità, possa operare nelle condizioni migliori, sia per venire incontro ai crediti delle imprese locali, sia allo svolgimento in termini più complessivi dell'attività produttiva. Non ci dimentichiamo che nello stabilimento lavorano quasi un migliaio di dipendenti e che la "Cogne", nei primi 3 mesi dell'anno, ha assunto 48 dipendenti; quindi, da questo punto di vista, la preoccupazione c'è.

Rispetto alla questione specifica posta dalla mozione - come è stato ricordato dal Consigliere Tibaldi - l'Assessorato si è mosso a più riprese rispetto alla questione; a seguito di questi solleciti, la "Cogne", a firma del suo Vicepresidente, scrive all'Assessorato che la società dichiara in modo formale che i crediti vantati dalle stesse ditte sono da ritenersi "crediti certi" e che si sta definendo un piano di accorciamento dei tempi di pagamento, tale da consentire la normalizzazione della situazione. Si aggiunge inoltre: "Attualmente possiamo dichiarare che nel corso della settimana prossima…" - la lettera è datata 18 marzo, quindi la settimana è questa - "… saranno comunque chiuse tutte le fatture con termine di pagamento antecedente al 31 gennaio 2004, fatto salvo il lavoro forniture oggetto di eventuali contestazioni tecniche. Il piano finanziario messo a punto recentemente prevede un ritardo medio nei pagamenti dell'ordine dei 45 giorni rispetto alle date puntuali".

Vorrei fare una precisazione. Successivamente all'incontro con la commissione, sono state fatte 2 deliberazioni che riguardano lo sblocco solo di un'ulteriore fideiussione, nel senso che la seconda deliberazione è di rettifica rispetto alla precedente, e nella corrispondenza che la "Cogne" ci ha inviato, ci sollecita allo sblocco dell'ultima "tranche" delle fideiussioni, cosa rispetto alla quale gli uffici stanno verificando la praticabilità tecnica.

Abbiamo fatto quanto era possibile fare; c'è un impegno formale che "Cogne" ha inteso assumersi nei confronti dell'Amministrazione regionale, per cui chiederei al Consigliere Tibaldi, sulla base di questi elementi, di ritirare la mozione, in quanto l'obiettivo che la mozione si era posto ritengo abbia fatto dei passi avanti.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (CdL) - Sappiamo che sono stati fatti sollecitazioni e interventi; li abbiamo fatti anche congiuntamente, nel momento in cui il 18 febbraio abbiamo incontrato al tavolo i sigg. Marzorati e l'Amministratore delegato.

Adesso prendiamo atto che da parte del Vicepresidente dell'azienda si passa dalle parole agli scritti; prendiamo atto che questa definizione del piano è in corso d'opera e che c'è la volontà di pagare tutte le fatture aventi scadenza 31 gennaio 2004. Mi sento di contestare che il ritardo medio dei pagamenti sia solo a 45 giorni, anche perché, per nostra conoscenza, si parla ormai di diversi mesi…

(interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)

… mi sento di obiettare questo termine che lei ha comunicato.

Noi prendiamo atto della volontà manifestata per iscritto dal Vicepresidente Marzorati; confidiamo che, nella fase evolutiva dal linguaggio parlato al linguaggio scritto, si arrivi alla definizione di queste posizioni creditorie, tuttora pendenti e che questa situazione sia risolta una volta per tutte. Possiamo considerarlo un passo avanti; facciamo sì che questo passo avanti abbia una sua naturale e proficua soluzione!

Ritiriamo la mozione, ma ci riserviamo di tornare sull'argomento qualora tale vicenda non trovi soluzione nell'arco delle prossime settimane.

Presidente - La mozione è ritirata.

Il Consiglio prende atto.