Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 476 du 24 mars 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 476/XII - Criteri di valutazione dei progetti finanziabili con il contributo del Fondo sociale europeo. (Interrogazione)

Interrogazione

Vista la Delibera di Giunta n. 14 del 12 gennaio 2004 con la quale viene approvato l'esito della valutazione relativa ai progetti da finanziare con il contributo del Fondo sociale europeo;

Preso atto che alcuni progetti sono stati dichiarati "idonei" ma non sono stati finanziati in quanto "le risorse in dotazione alla scheda intervento del presente bando" sono esaurite;

Visto che si tratta di progetti che comunque paiono interessanti, in quanto hanno superato la valutazione sulla loro congruenza alle finalità del bando e alle esigenze del territorio;

Ritenuto opportuno che tale progettualità non vada dispersa;

La sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

l'Assessore competente per sapere:

1) quali sono i criteri con i quali vengono definite le risorse da attribuite alle diverse schede intervento;

2) se è possibile ripensare alla ripartizione dei fondi così da trovare risorse aggiuntive per finanziare i progetti dichiarati idonei;

3) se tale soluzione è condivisa dalla Giunta.

F.to: Squarzino Secondina

Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) - La prima questione posta riguarda i criteri con cui vengono definite le risorse da attribuire alle diverse schede intervento. Le assegnazioni delle dotazioni finanziarie sono fatte sulla base del "POR" 2000/2006, "POR" alla base del quale è stata sviluppata un'analisi socioeconomica, un'analisi soprattutto sul mercato del lavoro valdostano e, sulla base di questo, sono stati assegnati dei finanziamenti sulle diverse misure previste dal piano stesso. L'assegnazione delle risorse finanziarie fa quindi riferimento al "POR"; ovviamente si parla di una programmazione che si riferisce ad obiettivi e a contenuti che sono definiti all'interno del POR. L'autorità di gestione, sulla base di queste indicazioni, bandisce poi i vari bandi e assegna i fondi sulle diverse misure: questo succede a partire dal 2001, anno in cui sono stati attivati per la prima volta i bandi.

Una seconda domanda riguarda se sia possibile pensare alla ripartizione dei fondi, così da trovare risorse aggiuntive per finanziare i progetti dichiarati idonei. A partire dai primi bandi del 2001, diverse volte si sono verificati dei progetti che sono stati giudicati da un nucleo di valutazione "progetti idonei", che non sono stati finanziati perché sulle specifiche schede non vi era disponibilità finanziaria. Dobbiamo quindi fare i conti con il fatto di avere un principio e un orientamento da parte dell'Amministrazione che tenga conto della necessità, dell'imparzialità e della parità di trattamento, cosa che è prevista sia dalle nostre norme che da quelle comunitarie in materia di appalti pubblici e concessioni.

Convenendo sul fatto che diverse volte sono stati considerati idonei e non sono stati finanziati progetti sicuramente validi, nel momento in cui l'Amministrazione decidesse di recuperare tutti i progetti giudicati "validi", ovviamente si tratterebbe di recuperarli tutti, quindi quelli che sono stati considerati tali a partire dal 2001. Questo avrebbe conseguenze significative, vale a dire che per alcune misure non avremmo più la possibilità di avere risorse per un'ulteriore programmazione, con il fatto che, utilizzare progetti giudicati idonei nel 2001, magari significa avere progetti non aventi più l'attualità che avevano in quel periodo.

Credo che la possibilità di recuperare i progetti idonei - visto che non si possono fare discriminazioni fra un progetto idoneo e un altro, anche perché uno non è più idoneo di un altro, essendo stato emesso un giudizio da un nucleo di valutazione -, la soluzione che riteniamo praticabile è quella, nel più breve tempo possibile, di rimettere a bando, sulla base della riprogrammazione del "POR" realizzatasi anche da poco, delle schede-intervento le quali consentano ai progetti idonei - che non hanno avuto finanziamento - di poter ripartecipare ai nuovi bandi ed avere maggiori possibilità, in questo contesto, di un risultato positivo, sia in termini di idoneità che di finanziamento.

Président - La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (Arc-VA) - Prendo atto di quanto riferito dall'Assessore; non posso fare diversamente, però vorrei sottolineare che, a monte, c'è allora un errore di valutazione dei bisogni che ci sono, perché probabilmente sono state previste risorse inadeguate in settori importanti. Se vediamo l'ultimo esito del bando di concorso, fra i 12 progetti considerati "idonei", ma non finanziabili per mancanza di risorse, ce ne sono ben 5 - quasi la metà! - che riguardano un settore ritenuto importante dal nostro gruppo, perché è il settore che riguarda il bando "montagna", con misure specifiche intese a migliorare l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, compreso lo sviluppo delle carriere, l'accesso a nuove opportunità di lavoro, nelle attività imprenditoriali, e a ridurre la segregazione verticale e orizzontale fondata sul sesso del mercato del lavoro. Sono parole un po' difficili forse per chi ci ascolta in tribuna, ma questo vuol dire che nel progetto che era stato inserito di finanziamento di interventi nell'ambito regionale, c'era la volontà di intervenire nell'ottica della montagna, per garantire alle donne che vivono in questi luoghi più isolati l'accesso e la partecipazione al mercato del lavoro.

Faccio presente che i progetti non approvati sono progetti studiati insieme agli enti locali, quindi non solo erano idonei, ma rispondevano ad esigenze precise del territorio che gli enti locali avevano individuato. Credo che questo ci suggerisca di fare alcuni correttivi: da un lato, prendo atto che c'è la volontà politica di riaprire i bandi, quindi di ripresentare questi progetti e di rifinanziare questo settore; dall'altro, vorrei che, nel momento in cui si individuano gli interventi da "POR", si desse importanza a questo settore.

Se ben ricordo, quando è stato approvato quel piano anche in quest'aula, la sottoscritta aveva già sottolineato che le risorse previste per il sostegno all'attivazione della donna nell'imprenditoria, nel lavoro e in attività legate al proprio territorio erano minime!

Mi si era allora risposto che in Valle d'Aosta c'è una forte occupazione femminile": questo è vero, ma forse l'occupazione è concentrata in alcune parti della Valle e invece tutto un settore di donne, che vivono nelle zone più periferiche, non hanno la possibilità di accedere ai posti di lavoro per carenza di servizi o di possibilità di spostamento. Ritengo allora che valga la pena di continuare ad operare con l'occhio attento alle esigenze di questa fetta di popolazione.