Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 367 du 28 janvier 2004 - Resoconto

OGGETTO N. 367/XII - Destinazione dell'ex Casa Gagliardi. (Interpellanza)

Interpellanza

Venuti a conoscenza dagli organi di informazione che l'ex casa Gagliardi sarà destinata ad ospitare 30 mini alloggi per anziani, i cui nominativi saranno attinti dalla nuova graduatoria di edilizia residenziale pubblica del Comune di Aosta;

Tenuto conto del fatto che l'ex Casa Gagliardi essendo stata utilizzata finora come residence ha unità abitative di dimensioni inferiori a quelle previste dai parametri minimi indicati dalla normativa relativa all'edilizia abitativa;

Considerato che la vigente normativa in materia di assegnazione di alloggi ERP prevede standard minimi non inferiori a 28 metri quadrati per una sola persona e 40 m. per due persone (e via dicendo);

Sottolineato inoltre che i criteri di assegnazione degli alloggi ERP, previsti dalla normativa in vigore, non prevedono una unica riserva a favore degli anziani ma più categorie (ad esempio giovani coppie, singoli con figli a carico, sfrattati, portatori di handicap…);

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1. quali sono le motivazioni che hanno comportato una modifica delle determinazioni a suo tempo assunte dalla precedente amministrazione regionale e dall'ARER in merito alla destinazione dell'ex casa Gagliardi e se quindi tali affermazioni, pubblicate sugli organi di informazione, sono la diretta conseguenza di nuovi indirizzi impartiti all'Azienda regionale o se siano solamente una proposta, ancora da discutere e valutare;

2. quali sono infine gli intendimenti in merito.

F.to: Salzone - Lanièce - La Torre - Lavoyer - Viérin Marco - Stacchetti - Comé

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (SA) - Assessore, dico subito che avrei preferito non predisporre questa interpellanza perché credevo di poter arrivare a parlare di questi argomenti nelle sedi opportune, prima in commissione e, poi, eventualmente in Consiglio, in quanto ci sono tutta una serie di problemi legati alla casa, che forse vanno affrontati con più tempo. Certamente non è un'interpellanza che ci darà la possibilità di spiegarci nei particolari. Dopo una serie di conferenze stampa su argomenti che non mi trovano d'accordo, mi sento in dovere di porle almeno alcune questioni.

La vicenda è legata al discorso dell'ex "Casa Gagliardi", che era stata acquistata in accordo con l'Amministrazione regionale, la scorsa legislatura dal Consiglio di amministrazione dell'ARER che aveva votato all'unanimità una procedura di acquisizione che consentiva all'azienda, nel suo nuovo ruolo, di avere più competenze, così come erano state auspicate con l'Assessore precedente, e che le consentiva di svolgere tutta una serie di nuove funzioni. Attualmente l'ARER vive in una struttura non adeguata, è piena di barriere architettoniche, (un handicappato non può recarsi presso gli uffici), c'è tutta una serie di problemi legati al personale che è troppo concentrato e questo era stato uno dei motivi per cui, con molta serenità, si era cercata una soluzione diversa.

Avevamo cercato una serie di soluzioni, che però avevano un costo molto alto; poi, l'occasione di un'asta pubblica, alla quale peraltro poteva partecipare anche il Comune di Aosta, il quale se avesse voluto affrontare il problema, (che sarà successivamente spiegato, quello dei 30 mini alloggi per anziani), avremmo potuto evitare quello che sembra uno scontro, che scontro non è. Pensi un po' se sono contrario a reperire 30 alloggi per anziani! Chi mi conosce, sa che porto avanti tale battaglia da sempre, non è questa la questione! Mi pare però che vi sia un poco di confusione. Ho quasi la sensazione che la cosa le sia "passata sopra la testa" Assessore. Noi non abbiamo discusso con Lei se è cambiata la programmazione messa in atto con la vecchia amministrazione, perché questo vuol dire interrompere un programma che non è legato solo all'aspetto di "Casa Gagliardi", ma ci sono tutta una serie di interventi che avevano una linearità ed una copertura economica che consentiva di procedere per gradi.

Detto questo, si vogliono fare 30 alloggi per anziani? Non mi opporrò mai ad una cosa del genere, ma, come le dicevo prima, avrei voluto discuterlo magari in sede di Consulta o di commissione competente, per poi arrivare, qui, con maggiore serenità. Voi davvero pensate di poter assegnare 30 mini alloggi di una metratura che è intorno ai 20 metri a persone anziane. Guardi, nei 20 anni di mia esperienza, le assicuro che quando assegnavamo alloggi da 40 metri già erano dei drammi: gli anziani hanno la loro vecchia mobilia, hanno i loro vecchi ricordi, devono forse buttare via tutto per andare a vivere in 20 metri? Lei sa che 20 metri sono meno del mio ufficio o del suo ufficio?

In una regione come la nostra, affrontare argomenti di questo tipo…, lo trovo deprimente! Trenta mini alloggi da 20 metri… sono andato a vederli, so come sono, qualcuno è sui 22-23… quando la legge regionale ha fissato dei parametri minimo 28 metri per una persona, 40 metri per due persone, 60 metri per tre persone eccetera….! Nella sua replica Lei poi mi dirà che vi sono gli argomenti per poter dire che dal punto di vista legale si può anche superare tale problematica, ma la questione è anche morale! Sono pronto a scommettere, che di quei 30 mini alloggi non ne assegneranno neanche uno! Allora lei mi dica, Assessore, che rinunciamo a 15 alloggi ma ne facciamo almeno 15 decenti: in quel caso, sarò d'accordo!

Le dico qualcosa di più: dalle chiacchiere, mi pare di aver capito che c'è confusione, qualcuno parla di una Casa famiglia; qualora fosse una casa famiglia, è tutto un altro discorso, non c'entra niente, non si può andare a prendere dalle graduatorie! Nelle graduatorie non ci sono solo gli anziani, ma ci sono 5 categorie, fra cui, oltre agli handicappati, gli sfrattati, la generalità, ci sono le giovani coppie. In graduatoria abbiamo 62 anziani (la legge, tra l'altro, prevede l'anziano a 60 anni e bisognerebbe anche modificarla), ci sono 67 domande in graduatoria utile di "single" con figli a carico, e questa, secondo me, in questo momento è la categoria più debole: sono le separate che hanno redditi molto bassi, che devono mantenere i figli, hanno bisogno di assistenza.

Se si va a pescare nella graduatoria con le diverse categorie, non è che lei può prendere 10 anziani e non prendere il singolo con figlio a carico; le regole sono che si debba prenderne uno per categoria, poi torna indietro e di nuovo uno, uno, uno, a meno che non si decida di fare un bando a parte, in cui si dice che è rivolto solo agli anziani! Mi va bene, sono tutte scelte che… se Lei vuole fare, le faccia, ma volevo almeno discuterle in un consesso adeguato con un minimo di dibattito, perché potrei entrare nei particolari e dirle che c'è gente in graduatoria da parecchio tempo e che da parecchio tempo aspetta una casa! Le ripeto, sugli anziani stendo un velo pietoso, se davvero l'indirizzo è quello!

Sono convinto che Lei non ha avuto modo di discutere con serenità quanto da noi affrontato, perché, come ci aveva promesso, Lei doveva fare la convocazione della Consulta… è da 4 anni che tutti l'aspettiamo! Nella Consulta vi sono tutti gli operatori del settore; avrei voluto parlare con l'Assessore alla sanità, con gli assistenti sociali, con gli operatori degli anziani, per fare un discorso armonico e complessivo sul problema della casa.

Se semplicemente si danno alla stampa notizie di questo tipo: "30 mini alloggi", poi leggo: "182 alloggi al quartiere Dora" - arriveremo anche su quello, aspettiamo che ci siano da parte del Comune i terreni liberi perché ancora non sono stati tutti espropriati - … sento finalmente il sindaco Grimod che dice: "Il nostro compito di amministratori è di assicurare a tutti i cittadini una casa e su questo punto stiamo facendo notevoli sforzi", sono felice, dopo tanti anni, di sentire il sindaco Grimod dire pubblicamente queste cose, perché quando le dicevo io, sembrava che fossi un destabilizzatore di non so cosa!

Se si va in questa direzione, sono felice; l'importante è che le scelte vengano fatte ascoltando tutti gli operatori del settore, poi decidiamo insieme. Non possiamo "giocare sulla pelle" degli anziani, perché mi immagino ancora marito e moglie, a 80 anni, che vanno a vivere in 20 metri, mettiamo 25, massimo sono 28, in quel posto! Mi dica lei se questo è possibile!

Président - La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Cerise.

Cerise (UV) - Solo un piccolo inciso: sono 3 mesi che sollecito alcune associazioni a determinare il loro rappresentante in seno alla Consulta: se queste, anziché nominarlo, litigano, non so cosa fare! Adesso ho dato loro un ultimatum, perché se non mi danno una certa risposta, decideremo noi! Questo è il motivo per il quale la Consulta non ha ancora potuto operare, c'è tanto di corrispondenza in merito. È la seconda volta che all'ordine del giorno del Consiglio regionale è iscritta un'interpellanza concernente la destinazione dell'edificio denominato "Casa Gagliardi" di proprietà dell'ARER, le richieste di spiegazione nascono da valutazioni completamente contraddittorie fra loro.

Nella seduta del 6 novembre 2002 i Consiglieri Beneforti e Squarzino chiedevano se fosse opportuno utilizzare l'immobile come nuova sede dell'ARER, piuttosto che come struttura in grado di ospitare soggetti in emergenza abitativa. Oggi i Consiglieri della "Stella Alpina" chiedono di conoscere le motivazioni che hanno indotto l'ARER a rinunciare alla nuova sede, ipotizzando di destinare i mini alloggi che costituiscono il fabbricato ad anziani che vivono soli. Come già fatto allora dall'Assessore precedente - che, nemmeno lui, aveva questo grosso tavolo di concertazione, la Consulta non era mai stata riunita, per esempio - devo, qui, ripercorrere la stessa strada, affermando che l'ARER, in quel caso come in questo, ha utilizzato finanziamenti proprio per acquisire tramite asta pubblica l'immobile in questione e la stessa cosa farà per convertire, per perfezionare la destinazione nuova. Nulla vieta d'altra parte all'azienda, nella sua autonomia imprenditoriale, di destinare le proprie risorse di cui già dispone o che intende reperire nel mercato del credito, per dare corso alle sue scelte operative.

Vi sono 2 elementi di continuità che oggi, come in passato, guidano e sostengono la posizione dell'Amministrazione regionale e sono: il rispetto della scelta di utilizzare i fondi regionali e quelli residui dello Stato per finanziare gli interventi tesi a dare risposta al fabbisogno abitativo, in modo coerente con la politica della Regione in materia; il riconoscimento all'ARER della propria autonomia imprenditoriale per quanto concerne l'utilizzo di risorse di sua competenza.

Il problema di fondo è quello di conoscere le motivazioni che hanno indotto il Consiglio di amministrazione dell'azienda ad operare questo cambiamento, che è di 180 gradi. I fattori che hanno guidato la nuova scelta sono stati essenzialmente 3: il convincimento che la situazione di disagio economico di componenti della società impone scelte difficili di priorità e utilizzo oculato delle risorse disponibili; la conoscenza del nuovo spaccato sociale, che peraltro la ricerca commissionata all'ARER dal Comune di Aosta, in occasione del recente bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha portato alla luce; la constatazione che si sono realizzati alloggi non assegnabili alla fascia più debole di coloro che richiedono una casa popolare, ossia gli anziani.

A questo riguardo basti pensare che nessuno dei 24 alloggi di Via Chambéry, appena ultimati, la cui superficie è stata prevista per nuclei familiari costituiti da 3-4 persone, potrà essere messo a disposizione per coloro che nella graduatoria appartengono alla categoria anziani, quindi qui ci potrebbero essere delle compensazioni. Questo non perché non ci sono anziani con punteggio adeguato, ma perché si è scoperto che tale categoria è costituita da persone che vivono sole o, al massimo, in coppia.

Voglio richiamare l'attenzione del Consiglio su tale aspetto in modo più approfondito. Dall'esame delle graduatorie si è rilevato che nella categoria anziani (fra quelli che hanno fatto la domanda per alloggi) sono presenti 62 nuclei familiari di aventi diritto, pari al 15,4% degli ammessi; le donne rappresentano la componente principale (61%). Dei 62 nuclei di anziani inseriti nella graduatoria, 44 vivono soli e 18 in coppia. Il numero di anziani soli rappresenta il 37% delle domande in graduatoria dei nuclei formati da un unico componente. L'82% degli anziani soli è donna; quasi la metà degli anziani ha più di 70 anni; dei 44 anziani soli 12 hanno un reddito inferiore al 50% del limite previsto per l'accesso, 10 sono invalidi, 2 vivono in alloggio in proprio, 13 hanno avuto un provvedimento di sfratto. Delle 18 coppie di anziani, una ha un reddito inferiore al 50% del limite previsto per l'accesso, 6 hanno un invalido nel nucleo, 2 vivono in un alloggio in proprio, 6 hanno avuto un provvedimento di sfratto. Questa è una situazione piuttosto seria in un paese civile, che gode di un certo benessere economico!

In presenza di questi elementi, che confermano la sussistenza di condizioni di disagio abitativo ed economico, l'ARER, con la partecipazione dell'Amministrazione regionale - perché i nostri rappresentanti sono presenti nel Consiglio di amministrazione, la cosa non è avvenuta di nascosto - ha ritenuto opportuno confrontarsi con il Comune di Aosta in ordine all'eventualità di ripristinare gli alloggi situati nell'immobile destinato inizialmente a nuova sede, per metterli a disposizione di nuclei di anziani collocati nella graduatoria ER. Questa ipotesi di lavoro, se perfezionata, consentirà nel breve periodo di dare una risposta oggettiva ad un disagio reale e, su questa base, l'Amministrazione regionale ha confermato di poter condividere la proposta formulata dall'ARER. Gli amministratori comunali, dal canto loro, hanno accolto e apprezzato la proposta, giudicandola concretamente mirata alla soluzione dei problemi - o di alcuni problemi - alloggiativi di una categoria sociale particolarmente debole. L'ARER si è quindi attivata al fine di verificare la fattibilità dell'operazione interessante anche alcuni alloggi di superficie inferiore al minimo stabilito dal D.M. 1975 e allo standard di adeguatezza di cui all'articolo 2 legge regionale n. 39/1995.

Per quanto concerne l'aspetto tecnico, il dirigente dell'area n. 7, sez. edilizia, al Comune di Aosta, con nota n. 91 del 27 ottobre 2003, ha comunicato che, qualora gli interventi sull'immobile siano di sola manutenzione o sistemazione impiantistica, si possa prescindere dal rispetto di quanto disposto dal D.M. 57/1975 in merito alle dimensioni minime, rispettivamente di 28 e 38 metri quadrati degli alloggi monostanza per una o due persone.

Dal punto di vista giuridico, nel parere datato 6 novembre 2003 l'esperto così conclude: "Svolta l'analisi di cui sopra, sembra, a chi scrive, che alle problematiche poste non possa che essere data l'univoca risposta di ritenere non vincolanti per l'ente assegnante le disposizioni riguardanti il cosiddetto "alloggio adeguato", di cui alla legge regionale n. 39/1995, perché le stesse devono intendersi, per le ragioni sopra esposte, riferite solo alla verifica dei requisiti in capo agli assegnatari e tese, in seconda battuta, a razionalizzare le assegnazioni, evitando sprechi di spazi abitabili ed assegnabili a detrimento del principio del soddisfacimento del maggior numero di nuclei familiari aventi diritto".

Circa le riserve avanzate in ordine alla superficie degli alloggi, si richiama come confermata la legittimità dell'assegnazione a persone sole degli alloggi aventi superfici inferiori allo standard minimo, presenti nel patrimonio immobiliare ERP più vetusto di proprietà sia dell'ARER, sia del Comune di Aosta.

Lo scorso 15 gennaio, fra il sindaco, il vicesindaco e gli assessori alla casa, all'urbanistica e alle politiche sociali del Comune di Aosta, la presidenza dell'ARER, i dirigenti tecnici dei 2 enti, si è tenuto un tavolo di concertazione sull'ipotesi di utilizzare l'immobile per locarlo a nuclei di anziani collocati nella graduatoria ER. In tale occasione è stata ancora una volta ribadita la volontà delle parti di procedere in questa direzione, dando mandato ai tecnici di attivare tempestivamente le procedure necessarie per avviare l'intervento.

È stata accolta la proposta di realizzare una iniziativa - e qui forse nasce quell'equivoco della "Casa famiglia", che non è proprio così - peraltro già adottata da alcuni altri Comuni, consistente nel destinare l'intero fabbricato alla categoria anziani, riservando un alloggio al piano rialzato ad uso di portineria, al fine di erogare, previa convenzione con 2 enti, una serie di servizi a supporto degli inquilini - sorveglianza, pronto intervento, spesa, attività socioassistenziali -, atti a compensare unitamente all'utilizzo di un'ampia area a verde (che è quella intorno alla casa) all'esterno del fabbricato e di spazi comuni nel seminterrato, l'eventuale minimo disagio legato alle dimensioni ridotte di alcuni alloggi.

Riguardo all'ultimo punto dell'interpellanza, occorre evidenziare che la vigente normativa non esclude di destinare alloggi ad una categoria sociale debole come quella degli anziani, né di definire i propri destinatari di un intervento DR, tant'è che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con il decreto denominato "alloggi in affitto per gli anziani 2000", ha promosso un programma di edilizia residenziale, per la realizzazione di alloggi collegati ad adeguati supporti socioassistenziali, da concedere in locazione ad utenti anziani individuati dai Comuni sulla base del possesso dei requisiti per l'assegnazione di alloggi ER.

Sappiamo che l'ARER ha aderito a questo programma e già nella scorsa legislatura ha inoltrato la domanda di partecipazione per realizzare i 19 alloggi da destinare ad anziani nel Comune di Verrès, dando in tal modo attuazione alla propria finalità istituzionale di svolgere funzioni tese a soddisfare il fabbisogno di edilizia residenziale pubblica, stabilito dall'articolo 3 della legge istitutiva, in conformità agli indirizzi dettati dall'Amministrazione regionale. In conclusione, l'intendimento della Regione è quello di assecondare questa scelta, verificata la fattibilità e la congruità della stessa.

Mi permetto poi di fare notare una cosa. Noi ci siamo visti in III Commissione, dove su vostra sollecitazione vi avevo proposto il percorso che il Governo regionale intendeva fare per dare una risposta, quindi quello di verificare l'esistenza dei bisogni, focalizzare bene questi bisogni in maniera da mirare le risposte. Qui andiamo parzialmente in quella direzione: quel percorso rimane del tutto valido, io sono sempre disposto a venire in commissione, anzi proprio in quel documento che la Giunta ha riapprofondito nell'ultima seduta di Giunta, che vi farò pervenire in III Commissione, e che deve costituire una base per verificare cosa si sta realizzando e cosa si vuole ottenere in definitiva, ebbene, in quel documento credo sia molto importante non solo quel tavolo di concertazione, di rilevamento dei bisogni, la Consulta, l'Osservatorio, i nuovi soggetti, la Commissione per la povertà, la Consulta femminile, che possono tutti dare un contributo alla conoscenza dei problemi, ma abbiamo proprio messo come un elemento qualificante quello di avere un confronto costante almeno con la III Commissione, come filtro per il Consiglio regionale, e poi con gli enti locali per cercare di dare una risposta a questa problematica.

Président - La parole au Conseiller Salzone.

Salzone (SA) - Ringrazio anche per lo sforzo che ha fatto dicendomi che lei è aperto al dialogo, rispetto a questa serie di problematiche. Non so da dove cominciare; avrei da risponderle su tante cose perché ne abbiamo citate anche tante.

Faccio una premessa, lo dichiaro in modo molto esplicito: sono assolutamente d'accordo che si costruiscano case per anziani; l'unica cosa che ribadisco in modo perentorio è: non sognatevi di fare alloggi da 20 metri perché fareste una cosa obbrobriosa! Lei è stato precisissimo perché i dati li avevo anch'io sugli anziani; girando il foglietto però ci sono i "single" con figli a carico che ho citato prima: 34, sono di 2 persone, madre e figlio; 18, madre con 2 figli; 9, madre con 3 figli, e via dicendo. Credo, poi che valga la pena capirci su quello che è il ruolo dell'ARER!

Spero che sia l'ultima volta che debba parlare di questo, ma ho la mia visione, me lo consentirà; quando abbiamo trasformato lo "IACP" in ARER, abbiamo inteso un'azienda con caratteristiche di tipo imprenditoriale (quello che metteva in risalto lei), e che, rispetto al vecchio Istituto autonomo case popolari, (che dipendeva dal Ministero dei lavori pubblici -tant'è che il Presidente della Giunta nominava solo il Presidente e il Vicepresidente) deve avere funzioni diverse!

A seguito della trasformazione, leggo dall'articolo 3 della legge, "l'azienda svolge funzioni tese a soddisfare il fabbisogno di edilizia residenziale pubblica nel quadro della programmazione regionale". Articolo 8, "Compiti del Consiglio di Amministrazione": "il Consiglio di Amministrazione, nell'ambito degli indirizzi definiti dalla Regione con propria deliberazione, stabilisce le linee dell'azienda. Il Presidente è il garante nel rispetto degli interessi definiti dalla Regione". Questo per dire cosa? Io, che ho vissuto questa trasformazione sulla mia pelle, prima mi comportavo in una certa maniera, ma quando c'è stata la trasformazione non mi sono mai sognato di prendere un'iniziativa senza discuterla con l'Assessore e con il Presidente della Giunta, perché questo è l'ARER!

L'ARER è un ente strumentale della Regione al servizio dei Comuni, è il braccio operativo, e quando abbiamo trasformato l'ente IACP in Azienda ci si è posti il problema logistico dell'azienda. Perché abbiamo individuato "Casa Gagliardi"? Perché "Casa Gagliardi" dal punto di vista della posizione rappresenta ad Aosta il "trait d'union" fra tutto il patrimonio pubblico ex case popolari e il Quartiere "Cogne", perché nella filosofia dell'Amministrazione regionale e dell'azienda e con l'allora Assessore comunale Piovano dei DS abbiamo dato questo indirizzo, nell'interesse generale di fare un'azienda regionale che gestisse tutto il patrimonio abitativo pubblico. Mi pareva che questo fosse anche uno degli argomenti di cui con il Consigliere Borre abbiamo parlato sovente. Questo è l'obbiettivo che abbiamo tutti in testa, poi ci sono stati degli intoppi che esulano da un discorso di interesse generale.

Che senso ha avere un'azienda con determinate funzioni e svolgere le stesse funzioni con un'altra…? Ho la sensazione che l'azienda se non la consideriamo davvero un braccio operativo, di carattere regionale - a contatto con tutti i Comuni della Valle - diventa un'altra APS e noi non abbiamo bisogno di un altra APS! Semmai abbiamo bisogno del contrario, abbiamo bisogno di un'azienda che gestisca tutto il patrimonio pubblico. Pensi, Assessore, che abbiamo 2 enti regolamentati dalla stessa legge ed hanno 2 regolamenti di condominio sostanzialmente diversi: è un assurdo! In questo momento non si può neanche fare una mobilità tra i due enti, perché ci sono regole diverse.

Le aggiungo un argomento, di cui Lei spero ne faccia tesoro. Non mi sarei mai sognato di comprare un fabbricato per regalarlo al Comune di Aosta o a qualunque altro Comune. Se l'Azienda ha caratteristiche imprenditoriali, non ha compiti di carattere assistenziale; li ha quando gli sono demandati dai Comuni o dalla Regione. Questa operazione costerà circa 3 milioni di euro, che verranno a mancare nel bilancio dell'ARER prima o poi, oppure dovrà rinunciare a qualche intervento, perché so bene qual è la programmazione nei prossimi anni! Allora, chi li tira fuori questi soldi? Prima o poi bisognerà "battere cassa", per forza, altrimenti come fanno a vivere? A questo starei molto attento.

Certo che Grimod è felice, ci mancherebbe! Ha trovato un'Azienda che gli regala un servizio, gli risolve un problema di carattere sociale, non vorrei essere frainteso, tutti vogliamo risolvere questi problemi, ma le funzioni sono diverse. Il Comune ha dei compiti, l'Azienda è il braccio operativo, che tra l'altro finora ha portato utili a questa Regione, senza mai chiedere un finanziamento ordinario.

Stiamo attenti a queste cose; poi io rispetto tutte le scelte e qui non vorrei che il mio intervento fosse interpretato male, cioè come se fossi arrabbiato perché si sono cambiate le carte in tavola non è questo, deve credermi, ritengo che la finalità sia più che legittima, ho l'impressione però che ci sia troppa confusione. Anche sul ruolo dell'ARER bisognerà parlarne, prima che sia troppo tardi. Abbiamo parlato della Centrale del latte, oggi… non vorrei che facessimo la stessa fine, per essere chiari!

Se poi si vogliono fare scelte diverse, cioè se questa Regione decide di non aver più bisogno di tale strumento perché magari c'è un'APS, allora è un'altra cosa; ma starei molto attento anche a questo perché l'azienda in tutti questi anni ha dato grandi risultati, Lei lo aveva anche riconosciuto. Vi sono alcuni temi nel campo del sociale, che vanno assolutamente affrontati con serenità, stando attenti a non cadere nella strumentalizzazione eventuale di mettere in piazza una guerra fra poveri. Non voglio fare la battaglia fra gli anziani e le giovani coppie, ma ci vuole una procedura armonica per tale problematica, non si può lasciare indietro uno rispetto all'altro!

Ribadisco, sempre con spirito costruttivo, l'indispensabilità di mettere in funzione quegli organismi che le ho citato. Prendo atto che Lei ha preso l'iniziativa, che non ha ancora avuto le risposte, ma faccia un'azione di forza: chi c'è, c'è; chi non c'è, sta a casa! Avrei piacere di venire a discutere e mettere sul piatto della bilancia tutta una serie di problemi che dovrebbero poi andare in commissione. Insomma le procedure sono queste: si prendono delle iniziative all'interno della commissione competente dopo aver sentito tutti gli operatori del settore.

Se non procediamo in modo organico, finiamo con fare degli sbagli irreparabili. Questo sarà uno sbaglio, Assessore, vedrà, perché se si procederà su questa strada, faremo un grande sbaglio, sia sotto il profilo economico, che sotto il profilo sociale!

Président - La parole au Conseiller Borre, pour motion d'ordre.

Borre (UV) - Senz'altro non per parlare della casa, ma per chiedere una sospensione per una riunione di maggioranza di 20 minuti…

(alcuni Consiglieri di opposizione commentano, fuori microfono)

… possiamo motivarla, perché non c'è niente di nascosto: abbiamo 2 ordini del giorno per quanto riguarda la "riforma Moratti"; vorremmo discuterne in maggioranza prima di affrontare, qui, la discussione.

Presidente - La richiesta viene formulata dopo la discussione del punto 24? Allora facciamo ancora il punto 24 all'ordine del giorno, dopodiché il Consiglio verrà sospeso per 20 minuti.