Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 137 du 15 octobre 2003 - Resoconto

OGGETTO N. 137/XII - Situazione dell'inflazione in Valle d'Aosta. (Interpellanza)

Interpellanza

Preso atto che in Italia, a differenza che nel resto d'Europa, l'inflazione si mantiene su livelli particolarmente alti, che sfiorano ufficialmente il 3% su base annua;

Osservato peraltro che, il sistema di rilevazione dei prezzi, affidato all'ISTAT, è spesso (e non a torto) oggetto di proteste e di perplessità, atteso che appare di tutta evidenza che l'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità (ad esempio gli alimentari) è superiore al tasso rilevato dall'Istituto Nazionale di Statistica;

Considerato che, secondo alcuni studi, a causa del fenomeno inflativo non adeguatamente "recuperato" dagli aumenti salariali, il potere di acquisto di salari e di stipendi, in termini reali, sarebbe addirittura sceso, negli ultimi anni, di circa il 10%;

Ritenuto che tale stato di cose non possa che creare, anche nella nostra Regione, ulteriori disagi economici ai ceti meno abbienti, erodendo l'effettivo potere di acquisto delle famiglie;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) se secondo i dati ISTAT l'inflazione in Valle d'Aosta è superiore o inferiore alla media italiana:

2) se sussistono dei sistemi alternativi di rilevazione e di monitoraggio dei prezzi nella nostra Regione e se intende attivarli;

3) quale attività ha svolto ed intende svolgere la Giunta per prevenire, controllare e arginare il "caro-prezzi" in Valle d'Aosta.

F.to: Curtaz - Riccarand

Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Voglio fare una premessa di carattere metodologico. L'Assessore Caveri, lo scorso Consiglio, rispondendo a un'iniziativa dei colleghi del gruppo della "Casa delle Libertà", in realtà ha già parzialmente affrontato questo problema. Avevo già predisposto questa interpellanza, quindi mi sono posto il problema - anche per correttezza istituzionale, perché non è che si presenta ogni volta la stessa identica interpellanza, magari pensando di copiare ad un altro gruppo - se era il caso di mantenerla oppure no. Ho deciso di mantenerla perché, intanto, il collega Caveri ha risposto incidentalmente ai colleghi della "Casa delle Libertà" in materia di inflazione, occupandosi l'interpellanza in realtà di temi connessi, ma non propriamente in tema, quindi questo giustificava il deposito dell'interpellanza, poi perché ho ritenuto che il tenore della nostra iniziativa fosse più ampio e desse la possibilità anche all'opinione pubblica di capire qual è la realtà inflativa in questa Regione.

Siamo sommersi quasi quotidianamente di dati riferiti sempre all'ambito nazionale, a volte confrontati con ambiti europei o di altre nazioni, eccetera; abbiamo dati delle cosiddette "città campione", però abbiamo difficoltà a trovare dei dati omogenei e attendibili che riguardino la nostra Regione. Dicevo, dati attendibili: è una delle questioni che pongo con questa interpellanza, perché l'impressione che abbiamo un po' tutti, basta andare qualche volta a fare la spesa in qualche supermercato, è che - come dicono le associazioni dei consumatori - i dati dell'inflazione reale siano diversi dai dati dell'inflazione che vengono pubblicati dall'ISTAT. Non ho né competenza, né capacità particolare per dire che i dati dell'ISTAT siano falsi, però un qualsiasi consumatore? e vedo che via via anche l'ISTAT sta rettificando le cose dicendo che vi è adesso l'inflazione percepita, oppure proprio ieri sentivo alla radio di discriminazioni all'interno del paniere, nel senso di dare dei dati diversi a seconda della tipologia del bene in paniere, ammettendo quindi che vi sono delle differenze anche molto significative, per esempio fra l'inflazione per i generi alimentari e quella per altri beni di carattere secondario rispetto all'uso e al consumo che se ne fa. In buona sostanza, a volte si ha l'impressione che se mettiamo nello stesso paniere i generi alimentari per cui vi è un'inflazione reale che è decisamente superiore a quella dichiarata generalmente con altre voci otteniamo un dato distorto. Per fare un esempio: il costo dei biglietti aerei che, vista la crisi delle compagnie, è calato nell'ultimo periodo. Viene di conseguenza fuori questo dato del 2,8 o 2,9 su base nazionale, che è sicuramente non meno solo di quello che è l'inflazione percepita dal consumatore, ma meno della realtà, perché basta andare al supermercato e vedere che le cose non stanno in questo modo. Da qui l'interpellanza, per capire quale sia l'inflazione stimata dall'ISTAT in Valle d'Aosta, "se sussistono dei sistemi alternativi di rilevazione e di monitoraggio dei prezzi nella nostra Regione e se intende attivarli" e "quale attività ha svolto ed intende svolgere la Giunta per prevenire, controllare e arginare il "caro-prezzi" in Valle d'Aosta".

Questo è uno di quei temi che vengono spesso accantonati, ma io credo che sia invece un tema da tenere ben presente perché, secondo studi attendibili, negli ultimi anni il potere reale di acquisto dei salari e degli stipendi è calato di circa il 10%, quindi si può immaginare questo quale incidenza abbia non solo per la vita delle famiglie, specialmente di quelle meno abbienti, ma anche per l'economia in generale visto che, diminuendo la capacità di spesa, diminuisce poi il "revenu" economico generale.

Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze, programmazione e partecipazioni regionali, Marguerettaz.

Marguerettaz (UV) - C'est moi qui vous réponds, car dans mon Assessorat il y a le bureau compétent en matière de statistique. "L'inflation est-elle supérieure ou inférieure par rapport à la moyenne italienne?" C'est votre question. Les dernières données ISTAT disponibles, relatives au mois d'août 2003, indiquent que, pour ce qui est des 20 chefs-lieux de région, l'augmentation tendancielle plus modeste de l'inflation a été observée dans la ville d'Aoste (+ 2,2%), de Florence et de Potence (+ 2,3%), contre une moyenne nationale de 2,8 sur la même période. La ville d'Aoste figure ainsi au dernier rang du classement des villes où l'inflation a progressé plus rapidement; en particulier, pour ce qui concerne notre Région, la hausse du taux d'inflation, par rapport au mois d'août de l'année dernière, a été de 2,1%, contre une moyenne nationale de 2,5%. Vous trouverez en annexe de la présente réponse un article paru sur le quotidien "La Stampa" du 9 octobre, selon lequel, d'après les données de l'ISTAT, l'inflation perçue par les consommateurs s'attesterait à 6% au niveau national, ce qui n'a pas manqué d'engendrer un conflit entre Confindustria et Confcommercio, qui se sont mutuellement déchargées de leurs responsabilités.

Pour la question "s'il existe des systèmes alternatifs de relevé et de suivi de l'évolution des prix dans notre Région", il n'existe pas dans notre Région des systèmes alternatifs de relevé et de suivi de l'évolution des prix à la consommation. Je tiens par ailleurs à souligner que le comité technique chargé du suivi des prix des biens et des services de consommation, créé le 4 juin dernier auprès du Ministère des activités productives, s'est fixé pour priorité la constitution d'une banque de données accessibles à tous les usagers et permettant aux consommateurs d'avoir des renseignements sur l'évolution des prix et aux administrations publiques de disposer d'un outil indispensable pour mieux connaître la réalité sur le territoire. Les administrations et les collectivités locales seront ainsi appelées à assumer un rôle majeur dans la diffusion et la divulgation de l'information sur le territoire. Le Ministre a en outre clairement indiqué que seront relevés les niveaux des prix des produits les plus significatifs pour le consommateur. Il est donc exclu de pouvoir recourir à des indices du coût de la vie autres que ceux utilisés par l'ISTAT. Le Ministre Marzano a en effet précisé que nul ne peut se remplacer à l'ISTAT dans le calcul du taux moyen d'inflation, que quelqu'un dans le passé y avait songé, mais que cela relève de la pure utopie.

Quant à la dernière question, la mise en place d'une banque de données régionale, chargée d'analyser l'évolution des prix et les produits de consommation des résidants et des touristes, a été envisagée dans le cadre du SIRECT aux termes du point c), 7e alinéa de l'article 8 de la loi régionale n° 6/2001, portant réforme de l'organisation touristique régionale, modifiant la loi régionale n° 12/1999, principes et directives en matière d'exercice des activités commerciales, et abrogeant certaines lois régionales.

Presidente - La parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (Arc-VA) - Ringrazio l'Assessore per i dati. In genere l'Assessore Marguerettaz si è caratterizzato in questi primi mesi per un'elencazione di dati molto ampia, non vorrei che si dicesse prima o poi che dà i numeri!

A parte gli scherzi, credo che, in base ai dati che lei mi ha dato, si possano fare alcune osservazioni. L'Assessore ha detto che, secondo l'ISTAT, nella città di Aosta - che poi non è tutta la Valle d'Aosta, ma un terzo della stessa - l'inflazione sarebbe un po' inferiore a quella del resto d'Italia. Ritengo che questo sia possibile, ciò però non contraddice il fatto che la Regione Valle d'Aosta e la città di Aosta siano fra i luoghi più cari d'Italia, perché probabilmente abbiamo un indice di inflazione più basso anche perché partivamo già da prezzi più elevati. È notorio il fatto che le regioni, soprattutto quelle di confine che hanno attività turistica, hanno prezzi mediamente maggiori rispetto ad altre città d'Italia; in base a questi dati, lo scarto nel livello dei prezzi si è un po' ridotto, ma ritengo che sia comunque evidente.

Lei, giustamente, ha fatto cenno ai problemi dell'inflazione percepita, però non è solo una questione di percezione, perché vi sono degli esempi evidenti. Mi ricordo una lettera che mi aveva molto colpito - vi sono alcuni quotidiani nazionali che pubblicano le lettere dei lettori, quelle più interessanti -: una Signora di Roma ha scoperto in Austria, dove era andata in ferie, delle pesche italiane con lo stesso bollino che trova sotto casa ad un certo prezzo, inferiore all'euro al chilogrammo (mi sembra 0,99). Questo fatto l'ha impressionata, perché sembra che queste pesche italiane a Vienna costassero molto poco. In effetti, al ritorno la signora va nel suo mercato rionale e queste pesche costano quasi il doppio: 1,80 o 1,90 euro. L'interessata concludeva ironicamente: "Ci toccherà andare a fare la spesa in Austria!". Questo per dire che sul fenomeno inflativo si sono dette tante cose, anche tante stupidaggini quando si legge che l'euro avrebbe aggravato la situazione. Questa è una cosa che non sta né in cielo, né in terra dal punto di vista economico-monetario! Semmai l'euro ha dato lo spunto a qualcuno per fare il furbo ed arrotondare i prezzi, ma non è l'euro in sé che ha avuto come conseguenza quella di provocare fenomeni inflativi! Questo è tanto vero che l'Italia oggi è fra le "maglie nere" in Europa in termini di inflazione e altri Stati, che pure hanno economie non molto floride, di questi tempi hanno tassi di inflazione più contenuti.

L'Assessore, al termine dell'intervento, mi ha detto una cosa che immaginavo, cioè non è possibile attivare dei sistemi di rilevazione alternativi all'ISTAT, che gode, forse a ragione, di una situazione di monopolio, anche perché vi è bisogno di un'attendibilità del dato. Se ci mettessimo tutti a calcolare i sistemi di inflazione, penso che avremmo dati contraddittori ed aggiungeremmo confusione a confusione. Tuttavia, quello che è possibile fare è: attività di monitoraggio, di informazione. Non mi ricordo se ho letto in qualche articolo di stampa, o se lo ha detto l'altra volta l'Assessore Caveri, che in alcune regioni, all'estero, gli alberghi espongono una scritta "Prezzi identici a quelli del 2001", per far capire all'utente che l'entrata in vigore dell'euro non ha minimamente cambiato il prezziario delle camere. Credo che la Regione possa fare molto a livello di informazione, anche a beneficio dei turisti, e penso che l'Assessore debba attivare l'organismo da lui citato nella risposta, previsto da una legge regionale, in modo che un buon controllo - come in altre materie - abbia un'efficacia dissuasiva nei confronti di chi in questa materia fa il furbo a scapito delle famiglie meno abbienti e dell'economia della nostra Regione in generale.