Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2859 du 20 novembre 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2859/XI Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Président Si l'Assesseur n'y voit pas d'inconvénients et les collègues sont d'accord, j'unifierais la discussion de la délibération n° 3333 avec la délibération suivante, il s'agit de l'objet n° 3337.

Oggetto n. 3333 in data 16 settembre 2002:Approvazione delle modalità per la concessione di contributi affitto a favore di studenti universitari valdostani iscritti a corsi universitari fuori dalla Regione ai sensi della L.R. n. 30/1989. Anno accademico 2002/2003.

Oggetto n. 3337 in data 16 settembre 2002: Approvazione delle modalità per la concessione di contributi affitto a favore di studenti iscritti, nell'anno accademico 2002/2003, all'università della Valle d'Aosta ovvero alla terza facoltà di ingegneria dell'informazione del Politecnico di Torino con sede ad Aosta, ai sensi della legge regionale n. 30/1989.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Pour présenter un amendement à la délibération n° 3333, il y a un chiffre qui est trompé, alors si vous permettez je l'illustre rapidement. A la dernière ligne de l'article 1er dans la pièce jointe, "Interventi finanziari nella spesa relativa all'alloggio a favore di studenti universitari valdostani iscritti a corsi universitari fuori dalla Regione", il est dit: "ovvero beneficiari di altri assegni o borse o premi di studio di importo pari o superiore a € 3.099,00", on doit lire: "pari a € 3.199,00".

Président La discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Rini.

Rini (UV) Sono convinto che, per quanto concerne il diritto allo studio, la nostra Regione ha già investito tanto, ma forse dovremmo cercare di spendere ancora qualcosa in più e soprattutto cercare di trovare il sistema per far sì che i nostri giovani laureati e diplomati - terminati gli studi - possano trovare occupazione in Valle. Ciò detto non posso che ritenere positiva la concessione di contributi affitto a favore di studenti universitari e, in particolare, per quelli valdostani. Quello che non posso assolutamente accettare è che in questo - come in altri ambiti - l'Amministrazione non tratti tutti i cittadini allo stesso modo.

Per accedere ai finanziamenti ed alle provvidenze previste, il cittadino non deve giustamente superare una certa soglia di reddito, e questo mi sembra giusto. Il problema è che se il richiedente è un lavoratore dipendente ha un abbattimento di reddito del 40 percento, mentre, se si tratta di un lavoratore autonomo, l'abbattimento non c'è. Ciò significa, per esempio, che se per accedere ad un contributo non si deve superare il reddito di 20.000.000, un lavoratore dipendente con un reddito annuo di 50.000.000 ne avrebbe diritto, mentre il lavoratore autonomo con un reddito di 30.000.000 e una lira lo perderebbe. Non riuscivo a capire il perché dell'applicazione di questa regola che tende ad agevolare una categoria rispetto ad altre. Pensavo si volesse incentivare la scolarità dei figli dei dipendenti ma, in realtà, sovente sono proprio i figli dei lavoratori autonomi che non continuano gli studi, perché devono aiutare nell'attività oppure devono riprenderla e portarla avanti nel caso in cui i genitori, per vari motivi, non ne siano più in grado. In commissione consiliare è stato detto che l'abbattimento per chi lavora in proprio è stato previsto perché potrebbe evadere le tasse e, quindi, di questo fatto bisogna tenere conto. È stato detto questo, sì! Si dà già quindi per scontato che tutti quelli che hanno un'attività in proprio evadono le tasse almeno per il 40 percento! Penso che ci possano essere evasori anche tra i lavoratori dipendenti, come ci possono essere degli onesti anche tra i lavoratori autonomi e, per non penalizzare gli uni ed agevolare gli altri, dovremmo trattare tutti allo stesso modo salvo controllare che non vi siano abusi. Mi si dirà che il controllo è difficile, allora o ci si fida di tutti o di nessuno!

Molti forse pensano - anche tra noi consiglieri - che i lavoratori autonomi siano solo quelli che posseggono dei grandi magazzini, degli studi grandiosi e delle attività molto redditizie. Se anche questi "grandi imprenditori", fra parentesi, evadessero il 40 percento come "tollerato" per legge, avrebbero comunque un reddito tale da non permettere l'accesso alle provvidenze previste. La gran parte dei lavoratori autonomi sovente guadagna meno dei propri dipendenti e continua l'attività nel rispetto dei padri dal quale l'hanno ereditata, o per passione e o per attaccamento alla terra dove sono nati! Non a caso - anzi, sempre più sovente - lavoratori autonomi lasciano l'attività per un lavoro dipendente! Penso ad alcune categorie, ai piccoli commercianti titolari di piccoli esercizi come bar, pizzerie, ristorantini e negozi che, nei nostri piccoli paesi di montagna, danno un servizio ed andrebbero addirittura aiutati per continuare nell'attività.

Penso ai piccoli studi professionali ed agli artigiani, insieme a tante altre attività che lascio a voi individuare; penso a tutti gli agricoltori, già soggetti - come sappiamo - ad ogni tipo di controllo e difficoltà. In sintesi, credo che dovremmo fare in modo che tutti i cittadini siano trattati con equità. Mi si dirà anche che altre regioni italiane si comportano come noi: non importa! Possiamo prendere esempio, se proprio è indispensabile farlo, da quelle che non applicano questo perverso meccanismo, e ce ne sono tante! Da una ricerca che prende in considerazione le regioni a statuto speciale, le Province autonome di Trento e Bolzano, oltre al Piemonte, l'Emilia Romagna e alla Calabria, per quanto riguarda gli interventi per il diritto allo studio, è emerso che solo la Provincia autonoma di Bolzano e la Valle d'Aosta applicano questa diversità di trattamento tra cittadini! Da rilevare, fra l'altro, che dalla ricerca risulta che Bolzano consideri con questo meccanismo un'evasione del 30 percento, mentre la Valle d'Aosta avrebbe il primato e arriva al 40 percento!

Per cui, per concludere, per quanto ho cercato di spiegare, come ho già fatto in commissione, anche in quest'aula mi asterrò dal votare questi provvedimenti, a meno che non vengano modificati nel senso che ho auspicato. Faccio ancora notare che non sempre nelle delibere di Giunta si può rilevare l'incongruenza che ho evidenziato, come non viene evidenziata in questi due atti, dove non si fa cenno alla legge n. 68/1993 che, al Titolo II, articolo 3, comma 3, dice fra l'altro: "Qualora alla formazione del reddito concorrano redditi da lavoro dipendente, questi sono calcolati nella misura del 60 percento", cioè l'abbattimento del 40 percento. Penso che pochi cittadini sappiano dell'esistenza di questo meccanismo e soprattutto di quelle che sono le motivazioni di base; per cui mi asterrò, come mi asterrò ogni volta che anche in altri provvedimenti riuscirò a capire - ed è difficile - che esistono diversità di trattamento fra cittadini!

Président La parole au Conseiller Ottoz.

Ottoz (UV) Abbiamo già avuto occasione, quanto meno io, di parlare di questo problema un paio di anni fa e non posso che condividere quasi tutto ciò che ha detto il Consigliere Rini, poiché tenere conto dell'evasione nel formulare determinati aspetti di giusti aiuti, in questo caso aiuti allo studio, equivale ad istituzionalizzare o ad accettare il fatto che l'evasione sia inevitabile, ma soprattutto che sia concentrata solo ed esclusivamente in alcune categorie. Vedo che il Consigliere Beneforti ride, mi dispiace ma…

(commento del Consigliere Beneforti, fuori microfono)

… intanto probabilmente è vero che alcune categorie hanno più occasioni, volendo, di evadere, ma con questi provvedimenti - ci riferiamo all'articolo di legge letto dal Consigliere Rini, cioè l'abbattimento del 40 percento del reddito dei redditi autonomi - non si tiene conto della differente e variegata situazione esistente in ordine alle provvidenze di questo tipo, aiuti allo studio dei figli, eccetera, in tutta una serie di contratti di lavoro. Potrei citare la Banca d'Italia o altri esempi.

I contratti di lavoro quindi, giustamente, nella contrattazione prevedono, laddove la capacità contrattuale è differenziata, differenziati - qualora presenti - aiuti dello stesso genere, ma che non vengono tenuti in conto in questi abbattimenti, cioè nell'applicare questi abbattimenti si applica una brutale differenziazione "on tranche" fra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. Non tutti i lavoratori autonomi sono uguali, lo ha detto il Consigliere Rini, basta partire da Via dei Tillier o da Piazza della Repubblica fino all'Arco di Augusto per vedere come è cambiata la struttura del commercio e quanti commercianti, "evasori" secondo questo concetto, hanno chiuso.

Ci sono in realtà oggi tre categorie: i dipendenti delle aziende private che non sono tutelati sotto questo aspetto, quelli di enti pubblici che sono molto ben tutelati, e infine i dipendenti privati, ci sono poi gli autonomi divisi anche loro in tante categorie. Il mondo del lavoro - è inutile che ce lo nascondiamo - è cambiato enormemente negli ultimi venti anni, con un'accelerazione negli ultimi cinque-dieci anni, quindi un'eccessiva semplificazione che faccia una separazione, con un 40 percento che è il furto legalizzato o che si presume fisiologico per tutti, appare eccessivamente semplice e abbastanza ingiusta.

Non sono contrario in linea di principio a meccanismi che graduino e che modulino gli aiuti non solo in funzione del reddito, ma del modo in cui può essersi formato questo reddito, purché ciò avvenga per tutte le categorie e dopo un approfondimento delle varie tipologie di aiuti e di soggetti che possono e debbono percepire e che è giusto che percepiscano questi aiuti. Siccome di questi elementi oggi non si tiene conto, il problema lo abbiamo sollevato alcune volte in commissione, ne abbiamo parlato in aula, come ho detto, nella speranza che questo sia utile per una riflessione sull'opportunità di adottare meccanismi più articolati ed approfonditi e in ultima analisi più equi. Mi asterrò su questo provvedimento.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Su questo argomento, più che ripetere quanto hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto, ripeterò quanto abbiamo detto per tutta la legislatura, abbiamo sostenuto fin dall'inizio della legislatura e vediamo con piacere da una parte che sta crescendo la consapevolezza di quanti ritengono questo meccanismo non più praticabile, ma vediamo con dispiacere dall'altra parte come questo meccanismo continui ad essere reiterato e sostenuto dall'Assessore Pastoret. La legislatura volge al termine, perciò non avremo il piacere di vedere crescere ulteriormente la schiera dei colleghi che prendono coscienza di un atto amministrativo, Assessore, che riteniamo immorale, immorale perché la presunzione di criminalità nei confronti dei lavoratori autonomi è una presunzione che non può provenire da un'amministrazione pubblica e devo dire anche che è una presunzione parziale, che non vuol vedere per intero quello che è il problema del sommerso in Italia. Sappiamo benissimo che, se è vero che ci può essere una maggiore facilità, forse, all'evasione del lavoro autonomo - ma questo è un dato statistico che dovrebbe essere analizzato singolarmente -, è altrettanto vero che nel lavoro dipendente, e soprattutto nel lavoro dipendente del comparto pubblico - intendendo ovviamente non solo l'Amministrazione regionale, ma tutto il parastato -, c'è un'altra piaga evasiva ed è quella del secondo o del doppio lavoro totalmente in nero.

Se volessimo fare una valutazione complessiva, perciò non potremmo non sottrarci a questo tipo di disamina, tant'è che l'Assessore Ferraris sa la quantità di segnalazioni che pervengono ai suoi uffici relativamente ad artigiani abusivi, che, senza aver titolo, abilitazione e copertura assicurativa, svolgono attività artigianale sottraendo lavoro a chi invece lo fa alla luce del sole. Questo dimostra anche la parzialità e la superficialità del ragionamento, che sta alla base di questa impostazione, comunque sia un'impostazione ideologica che va a connotare una pregiudiziale da parte di questa Amministrazione nei confronti del lavoro autonomo ed è una pregiudiziale che è in linea con quello che è l'intervento e la presenza massiccia dell'amministrazione pubblica nel mercato del lavoro, è l'equazione conclusiva di questa presenza invasiva in tutti i settori dell'amministrazione pubblica…

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

… non so a cosa si riferisca, poi lo potrà specificare meglio il Presidente, sicuramente la concezione nostra è quella di ritirare il pubblico dal privato, la concezione della Regione Valle d'Aosta mi sembra che sia completamente opposta. Vede, Presidente, se il suo riferimento è fatto alla Patrimonio S.p.A. piuttosto che Infrastrutture…

(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

… ah, New Deal, perché se il riferimento era questo, sono società che si autofinanziano, non sono società come le nostre regionali, cioè c'è una leggera differenza fra la Casino S.p.A., fra l'IN.VA. e tutto quell'elenco di società che ben conosciamo.

L'altro dato, Assessore, che comunque è negativo, è che non avete avuto l'esigenza di aggiornare le fasce di reddito e gli importi degli assegni. Sono ormai parecchi anni che questi importi vengono annualmente riproposti in delibera quando è evidente che c'è un'inflazione che va ad erodere il potere di acquisto dei salari, perciò sarebbe stato opportuno che se ne tenesse conto nel momento in cui veniva riproposta questa delibera. Questa delibera invece è stata riproposta nella sua sostanziale fotocopia e noi, nella nostra sostanziale convinzione che il meccanismo sia sbagliato nella forma e nel merito, non possiamo che ribadire, come abbiamo fatto nei quattro anni precedenti, il nostro giudizio negativo nel merito, ma di astensione dal voto, perché sono risorse che cercano in una qualche maniera, seppure parziale, di tutelare il diritto allo studio. Ribadiamo di conseguenza il nostro voto di astensione.

Si dà atto che dalle ore 13,02 presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI) Condivido completamente le osservazioni formulate dal Consigliere Frassy in merito alle sperequazioni create da queste delibere; sperequazioni che coinvolgono figli di categorie di lavoratori e che sono assolutamente ingiustificate.

Volevo però portare all'attenzione dell'Assessore la delibera n. 3337 che prevede, rimanendo in tema di diritto allo studio e di risorse a favore degli studenti, dei fondi per studenti non residenti nella Regione e che frequentano i corsi universitari attivati dall'Università della Valle d'Aosta. È un'iniziativa meritevole, però ci piacerebbe sapere se analoghi trattamenti sono riservati anche gli studenti valdostani che studiano "all'estero", cioè in altre regioni: in altre parole se esiste una sorta di principio di reciprocità, perché va bene impegnare soldi in questa direzione, però vorremmo sapere se i nostri figli possono godere di benefici analoghi.

Inoltre, mi pare che si possa cogliere un'incongruenza fra la delibera amministrativa vera e propria e il regolamento allegato, dove al punto 2 dell'articolo 1 ci si riferisce a studenti che "siano residenti in comuni la cui distanza dalla sede universitaria sia percorribile con i mezzi pubblici in un tempo pari o superiore a 90 minuti" e non si fa più riferimento in maniera esplicita alla residenza. La domanda sorge allora spontanea, direbbe qualcuno: "Se consideriamo che i tempi di percorrenza sono calcolati sulla base di trasporti con mezzi pubblici, anche uno studente che è domiciliato a Gressoney-La-Trinité impiega 90 minuti o forse più per raggiungere la sede universitaria" di Aosta. Seconda cosa che vorremmo segnalare sempre nella parte dispositiva regolamentare è il punto 4 dell'articolo 1, laddove si dice che questi studenti non devono già aver beneficiato per il corrispondente anno di corso di provvidenza analoga. Presumendo che siano non residenti, come verificate che le regioni di appartenenza di questi studenti hanno o non hanno erogato contributi di questo tipo a coloro che ne fanno richiesta?

All'articolo 3 si fa riferimento ad un termine ultimo, entro il quale deve pervenire la domanda, cioè le ore 16,30 di un giorno, che però non è indicato, pena l'esclusione. Volevamo sapere se al Consiglio regionale, visto che è materia di competenza del Consiglio, si può far sapere qual è questa data, anche per una completezza di informazione ai consiglieri.

Presidente La parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Siccome ho fatto parte per diversi anni di questo Consiglio, non posso dimenticare ciò che succedeva in passato. Ho fatto parte della commissione che assegnava questi assegni agli studenti quando l'amico Faval era Assessore alla pubblica istruzione - io rappresentavo la maggioranza e il Consigliere Dolchi l'opposizione - e si sono presentate delle situazioni paradossali: ci accorgevamo che certi lavoratori autonomi che dichiaravano 12 milioni l'anno erano primi in graduatoria per avere il contributo, il sussidio, mentre lavoratori della Cogne, che disgraziatamente facevano qualche ora di straordinario, restavano fuori. Queste modalità, quindi, sono state stabilite non per discriminare l'una o l'altra categoria di lavoratori, ma per rendere giustizia ad una parte di famiglie; se vogliamo modificare questi criteri, modifichiamoli, però essi furono decisi per rimediare a certe situazioni, però oggi venire qui a dirmi quello che ho sentito dire… non posso accettarlo! Io faccio riferimento a tanti anni fa, quando la situazione era molto diversa, e allora nessuno cercava di rendere più paritario il trattamento. Il nostro gruppo pertanto voterà a favore di questo provvedimento.

Presidente La parola al Consigliere Rini, come secondo intervento in discussione generale.

Rini (UV) Solo una battuta. Il Consigliere Beneforti ha ragione quando dice - giustamente - che in passato succedevano certe cose. Forse succedono anche adesso, ma deve tener conto che, all'epoca, non c'erano gli scontrini fiscali, non c'era tutto quello che c'è adesso; ora i controlli sono molto diversi! Poi, come avevo detto anche prima, notiamo sempre più lavoratori autonomi che fanno di tutto per avere un lavoro dipendente: anche questo è un segnale!

Presidente La parola al Consigliere Ottoz, per secondo intervento in discussione generale.

Ottoz (UV) Non posso che essere d'accordo con quanto ha detto il Consigliere Beneforti, che ha citato gli operai della Cogne. Io ho spiegato, forse non sono stato chiaro, che i limiti a questi aiuti vanno rimodulati, perché spero che il Consigliere Beneforti non consideri a parità di stipendio lordo, fatte salve le varie anzianità… perché è difficile che siano pareggiati… fra un operaio della Cogne e un dipendente della Banca d'Italia… come facilitazioni contrattuali per i suoi figli per lo studio. Ritengo quindi che questo meccanismo vada approfondito, ammodernato per tenere conto dei nuovi elementi che si sono affacciati sul mondo del lavoro.

Una piccola notazione: cerchiamo in tutti i modi - poiché sappiamo che è giusto e necessario, poiché sappiamo che è per il bene della Valle d'Aosta, della sua economia, del suo turismo e di tutto il nostro sistema economico - di aiutare a far restare sulle montagne i nostri agricoltori, ma poi con misure di questo tipo li discriminiamo rispetto al diritto allo studio dei figli! Sono comunque d'accordo sul fatto che per gli operai della Cogne il problema non sia lo stesso che per i dipendenti della Banca d'Italia.

Presidente La parola al Consigliere Frassy, per secondo intervento in discussione generale.

Frassy (FI) Non so quale sarà la risposta che vorrà fornire l'Assessore ma, per quelli che sono i meccanismi di intervento, mi ha preoccupato il ragionamento "ad adiuvandum" di questa deliberazione fatta dal collega Beneforti e non vorrei che fosse questa la verità che sta alla base di questa deliberazione, perché se il problema fosse proprio questo, e non fosse questa discriminazione, ma fosse un tentativo di rendere più equo un meccanismo che rimane iniquo e dunque non equo, Assessore, il sistema è semplice: basta aumentare le risorse. Basta cioè iniziare a ragionare sull'importanza del diritto allo studio in una Regione che ha il più basso tasso di scolarizzazione nazionale.

Questa Regione, nonostante le tante risorse che ci sono nel bilancio della Regione, ha un bassissimo tasso di scolarità, al di sotto della media nazionale. Iniziamo allora a verificare quali sono i ritorni di immagine di questa Regione rispetto a certe convenzioni miliardarie, che sono state stipulate per periodi sessennali, che sono periodi significativi; valutiamo se sia più importante tirare quattro calci ad un pallone o se sia più importante destinare una parte di quelle risorse, sul presupposto che non ce ne siano altre, ad incentivare il diritto allo studio. Perché vede, Assessore, se "la coperta è stretta" - mi sembra che poi non sia così stretta per adesso, in prospettiva non sappiamo - si tratta di fare comunque delle scelte politiche e noi pensiamo che il diritto allo studio debba avere preminenza rispetto ad altre futilità.

Presidente La discussione generale è chiusa.

La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.

Pastoret (UV) Des thèmes différents ont été posés. Je voudrais revenir tout de suite aux aspects techniques qui ont fait l'objet de l'attention du Conseiller Tibaldi: Université de la Vallée d'Aoste, "studenti non residenti", c'est une obligation du droit à l'étude, une obligation qui n'est pas fixée par la Région de la Vallée d'Aoste. Lorsqu'on n'avait pas l'Université en Vallée d'Aoste, on ne s'occupait pas de cela; maintenant vous avez eu l'occasion de le voir déjà au cours des deux lois de budget approuvées par cette Assemblée, qui ont porté modification de la loi réglant l'accès au droit à l'étude, en introduisant la possibilité pour les étudiants n'étant pas valdôtains, mais suivant les cours universitaires au Val d'Aoste, de pouvoir, eux aussi, bénéficier des bourses d'étude.

En effet les étudiants valdôtains suivant leurs cours à Rome, à Turin ou à Milan, peuvent choisir ou de demander la bourse d'étude à la Région Vallée d'Aoste, ou bien d'avoir la bourse d'étude auprès de l'institut universitaire de la ville où ils suivent leurs cours. Avant qu'il existe la loi n° 30, dont les délibérations font l'objet de cette discussion, les étudiants valdôtains qui fréquentaient les universités en dehors du Val d'Aoste pouvaient accéder aux bourses d'étude de ces universités, et ils peuvent le faire encore à présent. Là se pose le problème des contrôles, c'est la troisième question que vous avez posée. Maintenant il y a un réseau entre les universités et les instituts de droit à l'étude, qui font circuler les données de tous les étudiants, afin de vérifier s'ils touchent deux bourses d'étude: une à Aoste et l'autre à Turin, par exemple…

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… mais pour toutes les contributions qui sont allouées. Ci sono le centrali informatiche delle varie università e dei vari enti di diritto allo studio, che fanno i controlli incrociati.

Vous avez demandé l'échéance: elle n'est pas mise, ici, dans la délibération, parce qu'elle est insérée dans l'avis qui est présenté aux étudiants. Si on mettait ici une échéance et après cette échéance se révélait trop courte par rapport au temps d'approbation entre le passage du Gouvernement au Conseil, nous aurions fixé un terme de temps qui n'aurait pas pu être compatible avec les exigences des étudiants. Nel bando viene dunque messa la data, in modo che ci sia un termine di tempo sufficientemente lungo.

Je voudrais revenir aux questions de caractère général qui ont été évoquées. Avant tout qu'il me soit permis de donner une réponse au collègue Frassy sur deux questions. Le collègue Tibaldi nous a donné l'épreuve d'avoir lu cet acte; le collègue Frassy, il me semble que non! Il me semble aussi que le collègue Frassy, qui est membre de la Vème Commission et qui devrait s'occuper de cela, fait une faute de caractère sémantique (au moins je l'espère); quand il parle de "un meccanismo", le Président Rini vient de le dire, l'article 3 de la loi n° 68/1993 dit expressément: "Qualora alla formazione del reddito concorrano redditi da lavoro dipendente, questi sono calcolati nella misura del 60 percento, con successiva detrazione dell'aliquota per ogni figlio o coniuge a carico". Donc je ne sais pas si la différence entre ce que vous appelez "un meccanismo"…

(nuova interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… mais j'arrive aux considérations. M. Frassy, si vous estimez alors que cette loi régionale ne fonctionne pas, vous ne pouvez pas dire que la faute revient à une délibération du Gouvernement à travers "un meccanismo"! Nous respectons cette loi qui à l'heure actuelle est en vigueur. Vous avez donc axé tout votre discours avec la conviction profonde, comme cela vous distingue toujours, que ce soit un acte inventé par quelqu'un. Non, c'est un acte qui donne application à une disposition de loi.

Les collègues qui sont intervenus, tout particulièrement le Président Rini, ont posé l'accent sur quelques points. Au préalable, je voudrais dire que - en ce qui me concerne, au moins - je n'ai dit ni cette fois ni jamais en commission qu'il y avait de l'évasion. Peut-être dans la discussion entre tous les différents sujets qui étaient en commission, quelque chose de ce genre ait été dit, mais je voudrais préciser que ces affirmations n'appartiennent pas à ma personne! Le Président Rini, je l'ai vu et l'a annoncé ici, s'est abstenu en commission sur cet acte, et il nous a signalé aujourd'hui ses perplexités et les raisons qui l'ont fait ainsi choisir; également le collègue Ottoz s'est joint à ces considérations. J'estime qu'ils ont le droit de le faire, j'estime aussi qu'ils ont le devoir de le faire, si ces mesures, pour la forme et pour le contenu, ne correspondent pas à leurs idées!

Je voudrais remarquer que les déclarations qui ont été faites, ici, concernent un argument qui n'est pas directement présent dans ces dispositions. Comme M. Rini l'a rappelé, l'élément qui est en discussion est contenu dans une loi. Dans ces délibérations on fixe les conditions pour accéder aux bénéfices pour les loyers au Val d'Aoste et à l'extérieur du Val d'Aoste, en fixant le montant des revenus. Le système de calcul n'est pas mis en discussion ici! Les collègues, par contre, ont porté leur attention sur un argument qui est réglé par la loi n° 68/1993 à l'article 3, je viens de le lire! Il faudrait se poser la question et se demander pourquoi, à l'époque, le Conseil régional avait choisi ce parcours.

J'imagine que cela a été un choix effectué non pas pour combattre l'évasion, mais parce que simplement les mécanismes de réduction des revenus de chaque personne sont différents; dans certains secteurs il est possible d'abattre les revenus de certaines catégories, dans d'autres non! Il est vrai qu'après 1993 nous avons eu des modifications aussi pour les travailleurs salariés, que des modifications liées aux lois de l'Etat sont survenues par rapport au passé, mais il faut revenir à l'époque pour savoir pour quelle raison ce Conseil, qui avait voté cette loi, avait prévu cette mesure! C'est d'après les dispositions de cette loi que cette réduction de 40 pour cent pour les travailleurs n'ayant pas de revenus autonomes est prévue. Les collègues qui sont intervenus, y compris les collègues de "Forza Italia", me semblent vouloir préconiser une modification de cette loi, ce qui est parfaitement possible.

Je dois le dire, personnellement, je ne présenterai pas une modification dans ce sens! Je pense que sur certains arguments les choix doivent être collectifs, généralisés et responsables et c'est donc pourquoi je me déclare disponible à vérifier le contenu d'une modification, qui peut-être sera proposée par quelqu'un des conseillers qui sont intervenus. Je le vérifierai pour une raison simple: afin d'assurer que la loi n° 68/1993 puisse garder l'ensemble de sa cohérence. Sur ce point, après, il sera possible de présenter une modification. J'ai dit que je ne serais pas le promoteur d'une proposition dans ce sens et, si cela partirait de la part d'un ou de plusieurs Conseilleurs, je choisirais de voter ou de ne pas voter une proposition de ce genre, en tant que membre de l'Assemblée, au sein de laquelle chacun choisit librement quelle réponse il estime pouvoir donner aux citoyens en plein état de cause.

Je signale à ce propos que, malgré la réduction de 40 pour cent, nombreux employés sont déjà exclus de ces bénéfices. Il en est par exemple le cas des travailleurs de l'Administration régionale et des communes - je cite des contrats économiquement favorables, bien sûr, peut-être - là où il se trouve que quand deux personnes du même foyer travaillent, leurs fils n'ont pas le droit à la contribution: ce sont donc des faits! Si on voudra modifier la loi, il faudra raisonner sur ces faits, mais je pense que le moment n'est pas celui-ci et donc, en revenant sur cet acte, je rappelle encore qu'il ne concerne pas les thèmes qui ont été évoqués, mais des modalités que l'on doit mettre en exécution, afin de permettre aux étudiants d'avoir ces contributions. Pour ces raisons, et sur la conviction que cet acte est tout à fait cohérent, je réaffirme le vote favorable du Gouvernement.

Presidente Pongo in votazione l'oggetto n. 3333, comprensivo dell'emendamento presentato dall'Assessore che recita:

Emendamento "L'allegato "Interventi finanziari nella spesa relativa all'alloggio a favore di studenti universitari valdostani iscritti a corsi universitari fuori dalla Regione. Anno Accademico 2002/2003 (articolo 9, legge regionale 14 giugno 1989, n. 30)" è così modificato:

al secondo comma dell'articolo 1 la cifra "3.099,00" è sostituita dalla cifra "3.199,00".

Consiglieri presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Frassy, Ottoz, Rini, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l'oggetto n. 3337:

Consiglieri presenti: 23

Votanti e favorevoli: 19

Astenuti: 4 (Frassy, Ottoz, Rini, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

La seduta è tolta, si riprende alle ore 16,00.