Objet du Conseil n. 2854 du 20 novembre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2854/XI Accesso ai corsi sperimentali organizzati dall'Istituto musicale. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto della vicenda che ha interessato un'alunna dell'Istituto musicale che, in data 14 ottobre, si è vista rifiutare l'accesso alla frequenza dei corsi sperimentali, cui si era regolarmente iscritta fin dall'aprile 2002, in quanto - le è stato detto -, avendo "conseguito il compimento di clarinetto presso il Conservatorio di Bologna in qualità di privatista", poteva iscriversi solo ai corsi pareggiati e non più a quelli professionali, come previsto dall'articolo 7 del regolamento;
Tenuto conto che al momento dell'iscrizione l'allieva non era in possesso di detto esame che è stato superato il 12 settembre;
Preso atto altresì che detto regolamento, ed in particolare il succitato articolo, erano stati contestati dal Collegio dei docenti;
Considerata la mission della Fondazione che, secondo la legge istitutiva (l.r. 8/92), è finalizzata allo "sviluppo e alla diffusione dell'arte e della cultura musicale in Valle d'Aosta";
Ritenendo che compito della scuola sia quello di favorire e non di ostacolare il desiderio di conoscere da parte degli alunni e che le norme che regolamentano la vita interna dovrebbero essere ispirate a tali principi;
Ritenuto che all'Assessorato alla Pubblica Istruzione tocchi il compito di vigilare sul funzionamento dell'Istituto Musicale;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) quale valutazione dà delle decisioni assunte in questo caso dalla direzione della scuola;
2) se il regolamento dell'Istituto, ed in particolare l'articolo succitato, è in linea con le finalità della scuola e se poteva essere adottato in contrasto col parere di docenti;
3) se intende esercitare nei confronti degli organi direttivi dell'Istituto quella funzione di vigilanza che gli compete per legge.
F.to: Squarzino Secondina
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Ricordo qui in aula una serie di fatti, che sono stati ampiamente oggetto di interesse da parte degli organi di informazione e li voglio qui riportare, perché mi sembra questo un avvenimento, una vicenda ulteriormente esemplare del modo con cui viene gestito l'intero Istituto musicale della Valle d'Aosta. Quali sono i fatti? Un'alunna dell'Istituto musicale, che ha già frequentato per alcuni anni corsi sperimentali, entro il 30 aprile 2002 si iscrive al corso sperimentale della sua materia, clarinetto, per l'anno scolastico 2002-2003, paga la sua quota ed è regolarmente iscritta. Nel frattempo questa allieva, proprio perché è brava e appassionata, vuole cimentarsi e verificare se le sue competenze con lo strumento sono ad un livello adeguato per conseguire l'ammissione all'esame di compimento di clarinetto. Va al Conservatorio di Bologna come privatista, supera l'esame brillantemente con otto e otto è la votazione che consente agli allievi che superano l'esame di potersi iscrivere all'anno successivo, quindi di poter continuare lo studio dello strumento: otto è quindi un riconoscimento alto delle capacità artistiche di questa allieva.
Nel momento in cui l'allieva comincia a frequentare i corsi sperimentali dell'Istituto musicale di Aosta, corsi a cui si era regolarmente iscritta, riceve una lettera in cui le si dice che, avendo conseguito il compimento di clarinetto presso il Conservatorio di Bologna in qualità di privatista, poteva iscriversi solo ai corsi pareggiati, non più ai corsi professionali, come prevede l'articolo 7 del regolamento interno. Ora, qui ci sono due elementi che vorrei sottolineare: il primo, sarebbe interessante capire qual è la validità di questo regolamento, visto che questo regolamento non è stato affatto approvato a suo tempo all'unanimità, come erroneamente scritto su organi di informazione, e non è stato mai approvato dai docenti nelle tre riunioni collegiali in cui è stato presentato. Si sottolinea come questo fatto evidenzi la frattura, la divisione netta fra corsi professionali e corsi pareggiati; il secondo, c'è una "mission" fondamentale della fondazione, che è iscritta nella legge istitutiva e che nessun regolamento attuativo di uno statuto, a sua volta attuativo della legge, può disattendere e questa "mission" è proprio lo sviluppo e la diffusione dell'arte e della cultura musicale in Valle d'Aosta.
Di fronte a questi elementi, di fronte al fatto che già nel corso di quella indagine ispettiva - che opportunamente l'Assessore alla pubblica istruzione ha voluto che fosse affidata ad un esperto, indagine ispettiva sul funzionamento dell'intero Istituto musicale - sono emersi diversi elementi dubbiosi nel modo di organizzare la vita interna scolastica, vorrei chiedere all'Assessore, che ha il compito di vigilare sul funzionamento dell'Istituto musicale: intanto una sua valutazione rispetto alle decisioni che sono state assunte dalla Direzione della scuola; come valuta la coerenza del regolamento dell'istituto, in particolare dell'articolo 7, con le finalità della scuola e se questo regolamento avrebbe potuto essere adottato in contrasto con il parere dei docenti; ancora se, a fronte di queste situazioni che riteniamo di non corretta gestione della scuola, l'Assessore intenda esercitare nei confronti degli organi direttivi dell'istituto quella funzione di vigilanza che per legge gli compete.
Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV) Intanto, alcune premesse sono necessarie in riferimento alla questione posta dall'interpellante. In primo luogo è necessario considerare che, al momento del pareggiamento dell'Istituto musicale, sono stati mantenute o previste - ed ancora lo sono - diverse tipologie di corsi, quattro per la precisione: i corsi Suzuki, nei quali i ragazzi iniziano a tre anni e possono seguire il metodo con programmi e finalità ben definite e resta inteso poi che, se lo desiderano, possono accedere ai corsi pareggiati di conservatorio; i corsi per organisti e accompagnatori musicali, che si rivolgono in genere a gente adulta; i corsi pareggiati che seguono i programmi e le disposizioni ministeriali previste per i conservatori statali di musica; i corsi sperimentali che sono stati previsti al fine di agevolare gli allievi sulla base di un percorso meno impegnativo rispetto al pareggiato.
Ne consegue quindi, rispetto alla questione che la collega poneva, che chi intende avere una formazione musicale in Valle d'Aosta lo può fare seguendo i corsi sperimentali - segnalo per inciso che quest'anno le ammissioni sono state ampliate, soddisfacendo tutte le domande - oppure, se lo ritiene opportuno, i corsi Suzuki - segnalo che anche quest'anno ripartono dei corsi preparatori che non erano stati attivati lo scorso anno - oppure i corsi di conservatorio. Rimane la specificità poi dei corsi per organisti ed accompagnatori musicali. Ciò significa quindi che nello stesso istituto vi sono intanto più opportunità che sono offerte agli studenti e agli appassionati della musica nella Regione.
Si offrono così possibilità diverse e maggiori di educazione musicale, questo però a condizione che ogni tipologia di corso abbia caratteristiche proprie con obiettivi e finalità ben definite dai rispettivi programmi e mi pare che questo tipo di organizzazione rispetti quanto previsto dalla legge istitutiva della Fondazione Istituto musicale per quanto concerne la diffusione della cultura musicale in Valle d'Aosta. Vi è un ventaglio di prospettive che vengono offerte e chi lo ritiene opportuno si indirizza ad una piuttosto che ad un'altra offerta; in particolare poi i corsi sperimentali sono stati previsti proprio per consentire a coloro che non intendono seguire il percorso del conservatorio di poter comunque dare sfogo alla propria inclinazione musicale e migliorare le proprie competenze.
In tal modo gli allievi possono scegliere se limitarsi a questo tipo di percorso oppure, qualora si sentano pronti a seguire corsi di altro genere e soprattutto corsi di conservatorio, a farlo altrove oppure nelle classi pareggiate dell'istituto. La differenza che ho appena citato si esplicita su corsi aventi un carico orario diverso - diverso è il carico orario dei corsi pareggiati da quelli non pareggiati - con programmi e studi diversi. Nei corsi pareggiati, come nei conservatori, gli allievi hanno un programma di strumento specifico e le relative materie complementari previste nei conservatori statali di musica, cito alcuni esempi: licenza di teoria e solfeggio obbligatoria per il conseguimento inferiore, storia della musica, armonia complementare, pianoforte complementare, eccetera. Questo ai fini del conseguimento del diploma. Nei corsi sperimentali invece lo studio dello strumento è articolato su tre cicli, i programmi sono definiti per obiettivi strumentali e musicali che si fondano su metodologie didattiche diverse ed innovative, nei quali gli allievi non trovano il programma di strumento specifico e le relative materie complementari previste nei conservatori statali di musica.
Ne consegue quindi che se un allievo che segue i corsi sperimentali ha acquisito capacità proprie, utili a farlo accedere ai corsi pareggiati o al conservatorio, lo può fare sostenendo come, nel caso in questione, gli esami presso l'Istituto musicale di Aosta nella parte pareggiata oppure in un altro conservatorio, essendo i titoli per effetto del pareggiamento uguali e compatibili. Non è però possibile, ai sensi del regolamento interno, una volta sostenuto un esame di conservatorio, continuare a seguire i corsi sperimentali che non hanno un'organizzazione oraria e didattica tale da assicurare la coerenza dello studio delle materie obbligatorie proprie del conservatorio. La prosecuzione degli studi è comunque consentita ed assicurata nei corsi di conservatorio quelli che qui da noi chiamiamo corsi pareggiati, nei quali lo studente seguirà quelle materie che hanno costituito il presupposto del superamento del suo esame in un conservatorio fuori Valle, avendo in tal modo a disposizione un maggior numero di ore utili per sviluppare quelle materie complementari di cui parlavo prima, che non sono previste nei corsi sperimentali.
In buona sostanza, uno studente che segue corsi sperimentali presso l'Istituto musicale può scegliere, tanto per esemplificare, ad un certo momento della sua carriera, di frequentare il conservatorio sostenendo un esame di ammissione e il superamento di tale esame gli consentirà di accedere ugualmente ai corsi dell'Istituto musicale, ma solo a quelli pareggiati, nei quali sono svolte le materie coerenti con il suo percorso formativo. Veniamo al caso in questione. In questo caso l'alunna ha sostenuto un esame di compimento e ciò significa che ella ha svolto un programma preparatorio specifico e diverso da quello che si svolge nei corsi sperimentali. Sorge a questo punto spontanea una domanda: ma come ha fatto e come fa uno studente dei corsi sperimentali, che svolge un programma totalmente diverso, a superare un esame di conservatorio, se è vero che le materie e l'organizzazione oraria non solo sono diverse, ma in certi casi nei corsi non pareggiati non esistono neppure? Qui i casi sono due: o l'allieva è troppo brava ed ha saputo da sola raggiungere livelli eccelsi, vista la tipologia di contenuto dei corsi oppure, visto che i programmi dei corsi sperimentali sono di tipo del tutto differente da quelli del conservatorio, è stata preparata a seguire altri programmi.
Se così fosse, c'è da chiedersi come e quando ciò è stato possibile: probabilmente in privato, e quindi legittimamente l'allieva a casa poteva prepararsi, oppure durante la frequenza dei corsi presso l'istituto. In questo secondo caso ci si deve però chiedere se ciò era possibile, cioè se l'organizzazione dei corsi sperimentali, che non lo prevede, lo abbia consentito e, se lo ha consentito, ci si deve domandare se gli insegnanti in questione erano a tale scopo autorizzati a farlo. Ci si deve poi chiedere un'altra cosa: se l'allieva interessata era a conoscenza delle disposizioni del regolamento interno che impedivano la prosecuzione degli studi nei corsi sperimentali qualora avesse sostenuto esami che di fatto l'avrebbero collocata nei corsi pareggiati. Ci si deve domandare soprattutto se l'insegnante che ha impartito - forse - insegnamenti diversi dai programmi, svolgendo di fatto quelli del conservatorio, non avesse anche il dovere di informare l'alunna.
Così come se egli avesse saputo che questa alunna seguiva in privato a casa dei corsi di questo genere, non avesse avuto il dovere di informarla di cosa ciò avrebbe comportato. C'è quindi da chiedersi se e perché ci sono state omissioni e, se sì, per quale ragione. Poiché per sostenere l'esame di conservatorio, come nel caso in questione, era necessario seguire degli insegnamenti complementari con ulteriori carichi orari, c'è anche da domandarsi, qualora questa preparazione sia avvenuta all'interno dell'istituto, se questi sono stati autorizzati e svolti all'interno dell'istituto e perché. Se per contro tali insegnamenti supplementari se impartiti in sede privata… non potevano essere svolti da insegnanti dell'istituto, che sono vincolati da un rapporto di lavoro esclusivo con l'istituto stesso, quindi non possono dare lezioni private al di fuori dell'istituto e soprattutto ad un alunno che frequenta l'istituto stesso.
Avendo premesso tutto questo, va risposto alla collega che certamente l'Assessore, per quanto concerne la sua funzione di vigilanza, questa volta dovrà chiedere all'istituto di svolgere i necessari accertamenti per verificare se, in relazione alle domande che ho posto prima, vi siano state inadempienze, insufficienze e violazioni in esito a questa vicenda. L'Assessore chiederà di sapere se sono state fornite all'alunna le necessarie informazioni, per quale ragione sono stati - se lo sono stati - impartiti insegnamenti diversi rispetto al programma previsto nei corsi sperimentali, se vi è stata un'eventuale inadempienza rispetto ai contenuti del piano dell'offerta formativa, se vi siano altri casi in questione in cui vi siano allievi di corsi sperimentali che hanno sostenuto esami di conservatorio senza comunicarlo all'istituto stesso, se vi sono da parte degli insegnanti dell'istituto violazioni concernenti l'esclusività del rapporto di lavoro o se siano state autorizzate prestazioni diverse ed aggiuntive da parte del Consiglio di amministrazione dell'organo di direzione rispetto all'organizzazione didattica dei corsi, alla loro dimensione oraria e se questo abbia sottratto risorse orarie, che avrebbero potuto essere utilizzate per accogliere altri studenti nei corsi sperimentali, problema che abbiamo avuto negli anni scorsi per mancanza di orario.
Ricevuta risposta in relazione a queste questioni, solo allora potrà l'Assessore dare una valutazione compiuta sull'operato della direzione, che è tenuta a dare applicazione al regolamento che è stato approvato dal consiglio di amministrazione. Riguardo a questo punto, i collegi dei docenti dei corsi pareggiati e sperimentali nel mese di novembre 1999 si sono espressi sull'articolo 7, rispettivamente con posizioni diametralmente opposte: parere positivo un collegio e contrario l'altro, parere favorevole quello dei pareggiati e contrario quello degli sperimentali. Ciononostante la questione che rimane è se il consiglio di amministrazione poteva legittimamente approvare detto regolamento. Lo statuto prevede che esso possa essere adottato sentito il parere del collegio dei docenti, quindi esso è stato legittimamente adottato. Non apro la discussione circa l'opportunità o meno di ripassare al collegio dei docenti… sulla quale posso concordare con la collega sul fatto che sia stato sbagliato non farlo … ma la questione sostanziale è di sapere se il consiglio di amministrazione poteva legittimamente adottarlo. La risposta è affermativa.
Per quanto riguarda il caso specifico dell'alunna in questione, resta il fatto che questa non possa proseguire i corsi sperimentali ai quali si era pre-iscritta nel mese di aprile poiché ha sostenuto l'esame di conservatorio, ma lo ha sostenuto successivamente e non ne ha informato l'istituto una volta compiuto questo esame. Questo si è saputo perché tutti i conservatori si scambiano la corrispondenza comunicando quali sono gli alunni che hanno superato gli esami. Non so se si tratti da parte di questa ragazza di omissione casuale o voluta, l'interpretazione la lascio alla libertà di tutti, viene però da chiedersi se è possibile che l'alunna, che si era pre-iscritta ad aprile, non sapesse ad aprile - avendo svolto tutta quella preparazione specifica per sostenere l'esame al conservatorio - che avrebbe sostenuto nel mese di settembre quell'esame. Credo che lo sapesse e non è vero che l'alunna è esclusa perché troppo brava: questa alunna, proprio perché è brava, poteva, potrà e può in questo momento, se lo desidera, essere ammessa al corrispondente corso pareggiato, che è un corso di conservatorio - cosa che peraltro a me risulterebbe esserle già stato proposto -, potrebbe così continuare ad avere la sua formazione musicale in un corso di conservatorio coerente con le sue attitudini, che le fornirebbe - senza spese ed impegni aggiuntivi all'interno di un percorso garantito dall'istituto, l'insegnamento di tutte quelle materie funzionali a chi fa un percorso di conservatorio.
Ricordo in conclusione che probabilmente ci sono state delle responsabilità in questa vicenda, che chiederò che siano appurate e rispetto alle quali credo che questa alunna e soprattutto la famiglia siano a modo loro vittime di tutta una serie di informazioni che non sono state date e di scorrettezze che chiederò di appurare. Domanderò quindi al consiglio di amministrazione se sono già stati svolti tutti gli accertamenti del caso, in caso negativo di procedervi rapidamente poiché ritengo che non sia possibile vanificare l'organizzazione di un intero istituto per perseguire finalità diverse da quelle fissate dai regolamenti da parte sia anche solo di una singola persona.
Ho sovente ricordato in questo Consiglio la natura privatistica della fondazione, ente gestore di corsi pareggiati e non pareggiati, in questo caso però, sperando che si tratti di un caso isolato, sarò obbligato a chiedere al consiglio di amministrazione di assumere tutte le informazioni al fine di sapere se non vi sia stato un uso improprio del denaro che la Regione trasferisce all'Istituto musicale per organizzare i corsi succitati. Se fossero vere le ipotesi che ho formulato prima, vi sarebbe in primo luogo una censurabile ed arbitraria gestione dei percorsi di studio, in netto contrasto con i programmi previsti e seguiti da tutti gli altri insegnanti ed alunni, i quali si potrebbero chiedere - e forse se lo sono già chiesto - perché, in un quadro di regole valido per tutti, ci sia qualcuno che le disattende e per quale ragione.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Ho ammirato oggi - e lo dico ironicamente - il piglio dell'Assessore, ma ho ammirato soprattutto la sua volontà di vedere chiaro in questa faccenda. Sono due anni che ogni volta pongo qui dei problemi sull'Istituto musicale ed è la prima volta che sento dall'Assessore la volontà di andare a vedere le cose, finora aveva sempre detto che quello era un istituto privatistico, sul quale non si poteva "mettere becco". Quando io ricordavo che quello che si usava era denaro pubblico, mi si rispondeva che la Fondazione era l'unica responsabile delle sue scelte e che l'Assessore non poteva fare altro che rispettare le decisioni prese da altri in un quadro di regole che l'istituto si era dato nella sua autonomia. Questo è stato il ragionamento che l'Assessore ha fatto per due anni di fronte a problemi rilevanti.
Di fronte alla mia questione oggi l'Assessore risponde con un intervento fitto di particolari, di interrogativi. Quando nel passato ho posto problemi molto più rilevanti non ho trovato risposte così dettagliate. Sarei contenta che lei oggi mi facesse l'elenco di tutti i dubbi e di tutte le domande su cui vuole avere una chiarezza di visione, relativamente alle questioni rilevanti che ho sempre sollevato. Ci sono almeno due questioni rilevanti, su cui c'è anche un parere autorevole dell'ispettore che lei ha mandato, giustamente, a verificare per quanto riguarda l'attività di questa Fondazione.
Prima cosa importantissima: la fondazione, da quando è avvenuto il pareggiamento, di fatto, al di là del rispetto formale delle norme, ha privilegiato i corsi pareggiati e la modifica del regolamento all'articolo 7, che segna la distinzione fra i due corsi ed alza un sipario netto fra l'uno e l'altro, non fa altro che tradurre la scelta politica chiara che ha fatto la fondazione. Una scelta politica chiara, sulle cui conseguenze lei, Assessore, non ha mai voluto indagare, preferendo sempre nascondersi dietro il paravento dell'autonomia dell'istituto. Questa volta si preoccupa che non ci sia un uso improprio del denaro.
Certo, io vorrei che lei di questo si preoccupasse in tutte le situazioni, proprio all'Istituto musicale! Rispetto ad una violazione palese, documentata, che non ha uguali in tutta Italia, lei non ha fatto nulla, ma ha rispettato l'autonomia dell'istituto! Nell'anno 2001-2002 sono stati ammessi nei corsi pareggiati 17 alunni che non avevano il possesso della licenza della scuola elementare, come invece richiesto dalle norme. Rispetto a questo fatto macroscopico, lei non ha detto nulla, ha taciuto come se nulla fosse e non si è posto nessun problema!
Ho detto prima che questo caso è emblematico, perché? In primo luogo perché c'è una propensione chiara per il pareggiato, che si è espressa in quel regolamento che il consiglio dei docenti non ha approvato, proprio quell'articolo 7; in secondo luogo, una propensione chiara per il pareggiato, che ha dato origine a quella bozza di statuto che per due anni ha messo in crisi la vita della scuola e che poi è risultato non essere legittimo, non essere approvabile, ma che dovesse essere modificato.
C'è in tutta questa vicenda un elemento di fondo, che né l'Assessore, né il regolamento non hanno preso in considerazione e me ne dispiace. La finalità della scuola e dell'organizzazione di una scuola è l'utente, che, di fronte ai vari corsi, sceglie. Perché la scuola deve impedire ad un utente che è bravo e che preferisce, perché ha meno carico orario, perché è impegnato anche in altre attività scolastiche, un tipo di corso non professionale? Il fatto che voglia presentarsi o meno come privatista agli esami del Conservatorio, questa è una faccenda personale dell'allievo.
Non c'è nulla che possa impedire questo. Se la finalità della scuola è l'utente e la sua preparazione musicale e se la scuola fornisce diverse scelte, perché si deve impedire all'alunna di scegliere il tipo di corso che preferisce? Se c'è qualcuno che frequenta dei corsi di formazione che la Regione finanzia e che non preparano agli esami, nulla vieta a questa persona di andare a sostenere l'esame dove vuole e di utilizzare la sua competenza come vuole: non è detto che debba utilizzare la competenza riconosciuta solo in un tipo di corso.
Mi trovi il principio costituzionale che obblighi l'utente a scegliere il tipo di corso che la scuola dà! Se ci sono dei corsi fra cui posso scegliere, io alunna scelgo e in questo caso posso scegliere di fare i corsi sperimentali. Se poi l'alunna che fa i corsi sperimentali è così brava che supera un esame come privatista, perché impedirle di continuare il suo corso di formazione musicale? Non c'è nessuna logica in tutto questo, se non quella che - e questo purtroppo è l'elemento che continuo a sottolineare e di cui lei non ha ancora capito l'importanza - la Fondazione Istituto musicale sta snaturando la natura che le è stata attribuita dalla legge, cioè sta privilegiando i corsi pareggiati e mantiene gli altri solo perché non può farne a meno, perché c'erano prima, ci sono i genitori che lo chiedono e l'Assessore non può dire di no e quindi si accontentano.
La finalità precisa è quella di favorire i corsi pareggiati, come se noi avessimo interesse come Valle d'Aosta di avere qui un conservatorio che prepara tre, quattro diplomati di musica all'anno. Che interesse abbiamo? Non è primaria la finalità di formare dei diplomati in musica, Assessore!
(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
… Lei con questa battuta dimostra che è vero quanto ho detto, che cioè non si rispetta la libertà dell'alunno di andare a sostenere gli esami dove vuole e di utilizzare come vuole questo suo diploma. Lei non può impedire al limite a chi ha già un diploma di una scuola di andare ad iscriversi in un altro istituto, perché è il soggetto singolo che utilizza le sue competenze come liberamente crede. Aspetto quindi, Assessore, l'elenco di tutte quelle domande che dovrebbe farsi per rispondere ai dubbi e alle regolarità enormi che sull'Istituto musicale sono state evidenziate nella relazione sulla Fondazione Istituto musicale redatta dal Dott. Carmelo Barbera dietro sua richiesta.
