Objet du Conseil n. 2801 du 16 octobre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2801/XI Azione informativa sul programma di tutela assicurativa nel settore agricolo presentato dall'AREV. (Interrogazione)
Interrogazione Premesso:
- che l'AREV, in collaborazione con una società di intermediazione, ha avviato un programma di copertura assicurativa per il bestiame allevato in Valle d'Aosta;
- che l'Amministrazione regionale è intervenuta con cospicui contributi a parziale copertura dei costi delle polizze assicurative stipulate dall'AREV a favore dei propri aderenti;
- che l'AREV ha chiesto e ottenuto un contributo di oltre 167.000 euro per la realizzazione di un programma di assistenza tecnica, pari al 100 per cento della spesa ammissibile;
- che, nella deliberazione adottata dalla Giunta regionale il 30 settembre u.s. (n. 3534), si ritiene necessaria un'informazione presso tutti gli allevatori in merito allo strumento di tutela assicurativa;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore delegato per sapere:
1) in che cosa consistono le operazioni di tipo amministrativo, legale assicurativo e formativo di cui si fa cenno nella deliberazione citata, alle quali "si è reso necessario procedere" per un'ottimale applicazione del programma di tutela;
2) per quali ragioni si rende necessaria una nuova azione informativa, quando lo stesso Assessore - in risposta a un'interpellanza del Gruppo di Forza Italia del 3 aprile 2002 - nonostante le perplessità enunciante dagli interpellanti, dava ampie rassicurazioni in merito, comunicando altresì che "gli allevatori aderenti all'AREV sono stati invitati a numerose riunioni organizzate in tutto il territorio regionale e durante questi incontri sono stati illustrati dettagliatamente contenuti e modalità del contratto assicurativo, anche mediante colloqui individuali con gli incaricati dell'associazione. Gli allevatori hanno poi avuto modo di approfondire le loro conoscenze nel corso di riunioni specifiche di zona o presso gli uffici dell'AREV";
3) se si tratta di un'iniziativa una tantum o se sarà rinnovata anche i prossimi anni;
4) se, considerata la spesa, la realizzazione del "programma" di cui in premessa sarà in grado di produrre qualche beneficio concreto anche agli allevatori o se costituisce piuttosto una delle tante erogazioni che l'Assessorato effettua a favore dell'AREV.
F.to: Tibaldi - Frassy - Lattanzi
Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV) L'attività di assistenza tecnica svolta dall'AREV nell'ambito del programma assicurativo dei bovini consiste essenzialmente in azioni di informazione, formazione e nell'attività amministrativa. L'attività di informazione e formazione è rivolta sia agli allevatori che ai dipendenti dell'associazione. Le novità introdotte con il programma assicurativo hanno infatti completamente cambiato le modalità di intervento pubblico a favore del settore. È stato pertanto necessario formare il personale dell'AREV sulla revisione degli interventi affinché fosse in grado di dare le giuste indicazioni agli associati, così come è stato necessario informare in modo capillare gli allevatori.
Per quanto riguarda invece l'attività amministrativa, si intende come tale l'attività svolta dall'AREV nell'avvio pratico del nuovo sistema. L'associazione ha dovuto prima di tutto svolgere un'analisi dei rischi cui va incontro l'azienda zootecnica in Valle d'Aosta; ha dovuto procedere poi all'impostazione del quadro assicurativo, simulando l'applicazione dei vari modelli di copertura assicurativa, per poi procedere alla progettazione e articolazione del capitolato di appalto e poi allo svolgimento della gara stessa. Infine, è stato necessario perfezionare la procedura di gestione delle pratiche di indennizzo, cioè la loro raccolta, l'istruttoria, l'archiviazione, procedura che ha richiesto anche lo sviluppo di idonei programmi informatici.
Le azioni di informazione svolte dall'AREV sul programma assicurativo sono state necessarie in aggiunta alle riunioni svoltesi sul territorio per garantire la divulgazione a tutti i potenziali beneficiari - perché questa è una delle condizioni della possibilità di attuare la misura, cioè che tutti possano beneficiarne - dell'esistenza della misura, che è peraltro l'unico strumento esistente per cautelare gli allevamenti in casi di danni. Del resto la misura è una novità destinata a cambiare anche un po' la mentalità dei nostri agricoltori perché con questo sistema si introduce il concetto della prevenzione in un settore abituato a ricorrere all'aiuto pubblico una volta determinatosi il danno. D'ora in poi gli allevatori devono essere coscienti dei rischi cui vanno incontro nella loro attività, di conseguenza devono essere disposti anche ad un esborso preventivo, quale un'assicurazione richiede, per poter poi svolgere più serenamente il loro lavoro.
Il sistema che è stato messo in piedi, peraltro raccomandato a livello comunitario, viene ora recepito anche a livello nazionale ed è uno dei metodi correnti per ovviare agli imprevisti nel settore dell'agricoltura che, come sappiamo, sono molteplici. Il decreto legge n. 200/2002, difatti, stabilisce proprio la necessità di "favorire l'ampliamento della base assicurativa a garanzia dei rischi agricoli e per facilitare l'adozione di polizze multirischio sulle rese, sui ricavi e sul reddito complessivo aziendale", che è un punto focale importante per garantire tranquillità economica dell'azienda.
Chiaramente non si tratta di una nuova azione informativa che si vuole fare, ma dell'insieme di tutte le iniziative che sono state messe in atto dall'AREV per avviare nel miglior modo possibile la tutela assicurativa degli allevatori. L'AREV ha presentato il suo programma, che riassume tutto il lavoro di impostazione iniziale, che ha portato al bando e alla concreta applicazione di queste misure assicurative. L'iniziativa di informazione naturalmente è da considerarsi una tantum poiché è collegata alla fase di impostazione e di avviamento del programma assicurativo.
Considerata l'alta adesione degli allevatori, c'è da sperare che ormai siano tutti informati e consci dell'importanza di questo strumento di tutela e gli interventi pubblici previsti, come sapete, vanno a coprire il 50 percento del costo della polizza assicurativa in favore dei singoli allevatori e non dell'AREV; 50 percento per l'assicurazione contro gli eventi fortuiti, fino all'80 percento per le calamità. Sono evidenti i vantaggi che un'assicurazione comporta di fronte agli eventi fortuiti, alle calamità, ai rischi sanitari che gli allevatori corrono. Sappiamo d'altra parte che, soprattutto in una regione di montagna come la nostra, con le difficoltà di gestione anche legate alla pratica dell'alpeggio, c'è un'esposizione al rischio che è superiore ad altre attività agricole e ad altre zone. Secondo noi il beneficio per gli allevatori, una volta codificato questo sistema, sarà senz'altro evidente e diventerà una misura indispensabile per garantire il prosieguo dell'attività delle nostre aziende.
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Assessore, l'interrogazione non vuole mettere in dubbio il sistema nelle sue fondamenta perché sappiamo che il meccanismo assicurativo è stato raccomandato dall'Unione europea per far fronte al venir meno di altre forme di sovvenzione e di contributi, tipo quella dell'indennità di fine carriera, che erano previste in passato. C'è da dire però che questa formula assicurativa in Valle d'Aosta è stata ed è applicata con contorni che ancora non sono ben chiari, non ben definiti, e questa interrogazione vuole mettere in evidenza certi contorni non ben definiti e piuttosto sfumati, contorni che si evincono dalla stessa lettura della delibera qui citata, la n. 3534, dove si fa genericamente riferimento a una serie di operazioni di tipo amministrativo, legale, assicurativo e formativo, delle quali lei oggi ha dato una sommaria spiegazione.
Lei ha detto: "Dobbiamo formare il personale, dobbiamo spiegare bene qual è il funzionamento del meccanismo assicurativo", però rientra anche una voce che costa 64.800 euro, che non sono pochi, che rappresentano più di un terzo dell'emolumento complessivo erogato, relativa all'istruttoria dei sinistri. Da che mondo è mondo l'istruttoria dei sinistri è un'attività che normalmente compete all'assicuratore, non compete all'associazione intermediaria e men che meno può competere alla Regione che sovvenziona l'associazione intermediaria, cioè l'AREV, e questo ci lascia perplessi. Ecco perché insistiamo su queste sfumature che rendono piuttosto opaco tutto il meccanismo.
Secondo punto: come segnalato anche nell'interrogazione, c'è una palese incoerenza fra quanto lei ha detto il 3 aprile scorso rispondendo a una nostra interpellanza e quanto ci dice ora. Allora aveva affermato che gli allevatori aderenti erano stati invitati a numerose riunioni e che erano stati ampiamente informati. Abbiamo riportato solo una frase che è significativa, ma nel proseguio del suo intervento lei aveva detto: "Credo di poter tranquillizzare il Consigliere Tibaldi che agli allevatori sia stata data ampia possibilità di informarsi". Oggi lei dice invece che è stato necessario fare questa ulteriore attività informativa in aggiunta alle riunioni sul territorio, poi "ammorbidisce" la questione dicendo che non si tratta di una nuova azione informativa. E invece no, si tratta di una nuova azione informativa, perché lei dice che dobbiamo aggiungere ulteriori nozioni, cioè dispensare ulteriori informazioni e comunicazioni agli allevatori che sono ancora disorientati. Orbene, vede che c'è un'incoerenza nel suo comportamento e le nostre perplessità allora sollevate oggi trovano conferma. Il meccanismo non è così semplice, non solo per quanto concerne la sua applicazione, ma anche la sua comprensione da parte di coloro che dovrebbero essere i beneficiari, cioè gli allevatori. Qui c'è da fare - ed è il terzo punto - una serie di considerazioni di fondo sull'AREV, ente che lei ha presieduto fino a pochi anni fa, prima di essere eletto in Consiglio regionale. La prima considerazione da cui partirei è che l'AREV è il destinatario di erogazioni che sono di tutto rispetto; è vero che per una buona parte vengono ridistribuite a favore degli allevatori, però è altrettanto vero che l'AREV è diventato un centro di intermediazione estremamente importante, che in questo quinquennio non ancora terminato… ha gestito qualcosa come trenta miliardi di vecchie lire, come emerge da una rassegna rapida che è stata fatta dagli uffici ai quali ho chiesto di fare una ricognizione.
C'è da dire che in questa operazione assicurativa, organizzata nella formula della triangolazione, che vede l'AREV da una parte, la GEA, che è la società assicurativa, da un'altra e gli allevatori dall'altra ancora, sembra quasi che costoro, invece di essere i beneficiati, siano quelli destinati ad attendere gli indennizzi per i sinistri - e li attendono con un certo ritardo -, quelli che subiscono prelievi coatti di ufficio da parte dell'AREV sulle quote di loro spettanza derivante dalle rassegne. Molti allevatori stanno constatando amaramente che il sistema assicurativo sembra più interessante per chi gestisce queste operazioni che non per loro… quindi non appare una grande forma di tutela. Se il sistema assicurativo in sé è oggi probabilmente l'unico rimedio, raccomandato anche dalla Comunità europea, per far fronte alle lacune che si sono create a seguito dell'evoluzione normativa e quindi alla carenza di quei benefici che una volta soddisfacevano le indennità di fine carriera, dobbiamo dire, sottolineandolo per l'ennesima volta, Assessore, che questo servizio deve essere affinato, ma non solo a vantaggio di un ente associativo qual è l'AREV, ma soprattutto quale strumento a favore degli allevatori. Ed è questa la raccomandazione che - la ribadiamo per la terza volta - ci sentiamo di rivolgerle.
