Objet du Conseil n. 2761 du 25 septembre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2761/XI Tempistica delle autorizzazioni ENAV ed ENAC per l'operatività dell'aviosuperficie annessa alla palestra presso la caserma dei Vigili del fuoco. (Interrogazione)
Interrogazione Premesso che:
- con D.G. del 9/04/2001 veniva approvato il certificato di collaudo relativo ai lavori di realizzazione della nuova palestra presso la caserma dei Vigili del Fuoco e dell'annessa aviosuperficie in terrazza;
- che ad oggi l'aviosuperficie non risulta ancora operativa in quanto mancante delle autorizzazioni ENAV ed ENAC;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche per sapere:
1) i motivi che impediscono il rilascio delle autorizzazioni ENAV-ENAC;
2) con quali tempistiche e provvedimenti verrà resa operativa l'aviosuperficie;
3) a quanto ammontano i costi relativi alla realizzazione di tale struttura.
F.to: Frassy - Lattanzi
Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Credo che alla base di questa interrogazione ci siano delle informazioni non esatte che ha ricevuto il Consigliere Frassy in quanto, iniziando dal punto 2, l'elisuperficie situata sul tetto della palestra della caserma dei vigili del fuoco è operativa dal 24 aprile 1999 e questo sulla base della denuncia di inizio esercizio fatta dal gestore, quindi dal Responsabile dei vigili del fuoco, 40 giorni prima della data del 24 aprile, così come previsto dal decreto ministeriale 10 marzo 1988. Per quanto riguarda le autorizzazioni, le autorizzazioni dell'ENAV non sono necessarie in quanto per l'uso di questa elisuperficie non ci sono piani di volo e non c'è radioassistenza; per quanto riguarda le autorizzazioni ENAC, queste si concretizzano con il verbale relativo alla visita ispettiva che viene fatta successivamente alla denuncia di esercizio da parte del gestore.
Sono state fatte due visite ispettive da parte dell'ENAC: nella prima visita, avvenuta nell'estate del 1999, sono stati prescritti dei lavori di rifinitura e miglioria, puntualmente eseguiti, e, per quanto riguarda il verbale conclusivo della seconda visita ispettiva, faccio presente che l'ENAC ha trasmesso il parere rammentando che non sussistono problemi operativi per quanto concerne l'apertura dell'elisuperficie per l'attività di volo in UFR diurno, con le seguenti prescrizioni… e indica due condizioni - qui andiamo nel tecnico - che leggo; la prima: "Con riferimento alle norme JAR OP53, considerato che la piazzola si trova in ambiente ostile congestionato, è necessario l'impiego di elicotteri in grado di operare con certificazione in categoria A e performance Class 1".
Qui, preciso che si tratta di elicotteri biturbina, è il caso del nostro 412, performance class 1. Il nostro 412 in assetto di soccorso corrisponde al velivolo indicato nella condizione numero 1. Poi ancora al punto 2: "Con riferimento al DM 10 marzo 1988, le operazioni di volo devono essere consentite ai piloti, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in vigore, sotto l'esclusiva responsabilità del pilota stesso; questi, nello svolgimento delle operazioni suddette, è tenuto a conformarsi alle norme e alle procedure di volo contenute nelle apposite pubblicazioni nazionali e alle prescrizioni fornite dal manuale di volo e dal regolamento tecnico ENAC". Queste prescrizioni sono state trasmesse all'Amministrazione con lettera del 20 dicembre 2001 ma, ai sensi della normativa, ripeto, l'elisuperficie è da ritenersi operativa alla data di denuncia di esercizio da parte del gestore.
Prima di rispondere all'ultima domanda, voglio precisare che questa elisuperficie viene impiegata assolutamente in condizioni di emergenza e di straordinarietà, con uso limitato a velivoli di soccorso e cito dalla relazione del gestore, Ing. Badino: "Nel caso, disponibilità dell'elisuperficie di importanza essenziale per l'operazione di soccorso nel caso di inagibilità dell'aeroporto regionale o quando si renda necessario prelevare con urgenza personale o materiale di soccorso disponibili presso la sede del Comando regionale e non facilmente trasferibili all'aeroporto".
Per quanto riguarda i costi, è difficile definire con esattezza, trattandosi dell'utilizzo della soletta che copre la palestra della caserma. Abbiamo estrapolato i costi relativi alle opere metalliche di protezione e delle opere relative alla segnaletica che ammontano a circa 60.000 euro.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Non siamo soddisfatti della risposta che l'Assessore ci ha fornito. Concordiamo solo sull'esordio della risposta dell'Assessore, che in effetti alcune informazioni iniziali non erano complete ma, avendo noi l'abitudine poi di verificare le informazioni, abbiamo acquisito ulteriori elementi che immaginavamo che l'Assessore conoscesse. Il fatto che l'Assessore li abbia omessi nella sua illustrazione ci porta a due conclusioni: o l'Assessore non conosce nel dettaglio le problematiche dell'aviosuperficie oppure l'Assessore volutamente ha ritenuto opportuno non portare a conoscenza dell'aula, e dunque del pubblico, le gravi carenze di questa aviosuperficie.
Assessore, mi perdoni, ma spesso "a pensare male ci si azzecca", dice un adagio più volte usato in politica e devo dire che mai come in questo caso forse la sensazione è veritiera perché la precisione delle due ispezioni a cui lei ha fatto riferimento mi lascia perplesso relativamente al fatto che lei non sia a conoscenza della terza ispezione che avverrà da qui a qualche settimana da parte dell'ENAC e che potrebbe portare alla definitiva inagibilità di questa aviosuperficie. Assessore, allora, alcune informazioni gliele do io, nel caso in cui gli uffici gliele abbiano celate.
Intanto, questa aviosuperficie non ha mai svolto le sue funzioni se non in sede di collaudo in quanto a quelle che erano le prescrizioni tecniche iniziali, peraltro pesanti e senza precedenti, se ne sono aggiunte altre o meglio se ne aggiungeranno altre. Le prescrizioni dell'autorizzazione del 1999 sono senza precedenti perché è difficile che un'aviosuperficie abbia possibilità di accesso rispetto ai quattro punti cardinali soltanto da un punto, in particolare dal lato est, e che preveda, preliminarmente all'utilizzo di situazioni di emergenza - sottolineo di emergenza - la chiusura del traffico della viabilità circostante; diventa già difficile rendere compatibili questi due concetti: chiusura preliminare del traffico con operazioni in regime di emergenza, come lei giustamente e correttamente ha evidenziato.
Dobbiamo anche dire che ci risulta che l'Amministrazione regionale abbia richiesto un parere di compatibilità di urbanizzazione dell'aviosuperficie con il contesto urbano limitrofo quando è notorio che in materia, se ci sono problematiche di servitù, sono le aviosuperfici che devono adattarsi al contesto urbanizzato e non viceversa. Questo perché, nonostante la presenza di quella aviosuperficie, l'amministrazione comunale ha consentito la realizzazione di ulteriori manufatti destinati a civile abitazione e comunque a terziario. Dai dati in nostro possesso risulta una situazione preoccupante, nel senso che le macchine che lei ha citato… il 412 in particolare ha un soffio creato dalle turbine che sotto i venti metri crea problemi sui vetri, sugli infissi, crea problemi di risucchio sui panni stesi, cappotta le carrozzine e butta per terra le persone. Perché ci soffermiamo su questo aspetto? Perché il tetto dell'aviosuperficie è collocato ad un'altezza di 8,5 metri e, a fronte di questi 8,5 metri, abbiamo delle edificazioni che superano i 15 metri.
Lei capisce, allora, che l'elicottero, per poter atterrare sull'aviosuperficie, dovrebbe passare davanti alle finestre, ai balconi di quegli edifici che sono in fase di ultimazione. Ecco perché probabilmente fra un paio di settimane ci sarà il terzo sopralluogo che lei ha omesso di anticiparci che potrebbe scrivere la parola fine ad una vicenda che è nata male e che probabilmente finirà per essere l'ennesimo sperpero di denaro pubblico.
Si aggiunga a questo che il decreto del 23 maggio del Ministro Lunardi ha recepito le norme ICAO della convenzione del 1944 che sono molto più restrittive di quanto non lo siano le norme del precedente decreto ministeriale del 10 marzo 1988.
Non concordiamo assolutamente con quella che è la sua definizione di spesa in quanto è quanto meno sorprendente che un tetto adibito ad elisuperficie abbia le stesse caratteristiche di un tetto che abbia solo funzione di copertura di un immobile ad uso palestra.
In conclusione, pertanto, non siamo soddisfatti del merito, ma ce lo consenta, Assessore, neppure del modo con cui lei risponde a legittime richieste dei Consiglieri. La sua è stata una risposta omissiva.
