Objet du Conseil n. 2760 du 25 septembre 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2760/XI Verifiche in ordine al tasso di inquinamento di impianti di riscaldamento a combustibile pellets realizzati dalla società Eco Green Therm S.p.A. (Interrogazione)
Interrogazione Preso atto che la società Eco Green Therm S.p.A. ha iniziato, nell'ambito delle attività previste nel suo atto costitutivo, a progettare e a realizzare impianti a pellets;
Constatato che la maggior parte di questi impianti sono, per ora, collocati in edifici pubblici, quali municipi, biblioteche, e che in alcuni casi la loro collocazione ha richiesto la dismissione di impianti di riscaldamento a gasolio;
Considerato che in genere sia la scelta del combustibile cui ricorrere per il riscaldamento, sia la stessa riconversione di un impianto di riscaldamento all'utilizzo di un altro tipo di combustibile, sono dettate dall'esigenza di produrre minor inquinamento;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interroga
la Giunta regionale per sapere:
1) se il pellet è un combustibile con tasso di inquinamento inferiore a quello prodotto dal gasolio o dal metano;
2) se la collocazione dei vari impianti di riscaldamento a pellets è subordinata ad una verifica da parte dell'Arpa delle sostanze inquinanti prodotte;
3) se sono stati erogati contributi regionali per l'acquisto di stufe e/o per l'installazione di impianti a pellets, presso i soci della società Eco Green Therm S.p.A..
F.to: Squarzino Secondina
Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) Il Consiglio si era già occupato di questo argomento nel novembre dello scorso anno, quindi, per quanto riguarda la prima questione posta dall'interrogazione relativamente al tasso di inquinamento sviluppato dai pellets, innanzitutto non posso far altro che confermare quanto aveva già detto nella sua risposta l'Assessore Perrin, il quale ha indicato vantaggi e svantaggi dei pellets di legno come combustibile.
Vorrei aggiungere che l'impiego di combustibili ottenuti da biomasse è di per sé positivo in quanto si tratta di risorse rinnovabili, a differenza dei combustibili tradizionali, come il gas naturale, il GPL, il gasolio, l'olio combustibile - non voglio parlare del carbone -, i quali non sono fonti rinnovabili.
I pellets sono a base di legno naturale e vengono ottenuti utilizzando prodotti forestali di scarto o residui della lavorazione costituiti da legno esclusivamente non trattato e la loro combustione, come quella di altre biomasse, non aumenta il contenuto di anidride carbonica in atmosfera, a differenza di altri combustibili fossili, come il petrolio e il metano. Ad esempio, il legno lasciato marcire allo stato naturale produce la stessa quantità di anidride carbonica che viene prodotta nella combustione.
Tutti sappiamo che l'anidride carbonica è uno dei principali fattori della produzione del cosiddetto "effetto serra" che il Protocollo di Kyoto tende ad andare a ridurre. Vorrei ricordare da questo punto di vista che ben maggiore preoccupazione rappresenta quanto a livello nazionale è previsto nel disegno di legge presentato dal Ministro Marzano, che riguarda la riforma e il riordino del sistema elettrico e che prevede l'inclusione del carbone più acqua fra le fonti rinnovabili, quindi fonti che devono essere incentivate come elementi di produzione di energia elettrica.
In ogni caso la normativa regionale e nazionale vigente favorisce ed incentiva l'utilizzazione di biomasse, definendo limiti di emissione per gli agenti inquinanti. Per quanto riguarda la seconda domanda, la legge n. 41/95 istitutiva dell'ARPA e successivamente la legge n. 18/2001 hanno attribuito all'Agenzia i controlli strumentali delle emissioni prodotte dagli impianti di riscaldamento secondo le finalità previste dal DPR n. 203/1988 e anche secondo quanto previsto dalla legge n. 10/1991 relativa al Piano energetico nazionale, al risparmio energetico e alle fonti alternative. Il controllo e la vigilanza in materia ambientale invece sono svolti dal Corpo forestale sulla base dell'articolo 4 della legge n. 41/95 e la stessa legge ha attribuito al Servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell'USL le verifiche connesse con l'esercizio e la manutenzione degli impianti di riscaldamento.
Per quanto riguarda l'ultima risposta, cioè quante sono le erogazioni che sono state fatte dalla Regione per l'incentivazione di utilizzo di impianti di riscaldamento che utilizzano i pellets, sono state valutate complessivamente tre richieste di contributo a valere sulla legge n. 62/93, modificata dalla legge n. 43/98: due di queste richieste riguardano impianti di potenza superiori a 20 kwatt/h a servizio di edifici pubblici rispettivamente nei Comuni di Saint-Marcel, per un importo di prossima liquidazione di 4.196 euro, e di Torgnon, per un impegno di spesa di 3.873 euro, ancora in fase di valutazione; la terza richiesta di contributo riguarda l'installazione di un impianto di potenza inferiore ai kwatt/h, quindi di dimensioni inferiori a quelle che ho citato prima, volta al riscaldamento di un'abitazione privata, il contributo è già stato liquidato nel 2001 per un importo di 1.800.000 lire.
Per quanto riguarda i contributi della legge n. 1/97, quella gestita dall'Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali, per valorizzare le produzioni di legna che derivano dai boschi, non risultano essere stati erogati contributi per l'installazione di termoriscaldamento a pellets.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Ritorno su questo argomento perché ritengo che non ci sia sufficiente chiarezza relativamente a questo tema. È vero, il Piano energetico regionale che è stato approvato indica genericamente che sul territorio regionale sono presenti quantitativi sufficienti a promuovere, con riferimento alla biomassa legnosa, un utilizzo energetico sia in impianti singoli, sia in sistemi di teleriscaldamento per piccole reti locali, ma poi aggiunge che l'utilizzo della biomassa a fini energetici deve comunque "essere coordinato con quanto previsto da altri strumenti pianificatori regionali"; questo consentirebbe anche di "promuovere diverse modalità di gestione della pulizia delle aree boschive sia pubbliche che private". I principi che qui sono indicati sono di una tale genericità che bisogna capire bene dove si colloca l'utilizzo della biomassa legnosa all'interno dell'uso di risorse energetiche nella nostra Valle.
È vero che l'uso delle biomasse vuol dire uso di risorse rinnovabili, però sappiamo bene che in questo momento l'uso di queste risorse rinnovabili della Valle non viene fatto, perché il pellets non viene ancora fabbricato in Valle, quindi se noi volessimo proprio dire che vogliamo utilizzare le risorse regionali per produrre biomassa, dobbiamo dire che questo non lo facciamo. Allora non è chiaro perché non si fa, non è chiaro se non si fa perché non c'è sufficiente materiale oppure per altri motivi. Quello che sto dicendo, Assessore, è che su questa questione va fatta più chiarezza.
Fra l'altro non è sufficiente dire che anche per il pellets ci sono dei limiti da rispettare. Certo. Quello che chiediamo è di verificare effettivamente, per ogni tipologia di impianto, se questi limiti di inquinamento sono rispettati oppure no. Esiste, è vero, come lei diceva, un piano regionale di censimento delle fonti di emissioni ma, rispetto a questa fonte di emissione, nulla è stato ancora fatto, quindi sarebbe interessante…
(interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)
… no, attenzione: il problema non è negli impianti, nei grandi impianti. Il problema nei grandi impianti non esiste e lo avevo già detto perché nei grandi impianti c'è il controllo dei filtri, per cui è controllata l'emissione di questi fumi e di queste polveri, per cui non pongono problema; pone il problema, ripeto, l'attuabile e il possibile futuro proliferare di impianti casalinghi in cui viene utilizzato il pellets. Ma perché pongo il problema? Perché siamo di fronte ad una società Eco Green Therm, a maggioranza di capitale pubblico, che segue gli interessi di una società privata.
Non contesto che una società privata segua i suoi interessi, ma è il pubblico che deve chiedersi se quegli interessi del privato sono anche interessi del pubblico. Noi abbiamo una legge regionale che finanzia l'acquisto di caldaie e stufe per biomassa, c'è una società che pubblicizza l'acquisto di queste stufe, c'è un proliferare di queste caldaie che però usano pellets acquistato fuori Valle, quindi noi per assurdo facciamo da volano all'industria delle stufe prodotte fuori Valle, del pellets prodotto fuori Valle, con quale risultato? Che si favorisce la sostituzione di impianti che vanno a gasolio, e che potrebbero andare a metano in un secondo momento, con l'uso della biomassa, che è molto più inquinante del gasolio, senza aver chiarito bene le conseguenze sul piano dell'inquinamento e del miglioramento dell'aria. Questo è molto grave ed è per questo che chiediamo, in primo luogo, uno sguardo di attenzione nei confronti dell'ARPA perché inserisca nel piano aria non solo i dati dei grandi impianti, ma anche quelli relativi l'uso domestico di questa biomassa; in secondo luogo che l'Ufficio energia verifichi la qualità dei suoi investimenti e lo faccia a ragion veduta, che questi progetti siano finalizzati e infine che ci sia un'attenzione sul fatto che eventuali progetti finanziati dall'Assessorato dell'industria servono a peggiorare la qualità dell'aria.
