Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2745 du 24 juillet 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2745/XI Disegno di legge: "Modificazioni alla legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 (Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent)".

Articolo 1 (Modificazione all'articolo 1)

1. Il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 30 novembre 2001, n. 36 (Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent), è sostituito dal seguente:

"1. La Regione autonoma Valle d'Aosta promuove, nell'esercizio delle proprie competenze e nel rispetto della competenza statale in materia di ordinamento penale, la costituzione di una società per azioni a totale capitale pubblico, denominata Casino de la Vallée s.p.a..".

Articolo 2 (Modificazione all'articolo 6)

1. Il comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 36/2001 è sostituito dal seguente:

"1. La Casino de la Vallée s.p.a. è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri, quattro dei quali nominati dalla Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 2458 del codice civile e in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale), fatto salvo quanto disposto dall'articolo 5, commi 1 e 3, e dall'articolo 6, commi 1, 2 e 3, della stessa legge, in merito alle ipotesi di esclusione e di incompatibilità.".

Président Je rappelle que la IIème et la IVème Commission ont exprimé à la majorité un avis favorable à ce sujet.

La parole au rapporteur, le Conseiller Borre.

Borre (UV) Questa proposta di legge non è altro che una parziale modifica di alcune parti della legge n. 36/2001: "Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent", legge che abbiamo voluto integrare per meglio precisare che non è assolutamente intenzione dell'Amministrazione regionale invadere in alcun modo la competenza dello Stato.

Con la legge n. 36/2001 non siamo intervenuti per aprire nuovi casinò, né abbiamo tanto meno inteso interferire con le competenze statali, quali l'ordine e la sicurezza pubblica o l'ordinamento penale in genere. Poiché l'impugnativa proposta dalla Presidenza del Consiglio sollevava perplessità proprio su questi punti, le modifiche apportate con questo disegno di legge agli articoli 1 e 6 della legge regionale n. 36/01 vogliono chiarire la nostra volontà e sciogliere ogni dubbio rispetto ai rilievi governativi, volontà che è semplicemente quella di istituire uno strumento privatistico per la gestione di un'azienda che ha una funzione storica, un'azienda che è un'importante fonte di entrate in favore di tutta la comunità valdostana, un'azienda che è un grande indotto per l'occupazione, sia essa diretta che indiretta.

Vogliamo che sia approvata una legge che permetta di uscire dalla pur valida Gestione straordinaria, costituita in applicazione della legge n. 88/93 successivamente modificata nel 1999; vogliamo che l'azienda Casinò possa disporre di strumenti societari adeguati per poter rispondere in modo altrettanto adeguato "al nuovo" che sta avanzando nel mondo del gioco, alle evoluzioni e innovazioni in atto in questo particolare mercato.

Con il Governo non intendiamo fare alcun "muro contro muro". Sono due momenti ben diversi: da un lato la nostra legge che crea una società per azioni; dall'altro la legge sui casinò che lo Stato sta approvando e che vedrà i nostri Parlamentari impegnati a garantire che essa sia rispettosa delle case da gioco esistenti, ma sia la Regione che i Parlamentari sono disponibili al dialogo e al confronto. Non riteniamo però che una legge sulla gestione dalla Casa da gioco di Saint-Vincent, una legge che inoltre viene emendata tenendo conto dei rilievi fatti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, possa turbare l'iter della legge statale in itinere.

I rilievi accolti e proposti con questa legge dovrebbero meglio esplicitare alla Corte Costituzionale la nostra reale volontà. È questo il motivo per cui si è fatta urgenza sia per portare l'atto in commissione che per l'iscrizione in Consiglio.

La Corte Costituzionale potrà darci ragione o torto, rimane la convinzione che stiamo agendo nell'interesse della nostra Regione, dell'azienda e nel diritto-dovere di esercizio di una nostra competenza e non si pensi, in quest'aula, di poter gridare vittoria in caso che la Corte cassi la nostra legge; no, non ci saranno Valdostani, se tali si ritengono, che potranno gioire perché tutti i Valdostani, la Valle d'Aosta avranno perso. Se invece la Corte riconoscerà che la nostra legge vuole solamente, come è in realtà, creare uno strumento per la gestione di un'azienda storicamente riconosciuta, che i rilievi del Governo sono stati recepiti e spiegati, potremo, come Consiglio regionale, come Valdostani, essere contenti di questa lettura, lettura che riconosce un diritto a scegliere la forma di gestione sulla base di una competenza esercitata sin dal 1946.

Va ricordato che il Casinò esercita la sua attività da oltre 50 anni e che la Corte ha riconosciuto la legittimità delle norme che consentono tali attività, evidentemente non solo per Saint-Vincent. Dovremo comunque prepararci ad affrontare momenti difficili che non potranno essere superati semplicemente con giusti dispositivi di tutela che la nuova legge dovrebbe inserire per le case esistenti, ma con grandi operazioni di promozione, grandi interventi strutturali e di buona e oculata gestione. Da qui la necessità di questa legge, di veder riconosciuto e salvaguardato l'impianto della legge regionale n. 36 del 2001.

Président La parole au rapporteur de la IIème Commission, le Conseiller Cerise.

Cerise (UV) Farò un intervento molto breve e coerente con la posizione che ho assunto in II Commissione, dove ho cercato di far capire la mia difficoltà a fare il relatore di questa legge.

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 21 febbraio 2002, ha deliberato di impugnare la legge regionale n. 36/2001 poiché: "La Regione operando, con l'articolo 6 del provvedimento in esame, una deroga alla propria legge sulle nomine (n. 11 del 1997) vanifica il richiamo contenuto nell'articolo 5 della normativa derogata relativo all'applicabilità della legislazione statale in tema mafioso e di altre forme di pericolosità sociale. In tal modo sarebbe violata la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza come risulta dal nuovo articolo 117 della Costituzione."

La censura evidenziata nell'impugnativa non coglie nel segno in quanto la natura e la portata della disciplina oggetto del gravame non hanno in alcun modo effetto derogatorio rispetto alla normativa statale. Va infatti chiarito - e questo è lo scopo precipuo dell'intervento normativo proposto dall'esecutivo regionale - che la deroga censurata opera esclusivamente in ordine alle procedure che discendono dalla legislazione regionale, senza produrre effetto derogatorio rispetto alle leggi statali in materia di trasparenza nelle nomine operate dagli enti pubblici.

Ciò che si propone il legislatore regionale è, perciò, di rendere più spedito l'iter che conduce all'identificazione degli amministratori della costituenda società in relazione al carattere di evidente fiduciarietà degli incarichi che vengono affidati in seno alla Società Casinò de la Vallée S.p.A.. D'altro canto, una medesima deroga alle usuali procedure di nomina di competenza regionale è contenuta in altre leggi regionali, puntualmente richiamate nella relazione introduttiva del disegno di legge, regolarmente vistate dall'allora Presidente della Commissione di Coordinamento.

Mi preme sottolineare che, né in questa occasione né nelle precedenti, la Regione, operando in deroga alla legge regionale n. 11/1997, ha mai provocato l'effetto di disapplicare la legislazione statale antimafia e relativa alle altre forme di pericolosità sociale, come invece sostiene il Governo nell'impugnativa in proposta. Nonostante, quindi, si ritenga del tutto legittima la deroga alla legge regionale n. 11/1997, si propone la modifica dell'articolo 6 della legge regionale n. 36/2001, in cui tale deroga è contenuta, con l'articolo 2 dell'allegato disegno legge, al fine di chiarire ulteriormente l'assenza di volontà regionale di ledere la competenza statale in materia di sicurezza e di ordine pubblico, con particolare riferimento alla prevenzione della delinquenza di stampo mafioso e di altre gravi manifestazioni di pericolosità sociale. La stessa ratio è sottesa all'articolo 1 dell'allegato disegno di legge per quanto concerne la riserva statale di legge in ordine all'ordinamento penale in generale. Non è mai stato nell'intendimento del legislatore regionale di operare in riferimento a tale ambito essendo palese e consolidato nel tempo che la deroga alla normativa penale relativa all'apertura della Casa da gioco di Saint-Vincent ha avuto luogo in tempi remoti, addirittura in fase pre-statutaria.

L'intervento normativo contenuto nella legge regionale n. 36/2001 è perciò strettamente limitato ad una ridefinizione degli assetti gestionali di un'attività la cui liceità - formalmente riconosciuta dalla costante giurisprudenza, compresa quella costituzionale - discende in tutta evidenza da atti normativi di altra natura che non sono in nessun modo correlati con la legge oggetto dell'impugnazione governativa.

Président La discussion générale est ouverte.

La parole au Conseiller Piccolo.

Piccolo (SA) Premetto che non entrerò nel merito del disegno di legge in quanto credo che la proposta della Giunta regionale sia stata attentamente vagliata e pertanto mi auguro che possa essere accettata dai rappresentanti del Governo centrale, quindi mi limiterò a fare alcune considerazioni personali sul "problema Casinò".

Soltanto pochi giorni fa, nella seduta del Consiglio del 10 luglio, in occasione della discussione del bilancio consuntivo, sono intervenuto per parlare del problema relativo al futuro della Casa da gioco, ovvero in tempi non sospetti, e, proprio nell'intervento, ho sottolineato le preoccupazioni per le prospettive di rilancio e di sviluppo della Casa da gioco qualora non si giungesse in tempi strettissimi alla definizione della gestione.

Ora, alla luce anche dell'impegnativa della Presidenza del Consiglio dei ministri… eccoci ancora una volta qui, finiti i contenziosi con i ricorsi e controricorsi del passato, di fronte a un altro e ulteriore percorso, che non si sa dove ci potrà portare. E pensare che dopo la sentenza del Consiglio di Stato, attesa dopo lunghissimi anni, la maggioranza regionale, con una legge, si era assunta anche la responsabilità di decidere sul futuro gestionale della Casa da gioco, costituendo una S.p.A. a totale capitale pubblico con azionista la Regione e con la partecipazione del Comune di Saint-Vincent. Una società per azioni pubblica che ricalca pienamente quanto è stato fatto dagli altri casinò d'Italia: infatti tutti e tre gli altri casinò sono di gestione pubblica. Pertanto tutto sembrava in regola, nel rispetto di quanto è oggi vigente, ed ecco che la legge della S.p.A. pubblica per la gestione del nostro Casinò viene impugnata dal Governo.

Vengono assunte posizioni politiche diverse in merito all'impugnativa, e lo sottolineo, qualora ce ne fosse ancora bisogno, ricordando che la "Stella Alpina" chiarì fin da subito ai patners di maggioranza la propria posizione: occorre dialogare e confrontarsi con il Governo per trovare una soluzione che porti alla definizione della legge impugnata... chiedendo "in primis" al Governo regionale di attivarsi e suggerendo tra l'altro e doverosamente una strettissima collaborazione con i Parlamentari valdostani. Dopo un periodo non certo breve, si è giunti finalmente al dialogo fra l'Amministrazione regionale e il Governo centrale, dopo alcuni incontri ecco riapparire però il "fantasma" dei tempi lunghi per la soluzione della gestione del Casinò. Dalle parole del Presidente della Regione, nonostante la volontà politica da parte dell'Amministrazione regionale di accogliere le osservazioni, sussistono ancora delle perplessità sulle modifiche, se queste ultime verranno ritenute sufficienti per l'okay alla legge da parte del Governo centrale.

Tralascio ogni commento per quanto attiene il passato, per quanto mi riguarda in particolare il periodo dal 1993 ad oggi sulle disavventure della casa da gioco e sulle dichiarazioni in aula delle Cassandre che ancora oggi continuano a sputare sentenze sulla gestione e sul futuro disastroso del nostro Casinò, e sottolineo nostro, in quanto di concessione proprio della Regione Valle d'Aosta.

Credo che non sia difficile percepire quali siano invece le vere intenzioni del Governo centrale: aspettare l'approvazione di una normativa nazionale che disciplini l'attività di gioco dei casinò su tutto il territorio della nostra penisola e quindi soprassedere a qualsiasi legge in materia di casinò, suggerendo implicitamente di continuare con la Gestione straordinaria fino a che il Parlamento legiferi in merito, dimenticando quindi la competenza della Regione in materia di concessione di Casinò di Saint-Vincent, alla faccia del federalismo e del principio di sussidiarietà tanto decantati dalle forze di maggioranza del Governo centrale.

La domanda d'obbligo che mi faccio e che vi faccio è la seguente: fino a quando? Quali saranno i tempi di approvazione da parte del Parlamento della normativa in materia di casinò? Che fine faranno le prerogative della Valle d'Aosta in materia di competenza sugli aspetti gestionali della Casa da gioco? Dovremo aspettare ancora anni prima di poter procedere ad un rilancio e ad uno sviluppo del nostro Casinò, che ormai non può più attendere oltre, pena la sua débâcle? Dico questo perché è ormai da troppo tempo che occorre mettere mano, con una serie di interventi strutturali e non, alla Casa da gioco e alle strutture intorno, cercando di utilizzarle in quanto oggi sono in stato di abbandono o non completamente sfruttate al meglio, interventi quindi non più procrastinabili che comunque dovranno essere individuati, concordando con la società che dovrà gestire il Casinò.

Concludendo, nel passato abbiamo dovuto attendere la sentenza definitiva del Consiglio di Stato ed oggi siamo in attesa, entro la fine di settembre, della sentenza della Corte Costituzionale. Con queste prospettive non posso che augurarmi che la Corte Costituzionale dia ragione alla Regione, diversamente saranno tempi duri per questo Consiglio e in particolare per le maestranze del nostro Casinò.

Termino questo mio intervento esprimendo la mia solidarietà come ultimo atto di fiducia al Presidente della Regione e alla Giunta sul problema annoso della gestione Casinò, con l'augurio che le modifiche apportate siano accettate dal Governo centrale e che questo possa essere l'ultimo atto della "telenovela Casinò", al fine di evitare di giungere ancora una volta ad uno scontro fra Governo e Regione con ulteriore perdita di tempo che andrebbe a pregiudicare il futuro del Casinò.

Président La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI) A prescindere da quello che sarà l'esame che svolgerà la Corte Costituzionale, la quale sembra aver fissato l'udienza a fine settembre, e quindi a prescindere da quello che sarà l'andamento del contenzioso sulla legge n. 36, noi ravvisiamo in questo disegno di legge innanzitutto un parziale accoglimento delle osservazioni che sono state fatte nel ricorso promosso dall'Avvocatura dello Stato per conto del Governo, in particolare vediamo che è stata accolta la precisazione relativa alla composizione del consiglio di amministrazione e quindi alla legislazione antimafia di cui all'articolo 6. Questo serve a fare chiarezza e fa capire che non tutte le osservazioni che sono state avanzate dall'Avvocatura dello Stato erano campate in aria e il Governo regionale ha pensato opportuno di riassumerle nell'articolo 2 che va a modificare l'articolo 6. Per quanto riguarda il disegno di legge nel suo insieme, dobbiamo dire che questo disegno di legge contiene due emendamenti che si innestano su un impianto politico legislativo che abbiamo giudicato assolutamente insoddisfacente già all'epoca. È la sostanza che non ci aveva convinto allora, è la sostanza che non ci convince oggi con queste due modificazioni al di là del tecnicismo giuridico che è stato apportato nell'articolo 2. Perché la sostanza non ci convince? Non ci convince per due ragioni essenziali che qui riassumerò: la prima, perché la legge n. 36 individua un modello che consolida e formalizza una gestione di tipo pubblico facendo tramontare definitivamente l'ipotesi di privatizzazione della casa da gioco, ipotesi che da noi era ed è auspicata; la seconda, perché vede il Presidente della Regione, che riveste anche il ruolo di Prefetto, in qualità di azionista pressoché totalitario di un capitale sociale totalmente pubblico.

La contraddizione è macroscopica poiché il massimo tutore dell'ordine pubblico non può essere al contempo titolare di un esercizio del gioco di azzardo, che è un'attività in deroga al Codice penale; l'esercizio del gioco di azzardo non rientra, inoltre, nei compiti istituzionali della Regione.

È vero che la Regione partecipa in numerose società, è vero però che l'attività di queste società non è quella di gioco di azzardo, ma sono attività di natura completamente diversa. Per queste due ragioni sostanziali, che oggi ribadiamo in sintesi, non possiamo votare favorevolmente questo disegno di legge, le cui modifiche si innestano su quello che abbiamo deprecato e il nostro voto sarà quindi profondamente contrario.

Da un lato ci fa piacere sentire, sulla base di alcuni interventi di esponenti della maggioranza, che è in parte superata quella fase di rapporti tesi fra Stato e Regione: fino a qualche mese fa si parlava di attacco all'autonomia con estrema facilità, si parlava di Roma contro Aosta, non solo per la casa da gioco, ma anche per altri aspetti, invece oggi questa fase di rapporti difficili sembra superata. Ne prendiamo atto, come abbiamo preso atto di alcune affermazioni fatte oggi in aula. Sarebbe interessante piuttosto sapere, per voce del Presidente, visto che ha partecipato anche recentemente ad incontri ministeriali, se esiste una disponibilità e un'apertura ad un'ipotesi modificativa di questo tipo e quindi anche che questa legge possa essere sanante da un punto di vista giuridico formale di quella legge che è stata impugnata oppure se è vero quello che è stato pubblicato su alcuni giornali nel senso che gli ultimi colloqui si siano conclusi in una fumata nera. Questa è una domanda che ci sentiamo di porre in calce a questo breve intervento che nella sostanza ribadisce la nostra contrarietà all'iniziativa politica così impostata e alla sostanza del provvedimento oggi presentato.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Ho già ascoltato in commissione, insieme agli altri componenti, la relazione presentata dal Consigliere Borre in merito a questo disegno di legge e devo dirvi che allora, come oggi, sono rimasto stupito ed incredulo. Non ero il solo ad essere stupito in commissione, tant'è vero che nessuno dei componenti la II Commissione voleva accettare di fare il relatore alla legge, alla fine ha accettato il Presidente della Commissione, il Consigliere Cerise, che ha dichiarato che non avrebbe firmato la relazione presentata dal Consigliere Borre e che, anche se con difficoltà, come ha dichiarato allora, ha presentato una propria relazione; oltre alla relazione del collega Borre, non abbiamo condiviso neppure quella del Presidente della Regione in sede di riunione congiunta delle Commissioni II e IV.

Certamente si comprende che non potevano, né il Consigliere Borre, né il Presidente, esprimersi diversamente, se quello era il mandato ricevuto dalla maggioranza, ma noi ricordiamo anche il contenuto della relazione con cui fu presentata in questa sede la legge n. 36/2001 che oggi intendiamo modificare; abbiamo ancora nelle orecchie le parole roboanti di sfida, di condanna e di accusa nei confronti del Governo nel momento in cui la legge fu impugnata dalla Presidenza del Consiglio davanti alla Corte Costituzionale, basta rileggersi le cronache dei giornali locali!

Mi chiedo pertanto cosa sia cambiato da allora ad oggi, cosa sia accaduto di nuovo per far cambiare parere alla Giunta e alla maggioranza e per spingere a chiedere praticamente scusa al "Governo Berlusconi", mi domando perché l'atteggiamento sia cambiato. Non mi venga a dire, il Consigliere Borre, come ha scritto nella relazione, che si è voluto meglio precisare le disposizioni della legge e che non era intenzione dell'Amministrazione regionale non invadere in alcun modo la competenza dello Stato ma, colleghi, quale competenza abbiamo invaso, me lo volete dire? Caro collega Borre, guarda che so leggere - in francese un po' meno, ma in italiano un po' di più e, se è in francese, capisco comunque il senso -, quali dubbi c'erano da sciogliere rispetto ai rilievi del Governo? Ce lo dovete dire!

Consigliere Borre, lei ha scritto che con il Governo non intendete fare muro contro muro; certo, siamo d'accordo quando "il gioco non vale la candela", ma non quando si tratta di tutelare e difendere la nostra autonomia, le nostre prerogative statutarie e la dignità dei Valdostani nei confronti del Centro!

Con questa legge di appiattimento - tale la considero - nei confronti del Governo centrale, voi della maggioranza rinnegate l'eredità che la vecchia "guardia valdostana" ci ha lasciato, rinnegate cinquant'anni di lotte per ottenere la piena applicazione dello Statuto speciale, ricordiamocelo questo! Sono ormai più di quarant'anni che sono qui e ho sempre sentito dire che lo Statuto speciale deve essere applicato e che non si tocca, invece oggi, approvando questa legge, non favorite la Valle d'Aosta, per niente! Voi state compiendo - scusate se la parola vi sembra grossa - il più grave suicidio politico che potevate fare come movimento regionalista! Il vostro per me è un suicidio politico perché ammettete un principio che, stante la situazione romana con questo Governo di Centro-Destra, continuerete a seguire anche nel futuro, ma non avete compreso che è questo l'obiettivo di "Forza Italia", locale e nazionale?

Loro intendono ridurvi a mendicare i vostri diritti, vi inducono ad andare alla questua dei diritti della Valle d'Aosta fino a quando la nostra Regione non sarà amministrata da un governo di Centro-Destra... farete una scelta politica di maggioranza... finché, in vista delle prossime elezioni, non ci sarà un cambio della guardia... Ritengo che voi con questo disegno di legge accettiate ciò che il Governo vi impone e pretende dalla Valle d'Aosta, pertanto questo vostro cambiamento di rotta è da stigmatizzare perché è ingiustificato sotto ogni punto di vista…

(interruzione dell'Assessore Lavoyer, fuori microfono)

… non è questo il discorso, non mettere la questione sotto questo tono, caro Lavoyer, e quanto devi faticare per risolvere i problemi della ferrovia e il Presidente per risolvere il problema del traforo lo vediamo! Sono tutte decisioni che vengono prese sulla vostra testa e anche questa legge passa sulla vostra testa e sulla testa dei Valdostani!

È inutile che sghignazzate, dovete fare i conti con questa realtà! Qui non si tratta di superare semplici equivoci o di superare diverse interpretazioni e malintesi, la diversità di vedute è una sola: quella del Governo che non permette alla Valle d'Aosta di decidere autonomamente su quanto è di sua competenza! È vero, come mi diceva spesso un vecchio giudice, che è meglio un buon accomodamento che una causa vinta, ma questo non è proprio il caso: qui c'è di mezzo la nostra e la vostra dignità, il rispetto della nostra autonomia e del nostro Statuto!

Voi cedete all'arroganza del "Governo Berlusconi", non ci sono altre giustificazioni, tranne forse una: quella di affrettare la chiusura della Gestione straordinaria per affidare la gestione della casa da gioco alla società Casino S.p.A., sperando così di rimediare ai danni che il sistema di gestione precedente ha arrecato.

Il Consigliere Piccolo lo ha detto poco fa: bisogna rilanciare il Casinò perché così non si può andare avanti, questo non lo dico solo io, lo ha detto anche il Consigliere Piccolo, che è un membro di maggioranza, lo avete detto in tanti in questa sede. È questo il vero scopo "dell'inciucio" che sta avvenendo? Che differenza c'è fra la vecchia e la nuova gestione? Se ce n'è una, è quella, come dicevo prima, che si aumenta il numero dei componenti del consiglio di amministrazione, da tre si passa a cinque, e si soddisfano più pretese di quelle che si potevano soddisfare in passato.

Presidente, il vostro compromesso vi farà anche superare le divergenze, se ve ne sono, all'interno della "Union Valdôtaine" e con la "Stella Alpina", come nella maggioranza nel suo insieme, ma per i vostri affari interni, a cui non tutti i Valdostani sono interessati, per cui il prezzo del compromesso che fate pagare alla Valle d'Aosta non vi sembra troppo alto?

Alla legge seguirà certamente l'accettazione dell'alternanza della Presidenza alla Commissione paritetica per l'applicazione dello Statuto, come ha proposto il Ministro La Loggia, è stata accettata anche questa, come ci saranno altre occasioni per limitare la nostra autonomia ed attaccare lo Statuto speciale. Non vogliamo insegnare a nessuno come si difende l'autonomia - perché qualcuno ha scritto che non prendeva lezioni -, ma non abbiamo neanche niente da imparare da chi cerca di tessere un rapporto con il Governo di Centro-Destra o che tende ad accordarsi con "Forza Italia"! Forse dietro a questa legge c'è questa volontà politica, c'è la paura che si rompa questa maggioranza prima delle prossime elezioni regionali, per qualcuno forse il potere conta più della difesa della nostra autonomia!

Le astensioni dei due Parlamentari valdostani in sede di Camera e Senato, anche quando dovrebbero esprimere un voto contrario, come sulla legge sull'emigrazioni, dimostrano la timidezza con cui svolgono il loro ruolo, dimostrano con i fatti di non volersi mettere contro il Governo ma, quando non si compie la scelta definitiva da quale parte stare, non si conta e non si gode di alcuna considerazione e stima, come sta accadendo: non scegliendo, i due rappresentanti valdostani possono astenersi o votare contro, ma certamente non godono di nessuna considerazione! Stando in quel limbo, non creano ricchezza per la Valle d'Aosta!

È stato detto che la Corte Costituzionale può darci ragione o torto, certamente, ma mi risulta che nel passato su questi problemi ci abbia sempre dato ragione, ma voi pensate di essere più credibili con questa legge di fronte alla Corte Costituzionale?

Anche questa è una domanda alla quale aspetto risposta. Pensate che la Corte Costituzionale ci apprezzi e ci stimi di più dopo queste modifiche alla legge n. 36? Io non ci credo. Se ci vuole dare torto, sono convinto che ce lo dà comunque, statene certi ma, in tal caso, non saremo noi a gridare vittoria perché non aspettiamo quello, Consigliere Borre, così come abbiamo detto che non condividevamo la presa di posizione del Governo nei confronti della legge n. 36 quando fu approvata nonostante non l'avessimo approvata, oggi diciamo con altrettanta franchezza che non saremo noi a gridare vittoria, tutt'altro! Sapete chi griderà vittoria? Chi spera di piegare la Valle d'Aosta alla volontà del Centro-Destra.

Noi voteremo contro questa legge per gli stessi motivi per i quali non l'approvammo nel 2001 e oggi in modo particolare per le modifiche che avete apportato in quanto non le riteniamo idonee per la difesa della nostra autonomia e delle nostre prerogative, è un appiattimento che non condividiamo.

Président La parole au Conseiller Cottino.

Cottino (UV) Alcune brevissime riflessioni.

Stamani abbiamo discusso dell'iscrizione di questo provvedimento e ci sono state delle dichiarazioni anche del collega Beneforti a proposito della sua non urgenza, dopo il suo intervento ho capito perché ha sostenuto la non urgenza del provvedimento: perché, secondo lui, oggi diventato un paladino sostenitore di una certa autonomia, novità, se non assoluta, sicuramente forte…

(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)

… la falsità è prerogativa di qualcuno… ma dicevo che, secondo la sua interpretazione, legittima, ma non realistica, questi due articoli non servirebbero a chiarire quello che si voleva con la legge base della gestione del Casinò. In effetti, nonostante quello che ha detto il collega Beneforti, nessuno nel momento in cui si è discussa la legge ha immaginato di evitare la documentazione antimafia per quanto riguarda la nomina degli amministratori del Casino S.p.A.. Se il Consigliere Beneforti ha inteso così, ha inteso male ed è questo il primo grosso appunto che il Governo fa con l'impugnativa di questa legge.

Secondo punto: invasione nelle competenze statali, anche qui ribadiamo la nostra competenza sulla gestione, ma questo non significa volere a tutti i costi avere anche competenza sulle questioni penali ed è quello che chiariamo con la seconda modifica. A mio modo di vedere, apportare queste modifiche, di conseguenza, non significa un appiattimento, non significa essere succubi del Governo. Ribadisco che non abbiamo mai cercato il muro contro muro, anche se qualche collega di "Forza Italia" l'ha sostenuto.

È evidente, Consigliere Beneforti, che in questo momento c'è - ci piaccia o meno - un Governo di Centro-Destra, così come fino a poco tempo fa c'era un Governo di Centro-Sinistra, ed è evidente che, volenti o nolenti, si debba dialogare o - per adoperare le sue parole si debbano tessere rapporti. Le simpatie sono una cosa diversa! A noi quello che interessa è il futuro della Casa da gioco, è salvaguardare e migliorare, se possibile, la Casa da gioco. Nessuno immagina che con questa legge venga garantita una sentenza a noi favorevole da parte della Corte Costituzionale, ma con questa legge portiamo dei chiarimenti di cui spero la Corte terrà conto.

Non sono convinto, come il Consigliere Beneforti, che la Corte Costituzionale si alzi al mattino e decida di volerci dare torto o ragione, sono invece convinto, essendo il nostro uno stato di diritto, che la Corte Costituzionale debba tenere conto delle leggi esistenti e le modifiche che si propongono hanno lo scopo di chiarire in modo inequivocabile quelle che erano e sono le nostre intenzioni. Se la Corte Costituzionale ci darà torto, se non altro avremo la coscienza di aver fatto ciò che doveva essere fatto. Sicuramente non saremo noi ad essere responsabili, tanto meno lo saremo con questa legge se ci saranno ritardi nel rilancio della Casa da gioco a causa della bocciatura di questa legge.

Semmai, se di responsabilità si può parlare, saranno coloro che hanno sollevato questa problematica, coloro che hanno fatto di tutto perché il Governo, attraverso l'Avvocatura dello Stato, impugnasse quella legge a doversi fare un esame di coscienza per verificare se hanno fatto l'interesse della Valle d'Aosta! Se invece dovessimo vincere, perché dovremmo fare dei trionfalismi particolari? Se dovessimo vincere, dovremmo soltanto avere l'intima convinzione di aver operato nel giusto.

Ripeto: il fatto di non voler fare muro contro muro e di dover e voler dialogare l'abbiamo sempre affermato. Andatevi pure a rileggere i verbali. Siamo ancora su quelle posizioni. Speriamo di poter avere ragione perché siamo convinti che con questa legge otterremmo i risultati che ci siamo prefissi per il bene della Casa da gioco.

Si dà atto che dalle ore 19,38 presiede il Vicepresidente Lattanzi.

Presidente La parola al Consigliere Martin.

Martin (SA) Signor Presidente e colleghi consiglieri, siamo ancora una volta qui a parlare di Casinò, è un argomento che è stato affrontato durante tutta la passata legislatura e anche durante tutta questa legislatura, è quindi un tema che negli ultimi anni ha occupato molto questo Consiglio regionale. Dopo numerose peripezie, finalmente si è chiusa la vicenda giuridica, nel senso che i vari ricorsi sono stati respinti e la Regione ha potuto cominciare a ragionare in termini politici del problema. Quando parlo di "termini politici", intendo dire che la Regione finalmente poteva dotarsi di una gestione definitiva che: 1) superasse la Gestione straordinaria; 2) potesse dare un assetto ben preciso alla Casa da gioco; 3) ponesse fine all'annoso problema dell'accerchiamento; 4) desse una risposta ai problemi che fra non molto nuovamente in quest'aula dovremo discutere; mi riferisco al Billia e all'avvenire dei propri dipendenti; 5) potesse rilanciare la Casa da gioco, facendo quegli investimenti che più volte in quest'aula tutti quanti hanno auspicato; 6) potesse dotarsi di nuove strategie aziendali per contrastare l'evoluzione nel gioco che sta avanzando ogni giorno con l'istituzione di nuove sale bingo, con l'affermazione sempre più massiccia di slot machines in locali pubblici, con la ventilata, e forse nemmeno più tanto lontana, apertura di nuove case da gioco.

Questa fase sembrava conclusa con l'approvazione di una legge, la n. 36/2001, che tendeva a sostituire la Gestione straordinaria con una S.p.A. pubblica. Questa legge però è stata impugnata dal Governo centrale.

Devo dire che siamo stati tutti sorpresi di questa vicenda e personalmente sul momento ho avuto anche un rimpianto: che la Commissione di Coordinamento fosse già stata eliminata e questo anche se mi rendo conto di dire una cosa molto assurda, perché tutti noi in tutti questi anni ci siamo battuti per eliminare questa commissione che non ritenevamo idonea a giudicare gli atti del Consiglio regionale e abbiamo accolto con soddisfazione la modifica al titolo V della Costituzione che eliminava quella commissione.

C'è stato il rimpianto perché, se ci fosse stata ancora la Commissione di Coordinamento, probabilmente, come è sempre successo con tutte le leggi respinte da questa commissione, ora sostituita dal Governo centrale, si sarebbe attivata una procedura, una trattativa, ci si sarebbe parlati, ci si sarebbe probabilmente anche capiti e si sarebbe trovato il modo di apportare quelle modifiche che andavano bene sia alla Regione, sia a chi rappresentava il Governo centrale e la legge forse sarebbe passata. Perché l'impugnativa, vedete, riguarda due argomenti che nell'intenzione nostra - parlo soprattutto di chi ha votato quella legge, non posso assolutamente parlare di chi non l'ha votata - non erano assolutamente in discussione, nessuno voleva mettere in dubbio l'ordine pubblico. Nessuno pensava, come dice l'impugnativa dell'Avvocatura dello Stato, di disciplinare fin nel dettaglio il funzionamento di una casa da gioco in deroga ai divieti posti dalla legge penale generale e in contrasto con le competenze riservate in via esclusiva alla legge statale; così come nessuno pensava di dover far gestire questa casa da gioco da amministratori che non fossero persone serie e con requisiti che rispondessero alla stessa legge che questo Consiglio si è data per quanto riguarda le nomine; nessuno intendeva derogare all'applicazione della legislazione statale sulla prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale.

La legge approvata intendeva solo - questo almeno mi sento di dire - ribadire le competenze regionali per la gestione del Casinò; competenze che applichiamo da più di 50 anni; competenze che il Tribunale di Firenze nel 1961, la Corte di Appello di Firenze nel 1962, la Corte di Cassazione nel 1963, la Corte Costituzionale nel 1985 e ancora nel 2001 hanno riconosciuto: quando, come dice la Corte d'Appello di Firenze, "partendo dal clima storico-politico vissuto dalla Regione negli anni 1946 e seguenti e sulle conseguenti ragioni che avevano indotto il legislatore ad attribuirle subito l'autonomia amministrativa, preludio alla costituzione della futura Regione, dicendo chiaramente che l'autonomia amministrativa era un opportuno atto politico", si arriva alle altre sentenze che riconoscono del tutto legittimi gli introiti derivanti dalla Casa da gioco in quanto "previsti dalle leggi di riparto finanziario fra Stato e Regione, dove si prevede espressamente che la Regione stessa possa provvedere al suo fabbisogno finanziario con le entrate costituite altresì da altre consimili entrate di diritto pubblico, comunque denominate, derivanti da concessioni e appalti, ed in quanto tali evidenziate nei bilanci della Regione, tutti regolarmente approvati dalla Commissione di Coordinamento e quindi passati al vaglio del Ministero dell'interno".

Questa è la storia giuridica travagliata, o quanto meno una parte, della storia del Casinò e la legge n. 36 non intendeva aggiungere nulla di nuovo: intendeva solo gestire in modo diverso la Casa da gioco; quindi la difesa di questa legge a questo punto diventa indispensabile per la credibilità di questo Consiglio, per la credibilità di tutti quei Consiglieri che nel tempo hanno difeso e hanno creduto nell'importanza della Casa da gioco. A questo punto il problema non è se si sia a favore di un sistema di gestione piuttosto che di un altro; il problema è relativo alle competenze, alle prerogative della Regione stessa, alla difesa dei suoi diritti. Non penso ad una marcia indietro da parte di chi approvò la legge n. 36, una marcia indietro con l'approvazione di due modifiche nell'attuale legge n. 167; secondo me si tratta invece di due precisazioni per rendere ancora più chiara la posizione della Regione, nel senso di specificare meglio ciò che si intendeva e di togliere il dubbio che si voglia fare un braccio di ferro improduttivo con il Governo.

Spero, anzi sono convinto, che la Corte Costituzionale esaminerà con attenzione e senza condizionamenti di nessun tipo, sia la impugnativa del Governo, sia la nostra legge con le relative precisazioni proposte oggi dalla Giunta. Non vorrei che, in virtù di un clima particolare, dovuto al fatto che il Parlamento si sta apprestando a licenziare una normativa sulle case da gioco, la Corte volesse riprendere ancora una volta la discussione sulla liceità o meno della Casa da gioco di Saint-Vincent e soprattutto far entrare in tale valutazione argomenti slegati dalle valutazioni giuridiche e farne entrare altri pertinenti alla sfera politica. Non vorrei mai che succedesse questo. Spero tuttavia che tutto ciò non avvenga perché, in caso contrario questo Paese, già fortemente minato nel settore della giustizia da fatti che poco hanno a che fare con la Giustizia - con la G maiuscola -, riceverebbe un altro colpo molto forte alla sua credibilità e la nostra Regione si troverebbe ad affrontare un problema molto serio che potrebbe anche, nel peggiore dei casi, ipotizzare la chiusura del Casinò.

Sono scenari che non voglio nemmeno considerare e che penso non dovremo affrontare perché spero che si vinca questa battaglia e noi, Consigliere Beneforti, non grideremo vittoria se vinceremo questa battaglia perché a gridare vittoria sarà la giustizia, la correttezza, il reciproco rispetto dei ruoli di questo Consiglio come del Governo centrale e a gridare vittoria sarà soprattutto l'avvenire della Casa da gioco che ci preoccupa non poco. Certo, ribadendo che questo Consiglio a mio avviso deve assolutamente difendere il suo provvedimento, se mi rimane un rammarico, è quello di non aver cercato sufficientemente un accordo di Governo, ammesso che ce ne fossero i presupposti, al momento della presentazione della legge che istituiva la S.p.A. per la gestione del Casinò e che forse avrebbe fatto sì che tutta questa vicenda avesse un'altra storia.

Si dà atto che dalle ore 19,43 riassume la presidenza il Presidente Louvin.

Président La parole au Conseiller Aloisi.

Aloisi (GM1) Non starò a rielencare le motivazioni che allora mi portarono a votare la legge n. 36, quelle sono agli atti, si possono anche rileggere, tuttavia alcuni aspetti vanno ripresi.

L'intento della legge n. 36 era quello di dare un nuovo assetto gestionale alla Casa da gioco, anche perché avevamo intuito che questo tipo di società, anomala per certi aspetti, sarebbe entrata in una crisi di mercato e che probabilmente avrebbe richiesto tutta un'altra serie di atti che la potessero mettere in competitività per non solo recuperare fasce di clientela, ma per potersi sviluppare in modo soddisfacente ed è di oggi l'approvazione del regolamento che modifica le quote.

Personalmente non ho mai considerato tesi i rapporti fra Stato e Regione, li considero invece di grande civiltà, ma di grande rispetto di quelli che sono i reciproci ruoli istituzionali e in quella sede, quando apprendemmo dell'impugnativa del Governo, contestammo in modo molto violento questa mancanza di rispetto istituzionale in una o nell'altra direzione. Sotto questo aspetto, quindi, credo che tutta una serie di atteggiamenti forse sarebbero stati più lungimiranti se fosse prevalso il buon senso. Non credo che l'incontro avuto dal Presidente della Regione e dai due Parlamentari con il Governo abbia di fatto modificato la sostanza dell'obiettivo nella finalità della legge, penso che si sia andati con grande dignità a rappresentare quelle che potevano essere prerogative e, se dovessimo trattare il caso come un oggetto agricolo, dovremmo dire che oggi potremmo attuare la procedura dell'usucapione e si è andati lì cercando di capire quelli che potevano essere i rapporti corretti…

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… Avvocato Frassy, poi glielo spiego cos'è l'usucapione nel caso in cui lei ne avesse bisogno. Per capire, dicevo, con molta semplicità quale poteva essere "l'oggetto da smontare", proprio perché di questo tipo di ragionamento noi eravamo e ne siamo convinti. Ricordo che nessuno ha mai parlato di raddoppio della Casa da gioco in questa Regione, si è parlato tutt'al più di una nuova casa da gioco.

Ci sono state quindi, almeno da quanto ho appreso dai giornali, tutta una serie di "niet", uno sulla legge che suggerivano di abrogare, è stata richiesta la continuità della Gestione straordinaria, c'è il ragionamento di "approvare una legge quadro e poi vedremo".

Su questi aspetti noto alcune contraddizioni, il Ministro La Loggia ha detto: "Continuate tranquillamente con la Gestione Straordinaria", mentre qui il gruppo di "Forza Italia" sollecita a finirla con la Gestione straordinaria, almeno su alcune cose mettetevi d'accordo! Il dialogo è fondamentale nella vita istituzionale, forse, a furia di prendere nasate, qualcuno a livello centrale riuscirà a capire che governare è diverso da comandare, che governare significa rapportarsi alle rispettose istanze che questo Consiglio porta.

Non andrò a gridare, se la Corte Costituzionale darà torto o darà ragione, all'una o all'altra parte, starò qui ad osservare, qualsiasi manifestazione di volontà che viene emessa dalla Corte Costituzionale dovrà essere rigorosamente rispettata perché questo è il ruolo di chi crede nelle istituzioni e questa è la motivazione di chi crede nel gioco della democrazia. Noi legittimamente crediamo che questa sia una strada di buon senso: si raccolgono quelli che possono essere palesemente degli indicatori che potevano dare occasione di impugnare la legge da parte del Governo, crediamo di essere nel giusto e con serenità ci aspettiamo anche un risultato positivo della vicenda.

Président Y a-t-il quelqu'un qui souhaite intervenir? La discussion générale est close.

La parole au Président de la Région, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Je veux tout d'abord remercier les deux rapporteurs, MM. Borre et Cerise, pour la qualité de leurs rapports, qualité qui m'a évité d'intervenir en discussion générale. Mes remerciements vont également à tous les membres de la IIème et de la IVème Commission pour l'attention et la disponibilité qu'ils ont démontrées en examinant cette proposition qui leur avait été soumise avec procédure d'urgence.

Je veux le réaffirmer encore une fois: je regrette d'avoir dû utiliser cette procédure, j'aurais préféré disposer de plus de temps, mais c'est uniquement la date de la convocation déjà établie pour le 24 septembre de la Cour Constitutionnelle qui nous a obligés d'utiliser cette dernière séance de l'Assemblée pour apporter les modifications que nous estimons nécessaires à la loi approuvée par ce même Conseil. Je veux remercier également tous ceux qui sont intervenus au cours de la discussion générale. J'ai beaucoup apprécié certains propos qui ont redonné, si l'on peut dire son juste sens à la discussion et surtout ils ont mis en évidence la portée.

Quant à moi, je voudrais exprimer un regret, souligner ce qui, à mon sens, est une contradiction politique, exprimer deux considérations - l'une politique, l'autre juridique - et enfin formuler aussi un v?u. Le regret - et je veux reprendre le drapeau des principes et des valeurs - c'est un regret concernant la requête d'inscription avec procédure d'urgence à l'attention de ce Conseil. Je regrette, M. Beneforti, que vous ayez pris la parole contre parce que là vous avez créé un précédent et un principe qui ne correspond pas au principe suivi par cette Assemblée.

Vous me l'avez souvent rappelé: il y a une différence entre l'inscription à l'ordre du jour et l'expression des avis quant au contenu d'une proposition. Sur l'inscription à l'ordre du jour, M. Beneforti, ce Conseil s'est exprimé, je ne dis pas toujours, mais presque toujours favorablement à l'unanimité, afin de permettre la discussion d'un argument considéré urgent. Par ailleurs, dans ce cas, vous ne pouvez pas, comme vous avez fait ce matin, prétendre qu'il n'y avait pas d'urgence. Et cela, je le regrette.

La contradiction est référée à ceux qui aujourd'hui veulent être les défenseurs de l'autonomie, mais qui, paradoxalement, face à une proposition qui vise - et après je présenterai les aspects politiques de cette proposition - à mieux préciser la volonté de cette Assemblée et donc à renforcer le pouvoir de la Région face à la Cour Constitutionnelle, ces défenseurs de l'autonomie voteront contre. C'est une opinion évidemment, mais je trouve qu'il y a une contradiction flagrante entre les propos et la volonté qui sera aujourd'hui exprimée au cours du vote sur ces modifications.

Je trouve qu'il y a contradiction parce que s'il est vrai que l'on se rapportait à d'autres cas de figure: il y avait encore le Président de la Commission de Coordination, qui, suivant ce parallélisme que M. Martin a fait, à savoir, remarques de la part du Président de la Commission de Coordination, réapprobation aux termes du dernier alinéa de l'article 31 de notre Statut, quand il s'agissait de réaffirmer un pouvoir, un pouvoir ou une compétence de cette Assemblée, il y avait l'unanimité du Conseil. Et ce, même souvent de la part de ceux qui avaient voté contre le projet de loi en tant que tel parce qu'on voulait réaffirmer un principe.

Il est vrai, nous nous trouvons aujourd'hui dans une situation différente, mais quand même je mets en relief cette contradiction entre le fait de prendre le drapeau rouge et noir et défendre à tout prix notre autonomie et ensuite vouloir empêcher que ce Conseil se présente dans les conditions les meilleures face à un jugement de la Cour Constitutionnelle, en apportant ces modifications qui ont l'objectif - juridique là - de mieux préciser quelles étaient les volontés de ce Conseil.

Les considérations - je disais - l'une d'ordre politique et l'autre sur le plan juridique. Je commencerai par cette dernière, la plus évidente en ce qui nous concerne et que nous avons déjà exprimée. Avec ce projet de loi nous n'avons pas institué une nouvelle maison de jeu: cette maison de jeu existe déjà, l'autorisation lui a été déjà accordée. Nous pouvons discuter de la façon dont cette autorisation a été accordée, mais c'est une réalité.

Sur le plan juridique, donc, nous n'empiétons pas sur une compétence qui ne nous revient pas; nous voulons tout simplement préciser que, comme d'autres l'ont fait, nous, nous voulons définir les modalités de fonctionnement, de gestion de cette maison de jeu.

Quant aux modalités, ce n'est plus une question juridique, c'est une question politique. Quelqu'un préfère une forme de gestion privée et d'autres une forme publique, mais on ne peut pas confondre les deux choses. Il nous semble que le choix nous revient et c'est ce que nous revendiquons en tant que Conseil régional, tout en apportant ces précisions, qui sont à mon sens nécessaires, quant à notre volonté de ne pas vouloir non plus empiéter ni dans le domaine pénal, ni pour ce qui est de l'ordre et de la sécurité publique. C'est le sens des deux modifications que nous apportons.

La considération d'ordre politique, par contre, se rapporte à notre position vis-à-vis du Gouvernement. C'est une position qui doit être nécessairement fondée sur le respect des rôles, des fonctions et surtout sur le respect des institutions. De ce point de vue, la Région et le Gouvernement central doivent nécessairement dialoguer, compte tenu du mandat qui leur a été confié. Ils doivent nécessairement dialoguer, c'est la Cour Constitutionnelle qui le rappelle, mais en respectant l'un des éléments fondamentaux des rapports inter-institutionnels. Cela a été d'ailleurs rappelé tout récemment dans l'accord qui a été signé entre le Président Berlusconi et les régions italiennes, à savoir l'esprit de loyale collaboration.

C'est donc sur la base de ce principe qu'en accord et en collaboration avec nos Parlementaires nous avons ouvert ce dialogue. Nous avons rencontré le Ministre La Loggia et le Sous-secrétaire Dalì, et, dans cet esprit de dialogue entre institutions, nous avons réaffirmé notre disponibilité au dialogue et nous leur avons soumis nos propositions en nous déclarant disposés à concerter ces modifications à la loi n° 36 qui pouvaient dépasser ce que nous continuons à considerer, du point de vue juridique, comme un malentendu.

La proposition qui nous a été faite est celle d'abroger la loi que le Conseil avait approuvée et, tout en continuant avec la forme de gestion actuelle, d'attendre que le Parlement légifère en matière de jeux.

Nous pensons par contre que, tout en appréciant certaines considérations qui ont été exprimées, l'acceptation de cette proposition, au-delà de poser un problème, un problème d'ordre politique, à cette Assemblée est en contradiction avec les volontés que nous avons exprimées de définir au plus tôt les perspectives de développement de la maison de jeu.

Nous avons dit que la Gestion extraordinaire ne représente pas la forme de gestion de la Maison de jeu susceptible de lui assurer des perspectives en termes de développement, de relance et d'investissements. Nous devons donc impérativement donner suite au plus tôt à ces exigences, compte tenu des contraintes externes et des limites concernant le fonctionnement actuel de la maison de jeu pour ce qui est des espaces et des investissements.

Nous avons ainsi formulé une autre proposition, la proposition actuelle, et dans cet esprit nous avons accepté une série de remarques qui nous ont été formulées. Sur le plan politique nous voulons apporter ces précisions. Je précise encore que nous espérons que cette approbation de la part du Conseil régional que nous communiquerons au Gouvernement aménera le Gouvernement à maintenir un dialogue ouvert, à considérer que le Conseil a pris en examen et a accepté les remarques formulées et donc que le Gouvernement pourra sur un plan politique envisager de retirer le recours qui a été déposé à la Cour Constitutionnelle. Si cela n'est pas possible, nous le regrettons d'ores et déjà et force nous sera de nous défendre face à la Cour Constitutionnelle. Non pas défendre le Gouvernement, mais défendre le bien-fondé des décisions prises par ce Conseil. Enfin, je termine en formant l'espoir qu'à la Cour Constitutionnelle - et là je veux réaffirmer, en espérant de ne pas arriver à ce jugement, notre disponibilité au dialogue afin que l'on mette fin au dernier acte de ce feuilleton - il n'y ait pas de confusion entre le plan politique et le plan juridique parce que ce sont deux plans différents, qui ont par ailleurs des temps et des lieux différents de définition.

Ce n'est pas la Cour Constitutionnelle qui devrait s'immiscer dans des considérations d'ordre politique. A cet égard je reprends les remarques formulées par M. Tibaldi, tout à fait légitimes. Il reconfirme en effet son opposition non pas aux modifications, mais à la loi, notamment sur deux aspects. Sur l'aspect de la gestion publique, je me permets de dire que ce n'est pas une considération d'ordre juridique, c'est une considération d'ordre politique.

Quant au fait que le Président de la Région soit également l'actionnaire de la société degestion, si je me rappelle bien le Syndic de Campione n'est pas seulement actionnaire, mais il est aussi le Président du Casino. Or, si chaque région a des latitudes différentes et donc si je ne veux pas souligner ces aspects, en tout cas la remarque que M. Tibaldi vient de nous présenter n'a pas été soulevé par le Gouvernement.

En espérant qu'il n'y aura pas de confusion, en espérant ne pas devoir nous présenter à la Cour Constitutionnelle et donc en espérant - et ce, non pas parce que, comme quelqu'un vient de le dire, nous voulons nous aplatir sur le Gouvernement central, qu'il soit de Centre-Droite ou de Centre-Gauche, mais dans le respect d'une fonction institutionnelle - que l'on trouvera sur le plan politique, compte tenu de ces modifications, un accord, je reconfirme le bien-fondé des propositions qui vous sont soumises.

Dans le cas où la Cour Constitutionnelle serait appelée à se prononcer, je voudrais là encore exprimer ma confiance parce qu'effectivement les décisions de la même Cour que M. Martin a citées auparavant, sont là pour nous le confirmer, nous reconfirmons simplement ce que nous avons toujours affirmé et nous demandons uniquement ce qui nous a toujours été reconnu au cours de ces cinquante dernières années.

Président La parole au Vice-président Lattanzi, pour déclaration de vote.

Lattanzi (FI) Per una doppia richiesta: una per dichiarare il nostro voto e fare una riflessione; l'altra per domandare che questo provvedimento possa essere votato in votazione segreta, so che c'è la disponibilità di almeno cinque consiglieri, come prevede il Regolamento, quindi chiedo che quanto richiesto venga esaudito.

Per quanto riguarda la dichiarazione di voto che mi accingo a fare a nome del gruppo, penso che il Presidente oggi abbia avuto un grande merito: quello di fare chiarezza, credo che il suo ultimo intervento sia stato illuminante relativamente a quali siano le due questioni che questo provvedimento, che va a modificare la legge n. 36, pone: un conto è il piano giuridico dei rapporti Regione-Governo, l'impugnazione da parte del Governo perché vedeva venir meno in quel provvedimento alcune sue competenze in materia penale; un altro è la questione che abbiamo sostenuto in quest'aula, inerente il contenuto politico, cioè la gestione pubblica o la gestione privata che questo provvedimento andava a definire.

Credo che si tratti di un grosso contributo alla chiarezza, chiarezza che non può che fare del bene ai rapporti Stato-Regione, chiarezza che può sicuramente far bene alla casa da gioco, almeno rispetto al fatto che adesso è più chiaro di cosa stiamo parlando.

Gli aspetti che emergono sono due. Il primo riguarda la volontà da parte della maggioranza di questo Consiglio di andare a modificare quelle che sono ritenute, sotto l'aspetto giuridico, delle questioni impedenti l'approvazione da parte del Governo delle materie del Codice penale che non modificano il giudizio politico negativo di "Forza Italia" e a livello regionale e a livello nazionale.

Non dobbiamo dimenticare infatti che, se è pur vero che oggi le quattro case da gioco hanno forme di gestione più o meno simili con la presenza pubblica, è altresì vero che l'indirizzo del Governo e della maggioranza del Parlamento va verso l'apertura di nuove case da gioco con concessioni derogate dal Ministero degli interni alle regioni o ai comuni che ne fanno richiesta e la gestione ai privati. Quelle quindi sono materie che andranno a chiarire il quadro con il quale leggi come queste, che politicamente avversiamo, andranno ad impattare.

Il Presidente auspicava poi che le modifiche oggi all'attenzione del Consiglio, modifiche che sotto l'aspetto giuridico vanno a modificare la legge n. 36 senza alterarne il contenuto politico che noi avversiamo, possano essere bene accolte da parte del Governo.

Io non so come verranno accolte e non so se l'Avvocatura dello Stato le riterrà sufficienti e importanti al punto da ritirare il provvedimento, non lo so, ma devo dire che, al di là delle cose che si sostenevano dei vincitori e dei perdenti, delle esultanze o delle disapprovazioni di chi urlava: "attacco all'autonomia", in modo anche sconsiderato perché oggi è più chiaro l'ordine sul quale andiamo a discutere e, al di là delle decisioni che ci saranno rispetto all'argomento, il dialogo fra il Governo regionale e il Governo nazionale non può che fare del bene ai Valdostani, Casa da gioco compresa. Non dobbiamo dimenticare che i rapporti fra la Regione e lo Stato toccano una moltitudine anche più importante di argomenti per i Valdostani: è sufficiente aprire il confronto sul discorso fiscale, sui trasferimenti, sulle competenze, sulla Commissione paritetica.

Vorrei però cogliere l'occasione di questa dichiarazione di voto per sottolineare un aspetto: al di là dei confronti politici, nessuno in quest'aula e in questa Regione potrà mai dire che "Forza Italia" a livello regionale e tanto più a livello nazionale sia un partito in antitesi con il federalismo, la sussidiarietà e un concetto di autonomia delle regioni perché questo è smentito da quello che questo Governo e la forza politica che rappresentiamo stanno facendo a livello nazionale rispetto alle altre regioni e che sarebbe più facile fare anche rispetto alla Valle d'Aosta se il dialogo fosse più proficuo.

Rispetto all'auspicio che il Presidente esprimeva, quindi, ribadiamo la nostra contrarietà politica alla costituzione di una società pubblica che gestisca direttamente la casa da gioco, semplicemente perché non lo riteniamo lo strumento più efficace e il bilancio che avete votato ne è la dimostrazione più lampante: sette anni di gestione politica pubblica, attraverso dirigenti nominati dalla politica e quindi dirigenti pubblici, hanno creato un'azienda che fatica a stare sul mercato, che aumenta i fatturati grazie alle slot machines e aumenta al contempo i debiti, che non è garanzia di occupazione e di competitività.

Su questo modello non ci è stato possibile accettare il provvedimento n. 36 e quindi oggi le modificazioni che vanno a dirimere poi una questione di tipo giuridico concernente le competenze in materia penale fra Stato e Regione.

Ribadiamo il nostro voto contrario e chiediamo al Presidente del Consiglio di procedere alla votazione per voto segreto.

Président M. le Vice-président Lattanzi, veuillez préciser le nom des Conseillers ou les groupes des Conseillers demandant la votation secrète.

Lattanzi (FI) "Forza Italia" e "Ulivo".

Président Deux Conseillers du groupe "Valle d'Aosta per l'Ulivo" sont présents, donc cinq Conseillers ont demandé la votation par procédure secrète.

La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (SA) Colleghi Consiglieri, la "Stella Alpina" ha sempre manifestato con chiarezza le sue posizioni sulla "questione Casinò" e lo farà anche oggi con la dichiarazione di voto, accompagnandola con alcune riflessioni.

Il ruolo strategico, economico, turistico della casa da gioco, l'importanza del rilancio del Casinò attraverso investimenti e acquisizioni, la necessità di decidere ed agire in tempi brevi con un progetto chiaro e condiviso: questi sono i punti su cui la "Stella Alpina" ha sempre chiesto attenzione e su cui ha cercato e cercherà di confrontarsi all'interno del Consiglio con la maggioranza e con l'opinione pubblica, che su questo tema è molto attenta e ha grandi aspettative; ma lo farà, partendo sempre dal presupposto centrale che la casa da gioco è un patrimonio della comunità valdostana, non è una proprietà privata né tanto meno è un terreno di scontro politico, come vorrebbe qualcuno. Da qui la nostra ricerca di massima trasparenza e della più ampia collegialità, per condividere in questo Consiglio, con tutti i consiglieri, risultati positivi e non solo battaglie amministrative. Questo è l'atteggiamento che la "Stella Alpina" ha sempre tenuto e noi crediamo di averlo fatto anche in modo responsabile, a volte forse anche cantando fuori dal coro, a volte ingiustamente accusati - noi riteniamo - di essere in polemica con le decisioni prese dalla Giunta, come se esprimere idee, posizioni, all'interno di questo Consiglio o delle commissioni su un argomento importante come il Casinò, fosse da considerarsi un'azione di disturbo: così non è e i fatti lo dimostrano.

Invece, con senso di responsabilità di amministratori nei confronti della propria comunità, dei dipendenti della Casa da gioco, di tutto quello che ruota intorno al futuro del Casinò, ci è stato detto che la legge n. 36, attentamente preparata, era la soluzione: noi abbiamo condiviso e abbiamo votato. L'osservazione autocritica che oggi si deve fare è quella di non aver svolto un dibattito politico approfondito sul futuro della Casa da gioco di Saint-Vincent in tempi e modi in cui tutti ne avrebbero tratto giovamento e chiarezza di idee. Le preoccupazioni sono state in qualche modo espresse.

Non condividiamo l'atteggiamento di Beneforti, che cerca di trascinarci in un dibattito che riteniamo strumentale, contorto, pieno di echi di scontri politici nazionali, cose che a noi non appartengono e da cui vogliamo ben tenerci fuori. Oggi, a valle di un percorso che si è concretizzato con questo ricorso da parte dell'Avvocatura dello Stato, ci troviamo ad affrontare tutti insieme, come maggioranza e come Consiglio, un ricorso, e lo dobbiamo fare con estrema tempestività: questi sono i fatti. Non deve essere uno scontro con il Governo, non è una prova di forza. Non è - come dice il Presidente Viérin su "La Stampa", e noi condividiamo - una volontà di invadere le competenze dello Stato né di aprire alcuna nuova casa da gioco: vuole e deve apportare semplicemente delle modifiche ai rilievi fatti dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Un'azione, perciò, che è volta semplicemente a rafforzare la posizione della Regione nei confronti dell'Avvocatura dello Stato, della Corte Costituzionale; una posizione che deve essere rinforzata. Per questo, noi della "Stella Alpina", voteremo questo disegno di legge, e lo voteremo come un gesto di fiducia a questa maggioranza di forze regionaliste, in cui noi della "Stella Alpina" crediamo fortemente, anche per un futuro forte della Valle d'Aosta. Lo voteremo come un gesto di coerenza per il nostro percorso di "Stella Alpina" e per i voti sin qui espressi e lo voteremo come un voto di fiducia anche nei confronti della Giunta, che affronta per il Consiglio un momento di confronto delicato con il Governo.

La "Stella Alpina" e i suoi Consiglieri sentono fortemente il senso di responsabilità per le azioni amministrative portate avanti in quest'aula nei confronti della nostra comunità, che ci ha affidato la gestione del bene pubblico; ma sentiamo anche, e ci rivolgiamo ai colleghi della "Union Valdôtaine", la necessità di portare risultati positivi alla nostra comunità, specialmente su argomenti come questo così delicati.

Noi vi diciamo che non abbiamo paura di condividere con voi momenti amministrativi difficili, ma vorremmo anche che voi non aveste paura di condividere con noi, nell'interesse solo ed esclusivamente della Valle d'Aosta, progetti, problemi, idee, e anche qualche sogno, perché la nostra Valle ha bisogno anche di quello; solo tutti insieme, come Valdostani, senza ergersi particolari paladini di niente, solo per cercare di portare questi risultati positivi alla nostra Regione.

Crediamo che nei momenti delicati occorra superare personalismi, logiche di schieramento, interessi di parte, logiche del più forte, trovando sui grandi temi, che fanno e faranno la differenza per il futuro della Valle d'Aosta, la capacità di dibattere, ascoltare e decidere con serenità, con una forte coesione e dignità politica. Ecco perché, noi, oggi, votiamo questa legge: noi ci siamo e siamo convinti che questo Consiglio debba trovare questa capacità di lavorare, per portare questi risultati.

Président On passe à l'examen de la loi. Je soumets au vote l'article 1er par scrutin secret:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 26

Contre: 9

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 2 par scrutin secret:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 26

Contre: 9

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote la loi dans son ensemble par scrutin secret:

Conseillers présents et votants: 35

Pour: 25

Contre: 10

Le Conseil approuve.

Il me paraît judicieux sur cela lever notre séance, les travaux reprendront demain matin à 9 heures 15.

La séance est levée.