Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2731 du 24 juillet 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2731/XI Notizie sulla situazione di emergenza infermieristica verificatasi all'Ospedale regionale. (Interrogazione)

Interrogazione Vista la delibera dell'USL n. 1297 del 25 giugno 2002 con la quale si attiva lo strumento delle "prestazioni aggiuntive programmabili da parte degli infermieri dipendenti", così da far fronte all'emergenza infermieristica e garantire il mantenimento dei livelli assistenziali;

Preso atto che le richieste delle Direzioni infermieristiche dell'area ospedaliera e dell'area territoriale hanno quantificato rispettivamente in 18.000 e 5.500 le ore necessarie per soddisfare, fino al 31 dicembre 2002, le esigenze di copertura dei turni di lavoro;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l'Assessore competente per sapere:

1) quanti infermieri hanno aderito all'offerta di prestazioni aggiuntive;

2) se con le disponibilità manifestate è possibile soddisfare tutte le richieste pervenute dalle direzioni dell'area ospedaliera e dell'area territoriale;

3) se la chiusura del reparto di urologia è avvenuta prima o dopo l'attivazione di tale strumento contrattuale.

F.to: Squarzino Secondina - Beneforti

Président Ce point présente quelques points de contact avec le point suivant. Est-ce que vous souhaitez une discussion conjointe ou une discussion séparée? Discussion séparée, très bien.

La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Il fabbisogno di ore lavorative aggiuntive è stato determinato dalle rispettive direzioni sanitarie tenendo conto delle assenze medie ordinarie: corsi di formazione, assenze, ferie, non sono state computate le ore di assenza contemporanea e straordinaria del personale infermieristico. L'importo complessivo impegnato per l'avvio dell'istituto previsto dall'art. 1, comma 1, della L. n. 1/2002 è di poco superiore a 800 mila euro finanziato in parte con il risparmio sugli oneri per il personale vacante in pianta organica e in regime di part-time.

Il monte ore effettivamente deliberato dall'azienda USL è pari a 17.800 ore per l'area ospedaliera e pari a 5.017 ore per l'area territoriale, pari a 97,1 percento del fabbisogno complessivo manifestato dalle direzioni sanitarie, ospedaliera e territoriale. Ad oggi nell'area ospedaliera hanno aderito 207 unità di personale infermieristico per l'ammontare complessivo di 13.245 ore lavorative aggiuntive, pari al 74,4 percento del monte ore complessivo deliberato. Un'ulteriore parte del personale infermieristico ha dato la propria disponibilità per la copertura di turni per malattia presso l'unità budgetaria di appartenenza. Nell'area territoriale hanno aderito 32 unità di personale infermieristico per l'ammontare complessivo di 3.625 ore lavorative aggiuntive, pari al 72,3 percento del monte ore complessivo deliberato. Hanno pertanto dato la propria disponibilità 239 unità di personale infermieristico, pari al 45 percento del personale infermieristico in dotazione, per l'ammontare complessivo di 16.870 ore lavorative aggiuntive, pari a 73,9 percento del monte ore complessivo deliberato. Posso pertanto affermare che la risposta del personale infermieristico è, a mio avviso, stata particolarmente positiva.

Rispetto al secondo quesito, riscontrata la disponibilità offerta dal personale infermieristico, residuano numero 4.555 ore lavorative aggiuntive per l'area ospedaliera, pari al 25,6 percento dell'ammontare massimo e 1.392 ore lavorative aggiuntive per l'area territoriale, pari al 26,1 percento dell'ammontare massimo. La parte ancora disponibile potrebbe essere peraltro coperta con ulteriori adesioni da parte del personale infermieristico.

Rispetto al terzo quesito, la temporanea chiusura del reparto di Urologia, di cui parleremo dopo, è datata 10 luglio, successivamente all'entrata in vigore dell'istituto delle prestazioni aggiuntive avvenuta in data 1° luglio 2002. Non vi è pertanto alcun nesso causale fra esse, né l'istituto sorto per fornire copertura di posto del personale infermieristico vacante, ai sensi dell'articolo 1 del disegno di legge n. 402/2001, può sopperire ad estemporanee e improvvise situazioni di emergenza come quelle verificatesi presso l'unità budgetaria di Urologia.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Prendo atto dei numeri che l'Assessore mi ha fornito, prendo atto anche del fatto che continua ad esserci questa divergenza di valutazione su questo fenomeno da parte dell'Assessorato della sanità rispetto alla Direzione sanitaria perché l'Assessore ha sottolineato con forza che la risposta che è stata fornita dalle infermiere raggiunge il 74 percento, quindi è una buona risposta che consente di risolvere i problemi, mentre il Direttore sanitario ha detto molto chiaramente che di fronte all'emergenza infermieri sono state tentate tutte le strade e la stessa offerta di ore aggiuntive non ha dato risultati soddisfacenti, ha usato il termine "ha avuto risultati non esaltanti" ovvero tali da non risolvere il problema. Questo è l'elemento fondante di tutta la questione perché, al di là dei numeri che sono stati forniti, risulta che questo problema dell'emergenza infermieri esiste da anni, sono ormai tre anni che l'azienda continua a utilizzare questo strumento dei pacchetti ore prima e adesso della prestazione aggiuntiva, quasi professionale delle infermiere, ma senza risolvere il problema e pagando anche degli scotti molto forti sul fatto che c'è "un'usura" del personale.

Mi sembra anche strano che l'azienda dica: "Noi abbiamo fatto questo calcolo sulla base dei dati che avevamo e non sulla base di eventuali situazioni di emergenza che sono emerse". Credo che l'azienda sapesse benissimo - perché da più parti è stato detto e affermato e i sindacati sono stati molto chiari rispetto a questo - che il personale infermieristico, che è già sottoposto a carichi di lavoro importanti e che già trova difficoltà per usufruire di periodi di congedo ordinario e dei recuperi che sono accumulati, che questo personale è logorato dalla propria professione e quindi non si può sempre continuare a chiedere a questo personale di aggiungere ore ad ore per risolvere una situazione. Certo che il contratto lo consente, ma il contratto consente anche altri strumenti. Credo inoltre che il contratto non dica che solo attraverso questo strumento vada risolta l'emergenza infermieristica.

Ora, quando un'azienda non è in grado neanche di mantenere al proprio interno le infermiere che il corso professionale sforna di anno in anno, c'è qualcosa che non funziona, non basta dire che si risolve il problema dell'emergenza soltanto dando delle ore aggiuntive agli infermieri che ci sono, ci dobbiamo preoccupare innanzitutto che le infermiere che lavorano non scappino via. Lei sa benissimo che un terzo delle infermiere che si sono diplomate lo scorso anno sono scappate da questa struttura perché hanno trovato altrove situazioni di lavoro più gratificanti. Questo è il problema fondamentale. Non si può risolvere il problema degli infermieri soltanto chiedendo loro ore aggiuntive: questo è un modo sbagliato, un modo che fra l'altro i sindacati non condividono, perché è vero che nella delibera è scritto che nell'ambito della consultazione sindacale sono state individuate le tariffe, ma i sindacati hanno detto chiaramente che non concordavano su quelle tariffe e hanno chiesto di affrontare diversamente il problema della carenza di infermieri.