Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2247 du 17 octobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2247/XI Interventi di sistemazione della discarica nel territorio di Pontey. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso:

- che nel territorio comunale di Pontey, in prossimità della Dora Baltea, si stanno effettuando imponenti opere di movimentazione del terreno ove vengono conferite le scorie della lavorazione siderurgica della Cogne;

- che durante l’evento alluvionale dell’ottobre 2000 il sito è stato fortemente compromesso dall’azione erosiva delle acque, con la conseguente dispersione di scorie nel fiume e a valle della discarica;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l’Assessore delegato per conoscere:

1) quali tipologie e quali quantità di rifiuti sono (e saranno) stoccate nel sito di cui in Premessa e quali rischi comportano per l’uomo, per l’ambiente e per gli esseri viventi in genere;

2) se non ritiene che le attuali modalità di stoccaggio servano unicamente a trasferire i fattori di rischio dall’area di Aosta (in corso di bonifica) a quella di Pontey;

3) quali iniziative intende adottare per garantire le condizioni necessarie a salvaguardare la salute umana e la salubrità dell’ambiente.

F.to: Tibaldi

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)Percorrendo la strada statale o l’autostrada si scorge facilmente, in prossimità di Pontey, sulla destra orografica della Dora Baltea, che si stanno realizzando imponenti opere di movimento terra e si vedono ruspe e autoarticolati che spostano ingenti quantità di materiale per preparare un sito che dovrà ospitare, secondo quelle che sono state le indicazioni del Governo regionale, presumo in accordo con il Comune di Pontey, una discarica per rifiuti tossico/nocivi.

Si tratta di rifiuti che provengono dalla lavorazione dei materiali metallici ad opera dello stabilimento Cogne, rifiuti che, come ben saprà l’Assessore, sono estremamente ricchi di elementi pericolosi come il cromo e il nichel, impiegati per il trattamento degli acciai speciali, il cui smaltimento è comunque un problema.

L’interpellanza ha una funzione preventiva, come si evince dalle domande qui formulate, perché contiene la preoccupazione manifestata non solo dal gruppo di Forza Italia, in quanto la stessa preoccupazione coinvolge gli abitanti della zona, ma anche da coloro che risiedono nelle località a valle di Pontey.

Il sito, ancora in fase di costituzione, e qui correggo un passaggio contenuto nella premessa dell'interpellanza, "è stato fortemente compromesso dall'azione erosiva delle acque" durante l’ultima alluvione, e, se un evento del genere si riproponesse quando lo stoccaggio fosse già iniziato, si prefigurerebbe immediatamente un disastro ecologico. Notevoli quantità di cromo, nichel e altri elementi chimici estremamente dannosi si riverserebbero a valle e nelle acque della Dora Baltea, andando a contaminare una vasta zona che diventerebbe di impossibile controllo da parte dell’uomo.

Si ricorderà l’Assessore Vallet di un'interrogazione che il nostro gruppo propose nel giugno 1999, interrogazione alla quale però diede risposta l’Assessore Vicquéry: era un'interrogazione che faceva riferimento a una moria di pesci in un tratto di Dora compreso fra Aosta e Pollein, causata da una presenza massiccia di agenti inquinanti e tossici che comportarono un rilevante danno ecologico.

L’episodio venne subito denunciato dal Corpo forestale valdostano alla magistratura competente, intervennero gli organi normalmente preposti alla tutela dell’ambiente e anche alle analisi del caso, in particolare l’ARPA. La risposta dell’Assessore Vicquéry fu evasiva e non fu mai data conoscenza di quelle che furono le cause. Ebbene, sembrerebbe che all'origine del disastro ci sia stato un riversamento di una notevole quantità di cromo nelle acque della Dora, cioè dello stesso materiale che dovrà essere stoccato nella discarica di Pontey.

Il cromo è un metallo bioaccumulabile, cioè rimane imprigionato nel corpo degli esseri viventi, in particolare degli essere animali. Per quanto riguarda l’uomo, si accumula nel fegato con le immaginabili conseguenze che possiamo pensare.

La preoccupazione si accresce se si pensa che questa discarica potrebbe ospitare in futuro anche le scorie derivanti dai trattamenti industriali eseguiti fuori Valle. Ecco perché proponiamo all’Assessore queste domande. Vogliamo sapere quali sono le condizioni di sicurezza e quali garanzie si possono dare oggi alla popolazione residente e relativamente alla tutela ambientale.

Sappiamo che la Regione sta realizzando a propria cura e spese questo tipo di discarica, anche in forza di un protocollo di accordo che venne siglato nel 1993 fra la Regione stessa e la società privata che subentrò alla gestione pubblica dello stabilimento Cogne di Aosta. Assessore, auguriamo una risposta completa, che possa dissipare le nostre preoccupazioni, e non solo le nostre.

Innanzitutto la prima domanda dell'interpellanza riguarda le quantità e le tipologie degli elementi chimici dannosi a rischio di inquinamento, vogliamo sapere se l’Assessore ritiene che le modalità di realizzazione di questo sito siano sufficienti per garantire la salute umana e la salubrità dell’ambiente: sappiamo che le modalità di realizzazione impongono determinati accorgimenti tecnici, che diventano assai rigorosi per quanto riguarda l'impermeabilizzazione. Ecco quindi quali sono le ragioni che ci hanno indotto a presentare questa iniziativa.

PrésidentLa parole à l’Assesseur au territoire, à l’environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV)Devo dire che a queste più o meno stesse domande e a queste più o meno stesse preoccupazioni abbiamo già avuto modo di rispondere almeno tre volte in questo Consiglio a puntuali iniziative del gruppo Valle d’Aosta per l’Ulivo, ma evidentemente la questione ha il suo rilievo, quindi è giusto che sull’argomento si possa anche ritornare.

Prima di rispondere alle domande, alcune premesse ed alcune precisazioni.

La prima - ha già corretto il tiro il Consigliere Tibaldi in relazione all’esercizio della discarica -: l’impianto di discarica è un impianto di seconda categoria tipo B; è in corso di realizzazione e non è ancora in esercizio, pertanto non è stato effettuato nessun conferimento di rifiuti. I lavori di movimentazione a cui si fa cenno nella premessa sono riferiti alla fase di approntamento dell’impianto medesimo.

Per quanto riguarda i danni subiti nella parte alta dell’impianto, questi non sono da ricondurre ad esondazione della Dora che in quel tratto non è esondata grazie evidentemente alle opere di protezione che erano state approntate in corso di realizzazione del lavoro.

La zona della discarica che è stata danneggiata è la parte sommitale in relazione alla tracimazione di acque provenienti dal canale ENEL, posto a monte dell’invaso, che ha dilavato ed eroso gran parte delle scarpate stesse. Per quanto riguarda la risposta puntuale alle domande, trattandosi di una discarica di seconda categoria tipo B, classificazione questa fatta ai sensi della deliberazione del comitato interministeriale del 27 luglio 1984, nell’impianto possono essere smaltiti esclusivamente rifiuti speciali, intendendosi quelli derivanti da attività diverse da quelle domestiche e assimilate, di natura inorganica, non soggetti pertanto a processi di trasformazione biologica che possono provocare la formazione di odori.

Non potranno comunque essere conferiti rifiuti polverulenti soggetti a trasporto eolico in mancanza di specifici sistemi di contenimento o di definite modalità di conduzione della discarica medesima. In considerazione delle caratteristiche costruttive della discarica, oltre che dei particolari presidi di controllo e di sicurezza approntati, potranno essere anche conferiti i rifiuti speciali di natura inorganica classificati anche pericolosi che non possono essere smaltiti in discariche per rifiuti inerti.

È comunque bene tener presente che tale impianto sarà destinato a ricevere principalmente le scorie derivanti dall’attività dello stabilimento Cogne, scorie che risultano qualitativamente assimilate a rifiuti inerti e che possono essere avviate senza alcun trattamento anche ad operazioni di recupero, ai sensi del D.M. 5 febbraio 1998, per la formazione di sottofondi e rilevati stradali e recuperi ambientali.

Quindi eviterei toni allarmistici in relazione alla qualità dei rifiuti che dovranno o potranno essere stoccati nella discarica in provenienza dallo stabilimento Cogne. A titolo esemplificativo, potranno essere smaltiti: rifiuti speciali assimilabili agli urbani di origine inorganica; scorie di acciaieria; fanghi provenienti dalla lavorazione di materiali lapidei che per qualità non possono essere assimilati ai rifiuti speciali inerti e quindi non smaltibili in discarica di seconda categoria tipo A; fanghi da impianti di depurazione delle acque reflue a servizio di insediamenti produttivi non smaltibili in discarica di prima categoria; infine rifiuti provenienti da demolizioni che per qualità non possono essere assimilati ai rifiuti inerti, ad esempio rifiuti da demolizioni contenenti resti di amianto.

Al Consigliere darò a parte, evitando così di leggere, l’elenco dei rifiuti che potranno essere indicativamente conferiti con l'indicazione della stima e dei quantitativi annui desunti dalla relazione allegata al progetto di realizzazione della discarica. Si desume comunque con facilità che l’utilizzo principale avverrà, come peraltro è stato ripetutamente detto, per il conferimento delle scorie dello stabilimento Cogne di Aosta, il cui quantitativo stimato in progetto è probabilmente maggiore rispetto al reale fabbisogno, essendo da alcuni anni avviata da parte dello stabilimento stesso la ricerca di soluzioni finalizzate al recupero di una parte di queste scorie.

In merito agli aspetti di sicurezza, preciso che, ai sensi delle disposizioni tecniche previste dalla deliberazione del comitato interministeriale del 27 luglio 1984, le discariche di seconda categoria tipo B possono essere realizzate anche senza particolari sistemi di impermeabilizzazione in relazione alla natura inorganica dei rifiuti che possono essere smaltiti. Al fine di garantire il rispetto di tutte le esigenze di carattere igienico-sanitario, di tutela delle persone e dell’ambiente, la discarica di Pontey è stata invece realizzata con i sistemi pluristrato di impermeabilizzazione previsti per le discariche per rifiuti pericolosi e dotata di un sistema di rilevamento di eventuali danni.

È stata inoltre dotata di un sistema di captazione e raccolta del percolato che consente l'intercettazione di tutti i liquami che per motivi vari si depositano sul fondo della discarica. Riassumendo: sistemi di sicurezza voluti dalla normativa per discariche destinate a ricevere rifiuti pericolosi, quindi sistemi di sicurezza che vanno oltre quelli richiesti per il tipo di discarica a cui questa è assimilata.

In merito al secondo punto, preciso che le situazioni descritte nel quesito, cioè lo smaltimento in discarica a Pontey e lo stoccaggio all’interno dell’area Cogne in fase di bonifica non sono paragonabili. Lo smaltimento nella discarica sarà effettuato per tutte le tipologie di rifiuto all’interno di un impianto realizzato con la massima attenzione a tutti i problemi della sicurezza delle persone e dell’ambiente e comunque controllato nella sua conduzione, assoggettato a precise disposizioni normative per quanto concerne le modalità di gestione e le garanzie che dovranno essere assicurate.

I rifiuti depositati nell’area ex Cogne, che sono oggetto della bonifica in corso, rappresentano una modalità di gestione dei rifiuti in uso prima dell’entrata in vigore delle disposizioni del DPR 10 settembre 1982, n. 915 e delle relative normative tecniche; modalità che prevedevano, in mancanza di una disciplina che obbligasse allo smaltimento dei rifiuti in appositi impianti, la consuetudine di smaltire all’interno del perimetro degli stabilimenti industriali i diversi rifiuti prodotti senza nessuna suddivisione per categoria.

I rifiuti oggetto della bonifica dell’area Cogne non sono per qualità paragonabili alle scorie residuanti dalle lavorazioni attuali, che sono praticamente inerti, ma sono rappresentati da una miscela di diverse tipologie di rifiuti riconducibili anche a più tipologie di lavorazioni e smaltiti comunque in un ambiente non posto in sicurezza come quello della discarica.

Per quanto attiene al terzo quesito, posso dire che la Regione provvederà prima dell’avvio della gestione ad attivare tutte le iniziative tecniche, amministrative e di controllo previste dalle disposizioni vigenti in materia di esercizio di discariche. Gli atti autorizzativi conterranno tutte le prescrizioni tecnico-amministrative necessarie a garantire in qualunque fase, dal conferimento alla verifica ed accettazione dei rifiuti, allo smaltimento e alla ricopertura e ancora alla fase di post gestione, il puntuale rispetto delle esigenze igienico-sanitarie e ambientali previste peraltro dalla normativa.

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)Alcune considerazioni in sede di replica.

Se questa è una delle tante interpellanze che vengono fatte in materia, vuol dire che il problema è e rimane aperto, che il capitolo non può essere chiuso in maniera definitiva, come vorrebbe l’Assessore, e che non si possono avere risposte "tombali" sull'argomento.

Se sono state fatte in passato delle iniziative, oggi se ne propone un’altra, domani ne seguiranno forse altre. Diciamo che questa interpellanza si inserisce in un iter di monitoraggio su una situazione esistente in questo momento a Pontey.

Qual è l’aggiornamento che ci viene offerto dall’Assessore su questa materia? È un aggiornamento che introduce qualche elemento di novità, ma lascia aperta l'interpretazione a molte incognite. L’Assessore dice che la discarica è di tipo 2 B e ci dice come deve essere fatta questa discarica: ospiterà rifiuti di natura inorganica derivanti in prevalenza dai residui della lavorazione siderurgica presso la Cogne, quindi ci sarebbe un'assimilazione ai rifiuti inerti, ed esorta a non fare allarmismo.

Noi non vogliamo fare allarmismo, Assessore, ma vogliamo che anche voi, come Giunta regionale, non facciate i minimalisti, nel senso che non affrontiate la problematica prendendola sotto gamba. Come ben sa l’Assessore, per il trattamento dell’acciaio sono necessari componenti metallici come cromo e nichel, i cui residui da qualche parte devono essere stoccati. Leggendo il protocollo di intesa del 1993 si presume che lo stoccaggio di questi elementi debba essere effettuato proprio in una discarica di tipo 2 B, idonea a ricevere i residui di lavorazione conseguenti allo svolgimento di attività siderurgica nell’area compravenduta, che naturalmente era l’area Cogne.

Da qualche parte questi rifiuti devono essere collocati. Allora se non è l’area che è in corso di bonifica in prossimità dell’insediamento Cogne, se non è l’area di Pontey, ci chiediamo dove vengano stoccati.

Non vorremmo che finissero, come sono finiti due anni fa, nella Dora Baltea con i danni ecologici che sono conseguiti, in particolare con decine di quintali di pesci morti. L’Assessore vorrebbe tranquillizzarci anche in merito al percolato.

Sappiamo che il percolato si forma con uno stoccaggio che si sedimenta, ma dove finisce? Non ho capito se vada a finire in pozzetti o in aree di raccolta particolari, oppure ci sia il rischio che venga direttamente scaricato in Dora, perché questo sarebbe un fatto assolutamente drammatico.

La discarica, così come adesso la si vede, non presenta particolari protezioni affinché possano essere contenute anche le possibili ed eventuali azioni di dilavamento che normalmente procura l’acqua piovana quando cade in forma battente e con un'azione erosiva come quella che si è verificata nell'ottobre scorso.

L’Assessore faceva una puntualizzazione: noi non abbiamo detto che la Dora è esondata e ha creato la distruzione parziale del sito. Infatti nell'interpellanza si fa cenno all’azione violenta delle acque provenienti da monte che hanno eroso buona parte della terra che era stata sistemata a terrazzamenti. Assessore, alle sue tranquillizzazioni noi poniamo comunque un punto interrogativo.

Probabilmente su questo argomento ci ritorneremo. Prendiamo atto del fatto – lei ha usato il futuro - che la Regione provvederà a fare attenzione, a far sì che la gestione di questo sito venga effettuata secondo quelli che sono i criteri di massima sicurezza e di garanzia a tutela della salute umana e della salubrità dell’ambiente.

Staremo a vedere, probabilmente questa non è la prima, non sarà nemmeno l’ultima delle interpellanze che servono per conoscere ed affrontare a fondo un problema di importanza rilevante come questo.