Objet du Conseil n. 2245 du 17 octobre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2245/XI Modifiche allo Statuto della Fondazione "Istituto musicale della Valle d’Aosta". (Interpellanza)
Interpellanza Visto il testo del nuovo Statuto della Fondazione "Istituto Musicale della Valle d’Aosta", deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione, in data 9.8.2001, ed inviato alle Organizzazioni sindacali della scuola;
Viste le modifiche apportate, in particolare nella ridefinizione degli scopi della Fondazione;
Visto che nel precedente Statuto, deliberato dal Consiglio regionale l’11 marzo 1993, l’organizzazione di corsi ad indirizzo professionale, amatoriale e sperimentale erano posti sullo stesso livello di importanza, come d’altra parte fa la legge regionale n. 8/92 istitutiva della Fondazione dell’Istituto Musicale;
Visto che con le nuove modifiche apportate viene fatta una distinzione netta tra tali tipologie di corsi, considerando finalità primaria della Fondazione l’organizzazione di corsi pareggiati e rendendo facoltativa l’organizzazione di corsi preparatori, amatoriali e sperimentali;
Constatato pertanto che la nuova definizione degli scopi della Fondazione si discosta dalle finalità indicate nella legge;
la sottoscritta Consigliera regionale
Interpella
l’Assessore competente per sapere:
1) se è a conoscenza delle modifiche apportate recentemente allo Statuto della Fondazione dal Consiglio di Amministrazione;
2) se non pensa che tali modifiche siano in contrasto con la volontà del legislatore;
3) se, e come, intenda attivarsi perché siano rispettate le finalità della Fondazione, previste dalla legge regionale n. 8/92 (articolo 2, lettera a).
F.to: Squarzino Secondina
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Tutti sappiamo che esiste una Fondazione dell’Istituto musicale, voluta dalla Regione già nel lontano 1992, quindi da quasi dieci anni, a cui la legge ha dato degli obiettivi ben precisi. Gli scopi della fondazione dovranno essere: "studio, valorizzazione e divulgazione del patrimonio musicale", e via dicendo, nonché "sviluppo e diffusione dell’arte e della cultura musicale in genere in Valle d’Aosta". I suddetti scopi, e questa è la parte che mi interessa di più, saranno perseguiti, fra l’altro, attraverso "l’organizzazione e la gestione di corsi di indirizzo sia professionale che amatoriale, finalizzati alla diffusione", e via dicendo.
La legge istitutiva della Fondazione prevede due tipologie di corsi: uno più sul versante professionale e uno più sul versante amatoriale.
Il Consiglio regionale ha approvato questa legge; ha approvato poi l’11 marzo 1993 lo statuto che riprende questa tipologia di corsi tali e quali: professionale e amatoriale, aggiungendo un corso sperimentale che è sempre nell’area dell’amatoriale. Lo statuto, approvato dal Consiglio, prevede che le modifiche allo statuto dovranno essere deliberate non più dal Consiglio regionale, ma dal Consiglio di amministrazione con la maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
Quindi si è attribuito al Consiglio di amministrazione della Fondazione il compito di aggiornare il proprio statuto in base alle esigenze che via via emergeranno. Noi sappiamo che questo Consiglio di amministrazione ha portato delle modifiche allo statuto. Devo confessare che non sono riuscita a sapere esattamente in quale data, in quale riunione, con quale esito è stato approvato questo statuto: se a maggioranza o all’unanimità. Probabilmente c’è stata nella trasmissione alla Fondazione di una mia richiesta di informazione "une erreur de frappe". E qui voglio sottolineare lo spirito di collaborazione della Fondazione, che mi ha risposto che a quella data lì, giugno, ed è questa "une erreur de frappe", la Fondazione non aveva fatto nessuna modifica dello statuto.
Forse qualcun altro poteva rispondermi: guardi, noi abbiamo veramente modificato lo statuto, non nella data da lei indicata; statuto modificato, e le do tutte le informazioni. Lo voglio sottolineare perché mi sembra un aspetto di non correttezza nei rapporti fra le istituzioni e il cittadino che chiede un'informazione. Si gioca sul fatto che c’è "une erreur de frappe" nella data per dire che non si ha nessun tipo di informazione su quello che viene chiesto. Chiusa parentesi.
Il Consiglio di amministrazione, dicevo, ha fra le sue competenze quella di modificare lo statuto, e il Consiglio ha apportato delle modifiche esercitando così le sue competenze. Quali sono le modifiche che ha apportato? È intervenuto a modificare proprio gli scopi che la legge aveva fissato, e la modifica non è marginale, ma sostanziale, a mio avviso, e su questo volevo sentire il parere dell’Assessore, nel senso che mentre la legge e lo statuto deliberato da questo Consiglio dicevano chiaramente che gli strumenti affidati alla fondazione riguardavano "l’organizzazione di corsi ad indirizzo professionale, amatoriale e sperimentale" posti sullo stesso piano, le recenti modifiche dicono che l’insegnamento della musica avviene attraverso "corsi pareggiati", che sarebbero quelli professionali, e che la Fondazione "potrà inoltre istituire corsi ad indirizzo preparatorio, amatoriale e sperimentale".
Qui c’è uno slittamento di senso non indifferente: mentre prima gli amatoriali e i professionali erano posti sullo stesso piano - perché era duplice la finalità della Fondazione - adesso si dice che la Fondazione ha come finalità primaria i corsi professionali, i corsi in questo caso pareggiati, e come seconda finalità eventuale quelli amatoriali. Questa seconda finalità rientra nella categoria della possibilità. Si dice: "potrà inoltre istituire"; sarà cioè la Fondazione a decidere come questa discrezionalità sarà esercitata, e non si dice in base a quali elementi!
A me sembra che questa decisione sia stata presa, senza che ci siano gli elementi che possono giustificare tale decisione. Un'ipotesi potrebbe essere "probabilmente la Fondazione avrà visto che è il pareggiato la parte dell’istituto che raccoglie più consenso, per cui si è rafforzato tale ambito, a discapito dello sperimentale per il quale si è verificato che non ci sono tante richieste da parte della popolazione".
La realtà è esattamente l’opposto e lei, Assessore, lo sa benissimo! I dati che lei mi ha fornito in questo Consiglio - perché i dati aggiornati da me richiesti alla Fondazione non erano disponibili non essendo ancora finiti gli esami di selezione, - i dati che lei mi ha fornito a maggio e che sono gli stessi a cui ha fatto riferimento il Presidente della Fondazione nella sua risposta: "Non abbiamo i nuovi dati, tenga conto dei dati di maggio", quei dati ci dicono che nel pareggiato ci sono 175 domande mentre negli altri, sperimentali e amatoriali, ce ne sono 336, quasi il doppio, ripeto: quasi il doppio! Allora, la richiesta dell’utenza è sbilanciata nei confronti dei corsi amatoriali. La decisione del Consiglio di amministrazione della Fondazione è sbilanciata fortemente nei confronti dei professionali. Sicuramente, a questo punto, l’elemento preso in esame non è la domanda dell’utenza.
Ci saranno altri elementi, altre considerazioni che l’Assessore probabilmente conosce. Non solo, ma sarebbe interessante capire come lei interpreta queste modifiche e se queste modifiche lei non le vede in contrasto con la volontà del legislatore e, in questo caso, come intende operare perché siano rispettate le finalità della legge che questo Consiglio ha definito, e siano rispettati gli strumenti che il Consiglio si è dato per realizzare quelle finalità.
Presidente La parola all’Assessore all’istruzione e cultura, Pastoret.
Pastoret (UV) Dans ses requêtes Mme Squarzino demande si je connais les modifications qui ont été apportées au statut de la fondation. Oui, bien sûr, l’Assesseur connaît les modifications récemment apportées au statut de la "Fondation Institut musical", et je le connais d’autant bien suite à la transmission de la documentation que la Présidence du Gouvernement vient d’effecteur en date du 12 octobre dernier, soit une copie de la demande et la documentation présentée par le notaire au nom et pour compte de la "Fondation Institut musical", en vue de l’approbation des modifications apportées au statut, qui relèvent de la responsabilité de l’Assessorat.
Vendredi j’ai reçu officiellement le courrier de la part du Président du Gouvernement sur ce thème. Il est donc clair que, vu les dates assez rapprochées, il n’a pas encore été possible de fournir une réponse sur la base de l’analyse des responsables des bureaux compétents de l’Assessorat, donc je ne peux pas répondre, pour l’instant, à la question que Mme Squarzino me pose, c’est-à-dire si je pense que ces modifications contrastent avec les intentions du législateur.
Et tout simplement je ne le fais pas, parce que ce n’est pas à moi, pour le moment, de donner cette réponse, mais aux bureaux concernés auxquels par courrier, lundi matin, après avoir reçu cela vendredi, j’ai transmis ce dossier avec prière de me donner toutes les informations et les évaluations possibles à cet égard. Je n’ai donc pas l’intention d’anticiper par une réponse personnelle une évaluation qui sera faite par les bureaux de la Surintendance aux études.
Je peux tout de même vous rassurer, Madame, en vous disant que ces modifications seront examinées compte tenu de l’intention du législateur, auteur de la loi n° 8/1992. A l’époque il avait été établi que la fondation devrait avoir pour but "l’étude, la mise en valeur et la divulgation du patrimoine musical de la tradition valdôtaine, ainsi que le développement et la diffusion en Vallée d’Aoste de l’art et de la culture musicale en général, et que lesdits buts seraient poursuivis, entre autres, par l’organisation et la gestion de cours au niveau de professionnels et d’amateurs, comportant la participation des élèves à l’organisation d’activités de divulgation de la culture musicale sur le territoire régional".
Là où ces principes seront respectés, les statuts seront approuvés, tandis qu’ils ne le seront pas s’ils contrastent avec ces principes, mais l’évaluation, je le répète, a été remise aux bureaux compétents. Moi, je me tiens aux questions que vous avez posées, Madame, et non pas à d’autres types d’évaluations qui nous amèneraient un peu trop loin!
Au troisième point vous demandez si et de quelle manière l’Assesseur a l’intention de prendre des mesures, afin de vérifier que les finalités de la fondation établies par la loi n° 8/1992 sont respectées.
Les mesures seront les évaluations dont je vous ai parlé tout à l’heure. Permettez-moi, après votre exposition, de dire qu’il me semble que vous n’avez aucun doute et vous savez déjà à l’avance que ces conditions ne seraient pas respectées, et c’est tout à fait légitime dans ce type d’évaluations! Il me semble que, bien au contraire de ce que je ne veux pas faire moi, vous suggérez déjà à nos fonctionnaires des réponses bien indiscutables qu’ils devraient fournir!
Je suis persuadé que cette petite "glissade" est involontaire, mais en quelque sorte, même s’il s’avérait que le jugement des bureaux était le même que vous portez, vous démontrez d’utiliser une procédure que vous critiquez très souvent, quand vous nous attribuez la volonté d’interférer dans le travail et les évaluations de nos collaborateurs et des bureaux compétents!
Je voudrais, là, en conclusion, vous garantir que l’attention que nous portons est aussi aux règles et aux procédures; personne n’a dit que ces statuts doivent et peuvent être modifiés dans ce sens. Nous avons dressé un dossier, nous l’avons transmis à ceux qui, par compétence, doivent l’examiner, après quoi l’Assesseur remettra son avis au Président de la Région, comme cela a été demandé, et après, là, on pourra faire des évaluations sur le mérite et sur le contenu des appréciations ou des avis qui seront émis de la part de l’Assesseur. Je prends acte quand même que, si ces réponses ne correspondaient pas à vos attentes, et si par hasard la modification des statuts était admise, vous considéreriez cela un non-respect de la finalité de la loi!
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) ? la quale avrebbe voluto una risposta più politica che non tecnica, perché l’Assessore mi ha detto che sono gli uffici che valuteranno se il nuovo statuto va bene o non va bene. Io pensavo che fosse compito di un responsabile politico come l’Assessore, ma anche della sottoscritta come Consigliera, verificare se la volontà politica di questo Consiglio è stata rispettata oppure no; credo che tocchi anche a noi non agli uffici esprimere valutazioni politiche!
Può darsi poi che le nostre valutazioni politiche non siano condivise da tutti. Sono valutazioni, e quindi altri faranno altre valutazioni, ma è nel confronto delle valutazioni che avviene il dibattito e l’approfondimento dei problemi, Assessore! Se lei quindi gentilmente ascolta le mie osservazioni, forse può avere alcuni elementi di riflessione.
Non pretendo di avere la verità in tasca, però analizzo il linguaggio usato nel nuovo Statuto. Allora io sfido qualunque legislatore a dire che il verbo "potrà", esprime non la possibilità ma un dovere; non è pensabile che si stravolga il senso del linguaggio! Se neanche più le parole hanno un significato univoco, veramente non esiste nessuna certezza. Chiusa la parentesi filologica.
Nel mio precedente intervento ho spiegato perché, a mio avviso, non erano le iscrizioni una motivazione delle modifiche apportate. Assessore, temo che in parte sia anche la traduzione di una volontà politica che lei ha espresso in quest’aula. Il 4 aprile 2001, di fronte a domande simili, ma che riguardavano l’aumento della quota di iscrizione degli sperimentali rispetto ai professionali, lei aveva detto: "Ormai la cosa più importante è il pareggiamento dell’istituto, che è divenuto un istituto superiore di musica, dove si fanno corsi per allievi che alla fine sostengono regolare esame. C’è poi tutta la parte sperimentale, che pure è importantissima, ma c’è un problema filosofico di fondo che bisogna risolvere. La formazione di tipo sperimentale, quindi non attivata, per giungere al conseguimento di un diploma per chi si vuole dedicare a questo tipo di attività, da quale soggetto deve essere fatta?".
Lei si chiede: "La musica nelle scuole va fatta o non va fatta?" e dice: "Credo che la Fondazione Istituto musicale dovrà porsi questo problema insieme alla Regione". Da questa parola trapelata per un orientamento, una volontà più favorevole al pareggiato. A mio avviso, la Fondazione è andata oltre, interpretando subito la volontà dell’Assessore.
Quello che mi stupisce è che l’Assessore aveva detto: "Se la Fondazione opera in un certo modo, dovrà farlo insieme alla Regione". Apprendo stamani da lei che, invece, questa azione non è stata concordata con l’Assessore, il quale pertanto non è informato, o meglio, non ha partecipato attivamente dando il proprio consenso a questo tipo di accordo. Quindi giustamente la Regione deve porsi il problema se le modifiche apportate allo Statuto sono state fatte senza tener conto anche del parere della Regione, che deve vigilare perché la legge sia rispettata.
Vorrei ricordarle che se questo statuto non sarà modificato, siamo di fronte ad una scelta politica non indifferente, una scelta non tecnica, ma politica. Vorrebbe dire che la Regione sceglie il conservatorio, vuole un conservatorio, pur sapendo che non ha un bacino di utenza tale per alimentare gli alunni di un conservatorio. D’altra parte, se pensiamo, che spediamo 4 miliardi all’anno per preparare due o tre diplomati ogni anno, mi sembra che siano di fronte a spese per lo meno poco oculate. Non solo, ma c’è questa esigenza nella popolazione della regione? Tra l’altro mi stupisce che questa scelta non sia stata discussa, concordata, verificata con altri soggetti!
Con chi è stata verificata? Sono andata a riprendermi il dibattito svoltosi in Consiglio in occasione dell'approvazione dello Statuto della Fondazione.
Siamo nel 1993 e leggo quanto diceva l’Assessore Faval: "Vous avez devant vous une proposition de statut qui est le résultat d’un travail très long, qui a engagé les forces de l’Assessorat, les organisations syndicales, l’Assemblée et les représentants des professeurs de l’Institut musical. Nous avons cherché de trouver un équilibre entre différentes exigences" e poi ancora: "? c’est-à-dire qu’il ne faut pas songer uniquement à former des professionnels, mais il est important que l’on puisse agir de façon à recréer cette connaissance de la musique et l’épanouissement de la communauté".
Questo per dire che effettivamente lo statuto è stato il risultato di un lungo lavoro e che lo scopo della Fondazione è non formare soltanto dei professionisti della musica ma anche sostenere ed alimentare una cultura musicale. Ed è chiaro che devono essere tenute presenti entrambe le esigenze della collettività, alla pari. Adesso, invece, si introduce una priorità fra queste esigenze, senza aver interpellato gli utenti.
A me risulta piuttosto che alcuni utenti dello sperimentale siano stati interpellati telefonicamente per chiedere loro di passare al pareggiato. Questo è il modo con cui sono stati interpellati gli utenti, Assessore: si informi anche lei di queste cose! Io ribadisco che con queste modifiche le finalità della legge sono state disattese. Se si vuole rispettare la legge, vanno cancellate le modifiche dello statuto; se si vuole mantenere e confermare le scelte del nuovo Statuto, va cambiata la legge!
Non è sufficiente giungere ad alcuni escamotages come adesso, per cui la stessa Fondazione ha detto ai sindacati di essere disposta a sospendere l’efficacia di alcune norme riguardanti i docenti fino al 2 novembre, per poterle discutere.
Ma è lo statuto nel suo complesso e sono le finalità della fondazione nel suo complesso che devono essere ridiscusse, Assessore, e su questo tema, sulle scelte che gli uffici - ma io direi: sulla scelta che lei, Assessore, deve fare con il supporto tecnico degli uffici - lei verrà a parlare in Consiglio. Se non avremo notizie tramite la stampa o altri comunicati ufficiali, noi torneremo sull'argomento, perché mi sembra chiaro che questo Consiglio non voglia rinnegare lo spirito della legge con cui ha voluto la Fondazione.
Presidente Credo che sia giunto il momento della sospensione del Consiglio, che riprenderà puntualmente alle ore 16.
La seduta è tolta.
