Objet du Conseil n. 2204 du 19 septembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2204/XI Cordoglio alle vittime dei fatti terroristici verificatisi negli USA e condanna della strategia del terrore. (Approvazione di risoluzione)
Risoluzione Di fronte ai tragici eventi che hanno colpito gli Stati Uniti e che hanno scosso le fondamenta della nostra convivenza civile, gettando tutta la comunità internazionale in una situazione di incertezza e paura;
Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta
Sottolineato che questa nuova fase di atti terroristici è da considerare un vero e proprio attacco, prima ancora che agli Stati Uniti, alla democrazia ed alla libertà dei cittadini;
Evidenziato come i valdostani, per tradizione e per cultura, ripudiano la logica della violenza e del terrorismo, ad ogni livello, che distruggono i valori che stanno alla base della convivenza civile e pacifica, sui quali vanno costruite le relazioni tra i popoli;
Esprime
l'immensa commozione e l'enorme sdegno della comunità valdostana per i vili attentati ed il profondo cordoglio per le innumerevoli vittime di questa strage;
Manifesta
la più viva solidarietà della Valle d'Aosta ai cittadini americani, così duramente colpiti nei loro affetti e nei loro simboli più rappresentativi;
Condanna
senza appello la strategia del terrore e della violenza e si schiera senza riserve dalla parte di chi difende il diritto alla vita ed alla libertà;
Ritiene necessario
che tutte le istituzioni e le forze politiche riflettano sul significato dei terribili fatti accaduti negli Stati Uniti, che segnano un profondo solco nelle relazioni tra i Popoli e gli Stati, e si impegnino a ristabilire nel mondo le condizioni di rispetto e di tolleranza ideologica, linguistica e religiosa, anche attraverso una reazione severa, giusta ed equilibrata.
F.to: Aloisi - Cottino - Curtaz - Fiou - La Torre – Tibaldi
PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Credo che di fronte alla gravità di questo evento qualche osservazione vada fatta, mi sarebbe sembrato frettoloso chiudere il Consiglio con una votazione unanime su questa risoluzione che pure tutti condividiamo. Intanto rilevo come questa undicesima legislatura sia una legislatura tormentata da eventi drammatici, ogni anno dobbiamo commemorare vittime e affrontare gravi sciagure: nel 1999 la tragedia del Monte Bianco, nel 2000 l’alluvione e quest’anno l’atto terroristico negli Stati Uniti, una sciagura solo apparentemente più lontana. Credo che, di fronte alla gravità e alla drammaticità dell’evento terroristico che martedì 11 settembre ha sconvolto il mondo, la nostra condanna debba essere totale.
Di fronte alla barbarie, all'inaudita violenza che si è abbattuta su persone inermi non ci sono se o ma, ci deve essere solo la condanna più ferma, una condanna senza riserve e senza appello. E alla condanna va associato il profondo cordoglio per le migliaia di vittime innocenti, vittime peraltro di varia nazionalità. La lucida e feroce determinazione dei terroristi rende intanto legittima e giusta la punizione, la reazione che deve essere, come giustamente sottolineato nella risoluzione, severa, ma anche giusta ed equilibrata.
Ma è anche vero che di fronte a un terrorismo così determinato e spietato, di chi si uccide per uccidere, si devono porre degli altri interrogativi perché il mondo, come è stato sottolineato da più parti, non potrà più essere quello di prima. Non credo che la guerra invocata offra risposte efficaci e rassicuranti.
Le risposte militari, specie se generalizzate, possono essere non solo inadeguate, ma addirittura controproducenti rischiando di alimentare un pericoloso consenso a favore di chi osa sfidare le nazioni più ricche e potenti del pianeta. Una lotta efficace al terrorismo è sicuramente una priorità ineludibile, ma oggi più che mai tale lotta si deve fare non solo sul piano difensivo con risposte militari e di intelligence, ma soprattutto sul piano della prevenzione: prevenzione politica e io aggiungo prevenzione finanziaria. Bisogna impedire ai terroristi di avere i mezzi economici per organizzarsi e colpire.
È mai possibile che in queste ore si tenti di catturare il terrorista miliardario Bin Laden senza che mai in passato si sia posto il problema di intercettare e bloccare le sue ingenti risorse finanziarie senza le quali egli sarebbe soltanto un innocuo fondamentalista religioso?
La ricchezza di cui godono alcuni settori terroristici è probabilmente il prezzo che paghiamo ad una globalizzazione della finanza senza regole, con la politica mortificata che prende solo atto del primato del potere economico in nome del quale tutto sembra concesso. Il denaro che circola e che viene investito non "olet", non importa se sia pulito o se appartenga a un'associazione mafiosa o terroristica. Solo in questi giorni - è notizia direi quasi di queste ore - apprendiamo che finalmente i governi europei e organizzazioni statunitensi si stanno ponendo il problema di intercettare i fondi di cui gode il terrorismo internazionale.
L’attentato più spietato della storia ha poi messo a nudo la totale inadeguatezza delle organizzazioni poste a garanzia del rispetto del diritto internazionale, oggi le organizzazioni internazionali appaiono simulacri impotenti e vetusti, inerti di fronte agli eventi criminosi che hanno cambiato per sempre non solo il sistema di relazione internazionale, ma probabilmente la vita di ciascuno di noi. Credo che sia compito dell’Europa e degli Stati Uniti in primo luogo attivarsi con ogni mezzo per istituire un nuovo ordine mondiale che sappia prevenire conflitti, reprimere abusi, essere portatore di pace e di dialogo fra popoli, culture, religione. La sciagura terroristica dell’11 settembre ha dimostrato quanto sia illusorio rintanarsi nei propri confini pensando che il nemico sia altrove.
La storia richiede invece che le nazioni portatrici di pace, i popoli che si riconoscono nei valori della libertà e della democrazia si facciano promotori del bene, che intervengano per sostenere il dialogo e per prevenire prevalentemente con le armi della politica e della dissuasione i conflitti, anche perché il nemico non è esterno al sistema, il nemico è dentro il sistema. Il terrorismo si addestra da noi, si finanzia con i nostri mezzi, spetta quindi ai Paesi liberi farsi protagonisti e promotori di una nuova politica mondiale in cui nessuno pensi di battersi per la propria causa, giusta o sbagliata che sia calpestando la libertà e seminando la morte.
PresidenteLa parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI)L’attentato terroristico di martedì 11 settembre 2001 non ha precedenti nella storia recente, il tributo di vite umane di immense proporzioni e la folle e la sadica spettacolarità dell’azione devastatrice preparata meticolosamente in ogni particolare per cogliere di sorpresa ci hanno lasciati tutti quanti attoniti.
Alla più profonda espressione di cordoglio alle famiglie delle numerosissime vittime uniamo la nostra piena solidarietà a una Nazione, gli Stati Uniti e al loro popolo che sono stati fortemente umiliati da un atto così deplorevole e codardo. Cordoglio e solidarietà però non sono a nostro avviso più sufficienti.
I bersagli che sono stati colpiti, le Twin Towers a New York e il Pentagono a Washington non sono solamente i simboli del potere economico e di quello militare statunitense. Essi rappresentano quel patrimonio di libertà e di democrazia che tutta la civiltà occidentale ha conseguito con grande fatica nei secoli. Nel mirino non ci sono solamente gli Stati Uniti, ci siamo tutti noi con i nostri valori. Non credo che il Presidente Bush sia retorico quando parla di guerra alla libertà. Gli Stati Uniti non chiedono a tutto l’occidente solo solidarietà umana, ma atti concreti di collaborazione per vincere questa nuova guerra, non dichiarata, promossa da un nemico invisibile contro obiettivi civili e utilizzando mezzi civili.
In questa nuova guerra sono ancora più necessarie le informazioni e un'attiva rete di cooperazione diplomatica e di coordinamento politico fra tutti quegli Stati che compongono le Nazioni Unite e l’Unione europea. Ecco perché alla ferma condanna nei confronti del terrorismo deve associarsi una reazione altrettanto energica per costruire un nuovo ordine internazionale, unica tutela possibile oggi per la libertà.
Si tratta di garantire la sicurezza dell’occidente, premessa di pace e del massimo livello realizzabile di giustizia.
Questi attentati avranno ricadute di lunga durata poiché cambiano la storia e, come giustamente affermato anche dal Ministro degli esteri, Renato Ruggero, il mondo non sarà più lo stesso. Le maglie del terrorismo vanno recise di netto, non esiste alibi no global che tenga. Deve essere realizzato un sistema di protezione militare fondato sulla solidarietà politica dell’occidente e la paura cresce se pensiamo agli armamenti nucleari in giro per il mondo dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica. La lotta al terrorismo diventa una priorità, troppo larga è stata anche la tolleranza verso un antiamericanismo ideologico che nulla ha a che vedere con il diritto di critica.
Non è giusto accumulare sull’America quel peso di responsabilità, odio, accuse come quello lanciato dalla campagna recente, priva di scrupoli, che non poteva non preoccupare pur se alcuni di coloro che la fomentavano agitavano slogan con estrema leggerezza. Anche se volessimo addebitare al Governo statunitense ritardi nel muoversi sugli scenari successivi alla caduta del muro di Berlino o sui problemi legati all’ambiente o su quelli relativi alla globalizzazione ciò non potrebbe mai e poi mai giustificare l’attacco dell’11 settembre.
L’Unione Europea può fare molto per superare questa crisi adoperandosi per frenare quel fanatismo islamico che, non distinguendo fra politica e religione, si è trasformato in una lotta senza quartiere contro i più elementari principi umanitari e facendo ogni sforzo possibile per impedire che si spezzi il filo del dialogo con il Medioriente al fine di riattivare quel necessario processo di pace.
PresidenteLa parola al Consigliere Perron.
Perron (UV)Je veux au nom des forces politiques de la majorité remercier le Président du Conseil régional et les Chefs de groupe pour avoir eu la sensibilité d’inscrire à l’ordre du jour de la séance la commémoration et le rappel des événements qui se sont produits dans les Etats Unis.
Les faits qui se sont produits dans ce tragique mardi 11 septembre resteront toujours gravés dans nos mémoires et les images de mort, de destruction, de terreur accompagnées à une totale incrédulité resteront toujours fixées comme des moments terribles qu’on ne pourra jamais oublier.
En tant que forces politiques de la majorité, mais je crois que sur cela nous avons l’unanimité de cette Assemblée, nous déplorons l’usage des armes et en général de la violence et nous condamnons encore plus fortement les actes qui ont produit des si grandes pertes humaines et des si grandes blessures dans des milliers de familles américaines et d’autres Pays.
Nous condamnons avec sévérité ces actes, nous les déplorons de la manière la plus ferme et la plus totale. Nous ne retrouvons dans ces actes aucune justification ni idéologique, ni fondamentaliste, ni intégriste, simplement nous retrouvons de la haine profonde qui ne peut pas dans aucune manière non pas seulement justifier, chose qu’on ne pourrait pas faire, mais même faire comprendre en quelque sorte ces actes criminels.
En tant que forces politiques de la majorité nous sommes proches de familles si durement touchées, des parents, des amis et des collègues de travail qui vivent cette inexplicable et incompréhensible tragédie.
Nous sommes proches de tous ceux qui ont perdu leur vie dans des moments qu’ils se prêtaient à secourir d’autres: je pense aux nombreux sapeurs-pompiers, aux agents de police, aux volontaires qui ont perdu la vie en ces moments. C’est à eux que va toute notre affection la plus forte, notre chagrin le plus ému, notre solidarité la plus amicale. Nous sommes à côté d’eux avec une profonde émotion.
Comme forces politiques nous partageons le contenu de la résolution comme en même temps je crois pouvoir dire que nous nous reconnaissons pleinement, s’il doit y avoir un moment de rappel, dans les paroles que le Président du Conseil a prononcé ce matin au nom de toute l’Assemblée, donc nous partageons ses paroles, nous partageons le contenu de la résolution qui porte la signature de tous les Chefs de groupe, donc de toutes les forces politiques présentes au Conseil régional.
Nous jugeons important cela que sur un fait si grave toutes les forces politiques présentes dans cette Assemblée aient trouvé un moment d’unanimité. C’est un important signal de maturité et de forte cohésion que nous sommes à même de transmettre à l’extérieur.
PresidentePongo in votazione la risoluzione:
Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all’unanimità.
La seduta è tolta.
L'adunanza termina alle ore 18,55.
