Objet du Conseil n. 2203 du 19 septembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2203/XI Disegno di legge: "Intervento finanziario per la copertura del disavanzo di gestione dell’azienda regionale sanitaria USL della Valle d’Aosta per l’anno 2000".
Articolo 1 (Oggetto e finalità)
1. Con la presente legge la Regione effettua un intervento finanziario diretto alla copertura del disavanzo di gestione di lire 24.324.931.108 (euro 12.562.778), registrato dall'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta nell'esercizio finanziario 2000, e risultante dal bilancio di esercizio della medesima Azienda, vistato dal collegio sindacale secondo quanto disposto dall'articolo 28 della legge regionale 16 luglio 1996, n. 19 (Norme sull'assetto contabile, gestionale e di controllo dell'Unità sanitaria locale della Valle d'Aosta, in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), come modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517).
Articolo 2 (Modalità di intervento)
1. Per il finanziamento dell'intervento di cui all'articolo 1 la Giunta regionale è autorizzata a contrarre un mutuo passivo di euro 12.560.000, ad un tasso non superiore al tasso IRS a dieci anni, aumentato di un punto percentuale, per un periodo di ammortamento di dieci anni, oltre al preammortamento tecnico.
Articolo 3 (Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'autorizzazione a contrarre il mutuo di cui all'articolo 2, valutato in annui euro 1.741.482 dall'anno 2002 all'anno 2016, trova copertura nell'obiettivo programmatico 3.2. "Altri oneri non ripartibili" dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2001/2003 e, per gli anni 2002 e 2003, vi si provvede mediante utilizzo per annui euro 1.741.482 dello stanziamento iscritto al capitolo 69300 "Quote interessi per ammortamento di mutui da contrarre" del medesimo obiettivo programmatico.
2. Per l'applicazione della presente legge la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio e finanze, le occorrenti variazioni di bilancio.
PresidenteLa parola al relatore, Consigliere Cuc.
Cuc (UV)Questo disegno di legge è finalizzato ad un intervento per ripianare il disavanzo di gestione dell'Azienda regionale sanitaria USL per l'anno 2000 o più precisamente per coprire la sottostima delle spese di gestione. Appare evidente che l'aumento di spesa, cosi come descritto dalla relazione tecnica accompagnatoria del presente disegno di legge, mette in risalto alcune voci difficilmente governabili in quanto derivanti da disposizioni assunte a livello nazionale, quali ad esempio il rinnovo dei contratti di lavoro per il personale dipendente e convenzionato, l'aumento del costo dei farmaci e l'eliminazione del ticket sull'assistenza farmaceutica.
Questa è però una fase interlocutoria per la nostra Regione in quanto nel mese di agosto si è riaperto un confronto con il Ministero della Sanità per rivedere i rapporti finanziari con lo Stato al fine di pervenire a finanziamenti che comprendano anche il settore sanitario in analogia con quanto avviene per le Regioni a statuto ordinario. L'Assessorato competente è poi impegnato da diversi mesi sul fronte del contenimento e della razionalizzazione della spesa sanitaria regionale e a tal proposito, con apposite deliberazioni di Giunta regionale, ha approvato specifiche disposizioni all'azienda che dovrebbero consentire di governare la spesa.
Senza citare gli interventi precedenti, la deliberazione n. 3.849 del 13 novembre 2000 contiene una serie di indicazioni per addivenire ad una riduzione dei costi e ad un aumento dei ricavi rispetto a specifiche voci di spesa e di entrata; la seconda deliberazione, n. 2.782, viene assunta in data 30 luglio 2001 e contiene indicazioni per il controllo e il contenimento della spesa farmaceutica; l'ultima, n. 3.185, approvata in data 3 settembre 2001, è finalizzata al monitoraggio e controllo della spesa sanitaria regionale anche in ottemperanza a quanto stabilito nell'accordo sancito in data 8 agosto 2001 tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano.
L'Azienda regionale sanitaria è parimenti impegnata nel controllo della spesa attraverso l'attivazione del processo di budget ed il sistema di contabilità analitica che, pur essendo in via di definizione, consentono comunque un costante monitoraggio della spesa.
Dai prossimi anni è ipotizzabile un finanziamento di spesa più preciso e meno sottostimato e quindi più rispondente alle previsioni di bilancio; oggi con l'approvazione di questo disegno di legge e con gli articoli 2 e 3 autorizziamo la Giunta regionale a far fronte alla copertura del disavanzo attraverso la contrazione di un mutuo provvedendo alle conseguenti variazioni di bilancio.
PresidenteÈ aperta la discussione generale.
La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI)Il disegno di legge n. 136 prevede l’accensione di un mutuo a carico della Giunta regionale per l’importo di 24 miliardi e rotti per far fronte al disavanzo della gestione dell’Azienda sanitaria regionale conseguito nell’esercizio 2000. Nella relazione del disegno di legge e nella relazione del Consigliere Cuc si ribadisce, a sostanziale giustificazione, il fatto che numerose voci di spesa non siano governabili a livello aziendale e di conseguenza si è prodotto questo scollamento.
Abbiamo avuto occasione di parlare approfonditamente di quella che è la gestione contabile e finanziaria della spesa da parte dell’azienda USL in occasione della discussione sul Piano sociosanitario per il prossimo triennio e lì mi pare che siano emerse in maniera piuttosto evidente le disfunzioni esistenti a livello amministrativo e gestionale all’interno dello stesso ente, disfunzioni che sono state, come abbiamo avuto occasione di dire allora, sottolineate non solo in quest’aula dai Consiglieri di opposizione quasi per una battaglia di parte, ma anche e più volte dai componenti del Collegio sindacale dello stesso ente che hanno verificato come ci siano difetti di programmazione e scostamenti sostanziali tra le cifre preventivate e quelle del consuntivo.
Tant’è che non è una sorpresa, poc’anzi anche il collega Lattanzi lo ha affrontato in un'interpellanza, purtroppo ci stiamo abituando a errori di trascrizione, errori materiali, errori di valutazione, cioè errori che alla fine costano cifre a nove zeri alla collettività valdostana perché serve comunque e sempre l’intervento della Giunta regionale a ripiano di un’attività gestionale che dovrebbe essere informata, come dice la legge n. 5/2000, a criteri di aziendalizzazione e di efficienza: purtroppo questi principi sanciti dalla legge n. 5/2000 rimangono ancora sulla carta.
Grazie al cielo però dobbiamo dire che qualcosa si sta muovendo, perlomeno a livello nazionale. Dopo il recente accordo Stato-Regioni, siglato lo scorso 8 agosto e che è già in una fase attuativa attraverso l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri di un decreto legge in materia, che recepisce i contenuti di questo accordo, si va verso un’ottica federalista, auspicata anche da chi appartiene alla maggioranza di governo e da chi siede sui banchi della Giunta.
Un’ottica federalista che sancisce due principi: sì alla devoluzione di competenze, ma sì anche all’attribuzione di responsabilità che non possono più essere scaricate comodamente sull’organo che sta al di sopra, in questo caso il Ministro Sirchia, ma che saranno tutte a carico di chi governa il dicastero regionale delle politiche sanitarie e cioè l’Assessore con i suoi fiduciari che sono collocati al vertice dell’USL.
Una cosa che subito balza agli occhi e che è contraddittoria, è che questo disegno di legge viene portato in Consiglio parallelamente ad un altro importante atto amministrativo, la delibera n. 3271/2001. Questa delibera, che si riferisce proprio all’anno 2000, contiene il riconoscimento ai vertici dell’USL di un premio per i risultati ottenuti in relazione agli obiettivi traguardati. I due beneficiati sono l’ex Commissario, Dott. Pietro Bosso, e il suo successore, Dott.ssa Stefania Riccardi, il primo per il periodo in cui è stato Commissario dell’azienda USL, la seconda per aver acquisito le redini dell’azienda dal 1° giugno 2000 e averle portate avanti egregiamente, come si legge nella delibera, fino alla fine dello scorso anno.
Da un lato abbiamo la Giunta che interviene a ripianare 24 miliardi di deficit perché l’USL ha sforato; dall’altro la Giunta regionale riconosce ai massimi dirigenti dell’USL di aver bene amministrato la contabilità della stessa azienda. Ci sembra un’incongruenza macroscopica, Assessore, sulla quale sarebbe opportuno avere alcune spiegazioni per sapere come vengono valutati, sulla base di quali parametri e criteri vengono valutati questi risultati di gestione, quali sono gli specifici obiettivi che erano stati fissati e naturalmente traguardati e come sono stati misurati, con quali strumenti e con quali criteri sono state misurate queste spiccate capacità gestionali, nel 2000 in particolare, da parte dell’attuale Direttore generale.
Addirittura ci ricordiamo che, in occasione della discussione sul Piano sociosanitario l’Assessore, rispondendo a una nostra specifica interpellanza, disse che, per rimettere ordine nei conti dell’USL, è stato necessario nominare un consulente esterno perché la "Triade", che costa mezzo miliardo all’anno esclusi i premi di produzione, non era stata evidentemente in grado di amministrare correttamente un’azienda che dovrebbe avere paletti, obiettivi e soprattutto linee guida fissate dalla Giunta regionale e quindi dall’organo politico.
Abbiamo addirittura nominato un consulente esterno, che supporta una triade strapagata, alla quale viene riconosciuta questo ulteriore compenso a titolo di premio: in particolare si dice nella delibera che i competenti uffici regionali hanno rilevato una percentuale di raggiungimento degli obiettivi fissati nel contratto di programma pari al 90 percento.
Allora i 24 miliardi di disavanzo corrispondono al 90 percento del risultato da traguardare? Mi sembra che ci siano delle contraddizioni enormi fra le indicazioni di questo disegno di legge e i meriti che vengono riconosciuti - non riusciamo a capire sulla base di quali concetti e di quali criteri - a chi ha responsabilità pesanti e purtroppo strapagate.
La scusa di comodo, ribadita anche dal Consigliere Cuc, è che si tratta di spese non governabili. Siamo contenti - e lo hanno sottolineato anche il Presidente della Giunta e l’Assessore Vicquéry recentemente - che si vada veramente verso un'ottica federalista perché non ci saranno solo le competenze, ma ci saranno anche le responsabilità. Questo nuovo clima federalista riconosce alle regioni competenze più vaste che prima non avevano, però include la piena responsabilità sulla spesa sanitaria e naturalmente, quando si parla di piena responsabilità sulla spesa sanitaria, si fa riferimento anche alla spesa farmaceutica, al costo del lavoro e a tutte le decisioni in materia di organizzazione delle strutture sanitarie, quelle che vengono genericamente definite oggi come spese non governabili.
Se prima con la vecchia impostazione di legge e nei rapporti fra Stato e Regione lo Stato manteneva a sé stesso determinate competenze, domani tali competenze saranno trasferite alle regioni; così d’altronde è stato deciso in sede di Conferenza Stato/Regioni. Questo nuovo accordo che, ripeto, è stato recepito in un decreto legge del Consiglio dei ministri, permetterà di valutare quali sono le capacità effettive dell’organo politico, cioè dell’Assessore e della Giunta di cui fa parte, e dell’organo amministrativo, cioè della Direzione generale dell’USL, nel condurre la sanità regionale entro determinati binari.
Auguriamo che questa svolta federalista possa dare un taglio con il passato, perché lo scarico di responsabilità sempre verso l’alto (verso il Ministro) o verso il basso (verso il Direttore generale) non hanno più ragione di esistere: ci riferiamo soprattutto a lei, Assessore, che rappresenta il nostro interlocutore politico. Taglio con il passato, dicevo, per sancire questa nuova svolta federalista. Vedremo quanto e come sarà capace l’Assessorato della sanità della nostra Regione, per mano del suo organo fiduciario che è la Direzione generale dell’USL, di conseguire da un lato il pareggio dei bilanci evitando spese superflue, e sappiamo che non tutte le spese sono non governabili, ma molte spese erano già governabili anche quando si sono verificati questi sforamenti, e d’altro lato come sarà in grado di garantire i livelli essenziali di assistenza. Le risorse ci sono, vedremo se ci sono anche le competenze e le responsabilità.
PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Analizzando il documento contabile che accompagna il disegno di legge si vede che il preventivo 2000 è stato calcolato in 316.244 milioni, che sono stati giudicati non sufficienti a coprire i costi che a consuntivo ammontano invece a 346 miliardi e rotti rendendo necessario il reperimento di un ulteriore finanziamento di 24 miliardi che con questa legge si vanno a ricoprire ricorrendo ad un mutuo. Dobbiamo notare come questo dato del bilancio preventivo dell’USL sembra che abbia subito nel 2000 una serie di modifiche. Se prendiamo la delibera di Giunta n. 286 del 22 gennaio 2000 in cui la Giunta detta all’USL della Valle d’Aosta le sue indicazioni perché possa essere definito il contratto di programma e la successiva adozione del bilancio di previsione per l’anno finanziario 2000 e poi per il triennio, vediamo che a gennaio 2000 la Giunta aveva previsto come fabbisogno dell’USL un totale di 280 miliardi di cui 272 circa per le spese correnti e 7 per le spese in conto capitale.
Sappiamo che nel frattempo sicuramente sono state date all’USL altre risorse se troviamo che nel bilancio preventivo dell’USL c’è la cifra di 316 miliardi. Cosa è successo nel frattempo? Sarebbe interessante a questo riguardo avere delle informazioni dettagliate sia da parte del relatore, sia da parte dell’Assessore e sarei grata se questi dati fossero illustrati in aula.
I documenti che abbiamo sottomano ci forniscono però due elementi interessanti. Il primo: solo al mese di agosto 2000 viene definito l’accordo di programma che è l’atto con il quale si approva il contratto di programma fra la Regione autonoma Valle d’Aosta e l’azienda USL della Valle d’Aosta per l’anno 2000 e in cui vengono individuati gli obiettivi, ma anche le risorse. Le risorse che vengono previste con questo atto di programma dell’agosto 2000 assommano a circa 315 miliardi, quindi sono almeno 35 miliardi in più di cui l’azienda ha bisogno dalla previsione di gennaio al momento in cui si analizza il fabbisogno di agosto.
Ma non è ancora finita: il 13 novembre 2000 viene adottato dalla Regione il bilancio preventivo che ha predisposto l’USL e in questa delibera di adozione del bilancio preventivo si dice: "Sì, sì, il Direttore generale ha fatto un bilancio di previsione per l’esercizio 2000?"
(brusio in aula)
Presidente Si chiede, per cortesia, un po' di silenzio ai colleghi.
Squarzino (PVA-cU)? È vero, si dice?, questo siamo a novembre?, la Giunta dice:
"Va bene, il Direttore generale, l'USL ha approvato un bilancio di previsione per l'anno 2000 che pareggia sulla cifra di 316 miliardi, va bene prendiamo atto di questo, ma noi però non vogliamo dare quel 1 miliardo e 100 milioni in più che sforano rispetto ai 315 miliardi che noi abbiamo definito nell’accordo di programma e anzi sarà l’azienda a recuperare questa somma aggiuntiva attraverso idonee modalità di gestione del bilancio".
Ci troviamo oggi invece in una situazione in cui, nonostante le indicazioni fornite all'USL, mancano ancora 24 miliardi. Ripeto: sarebbe interessante conoscere come si è addivenuti strada facendo alla cifra riportata nel conto consuntivo del 2000. Ho elencato soltanto delle delibere, ma sarebbe necessario presentare questi dati ai consiglieri a cui oggi verrebbe chiesto soltanto di approvare o meno una legge di finanziamento del disavanzo USL. Sarebbe interessante capire quali sono le motivazioni che hanno determinato questi scostamenti.
Credo infatti che al Consiglio non vada chiesto solo di decidere di destinare risorse, che sono di tutti, e di fare delle scelte che impegnano il futuro di questa collettività, senza fornirgli gli elementi necessari per fare queste scelte.
Il Consiglio deve rendere conto alla collettività delle sue decisioni, del perché attribuisce a certi settori alcune risorse e ad altri no. Ora, per esempio, rispetto al consuntivo 2000 dell’USL, pur così come è stato presentato - e io non entro nella dinamica delle varie spese aumentate o diminuite, semmai ci torneremo sopra in un altro momento -, sarebbe stato interessante che l’Assessore o il relatore accompagnassero questa richiesta di ulteriori finanziamenti indicando se, come e fino a dove, sono stati raggiunti gli obiettivi che la Giunta ha dato.
La Giunta è stata molto chiara con l’USL: ha dato degli obiettivi precisi; sarebbe interessante conoscere se questi obiettivi che ha dato al mese di gennaio 2000, che ha ribadito ad agosto nell’accordo di programma sono stati raggiunti o non sono stati raggiunti. Leggo alcuni obiettivi per chi ha ancora voglia di ascoltare e comunque almeno per la storia, in modo che rimanga questa analisi?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? sì, lavoro per i tempi lunghi, Assessore, e nei tempi lunghi la storia ci darà ragione, Assessore?
Vicquéry (fuori microfono) ? vincerete?
Squarzino (PVA-cU)? vinceranno le idee di democrazia e di libertà, di rispetto delle persone e la verità delle cose. Questo alla lunga vincerà, Assessore. Non vinceremo né lei né io che passiamo, ma queste idee forti, se noi le perseguiamo, ce la faranno anche grazie al piccolo apporto che noi diamo. Se io parlo in questo momento, non è solo per passare del tempo, Assessore, ma per verificare se le parole scritte, se le scelte fatte hanno un significato oppure no.
Altrimenti ci prendiamo in giro, Assessore. Ma allora siamo onesti e diciamocelo subito che non crediamo alle parole che scriviamo in una delibera di Giunta o in una legge. Mi sembra che sia chiaro che la Giunta con un atto ufficiale il 29 gennaio 2000, ha posto all'USL degli obiettivi primari che vanno valutati, quali:
- la riduzione dei costi di gestione: ma questi sono aumentati;
- riduzione del tasso di ricovero in misura non inferiore al 2 percento: non abbiamo dati su questo;
- riduzione delle liste di attesa: abbiamo visto come sono rimaste, se non aumentate;
- soddisfazione dell'utenza: in base allo studio fatto, è stata riscontrata. Ma i primi tre obiettivi sono stati raggiunti oppure no?
Ancora, era detto con chiarezza, sempre come indicazione che la Giunta ha dato all’USL, che "l’USL deve assicurare le informazioni e i dati necessari relativi all’effettivo andamento registrato nel corso del 2000 per valutare qualità e appropriatezza delle prestazioni, congruità dei costi rispetto alla tariffa". Ancora, è detto chiaramente che "al termine dell’anno 2000" - leggo le cose che la Giunta ha approvato – "l’USL deve fornire il riepilogo quali-quantitativo secondo i rapporti e le posizioni sopra menzionate di tutta la forza lavoro utilizzata in questo anno".
Dove abbiamo questi dati? Questi dati lei probabilmente li avrà, Assessore, quindi le chiediamo di dirli perché questi sono i dati che vanno forniti. Ancora, è detto chiaramente che "i volumi di spesa del bilancio preventivo devono seguire delle suddivisioni ben precise per area: il 50 percento per l’assistenza ospedaliera, il 41 percento per l’assistenza territoriale, il 5 percento per la prevenzione, il 4 percento per le attività tecniche, amministrative e gestionali".
Sarebbe interessante capire se queste percentuali sono state rispettate e ancora di più se è stata rispettata la diminuzione, come si chiede nell’accordo di programma, "del trasferimento di 2 punti in percentuale delle risorse dall’area dell’assistenza ospedaliera all’area dell’assistenza territoriale". Lei dice, Assessore, che non le abbiamo chiesto tutti questi elementi. È vero.
Ma io credo che lei li abbia sottomano. Se la Giunta propone un disegno di legge in cui chiede al Consiglio di votare un mutuo di 24 miliardi per coprire il disavanzo di esercizio dell'USL, è perché sa cosa è successo, si è resa conto che non tutto è andato secondo le previsioni e allora si comporta di conseguenza. Deve avere questi elementi, Assessore, deve poterli dare, altrimenti i consiglieri si limitano a fare i ragionieri.
Ancora, sarebbe interessante conoscere quanto incide sui costi dell’USL la scelta di aver trasformato la struttura ospedaliera in un cantiere permanente. Sì, c’è un breve cenno al costo alto delle pulizie a causa dei continui lavori in corso, ma quanto incide sui costi dell’USL la scelta di avere sedi in cui sono duplicati i servizi? Penso alle camere operatorie per le quali, con la duplicazione dei servizi, c’è necessità di personale maggiore. Su questi punti sarebbero gradite risposte dall’Assessore o dal relatore. Le risposte non devono essere date alla sottoscritta, ma alla collettività. La collettività deve sapere perché 25 miliardi vanno impegnati ulteriormente ancora nella sanità. Mi sembra che tutta la questione sia stata affrontata con una certa superficialità. Ho stima del relatore ma, quando dice che non si tratta tanto di un disavanzo di gestione quanto più precisamente di coprire la sottostima delle spese di gestione, ricordo che l’ultima volta che sono state stimate le spese di gestione era il mese di novembre.
A novembre 2000 si stimano le spese di gestione per l'anno 2000 e poi, dopo un mese e mezzo, quando si vanno a fare i conti ci si accorge che sono state stimate male. Mi sembra che questo denoti, se non altro, la superficialità con cui viene affrontato il problema.
C’è un leitmotiv che viene ripetuto, lo ricordava ora il collega Tibaldi: "ci sono decisioni che non dipendono dall’azienda, l’azienda deve subire, l’azienda non può che prendere atto via via degli aumenti e quindi non può far altro che chiedere denaro all’ente pubblico". Certo, ci sarà un problema generale di aumento dei costi della sanità, ma l’impressione che se ne ricava, leggendo anche gli atti che accompagnano tutta la vicenda, è che ci troviamo di fronte a uno staff dirigenziale che naviga a vista, che, quando si trova di fronte a un nuovo problema, cerca di attivarsi, lo considera come una novità e cerca una soluzione, mentre dovrebbe essere compito proprio di uno staff dirigenziale governare il "sistema azienda".
Ma qui vediamo che mancano gli strumenti elementari di base, di conoscenza per ogni programmazione. Non lo dico io, lo sottolinea il collegio sindacale, è molto chiaro in proposito. Dice il collegio sindacale: "? Non c’è una conoscenza dei beni mobili e immobili che l’azienda possiede, l’azienda non ha ancora messo a punto in maniera completa la gestione dei budget e pertanto non è possibile allo stato attuale confrontare i risultati conseguiti nell’esercizio con quanto previsto in sede di budget?".
Tant’è vero che lo stesso collegio afferma di non essere neanche in grado di valutare quello che la legge chiede, cioè "l’andamento della gestione nel suo complesso, i risultati conseguiti nell’esercizio anche in rapporto al grado di realizzazione del budget" ed è quanto chiede l’articolo 44, comma 1, lettera a). Il collegio sindacale dice di non essere in grado di farlo, chiaramente sottolineando il fatto che questa parte è carente. Eppure, come ricordava prima il collega, questo staff gode della fiducia dell’Assessore.
Infine, i tempi con cui è stato presentato questo provvedimento normativo: una legge così importante arriva lunedì mattina in commissione. In due ore la commissione la deve leggere, valutare, giudicare, informarsi dei dati, approvarla. Dopo due giorni è discussa già in Consiglio. L'assenza di informazioni che l'accompagnano - questa osservazione sono disposta a ritirarla se oggi ci fossero informazioni che vengono ad accompagnare questa relazione - denota che sulla questione sanità prevale una gestione politico-familiare nella quale molti operatori, nonostante tanti ostacoli, operano egregiamente.
PresidenteLa parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU)Ho preso la parola su questo disegno di legge per riaffermare ciò che pensiamo sulla gestione della politica sanitaria nella nostra Regione. Molto ha già detto la collega Squarzino per cui mi limiterò a fare alcune riflessioni.
Ai rappresentanti dell’Assessorato che sono venuti in commissione ad illustrarlo non ho posto domande né ho chiesto chiarimenti; lo stesso comportamento ho avuto nei confronti dell’Assessore, prelevato in Giunta perché venisse a dare le risposte che i suoi collaboratori non avevano saputo dare a chi aveva posto alcune domande.
Non ho posto domande per due motivi. Il consuntivo dell’anno 2000, come quello degli anni precedenti, non è altro che la dimostrazione e il risultato di come è stata gestita la politica sanitaria nella nostra Regione da parte dell’USL e dall’Assessorato, per quanto di competenza. Non ho fatto domande perché mi sarebbero state date, come è stato e sarà in questo Consiglio oggi, le risposte di sempre.
A tutto è sempre stata trovata una giustificazione, mai sono stati approfonditi problemi sollevati dai banchi dell'opposizione, mai si è fatto un minimo di autocritica sulla gestione della politica sanitaria. Quando siete stati messi alle strette, anziché rispondere ci avete accusato di strumentalizzare, di essere dei demolitori, di non tenere conto che certe spese vengono decise altrove e imposte alla Regione e all’USL, come le spese farmaceutiche, i contratti di lavoro e del personale, eccetera. La realtà è una sola: oggi, purtroppo, questa legge serve a coprire un buco, aprendone un altro, e di questo si deve tener conto.
Io pensavo che ne tenesse conto anche il relatore, perché con un buco di 24 miliardi nel 2000, dopo che 33 si erano registrati nel 1999, si presentasse con una relazione molto più approfondita e dettagliata, che dimostrasse qual è il pensiero del Consiglio o della maggioranza su questo disegno di legge, ma soprattutto sulla situazione della sanità, ma così non è stato.
Non credo che voi della maggioranza siate obbligati a giustificare sempre tutto e tutti, un minimo di osservazioni le potete fare su ciò che non va in un servizio di cui risentono tutti i Valdostani? Per quanto tempo si può andare avanti così, chiedo, per quanto tempo si dovrà spendere sempre di più, senza erogare servizi migliori e più efficienti? Per quanto tempo ancora la sanità deve rimanere in mano a chi ha dimostrato di non saperla amministrare? Questo è un problema che vi dovete porre. Noi ce lo poniamo e vi suggeriamo e facciamo le critiche perché cerchiate di risolvere i problemi che ci sono, ma voi ve lo dovete porre questo problema.
Questo bilancio si chiude con 24 miliardi di passivo, cui vanno aggiunti 33 miliardi del disavanzo del 1999 e questo, come ricordava la collega Squarzino e come io ho ricordato quando si è discusso del Piano sociosanitario, dopo che il bilancio di previsione del 2000 è stato approvato ben due volte sia dall’USL che dalla Giunta; ci mancava che lo riapprovasse a gennaio! "? lo riapproviamo?" si legge nella relazione "? perché sia più aderente alla realtà?", è una dichiarazione del Direttore generale dell’USL ma, nonostante tutti questi buoni propositi, l’esito è stato deludente. Forse non lo è stato per l’USL, forse non lo è stato per l’Assessorato che con la riapprovazione ha evitato che il disavanzo apparisse ancora maggiore, come magari sarà per l’anno in corso.
Si parla di sottostima della spesa, può essere che ciò avvenga, non è un peccato sottostimare una spesa, ma non per certe voci! Infatti gli amministratori dell’USL che hanno predisposto il bilancio non potevano non essere a conoscenza che era in corso il rinnovo della convenzione dei medici di base, perché la stavano discutendo?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? la devi quantificare, ma le trattative erano in corso! Non potevano non essere a conoscenza che era necessario rinnovare certi progetti - obiettivo per sopperire anche alle carenze di personale infermieristico! Non è che si possa aumentare il numero degli infermieri da oggi a domani: se questi progetti obiettivi erano necessari per garantirsi il servizio infermieristico, questa spesa non era prevedibile? Certe spese dovevano essere previste nel bilancio di previsione come avviene in ogni amministrazione che si rispetti, oppure no?
La Regione, se è in corso il rinnovo del contratto dei dipendenti, ne tiene conto, prevedendone la spesa a bilancio di previsione; quando si sa che prima o poi un contratto sarà firmato, una somma si deve prevedere a bilancio, anche se non l'importo di spesa totale, come fa la Regione e come fanno i comuni per far fronte alla spesa che si presenta! Oppure no?
Anche nel bilancio della Regione si dovrebbe prevedere la cifra della spesa sanità più aderente alla realtà, perché sappiamo i costi che comporta! Io credo che quando, si predispone il bilancio di previsione della Regione la spesa prevista per la sanità dovrebbe essere più attendibile rispetto al consuntivo a cui si andrà incontro. Certamente questa è una via che comporta una scelta di campo che questa maggioranza dimostra di non voler fare: infatti, per non intervenire su altri capitoli di bilancio e per non scontentare nessuno, penso che si preferisca presentare in passivo il bilancio della sanità. Con la sanità si può giustificare tutto, visto che ciò accade anche in altre regioni e anche a livello nazionale! Si ha l’impressione proprio che con la sanità si voglia giustificare anche il minor passivo nel bilancio regionale.
Bisogna fare delle scelte di campo, dicevo, ma se vogliamo far fronte alla spesa sanitaria necessaria per dare un servizio pubblico soddisfacente per la prevenzione, cura e riabilitazione, occorre non solo riconsiderare il bilancio della sanità, ma anche il bilancio regionale, facendo delle scelte politiche che non sono più rinviabili. Noi riteniamo che sul bilancio regionale debbano essere fatte delle scelte perché non è con i mutui, non è coprendo un buco e aprendone un altro che si risolvono i problemi della sanità e i problemi del bilancio.
Ecco perché, Assessore, anche se la previsione è quella di quattro posti letto ogni mille abitanti a livello nazionale, è necessario far fronte ai bisogni e alle strutture che questa scelta comporta. Questa decisione, infatti, comporta delle scelte: le comporta nei presidi ospedalieri come le comporta sul territorio. E qui entra in gioco il ruolo dei medici di base e la loro professionalità, la necessità di strutture di riabilitazione per coloro che escono dai presidi ospedalieri, di strutture per coloro che non sono autosufficienti, il potenziamento di strutture sul territorio, come i distretti e i poliambulatori.
Se la gente non sta in Ospedale, se costa meno stare al di fuori dell'Ospedale, l’assistenza da qualche altra parte la deve avere! E anche se la Valle d’Aosta, come diceva stamani l’Assessore, è stata così lungimirante da non prevedere nuove strutture ospedaliere per 800 posti letto, non è stata altrettanto lungimirante nel potenziare quei servizi che sono indispensabili e che accompagnano tempi più ristretti per i ricoveri. Le strutture ci vogliono; è vero o non è vero, Assessore, ci vogliono le strutture oppure no, se i tempi sono più ristretti?
Basta vedere le condizioni, tra l’altro, in cui sono venute a trovarsi le microcomunità, basta vedere le richieste che vengono avanzate dai familiari per l’assistenza sociosanitaria domiciliare. A me tutti i giorni mi vengono a dire: Mi fai la cortesia di intervenire, dato che l’assistenza domiciliare me l’hanno ritardata di una settimana, perché il vecchietto possa stare ancora all’Ospedale o al Beauregard o ad Aosta in Medicina, per una settimana o sei mesi ancora?
Le porterò degli esempi e glieli metterò per iscritto, Assessore, perché i familiari non trovano quell'assistenza necessaria quando il ricoverato torna a casa. Questa è la realtà! Poi basta rendersi conto che mancano le RSA e i centri adeguati per i malati di mente, basta vedere le lunghe liste di attesa che sussistono nei presidi ospedalieri.
Io dico che con la vostra mancanza di lungimiranza avete favorito e dato respiro alle poche strutture private che esistono in Valle, come l’IRV e il Day Hospital, che è in ripresa e stava quasi per chiudere: questo me lo hanno detto i dirigenti del Day Hospital, non me lo ha detto qualcuno che non sa le cose!
E voi, con la vostra mancanza di lungimiranza, avete costretto tanti Valdostani a risolvere i loro problemi di salute a pagamento, e tanti altri più poveri a non potersi curare come il loro stato di salute richiedeva perché non hanno le possibilità economiche! Sono convinto che la nostra situazione sanitaria derivi dal fatto che non ci rendiamo conto che è tempo di cambiare il modo di gestire, che è tempo di eliminare le spese superflue, gli abusi e gli sprechi che avvengono.
Certe convenzioni e consulenze sono da eliminare all’interno dell’USL ne parlerò quando ci si troverà in Commissione ed è tempo di eliminare i premi di fedeltà, che in varie maniere vengono assegnati: la fedeltà deve essere rivolta alla professionalità e non al clientelismo. Dobbiamo pretendere dal centro e dal Ministero tutto ciò che vogliamo, ma ritengo che prima dobbiamo farci un esame di coscienza per capire se abbiamo fatto quanto si doveva fare, prima di rivendicare che altri compiano il loro dovere nei nostri confronti.
Assessore Vicquéry, mi permetta un'ultima riflessione sulla spesa degli incentivi per i medici ospedalieri che mi sembra si aggiri intorno agli 800 milioni: verifichi se questi incentivi sono dovuti veramente, verifichi certe spese prima di difenderle in questa sede, verifichi se le convenzioni e le consulenze interne ed esterne alla Valle erano e sono utili! Mi risponderà, dato che tende a ribadirlo spesso e volentieri, che l’USL ha l’autonomia sugli atti, e questo è vero; ma a coprire i buchi è chiamata la Giunta ed è lei, Assessore, che deve provvedere, ed è questo Consiglio che deve deliberare, non è l’USL con il suo Ufficio di direzione.
Io credevo che dopo l’approvazione del Piano sociosanitario cominciasse a cambiare qualcosa, ma non so se questo avverrà, ho dei dubbi dal momento che si premiano anche i dirigenti che hanno sforato i bilanci e che non hanno certo dimostrato grandi capacità di gestione dell’USL. Però credevo che si volesse un tantino cambiare strada e invito l’Assessore, anche tenuto conto dell’autonomia dell’USL, a leggere la delibera dell’USL n. 1.442/2001, con la quale il Direttore generale conferisce un incarico in regime di collaborazione coordinata e continuativa dal 1° luglio 2001 al 31 dicembre 2001, per 205 ore a lire 54.000 lorde, oltre ai contributi previdenziali e di assicurazione infortuni, finalizzata - si dice - al controllo di gestione e al servizio?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? Assessore Vicquéry, non faccio i nomi, le delibere ci sono; voglio dire che si devono avere anche le capacità perché la legge può prevedere, ma dice anche che ognuno deve essere utilizzato in base alle proprie capacità e non perché se fino a ieri ha fatto un altro mestiere oggi viene a farne un altro...: non voglio polemizzare su questo, voglio che lei legga questa delibera: l’ho richiamata soltanto perché credevo che dopo l’approvazione del Piano sociosanitario si cominciasse a ragionare, che cominciasse a cambiare qualcosa. Non si può tutte le volte premiare qualcuno perché politicamente è di una parte o dell’altra, perché questa delibera non si limiterà ai sei mesi e sono convinto che dal 1° gennaio 2002 verrà rinnovata.
Tante altre convenzioni che sono state fatte e consulenze che sono state affidate, mi si vuole dire quale risultato hanno dato? Come pure certe altre convenzioni che abbiamo denunciato in questa sede, ma non perché ce l’abbiamo con queste persone - io sono amico anche di alcune di queste persone - però denuncio questi fatti per dire che questa non è la strada per portare avanti una politica sanitaria efficiente!
E i 24 miliardi diverranno 36, diverranno 40 se non si fanno delle scelte precise, questa è la realtà! E si chiude un buco per aprirne un altro, si va avanti a mutui sia per il bilancio regionale sia per quello della sanità? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre. Termino qui e riprenderò il discorso in commissione, quando affronteremo quegli impegni che insieme avevamo preso in questa sede.
PresidenteSiamo sempre in discussione generale. Non ci sono richieste di intervento, si chiude la discussione generale.
La parola all’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Che la spesa sanitaria preoccupi è un dato di fatto e non sono sicuramente qui per dire che non è vero, anzi gli ultimi provvedimenti della Giunta regionale vanno nell’ottica di concentrare gli sforzi nel monitoraggio e nel controllo della spesa ma, prima di parlare nel merito delle domande che sono state poste, permettetemi di fare una considerazione di carattere generale: che la politica sia l’arte del possibile è cosa nota a tutti, ma che in quest’aula si demonizzi l’accensione di un mutuo per finanziare le spese della nostra salute è alquanto singolare quando al contrario nelle altre regioni ci sono scoperture enormi nei bilanci delle aziende sanitarie, scoperture che non vengono coperte dall’ombrello dell’Amministrazione regionale.
Qui ci si accusa di fare un mutuo, tutto è possibile, ma mi aspetterei un'accusa contraria. Mi aspetterei un’accusa di non ragionare in termini ragionieristici, in termini di contabilità economico-finanziaria corretta così come è stato sempre fatto in questa Amministrazione regionale che non ha mai aspettato i ripianare per risparmiare e i disavanzi 5-6 anni dopo, Consigliere Beneforti.
Nelle altre regioni aziende hanno chiuso i bilanci consuntivi con i pareri dei rispettivi collegi dei revisori dei conti che dicevano di fatto che il parere era condizionato al ripiano del disavanzo, ripiano del disavanzo non coperto dall’Amministrazione regionale, ma ripiano del disavanzo ipotetico coperto da parte dell’Amministrazione statale. Questa è la realtà di tutti i giorni. Cito a caso.
Nella Regione Veneto il deficit è di 1.054 miliardi; l’Assessore alla sanità dice: "All’aumento rispetto alle previsioni contribuiscono grandemente scelte nazionali come l’abolizione dei ticket senza una ragionevole previsione di copertura dei maggiori oneri nella finanziaria 2001 e i maggiori costi che deriveranno dal rinnovo dei contratti di lavoro del comparto sanità".
Ripeto: 1.054 miliardi non coperti dalla Regione Veneto, come stiamo facendo noi, Consigliere Beneforti, perché aspettano l’ombrello del Ministero. Il Presidente della Giunta Ghigo, che parla a nome del Coordinamento delle regioni, parla di una richiesta di stanziamento di 150.000 miliardi per il fondo sanitario 2002; non solo, le regioni chiederanno a Tremonti che lo Stato si faccia carico del 70 percento degli oltre 16.000 miliardi di debiti sul capitolo sanità provocati in gran parte nell’ultimo biennio - e parliamo dell’ultimo biennio: altro che calcolo del rinnovo contrattuale! - dall’applicazione del contratto per la dirigenza e dalla soppressione del ticket.
Si tratta di 16.000 miliardi non preventivabili, Consigliere Beneforti, perché la sua "Ministra Bindi" ha contrattato i rinnovi contrattuali in cambio dell'esclusività del rapporto di lavoro, lo sappiamo benissimo, è inutile che ce lo nascondiamo.
Il Ministro Bindi ha dato più soldi, un milione e mezzo netti in busta paga ai medici, ai tanto vituperati medici in cambio dell’accordo di passare al rapporto di esclusività, questa è la verità e le regioni in quella sede avevano detto che, essendo una scelta politica del Ministro e del Parlamento, il Ministro e il Parlamento dovevano garantirne la copertura, cosa non avvenuta, tant’è che il Presidente Ghigo sta parlando oggi di 16.000 miliardi ancora da ricoprire. E dice il Presidente Ghigo che a "rompere" non sono state le regioni, ma è stato il Governo. L’incremento della spesa è stato infatti prodotto dal contratto della dirigenza introdotto nel 2000 e poi dalla soppressione del ticket: entrambe le scelte sono state decise dall’esecutivo. Questo non lo dice l’Assessore Vicquéry, lo dice il Coordinatore dei presidenti?
(interruzione dei Consiglieri Beneforti e Squarzino Secondina, fuori microfono)
? il problema è questo perché lei dice che è tutto preventivabile, non è preventivabile una scelta non assunta dall’Amministrazione regionale e poi arriviamo anche all’11 novembre.
Qualcuno ha citato l’accordo dell’8 agosto. L’accordo dell’8 agosto si rifà all’accordo del 3 agosto 2000, il quale prevedeva, tanto per parlare di calcoli previsionali, una crescita della spesa farmaceutica che non andasse oltre il 10 percento: è stata del 14,5 percento nel 2000, quest’anno è mediamente del 36 percento in più in ragione di una scelta del Parlamento di abolizione dei ticket. Questo è un accordo sottoscritto fra Governo e Regione. Il Governo diceva che le spese non sarebbero aumentate più del 10 percento e che avrebbe ricoperto?
(interruzione del Consigliere Beneforti, fuori microfono)
? il Governo dell’Ulivo, ma questo non ha importanza e poi dice l’accordo del 3 agosto 2000 che i contratti, alle soglie della loro applicazione, quelli per la dirigenza sanitaria medica e non medica facevano ritenere un costo complessivo di 2.200 miliardi, ma il costo reale è stato, Consigliere Beneforti, di 4.085 miliardi e parliamo del 2000, mentre noi stiamo parlando del consuntivo 2000; noi abbiamo previsto un bilancio nella finanziaria del 1999 per il finanziamento all’USL. Potevamo prevedere degli sfondamenti di questo genere? Ma è tecnicamente impossibile! A questi 4.085 miliardi se ne devono aggiungere altri 100 per l’applicazione degli accordi contrattuali.
Anche per la convenzione la spesa è andata oltre il previsto; medici di medicina generale, pediatri di base, specialisti ambulatoriali hanno fatto spendere alle regioni lo scorso anno 190 miliardi oltre quelli previsti, ai quali se ne aggiungono altri 45 di spesa per pagare il doppio compenso aggiuntivo e agli extra per lo scorso anno vanno aggiunti altri 450 miliardi legati all’applicazione del contratto per i medici degli ospedali classificati policlinici e altri 400 miliardi per il passaggio delle funzioni sanitarie previste dalla "Bassanini". Con l’accordo del 3 agosto il Governo si impegnava a non sfondare quei tetti che sono stati tutti regolarmente sfondati. Si giunge così all’accordo dell’8 agosto 2001 dove le regioni e il Governo mettono i puntini sulle "i" e prendono atto che l’accordo dell’anno precedente non aveva raggiunto gli obiettivi tant’è che il Ministro Sirchia ha dichiarato il 20 luglio scorso che verrà stipulato un patto con le regioni per ripianare i debiti della sanità entro i prossimi tre anni.
Avendo le regioni chiesto che quella che viene considerata la sottostima del fondo sanitario si avvicini nel triennio al rapporto europeo rispetto al prodotto interno lordo, il Governo dice: "Benissimo, aumenteremo gradualmente il fondo sanitario e nel contempo ripianeremo il deficit della sanità per il prossimo triennio".
Questo è il contesto generale in cui ragioniamo per cui è agevole rispondere perché la situazione potrebbe essere definita "mal comune, mezzo gaudio", purtroppo non è così, la verità è che in Italia si spende troppo poco per la sanità. Si può dire che il servizio non dà i risultati sperati, i risultati che tutti vorremmo, su questo non c’è ombra di dubbio.
Ci sono ampi margini di miglioramento sia sul fronte delle risorse da impegnare, sia sul fronte del contenimento delle spese laddove sia possibile, ma bisogna mettersi in testa che bisogna spendere di più, non per una decisione politica di fondo, semplicemente perché la sanità deve dare delle risposte a fronte di scelte che non avvengono addirittura alcune a livello nazionale, ma molte di queste avvengono a livello internazionale, mi riferisco all’aspetto che riguarda la tecnologia che è in mano alle grosse multinazionali e alle industrie farmaceutiche.
Mi si dice che bisogna fare delle scelte di fondo, mi si dice che a fronte di questo sfondamento della spesa continuiamo a dare fiducia alla dirigenza dell’USL. Vi siete già risposti reciprocamente perché Tibaldi ha risposto alla Consigliera Squarzino dicendo che con la delibera di Giunta regionale abbiamo riconosciuto il 90 percento degli obiettivi raggiunti dalla Direzione generale e dal Commissario straordinario prima e vi assicuro che gli obiettivi erano stati definiti e percentualizzati.
Niente è lasciato al caso e neppure alla soggettività, ma ad ogni obiettivo c’è una percentuale di riconoscimento o meno di obiettivo raggiunto. Sono atti pubblici per cui vi invito, perché ci ripetiamo sempre, a convocare in V Commissione in un'audizione i responsabili dell’USL per dettagliare, per verificare nel merito tutte queste consulenze presunte.
Tutto è discutibile, sicuramente il Consigliere Beneforti fa riferimento all’incarico che è stato affidato alla Dott.ssa Indrio per un importo di lire 54.000 lorde che, se non sbaglio, è meno del costo effettivo di un operaio specializzato, è meno perché un operaio specializzato costa più di 54.000 lire, mi riferisco al settore edilizio, se prendiamo il metalmeccanico, forse di meno. Per fare che cosa? Per fare il controllo delle cartelle cliniche che è un obbligo previsto dalla finanziaria a carico della Regione. Questo medico deve controllare a campione le cartelle cliniche dei medici di medicina generale per fare la verifica dell’appropriatezza o meno delle prescrizioni farmaceutiche, del ricovero, di quant’altro che è la base dei risparmi. È su questi aspetti che si può risparmiare.
Ci sono, vi assicuro perché i dati li abbiamo, ampi margini di risparmio, ma a condizione che si controllino. Qualcuno mi deve spiegare perché un medico mi costa 54.000 lire per ogni assistito e un altro mi costa 2.600.000 lire perché questi sono i dati. In Valle d’Aosta ci sono dei cittadini che costano 54.000 lire all’anno e ce ne sono altri che costano 2.600.000 lire all’anno, noi vogliamo entrare nel merito e abbiamo gli strumenti per poterlo fare.
Arriverà in Giunta regionale prossimamente una delibera per regolamentare questi aspetti. Fino a due anni fa non eravamo in grado, ritorno all’argomento di questa mattina, perché non avevamo i mezzi informatici che ci permettevano di fare queste rilevazioni. Oggi li abbiamo, il controllo di gestione è partito e do in parte una risposta alle osservazioni dei revisori dei conti che nel 2000 dicevano che non c’era un controllo sui budget, nel gennaio 2001 il controllo di gestione è stato attivato e abbiamo le prime rilevazioni trimestrali e semestrali che ci danno questi risultati.
Sui beni immobili: non scandalizziamoci che sui beni immobili non ci sia l’inventario perché è questa un'applicazione della riforma sulla contabilità generale che ha posto a carico delle aziende questo compito che prima non avevano. "A fronte di questo dovete valutare?" dice Tibaldi "? il Direttore generale"; ricordo che il Presidente Ghigo ha riconfermato tutti i direttori generali dopo che appena prima delle elezioni aveva giurato?
(commenti dai banchi dei Consiglieri di Forza Italia, fuori microfono)
? dopo che aveva giurato il Presidente Ghigo che sarebbero andati a casa, in malo modo anche, tutti coloro che avessero sfondato il bilancio. Sono andati a casa tre indesiderati perché, essendo basato su un rapporto fiduciario la nomina dei direttori generali, era liberissimo di mandarli a casa. Tutti gli altri sono stati riconfermati pur in presenza di un disavanzo perché? Perché probabilmente la "Giunta Ghigo" ha accertato che il disavanzo non è colpa di questi poveri direttori generali, ma è imputabile a questi fattori che ho appena determinato.
Io ho una lunga serie di documentazioni per dire che le argomentazioni che portate avanti in questa sala sono fuorvianti, ve lo dico in tutta sincerità. Parliamo degli argomenti, proponete soluzioni alternative perché ognuno dica la sua, ma non facciamo della politica di basso livello perché il dire che il disavanzo è di 24 miliardi, la responsabilità è dell’Amministrazione e dell’USL, è la cosa più semplice, è la cosa che fa scrivere i giornali e immagino già il titolo dell’articolo di domani su "La Stampa": "L’opposizione spara a zero contro l’Assessore Vicquéry, l’opposizione spara a zero contro l’USL". Io rispondo con le parole che il mio parroco mi diceva sempre: "Quoi qu’on en parle", per cui assumo con un po' di filosofia questa attitudine, ma vi invito in tutta sincerità a smetterla con questi argomenti perché ci ripetiamo, stiamo diventando noiosi e non risolviamo nessun problema. Io vi invito a discutere sulla carta, evidentemente non in questa sala perché non abbiamo elementi per poterlo fare.
Dice la Consigliera Squarzino che solo d’agosto approviamo l’accordo di programma e solo a novembre il bilancio consuntivo. A questa osservazione ha già risposto Beneforti per cui sarebbe opportuno che almeno all’interno del gruppo concordaste gli interventi perché Beneforti giustamente ha detto che è stato fatto un primo ripiano del disavanzo con legge regionale n. 29/2000 ed è per questo motivo che poi si è dovuto approvare solo nel novembre il preventivo sulla base della legge di ripiano. È di un'elementarità scoraggiante?
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
? come si è arrivati a 24 miliardi, abbiamo avuto modo di dare delle risposte in II Commissione, non spetta all’Assessore verificare se la Consigliera Squarzino è presente o meno, questa è la procedura e la procedura la seguiamo regolarmente, comunque siamo disponibili a confrontarci ovunque e in qualunque sede, senza nessun tipo di problema.
Accolgo l’invito del Consigliere Beneforti di fare attenzione alla distribuzione degli incentivi ai medici. Sicuramente non distribuiremo a pioggia questi incentivi, ma li distribuiremo sulla base di queste prime rilevazioni semestrali sul controllo di gestione, ma accolgo l’invito perché potremmo anche decidere di distribuirne una parte, salvo verificare in seconda istanza altri eventuali miglioramenti dell’attività.
Sull’assistenza domiciliare non c’è ombra di dubbio che va potenziata, ma siamo nelle mani dei comuni. Ci sono alcuni comuni e alcune comunità montane che danno un'assistenza ottima, alta, buona, altre un po' meno. Il Comune di Aosta ha delle evidenti difficoltà per la complessità stessa del sistema in Aosta, ma la risposta da dare non è quella: "Tienilo ricoverato ancora cinque giorni", questo mi si dice anche a livello di Direzione dell’USL; mi dicono in tutta tranquillità di avere pressioni continue da parte di miei colleghi consiglieri regionali, di miei colleghi consiglieri comunali, di parenti, di amici, di professionisti perché la gente rimanga ricoverata.
È una costante dell’assistenza ospedaliera in Valle d’Aosta, abbiamo un tasso di ricovero di 8 giorni che è assolutamente abnorme perché dovrebbe scendere a tre giorni, a tre giorni e mezzo e mi si dice che hanno enormi difficoltà a dare delle risposte negative a noi stessi perché mi metto anch’io, perché anch’io sono sollecitato, ma vi assicuro che non lo faccio, non lo faccio, perché entrerei in contraddizione con me stesso se chiedessi a un primario o a un medico di tenere ricoverati i pazienti quando io do indicazione di ridurre il tasso dei ricoveri. Ma la realtà è questa, Consigliere Beneforti, per cui la invito a non telefonare più ai primari?
Beneforti (fuori microfono) ? ma io non ho mica telefonato!
Vicquéry (UV)? Allora va bene, se non ha telefonato?
Mi si dice che favoriamo il privato. Questa è una barzelletta, Consigliere. Favorire il privato si può fare in due modi, presumo: facendo scadere il pubblico oppure chiudendo dei servizi. Noi abbiamo fatto esattamente il contrario e non saremmo qui a finanziare 24 miliardi di disavanzo se non avessimo chiesto all’azienda di potenziare i servizi come stiamo potenziando e non saremmo qui a finanziare 24 miliardi se avessimo detto loro di chiudere i servizi come ha fatto e sta facendo ad esempio l’azienda di Ivrea.
Mi si dice anche che è una scusa dire che le spese non sono governabili. Ammetto che una parte delle spese è governabile e stiamo lavorando in quel senso, di certo il grosso dello sfondamento è dovuto ai motivi che abbiamo più volte detto.
Concludo, altrimenti rischiamo di ripeterci sempre, invitando i membri della commissione a confrontarci su questi argomenti in commissione alla presenza dell’azienda. Da parte della Giunta regionale abbiamo più volte dato la nostra disponibilità ad accettare qualunque tipo di suggestione e di proposta per migliorare il servizio e nel contempo razionalizzare le spese.
PresidenteLa parola al Consigliere Lattanzi per dichiarazione di voto.
Lattanzi (FI)Voglio seguire il filone dell’onestà intellettuale che ha auspicato l’Assessore nel suo intervento, ci provo, però facendo una precisazione.
Ha citato ad esempio il collega Presidente di Giunta Ghigo e il suo "modus operandi" per quanto riguarda le responsabilità dei dirigenti della vicina Regione Piemonte, io voglio solo ricordare quello che lui ha appena finito di dire, in primo luogo che i dirigenti dell’USL piemontese non sono stati premiati come i nostri; che ci sono stati tre licenziamenti, lui dice per questioni fiduciarie e invece no, per incapacità a rispettare i budget; che per quanto riguarda la Valle d’Aosta il nostro Dirigente amministrativo, che oggi è qui a farsi giudicare con un disavanzo di bilancio, è stato premiato a Direttore generale con tanto di premio e finisco anch'io le precisazioni.
D’altro canto lui dice però che il discorso va affrontato in maniera onesta perché qui c’è effettivamente una serie di spese ingovernabili che ci arrivano dallo Stato; dice anche che per quanto riguarda il 2001 le condizioni dei rapporti con il Governo sono cambiate e ci sono tutti i presupposti perché nel 2001 si possa cominciare a gestire l’USL con quei principi di efficienza, possiamo dire del buon padre di famiglia, nel rispetto delle risorse indicate e delle spese effettuate per quanto riguarda il 2001.
E il relatore del presente provvedimento, collega Cuc, afferma che: "? L’Azienda regionale sanitaria è parimenti impegnata nel controllo della spesa attraverso l’attivazione del processo di budget ed il sistema di contabilità analitica che, pur essendo in via di definizione?" giustamente "? consentono comunque un costante monitoraggio della spesa?".
Abbiamo un lampo di speranza per il 2001. Ma guardate che la buona gestione di un’azienda non è stata inventata nel 2001 perché è nato il "Governo Berlusconi", c’era anche nel 2000 e, al di là delle spese che lei dice e anche i dirigenti hanno sostenuto essere gran parte della spesa che ha prodotto questo sforamento di 24 miliardi, che andiamo a coprire con un mutuo - e apriremo una parentesi su questa operazione -, ci sono altre spese che non sono da imputare a chi ha fatto campagna elettorale e qui sono d’accordo con lei: l’annullamento dei ticket, l’aumento ai medici che accettavano di avere il regime esclusivo con l’azienda sanitaria, tutto questo ha creato?, non perché lo ha fatto l’Ulivo, ma è un dato tecnico evidente che regalare le medicine fa spendere di più che far pagare un ticket, un ticket impopolare oggi da ripristinare ai cittadini, ma è vero che quello ha creato degli sforamenti di bilancio tanto che il nuovo Ministro Sirchia dice giustamente che per quelle aziende che dimostreranno capacità gestionale rispetto a dei budget di spesa il Governo verrà incontro con una serie di aiuti per la copertura di questi bilanci sforati però, Assessore, l’onestà intellettuale richiede che si citino quelle voci sulle quali questa USL e i nostri tre fenomeni che strapaghiamo dovevano, come minimo nel 2000, ma dico anche nel 1999 quando c’era la buona contabilità in atto da diritto civile, civilistico, quindi non abbiamo avuto bisogno di Berlusconi per capire come si gestisce un'azienda nel 2001, prevedere quelle spese che potevano essere gestite. Sono stati appaltati all’esterno servizi mensa e lavanderia che non sono stati soppressi all’interno dell’azienda USL creando doppioni di servizi che costano due volte.
Si cita un aumento del 9,5 percento per l’incremento del costo delle tariffe per energia elettrica e canone di telefonia; mi risulta che nel 2000 siano nati almeno quattro operatori telefonici che hanno ridotto del 25 percento la reperibilità di canoni telefonici e mi risulta che nel 2000 la Valle d’Aosta abbia potuto battezzare la nascita del distributore elettrico valdostano, la Deval, quindi le tariffe le facciamo noi.
Per quanto riguarda l’aumento delle entrate che si prevede per il 2001, leggo dalla relazione allegata che l'analisi evidenzia che numerose voci di spesa non sono governabili a livello aziendale, quindi ci riferiamo a quelle della campagna elettorale dell’Ulivo in quanto derivanti da decisioni esterne e che pertanto devono essere applicate dall'Azienda senza che possano essere intraprese manovre di contenimento e di razionalizzazione.
In proposito l'Azienda ha comunque intrapreso alcune azioni di intervento mirate al governo della spesa, quali l'avvio del processo di budget per l'anno 2001, il consolidamento della contabilità analitica - novità straordinaria -, una razionalizzazione delle procedure di acquisizione di beni e servizi - immagino il concentramento per pool di acquisto -, l'aumento delle entrate e sarebbe spettacolare sapere con quali procedure l’aumento delle entrate per cui per il 2001 non si prevedono sforamenti a meno che non ci sia qualche altra campagna elettorale in atto.
Le campagne elettorali non ci saranno e noi sappiamo di per certo che l’unità budgetaria ha già praticamente finito le risorse, lo sappiamo già. Non ci sono state campagne elettorali, abolizioni di ticket, aumento di spese per il personale e i prossimi tre mesi abbiamo l’USL con un fabbisogno in esplosione di uscite e un bilancio che prevederà inevitabilmente, ulteriormente per il 2002, coperture di disavanzi che copriremo, e riapro la parentesi di prima, con un mutuo perché abbiamo fatto due mutui: uno l’anno scorso e uno quest’anno per coprire i disavanzi dell’USL.
Quando si fa un mutuo si parte dal presupposto che è una straordinarietà una tantum, quindi si fa un mutuo, si dilaziona il debito di quest’anno, non del prossimo, non ce ne saranno altri e invece noi siamo di fronte già al secondo mutuo in due anni. Si prospetta un disavanzo 2001 che dovrete - credo abbiate deciso ormai come "modus operandi" - coprire con un mutuo.
Se come dice lei i prossimi anni si dovrà vedere la sanità nei bilanci delle varie regioni in maniera totalmente diversa perché diverse sono le esigenze, diversa è la popolazione, ci sono più anziani, diverse sono le esigenze di servizi e di decentramento, quindi di costi, si può immaginare da come parla lei che invece di 340-350 miliardi si dovranno budgetizzare - lo dico anche rivolto al Presidente della Giunta - 5-600 miliardi tranquillamente di spesa sanitaria sociale dei 2000 e rotti che abbiamo di bilancio, quindi una spesa sanitaria che assorbirebbe il 25-30 percento del nostro bilancio.
Siccome questo non sarà sostenibile perché, a meno che non andiamo a dire ai cittadini che gli togliamo tutto il resto e gli diamo solo la sanità, evidentemente ci saranno altre esigenze, si dovranno accendere sistematicamente ogni anno - questa è la procedura che avete messo in atto - mutui per coprire ogni anno i disavanzi della sanità. Ma verrà un momento in cui i ratei dei mutui saranno l’intera cifra del bilancio regionale?
Prima o poi ci arriveremo perché facciamo mutui per comprare 800 miliardi di ENEL, facciamo i mutui, adesso abbiamo sentito altri 500 miliardi per venire incontro a nuove iniziative di sviluppo; adesso abbiamo preso la pratica che, siccome siamo una Regione sana, con 2 A, possiamo fare mutui, basta che mettiamo fuori il nostro nome e la gente ci dà i soldi, noi intanto li possiamo restituire a rate. Probabilmente il Presidente della Giunta avrà qualche successore; sarà un successore sfortunato perché invece di gestire, come ha fatto lei, avanzi di amministrazione per dieci anni, avrà disavanzi di amministrazione da gestire con mutui che voi state caricando sulle sue spalle.
Io non sarò Presidente della Giunta quindi non ho questo problema, ma io voglio capire chi sta amministrando oggi con quale prospettiva lascia un debito ai successori?
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
? un corso di economia pubblica? credo che i mutui si possano anche fare, Presidente, lei mi può far fare tutti i corsi che vuole, ma i soldi bisogna restituirli, le banche li vogliono e quindi bisogna restituirli.
Oggi noi facciamo 24 miliardi di mutuo, ci sarà un rateo aggiuntivo ai ratei che già avevamo l’anno scorso oltre ai ratei che avevamo per altre questioni e io credo che prima o poi i ratei saranno così pesanti da metterci nelle condizioni - lo dicevamo in occasione del bilancio - di essere l’Italia degli anni ’80 quando non si rendeva conto che certi livelli di prestazione, che certi livelli di servizi non erano più sostenibili e se non si va alla razionalizzazione della spesa? e addirittura si pensa di investire altri 141 miliardi, chiederli allo Stato per ampliare l’Ospedale con ulteriori costi di gestione, noi da questa spirale non usciamo. Possiamo condividere che c’è un'esigenza diversa e possiamo condividere quello che diceva l’Assessore: sicuramente dobbiamo affrontare il servizio della sanità utilizzando le nuove tecnologie che possono permetterci di abbattere i costi, ma come è possibile che in Valle d’Aosta la nuova tecnologia aumenti i costi e non li abbatta? La risposta è stata in commissione: perché siamo sempre in una fase di rodaggio, le cose che diamo fuori le teniamo anche dentro, quindi paghiamo due volte, la tecnologia dobbiamo svilupparla, costa due volte.
Abbiamo visto che per la tecnologia, e lei diceva questa è tecnologia sugli investimenti per il Millennium bug, sono state spese delle risorse che non sono state limitate al Millennium bug, ma si sono protratte e addirittura decuplicate perché ormai i software c’erano, bisognava mantenerli e svilupparli.
Credo che il problema vada affrontato in maniera completamente diversa, non possiamo dire che 24 miliardi in gran parte sono la campagna elettorale dell’Ulivo, anche se noi in parte condividiamo, però c’è una parte che dipende da lei, Assessore, o soprattutto dai suoi fiduciari, da quelli che noi paghiamo e lei paga per fare la giusta amministrazione.
La dichiarazione di voto è naturalmente di voto contrario a questa delibera, non ne comprendiamo i principi e soprattutto i metodi perché condividiamo che una parte di debito è di campagna elettorale, ma per una buona parte quel debito di campagna elettorale poteva essere assorbito da una migliore razionalizzazione delle spese dell’azienda sanitaria valdostana.
PresidenteSi passa all’esame dell’articolato.
Pongo in votazione l’articolo 1:
Consiglieri presenti e votanti: 31
Favorevoli: 25
Contrari: 6
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l’articolo 2:
Consiglieri presenti e votanti: 31
Favorevoli: 25
Contrari: 6
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l’articolo 3:
Consiglieri presenti e votanti: 31
Favorevoli: 25
Contrari: 6
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione la legge nel suo insieme:
Consiglieri presenti e votanti: 32
Favorevoli: 26
Contrari: 6
Il Consiglio approva.
