Objet du Conseil n. 2193 du 19 septembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2193/XI Problematiche concernenti il funzionamento della Fondazione Turistica. (Interpellanza)
Interpellanza Premesso che la Fondazione Turistica è stata commissariata nel giugno 1999 con decreto del Presidente della Giunta regionale con il dichiarato intendimento che tale procedura avrebbe consentito una più rapida riforma della Fondazione stessa;
Rilevato:
- che a distanza di oltre due anni permane lo stato di commissariamento che sembra sempre più essere fine a sé stesso, stante l’assenza di qualsivoglia modificazioni alle funzioni della Fondazione;
- che tutta la formazione inerente le attività funiviarie e del soccorso piste è stato da quest’anno sottratto alla Fondazione;
- che il riconoscimento del titolo di studio rilasciato dalla scuola alberghiera comporterà da questo anno scolastico l’assunzione di un dirigente scolastico per due sole classi;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta per sapere:
1) entro quali tempi è prevista la cessazione del commissariamento in atto e quali sono i principi ispiratori della preannunciata riforma della Fondazione Turistica;
2) quali sono i motivi che hanno estromesso la Fondazione dalla gestione della formazione inerente il settore degli impianti funiviari dopo anni di collaudata e soddisfacente gestione;
3) se non fosse ipotizzabile una differente e più economica gestione del nuovo corso della scuola alberghiera;
4) quali sono i criteri in base ai quali sono stati individuati gli insegnanti dei nuovi corsi di studio della scuola alberghiera.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
PresidenteLa parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI)Riteniamo che l’interpellanza sia abbastanza chiara nelle sue premesse, che vogliono essere un po' la cronistoria di una fondazione un po' sfortunata. Si diceva, qualche Consiglio fa, che le fondazioni in questa regione hanno dei destini strani: mentre nelle altre realtà le fondazioni riescono a creare quell’interesse e quelle sinergie dei privati a fianco del pubblico, in questa regione le fondazioni stentano a funzionare con le sinergie dei privati e spesso non funzionano neppure con le sinergie dei vari organismi pubblici. In questo caso arriviamo al paradosso per cui abbiamo, o meglio avete dovuto commissariare la fondazione oltre due anni fa, perché la fondazione non funzionava.
Nel commissariare la fondazione, si disse che si sarebbe reimpostato e rivisitato lo spirito della fondazione stessa. Sono passati due anni, siamo al secondo commissario, come persona fisica, e sembra che il destino della fondazione sia ormai in maniera indissolubile legato alla figura del commissario, considerando che nei presupposti della fondazione c’era proprio l’intendimento di coinvolgere gli operatori del settore del turismo.
Vorremmo allora capire anzitutto quando cesserà questo commissariamento, anche perché su realtà importanti questa Amministrazione regionale si è caratterizzata per una propensione al commissariamento; vogliamo ricordare l’IRRSAE, il Casinò e la fondazione in questo caso. Quindi vorremmo capire se, a livello di Giunta, avete maturato quelle riflessioni necessarie a prendere una decisione, che riteniamo non possa essere il perpetuarsi del commissariamento, ma sia quella o di rilanciare la fondazione - se ve ne sono i presupposti - o di chiuderla. Chiudere la fondazione vuol dire riportare all’interno dell’Amministrazione quelle funzioni che oggi potrebbero già essere svolte dall’Amministrazione. Sappiamo benissimo che la Regione ha ampia competenza in materia di istruzione e di studio, tant’è che la Sovrintendenza sovrintende al funzionamento delle scuole di ogni ordine e grado.
Nonostante ci sia stato il passaggio della scuola alberghiera a scuola a tutti gli effetti riconosciuta, si è scelto di tenerla al di fuori della gestione delle scuole in Valle, si è fatta la scelta di mantenerla nell’ambito della fondazione e di rimanere nell’ambito delle deleghe che competono all’Assessorato al turismo. Si potevano fare probabilmente altre scelte.
Apro una parentesi sulla scuola alberghiera: questa non può neanche essere l’unica motivazione a supporto di questo commissariamento, perché quello che forse, anche con ritardo e in maniera "pacioccata", si è fatto per la scuola alberghiera lo si poteva fare prima e lo si poteva fare al di fuori della fondazione.
Voglio ricordare, a me stesso in primis, ma anche alla Giunta, che l’articolo 2 della legge n. 20/1991 nell’individuare gli scopi della fondazione, alla lettera a), e dunque quale scopo principale individua l’attività di formazione e riqualificazione professionale, alla lettera b), indica l’abbinamento dell’attività formativa e iniziative di ricerca applicata e di assistenza tecnica alle unità produttive dei diversi settori del turismo.
Dopo di che c’è la lettera b) bis, che è quella frutto delle modifiche che hanno portato alla trasformazione della scuola alberghiera. Questo per dire che la trasformazione che c’è stata della scuola alberghiera non dà giustificazione né al commissariamento, né tanto meno dà pienezza agli scopi della fondazione stessa.
Fondazione che peraltro ha dei costi di gestione, ha dei costi nei suoi organi; paradossalmente possiamo dire che il commissariamento ci ha portato a risparmiare qualche centinaio di milioni all’anno nei costi di gestione. Ma penso che questa sia una magra consolazione.
Voglio anche ricordare che nel decreto di commissariamento della fondazione si metteva un termine, che era: "fino all’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione e comunque non oltre il 21 giugno 2000"; questo veniva scritto il 23 giugno 1999. Nel successivo decreto di nomina del secondo commissario sparisce il termine temporale finale, che qui era comunque un termine indicato, il 21 giugno 2000, e si dice semplicemente: "all’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione", lasciando intendere che il nuovo Consiglio di amministrazione potrebbe anche non avere mai una data entro la quale essere nuovamente insediato.
Altra cosa che non ci può non lasciare perplessi, che scriviamo nell’interpellanza e riprendiamo nell'illustrazione, è il fatto che siano stati sottratti quei corsi di formazione - mi riferisco ai corsi che riguardano il comparto funiviario, uno dei comparti turistici più importanti nella nostra regione - inerenti il soccorso piste che erano svolti finora dalla fondazione e con risultati che fino a prova contraria, salvo che l’Assessore o il Presidente della Giunta abbiano elementi diversi, incontravano la soddisfazione non solo degli utenti delle stazioni sciistiche, ma degli utenti intesi come le stazioni stesse, cioè coloro che fruivano di questo servizio.
Dall’anno in corso la fondazione non si occuperà più di questi corsi. Vorremmo capire se questa sottrazione di competenze è forse preludio alla scelta di chiudere l’esperienza di una fondazione, che non ha mai avuto capacità di svolgere appieno quelli che erano i fini per i quali era stata costituita. Il Consiglio regionale ha avuto modo, dal 1999 ad oggi, di esprimersi abbondantemente su questi argomenti, su quelle che erano le lacune di funzionalità della fondazione stessa.
Tra le "novità", se così le vogliamo definire, ci sono queste due classi che daranno l’avvio al nuovo corso della scuola alberghiera e anche qui la scelta ci lascia alquanto perplessi, perché l’attivazione di questa scelta ha comportato l’esigenza di istituire una presidenza, una direzione per due classi, perciò la scelta è irrazionale: si parla di "contenimento delle spese"; l’Assessore Pastoret aveva giustificato la verticalizzazione delle scuole valdostane con un’ottica non solo didattica, ma anche di costi, che aveva portato a tagliare diverse presidenze.
In questa ottica ci domandiamo se non fosse stato possibile trovare delle soluzioni diverse, forse non oggi, ma forse sicuramente sì quando si discusse sull'opportunità o meno di dare quel taglio alla scuola alberghiera. Sono domande abbastanza puntuali, alle quali ci attendiamo delle risposte altrettanto puntuali.
PresidenteLa parola all’Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Lavoyer.
Lavoyer (SA)Sulle premesse, innanzitutto, penso che l’interpellante abbia detto molto, ma non abbia detto tutto, nel senso che sul primo quesito ci sono in sostanza due domande: i tempi di cessazione del commissariamento e i principi ispiratori della riforma. I tempi si riallacciano molto alla premessa, infatti è stato detto tutto o quasi tutto, nel senso che l’Amministrazione regionale, in linea di principio, sta cercando di portare avanti un progetto e di operare nella direzione di verificare fino in fondo se proprio questo istituto della fondazione avrà in futuro le gambe per poter camminare da solo.
Infatti non è stato detto tutto, i tempi sono proprio legati, da una parte, alla definizione della riforma e della trasformazione del ruolo della scuola alberghiera e, dall’altra, a chi dovrà gestire successivamente questa struttura trasformata.
Le ipotesi sono due: una fondazione o un organismo simile; la scuola alberghiera è una scuola prettamente privata, ma se è una scuola privata non può essere totalmente finanziata dall’ente pubblico perché a quel punto diventa un percorso scolastico con delle caratteristiche, che però si inseriscono in quella che è la gestione dell’Assessorato alla pubblica istruzione. Siamo ancora in una fase, quindi - e con questo rispondo in merito ai tempi - dove la trasformazione non è assolutamente avvenuta, si è avviato il percorso della trasformazione ma questa sarà definita nel momento in cui il Sovrintendente darà un riconoscimento a pieno titolo a questo percorso scolastico nei contenuti dei programmi, dando la possibilità di istituire quello che è un percorso scolastico completo.
Dopo di che ci sarà la decisione: o i privati che partecipano attualmente alla fondazione parteciperanno al finanziamento della struttura stessa, altrimenti questo percorso scolastico andrà in capo alla Pubblica istruzione. I tempi sono quindi strettamente legati al tentativo che l’Amministrazione regionale sta portando avanti di completare questi raccordi, questi contatti con le componenti sociali ed economiche, che a parole si dichiarano interessate all’attività della fondazione.
Per quanto attiene invece i principi ispiratori, gli stessi possono desumersi dalle iniziative finora assunte. La fondazione ha inteso rispondere a precise ed espresse esigenze delle componenti sociali del settore turistico, alberghiero e commerciale, che chiedevano di favorire uno sviluppo qualitativo del settore elevando i livelli di istruzione e qualificazione professionale. Nasce così il nuovo istituto professionale regionale alberghiero, orientato ai giovani, unico nel suo genere in Valle, che segue parametri di livello nazionale ed europeo.
Presenza innovativa, dunque, nel campo dell'istruzione professionale, che vuole accogliere gli aspetti migliori e già collaudati della gestione dei precedenti corsi di addestramento alberghiero. Nel contempo la fondazione non intende abbandonare la formazione professionale, ma privilegiarne gli aspetti della programmazione rispetto a quelli della concreta attuazione delle attività formative medesime. Questa è anche una parte della risposta al secondo quesito.
Formazione professionale con aspetti da indirizzarsi ad operatori già presenti nella struttura turistica e commerciale della Valle, sotto forma sia di corsi di formazione, sia di corsi di riqualificazione professionale. Tali corsi potranno usufruire più proficuamente delle nuove attrezzature e strutture dell’ex Montefibre di Châtillon, che al termine della ristrutturazione, termine previsto per l’anno prossimo?
(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)
? no, no, probabilmente se vai a Châtillon puoi fare un sopralluogo e verificarlo, se non vuoi andare a Châtillon, passando in autostrada, vedrai che i lavori sono in stato di avanzamento. Oltre ad essere la sede deputata, dicevo, per il suddetto istituto professionale, questi potranno anche essere una sede opportuna per svolgere una serie di attività varie legate alla formazione e alla riqualificazione.
Bisogna quindi avere ben chiari i due momenti e le due funzioni: una cosa è il percorso scolastico, altra cosa è il percorso formativo, che può essere di integrazione al percorso scolastico per le mansioni prescelte e può essere anche un'opportunità per coloro che già operano nel settore.
Mi pare che sui principi informatori della riforma abbiamo detto tutto già altre volte e oggi li ribadiamo. Non abbiamo noi la pretesa che il progetto che stiamo portando avanti sia condiviso da Forza Italia: noi diciamo che il principio ispiratore di questa riforma è di creare un percorso scolastico che dia maggiore istruzione e qualità nel settore - ed è la richiesta degli operatori del settore - e contemporaneamente di creare una struttura articolata - le palazzine ex Montefibre lo permetteranno - per fare corsi di formazione non solo integrativi al percorso scolastico, ma anche destinati ad operatori del settore che già operano nel settore stesso, o ad operatori che vogliono per la prima volta operare in questo settore. C’è quindi una distinzione netta fra quello che è il percorso scolastico in senso stretto e quello che sono i corsi di formazione.
Riguardo al secondo punto, non ho capito bene la finalità del quesito. Per quanto attiene "les pisteurs secouristes" il corso di formazione si è tenuto ancora all’interno della scuola alberghiera. La scelta di programmare le esigenze di formazione, che sono poi compiti strettamente legati all’Assessorato al turismo per il settore del turismo e del commercio, è una scelta che ha un fondamento anche dal punto di vista organizzativo, in attesa che le palazzine Montefibre possano essere sedi idonee per la realizzazione dei corsi che venivano fatti fin qui e dei nuovi corsi.
Attualmente, proprio perché si è creato questo percorso scolastico e parallelamente non si è interrotto il percorso formativo che era in essere all’interno della scuola alberghiera, ci sono problemi oggettivi di spazi che hanno fatto sì che sia stato dedicato, sia dal punto di vista degli spazi, che di impegno delle risorse umane, uno sforzo più indirizzato alla realizzazione del nuovo istituto professionale regionale alberghiero che non alla prosecuzione di corsi nuovi dal punto di vista professionale. Diamo anche l’impegno ad ultimare la prosecuzione dei corsi professionali già avviati.
Ciò non esclude assolutamente che in futuro la fondazione, qualora sarà ricostituita con la presenza dei privati non solo formale, non solo a parole, ma anche sostanziale e quindi con la partecipazione ai finanziamenti ai costi sia dei corsi di formazione, sia del percorso scolastico, possa essere ancora soggetto attuatore di corsi di formazione. Peraltro diversi corsi come quelli per pisteurs secouristes sono ancora stati fatti dalla scuola alberghiera.
Riguardo al terzo punto, penso che sia il commissario straordinario della fondazione, fra l’altro un professionista serio e competente, sia la direttrice dei corsi professionali, sia il dirigente scolastico del nuovo istituto, che hanno gestito d’intesa l’aspetto finanziario, abbiano sottolineato - e io confermo questo - che le spese effettuate, o che si intendono effettuare, sono ritenute indispensabili per l’avvio del nuovo istituto e sono improntate tutte alla massima economicità.
Il fatto, poi, di avere istituito un preside non ha nulla a che vedere con la riforma scolastica, ma è condizione "sine qua non" perché il nuovo percorso scolastico abbia i requisiti dal punto di vista dei programmi, dei corsi, dell’orario, delle strutture e della tipologia degli insegnanti per avere il riconoscimento a percorso scolastico.
Penso che tutto sia stato gestito con un'attenzione massima ai criteri dell'oculatezza, di responsabilità e di risparmio. In particolare voglio sottolineare alcuni aspetti, e posso dire che questo va nella linea di quanto è stato finora fatto dalla direttrice dei precedenti corsi di formazione.
Le spese per gli alunni prevedono il servizio completo e gratuito di convitto, libri di testo, materiale scolastico minuto, così come è sempre stato tradizione della scuola alberghiera offrire. Il nuovo istituto ha inteso anche proseguire dal punto di vista di un percorso scolastico la stessa linea politica. Sul dirigente scolastico una delle motivazioni l’ho già sottolineata.
Come comunicato con una relazione e sottolineato, gli stipendi del personale scolastico sono equivalenti a quelli dei docenti e non docenti dei corrispondenti istituti con contratto a tempo determinato: resta escluso, chiaramente, lo stipendio del preside che è stabilito per contratto di collaborazione coordinata e continuativa, e comunque equivalente a quello di altri dirigenti scolastici nella stessa condizione.
Frassy sa che una delle condizioni per il riconoscimento è che il personale scolastico abbia i requisiti del personale scolastico delle scuole tradizionali. Si sottolinea che sia per il dirigente, sia per altro personale scelto fra chi era già in quiescenza, vi è da parte dell’Amministrazione un netto risparmio, dovuto al fatto che non devono essere pagati gli oneri previdenziali e assistenziali, computati nei costi della pensione.
Le spese per il materiale didattico e multimediale sono state effettuate con intento di fornire solo il minimo indispensabile, perché gli alunni siano preparati culturalmente e professionalmente e la scuola sia moderna ed efficiente. A me pare che quanto è stato finora speso, compresi alcuni interventi per i locali scolastici che si sono resi necessari per arredare in modo funzionale le due aule, la direzione e gli uffici di segreteria, è stato improntato alla massima economicità e sobrietà. E pregherei il collega Frassy di fare un sopralluogo per verificare. Ritengo di avere dato delle risposte esaurienti, che vanno tutte nella direzione di una grandissima economicità di gestione.
Riguardo al quarto punto, poiché fra le finalità del nuovo istituto vi è il riconoscimento legale dei corsi di studio, è necessario che i docenti siano in possesso dei titoli di studio dell’abilitazione all’insegnamento prescritti dalla normativa vigente. Il dirigente scolastico ha quindi consultato ampiamente le graduatorie permanenti regionali pubblicate dalla Sovrintendenza agli studi, ma anche provveduto a rendere pubblica la ricerca di personale idoneo con annunci economici sia tramite alcuni numeri consecutivi di "Obiettivo lavoro", sia tramite organi di stampa. A tutti gli interessati è stato chiesto di presentare un curriculum vitae. In seguito a tali congiunte iniziative si è avuto un certo numero di candidati da esaminare.
C’è da sottolineare che alcuni docenti, essendo pieno periodo estivo, non hanno risposto alla chiamata, altri hanno invece preferito attendere la chiamata della Sovrintendenza e dei dirigenti delle scuole pubbliche. I docenti interessati sono stati invitati ad un colloquio con il dirigente scolastico, il quale ha valutato che i requisiti richiesti e le qualità dei candidati corrispondessero alle necessità e alle caratteristiche di una scuola così innovativa come sarà l’istituto professionale regionale alberghiero. Si è ritenuto opportuno contattare anche alcuni docenti di recente quiescenza, di provata e pluriennale professionalità, al fine di trasferire la loro esperienza al personale più giovane e meno collaudato.
Per gli insegnanti tecnico-pratici è stato possibile scegliere, valutando il voto di maturità e l’esperienza professionale fra i candidati in possesso del solo titolo di studio e non dell’abilitazione, non essendovi attualmente in Valle persone con questo ultimo requisito. Infine, tutto il personale scolastico è stato assunto con contratto a termine, rispettando il contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale degli istituti di educazione e istruzione gestiti da enti privati.
PresidenteLa parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI)Assessore, non siamo soddisfatti della risposta che lei ci ha fornito, anche perché riteniamo che la risposta sia stata poco seria rispetto ai problemi oggetto dell'interpellanza.
Poco seria perché stamattina, il suo collega di Giunta, l'Assessore Vicquéry, ci ha detto che a distanza di due anni e mezzo bisogna ancora capire che sito vogliamo, che è questione di tempo, e che prima o poi anche l’USL avrà un suo sito. E lei sostanzialmente riprende questa filosofia del "tempo", nel senso che ci dice che bisognerà capire che tipo di fondazione vogliamo. Assessore, il problema è che la legge della fondazione data 1991, è una legge datata dieci anni fa, è una legge che è entrata poi in vigore, dal punto di vista dell'operatività della struttura, due anni e qualche mese dopo, nel settembre 1993, ha avuto vita breve e travagliata perché l’Assessore Agnesod, quando si occupava di queste problematiche, diceva, rispondendo ad altre iniziative sullo stesso argomento, che: "le difficoltà per la gestione della fondazione sicuramente ci sono state e sono difficoltà che qualunque istituzione può incontrare nel suo percorso iniziale; sono in fase di superamento però nella loro globalità".
Correva l’anno di grazia 1996 ma, a distanza di molti anni a seguire rispetto ai pochi anni che erano trascorsi fra l’avvio della fondazione e quella risposta, nulla è cambiato! Nulla è cambiato, e possiamo dire, Assessore, che nella sua risposta ha evidenziato la fondatezza delle perplessità e delle critiche che Forza Italia aveva espresso qualche mese fa, andando a discutere sulle modifiche di questa legge per quanto riguarda in particolar modo la scuola alberghiera.
Non ha senso - allora avevamo detto - andare a creare un meccanismo di riconoscimento di una scuola che non è pubblica, perché la fondazione avrà degli oneri non indifferenti nel gestire questa scuola e non potrà fare affidamento sempre sulle risorse regionali. Ritenevamo che fosse opportuno, in quella sede, utilizzare quell’autonomia che abbiamo in campo scolastico, creando un istituto professionale regionale.
La scelta politica è stata quella di un istituto professionale statale come riconoscimento, con tutte le rigidità che comporta dal punto di vista dei modelli e dei moduli didattici questo tipo di scelta, ma anche con tutte le complicazioni che comporta dal punto di vista degli oneri, dei costi, dei finanziamenti, in quanto apprendiamo - e l’Assessore mi sembra che sia stato chiaro - che la fondazione non potrà pensare di vedersi ripianare al cento per cento i costi di una scuola - che pubblica non è - da parte dell’ente Regione. Questo mi sembra che sia stato il passaggio centrale.
Allora, Assessore, se qualche mese fa avete venduto in Consiglio la bontà di quel progetto, sostenendo che era centrale al rilancio della fondazione, a distanza di pochi mesi mi sembra di capire che siete ritornati su quel progetto dicendo che è nei fatti l’elemento centrale di quelli che sono gli aspetti problematici di funzionalità della fondazione stessa.
Penso che si commenti da sé la carenza di idee e di chiarezza che nell’ambito se non della maggioranza, quanto meno della Giunta, vi è in merito ai destini della fondazione. L’Assessore poi ha voluto esprimere quelli che sono i principi ispiratori della preannunciata "riforma", perché noi chiedevamo questo al primo punto dell'interpellanza.
Quei principi, che in buona parte condividiamo, sono la sintesi degli scopi indicati all’articolo 2 della legge regionale istitutiva della fondazione, che data 28 giugno 1991; se quelli sono i principi, Assessore, penso che non abbiamo inventato nulla, e non solo, ma è grave che perduri il commissariamento, perché il commissariamento, nonostante ci abbia sollevato dagli oneri dei costi di un consiglio di amministrazione, sicuramente non ha motivo di essere!
La fondazione ha dimostrato il fallimento di quelli che erano i suoi scopi e, se questo poteva essere additato ad un consiglio di amministrazione inefficace, incapace e inefficiente, oggi come oggi ritengo che sia difficile gettare la responsabilità di questo fallimento sui commissari, che sono la cinghia di trasmissione del potere politico.
Il commissario fa quello che gli dice la Giunta, Assessore, e allora, oggi come oggi, la fondazione non esiste! Non solo, esiste un tentativo sul quale andremo a ragionare nei mesi a venire di far decollare dei corsi di studio riconosciuti, che avranno mille e una difficoltà per la scelta ibrida che avete fatto, perché la scelta razionale da fare era un’altra: era quella di utilizzare l’autonomia didattica scolastica, come dicevo prima, di cui dispone la nostra Regione.
Avevamo infatti verificato in termini tecnici, e non solo politici, come fosse molto più agevole contemperare le esigenze dell’insegnamento della didattica con le esigenze della formazione relativamente alle capacità riconosciute alla nostra regione in materia di istruzione professionale. Ci siamo vincolati, invece, su moduli molto più rigidi, che sono i moduli dell'istruzione professionale statale, e questo poi lo verificheremo; dopo di che non possiamo essere soddisfatti, quando sentiamo che il destino di questa fondazione è legato, in primo luogo, alle riflessioni che la Giunta andrà a fare a seguito dell'ottenuto riconoscimento - che penso sia scontato, se non già avvenuto, almeno da informazioni che abbiamo - e soprattutto della ristrutturazione della palazzina delle Montefibre.
La ristrutturazione della palazzina delle Montefibre è un momento importante, ma accidentale, nel senso che la fondazione non è nata per occupare quella palazzina. La fondazione è nata perché il turismo in questa regione aveva pensato di poter avere necessità di una spinta.
Assessore, fossi al suo posto, io mi preoccuperei allora di questa difficoltà di comunicazione che il suo Assessorato ha con le categorie che operano nel turismo. Il fallimento della fondazione, Assessore, è il fallimento della politica turistica in questa regione, di un potere politico che non riesce a comunicare con i protagonisti del turismo in Valle d’Aosta. Lei ci ha dato delle risposte in merito a quello che ha fatto la fondazione su certi corsi, ma non ha detto perché non verranno più fatti certi corsi di formazione inerenti tutto il settore del turismo invernale in riferimento alla gestione degli impianti, delle piste, non ce l’ha detto! Sappiamo che sarà l’associazione impianti a fune che si andrà ad occupare di questi corsi, ma lei non ci ha risposto spiegando perché questi corsi sono stati sottratti alla fondazione!
Perciò, a conclusione di questa replica, noi esprimiamo insoddisfazione per la risposta che ci ha dato, in quanto è una "non risposta". Ed è una "non risposta" che ha il sapore della beffa, perché i principi ispiratori della riforma sono i principi ispiratori della legge del 1991, la fine del commissariamento è abbinata al riconoscimento piuttosto che al completamento delle palazzine ex Montefibre e non si capisce quale sia il nesso logico; ma, al di là dell'insoddisfazione che esprimiamo in questa risposta, esprimiamo la preoccupazione per la confusione con cui lei in particolar modo sta gestendo le politiche del turismo in questa legislatura.
Penso che il bilancio che andremo a trarre a fine di questa legislatura sarà di una iperattività a livello di immagine, non solo sua personale, Assessore, ma anche di immagine come promozione dell'immagine, ma dal punto di vista della sostanza, dei risultati dell’economia turistica in Valle d’Aosta, penso che il suo bilancio abbia qualche difficoltà ad andare verso una fase positiva. Questo lo diciamo con preoccupazione, non con soddisfazione politica, ma con preoccupazione responsabile di chi comunque è partecipe ai problemi della Valle d’Aosta ed è partecipe a quelle che sono le carenze e le preoccupazioni del turismo in Valle d’Aosta.
