Objet du Conseil n. 2188 du 19 septembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2188/XI Realizzazione di una strada poderale nella Valle dell’Alleigne in Comune di Champorcher. (Interrogazione)
Interrogazione Preso atto delle forti prese di posizione assunte da una parte della popolazione della Valle di Champorcher contro l’eventuale realizzazione di una strada poderale nella Valle dell’Alleigne (o della Legna);
Osservato che tali posizioni, sostenute da un Comitato recentemente costituitosi, hanno provocato un ampio dibattito sul tema, che ha coinvolto cittadini, proprietari, ambientalisti e turisti;
Ritenuto che la Valle dell’Alleigne sia un vero e proprio gioiello ambientale (tra l'altro, definito sito di importanza nazionale da "BIOITALY"), e che come tale vada salvaguardata con ogni forma possibile di tutela;
Ritenuto altresì che sia giusto proporre iniziative e/o prevedere particolari incentivi a favore di chi lavora la terra in situazione di disagio;
Creduto opportuno stimolare una serena riflessione sul tema;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l’Assessore competente per sapere:
1) se condivide le preoccupazioni di chi teme che la Valle dell’Alleigne possa perdere le proprie esclusive caratteristiche ambientali;
2) se ritiene che la costruzione di una strada poderale costituisca l’unica soluzione per venire incontro alle esigenze di coloro che utilizzano i due piccoli alpeggi della Valle;
3) se non creda che l’Amministrazione regionale debba fare uno sforzo per suggerire iniziative e per proporre forme di incentivazione a favore di coloro che lavorano la campagna in situazione di particolare disagio (in modo da compensare l’ulteriore sacrificio richiesto rispetto a coloro che possono usufruire di migliori "comodità").
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina
PrésidentLa parole à l’Assesseur à l’agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV)La question de la route rurale de la Vallée de l’Alleigne représente un peu une chasse aux sorcières dans cette période, même la discussion qu’elle a soulevée dans la période de l’été, étant donné qu’il n’y a, en ce moment, aucune requête ou projet déposé à l’Assessorat concernant la réalisation de cette route rurale. Il y a eu un projet de route forestière rédigé en 1998, qui cependant n’a jamais démarré.
Il y a, bien sûr, à Champorcher des promoteurs de la constitution d’un consortium d’amélioration foncière, qui pourrait concerner aussi le territoire de l’Alleigne; il resterait quand même à celui-ci - une fois constitué - d’envisager d’éventuels projets d’amélioration.
Je crois que beaucoup de cancan a été fait, sans qu’il y ait vraiment des raisons d’alerte en ce moment quant aux risques d’atteinte de quelconque nature à l’intégrité du vallon en question, même si, à mon avis, on ne peut pas exclure à priori l’éventuelle réalisation d’une route au service des deux alpages survivants.
Je parle d’alpages survivants, étant donné que dans la Vallée de l’Alleigne il y avait une dizaine d’alpages dans la tradition. Je crois aussi que l’activité des alpages ne crée certainement pas une atteinte à l’environnement; au contraire, je crois qu’ils ne sont absolument pas contradictoires par rapport à la sauvegarde du territoire. Ces dernières décennies de nombreuses routes rurales ont été réalisées au service d’aires à vocation agricole, et ces ?uvres ont permis le maintien de l’agriculture et d’un nombre minimal de population active dans des zones autrement destinées à l’abandon.
Quant aux alpages en particulier, la possibilité d’y accéder par une route, bien que rurale ou bien que limitée, constitue sans doute un élément susceptible d’améliorer la vie des alpagistes avant tout, premièrement, en rendant possible la réfection de structures ou leur amélioration, deuxièmement, par la réduction des temps de déplacement des gens et des produits avec tout ce que cela peut signifier.
Je rappelle encore que même la Commission européenne, dans la décision d’approbation du plan de développement rural, a reconnu que les alpages constituent l’unique possibilité d’utilisation d’une ressource fourragère de haute qualité et représentent un élément indispensable de sauvegarde environnementale du territoire, merci à la présence humaine assurée dans une grande partie de celui-ci.
Par conséquent, les investissements susceptibles de conserver le patrimoine productif des alpages selon la Commission européenne sont à considérer des investissements orientés à la sauvegarde du système productif et des paysages traditionnels.
C’est une reconnaissance importante à la fonction de nos alpages, qui ne sont pas seulement des entreprises agricoles, mais qui ont un rôle actif dans la défense du paysage traditionnel.
En conclusion, je tiens à préciser - et je le partage - que la Vallée de l’Alleigne a une valeur environnementale importante; en même temps nous devons constater un abandon inévitable des activités agricoles, dû aux difficultés de gérer des alpages dans des conditions que je définirais insupportables. Nous avons introduit des mesures, une mesure compensatoire pour indemniser les alpages qui ne sont pas servis par des routes d’accès, mais cela ne suffit pas à compenser les difficultés de gestion.
Nous favorisons la reconstruction des alpages par des aides importantes, nous avons aussi augmenté la contribution publique qui arrive jusqu’à 75 pour cent des coûts de reconstruction des alpages.
La solution pour sauvegarder ces endroits doit être quand même étudiée dans le détail et l'approche ne peut être limitée à être favorable ou contraire à la réalisation d’une éventuelle route rurale; ce serait vraiment amoindrir le problème. Le tout doit passer quand même en garantissant avant tout le maintien des activités agricoles et la présence de l’homme, qui est la condition fondamentale pour toutes solutions de protection de cette Vallée.
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Sono piuttosto deluso dalla risposta dell’Assessore, perché abbiamo presentato un'interrogazione estranea alle polemiche giornalistiche estive, e in questa interrogazione chiedevamo che si facesse una riflessione più ampia, partendo dal problema della Valle dell’Alleigne. A me sembra che l’Assessore abbia ripetuto cose che si sanno già, che personalmente non condivido appieno, ma che non ci sia stato, quanto meno in questa occasione, uno sforzo per capire il senso dell'interrogazione e della proposta.
Non è vero, non può essere vero, in questo caso e in altri casi, che la strada sia il minimo dei problemi, come lei ha detto, rispetto all’agricoltura di montagna. In alcuni casi, e questo è uno di quelli, la strada è il massimo dei problemi perché in una valle con quelle caratteristiche particolari, una valle così stretta, una valle che ha un ambiente, ha una flora, ha delle ricchezze naturalistiche particolari, la strada è il massimo dei problemi, perché la costruzione di una strada cambia definitivamente la natura ambientale della zona, la cambia per sempre! Poi condivido anch'io che ci sono delle valli che per loro caratteristiche, per il loro minor prestigio, eccetera, non vengono particolarmente deturpate da una strada, ma non è sempre così!
Per esempio, penso che con l’Assessore eravamo abbastanza in sintonia quando si parlava di una strada a Cheney?, e a me sembra che il paragone con quel caso, anche se le località sono diverse, regge! Ci sono dei posti che sono talmente particolari, da non consentire la realizzazione neanche di una pista poderale a scopi agricoli.
Io credo che la Valle d’Alleigne sia uno di quei posti. In questa materia, Assessore, ci dovrà essere - e a tale riguardo la invito ad un'ulteriore riflessione - della lungimiranza, perché nella nostra regione abbiamo ancora pochissimi siti in quelle condizioni di naturalità.
Mi rifiuto di fare una scelta qual è quella che implicitamente deriva dalle sue osservazioni, fra valli e alpeggi che continuano ad essere coltivati, e quindi con la strada, oppure valli ed alpeggi che vengono abbandonati perché diventa troppo duro lavorare. Secondo me non può essere posto così il problema.
È per questo che chiedevo, e chiedo ancora all’Amministrazione, a tutti noi, a me per primo, uno sforzo d'immaginazione, di fantasia amministrativa, per cercare di salvaguardare queste valli senza necessità di raggiungere per forza gli alpeggi - in questo caso si tratta di due piccolissimi alpeggi - con una strada.
Ci sono esempi all’estero per uno sviluppo diverso di località del genere Chi ha fatto il tour du Mont-Blanc sa che ci sono degli alpeggi assolutamente non raggiunti dalle strade, che sono meta di flussi turistici interessanti, in cui si realizza contestualmente l’attività agricola e un minimo di attività turistico-rurale. Perché non immaginare uno o più percorsi, anche a livello sperimentale, in Valle d’Aosta in cui si pratica questa nuova forma di turismo, che associa l’attività agricola e un turismo più naturalistico, per un turista che è più interessato a trovare condizioni naturali e genuine in montagna.
Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma il tempo a mia disposizione si è esaurito. Invito ad una riflessione su questi temi; credo che, se progetti ci saranno, avremo occasione di ritornare sul tema e magari anche con atteggiamenti meno collaborativi da parte mia...
Credo comunque che sia uno sforzo che dobbiamo fare tutti, per immaginare soluzioni che siano altre rispetto al solito dilemma "strada sì-strada no".
