Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 2174 du 27 juillet 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2174/XI Impegno per l’estensione alle abitazioni di zone ad alto inquinamento elettromagnetico dei benefici previsti per la delocalizzazione post alluvionale. (Reiezione di mozione)

Mozione Viste le ripetute segnalazioni da parte dei coniugi Praduroux circa la pericolosità della loro abitazione sita in località Priod, nel comune di Hône;

Visti i tempi lunghi consentiti attualmente dalla legge agli enti gestori di linee elettriche per mettere a norma i loro impianti;

Ritenuto che le abitazioni che sorgono in tali zone a rischio di inquinamento elettromagnetico si trovano in una situazione analoga a quella di chi attualmente abita in una casa ubicata in zone considerate inedificabili in seguito agli eventi alluvionali;

Il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale ad attribuire alle abitazioni che si trovano in zone ad alto inquinamento elettromagnetico gli stessi benefici che saranno previsti per la delocalizzazione di abitazioni che sorgono in zone considerate non edificabili in seguito ai recenti eventi alluvionali.

F.to: Squarzino Secondina - Beneforti - Curtaz

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Non farò la storia dei coniugi Praduroux?

(esclamazioni di sollievo in Assemblea)

? ma la vicenda dei coniugi Praduroux comunque pone in evidenza uno stato di grande disagio che durerà per parecchio tempo, nel senso che, finché non sarà attuata la legge che prevede che gli elettrodotti siano adeguati alle nuove norme, quella zona rimarrà provvisoriamente inquinata.

Visto che l’Assessore Vallet ha più volte affermato che è in preparazione per ottobre una legge che prevede dei benefici per facilitare la delocalizzazione in seguito agli eventi alluvionali, ci chiediamo se non è possibile assimilare questa tipologia di disagio ambientale all’altra tipologia di disagio ambientale.

Capisco che non sono sullo stesso piano; capisco che nel caso dell'alluvione ci sono esigenze di carattere generale; c’è l’esigenza di mettere in salvo delle persone, di tutelare le zone in modo da evitare che si torni periodicamente a ripristinare i guai in zone che sono a rischio alluvioni c'è la volontà ben precisa da parte dell’Amministrazione e saremmo ben contenti in ottobre o novembre di vedere le proposte che saranno fatte.

La nostra mozione chiede di considerare anche l'altra tipologia di disagio ambientale: non è possibile considerare che queste poche zone che sono in attesa di un risanamento da inquinamento elettromagnetico, che non dipende né dalle persone che abitano in questa zona né dall’Assessorato né dall’ente pubblico, per cui bisogna aspettare anni?, siano assimilabili alle altre di carattere alluvionale? Questa è la domanda che facciamo e questa è la proposta di un impegno in questo senso che noi suggeriamo.

Président La discussion générale est ouverte. N’ayant point d’inscriptions au tableau du débat, je serais dans la nécessité de clore le débat, ce que je fais. Le débat est clos.

La parole à l’Assesseur au territoire, à l’environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Per dire con argomentazioni sintetiche che la mozione non è accoglibile perché così come è articolata stabilisce un'analogia fra le abitazioni che si trovano in zone considerate non edificabili in quanto a rischio idrogeologico e abitazioni situate in aree ad inquinamento elettromagnetico.

Non ha senso invocare la stessa strategia per difendersi da due fenomeni che sono tecnicamente del tutto diversi e che determinano livelli di rischio neppure paragonabili in linea generale, neanche se si considerano le situazioni più gravi rispetto alle quali si invoca la delocalizzazione. Le aree ad alta pericolosità dal punto di vista idrogeologico sono determinate da cause del tutto naturali; se tali aree sono dichiarate inedificabili, significa che non esiste la possibilità di realizzare adeguate opere di protezione; la delocalizzazione quindi è l’unica alternativa possibile per le persone che sono insediate nei luoghi minacciati.

L’inquinamento elettromagnetico è invece provocato da specifiche attività umane che basta allontanare per ridurre o eliminare gli effetti nocivi. Nei due fenomeni, pur assumendo le previsioni più pessimistiche per l’inquinamento elettromagnetico, a parità di valore coinvolto, evidentemente la vita umana, pericolosità e danno possibile sono notevolmente differenti.

Nel caso del rischio idrogeologico deve essere condotto un attento studio geologico per definire l’entità e la gravità del dissesto che può verificarsi in occasione di determinate condizioni. Sulla base di tali informazioni è possibile quindi individuare le azioni per minimizzare il rischio o gli effetti possibili alla luce delle attuali possibilità tecnologiche e compatibilmente con i relativi costi da sostenere.

Nell'ipotesi in cui ogni azione possibile non risulti idonea a conseguire i livelli di sicurezza accettabili a costi sostenibili, è possibile adottare azioni cosiddette "non strutturali", quali il monitoraggio, a cui conseguono evidentemente azioni di protezione civile. Nel caso dell’inquinamento elettromagnetico è da evidenziare che giuridicamente il concetto di inquinamento presuppone l’esistenza di limiti massimi di concentrazione di una certa sostanza o di un valore fisico che quando vengono superati causano una modifica dello stato ambientale originario con possibili conseguenze per gli esseri umani o per l’ecosistema.

In tale ottica, solo il superamento del limite viene perseguito in quanto ritenuto lesivo di un interesse importante per l’uomo, quale ad esempio la salute, mentre valori anche di poco inferiori a quello massimo vengono considerati condizioni normali. La definizione di elevato inquinamento elettromagnetico è al momento un concetto giuridico inesistente. La normativa attuale prevede livelli di soglie differenziate rispetto alle quali fa scattare correlate misure di tutela. Tutta la normativa prevede cioè di intervenire per risanare la situazione attuando le misure tecniche del caso sull’impianto che produce l’inquinamento e non sul sito che lo subisce.

Detto questo, il concetto fondamentale che è da evidenziare e che ci porta a concludere che le due questioni sono completamente diverse è proprio una questione di principio, nel senso che in relazione all’inquinamento elettromagnetico la normativa statale peraltro, ma la normativa in genere prevede che chi inquina paga, quindi l’onere della delocalizzazione, ammesso che i limiti di rischio vengano identificati e poi superati, è a carico del soggetto titolare dell'infrastruttura.

Questa è una discussione che potremo riprendere in termini più approfonditi quando affronteremo il discorso della delocalizzazione, ma non è possibile oggi accogliere gli intenti proposti da questa mozione, quindi ci asterremo.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Prendo atto della risposta dell’Assessore, che è una risposta tecnica, mentre io speravo di avere una risposta politica. Capisco che la legge prevede che chi inquina paga ed è chi gestisce quell’impianto che deve intervenire per diminuire il tasso di inquinamento. Ma, dato che è concesso un termine alle società per adeguarsi, un termine che non è domani o dopo domani, ma abbastanza lontano nel tempo, chiedevo se era possibile verificare non dico la stessa tipologia, gli stessi contributi, ma se era possibile verificare un meccanismo per cui anche in questo caso si favorisse, in attesa che l’impianto sia messo a norma quando è il momento giusto, la delocalizzazione di chi si trova in quella zona.

Président Je soumets au vote la motion:

Conseillers présents: 25

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 22 (Agnesod, Bionaz, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Frassy, La Torre, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Praduroux, Tibaldi, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n’approuve pas.