Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 966 du 17 novembre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 966/XI Applicazione della convenzione tra la Regione e la società Coinca di Verrès. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso

- che con una convenzione del dicembre 1995 la Regione si impegnava ad effettuare lavori vari nello stabilimento Coinca di Verrès, per l’importo massimo di 4,5 miliardi;

- che con successiva deliberazione del settembre 1997 la convenzione veniva modificata, aumentando di 3 miliardi gli oneri a carico della Regione, portandoli così a complessivi 7,5 miliardi;

- che con un recente provvedimento amministrativo la Giunta regionale ha realizzato lavori di potenziamento della cabina elettrica a servizio di una macchina torrefattrice del caffè; lavori, questi, non previsti nella convenzione sopracitata e nella successiva modificazione;

tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l’Assessore competente per sapere

1) per quali ragioni sono stati realizzati "in economia" i lavori elettrici citati in premessa e se siano previsti ulteriori lavori extra convenzione;

2) se l’azienda abbia rispettato gli impegni assunti nella convenzione citata;

3) quali siano i fini della clausola convenzionale che obbliga l’azienda "a trasmettere, preliminarmente alle assunzioni, all’Assessorato dell’Industria? i nominativi dei lavoratori da assumere".

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

PrésidentLa parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI)Quest'interpellanza nasce da una deliberazione tutto sommato modesta per quella che è l'entità della spesa, sono soltanto 120 milioni, ma più che l'entità della spesa, ciò che è oggetto di riflessione con quest'interpellanza è la modalità con cui l'Amministrazione regionale affronta i problemi degli insediamenti industriali nella nostra regione.

La fabbrica in questione, la Coinca di Verrès, è una di quelle fabbriche che hanno a più riprese beneficiato delle ingenti risorse finanziarie che l'Amministrazione mette sistematicamente a disposizione di coloro che hanno la fortuna d'insediare i propri stabilimenti in questa regione.

Noi riteniamo però che le agevolazioni debbano avere un limite fisiologico nella capacità imprenditoriale del soggetto che viene a porre in Valle i suoi insediamenti.

Allora non possiamo non esprimere un grosso stupore quando leggiamo una delibera per la quale l'Amministrazione regionale va a costruire una cabina elettrica a servizio di una macchina torrefattrice che fra l'altro era stata comprata dalla Regione.

Questo lo riteniamo un dato sicuramente negativo anche perché fra l'altro questo tipo di spesa non era assolutamente prevista in quella convenzione stipulata nel 1995 e poi rinnovata nel 1997, dove già la Regione si accollava una parte significativa di oneri.

Come abbiamo evidenziato nelle premesse dell'interpellanza, con una convenzione del 1995 la Regione si impegnava ad effettuare lavori per 4,5 miliardi a beneficio dell'azienda. Nel settembre 1997, due anni dopo, la Regione con successiva delibera scopre che l'esecuzione di quei lavori citati nella convenzione di due anni prima, cioè del 1995, comporterà degli oneri aggiuntivi per 3 miliardi. La previsione di spesa dei 4,5 miliardi nel giro di due anni raddoppia quasi e già questo è un dato sorprendente perché non si capisce che tipo di previsione fosse stata fatta nel 1995.

Ma apprendere nel 1999 che, nonostante quegli importi siano lievitati al di fuori di ogni controllo, ci sia ancora la necessità di andare a spendere ulteriori soldi fuori convenzione, non sapendo fra l'altro se ce ne saranno altri d'interventi di questo tipo che l'Amministrazione regionale si voglia accollare, ci porta ad esprimere non solo un giudizio negativo su questo modo di gestire la cosa pubblica, ma anche delle forti perplessità su quale sia l'efficacia di quest'operazione.

Se gli ingenti finanziamenti che l'Amministrazione regionale ha stanziato non hanno dato i risultati che quanto meno si auspicavano nella convenzione del 1995, ci dovrà spiegare l'Assessore quali sono le ulteriori e successive considerazioni che portano l'Amministrazione ad intervenire con risorse così importanti.

Non vorremmo, e lo diciamo sperando che ciò non sia accaduto e non accada nemmeno nel futuro, che uno dei motivi prevalenti fosse quella clausola di cui le chiediamo motivazione ed interpretazione autentica perché ci sembra sorprendente che si possa mettere in convenzione una clausola per la quale le assunzioni, che sono il primo atto di gestione che un imprenditore deve poter effettuare nell'amministrare i suoi investimenti, non vengono effettuate in base magari a parametri che privilegiano la manodopera locale - e potrebbe essere comprensibile -, ma si va a chiedere all'azienda che preliminarmente alle assunzioni vengano comunicati all'assessorato i nominativi di coloro che dovranno essere assunti.

Noi questa clausola la riteniamo scandalosa in un'economia di mercato, la riteniamo scandalosa ai fini della libertà dei vari soggetti che operano nel campo socio-economico.

Chiederemo l'abrogazione esplicita con una nostra proposta nei prossimi Consigli di questo tipo di clausole, ove ne siano state inserite altre in altre convenzioni. È però evidente che la gestione di queste convenzioni ad oggi ha un unico dato certo: i costi finanziari che l'Amministrazione regionale sopporta in maniera sistematica e in assenza di programmazione.

Di conseguenza vorremmo capire se sono previsti oggi nuovi lavori, se gli impegni che l'azienda aveva assunto nel protocollo del 1995 sono stati mantenuti e mi riferisco soprattutto ai livelli occupazionali e vorremmo capire il significato eluso della clausola che ho poc'anzi illustrato.

PrésidentLa parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE)Come diceva il Consigliere Frassy, la delibera comporta un impegno di spesa non rilevante ed è la conseguenza di una convenzione, fatta nel 1996 con la Coinca, che ricalca grosso modo uno schema di convenzioni che in quel periodo (1996) erano state fatte anche per altre aziende. Ogni atto va visto nel contesto e nel periodo in cui si è realizzato.

Per quanto riguarda la prima domanda che viene posta nell'interpellanza: la convenzione prevedeva una serie d'interventi sullo stabilimento e anche l'impegno da parte della Regione, che è proprietaria dello stabilimento, di acquistare una macchina torrefattrice.

L'esecuzione delle opere di adeguamento dell'impianto elettrico è stata approvata con la delibera che veniva ricordata, la n. 2826 dell'agosto 1999. Nelle premesse di questa delibera si riferisce che le opere si sono rese necessarie per l'ampliamento della capacità della cabina elettrica, di proprietà regionale, mediante posa di un trasformatore della potenza di 800 kva a seguito dell'installazione di una nuova macchina torrefattrice.

Le opere di adeguamento oggetto dell'interpellanza si configurano come opere accessorie rispetto all'installazione di un nuovo macchinario, i cui oneri competono all'Amministrazione regionale in virtù del disposto dell'articolo 2.1 della convenzione del marzo 1996. La deliberazione di Giunta regionale ha disposto l'esecuzione delle opere in economia onde consentire una celere realizzazione delle medesime: all'atto dell'installazione della nuova macchina torrefattrice, è necessario che la cabina elettrica sia già in grado di fornire la potenza richiesta in modo tale da permettere l'immediata esecuzione del collaudo della macchina stessa. A breve saranno determinate le specifiche tecniche dell'impianto da parte della commissione tecnica competente, in modo tale da procedere successivamente all'installazione e all'acquisto della macchina (ovviamente la predisposizione della cabina elettrica è propedeutica all'acquisto della macchina).

Con l'installazione della nuova macchina torrefattrice è atteso un incremento dei volumi di produzione e una riduzione dei costi di trasformazione della materia prima indotta dal migliorato grado di efficienza produttiva dell'azienda.

Nel corso dell'intervento del Consigliere Frassy si faceva anche riferimento al fatto che l'impegno regionale, previsto in un primo momento in convenzione di un importo pari a 4,5 miliardi, fosse successivamente aumentato di 3 miliardi arrivando a 7,5 miliardi in relazione ad una delibera adottata dal Consiglio regionale nel 1997.

L'incremento di queste opere, che era stato attentamente valutato dagli uffici della Regione, era dovuto sostanzialmente ad alcuni interventi che erano: la destinazione d'uso dell'intero piano seminterrato della palazzina (uffici ad uso spogliatoi e servizi igienici); il cambiamento di destinazione d'uso del piano terreno della palazzina (uffici per la realizzazione della mensa aziendale); la riorganizzazione degli accessi (costruzione di un nuovo ascensore per l'adeguamento delle norme relative all'abbattimento delle barriere architettoniche); la demolizione dei locali mensa e spogliatoi posti attualmente all'interno del capannone industriale per aumentare la superficie produttiva; la sopraelevazione della superficie utile all'interno dello stabilimento; la posa di opere particolarmente onerose per garantire la separazione dei locali oggetto di razionalizzazione da quelli che sono adibiti a produzione, in modo da non inquinare gli ambienti destinati alla fabbricazione del caffè.

Seguono poi tutta una serie di altri interventi, ma in sostanza il motivo dell'incremento della spesa è dovuto al fatto che gli oneri di progettazione dei medesimi erano stati sottostimati e il loro aumento è originato anche dall'esecuzione delle opere integrative che ho sommariamente elencato.

Per venire al rispetto della convenzione, la stessa è stata sostanzialmente rispettata dall'azienda, nel senso che le obbligazioni assunte dalla Coinca nei confronti dell'Amministrazione regionale concernono il mantenimento del livello occupazionale vigente all'atto della stipula della convenzione (27 marzo 1996) e lo sdoganamento in Valle di una quantità minima di materie prime per 7,5 tonnellate all'anno per gli esercizi 1996 e 1997.

Per quanto riguarda la questione legata all'occupazione, la società oggi occupa 50 dipendenti di cui 46 residenti in Valle d'Aosta; nel momento della stipula della convenzione i dipendenti erano 47, quindi c'è stato un incremento sia pure limitato, ma comunque un incremento di 3 dipendenti e allora i residenti in Valle erano 43, oggi gli occupati residenti in Valle sono 46, quindi l'incremento ha riguardato esclusivamente i residenti in Valle.

Per quanto riguarda lo sdoganamento delle materie prime, la convenzione è stata rispettata in quanto gli impegni dell'azienda riguardavano i due anni 1996 e 1997.

La convenzione stessa prevedeva, per quanto riguarda gli anni successivi relativi allo sdoganamento, che sopravvenissero successivi accordi fra Amministrazione e società per la continuazione dello sdoganamento in Valle. In tal senso le parti, quindi Regione e azienda, hanno già da tempo avviato una serie d'incontri per giungere alla determinazione dei maggiori quantitativi possibili da sdoganare. La materia comunque è particolarmente delicata, vuoi per problemi logistici, ma soprattutto per questioni legate al rispetto delle norme comunitarie per quanto riguarda la concorrenza.

Vorrei infine tranquillizzare il Consigliere Frassy per quanto riguarda le clausole poste nella convenzione e richiamate al punto 3 dell'interrogazione nelle quali si chiede quali siano i machiavellici obiettivi legati al fatto che l'azienda sia obbligata a trasmettere preliminarmente alle assunzioni all'Assessorato dell'industria i nominativi dei lavoratori da assumere. La cosa si spiega in modo molto semplice: queste sono clausole che sono presenti in questa convenzione, ma se il Consigliere Frassy avrà la pazienza di andare a vedere, condizioni analoghe si ritrovano proprio tali e quali in tutta una serie di altre convenzioni fatte in quel periodo e in periodi precedenti e hanno esclusivamente l'obiettivo di consentire alla Regione di verificare la realizzazione delle clausole previste.

Vedo il "sorrisino", ma non c'è nessuna volontà di controllo su assunzioni o cose di questo genere però, se nella convenzione scriviamo che i dipendenti devono essere di un certo numero, che devono essere assunti in Valle, scusate, ma come facciamo per controllare se non sappiamo quali sono le persone? Se poi qui si vuole aprire un discorso che assolutamente non c'entra con queste convenzioni, lo possiamo fare, ma posso dire che è assolutamente fuorviante.

Questa clausola consente di verificare un altro elemento, previsto in questa come in altre convenzioni, cioè quello relativo al divieto di distogliere manodopera da aziende industriali operanti in Valle, perché uno dei problemi che veniva periodicamente sollevato dagli imprenditori valdostani era quello dell'arrivo di nuove aziende in Valle che si portano via i tecnici migliori. Il fatto di sapere quali erano i lavoratori assunti in queste aziende consentiva di fare questo tipo di valutazione.

Tutto qui, non c'era nessun altro arrière-pensée rispetto a questo tipo di clausola prevista in convenzione anche perché se le cose sono quelle che pensa il Consigliere Frassy, non è assolutamente necessario scriverle in una convenzione.

PrésidentLa parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI)Pur avendo ascoltato la risposta articolata dell'Assessore, ci dichiariamo totalmente insoddisfatti. Capiamo anche le difficoltà di questa mattina a proposito di misure inerenti le volpi anche perché, a seguito delle risposte date nella mattinata e nel pomeriggio di oggi, abbiamo la sensazione che molte volpi stiano nei banchi della Giunta e allora capiamo la difficoltà di prendere provvedimenti sulle volpi o contro le volpi.

Al di fuori della metafora, Assessore, lei ha cercato di prendere la distanza dalla convenzione dicendo che la convenzione va valutata ed esaminata per il periodo e il contesto in cui è stata stipulata; se non erro, il contesto politico praticamente era equivalente all'attuale e anche la paternità politica mi sembra che alberghi nella stessa componente che lei qui rappresenta, era Assessore all'epoca il suo collega di partito Mafrica, perciò mi sembra che ci sia una continuità e dal punto di vista contestuale e dal punto di vista del periodo politico.

Per quanto riguarda invece la valutazione della sua risposta, noi riteniamo che sia insoddisfacente perché abbiamo appreso che la Regione ha dato tutto e ha dato ancora di più per l'ennesima volta. In cambio cosa ha dato l'azienda? Lei dice: "tre dipendenti", 7,5 miliardi per 3 dipendenti è un conto presto fatto, dovrebbero essere 2,3 miliardi a dipendente, all'incirca questo è il costo.

Siamo i primi a sostenere che l'occupazione va incentivata, ma i costi che l'Amministrazione sta sostenendo ci sembrano veramente sproporzionati rispetto ai risultati che si vogliono conseguire anche perché, qui lei lo ha detto, ci sono dei benefici diretti in termini di risparmio energetico, in termini di aumento dei volumi produttivi perciò c'è la privatizzazione, come al solito, dei profitti e c'è la condivisione da parte dell'amministrazione pubblica degli oneri da sostenere per ottimizzare e massimizzare gli investimenti produttivi.

Perciò l'Amministrazione regionale ha fatto comunque fronte ai 7,5 miliardi; si è resa conto che i successivi 3 miliardi erano necessari perché la progettazione era stata mal pensata, era stata mal fatta, era stata mal stimata; si è resa conto che c'era un'ulteriore coda, modesta ma significativa, per il meccanismo dei 120 milioni di cui alla delibera di qualche mese fa ed apprendiamo che dello sdoganamento invece se ne discute. Perciò è evidente che le tempistiche sono diverse: l'Amministrazione paga pronto cassa subito e l'azienda massimizza i suoi profitti e discute sul resto.

Non è sostenibile, e passiamo al terzo punto della nostra interpellanza, Assessore, che il senso di quella clausola sia quello di verificare il rispetto delle clausole stesse perché se così fosse, sarebbe sufficiente, come di solito accade, il controllo a consuntivo.

Il controllo a preventivo ci sembra veramente un'interferenza pesante e odiosa nel senso giuridico del termine nei confronti dell'imprenditoria privata perché poi ha ragione, Assessore, che molte volte quest'imprenditoria è poco privata perché alla fin fine è pubblica perlomeno per quelle che sono le parti in rosso dei propri bilanci.

Non ci riteniamo soddisfatti e sul problema delle convenzioni ritorneremo con altre iniziative, come abbiamo detto illustrando l'interpellanza, perché riteniamo che questo tipo di convenzioni vada, alla luce dei risultati conseguiti, sicuramente rivisto.

PrésidentLa parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris, pour une précision.

Ferraris (GV-DS-PSE)Per una brevissima precisazione: non ho inteso prendere le distanze da niente e da nessuno, volevo solo dire che andava inserita nel contesto di quegli anni perché oggi le norme comunitarie impediscono l'acquisto di macchinari per le aziende, tutto qua.