Objet du Conseil n. 955 du 17 novembre 1999 - Resoconto
OGGETTO N. 955/XI Notizie in merito alle procedure di finanziamento statale di due progetti di opere ad Aosta e in Valgrisenche. (Interpellanza)
Interpellanza Venuti a conoscenza dei contenuti del D.L. 4 novembre 1988, n. 465, convertito nella legge n. 556 del 30 dicembre 1988;
Tenuto conto che in base alla legge di cui sopra erano stati approvati due progetti a carattere regionale riguardanti la Valle d’Aosta, e più precisamente il progetto relativo "Area attrezzata Arco d’Augusto" ad Aosta e il "Foyer de Montagne" a Valgrisenche;
Tenuto conto altresì che in base alla succitata normativa, per quanto concerne "l’Area attrezzata Arco d’Augusto" era previsto un costo di investimento ammissibile a contributo pari a 3.645 milioni di lire, un contributo in conto capitale di 1.276 milioni ed infine un contributo in conto interessi annuo di 67 milioni, mentre per il "Foyer de Montagne" di Valgrisenche erano rispettivamente previsti 8.152 milioni, 2.853 milioni e 149,8 milioni;
Atteso che come si legge nella "Gazzetta Ufficiale" del 5 marzo 1998, serie generale n. 53, tali contributi sono stati revocati in quanto "la Regione non ha ancora trasmesso la documentazione utile al trasferimento dei contributi spettanti per la realizzazione delle iniziative selezionate per il finanziamento", nonostante "le note del 5 maggio 1997, 6 marzo 1997, 6 settembre 1996, con le quali è stato sollecitato l’invio della documentazione necessaria al trasferimento dei fondi spettanti alla Regione, avvertendo che, in caso contrario, si sarebbe dovuto procedere alla revoca";
Considerato che i progetti in questione necessitano di finanziamenti pubblici che, a questo punto, non potranno più essere concessi dallo Stato ma, forzatamente, dall’Amministrazione regionale, con il conseguente rischio di sottrarre o limitare i fondi a disposizione per altre opere;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per conoscere:
1) le motivazioni del mancato invio di detta documentazione;
2) le prospettive per il finanziamento di queste due opere;
3) se non ritiene la procedura adottata perlomeno anomala, visto che sono stati richiesti dei finanziamenti statali che poi non sono stati supportati con la dovuta attenzione da parte del Governo regionale che non ha trasmesso la documentazione utile al trasferimento dei contributi in oggetto, come si evince da quanto pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale".
F.to: Lanièce - Collé - Marguerettaz
PrésidentLa parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut)Oggi con quest'interpellanza vogliamo avere delle delucidazioni su un fatto che, così come appare, potrebbe far supporre l'esistenza di uno spreco di denaro pubblico da parte dell'Amministrazione regionale che, per distrazione o altro, ha lasciato perdere due contributi statali, decisi fra l'altro con modalità di urgenza a seguito del decreto legge del 4 novembre 1988 n. 465 convertito nella legge n. 556 del 30 dicembre 1988.
In quegli anni le regioni potevano chiedere allo Stato dei finanziamenti per la costruzione di opere d'interesse turistico; ogni regione poteva presentare dei progetti che venivano poi giudicati da un'apposita commissione che decideva la concessione o meno del finanziamento in oggetto.
La Valle d'Aosta ebbe la fortuna di vedere approvati due progetti, ammessi quindi fra quelli che avrebbero dovuto avere degli aiuti economici previsti dalla legge statale di cui sopra e più precisamente il progetto relativo all'area attrezzata Arco di Augusto ad Aosta e quello relativo alla realizzazione del Foyer de Montagne a Valgrisenche.
Nello specifico, per quanto concerne l'area attrezzata Arco di Augusto, era previsto un costo d'investimento ammissibile a contributo pari a 3,645 miliardi, un contributo in conto capitale di 1,276 miliardi, infine un contributo in conto interessi annuo di 67 milioni. Per il Foyer de Montagne di Valgrisenche erano stati rispettivamente previsti 8,152 miliardi come costo d'investimento ammissibile a contributo, 2,853 miliardi come contributo in conto capitale e 149,8 milioni di lire come contributo in conto interessi annuo.
Fin qui, nulla di strano: i progetti rientravano nella casistica di quelli previsti dalla legge in questione e quindi i contributi in oggetto erano più che pertinenti sennonché nella "Gazzetta ufficiale" del 5 marzo 1998, serie generale n. 53, siamo venuti a conoscenza che tali contributi erano stati revocati in quanto - cito testualmente il testo della "Gazzetta ufficiale" -: "La Regione non ha ancora trasmesso la documentazione utile al trasferimento dei contributi spettanti per la realizzazione delle iniziative selezionate per il finanziamento nonostante le note del 5 maggio 1997, 6 marzo 1997, 6 settembre 1996, con le quali era stato sollecitato l'invio della documentazione necessaria al trasferimento dei fondi spettanti alla Regione, avvertendo che, in caso contrario, si sarebbe dovuto procedere alla revoca".
A questo punto ci chiediamo se sia possibile una gestione di questo tipo; credo che francamente non ci si possa dimenticare della possibilità di usufruire di svariati miliardi di contributi nazionali già approvati ed impegnati e quindi solo da farsi trasferire presentando la necessaria e dovuta documentazione richiesta.
Cominciamo a pensare che l'Amministrazione regionale non sappia come spendere il denaro pubblico che ha a disposizione se, di fronte ad un ulteriore contributo nazionale per il quale tra le altre regioni italiane c'è stato molto fermento, si è dimenticata di produrre la documentazione necessaria: a meno di non volerli più realizzare questi progetti, comunque, hanno e avranno bisogno di evidenti finanziamenti pubblici, che, a questo punto, non potranno più essere concessi dallo Stato, ma forzatamente dall'Amministrazione regionale con il rischio quindi di sottrarre o limitare i fondi a disposizione per altre opere pubbliche.
Sappiamo ad esempio che si sta attuando un intervento sul Foyer de Montagne, sappiamo addirittura che, per quanto riguarda l'area attrezzata dell'Arco di Augusto, c'è stato da parte del Comune di Aosta un impegno in questa direzione; lo stesso collega Collé aveva richiamato poco tempo fa il fatto che si era cercato d'inserire questo progetto tra le opere riguardanti il Giubileo sorprendendo anche l'Assessore, che non sapeva che questo progetto rientrava fra i vari progetti presentati per il Giubileo, anche se poi alla fine il progetto non è stato inserito fra i progetti finanziabili dai fondi destinati al Giubileo.
Mi auguro di poter ricevere delle spiegazioni chiare anche se dai fatti sembrerebbe che in questo caso la gestione del denaro pubblico sia tutto tranne che chiara.
Se poi questa procedura rappresenti un particolare sistema per ottenere, tramite acrobazie legislative, altri finanziamenti? non posso fare a meno di far notare le anomalie di certi metodi gestionali visto che dapprima sono stati presentati dei progetti per i quali erano previsti dei finanziamenti statali poi, una volta approvati, non si è stati in grado di ottenere questi contributi dimostrando, in base a quanto è descritto sulla "Gazzetta ufficiale", che tali progetti non sono stati supportati con la dovuta attenzione da parte del Governo regionale che ha perduto, secondo noi, un'occasione per ottenere dei finanziamenti da parte dello Stato per la realizzazione di queste opere pubbliche.
PrésidentLa parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.
Lavoyer (FA)L'interpellante chiedeva se era possibile; sì, è possibile, adesso gli spiego anche il perché e vedrà che la spiegazione va nella direzione di non far ricadere nessuna responsabilità da parte dell'azione del Governo regionale.
Sui quesiti molto precisi, le motivazioni del mancato invio di detta documentazione, per quanto attiene l'area attrezzata dell'Arco di Augusto di Aosta, la motivazione è molto semplice: il Comune di Aosta non ha mai prodotto le autorizzazioni comunali necessarie alla realizzazione dell'opera, per tale ragione l'intervento ipotizzato non ha potuto avere luogo e conseguentemente la documentazione richiesta non ha potuto essere presentata.
Per quanto attiene invece il Foyer de Montagne di Valgrisenche, le motivazioni sono note a tutti e non dipendono dalla volontà dell'Amministrazione regionale. Sintetizzo, non sto a leggere tutta la trafila di questo progetto; all'inizio dell'intervento c'è stato un grosso problema di tipo geologico che ha previsto la revisione totale del progetto, ma il vero grosso problema è nato dal fatto che la ditta appaltatrice è fallita, quindi questo cantiere purtroppo è rimasto bloccato per 4-5 anni ante normativa della legge n. 12 che prevede attualmente la possibilità dell'amministrazione pubblica, qualora si verifichino queste situazioni, di riappaltare immediatamente le opere da completare.
Tutto l'iter legato al rapporto fra impresa ed Amministrazione regionale ha protratto talmente i tempi facendo sì che praticamente non era più possibile presentare una documentazione in tempo utile dalla quale risultava che i lavori erano stati effettivamente eseguiti, poi si può disquisire, si può dire tutto quanto si vuole, ma in questo caso la Giunta regionale non poteva fare altro.
Prospettive per il finanziamento delle opere. Per quanto attiene l'area attrezzata dell'Arco di Augusto di Aosta, il progetto è stato accantonato per ciò che concerne la programmazione regionale.
Le attuali ipotesi di realizzazione al riguardo si devono alle iniziative dirette del Comune di Aosta, quindi inizialmente non abbiamo avuto la documentazione, successivamente c'è stato comunicato che il progetto, per quanto attiene il ruolo dell'Amministrazione regionale, era stato accantonato.
Prospettive invece per il Foyer de Montagne di Valgrisenche: l'opera, come ha già sottolineato bene il Consigliere Lanièce, è in fase di completamento a spese dell'Amministrazione regionale che ha impegnato i fondi necessari all'intera copertura finanziaria. Giunti a questo punto sembrava corretto agire così da parte dell'Amministrazione regionale chiaramente utilizzando dei fondi che, se le cose avessero funzionato con la normalità dell'iter, potevano essere attinti da questi finanziamenti statali, ma a questo punto, e le motivazioni sono state evidenziate, non potevamo certamente lasciare un'opera incompiuta, realizzata al 50 percento e al 50 percento da realizzare, quindi la scelta del Governo regionale è stata quella di avviare tutte le procedure per completare l'opera.
Sull'anomalia della procedura, la procedura adottata non ha condotto ai risultati sperati e questo è già contenuto in quanto detto, ma è stata determinata da situazioni indipendenti dalla volontà dell'Amministrazione e da accadimenti oggettivamente non prevedibili risultando quindi che l'unico atteggiamento che il Governo regionale poteva assumere era quello di completare l'opera per quanto attiene il Foyer de Montagne.
Per quanto attiene l'area attrezzata dell'Arco di Augusto di Aosta, il ruolo dell'Amministrazione regionale era un ruolo successivo a quella che era una decisione di un altro ente che ha abbandonato il progetto.
PrésidentLa parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut)Prendiamo atto della risposta dell'Assessore.
L'Assessore dice che non è colpa dell'Amministrazione regionale e noi non vogliamo dare la colpa sicuramente all'Assessore anche perché gestisce l'assessorato da un anno e mezzo, quindi non si possono far ricadere su di lui scelte che riguardano invece un periodo diverso, in modo particolare dalla fine del 1988 fino al 1997 quando si è dato il via all'iter previsto da questo decreto legge convertito in legge, che prevedeva la possibilità di usufruire di fondi nazionali per interventi nel settore turistico.
Sicuramente c'è invece una responsabilità della Regione perché intanto non si può dire che, per quanto riguarda l'area attrezzata dell'Arco di Augusto, il Comune di Aosta non ci ha rilasciato le dovute autorizzazioni e quindi non si è potuto fare nulla.
In tanti anni in questo Consiglio dibattiamo di una famosa legge, la legge di finanziamento per Aosta capitale, dove ci sono tanti miliardi, dove si parla di cercare di portare avanti gli interventi di comune accordo fra il Comune e la Regione; questo fatto dimostra che invece non c'è questa comunione d'intenti, non c'è la volontà di parlare perché sicuramente una maggiore pressione sul Comune, se corrisponde al vero quanto ha detto l'Assessore, avrebbe portato al rilascio di queste autorizzazioni, anche se mi risulta che ci fossero dei problemi per l'acquisizione da parte della Regione di un terreno in quella zona.
Questo dimostra la mancanza di concertazione tra l'ente Regione e l'ente Comune, in modo particolare il Comune di Aosta, ed è un fatto che non è da addebitare all'Assessore Lavoyer, ma sicuramente alle Giunte regionali che si sono succedute in questo periodo e che non hanno saputo cogliere l'opportunità di usufruire di finanziamenti statali.
Quando ci sono a disposizione 4-5 miliardi per alcuni interventi penso che si debba cogliere l'attimo propizio perché non sempre c'è questa possibilità e questo dimostra che c'è stato probabilmente da parte di qualcuno, forse l'Assessore di turno o i funzionari, una certa noncuranza nel non cogliere l'opportunità di usufruire di finanziamenti statali per finanziare delle opere pubbliche in Valle d'Aosta.
La stessa cosa vale per il problema del Foyer de Montagne; in effetti l'Assessore ha detto che si sta procedendo all’ultimazione di questa struttura con fondi esclusivamente regionali e anche qui se da una parte è giusto concludere un'opera perché si ritiene che sia importante, d’altra parte però emerge il fatto che, quando è iniziato l'iter nel 1988, c'era un progetto e il progetto iniziale poteva essere curato meglio visto che, come dichiara la stessa "Gazzetta ufficiale", sono stati fatti dei solleciti di cui l'ultimo nel settembre 1996 e dal 1988 al 1996 sono passati ben 8 anni in cui si poteva intervenire e, visto che c'era stata lasciata questa possibilità, si poteva modificare questi progetti per renderli finanziabili con soldi nazionali.
Ci dispiace di dover evidenziare ancora una volta che si è persa un'occasione per poter sfruttare finanziamenti statali per realizzare opere pubbliche importanti, perché sia il Foyer de Montagne che l'area attrezzata dell'Arco di Augusto rappresentano degli interventi di un certo valore. Dobbiamo invece prendere atto che purtroppo il Foyer de Montagne verrà fatto esclusivamente con soldi regionali, mentre l'area attrezzata dell'Arco di Augusto addirittura non viene più considerata fra i progetti importanti per l'Amministrazione regionale.
