Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 945 du 3 novembre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 945/XI Disegno di legge: "Disposizioni per l'inserimento di opere d'arte negli edifici pubblici".

Articolo 1 (Finalità)

1. La presente legge detta disposizioni volte a favorire l'inserimento di opere d'arte negli edifici pubblici situati sul territorio regionale.

Articolo 2 (Oggetto)

1. La Regione, le Comunità montane, i Comuni ed i loro enti ed organismi strumentali che provvedano alla nuova costruzione o alla ristrutturazione totale di edifici pubblici, con esclusione di quelli previsti dagli articoli 1 e 2 della legge 1° giugno 1939, n. 1089 (Tutela delle cose d'interesse artistico e storico) e delle ville di cui al punto 2 dell'articolo 1 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 (Protezione delle bellezze naturali), devono destinare all'acquisto o all'ordinazione di opere d'arte, che per qualità ed interesse ben si integrino con la costruzione stessa, una quota del costo di costruzione, se lo stesso è superiore a lire 1.000.000.000 (euro 516.456,90).

2. Ai fini dell'applicazione della presente legge si considerano edifici pubblici i fabbricati di proprietà degli enti di cui al comma 1, ad eccezione degli edifici destinati prevalentemente:

a) ad uso abitativo;

b) ad uso industriale;

c) ad uso commerciale;

d) all'installazione di impianti tecnologici;

e) all'utilizzo come magazzino, deposito, officina, autorimessa, stalla o assimilabili.

Articolo 3 (Determinazione della quota da riservare)

1. La quota da riservare ai sensi dell'articolo 1, comma 1, è almeno pari:

a) al due per cento da lire 1.000.000.001 (euro 516.456,90) fino a lire 3.000.000.000 (euro 1.549.370,70);

b) all'uno per cento per le somme eccedenti lire 3.000.000.000 (euro 1.549.370,70), a cui va aggiunto il due per cento di lire 3.000.000.000, pari a lire 60.000.000, di cui alla lettera a).

2. Nei casi in cui gli edifici siano eseguiti per lotti separati ed anche in tempi successivi, ai fini dell'applicazione della presente legge si ha riguardo alla spesa totale prevista nel progetto.

3. Sulla quota da riservare ai sensi del comma 1 non incidono le somme eventualmente previste per opere di decorazione.

Articolo 4 (Progetti)

1. I progetti degli edifici di cui all'articolo 2 devono contenere l'indicazione del tipo di opera da inserire, delle dimensioni di massima della stessa e dello spazio destinato ad accoglierla.

Articolo 5 (Commissione per la scelta dell'opera)

1. Alla scelta se procedere alla realizzazione o all'acquisto dell'opera provvede un'apposita Commissione, nominata di volta in volta dall'ente committente, così composta:

a) un rappresentante dell'ente committente con funzioni di presidente;

b) il progettista dell'edificio;

c) il sovrintendente regionale per i beni culturali, o suo delegato;

d) due esperti d'arte, di cui uno anche artista, scelti dall'ente committente.

2. Le opere da realizzare sono scelte tramite pubblico concorso, mentre per quelle da acquistare si provvede sulla base di almeno una perizia di stima.

3. Nel caso di pubblico concorso la Commissione redige il relativo bando, che stabilisce:

a) le caratteristiche dell'opera e le modalità della sua presentazione;

b) i tempi di esecuzione e di consegna dell'opera;

c) le modalità di pagamento.

4. La Commissione provvede all'individuazione dell'opera da acquistare o da realizzare e redige motivata relazione della scelta effettuata.

5. Ai componenti la Commissione spetta il rimborso spese; agli esperti d'arte esterni all'ente committente spetta, inoltre, un gettone di presenza non superiore a lire 500.000 (euro 258,23) per giornata di seduta. Le modalità di rimborso spese e l'importo dei gettoni di presenza sono stabiliti nel provvedimento di nomina. Le relative spese gravano sulle quote accantonate ai sensi dell'articolo 3.

Articolo 6 (Ente committente)

1. L'ente committente provvede:

a) all'accantonamento delle quote di cui all'articolo 3;

b) alla nomina della Commissione di cui all'articolo 5 ed alla determinazione dei rimborsi spese e dei compensi spettanti ai componenti;

c) all'emanazione e alla diffusione dell'eventuale bando di gara redatto dalla Commissione;

d) all'aggiudicazione della fornitura dell'opera sulla base di quanto deciso dalla Commissione.

Articolo 7 (Registrazione delle opere)

1. Dell'avvenuto inserimento di opere d'arte in edifici pubblici ai sensi della presente legge è data comunicazione, da parte dell'ente committente, alla struttura regionale competente in materia di tutela dei beni culturali, che provvede al loro inserimento in un apposito registro.

PrésidentLa parole au rapporteur, Conseiller Praduroux.

Praduroux (UV)Leggo la relazione per conto del collega Fiou, relatore anche lui della V Commissione.

"La legge nazionale n. 717/49, modificata dalla 237/60, prevede l'inserimento negli edifici pubblici di opere d'arte, destinando per l'acquisizione di esse una quota pari al 2 percento del costo totale dell'immobile.

Tale normativa, risalente al momento di "ricostruzione" del Paese, era stata promulgata per venire incontro alle necessità di promozione di una migliore qualità nell'edilizia pubblica: il fine era di arricchire con opere d'arte le costruzioni pubbliche, dotandole di un valore aggiunto e incentivando nel contempo la produzione di arte contemporanea.

A distanza di tempo si è potuta valutare la portata dei benefici e degli svantaggi connessi a tale normativa: in ambito nazionale si è assai frequentemente riscontrata la non applicazione della legge 717/49 e successive modificazioni, sia perché non è diffusa la sua conoscenza, sia per difficoltà di coordinamento tra committenza e progettisti nell'individuazione e scelta degli artisti. La legge 8 ottobre 1997, n. 352, che modifica parzialmente la 717/49 e la 237/60, non le cambia nella sostanza, ma varia unicamente l'entità della somma, prevista come base minima di applicazione della norma, ad un miliardo di Lire.

La Regione autonoma Valle d'Aosta ha rilevato la necessità di adeguare la normativa statale alla propria realtà, sia per ridotte esigenze rispetto alla situazione nazionale, sia per le sue peculiari caratteristiche nei campi dell'edilizia e delle produzioni artistiche.

Per rendere più attuale e specifica la normativa in oggetto, è stato costituito un gruppo di lavoro, incaricato di elaborare un progetto sulla base del quale fondare un disegno di legge regionale, in armonia con le disposizioni vigenti in altre regioni italiane; lo studio ha comportato una approfondita analisi del testo di legge nazionale, con riferimento anche ai risultati conseguiti in un congresso internazionale sul tema delle opere d'arte negli edifici pubblici, svoltosi a Torino nel 1997.

Le variazioni e gli approfondimenti apportati, in relazione alla specificità valdostana nel confronto con la legge nazionale, si possono così riassumere:

1. possibilità di modificare la percentuale di quota da assegnare stabilita dalla legge statale, che è fissa al 2 percento, portandola a valori più adeguati alla spesa prevista per la costruzione dell'edificio. L'apertura a personalità creative di vario livello e formazione, insieme a costi contenuti, offriranno quindi anche agli artigiani la possibilità di partecipazione ai concorsi per la scelta delle opere;

2. oltre all'acquisto di opere d'arte realizzate appositamente per essere inserite nell'edificio di nuova costruzione, viene data la possibilità di acquisire opere già realizzate, aprendo così un'ulteriore strada per la partecipazione degli artigiani valdostani: senza costituire una forma di privilegio, si cercherà di sostenere e valorizzare la ricerca creativa che, nell'ambito di una tradizione consolidata nell'uso di materiali e tecniche peculiari, viene tutt'oggi svolta da coloro che sono più sensibili ai legami con lo spirito del luogo;

3. chiarificazione dei compiti della Commissione per la scelta dell'opera: essa decide se acquistare, previa perizia, un'opera già realizzata - e in questo caso non è necessario nessun bando - oppure redige il bando di concorso previsto per la realizzazione di nuova opera. La nuova opera viene considerata "fornitura" e deve sottostare ad uno specifico regime amministrativo. Da quanto sopra, ne consegue che il bando deve essere redatto sulla base dell'impegno di spesa previsto per la fornitura: se esso supera i 200.000 Euro (ca. Lire 400.000.000) sarà necessario un bando europeo, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea, mentre, se esso è inferiore a 200.000 Euro è sufficiente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Italiana e su due quotidiani a diffusione nazionale maggiormente letti nella Regione, ai quali si può discrezionalmente aggiungere la pubblicazione facoltativa sul Bollettino Regionale e l'esposizione nelle diverse bacheche presenti sul territorio regionale;

4. chiara individuazione e definizione particolareggiata degli edifici pubblici oggetto di applicazione della legge: nella normativa nazionale una tale specifica risulta assai lacunosa ed imprecisa;

5. introduzione della condizione che le opere debbano ben integrarsi con i fabbricati, in base alla collaborazione attiva tra progettista e artigiano o artista, una volta effettuata la scelta da parte della commissione nominata dall'ente committente, composta come specificato all'articolo 5 del disegno di legge regionale in oggetto.

Si rammenta che la proposta di legge regionale non comporta impegni di spesa e pertanto non necessita di parere finanziario, in base a quanto previsto dall'articolo 87 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90.".

PrésidentLa discussion est ouverte.

La parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)Dal nostro modesto punto di vista definire una follia questa legge è farle un complimento, e spieghiamo il perché.

Innanzitutto che con legge si preveda il dovere di destinare una quota del costo di costruzione ad opere d'arte ci pare quanto meno paradossale! Se da un lato nell'immediato dopoguerra si palesavano esigenze che sono state poi codificate nella legge n. 717/49, poi modificata dalla n. 237/60, oggi non è sostenibile che la Valle d'Aosta legiferi in questa direzione.

La destinazione obbligatoria di una quota del costo di costruzione a favore di opere d'arte ci sembra quasi rievocare un concetto di cultura imposta, di scelta artistica ordinata con legge, che non pare assolutamente consono a quella che dovrebbe essere una società liberale; liberale anche per quanto concerne le scelte artistiche.

È vero che da qualche anno in Valle d'Aosta stiamo assistendo alla realizzazione di grandi strutture pubbliche di qualsiasi genere, basta vedere quelle sportive recentemente enfatizzate anche a livello di media. Non ultimo, cito quello che ho letto recentemente su "La Stampa", il Palasport per giocare a palet, 5 miliardi di spesa prevista. La Valle d'Aosta può permetterselo? Penso che quest'iniziativa abbia destato non poco scalpore a livello di opinione pubblica.

Tuttavia voler vincolare una somma per strutture di questo tipo, ripeto, è quanto mai paradossale, anche perché se le scelte artistiche devono essere fatte, è bene che siano effettuate in libertà o dal committente, e cioè l'ente che intende costruire la struttura, o perlomeno dal progettista che è colui che dà quell'impronta di fantasia e di creatività personale nel realizzarla. In Valle d'Aosta invece si arriva ad imporre per legge anche la scelta artistica!

Allora non riusciamo a capire se questa legge sia finalizzata a promuovere opere d'arte che sono in qualche magazzino, o a promuovere qualche artista locale che è stato dimenticato ed è in naftalina!

Dalla relazione svolta dal Consigliere Praduroux non si evince la vera e propria finalità di questo progetto di legge; magari l'Assessore Pastoret sarà in grado di dirci qualcosa in più. Se leggiamo l'articolato nel suo prosieguo, l'articolo 5 è quanto mai emblematico: alla scelta se e come procedere alla realizzazione o all'acquisto dell'opera provvede una commissione. E' una commissione che ha una sua composizione particolare, dove figurano un rappresentante dell'ente committente, perché è bene riconoscere anche a lui un ruolo, d'altronde è lui che dovrà prevedere nel prossimo futuro una struttura collocata nel suo territorio; il progettista dell'edificio, cioè colui che deve dare quell'impronta di creatività e fantasia; il Sovrintendente regionale per i beni culturali o suo delegato; due esperti d'arte, di cui uno anche artista, scelti dall'ente committente.

La Valle d'Aosta è ricca di opere artistiche e archeologiche, molte delle quali risalenti all'età romana; ebbene, mi sembra assurdo che quella stessa Sovrintendenza che ha trascurato, se vogliamo, senza personalizzare la questione, in questi anni la tutela e la conservazione della romanità e di molti edifici medioevali, oggi si proponga come soggetto atto a vagliare le scelte artistiche che normalmente dovrebbero essere fatte o dall'ente committente o dal progettista.

Inviterei pertanto l'Assessore, prima di arrivare in aula con leggi-scempio di questo tipo, di provvedere effettivamente alla tutela dei beni artistici, archeologici e culturali della Valle d'Aosta, piuttosto che impacchettare un Teatro romano con i ponteggi e con l'ascensore che ha previsto; oppure permettere - non lui, quanto i suoi predecessori - di costruire in maniera quanto mai abominevole sulle mura romane, o permettere che determinati reperti archeologici, come castelli o case-forti che sono dislocati sul territorio regionale, siano dimenticati solo perché a cielo aperto. E che ora si "innovi" in questa direzione, non ci trova assolutamente favorevoli; anzi ci crea il sospetto, come ripeto, che qui si voglia imporre anche la cultura dal punto di vista artistico!

Assessore, se è in grado di convincerci in senso diverso, ben venga. Fra l'altro, anche il parere che qui viene allegato da parte del CELVA dovrebbe precisare se è stato espresso all'unanimità o a maggioranza. Mi sembra che ci siano dissensi a livello di amministratori locali in merito.

Queste sono, in sintesi, le nostre perplessità. Non è questo il modo di approcciarsi alla tutela dei beni artistici. Piuttosto questo ci sembra un ulteriore spazio che la Regione utilizza per controllare o per poter espandere la sua egemonia anche nel settore artistico. Assessore, se ha delle argomentazioni più convincenti per dissuaderci, lo ascolteremo volentieri, altrimenti voteremo contro!

PrésidentPermettez-moi, M. le Conseiller, de souligner le fait que l'avis en question a été formulé à l'unanimité par le Conseil permanent des collectivités locales. Cela a été indiqué dans le document que vous trouvez joint au projet de loi.

Si personne ne demande la parole, je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV)Je dois remercier M. Tibaldi pour la confiance qu'il me fait quant à mes éventuelles capacités de lui faire changer d'idée. J'avoue que j'aimerais le faire, me je me rends compte qu'il est difficile de faire changer d'avis à quelqu'un qui a examiné un ensemble de questions et de problèmes qui ne touchent qu'en partie cette loi.

Donc je devrai revenir au sujet de notre discussion, qui est ce projet de loi; quant aux monuments et aux autres choses ils sont touchés d'une façon très indirecte par le débat que nous venons d'ouvrir aujourd'hui.

Je comprends l'observation que M. Tibaldi vient de faire tout au commencement; pourquoi prévoir avec une loi l'organisation artistique des biens d'une collectivité? Cela devrait appartenir au bon goût d'une société dans son ensemble, je crois que tout le monde est d'accord à ce égard. Mais, comme malheureusement cela n'est pas ainsi, et nous sommes des administrateurs, il nous revient de disposer de l'application des lois en vigueur et cette fonction nous revient aussi par des compétences que nous avons et que nous devons exercer pour les raisons que je vais exposer.

Permettez-moi avant tout de remercier les Conseillers rapporteurs pour leur travail et pour le rapport qui vient de nous être présenté, ainsi que les membres de la IVème et de la IIème Commission qui se sont penchés sur ce projet de loi, en l'approuvant respectivement le 14 et le 25 octobre dernier.

L'approbation de cette loi sera pour notre Région un acte important. Cela d'ailleurs remplit une fonction qui jusqu'à présent était prévue par les dispositions législatives de l'Etat, mais qui demeurait quasiment inappliquée. Le Conseiller Praduroux l'a dit lors de son intervention, la législation actuelle remonte à 1949 et a été modifiée par la loi n° 236/60 et par la loi n° 352/97. Mais il s'agit là de deux modifications absolument partielles, qui n'ont nullement modifié le contenu et l'esprit de la loi de 1949. De plus, un projet de loi avait été présenté en 1997 au Parlement italien et avait commencé son parcours parlementaire, mais il s'est planté au sénat pour ne plus donner de signes de vie.

En absence de dispositions plus actuelles et à mesure d'être mieux appliquées, la loi de 1949 au moins pour les principes qui la régissent, demeure quasiment oubliée et ces principes ne sont presque pas pris en compte. C'est un grand dommage pour la collectivité et pour la société, et pourtant tout le monde reconnaît que l'insertion d'?uvres d'art dans les bâtiments publics était et demeure, une question importante, qui d'ailleurs a été confirmée, au cours de l'année 1997, par un grand colloque international qui s'est tenu au Piémont, pour essayer de donner une réponse claire et précise à l'idée, bien partagée, d'introduire finalement des ?uvres d'art dans les édifices publics. Et là tout le monde a dû se rendre compte que sans dispositions législatives encore une fois cette volonté reposait sur le rien. Cependant, malgré cette initiative, les choses n'ont pas changé et n'ont pas bougé d'une façon décisive.

Mais c'est un sujet qui était bien à l'esprit, parce que déjà dans le passé, dans cette Assemblée, plusieurs Conseillers avaient adressé aux différents Assesseurs des questions et des interpellations pour demander compte du manque d'une législation de ce genre. Je veux en citer deux: une présentée par le Conseiller Tonino en 1989 et l'autre présentée par le Conseiller Riccarand en 1991, et adressées respectivement à M. Fosson et M. Martin, qui étaient Assesseurs aux ouvrages publics aux différentes époques.

Moi-même j'ai été censé répondre, il y a un an, par une question que M. Lanièce m'avait adressée. Et alors j'avais indiqué mon engagement ainsi que celui du Gouvernement pour définir cette matière, comme cela était dans les espoirs de M. Lanièce ainsi que des Conseillers qui avaient posé les différentes questions dans le passé.

C'est pourquoi nous avons parcouru le chemin de modifier un groupe de travail qui existait et qui a été reformé au mois de janvier 1999 par délibération n° 39 du Gouvernement régional, cet acte contient aussi les raisons de la modification de ce groupe de travail. Le nouveau groupe était composé par M. Garrone, Directeur du Bureau des affaires législatives de la Présidence du Gouvernement, le Surintendant aux biens culturels, l'ingénieur Freppa, Responsable du secteur ouvrages publics de l'Assessorat à l'environnement, le Docteur Zidda, fonctionnaire de la Surintendance, M. Riccardo Cordero, Professeur à l'Académie de beaux-arts de Turin, artiste et l'un des organisateurs du colloque de 1997 à Turin.

Ce groupe de travail s'est penché sur les aspects que l'on devait régler, en particulier il a tenu compte du fait que les dispositions de cette loi devaient pouvoir être aisément appliquées par les collectivités locales.

Il a donc fallu veiller à définir de façon claire les bâtiments publics comme le fait l'article 2, qui indique les bâtiments et les ouvrages exclus par l'application de la loi; à introduire et à intégrer les ?uvres d'art dans les immeubles concernés sur la base d'une flexibilité d'interprétation afin de parvenir aux résultats préconisés; à pouvoir modifier le pourcentage minimal des sommes affectées aux travaux à réaliser, afin que cela ne devienne pas un obstacle à la réalisation de l'insertion des ?uvres d'art dans les bâtiments publics.

Tout cela a été fait en fixant un montant minimal, mais sans préjuger la volonté éventuelle de la part de l'administration publique, Administration régionale ou collectivités locales, de dépasser le montant fixé à 2 pour cent. Et donc il est dit qu'au cas où il s'avérerait nécessaire l'administration intéressée pourrait modifier ce pourcentage et augmenter ce chiffre.

Nous avons essayé d'introduire des éléments de flexibilité dans cette loi dans le respect des dispositions de la loi même. D'ailleurs nous ne sommes pas les seuls à prévoir cette différenciation, je cite par exemple le cas de la Province de Trento qui a prévu une chose analogue. Il y a d'autres régions en Italie, car ce n'est pas la nôtre la première Région qui a mis sur pied une loi de ce genre. Il y en a au moins 5 ou 6 autres.

Les administrateurs des collectivités locales, qui sont concernés par ce projet de loi, ont apprécié cette intention, et il en fait bonne épreuve l'avis unanimement favorable que le Conseil permanent des collectivités locales a bien voulu exprimer à ce sujet le 19 octobre dernier.

On a cité la commission à l'article 5, on n'a rien inventé, c'est une commission qui a été proposée dans les autres régions, dans la Province de Trento et qui est proposée également par l'Etat dans une façon presque analogue.

Cela dit, tout en exprimant mon entière satisfaction ainsi que celle du Gouvernement pour le travail accompli, je saisis l'occasion pour remercier les représentants des collectivités locales pour avoir accueilli avec faveur ce projet de loi, parce qu'ils ont bien compris qu'il y avait un bon travail derrière et qu'on s'occupait des problèmes qu'ils avaient sur le tapis, justement pour l'impossibilité d'application de cette loi précédemment.

Je dois aussi adresser un mot de remerciement aux membres du groupe de travail qui ont pourvu dans des délais assez brefs à rédiger le projet de loi en question. Une loi qui, une fois approuvée par le Conseil, comme nous le souhaitons, permettra de combler un vide de notre législation régionale et de donner des certitudes aux administrations publiques pour l'application de ces dispositions de loi, qui existaient oui mais qui demeuraient quasiment inappliquées.

Un vide qui sera comblé, et voilà le jugement que nous y portons, par un instrument agile, aux critères très souples, capable de fournir les instruments utiles à l'application des dispositions nécessaires, permettant l'introduction des ?uvres d'art dans les nouvelles constructions d'intérêt public, tout en sauvegardant la capacité de décision de la part de chaque collectivité locale et de chaque administration publique. C'est pour ça que j'annonce le vote favorable sur ce projet de loi de la part du Gouvernement régional.

PrésidentNous procédons à l'examen du projet de loi, article par article.

Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 3:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 5:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 6:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 7:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote le projet de loi dans son ensemble:

Conseillers présents: 28

Votants: 23

Pour: 20

Contre: 3

Abstentions: 5 (Beneforti, Comé, Curtaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.