Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 26 du 28 septembre 1988 - Resoconto

OBJET N° 26/IX - COMMUNICATIONS DU PRESIDENT DE LA JUNTE.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):Permettez moi avant tout de m'associer aux paroles du Président du Conseil pour les condoléances adressées aux familles des disparus, illustres ou non. Au-delà de cela, on ne peut qu’exprimer notre sentiment et nos déclarations qui ont été faites par toutes les forces politiques en d'autres occasions pour les problèmes de la mafia.

Je voudrais également renseigner le Conseil sur les rencontres qui ont eu lieu à Rome pour la préparation du budget 1989: rencontres avec le Ministre des Régions, Maccanico, au cours desquelles une requête a été présentée et examinée lors de la conférence des Chefs de Groupe et une déclaration commune a déjà été faite à ce propos. Je ne crois donc pas qu’il y ait quelque chose à ajouter sinon qu’il n’y a pas eu l'intention de modifier la loi n° 690.

Hier a eu également lieu une rencontre de l'Assesseur Lanivi avec le Président de l'IRI, Prodi, pour reprendre les problèmes inhérents à la Deltacogne et à l'accord qui avait été signé au printemps dernier. Le Président s'est déclaré disponible pour une nouvelle rencontre dès que les travaux de la Commission auront repris. Il y aurait donc la possibilité de fixer les programmes de ces travaux suite au protocole d'entente signé par les forces politiques à l'issue de la dernier legislature.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonno; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.):Intendo esprimere il nostro disagio ed avanzare una nostra critica sul come si sta muovendo la Regione sulla questione del contenimento della spesa e del cosiddetto "taglio del riparto fiscale". Sull'argomento ci sono stati pronunciamenti autorevoli, perché della necessità del taglio non ha parlato uno qualunque, ma addirittura il Governo per bocca del suo Ministro del Tesoro, on. Amato.

Di fronte a questi pronunciamenti, sia il Presidente della Giunta sia l'Assessore Voyat hanno parlato a più riprese della necessità di mettere sul piatto un ragionamento che confronti le risorse che vengono trasferite dallo Stato alla Regione con le competenze che sono attribuite alla Regione dallo Statuto Speciale. Questo, però, non è mai stato fatto; c'è stata, invece, una risposta, che noi abbiamo definito "di basso profilo", circa trattative delle quali non conosciamo l'esito, mentre ci pare che ci sarà effettivamente, sempreché abbiamo ben compreso, una riduzione delle entrate.

L'Assessore Voyat dichiara che non sono previsti veri e propri tagli, ma limitazioni ai trasferimenti alle Regioni, che sono stati fissati nel 4 per cento in più. Ciò significa - mi pare di capire - che l'amministrazione del 4 per cento riguarda anche le entrate del riparto fiscale e, quindi, nei fatti si tratta di una limitazione del riparto fiscale.

Perché diciamo che la risposta è di basso profilo? Noi crediamo che su un tema di questo tipo ci debba essere una risposta alta della Regione, alta sul piano autonomistico e sul piano della ragione o dei ragionamenti. Noi non siamo tra coloro che vogliono schierarsi con la logica del "Boia chi molla!", noi invece siamo favorevoli a discutere sulle funzioni e sulle risorse necessarie per svolgere quelle funzioni e semmai siamo anche favorevoli a rivedere le funzioni tra la Regione e lo Stato, reclamando funzioni nuove che vengono svolte impropriamente in questa Regione dallo Stato. A questo intervento io non voglio dare alcun taglio polemico, ma reclamo una risposta vera da parte della Regione.

Come sapete, la Conferenza dei Capigruppo è stata convocata di corsa, mezz’ora prima del Consiglio, per fare un documentino che ha contenuti apprezzabili, ma sui quali non si è potuta svolgere neanche una seria discussione. Questa maggioranza è nata con un programma nel cui interno figurava anche la proposta di istituire una commissione rappresentativa di tutto il Consiglio, con il compito di valutare il rapporto generale tra la Regione e lo Stato, ma all'ordine del giorno di questo Consiglio non vedo nulla su questa Commissione. Secondo noi, è a quel livello che occorre attestarci ed è a quel livello che si debbono dare serie risposte a problemi di questo tipo.

Noi, infatti, lamentiamo un disagio che è presente nella popolazione: tra coloro che dicono che abbiamo troppi soldi, tra coloro che dicono che siamo dei privilegiati, tra coloro che mettono in dubbio anche le funzioni ed il rapporto tra le funzioni e le risorse. Torno a ripetere che la nostra opinione su questo tema è che la cosa non possa essere conclusa nel modo in cui si è conclusa o pare che stia per concludersi. Ribadiamo, quindi, che svilupperemo anche altre iniziative, affinché, come si dice di solito, su un tema di cosi grande importanza si faccia una azione di tipo unitario.

Nel corso di un dibattito svoltosi ieri in seno al Consiglio comunale di Aosta su di una vicenda di questo tipo, ho sentito che anche qualche democristiano ha preferito non votare un documento che pure mi sembrava particolarmente corretto sul piano costituzionale. Questo fatto mi preoccupa, anzi ci preoccupa, perché la nostra opinione è che, su un tema di cosi grande rilievo, bisogna che ci sia davvero uno schieramento quanto più unitario possibile.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.):Io intervengo su due punti che sono stati sollevati dal Presidente del Consiglio prima, ma che fanno riferimento anche ai poteri ed ai compiti della Giunta.

Il primo punto è quello della ineleggibilità e dei ricorsi di alcuni Consiglieri. Chiedo alle Presidenze del Consiglio o della Giunta se è stata notificata in via ufficiale la sentenza che riguarda la condanna, da parte della Corte dei Conti, del Consigliere Andrione e se è stata istruita qualche relazione da far pervenire al Consiglio in merito alle conseguenze di tale sentenza.

Il secondo punto ha carattere politico ed è già stato da noi sollevato durante il periodo estivo, anche perché non era possibile sollevarlo in Consiglio: esso concerne la questione delle Commissioni, delle quali il Presidente del Consiglio ha parlato ripetutamente. Dopo l'ultima adunanza del Consiglio sono stati insediati gli organi di direzione e di presidenza delle Commissioni. Con nostra somma sorpresa, però, alle forze di minoranza, oltre a non essere riconosciuta alcuna presidenza di Commissione, non è stato neppure attribuito alcun incarico di vicepresidenza o di segreteria.

A nostro giudizio, questo comportamento delle forze di maggioranza è estremamente grave. Nella maggioranza delle altre regioni, alle forze di minoranza è attribuito il compito di guidare alcune Commissioni consiliari permanenti; queste regioni sono: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Sicilia, Campania e Calabria. Tra queste ci sono tutte le Regioni più avanzate del Paese e ci sono anche le Regioni nelle quali la Presidenza della Giunta è attribuita ad un comunista, mentre nella nostra Regione non si è voluto tener conto del ruolo che hanno le Commissioni, che non sono organi di trasmissione della volontà dell'esecutivo, ma sono sedi di confronto per il miglioramento degli atti legislativi e, in alcuni casi, anche di quelli amministrativi.

Ancora più particolare è la protervia nel voler anche impedire il riconoscimento simbolico rappresentato dalle funzioni di Vicepresidente e di Segretario. Al Presidente competono, infatti, i compiti di convocazione e di direzione dei lavori della Commissione, mentre al Vicepresidente ed al Segretario, oltre a non competere alcuna indennità, competono solo funzioni sostitutive e di verbalizzazione. Ci pare veramente eccessivo ed irriguardoso nei confronti della minoranza l'aver voluto attribuire alla maggioranza tutti i quindici incarichi a disposizione. Comprendiamo che ci fosse la necessità di dare qualche grado ad ogni Consigliere della maggioranza, ma ci sembra che debba essere tenuto presente anche un certo rispetto per il ruolo della minoranza, che è importante in tutte le assemblee democratiche libere.

Noi chiediamo alla maggioranza di ripensare questa organizzazione delle Commissioni e diciamo che questo comportamento ci induce ad assumere un atteggiamento di grande vigilanza sulle intenzioni della maggioranza, perché temiamo che, se continuerà su questa strada, essa possa prevaricare in modo grave le competenze ed l ruolo del Consiglio regionale, cosa alla quale non siamo assolutamente disposti.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

GREMMO (U.A.P.):Presidente e colleghi, le preoccupazioni esternate dal collega Tonino sono le mie e lo ringrazio per aver richiamato con puntigliosa correttezza l'attenzione dell'esecutivo su un problema che non è certamente di secondaria importanza. Anch’io in effetti (e l’opinione pubblica con tutti noi) sono rimasto perplesso nel verificare che una delle motivazioni non espresse del dilatarsi della maggioranza ad una serie di forze espressione di partiti "romani" era derivata dal fatto che si pensava e si credeva che ciò avrebbe garantito in qualche modo una attenzione più diretta, da parte di chi può in quel di Roma, rispetto alle necessità, alle competenze e quindi alle prerogative autonomistiche della Valle.

Con una specie di doccia fredda, dopo poche settimane dalla formazione dell'esecutivo, che vedeva presenti in una posizione certamente importante gli esponenti della Democrazia Cristiana ed anche quelli del Partito Socialista Italiano, abbiamo avuto le dichiarazioni, che tutti conosciamo, relative ai tagli. A questo punto mi sento di fare con pacatezza, ma con molta fermezza questa riflessione: se il buon giorno (il cattivo giorno in questo caso) si vede dal mattino, ciò significa che la scelta di andare a cercare una "captatio benevolentiae" in quel di Roma, avendo un atteggiamento di riguardo rispetto agli esponenti locali di quei partiti, non è servita a molto, perché la logica che sta al fondo delle dichiarazioni (che per ora sono solo partite, ma con cui temo che dovremo confrontarci ancora di più, perché la logica è sempre quella) è di tipo centralizzatore, nel senso che, a mio avviso, tende a far pagare alle regioni o alle zone che, secondo qualcuno, hanno il difetto di essere ricche o prospere e di essere state capaci di costruirsi da sole la possibilità di avere qualche cosa, una situazione di degrado, di crisi o di deterioramento che certamente non è loro ascrivibile.

Sul nostro giornale noi abbiamo commentato che, invece di prendersela con i soldi dei valdostani e con i soldi del riparto fiscale dei valdostani, sarebbe stata più gradita una manovra di risanamento che andasse a colpire nel Mezzogiorno o in certe regioni dove esistono istituzionalmente parassiti a tempo pieno e mantenuti dalla collettività, che andasse a colpire un certo parassitismo di Stato e di parastato. Ben si farebbe opera di risanamento se si andassero a rivedere tutti i meccanismi di erogazione di sussidi a fondo perduto, dati ancora adesso a piene mani, quando non esiste più la Cassa per il Mezzogiorno, come se si fosse agenti della Cassa per il Mezzogiorno.

Ciò è per me del tutto inaccettabile ed hanno avuto ragione i colleghi Consiglieri che hanno richiamato l'esecutivo ad una puntigliosa attenzione sul fatto che in qualche maniera si voglia penalizzare chi non può e non deve essere penalizzato. Se si vuole risanare in qualche modo la finanza pubblica, si devono fare ben altre scelte ed in altre direzioni, non andando a ledere (ed in questo ha ragione il collega) le prerogative autonomistiche, anche sul piano finanziario, della nostra Valle.

Come corollario a questa situazione, a mio avviso grave e che è stata determinata dall'esecutivo centrale, vi è una strana campagna di stampa che il quotidiano locale ha attivato rispetto a questo problema. Io ho avuto modo di leggere un titolo che mi ha reso sgomento: "Con i contributi ci hanno rovinati!". Ecco, non si possono cambiare le carte in tavola e dire cose inesatte: la Valle non riceve da Roma dei contributi, ma si limita a rivendicare ciò che le compete. Purtroppo, i contributi li diamo anche noi, perché bruciano comunque i decimi che devono rimanere incontrollati o mal controllati in altre zone e che sappiamo che per la maggior parte non sono spesi a buon fine.

La Valle, quindi, non ha contributi da Roma, ma rivendica un sacrosanto diritto, secondo me estensibile altrove, perché non deve rimanere limitato solo a certe regioni, ma deve essere esteso a tutte quelle che dimostrano una loro possibilità e capacità finanziaria o che dimostrano di essere capaci di muoversi in questa direzione.

Io ho molto apprezzato un articolo che è uscito in questi giorni sul giornale di Nuova Sinistra, che riportava tutta una serie di dati estremamente puntuali ed importanti, dai quali risultava che oggi in Italia ci sono quattro regioni (Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto) che praticamente mantengono tutte le altre.

Ha ragione, allora, il Consigliere Tonino quando richiama l'attenzione sulla necessità di un approfondimento di un dibattito su questi temi; ciò significa che il meccanismo di prelievo, che vede praticamente queste quattro regioni mantenere tutte le altre ...

PRESIDENTE:Chiedo scusa, Consigliere Gremmo, ma la vorrei pregare di restare nei cinque minuti.

GREMMO (U.A.P.):Ho finito, per carità! Sono arrivato proprio alla fine.

Questa situazione, che vede un prelievo abnorme in certe regioni e lo sfascio completo e lo spreco generalizzato in altre, deve finire. Credo che su questo la nostra capacità autonomistica debba farsi sentire e mi auguro che l'esecutivo sia in grado di farlo.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Vicepresidente del Consiglio, Dolchi; ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.):Faccio un breve intervento sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Nella passata legislatura, dopo decenni, abbiamo finalmente approvato la forma ufficiale del gonfalone. Il Presidente del Consiglio ce l'ha indicato ed io l'ho già visto domenica scorsa, in occasione della presenza ufficiale alla cerimonia delle celebrazioni "Nel nome di Aosta". Mi stupisce (e lo faccio presente al Presidente del Consiglio, perché se ne faccia interprete presso gli uffici della Presidenza) che il gonfalone, cui sono stati resi gli onori perché è insignito di medaglia d'oro alla Resistenza, non abbia la medaglia d'oro attaccata, come l'aveva il precedente. Rivolgo, quindi, una esortazione affinché questa medaglia d'oro venga attaccata al gonfalone. Ciò è importante e significativo perché essa ci richiama alla vita democratica che durante la resistenza si auspicava.

Alla esortazione formale affinché la medaglia d'oro trovi il suo giusto posto, io vorrei aggiungere l'esortazione che anche la vita democratica trovi il suo giusto posto e che la resistenza unitaria, che ha permesso la vittoria popolare sul nazismo e sul fascismo, nonché la conquista dell'autonomia, sia ancora uno strumento del Consiglio regionale della Valle d'Aosta nel rapporto fra potere e Consiglio. Ecco, quella resistenza ha voluto dire: autonomia, bilinguismo, conquiste sociali importanti e Statuto, nel cui articolo 12 è inserita l’importante voce del riparto fiscale", alla quale si sono rivolti alcuni colleghi che mi hanno preceduto.

Ebbene, esprimendomi in francese, così forse sarò più chiaro per il partito di maggioranza relativa, io dico che sur les grands problèmes on ne peut pas ignorer la vie démocratique; sur les grands problèmes on ne peut pas ignorer l'unité qui doit être à la base de l'action politique. L'unité qui a permis la victoire dans la Résistance, l'unité qui est des élus; et l'unité des élus comprend le pouvoir, la majorité mais aussi le Conseil régional. Je suis ému et en même temps déçu: pendant un mois par les journaux et par des ministres des déclarations ont été faites sur les fameux "tagli" et qui concernaient la vie du budget de la Vallée d'Aoste, ses recettes et l'importance de ses recettes; pendant ce mois il n’y a pas eu une initiative du Conseil, mais surtout du pouvoir, de la majorité pour rappeler non seulement le Conseil à se prononcer officiellement. Une réunion extraordinaire on la fait lorsqu’un collègue fait un recours par voie judiciaire; je crois que sur un problème si important du point de vue politique une convocation extraordinaire, même urgente, pouvait être faite sur la demande du Président du gouvernement régional et du Gouvernement régional. En effet le pouvoir et la majorité, je le répète, ne peuvent pas ignorer le Conseil mais surtout ne peuvent pas ignorer, ne peuvent pas cacher les pourparlers aux valdôtains, les pourparlers qui se font à Rome, ne peuvent pas ne dire clairement ce qui se passe; je crois que les temps où le sénateur Page disait que "con Roma bisogna lavorare sott'acqua, cosi si ottengono maggiori risultati", est une période dépassée. Je crois que si nous voulons avoir une vraie démocratie, mais surtout une vraie autonomie et une collaboration de toutes les forces politiques, il faut être clair, il faut venir dans cette salle pour discuter des problèmes les plus importants, il faut rechercher l’unité qu’il y avait dans la Résistance, il faut surtout être conscient qu’on ne peut pas gagner des batailles avec des petits pourparlers dans les couloirs des ministères de Rome, mais seulement si on réalise l'unité de toutes les forces vraiment autonomiste et nous nous y mettons, nous les communistes, nous nous y mettons dans ces forces parce que pendant la Résistance on a donné notre contribution et nous sommes encore prêts à la donner maintenant tant à Aoste qu’à Rome.

Merci.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.):All'inizio di questo Consiglio anch'io mi aspettavo un'ampia esposizione da parte dell'esecutivo, ed in particolare da parte del Presidente della Giunta, sulla questione dei rapporti finanziari con lo Stato italiano. Credo che si tratti di una questione di principio di estrema importanza, al di là della cifra che può essere coinvolta in questa eventuale opera di contenimento da parte dello Stato, al di là del fatto che i milioni siano pochi o tanti.

Sicuramente io credo che ci sia un elemento di disagio, che dobbiamo esprimere, in relazione al fatto che sulla presente questione non ci sia stata un'ampia discussione consiliare, ma ci sia stata solo una affrettata riunione dei Capigruppo, convocata alle 6 per le 6,30, con una partecipazione anche limitata, perché non c'erano tutti i Capigruppo, dalla quale è scaturito un documento che non è stato approvato da tutti i Capigruppo e che probabilmente il Consiglio non ha mai esaminato e discusso, pur sapendo che a giorni ci sarà una nuova convocazione del responsabile della Giunta regionale davanti al Consiglio dei Ministri, per esprimere un giudizio o un parere sulle proposte che sono state fatte.

Io credo quindi che, partendo da queste considerazioni, una discussione in Consiglio sarebbe stata e sarebbe comunque estremamente opportuna tuttora, perché bisognerebbe che ogni Gruppo dicesse chiaramente che cosa ne pensa delle proposte che sono state fatte, dell'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta e della direzione in cui vogliamo andare. Non credo neanche che questo possa avvenire nel modo in cui lo stiamo facendo questa mattina, anche se certamente non per colpa nostra, perché non si può affrontare questo argomento con una relazione che non è stata fatta, con degli interventi che vanno sull'argomento, ma inframmezzati da altre questioni che non c'entrano per niente. Ecco, non mi sembra che sia questo il modo più opportuno.

Rimane il fatto, però, che sull'argomento bisogna pur dire certe cose e quindi io vorrei fare alcune considerazioni, pur molto rapidamente e sempre restando nei tempi molto limitati che sono consentiti sulle comunicazioni del Presidente della Giunta.

Condivido l'osservazione fatta dal Consigliere del Partito Comunista Italiano, Tonino, anche di fronte alla proposta, che può essere vista come limitativa, del contenimento del 4 per cento delle risorse destinate alla Valle d'Aosta per il 1989, che apparentemente non va a modificare la legge 690, mentre in realtà va a cambiare radicalmente le cose, perché dice che non vengono più attribuite tutte le quote spettanti, delle quali anzi propone una riduzione. A ciò, ovviamente, noi dobbiamo dare una risposta che, come giustamente ci viene chiesto, deve essere di tipo alto.

Per quanto ci riguarda (ed in questo ci differenziamo dalla posizione del Partito Comunista Italiano), non riteniamo che risposta alta significhi andare a dire: "La 690 non si tocca, questo è l'ordinamento finanziario che noi vogliamo vita-natural-durante per la Valle d'Aosta!". No, perché noi abbiamo sempre detto e continuiamo a dirlo (ne siamo convinti da una marea di dati e ormai è scritto anche nella relazione ufficiale che la 690 è una legge sbagliata ed iniqua, che nessuno Stato con un minimo di coscienza in se stesso avrebbe mai approvato. Del resto, basterebbe ripercorrere le traversie del provvedimento, partendo dall'atteggiamento dell'allora Presidente della Repubblica, Pertini, che non voleva firmarlo, per renderci conto che si tratta di un provvedimento del tutto sbagliato, che non sta in piedi sotto nessun aspetto.

Personalmente, quindi, non sono dell'avviso che il nostro atteggiamento debba essere quello di dire: "Facciamo le barricate intorno alla legge 690/81 e da qui non ci muoviamo!", perché è un atteggiamento sbagliato e controproducente. Il nostro atteggiamento, invece, sempre partendo dal fatto che comunque questa legge viene messa in discussione, deve essere quello di andare a conquistare una maggiore certezza di autonomia finanziaria cosa questa che ci interessa in modo determinante. Io credo che, più della quantità di soldi, sia importante il fatto di avere una garanzia certa di autonomia finanziaria e una qualità di risorse, cioè un certo tipo di risorse.

La proposta, allora, che noi facciamo non da oggi, ma da anni, è che ci sia un impegno (e credo che questa sarebbe si una risposta alta ed una grande vittoria autonomistica) da parte di tutto il Consiglio e da parte di tutte le forze politiche, affinché la quota dei tributi erariali spettanti alla Regione Valle d'Aosta sia inserita nello Statuto Speciale e diventi quindi una quota certa, non manomettibile anno dopo anno da una legge ordinaria dello Stato. Nello Statuto adesso c'è scritto che alla nostra Regione spetta una quota, la cui determinazione è però lasciata alla legge ordinaria che, come ben sappiamo, può essere modificata nell'arco di un mese. Noi chiediamo, invece, che questa quota sia stabilita per statuto: solo questo ci può dare una garanzia certa e stabile, anche rispetto al futuro, perché una norma statutaria è difficilmente modificabile; una sua modifica, infatti, dovrebbe seguire delle procedure molto lunghe e complesse e coinvolgerebbe altri grossi problemi.

Noi, quindi, riteniamo che sia questa la battaglia che dobbiamo fare per il futuro. Per l’immediato, invece, il problema è di indicare l'atteggiamento della Regione Valle d'Aosta nei confronti di un problema di contenimento del deficit. Abbiamo un bilancio dello Stato che ha un disavanzo di 150.000 miliardi e quindi credo che sia saggio il tentativo del Governo di dire: "Cerchiamo di contenere questo deficit, altrimenti sicuramente lo pagheremo con l’indebitamento di tutti attraverso l'indebitamento pubblico". Va dato un aiuto in questo senso e credo che anche la Valle d'Aosta debba dare il suo contributo, però questo contributo, a mio avviso, non va dato nei termini di andare a manomettere le leggi che riguardano queste cose, ma va dato in termini tali da portare nella giusta direzione.

Secondo me, una controproposta possiamo farla dicendo ai Ministri competenti ed al Presidente del Consiglio dei Ministri: "Noi non siamo disponibili al discorso del contenimento del 4 per cento, che ci sembra pericoloso dal punto di vista del principio e non tanto per l'entità della somma in sé, perché non si tratta del resto di somme "drammatiche"; noi siamo, invece, disponibili a fare un sacrificio sotto un altro aspetto". C'è una voce del bilancio regionale su cui è opportuno andare a fare dei tagli ed è l'IVA da importazione, che è un'entrata impropria per la Regione Valle d'Aosta, tant’è che nessuna Regione, né ordinaria né a statuto speciale, ha i nove decimi dell'IVA da importazione.

La nostra proposta, allora, è che per il 1989 ...

PRESIDENTE:Consigliere Riccarand, la pregherei di concludere.

RICCARAND (N.S.):Concludo subito. La nostra proposta è che per il 1989 ci sia la disponibilità ad una riduzione della quota dell'IVA da importazione spettante alla Regione Valle d'Aosta. Noi crediamo che in questo modo si possa dare un segno di disponibilità si possa indicare una via d'uscita e offrire anche un certo contributo alle proposte di contenimento del Governo e, nello stesso tempo, ci sembra che così non si intacchi tutta un'altra serie di quote tributarie che ci spettano per principio.

Torno a ripetere, però, che la questione grossa per il futuro è l'autonomia finanziaria, per la quale, a mio avviso, dobbiamo condurre una battaglia per inserire la quota di riparto che ci spetta nello Statuto Speciale.

BICH (Presidente del Consiglio):Prima di passare ad altri interventi vorrei formalmente eccepire che non è stata convocata alcuna Conferenza dei Capigruppo, la quale, essendo un organo del Consiglio regionale, avrebbe dovuto essere convocata dal sottoscritto, ma ciò non è avvenuto.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):A propos de la répartition financière et des problèmes inhérents au budget 1989, je crois que tous ont pu voir ce qui c'est passé pendant l’été et les journaux en ont parlé à maintes reprises; je suis même surpris de savoir ici quel est le déficit de l'Etat que les Ministres de l'Etat ne connaissent pas, de savoir quelles seront les intentions des propositions financières que personne n'a encore annoncées, ni au Président de la Junte, ni aux Assesseurs, sauf des indications qu’ils allaient reprendre et soumettre à l'attention de l'Administration régionale. C'est justement pour ces raisons qu’on n'a pas prévu de faire des convocations extraordinaires du Conseil, car on aurait dû débattre sur un problème que personne ne connaissait.

Je crois que jusqu’ici il n’y a pas eu de proposition concrète pour ce qui concerne le budget 1989 de l'Administration de la Vallée d'Aoste.

Il y a eu des pourparlers, il y a eu une rencontre au sujet de laquelle j'ai renseigné le Conseil, avec le Ministre Maccanico, et au cours de laquelle on nous a annoncé que l'intention du Gouvernement était de prévoir un "contenimento" avec une formule qui devait encore être étudiée, face au déficit de l'Etat. C'est tout. Lorsqu’il y aurait une proposition il y aurait une nouvelle convocation de la part du Président de la Junte. Cette convocation avait été annoncée pour la semaine dernière, il n’y a pas eu de réunion, on attend cette rencontre ces jours-ci. Donc, lorsqu’il y aura effectivement une proposition on pourra en discuter en termes concrets.

Au-delà de ce problème, je croyais que, dès l'instant où il y avait des communications, on ne pouvait pas ouvrir le débat sur un thème aussi important. Je vais donc annoncer que non seulement il y aura une rencontre, lorsqu’il y aura une proposition (le Gouvernement demandera au Président du Conseil d'avoir une rencontre des Chefs de Groupe), mais il y aura aussi la possibilité de débattre sur ce thème dans la mesure que les différents Conseillers estimeront opportune.

Parallèlement, à propos de la commission, c'est vrai, nous avons annoncé qu’il y aurait une commission à ce sujet et de plus une autre commission pour le problème de 1992. Je crois que les problèmes de la répartition financière et ceux concernant les budgets de l'Administration régionale sont étroitement liés aux problèmes de 1992. C'est justement pour cela que des rencontres seront prévues aux fins de la formulation de commissions compétentes en la matière.

Tout le monde pourra s’exprimer. Inutile de dire que l'Administration régionale a déjà donné la possibilité aux Ministres, Amato et Maccanico, d’évaluer les recettes revenant à l'Administration régionale et qui doivent être utilisées pour les frais concernant les compétences que tout le monde connaît, je crois.

Il sera donc possible de préparer un dossier qui soit le plus complet possible, et que l'Assessorat compétent élabore actuellement de concert avec les différentes compétences des différents Assessorats et en tenant compte des compétences qui nous concernent pour avoir la possibilité d'en débattre le moment venu. Il est donc inutile d’ajouter ici d'autres considérations.

Pour ce qui est de la requête avancée par M. Mafrica quant aux éventuelles communications, à propos de la Cour des Comptes au sujet d’éventuels Conseillers régionaux, je dois vous dire que jusqu’ici je n'ai rien reçu à ce sujet. Je suis vraiment étonné qu’au lieu de donner des nouvelles sûres on continue à en parler aux différents niveaux de la presse. Lorsque je recevrai ce dossier, je le transmettrai, comme je l'ai toujours fait, à la Présidence du Conseil, aux Conseillers, afin d’évaluer s'il y a lieu les différents documents.