Objet du Conseil n. 96 du 19 octobre 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 96/IX - RIPRISTINO DELLA FUNZIONALITÀ DELLA FERROVIA AOSTA PRE'-SAINT-DIDIER. (Interrogazione)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino, iscritta al punto 6 dell'ordine del giorno.
INTERROGAZIONE
La Ferrovia Aosta - Pré-Saint-Didier era stata chiusa "per ferie" nel passato mese di agosto; soltanto le decise opposizioni politiche e sindacali avevano evitato che si creasse un precedente potenzialmente utilizzabile per la temuta soppressione della linea dell’Alta Valle.
Recentemente la tratta ferroviaria è stata interrotta alla stazione di Morgex a causa dell'inagibilità della Galleria di Mont Bardon e sembra che l'Ente Ferrovie dello Stato non intenda provvedere al ripristino del tratto Morgex - Pré-Saint-Didier per non impiegare fondi in una linea a scarso traffico.
Preoccupati del fatto che la riduzione di percorso possa rappresentare una anticipazione della volontà di chiusura dell'intera linea, i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERROGANO
l'Assessore competente per sapere:
1) se la Regione ha preso qualche iniziativa volta a sollecitare il ripristino del tratto oggi inagibile;
2) a che punto si trova la preannunciata convenzione tra Regione ed Ente Ferrovie dello Stato e quale soluzione in tale accordo è stata prospettata per la linea Aosta - Pré-Saint-Didier.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.): La caduta di pietre nella galleria di Mont Bardon ha indotto la Direzione compartimentale delle FF.SS. di Torino a chiudere per precauzione quella galleria al traffico ferroviario, ma senza adottare alcun provvedimento di manutenzione, che infatti non è attuato dalla Direzione compartimentale sulle linee incluse nella rete che l'apposita commissione ministeriale definisce "a scarso traffico di interesse locale", nella quale è inserita appunto la tratta Aosta - Pré-Saint-Didier.
Noi non siamo d'accordo con questa interpretazione, perché, in base al D.M. n. 73 del 15 aprile 1987, l'Ente FF.SS. è tenuto "ad assicurare il mantenimento in buono stato del complesso delle infrastrutture esistenti, almeno fino al giugno 1989". Poiché le opere di pulizia e bonifica della volta della galleria non costituiscono investimenti di potenziamento e di rinnovamento della linea, ma servono esclusivamente per il mantenimento in buono stato della galleria, ne consegue che la decisione della Direzione compartimentale delle FF.SS. è da considerare arbitraria.
Detto questo, in successive riunioni, l'ultima delle quali è avvenuta a Torino mercoledì scorso, si è provveduto a sollecitare la riapertura della galleria ed a dichiarare la nostra disponibilità ad intervenire, sempreché ovviamente ci vengano fornite garanzie per evitare che i nostri sforzi siano vanificati da successive decisioni di chiusura della linea. La nostra disponibilità politica ad intervenire è collegata alla volontà di mantenere in vita la linea.
Molti, infatti, sono i miliardi che le Ferrovie dello Stato hanno speso sulla linea in questione, in applicazione del programma integrativo delle FF.SS. del 1981, che rischiano di essere stati utilizzati invano per una successiva ma contraddittoria riclassificazione della linea; basti ricordare il paramassi in prossimità di La Salle, che tra l'altro si presenta con un impatto ambientale piuttosto sgradevole.
Per quanto ci riguarda, abbiamo provveduto a far effettuare un sopralluogo ed una ricognizione, nonché un'analisi della situazione della galleria, dai nostri tecnici, dall'ing. Devoti e da un'impresa specializzata in gallerie ferroviarie, che oggi opera sul secondo lotto della tranvia che da Cogne raggiunge Acque Fredde.
La nostra posizione è tesa ad avviare una possibile collaborazione con le FF.SS. a condizione che queste ultime si pronuncino in un certo modo sulla linea, altrimenti non solo gli interventi da noi effettuati, ma anche quelli da loro già effettuati rischierebbero di essere vanificati.
Nel merito dell'intervento della Regione in un servizio pubblico riservato alla competenza statale, occorre tener conto che il Governo ha individuato proprio nel settore dei trasporti, che interessa particolarmente la Valle d'Aosta, alcuni tagli che ci devono far meditare: l'abolizione pressoché totale dei fondi per nuovi investimenti e, cosa ancora più grave, la modifica dei parametri, nel senso che la legge finanziaria, superando il vecchio metodo di calcolo basato sul numero dei chilometri, prevede che i contributi al settore trasporti vengano concessi sulla base dei passeggeri trasportati. E' ovvio che la Valle d'Aosta, con una popolazione di soli 113.000 abitanti, subirebbe una decurtazione molto consistente, che porrebbe il suo intero settore trasporti in una condizione estremamente critica. La finanziaria non è stata ancora approvata, però l'articolo in questione, che sta mobilitando tutti gli interessi che si troverebbero coinvolti da una simile decisione, sarebbe altamente punitivo per l'insieme del trasporto pubblico della nostra Regione.
Nel merito della seconda parte dell'interrogazione, che si riferisce alla convenzione che abbiamo presentato nella sessione di maggio della Conferenza regionale dei trasporti, posso dire che siamo ancora in attesa di una risposta da parte della Direzione compartimentale delle FF.SS.. Nel corso dell'ultima riunione tra Direzione compartimentale delle FF.SS., Regione Piemonte, Regione Valle d'Aosta e organizzazioni sindacali, svoltasi a Torino mercoledì scorso, abbiamo nuovamente sollecitato il Vicedirettore compartimentale a dare una pronta risposta in proposito.
Com'è noto, la convenzione mira a studiare insieme alle FF.SS. ogni possibile soluzione per ottimizzare subito le risorse esistenti e per effettuare interventi mirati alla creazione di un sistema ferroviario regionale con un modello di esercizio che comporti frequenze uniformi e razionalmente distribuite, nonché un riclassamento dell'intera linea.
La nostra disponibilità è stata ribadita anche nel corso delle riunioni del gruppo di lavoro istituito dalla Regione Piemonte con i sindacati, dove, per salvare la linea, è stato ipotizzato di operare attraverso una diversa sistemazione o eliminazione dei passaggi a livello ed una sensibile riduzione delle spese di esercizio al fine di contrarre l'attuale disavanzo. Tra parentesi informo il Consiglio che non abbiamo concordato su alcune cifre che, forse a scopo tattico, il Compartimento ha fornito sull'attuale disavanzo.
Le riunioni continuano ancora e posso dire che, per quanto concerne uno dei punti ritenuti importanti dal Compartimento ferroviario di Torino, insieme all'automazione dei comandi sulla linea, cioè sulla riduzione dei passaggi a livello, abbiamo già provveduto a fare una riunione con i sindaci interessati, per esaminare dove è possibile accorpare o eliminare i passaggi a livello.
Nel corso dell'ultima riunione di Torino, che aveva soprattutto un significato tecnico, la Direzione compartimentale si è riservata di fornire delle risposte di tipo politico, anche perché la nostra disponibilità, più volte ribadita, va misurata e confrontata con una decisione politica delle FF.SS., nel senso che il nostro atteggiamento vale solo in presenza di un orientamento politico delle FF.SS. volto all'effettivo mantenimento della nostra linea ferroviaria. In caso contrario rischiano di essere vanificati sia i nostri interventi, che quelli delle FF.SS..
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Mi pare che l'atteggiamento della Regione, per quel che riguarda l'agibilità della galleria di Mont Bardon, sia da condividere. Mi permetto, semmai, di sollecitare la Giunta a far sì che questa ormai lunga trattativa tra Direzione compartimentale delle FF.SS. e Regione giunga a qualche sbocco concreto, altrimenti i fatti potrebbero porci di fronte a situazioni irreversibili.
