Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 889 du 7 octobre 1999 - Resoconto

OGGETTO N. 889/XI Impegno all'adozione di un disegno di legge relativo alla forma di governo regionale ed alla connessa legge elettorale. (Approvazione di mozione)

Mozione Tenuto conto dei progetti di legge costituzionali in discussione in Parlamento relativi alle nuove attribuzioni di competenza alle regioni a statuto speciale in materia di forme di governo e leggi elettorali;

richiamata la propria risoluzione approvata nella seduta del 22 settembre 1999

Il Consiglio regionale

Si impegna

a predisporre ed adottare un disegno di legge organico relativo alla forma di governo ed alla connessa legge elettorale entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge costituzionale attualmente in discussione in Parlamento.

F.to: Fiou - Cottino - Martin

PresidenteLa parola al Consigliere Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) Non voglio, con questa mozione, riaprire, in quest'aula, il dibattito sui due temi che hanno caratterizzato tutta la vicenda della legge costituzionale; do per scontato quindi tutta una serie di cose che sono state dette nella precedente seduta consiliare.

Richiamo solo due temi, quelli dello sviluppo dei rapporti fra Stato e Regione e quello della riforma della politica. Di quest'ultima fanno parte le scelte su proporzionale o maggioritario; l'elezione diretta del Presidente; eccetera.

Sul primo di questi temi si è aperto un confronto che ha verificato convergenze e differenze; è normale, direi, che su un tema di questa portata, ci possano essere differenze, altrimenti militeremmo tutti in una stessa forza politica; questo confronto avrà molte occasioni per proseguire, io spero con spirito costruttivo.

C'è stato in proposito nella scorsa seduta un impegno di tutte le forze di maggioranza e non solo, per affrontare in modo costruttivo almeno il passo contingente dei pareri da far arrivare a Roma sulla legge costituzionale; mi pare che si sia aperta la strada verso una soluzione positiva.

Sulle prospettive più a lunga scadenza ci saranno occasioni per rimettere a confronto le posizioni. A tal fine ricordo solo che c'è anche una commissione pensata ad hoc, e quindi potrebbe riaprirsi l'occasione per un confronto su come fare ripartire la stessa coinvolgendo tutti quanti.

Sul secondo punto, quello della riforma della politica: leggi elettorali, eccetera, il dibattito ci ha visti concordare sull'opportunità di rinviare l'approfondimento, separandolo dal condizionamento di un tentativo di dare per risolto il problema con un atto calato dall'alto; tentativo che di fatto voleva modificare le nostre competenze in materia di legge elettorale. Rinviare l'approfondimento però con la certezza di farlo nella sede opportuna, in quest'aula consiliare, ma farlo in tempi definiti. Il significato della mozione è solo questo: sollecita la realizzazione di una proposta da me avanzata, accolta dal Presidente della Giunta nelle sue conclusioni, e vuole anche smentire battute ironiche attraverso le quali nella scorsa seduta consiliare si presagiva l'affossamento "sine die" della volontà della maggioranza di affrontare il problema in questione.

Le conclusioni sostanziali del percorso che la mozione vuole avviare saranno ovviamente quelle che il dibattito politico definirà, e quindi qui valgono le leggi della democrazia.

PresidenteÈ aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (PVA-cU)Forse il mio intervento sarà un po' meno ecumenico rispetto a quello del Consigliere Fiou, che mi ha preceduto.

Credo che questa breve mozione, che ha avuto anche un parto piuttosto difficile nel corso del passato Consiglio, per poi non essere ammessa ed essere ripresentata oggi, ha quanto meno due letture politiche, solo apparentemente contraddittorie. Sarebbero contraddittorie se non avessimo seguito l'iter dei lavori su questo tema la scorsa seduta.

C'è una lettura più nobile, di cui mi occuperò successivamente, e c'è una lettura meno nobile - non voglio utilizzare il nome ignobile perché mi sembra eccessivo - che è riferita alla necessità che ha questa mozione di ricucire due strappi: uno che è avvenuto in quest'aula e un altro che è avvenuto a Roma. Di cosa si tratta?

Dobbiamo ricordarci cosa è successo nella scorsa seduta. Venne presentata una risoluzione sottoscritta da 3 Capigruppo, 2 della maggioranza e 1 della pretesa opposizione?

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

? chiedo scusa per il lapsus, pretesa va bene? Mi interessava la "pretesa", dicevo, della pretesa opposizione, risoluzione che veniva votata anche dal gruppo dei DS in maniera sorprendente, perché questa risoluzione diceva l'esatto contrario di quello che il Capogruppo dei DS aveva sostenuto nel dibattito precedente. Ovviamente si trattava da parte del gruppo dei DS di un atteggiamento di fedeltà alla maggioranza e quindi si è trattato di un voto dato magari controvoglia, ma che aveva il significato politico di non allargare una frattura che ai più pareva evidente.

Ecco allora che questa mozione ha lo scopo di ricucire, è una sorta di risarcimento che le altre due forze di maggioranza devono concedere ai DS per poter presentarsi all'opinione pubblica valdostana con una faccia un po' più presentabile. E questo è il primo effetto di questa lettura meno nobile.

C'è poi un secondo effetto, noto peraltro a tutti, che è quello di permettere attraverso il voto su questa mozione ai Commissari diessini a Roma di fare quello che un deputato di AN a me poco simpatico ha definito "il voltafaccia". Lo abbiamo letto sui giornali questo atteggiamento dei Commissari DS a Roma, che in un primo tempo hanno presentato gli emendamenti che andavano in una certa direzione, e poi a seguito della risoluzione inviata a Roma hanno cambiato atteggiamento e assunto un atteggiamento più morbido.

Tutte cose dal punto di vista politico legittime, però dobbiamo avere la coscienza che il voto di questa mozione oggi costituisce più che un cerotto, due cerotti, uno più piccolo qui e uno più grande a Roma, su una ferita che era stata inferta alla credibilità di una posizione politica. E questa è la lettura meno nobile della mozione.

Ritengo però onestamente che questa mozione contenga anche una lettura più nobile, perché di fronte alla riserva di molti di noi rispetto alla volontà del Consiglio regionale di esprimersi sulla forma di governo in Valle d'Aosta, impegna il Consiglio stesso a pronunciarsi nel termine di 18 mesi dall'entrata in vigore della legge costituzionale attualmente in discussione al Parlamento.

Si potrebbero fare alcune osservazioni rispetto alla necessità di questo impegno: può sembrare pleonastico che il Consiglio regionale impegni sé stesso a fare una cosa che può fare ogni giorno; però capisco che l'esigenza di congelare oggi per tirare fuori dal freezer fra 18 mesi questa proposta renda auspicabile, in particolare dal punto di vista dei proponenti, proprio per i ragionamenti che ho fatto prima, che questo impegno venga formalizzato dalla maggioranza.

E la ritengo particolarmente importante questa cosa, perché c'è stata a dire il vero non da parte del Consigliere Fiou, ma da parte del Consiglio regionale, delle forze politiche di maggioranza, una grave sottovalutazione dell'importanza di questa riforma sul punto competenza in materia di forma di governo, perché come sempre - ho sentito anche interviste a vari esponenti degli Autonomisti - ci si accanisce su questioni di procedura, ci si accanisce su a chi spetta l'iniziativa, se è più giusto che l'iniziativa sia periferica, sia centrale, e poi ci si dimentica dei dati di fatto! Nell'ambito della maggioranza l'unico Consigliere che ho sentito dire delle cose condivisibili, a mio giudizio, in questo senso, è proprio il Consigliere Fiou, che ha affermato: attenzione perché qui possiamo discutere di tutto, ma la Valle d'Aosta per la prima volta potrà modificare la forma di governo, o magari la seconda volta, mi suggerisce il Presidente, però per la prima volta attraverso una legge regionale, non attraverso il meccanismo ad approvazione "aggravata" delle leggi costituzionali. Quindi c'è una delega evidente alla Regione, che va in senso federale. Questo mi sembra un dato positivo da cogliere, perché a volte quest'enfasi autonomistica fa concentrare di più sulle procedure che sulla sostanza.

E questa miopia, secondo me, è stata in questi giorni di commenti ancora più grave, perché non si è tenuto conto di un dato oggettivo: che tutte, dico tutte le modifiche proposte in sede parlamentare, tutti gli emendamenti ampliavano le competenze della Regione autonoma. Non ho letto un solo emendamento che dicesse che la forma di governo veniva riservata allo Stato. La forma di governo veniva demandata alla potestà sovrana del Consiglio regionale, poi si discuteva se a maggioranza assoluta o meno, eccetera, ma questo è un altro tema su cui non voglio entrare. Anche se sarebbe interessante che ognuno esprimesse la propria opinione.

Un'ultima considerazione meno positiva sempre a proposito degli effetti positivi, se mi è consentito il bisticcio di parole, è sul fatto che comunque questo impegno è privo di contenuti, ed è una cosa che mi preoccupa dal punto di vista più teorico perché sempre il sottoscritto ha lamentato in tutti questi giorni di dibattito sul tema il fatto che si discutesse della forma e non della sostanza. Poi c'è il Consigliere Ottoz che dice che in certi casi la forma è più importante della sostanza, ma io non sono d'accordo, perché voglio sapere se la Regione Valle d'Aosta acquisisce autonomia su una certa materia per farne che cosa. Non c'è un'autonomia sempre buona, è un po' il vecchio discorso dell'uso del coltello, che può servire per tagliare il pane, e va bene, può servire per uccidere una persona, e va male: l'autonomia è come un coltello, però voglio sapere come lo si usa! E qui, ancora una volta, non si dice niente, questo perché com'è normale e legittimo probabilmente all'interno delle forze di maggioranza le opinioni sono diversificate, e probabilmente, anzi sicuramente, all'interno degli stessi gruppi di maggioranza le posizioni sono diversificate, e la cosa non mi stupisce, perché in materia istituzionale dovrebbe essere la regola questa. Però è un limite che si vada già a dire oggi che il Consiglio si occuperà entro 18 mesi di una riforma così importante, senza dare alcuna indicazione.

Per quanto riguarda il primo intervento, avrei finito nell'esporre le mie argomentazioni, mi riservo di tornare, se necessario, in un prossimo intervento sull'oggetto della mozione stessa.

PresidenteLa parola al Consigliere Frassy.

Frassy (FI)Il nostro gruppo è abbastanza perplesso di fronte a questa mozione, perché questa è, per certi versi, la continuazione del dibattito precedente, e mi riferisco al dibattito sulla sanità. Ci sembra che sia quel dibattito, sia questa mozione, innovino, e non so fino a che punto in termini positivi, quella che era la procedura e l'operatività di questo Consiglio.

Sulla sanità l'Assessore, più che dare delle soluzioni, ha svolto una relazione che poteva essere oggetto - a seconda dei punti di vista - di una conferenza piuttosto che di un comizio, e si è impegnato a fare quello che non aveva fatto. Questa è la sintesi di un'intera mattina di riflessioni fatte sulla sanità.

Questa mozione, che porta come prima firma quella del Capogruppo dei diessini, è una mozione che era arrivata con polemiche fuori tempo massimo lo scorso Consiglio, dopo un lunghissimo dibattito che aveva avuto un oggetto specifico, ossia la discussione a livello parlamentare delle leggi di riforma degli statuti delle regioni a statuto speciale, e la sensazione che abbiamo è che si cerchi di rafforzare una propria posizione politica, piuttosto che di produrre un risultato politico.

Stamani l'Assessore Vicquéry era preoccupato di rafforzare la sua posizione politica, questo pomeriggio il gruppo dei DS è preoccupato di riposizionare il proprio ruolo politico più che all'interno di quest'aula all'interno della maggioranza e forse, soprattutto, della sua opinione pubblica. Anche perché il Consiglio regionale, sappiamo tutti che è sovrano e non ha bisogno di autoimpegnarsi con una certa formalità, soprattutto quando questo autoimpegno viene dalle forze di maggioranza, che hanno i numeri e di conseguenza la capacità di governo mentre è normale che le forze di minoranza o di opposizione si presentino al cospetto dell'aula chiedendo l'impegno del Consiglio, o meglio della Giunta. Non abbiamo noi i numeri, non abbiamo la forza di governo che ci consente di arrivare a certe conclusioni!

Allora diventa curioso che il Consiglio regionale impegni sé stesso, e che l'impegno a sé stesso venga richiesto in blocco dalle forze di maggioranza, e apro un inciso. Non dimentichiamo che su questo dibattito, nello scorso Consiglio, la maggioranza era un po' diversa, perché la maggioranza del dibattito consiliare aveva visto per un certo momento il PDS fuori e gli Autonomisti dentro, mentre la maggioranza in sede di voto ha visto insieme agli Autonomisti che si erano affacciati, il rientro del gruppo dei DS.

E allora voi cosa proponete? Proponete che il Consiglio si impegni. Ma noi pensiamo che faccia parte dei diritti-doveri di ogni gruppo politico formulare delle proposte.

Voi però volete solennizzare questo momento e lo volete solennizzare con l'adozione di un disegno di legge; è pochino, molto poco! Normalmente quando si chiede un impegno, lo si chiede soprattutto su un percorso, su un principio; qua, invece, chiedete semplicemente che il Consiglio si impegni a fare quello che deve fare, a legiferare, perché questa è l'estrema conclusione di questa impegnativa. Non ipotizzate un principio di governo privilegiato rispetto ad altri, non ipotizzate una legge elettorale di un tipo piuttosto che di un altro tipo, ma ipotizzate una previsione temporale: 18 mesi. Chissà poi perché 18 mesi! L'unico dato certo è un dato temporale che non vediamo quale peso politico possa avere nel contesto di questa discussione.

È evidente allora che questa è una proposta sulla quale non possiamo non rilevare la contraddittorietà fra la serietà dell'argomento e la leggerezza della parte impegnativa della proposta.

Lo abbiamo denunciato più volte in quest'aula e lo ribadiamo oggi: abbiamo la sensazione che sulle riforme istituzionali, o meglio, sull'autonomia, di più, sullo Statuto speciale, questa maggioranza stia giocando; l'ha fatto con la "Commissione Nicco", l'ha fatto con il dibattito dello scorso Consiglio, lo sta rifacendo con questa mozione. Non vediamo i contenuti, ma vediamo né più né meno che la riproposizione degli equilibri, delle schermaglie dialettiche all'interno della maggioranza stessa!

E vorrei dire di più. Per certi versi quello che voi chiedete è quello che noi, come Assemblea regionale, avremmo già dovuto fare! La nostra potestà legislativa quanto meno sulla legge elettorale penso che sia chiara al momento, e la Regione Sicilia, lo abbiamo ricordato nello scorso dibattito, è stata sicuramente più solerte della Regione Valle d'Aosta, perché è riuscita a portare all'attenzione del Comitato ristretto dei nove una proposta di legge che incideva sulla loro ipotesi di governo e di legge elettorale.

Ciò detto, non vogliamo entrare in beghe che riteniamo non di natura istituzionale, ma beghe di maggioranza, di conseguenza non ci sentiamo di schierarci in un senso o nell'altro su un disegno di legge che non è definito nei suoi principi e che è definito soltanto nella tempistica. E poi chissà perché volete mettere un termine a quella che è la potestà illimitata e legislativa del Consiglio regionale.

Siccome riteniamo che questo sia l'ennesimo atto che dimostra la difficoltà di coesione politica che questa maggioranza ha, ne prendiamo per certi versi piacevolmente atto, perché vuol dire che ciò che avevamo ipotizzato all'inizio di legislatura si sta per strada verificando, e riteniamo di non partecipare non alla votazione, o meglio, riteniamo di non partecipare con il nostro voto a una votazione che nei fatti tende a ricompattare una maggioranza alla quale noi non abbiamo mai dato la nostra fiducia.

PresidenteLa parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Non ho capito molto l'illustrazione del collega Fiou di questa mozione, nel senso che il collega Fiou ha fatto un "excursus" di ciò che è successo nel Consiglio scorso, ma non è che ci abbia illustrato molto bene - può darsi però che sia una deficienza mia - il significato e l'obiettivo che si pone questa mozione.

Forse lo ha già detto qualcuno che mi ha preceduto, la prima considerazione da farsi è che questa è una stranissima mozione, innanzitutto dal punto di vista della formulazione e dei contenuti che essa ha.

Non mi sembra di ricordare che un Consiglio regionale impegni sé stesso a parlare o se vogliamo ad adottare un disegno di legge riguardante una certa materia entro un certo periodo. Non ha senso, per il semplice motivo che se il collega Fiou, il collega Cottino, o il collega Martin che sono i firmatari, tra un mese o due mesi presentano un disegno di legge che riguardi la forma di governo e la legge elettorale di questa regione, questo Consiglio regionale è obbligato ad occuparsene, fra l'altro molto prima dei 18 mesi che voi mettete come impegno.

È stranissima quest'impostazione procedurale, tant'è che al sottoscritto è persino venuto in mente se poteva essere ammessa una mozione con un contenuto così scarno!

Il Consiglio regionale deve dettare degli indirizzi che qua non ci sono; ricordo che anche la scorsa legislatura erano state adottate delle risoluzioni in materia di legge elettorale, prima che la stessa fosse adottata e discussa, ma la risoluzione diceva delle cose, aveva dei contenuti, esprimeva delle opinioni e quindi delle posizioni in materia, e dava poi mandato di discutere dell'enjeu, dell'oggetto, rispettando i principi che erano stati sanciti, ovvero tracciava i binari entro cui marciare. Qui di binari non ce ne sono e quindi mi sono chiesto, ripeto, se proceduralmente era ammissibile l'iscrizione all'ordine del giorno di una mozione di questo genere.

Se il prossimo Consiglio, senza voler svilire il ruolo di quest'aula, presentassi una mozione in cui dico che il Consiglio comunale si impegna nei prossimi sei mesi a discutere un disegno di legge che regolamenti le trappole per i topi, questa Presidenza me la accoglierebbe? Nutro diversi dubbi, perché la mozione non esprime nessun indirizzo?

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

? sì, però nessuno lascia la barca? In genere si dice che quando la barca affonda i topi sono i primi a lasciarla, qui la barca affonda ma si sentono tutti capitani? Al di là delle battute, credo che questa sia una mozione senza nessun senso!

Evidentemente non poteva avere contenuto questa mozione, perché quando già in passato le forze politiche che compongono l'attuale maggioranza si confrontarono su temi di questa portata, che portarono poi alla legge elettorale che abbiamo oggi in vigore, e con la quale abbiamo eletto questo Consiglio regionale, la maggioranza di allora che non è molto dissimile da quella attuale, non aveva un programma comune, tant'è vero che forze di maggioranza votarono in un modo e forze di opposizione in un altro. Tutti ne siamo perfettamente coscienti, anche perché se così non fosse inviterei il Presidente della Giunta a fare un piccolo emendamento al suo programma di legislatura, ecco questo sì sarebbe pregnante: le forze di maggioranza, anziché presentare una mozione di questo genere, avessero annunciato tramite il Presidente della Giunta, all'aula, che il programma di legislatura, vista la situazione contingente venutasi a creare, era modificato e che le forze di maggioranza inserivano le direttrici del programma di legislatura da seguire per la nuova legge elettorale.

Allora non prendiamoci in giro dal punto di vista dei contenuti: sappiamo che questa maggioranza, al di là di dietro front, ai quali peraltro abbiamo già più volte assistito, su questa materia non ha gli stessi contenuti!

A cosa serve la mozione? E qui finiamo di scherzare. Ciò a cui serve la mozione è qualcosa di estremamente avvilente, soprattutto se, come qualcuno ha detto, questa mozione è la prosecuzione del dibattito che c'è stato nell'ultimo Consiglio, in cui venne adottata una risoluzione che noi addirittura firmammo e che, a nostro avviso, dava forza e dignità a questo Consiglio regionale. La mozione che invece oggi ci apprestiamo a votare toglie gran parte di quella dignità conquistata la volta scorsa a questo Consiglio regionale, perché? Perché, qualcuno lo ha detto, ma lo stesso Onorevole Caveri nella ultima riunione della I Commissione lo ha ammesso, nel Comitato ristretto - mi sembra di sentirne il tono della voce - è stato fatto presente anche il fatto propriamente politico di un impegno che il Consiglio si appresta ad assumere sulla base di una risoluzione che verrà portata nella prossima adunanza consiliare, in cui quest'organo s'impegna, una volta passata questa legge, a legiferare in questa materia entro 18 mesi.

Questo non è lo stile che vogliamo avere nei confronti del Governo romano e lo dico a chiarissime lettere!

In passato, anche abbastanza lontano, i rapporti Stato-Regione erano spesso lasciati all'inventiva di questo o quel Presidente del Consiglio o della Giunta o Assessore attraverso le conoscenze che si avevano con Roma, e devo dire che - tutti noi conosciamo la storia non scritta di questa Regione - che tante volte si sono ottenute delle deleghe, delle competenze per la nostra Regione attraverso dei sistemi non propriamente ortodossi, che spesso facevano leva sulle debolezze, anche umane, su questo o quel ministro di turno, di questo o di quel Presidente del Consiglio dei Ministri di turno.

Oggi questo metodo fortunatamente non esiste più, ma se prima era avvilente per coloro che contrattavano queste cose, oggi è decisamente peggio, perché oggi è il Consiglio regionale della Valle d'Aosta che si pone nei confronti di Roma con quest'atto che faccio fatica a definire politico.

Faccio fatica, doppia fatica a credere alle parole che ha detto prima il collega Curtaz, faccio fatica, anche se non le metto in discussione, proprio una fatica personale, a credere che questa mezza paginetta abbia il compito - come lui diceva - del doppio cerotto.

Se questa maggioranza politica all'interno di quest'aula sta insieme attorno a questa mezza paginetta, così come se i nostri rapporti con Roma sono salvaguardati da questa mezza paginetta, perché questi sono i due cerotti, signori, io abito da un'altra parte, voglio abitare da un'altra parte rispetto a quest'impostazione.

Credo che il Consiglio regionale quello serio, quello non preoccupato di giochetti di equilibri di potere, si sia pronunciato lo scorso Consiglio regionale; quello è il Consiglio regionale che voglio vedere rapportarsi con Roma, quello sì: una dignità, come dicevo, una posizione chiara, un indirizzo fermo. Questo in realtà non si rapporta con Roma. Mi diceva il Consigliere Cottino bevendo un caffè insieme prima: è chiaro, abbiamo dovuto firmare perché il PDS ce lo ha chiesto? no, chiedo scusa, il Consigliere Martin, un piccolo lapsus?

Cottino (fuori microfono)? per gli altri non garantisco, per me sì?

Marguerettaz (Aut)? scusa, un lapsus. In realtà il Consigliere Cottino non può dire queste cose, ma le pensa di più del Consigliere Martin?

(ilarità dell'Assemblea)

PresidenteLa parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Non voglio ripetere quanto su questo argomento abbiamo detto nella seduta del 22 settembre, però vi devo dire che la mozione che viene presentata mette ancora più in evidenza alcune verità di cui eravamo a conoscenza. Innanzitutto mette in evidenza due posizioni nette e precise: quella di chi vuole l'elezione diretta del Presidente della Giunta, e quella di chi questa elezione diretta non vuole. E nello stesso tempo va alla ricerca, siccome queste differenze ci sono non solo fra maggioranza e opposizione in questo Consiglio, ma ci sono all'interno della stessa maggioranza, di strumenti e di risoluzioni che non rompano i rapporti nella maggioranza.

Voglio credere che fra di noi non ci sia nessuno che non voglia difendere la nostra autonomia; tutti quanti credo che siamo d'accordo, lo abbiamo dimostrato anche nel passato, quando certe imposizioni provenienti dal Centro non sono mai state accettate. Siamo andati, abbiamo aperto il confronto e il dialogo anche con il Centro e abbiamo rifiutato le imposizioni che ci venivano rivolte. Questo per dire che abbiamo le carte in regola nella difesa dei diritti e delle prerogative della Valle d'Aosta. Questo non lo nego a nessuno.

Noi siamo una piccola forza, ma consideriamo l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale un fatto altamente democratico, e ve lo dice chi non è favorevole ad una politica plebiscitaria e neanche ad una politica referendaria, perché alla lunga a soccombere con queste politiche sono le minoranze e le piccole forze politiche. Infatti, dove questo strumento è stato usato, molto di frequente certi fenomeni si sono verificati. Ma ritengo che sia un fatto democratico e che un popolo debba darsi la struttura che ritiene più opportuna. Dobbiamo verificare anche se noi siamo d'accordo che le minoranze etniche o politiche debbano avere il diritto di esistere e di esprimersi a tutti i livelli.

Chi - ed è qui il problema - non vuole l'elezione diretta del Presidente della Giunta e quindi non vuole giungere alla consultazione della base, fa pensare almeno di non voler scegliere a monte i compagni di viaggio in una vita amministrativa. Non crede nel bipolarismo. Chi rifiuta l'elezione diretta, non vuole il dialogo e il confronto politico. È più facile scegliere dopo che le elezioni sono avvenute, perché dopo, conoscendo già i risultati, è molto più facile arrivare alla formazione dei governi in un modo o nell’altro, arrivare a realizzare alleanze in un modo o nell'altro. E questo è il comportamento di chi intende mantenere una certa egemonia sulle forze politiche che esistono in una pubblica amministrazione.

La presentazione di questa mozione porta a fare alcune considerazioni che non sono virtuali; con ciò non scopro l'acqua calda, perché ciascuno si è già fatto la propria idea. Questa risoluzione non è che una toppa che viene messa per rasserenare i rapporti di maggioranza, è uno scambio di voti, è la mediazione fra l'Union Valdôtaine e i Democratici di Sinistra: io do un voto a te, tu dai un voto a me. Il Consigliere Fiou vota la mozione unitaria che non vuole l'elezione diretta del Presidente della Giunta, Viérin vota la mozione dei DS che richiede che il Consiglio regionale entro 18 mesi deliberi il sistema di elezione del Presidente.

Si dice in Toscana che "con il tempo e con la paglia maturano anche le nespole", insomma, intanto queste cose si scrivono, poi di qui a 18 mesi vedremo quello che accadrà. Conoscendo - lo dico bonariamente - l'Union Valdôtaine, non ha mai negato la speranza a nessuno?

(ilarità dei Consiglieri dell'Ulivo)

? e non la nega neppure per sé, prendendo tempo, perché così facendo riesce a sanare le sue divisioni interne che ogni giorno si accentuano sempre di più.

Che questa mozione sia, me lo permetta, Presidente, una mezza farsa è vero, e dico mezza perché sono rispettoso delle idee degli altri. A Roma, al Parlamento, i DS che su questa roba discutono nella "Commissione affari costituzionali" hanno giustificato l'accettazione degli emendamenti proposti dall'Onorevole Caveri, perché si dichiarano fiduciosi che i contenuti della risoluzione che voi state per approvare si avverino. Noi gli abbiamo fatto sapere che non si avvereranno, ma loro ci credono, sperano, almeno, e votano a favore degli emendamenti Caveri.

Sono convinto che nessuno si illude che fra 18 mesi avremo questo tipo di legge elettorale e non si illude nemmeno il mio collega Fiou, perché lo conosco da troppi anni; il perché è chiaro anche a un cieco come me, che ci vede poco. Perché l'Union Valdôtaine sulle riforme istituzionali, sullo Statuto, vuole decidere tutto autonomamente, addirittura ha messo in campo - l'ho letto sul giornale - una consultazione della sua base ed è logico e giusto. Vuole decidere le modifiche, i tempi e il luogo dove devono avvenire queste modifiche, indipendentemente da ciò che pensano i suoi alleati a livello locale e a livello nazionale, se a livello nazionale si possono chiamare alleati. Basta vedere il comportamento tenuto nei confronti della "Commissione Nicco", che è stata frutto di un accordo di potere; una commissione che mantiene monca, nonostante che da nessuna parte del mondo ci sia qualcuno che pensa di realizzare le riforme a colpi di maggioranza.

Una commissione che l'UV non intende valorizzare come dovrebbe fare, e che umilia perché a Roma tratta la riforma dello Statuto indipendentemente da quello che ha deciso la "Commissione Nicco": sono convinto che si definirà tutto, prima che la "Commissione Nicco" finisca i suoi lavori, ed è una scommessa che faccio. Questo per quanto riguarda la "Commissione Nicco"!

Nei confronti del Governo centrale addirittura minaccia di ritirare la fiducia al Governo D'Alema: o passa quello che dico io, o io ritiro la fiducia. Ma questo è stato detto in "Commissione affari costituzionali", ci sono i verbali, abbiamo anche noi i rappresentanti in certi luoghi che ci riferiscono quanto viene detto. E poi il comportamento nei confronti del Consiglio, al quale vengono proposte risoluzioni, pur sapendo che per certi loro contenuti non possono essere votate dall'opposizione. Anche quella attuale si richiama al Consiglio del 22, quella del 22 si richiamava ad altre cose, sulle quali abbiamo sempre risposto negativamente; si ripropongono, senza aprire il confronto sulle cose che ci possono unire e a risolvere insieme i problemi. Noi l'abbiamo rivendicata sulla sanità, la rivendichiamo anche qui questa richiesta. Io dico che questo comportamento dimostra che esiste nei fatti un'egemonia strisciante di cui ho appena parlato.

Non ci sentiamo di avallare questo comportamento e tanto meno quello dell'Onorevole Caveri a Roma. Quando non c'è confronto, non c'è rispetto delle parti; pertanto voteremo contro la risoluzione.

PresidenteSe nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino per dichiarazione di voto.

Viérin D. (UV)Le Gouvernement votera à faveur de cette motion présentée par les Chefs de groupe des Démocrates de Gauche, de l'Union Valdôtaine et de la Fédération Autonomiste. Il n'y a pas eu de difficultés quant à l'accouchement ou à la rédaction mieux encore - mais j'ai voulu reprendre les mots qui ont été utilisés lors de la discussion générale - de cette motion; il y a eu, il est vrai, un problème de procédures quant à son inscription pour la discussion au sein de cette Assemblée.

Egalement il y a toujours, à notre avis, un peu de contradiction quant aux jugements portés sur les agissements d'une majorité. Si la majorité est monolithique, il y a toujours la même accusation: il n'y a pas de débat, il n'y a pas de confrontation, les uns sont soumis aux autres. Par contre, comme c'est le cas aujourd'hui, quand il s'agit d'une majorité plurielle qui discute à son intérieur sur des thèmes, notamment sur des thèmes d'ordre statutaire, institutionnel et constitutionnel, alors il y a l'accusation opposée!

Mais de la part de ceux qui formulent ces accusations, il devrait y avoir un peu plus de mémoire, parce qu'au cours des cinq années précédentes l'on avait déjà une majorité plurielle. Une majorité qui a débattu, qui a discuté, qui s'est présentée à cette Assemblée même avec des positions différentes, qui a voté même différemment.

Or, de la part de ceux qui à l'époque faisaient partie de cette majorité il n'y a jamais eu d'étonnement ou il n'y a jamais eu - si nous voulons tirer les conséquences sur le plan politique de certaines affirmations - abandon de la majorité. Au cours des années 1993-1998 nous avons discuté et toujours trouvé un accord sur certains thèmes. Aujourd'hui il y a un revirement d'attitude. Nous comprenons quelles en sont les raisons politiques, mais alors que l'on les exprime clairement; c'est la politique qui est l'art du possible et également l'art du devenir. Mais ce n'est jamais le résultat d'une non-confrontation, au contraire! Quant à nous, nous exprimons une appréciation sur cette méthode de confrontation, de débat et de travail.

Nous n'avons pas contesté l'attribution d'une compétence à l'Assemblée régionale; au contraire nous avons exprimé notre opposition aux limites qui lui sont accordées ou imposées. Donc ce n'est pas le cas de ne pas tenir compte d'une compétence qui est reconnue en matière de forme de gouvernement à notre Assemblée, mais plutôt d'éviter que cette compétence ait des limites qui à la rigueur annulent l'attribution même de la compétence. Ce serait retirer avec une main ce que l'on accorde avec l'autre!

Aujourd'hui nous n'avons pas une compétence spécifique en matière de forme de gouvernement. Même si nous le voulions, nous ne pourrions donc pas présenter un projet de loi portant modifications des modalités d'élection du gouvernement. Il faut d'abord que l'on modifie ces dispositions statutaires, que l'on attribue la compétence à cette Assemblée, pour que cette même Assemblée puisse exercer sans limites cette compétence.

Il est vrai, nous avons déjà une compétence, c'est une compétence en matière électorale. Mais là encore, contrairement aux comparaisons qui ont été faites avec la Sicile, nous avons déjà exercé cette compétence. L'on peut partager ou pas la façon d'exercer cette compétence, mais on ne peut pas affirmer que nous sommes en retard dans l'application de la compétence en matière électorale, tant il est vrai que cette Assemblée a voté la loi électorale, portant modalités de son élection.

Cette motion établit ou réaffirme un principe, d'où son importance, et ce sans troquer ou renoncer à d'autres principes, voire ceux qui étaient prêts à renoncer au principe de la majorité qualifiée pour modifier les normes en matière électorale. C'est une position que nous ne partageons pas. Nous l'avons déjà exprimé, nous le confirmons. Nous pensons qu'il est important qu'en matière électorale il y ait une large majorité, à savoir une majorité qualifiée pour délibérer et non pas simplement la majorité absolue. On n'accepte pas le fait de dire: bon, nous pouvons troquer ce principe, pourvu que la disposition transitoire nous accorde? Elle nous "accorde", entre guillemets, parce que la disposition transitoire nous impose et annule toutes nos compétences, même celles que nous avons déjà exercées, et ce non seulement en établissant une date limite, mais aussi en indiquant les modalités pour l'élection de l'Assemblée.

Cette motion nous la partageons, elle rétablit un principe, elle réaffirme l'attribution de la compétence en matière électorale à cette Assemblée, comme l'a bien dit le Conseiller Ottoz, aux seuls représentants légitimes de cette communauté.

C'est pour ces raisons que nous voterons en faveur de cette motion.

PresidenteSe non vi sono altre dichiarazioni di voto, pongo in votazione la mozione in oggetto:

Consiglieri presenti e votanti: 30

Favorevoli: 24

Contrari: 6

Il Consiglio approva.

L'ordine del giorno è esaurito, il Consiglio è chiuso e verrà convocato a domicilio.

La seduta è tolta.