Objet du Conseil n. 885 du 7 octobre 1999 - Verbale

OGGETTO N. 885/XI - PROSECUZIONE DELL'ESAME DELLE PROBLEMATICHE DEL SETTORE SANITARIO. (Approvazione di due risoluzioni)

Il Presidente LOUVIN in relazione al dibattito avvenuto (oggetto n. 851/XI) dichiara aperta la discussione sull'argomento indicato in oggetto e iscritto al punto 29 dell'ordine del giorno dell'adunanza.

Intervengono i Consiglieri MARGUERETTAZ, BENEFORTI (secondo intervento), LA TORRE, COTTINO (che presenta due risoluzioni con l'Assessore alla Sanità, Salute e Politiche Sociali VICQUÉRY ed i Consiglieri MARTIN e FIOU), FRASSY, PICCOLO (secondo intervento), Secondina SQUARZINO (secondo intervento), LATTANZI, MARGUERETTAZ (secondo intervento) e RINI.

Replica l'Assessore VICQUÉRY.

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Si dà atto che, dalle ore 12,19 alle ore 12,22, presiede il Vicepresidente LA TORRE.

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Il Presidente LOUVIN propone di procedere all'esame delle risoluzioni presentate dal Consigliere COTTINO.

Prendono la parola, per dichiarazione di voto, il Consigliere MARGUERETTAZ (astensione sulla prima risoluzione e voto contrario sulla seconda del gruppo Autonomisti/Autonomistes), CURTAZ (voto contrario del gruppo Per la Valle d'Aosta - con l'Ulivo), LATTANZI (voto contrario del gruppo Forza Italia) e BENEFORTI (voto contrario del gruppo Per la Valle d'Aosta - con l'Ulivo).

Il Presidente mette in votazione la prima risoluzione presentata (A).

IL CONSIGLIO

- con voti favorevoli: ventiquattro e voti contrari: sei (presenti: trentatré; votanti: trenta; astenuti: tre, i Consiglieri COLLÉ, LANIÈCE e MARGUERETTAZ);

APPROVA

la sottoriportata

RISOLUZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA

CONSIDERATO CHE

il Decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 ha radicalmente innovato la disciplina del rapporto di lavoro del personale del servizio sanitario nel senso che ha previsto la privatizzazione con immediatezza del rapporto di lavoro in luogo della precedente previsione che voleva ricondurre gradualmente la regolamentazione dei diversi istituti al diritto comune. Tra le numerose regole, due acquistano particolare rilievo e si presentano quindi come novità assoluta : la prima è che la dirigenza sanitaria è in un ruolo unico e su un unico livello, suddiviso in profili professionali ; l'altra è l'esclusività del rapporto di lavoro per tutti i dipendenti. Privatizzare il rapporto di lavoro vuol dire superare un sistema poco contrattualizzato e regolamentare un rapporto di lavoro esclusivo significa modificare profondamente la normativa preesistente ;

al contratto di lavoro dei medici e veterinari spetterà disegnare anche il quadro generale nel quale ciascuna azienda sanitaria attingerà per stabilire le regole da applicare per consentire lo svolgimento delle diverse tipologie di libera professione intramuraria previste dal decreto legislativo 229/99. Nel contempo il contratto dovrà trovare le risorse finanziarie sufficienti per finanziare le riforme e specificatamente l'esclusività del rapporto di lavoro incentivando l'opzione a favore del sistema sanitario pubblico. Preliminarmente alla individuazione di detto quadro generale va definitivamente chiarito il regime fiscale cui sottoporre l'attività intramuraria oggetto di una circolare del Ministero delle Finanze che la assimila al lavoro dipendente ;

a fronte di ben 80.000 medici disoccupati, si registra paradossalmente una carenza soprattutto nelle strutture ospedaliere di medici specialisti (anestesisti-radiologiortopedici-medici legali-medici del lavoro ecc.) che compromette seriamente lo svolgimento regolare delle attività con ripercussioni negative sull'assistenza da erogare ai cittadini. Di fronte a tale carenza, la programmazione nazionale degli specializzandi, da ammettere nelle diverse Scuole, non è in grado di coprire il fabbisogno del servizio sanitario nel breve e medio periodo. La situazione attuale è talmente grave che richiede interventi urgenti e almeno transitori. Urge a tal uopo sbloccare l'iter del progetto di legge OMNIBUS giacente da due anni in Parlamento, che regolamenta la posizione dei medici incaricati provvisori, e il passaggio di area o di disciplina del personale del Servizio Sociale Nazionale, e che disciplina i servizi di guardia medica e di emergenza territoriale. Si ipotizza quindi, al fine di non sguarnire gli organici, l'immissione specialmente nelle realtà regionali prive di Università, degli specializzandi nelle attività delle strutture in cui svolgeranno la formazione pratica, con responsabilità diretta sugli interventi, anche se, in alcuni casi, con un monitoraggio continuo da parte degli operatori strutturati. Tale ipotesi è in linea con raccomandazioni dell'Unione Europea ed è largamente praticata in altri Paesi Europei (Germania, Inghilterra) ;

contestualmente si registra una forte carenza nei servizi di personale infermieristico, tecnico e della riabilitazione, con ciò vanificando di fatto i principi del Piano Sanitario Nazionale.

VISTO lo Statuto Speciale della Valle d'Aosta che all'art. 3 lettera l) attribuisce alla Regione competenza in materia di igiene e sanità, assistenza ospedaliera e profilattica ;

CONSTATATO che in virtù della legge finanziaria n. 724/94, la Regione Autonoma Valle d'Aosta autofinanzia il sistema sanitario regionale dovendo sottostare nel contempo a normative vincolanti dello Stato e ciò in aperto contrasto con i principi alla base del federalismo

RIVENDICA

una piena attuazione della propria autonomia costituzionalmente riconosciuta,

IMPEGNA

la Giunta regionale e invita i Parlamentari valdostani ad intervenire presso il Governo per :

ottenere un chiaro rafforzamento delle competenze della Regione in materia di sanità mediante lo strumento dell'art. 48 bis dello Statuto ;

richiedere, d'intesa con le Regioni, l'approvazione di una norma urgente per disciplinare, fermi restando i principi di cui all'art. 15, comma 3, del decreto legislativo 502/92, come modificato dal decreto legislativo 517/93, una fase transitoria che consenta ai medici neo laureati e disoccupati di accedere al servizio sanitario nazionale mediante l'applicazione di misure straordinarie per superare l'attuale fase di emergenza ;

ridefinire i rapporti tra il Ministero dell'Università, il Ministero della Sanità e le Regioni per l'accesso alle specializzazioni post laurea nonché ai corsi di diploma universitario per personale infermieristico, tecnico e della riabilitazione ;

far sì che il contratto di lavoro dei medici e veterinari traduca le indicazioni del decreto legislativo 229/99 con regole semplici, chiare e trasparenti definendo da un lato la questione della partita IVA per l'attività libero professionale intramuraria sottoponendo la stessa al regime del reddito di lavoro autonomo, e dall'altro finanziando adeguatamente l'esclusività del rapporto di lavoro ;

approvare definitivamente il progetto di legge n. 2932 OMNIBUS;

prevedere, nella fase del rinnovo contrattuale per l'area della dirigenza medica e veterinaria, strumenti operativi più flessibili che consentano alle singole regioni maggiore autonomia, in particolare per quanto riguarda i fondi di posizione di cui agli artt. 60 e 63 del CCNL.

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Il Presidente pone in votazione la seconda risoluzione presentata (B).

IL CONSIGLIO

- con voti favorevoli: ventiquattro e voti contrari: nove (presenti e votanti: trentatré);

APPROVA

la sottoriportata

RISOLUZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE

ESAMINATA la situazione della Sanità in Valle d'Aosta nell'attuale fase delicata di transizione;

VISTE le denunce fatte ripetutamente dalle Regioni, dalle OO.SS. Mediche che minacciano uno sciopero generale, nonché dal Tribunale per i diritti del malato circa i principali nodi problematici che affliggono la sanità in generale ;

ACCERTATO che i punti critici individuati riguardano essenzialmente :

la carenza di medici specialisti ;

la fuga dei suddetti medici specialisti richiesti da numerose aziende sanitarie locali, attratti dalle regioni d'origine e comunque da realtà ospedaliere che permettono sviluppi di carriera impensabili in Valle d'Aosta ;

la carenza di personale infermieristico che impedisce di migliorare la qualità del servizio ospedaliero e territoriale nonché di personale tecnico e di riabilitazione che vanifica la programmazione regionale tesa al potenziamento dei servizi di riabilitazione ;

la precarietà dell'istituto del Commissariamento che impedisce di affrontare le problematiche dell'Azienda U.S.L. con una logica di programmazione a medio- lungo termine.

PRESO atto che malgrado le suddette problematicità il volume delle prestazioni dell'azienda U.S.L. in regime di ricovero, di day hospital e a livello ambulatoriale aumenta vertiginosamente di anno in anno.

IMPEGNA

la Giunta regionale ed, in particolare l'Assessore alla Sanità, Salute e Politiche Sociali ad adottare gli opportuni provvedimenti affinché :

vengano reperite, con le modalità e procedure previste dalla normativa vigente, le risorse umane e finanziarie per potenziare gli organici dell'U.S.L. e per attrarre forze lavoro in Valle d'Aosta ;

vengano altresì reperite ulteriori risorse per investimenti al fine di potenziare e sostituire strutture e attrezzature carenti o obsolete;

si instaurino rapporti di collaborazione con l'Università affinché vengano riservati posti per tecnici di radiologia e per tecnici della riabilitazione nonché per le altre figure professionali di cui il S.S.N. necessita, in applicazione della L.R. n. 6 del 30 gennaio 1998 ;

si diano disposizioni all'U.S.L. affinché trovi soluzioni alla ridotta attività dei servizi prioritariamente con le attuali risorse presenti nel servizio sanitario e in subordine affinché si convenzioni con strutture private accreditate per ridurre le liste di attesa delle operazioni chirurgiche ;

si diano disposizioni all'U.S.L. affinché venga resa possibile l'effettuazione dell'attività libero professionale intramuraria e in subordine si convenzioni con strutture private accreditate ;

presenti con urgenza il disegno di legge concernente la riorganizzazione del servizio sanitario regionale in modo da dare un assetto stabile alla gestione dell'U.S.L. mediante la nomina del Direttore Generale;

si apra un confronto tra amministrazione regionale e parti sociali per addivenire alla stipulazione di un patto sociale che definisca con chiarezza le priorità di intervento e che persegua obiettivi di più alti livelli di qualità dei servizi sanitari pur in una logica di razionalizzazione delle spese;

si avvii un processo di deospedalizzazione con il decentramento dei servizi sul territorio, con particolare riferimento alle R.S.A..

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