Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 631 du 13 mai 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 13 MAI 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 631/XI Impegno della Giunta regionale e dei Parlamentari per la tutela della produzione e commercializzazione della Fontina. (Approvazione di risoluzione - Ritiro di mozione)

Mozione Alla luce delle note vicende riguardanti il sequestro di circa 50.000 forme di fontina e di altri formaggi, in stoccaggio presso la società GE.CA di Pollein;

Preoccupato per le ripercussioni che tale vicenda e le sue conseguenze giudiziarie potrebbero comportare a danno dell'economia valdostana e soprattutto degli agricoltori, già gravati da numerosi problemi legati alla difficile situazione che l'agricoltura di montagna sta da tempo vivendo;

Ricordato che la produzione e la commercializzazione della fontina costituiscono per la Valle d'Aosta, oltreché una indispensabile fonte di reddito, una peculiarità culturale e gastronomica in grado di promuovere l'immagine della nostra regione nel resto del mondo;

Il Consiglio regionale

Impegna

La Giunta regionale e i Parlamentari della Valle d'Aosta ad adoperarsi in tutte le sedi opportune al fine di promuovere e sostenere iniziative dirette alla tutela e alla difesa del valore culturale ed economico costituito dalla produzione e commercializzazione della fontina e di tutti gli altri prodotti tipici.

F.to: Lanièce - Marguerettaz - Collé - Viérin M. - Comé

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Oggetto di questa mozione è il problema della fontina, che è stato dibattuto molto nello scorso Consiglio, nel quale avevo presentato a nome del gruppo una risoluzione proprio per invitare la Giunta e i Parlamentari ad adoperarsi in tutte le sedi opportune al fine di sostenere iniziative dirette alla tutela e alla difesa del valore culturale ed economico costituito dalla produzione e commercializzazione della fontina e di tutti gli altri prodotti tipici.

Questa risoluzione nel passato Consiglio era stata per ragioni di orario rinviata a questo Consiglio per cui non potendola più riscrivere come risoluzione, l'ho iscritta sotto forma di mozione.

L'obiettivo era quello di far votare all'unanimità o con una maggioranza sostenuta quest'iniziativa, che va nella direzione di cercare di sostenere anzitutto l'unità del Consiglio regionale di fronte a un grave problema che minaccia la già precaria situazione del settore agricolo e produttivo della Valle d'Aosta; infatti incertezze e malumori si stanno insinuando sempre di più fra gli agricoltori, come dimostrano le unanimi posizioni assunte dalle associazioni di categoria e pertanto non possiamo permettere che la vicenda relativa al sequestro delle fontine comprometta definitivamente il lavoro di tanti agricoltori valdostani che prima di questo hanno dovuto affrontare altri problemi sulla loro pelle e gravanti anche sulle loro "tasche".

L'agricoltura e la zootecnia svolgono un ruolo fondamentale nella nostra economia e se da una parte dei consumatori venisse meno la fiducia in questi settori, per la nostra Regione potrebbe iniziare veramente una stagione economica buia e durissima; quindi credo che le vicende personali di questa o di quell'azienda, comunque vadano a finire, non debbano inficiare ulteriormente il settore agricolo produttivo valdostano che è e rimane di alta qualità. Per questo motivo ritengo, a nome del gruppo consiliare e con l'accordo dell'Assessore Perrin, di trasformare questa mozione in una risoluzione di cui do lettura:

Risoluzione

Alla luce del recente episodio del sequestro di circa 50.000 forme di Fontina e altri formaggi stoccati presso i magazzini della GE.CA S.p.A.;

Tenuto conto delle ripercussioni negative che questa operazione potrebbe comportare a danno dell'economia agricola valdostana;

Considerato che il prodotto Fontina rappresenta un'importante fonte di reddito per le imprese agricole valdostane, nonché una peculiarità culturale e gastronomica in grado di promuovere l'immagine della Valle d'Aosta in Europa e nel mondo;

Preso atto delle iniziative assunte dal governo regionale per la difesa e la promozione dell'immagine del prodotto;

Il Consiglio regionale

Invita

La Giunta regionale e i Parlamentari valdostani ad adoperarsi in tutte le sedi opportune al fine di proseguire a sostenere iniziative dirette alla tutela e alla difesa del valore culturale ed economico costituito dalla produzione e commercializzazione della Fontina e di tutti gli altri prodotti tipici.

F.to: Perrin - Lanièce - Collé - Marguerettaz - Viérin M. - Comé

Speriamo che la maggioranza di questo Consiglio voglia accettare questa risoluzione, firmata dal gruppo degli Autonomisti e dall'Assessore Perrin, a dimostrazione dell'attenzione dovuta e doverosa di questo Consiglio nei confronti del mondo agricolo.

Président Quelqu'un souhaite prendre la parole?

La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Adesso che anche i colleghi hanno la risoluzione nelle loro mani, il concetto che vogliamo ribadire è il fatto che in questi momenti più che ricercare un solo ed unico responsabile sarebbe meglio guardare al futuro.

Dobbiamo utilizzare in poche parole questo momento perché costituisca un'occasione di riflessione, un'occasione per rivedere, per rideterminare, ridefinire - chiamiamolo come vogliamo - la futura strategia del mondo agricolo nel campo lattiero-caseario; per fare questo non c'è necessità di demolire quella che è l'immagine, che poi ricade sul discorso fontina, che è un'immagine troppo importante per quella che è la vita del settore agricolo valdostano. Questa è la motivazione della presentazione di questa risoluzione.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI) Abbiamo letto questa risoluzione che sicuramente affronta un problema che è giusto che questo Consiglio inizi ad affrontare anche perché, pur avendone parlato nelle scorse sedute, se ne era soprattutto parlato in termini di dubbi e di domande che venivano poste all'attenzione dell'assessore per ottenere delle risposte sulle notizie emerse sugli organi d'informazione.

C'è stato un dibattito che ha tentato di dare delle prime risposte, nel senso che sicuramente su quest'argomento sarà opportuno ed è opportuno che il Consiglio regionale torni sopra soprattutto per una questione d'importanza che riveste l'argomento, un argomento che bene o male è associato a quella che è l'immagine della nostra Regione, argomento che è abbinato a una parte dell'economia della nostra Regione.

Queste sono sicuramente riflessioni più che sufficienti per dire che il tema è un tema che merita attenzione. Non vorremmo però che l'attenzione scivolasse da quello che dovrebbe essere il punto focale dell'intera vicenda. L'intera vicenda qui sicuramente è quella di tutelare il buon nome della Regione e tutelare quello che è un prodotto che fino a prova del contrario ha una sua specificità, ha un suo mercato, eccetera.

Riteniamo per certi versi che questa risoluzione - non se l'abbiano a male i colleghi del gruppo Autonomista che l'hanno presentata - abbia un neo in origine, nel senso che è una risoluzione che più che mirare alla risoluzione di quello che può essere il problema fontine, mira piuttosto a trovare un agrément con la Giunta, con la maggioranza che sostiene questo.

Perché diciamo questo? Perché siamo rimasti perplessi della miopia che evidentemente aveva colpito gli estensori della mozione rispetto alla conclusione della risoluzione. Su un problema del genere penso che le parole abbiano un peso specifico e che non si possa giocare sulle parole per dire che abbiamo trovato l'unanimità del Consiglio come assenso e che di conseguenza siamo soddisfatti perché abbiamo recitato quello che è il nostro ruolo.

Noi condividevamo l'invito, contenuto nella mozione, a promuovere e a sostenere certe iniziative, ma l'importanza dell'impegnativa era proprio nel dire: "Muoviamoci a seguito di ciò che è accaduto". Scopriamo che nel giro di 24-48 ore intercorse fra l'inizio del Consiglio e la discussione della mozione non si tratta più di promuovere, ma di proseguire. Allora, visto che gli interventi ad illustrazione della mozione tramutata in risoluzione non hanno chiarito cosa sia stato fatto, sarebbe opportuno per serietà del dibattito che qualcuno ci dicesse in cosa consiste la prosecuzione di questo tipo di interventi.

Diciamo questo perché riteniamo che qui una cosa debba essere voluta da tutti e sia la chiarezza della vicenda. Molte volte fa piacere dire che non è accaduto niente e fa piacere dire che ci siamo tutti sbagliati. Riteniamo che purtroppo su questa vicenda non si possa dire che ci siamo tutti sbagliati e non si possa dire che non è accaduto nulla. Riteniamo che questa vicenda sia per certi versi la punta di un iceberg che ha una base molto più larga e che ha diverse sfaccettature che vanno dalla commercializzazione, che vanno alla gestione del meccanismo cooperativistico e via discorrendo.

L'unica cosa e l'ultima cosa che non vorremmo che si concretizzasse con la votazione di questa risoluzione è che venisse spostato l'obiettivo della tutela.

La tutela, lo diciamo qui in maniera chiara, deve essere della fontina, del marchio, dei produttori della fontina stessa e non deve essere una tutela che abbiamo la sensazione che voglia suonare come tutela da intendersi ed interpretare come immunità, immunità nei confronti di quelli che se non sicuramente, molto probabilmente delle responsabilità in questa vicenda le hanno avute per i ruoli che hanno giocato, per le responsabilità dei ruoli che hanno ricoperto e che di conseguenza non possono pretendere, attraverso una votazione forse unanime di un documento che nulla aggiunge a quella che è la radice del problema, di ottenere un salvacondotto a quella che è stata un'azione di gestione e conduzione dei meccanismi di commercializzazione del prodotto stesso, che hanno avuto più di una qualche ombra.

Chiediamo chiarezza sulla tutela che questa risoluzione vuole dare. Se la tutela è la tutela del prodotto, del DOP, siamo d'accordo; se la tutela è invece una tutela ad una classe di amministratori, di dirigenti o di imprenditori, non lo sappiamo perché non siamo qui per fare il processo a nessuno, ma chiediamo che ci sia chiarezza, che questa tutela diventi immunità non siamo disposti a concederlo.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Il tema della fontina dovrebbe essere particolarmente stimolante, ma francamente la lettura di questa risoluzione, non me ne abbiano i miei amici Autonomisti, toglie ogni stimolo. Questa risoluzione è acqua fresca perché non c'è nessun riferimento soprattutto alle cause della situazione.

Quello che è importante in questo momento - condivido per certi versi l'analisi del Consigliere Frassy -, è che il Consiglio si chieda perché siamo arrivati a questo punto, non è questo di tutelare in maniera acritica, apodittica un marchio e un prodotto di cui riconosciamo l'importanza per l'economia e soprattutto per l'agricoltura valdostana.

Mi pare tuttavia che questa risoluzione non offra nessun contributo soprattutto in questa seconda versione annacquata perché la mozione quanto meno qualche piccolo accenno critico sulla situazione lo conteneva.

Non saprei neanche dire se di fronte a questa cosa io debba votare a favore o contro, io credo che mi asterrò, perché non dice niente: impegnare la Giunta e i Parlamentari valdostani a fare questa cosa, se non c'è a monte tutta un'analisi di una politica agricola sbagliata - e questo è un nodo che deve venire al pettine - in cui si è basata la produzione della fontina come di altri prodotti - spero che gli stessi errori non si faranno per i prodotti che oggi vanno per la maggiore, tipo il vino - sulla quantità e non sulla qualità con i risultati di sovrapproduzione, di qualità scarsa perché ormai il fieno e l'erba valdostana sono nei sogni delle mucche e degli allevatori per molti casi e quindi la qualità del prodotto è quella che è.

Queste sono le riflessioni, poi accettiamo il contraddittorio anche con chi è in prima linea e può portare delle argomentazioni meno critiche rispetto a quelle che posso portare io, ma se non facciamo un ragionamento di questo tipo e ci concentriamo sulle conseguenze e non sulle cause, non facciamo un passo avanti. Invece credo che su questo tema dobbiamo proprio cogliere l'occasione di questo nodo per ridiscutere tutta la politica agricola regionale nel settore per vedere dove si deve e si può intervenire per superare questo danno che la vicenda del sequestro delle fontine pone. Anche se devo dire che, come sempre, l'ho già detto in altre occasioni, l'aspetto giudiziario è quello che mi interessa di meno.

Anche se si scoprisse che era tutto regolare, che non c'è nessuna frode in commercio, che si può congelare le fontine, anzi è meglio che si congelino così vengono uccisi tutti i batteri e siamo tutti più belli e più sani, non cambierebbe di una virgola il problema che è quello di una sovrapproduzione, di una scarsa qualità, di una difficoltà di commercializzazione nonostante sforzi che sono stati fatti.

Bisogna ridefinire una politica nel settore e quindi credo che non interverrò più su questa risoluzione, se non tirato per i capelli.

Ci asterremo sulla risoluzione perché non dice niente.

Président Si personne ne souhaite plus intervenir, je ferme la discussion générale.

La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Credo che l'episodio a cui si fa riferimento nella risoluzione, cioè il sequestro avvenuto alla GE.CA., abbia portato al centro dell'attenzione il problema fontina, ma più in generale tutto il problema del settore lattiero-caseario e, visto che si tratta del settore trainante dell'economia agricola valdostana, è chiaro che ha portato al centro del dibattito la politica agricola in generale.

Ringrazio gli Autonomisti per aver voluto riproporre, attraverso la mozione, questo dibattito; questa risoluzione se è vero che non dice niente di particolare né fa affermazioni di particolare effetto, va però a chiudere una prima fase di discussione e io mi auguro che ci porti a ragionare insieme, come Consiglio, sulla futura politica agricola valdostana perché ce n'è bisogno.

Abbiamo necessità di fare il punto della situazione e l'occasione ci è stata fornita da un episodio negativo, che deve comunque servire a scuoterci; su questo sono perfettamente d'accordo.

Credo che in questo periodo, oltre che all'interno del Consiglio, si sia discusso molto di fontina, ma non solo; nella cooperativa, nelle diverse associazioni ho partecipato a vari incontri e il dibattito è stato sempre molto produttivo, poiché i soci, i produttori, i conferitori, quelli che ogni giorno fanno il loro dovere, sono scesi in campo e hanno detto la loro con molta tranquillità. Questo è un fatto di per sé molto positivo.

Sono disponibile poi a portare all'attenzione del Consiglio delle proposte: non possiamo dire che non sono state messe in atto delle iniziative per sostenere il mondo agricolo, il mondo della produzione del settore lattiero-caseario e il mondo della fontina e questo anche per correttezza per tutti coloro che mi hanno preceduto nella carica che ricopro ora. Mi sembra, e lo abbiamo detto, che oggi la fontina rappresenti una sicura fonte di reddito per una grossa quantità di aziende agricole valdostane, una delle poche fonti di reddito certe e questo è un fatto notevole, l'abbiamo costruita insieme quest'opportunità per i nostri allevatori, quindi non partiamo da zero.

Sono perfettamente d'accordo che non dobbiamo andare a coprire nessuno, ma dobbiamo andare a tutelare il prodotto e soprattutto la serietà di chi lavora nel settore: di conseguenza porremo in atto tutta una serie di iniziative proprio perché nessuna ombra ci sia sul rispetto del disciplinare e di tutta la filiera. Abbiamo lavorato quest'inverno, attraverso il comitato di coordinamento della filiera del latte - dove sono rappresentati tutti i responsabili dei diversi passaggi, dalla trasformazione alla commercializzazione - proprio per andare a definire gli indirizzi anche sul piano della produzione e della sua diversificazione, perché è ormai chiaro che dobbiamo porci il problema delle eccedenze.

Come si affronta il problema delle eccedenze? Prima di tutto con una politica di qualità totale della filiera, non solo qualità della fontina, ma qualità a partire dall'allevamento, fino alla qualità del latte, alla qualità della lavorazione della fontina che ci garantisca un prodotto all'altezza del nome che porta.

Questa è una delle azioni cui stiamo lavorando, ma non partiamo oggi perché è successo quest'episodio, ci stiamo già lavorando da tempo e vogliamo assolutamente arrivare a garantire il consumatore. Come avevo già anticipato nello scorso Consiglio, proporremo prossimamente un disegno di legge proprio sulla tutela della DOP, andremo cioè ad acquisire le competenze che l'Unione europea ci dà a livello di disciplina, controllo e tutela della DOP, quindi andiamo avanti con serietà.

Quando mi si dice che la fontina ha perso la qualità e che non rispetta il disciplinare, mi permetto di dire che questo non è vero; si dice anche che alle nostre vacche si dia da mangiare di tutto; le nostre vacche sono le migliori utilizzatrici della nostra fonte di reddito fondamentale che è l'erba e non la compriamo in nessun posto, questa la si mangia sul posto…

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… tanto per fare un esempio, non possiamo come al solito fare sempre di ogni erba un fascio; dobbiamo fare dei distinguo, credo che nelle nostre affermazioni dobbiamo essere seri.

Non vorrei andare oltre. Avremo altre opportunità di tornare su quest'argomento, voglio solo dire che sono completamente disponibile ad arrivare con delle proposte concrete e a portare in questo Consiglio il dibattito non solo sulla fontina, ma sull'intera politica agricola della nostra Regione.

Président Pour déclaration de vote sur la motion, qui est retirée, ou sur la résolution plutôt qui demeure.

La parole au Vice-président Viérin Marco pour déclaration de vote.

Viérin M. (Aut) Mi sento in dovere di reintervenire, utilizzando la dichiarazione di voto, dopo aver sentito gli interventi dei colleghi Curtaz e Frassy, i quali hanno anche ragione quando dicono che rispetto alla mozione presentata abbiamo concordato come gruppo con l'assessore di mettere quel "proseguire", ma se vogliamo dircela fino in fondo come Autonomisti già la volta scorsa abbiamo tenuto una posizione ben diversa.

La nostra posizione era quella di non additare oggi una responsabilità ad un assessore arrivato da otto mesi; mentre abbiamo contestato che a partire dal piano lattiero-caseario del 1993 sono passati tanti anni e in tali anni si doveva fare qualcosa.

E l'assessore ha ben detto - riprendo le sue parole: "Deve essere chiusa una prima fase che è stata negativa, nel senso di quello che è successo come immagine e come tutto". La chiudiamo e ripartiamo; ripartiamo con un lavoro che in Consiglio non è arrivato tutto insieme, ma speriamo che arrivi sulle parole che l'assessore ha detto oggi e ha detto l'altro giorno.

Speriamo che questa sia un'occasione, ribadisco quanto detto la volta scorsa, per rivedere una politica di tutto il settore che vada ad interessare soprattutto la qualità perché sappiamo bene che sempre più per i prodotti tipici conta la qualità e già l'altra volta non abbiamo fatto nessuna affermazione che faccia - uso le parole dell'assessore - di tutta l'erba un fascio.

Riteniamo che il mondo agricolo e chi lavora nel mondo agricolo non possano essere messi tutti allo stesso livello, quindi è un'occasione che dobbiamo utilizzare per ripartire con uno spirito diverso.

Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Sono costretto a fare una precisazione. Non ho assolutamente affermato che fino ad oggi tutto è stato negativo…

(commenti in aula dai banchi della minoranza)

… ho detto che siamo incorsi in un episodio negativo che ha danneggiato l'immagine della fontina, quindi è un episodio che ha portato alla messa in discussione, in questa sede di tutto il settore lattiero-caseario e della politica agricola valdostana. E' solo per precisione.

Président La parole au Conseiller Frassy pour déclaration de vote.

Frassy (FI) Ho ascoltato la veloce dichiarazione di voto e replica del collega Marco Viérin e devo dire che è curioso che la dichiarazione di voto di Marco Viérin abbia richiesto una correzione e un'interpretazione da parte dell'assessore che, a nome della Giunta, ha concordato questo documento unico.

È un documento che, in base a quello che è stato detto poc'anzi, di unico avrà forse solo la votazione, ma non avrà sicuramente l'interpretazione.

A noi pare di aver capito che l'Assessore Perrin abbia rivendicato nel suo intervento - non quello di precisazione, ma quello precedente - una politica di attenzione nei confronti dell'agricoltura e dell'economia montana e che di conseguenza così intenda il senso di questo proseguire. Cosa diversa mi sembrava fosse il significato del promuovere invece iniziative mirato a quello che era un problema specifico richiamato nelle premesse del documento.

È curioso che ci sia, in omaggio forse a un Presidente della Repubblica appena eletto sulla base di un largo accordo, che ci sia un largo accordo anche per chiudere questa vicenda.

Sicuramente è strano che la Giunta abbia necessità di sottoscrivere e sottostare ad un documento che la invita a proseguire nella direzione che ha già intrapreso perché mi sembra che alla fine la novità di questo documento sia nel fatto che la Giunta ritiene utile essere invitata a proseguire su quella strada che già stava percorrendo.

Non ci sentiamo di partecipare a questa benedizione, riteniamo che la Giunta non abbia bisogno della benedizione del gruppo di Forza Italia per proseguire sulla strada già intrapresa anche perché è una strada che riteniamo non sia da proseguire così come viene invocato dal documento.

È certo che abbiamo innovato nelle tante figure di assessore; c'era una volta l'assessore politico, c'è stata l'innovazione dell'assessore tecnico, abbiamo scoperto che l'Assessore Perrin ha innovato la categoria con "l'assessore coperchio", nel senso che riesce a mettere un coperchio sulla vicenda e noi ci auguriamo che non salti poi insieme al coperchio perché su una vicenda del genere ognuno si assume la responsabilità delle scelte che via via fa.

Chiudendo questa dichiarazione di voto e dichiarando che il gruppo di Forza Italia non darà benedizione alcuna e dunque si asterrà, dobbiamo dire che il Presidente del Consiglio Louvin aveva ragione. Aveva ragione perché, quando dichiarava che la politica era congelata, non so se avesse in mente o meno le fontine, però il dibattito su questo problema è sicuramente più che un dibattito di fuoco a calor bianco, un dibattito congelato.

("bravo, bravo" dai banchi della minoranza)

Président Merci pour cette interprétation rétrospective de mes déclarations. La motion étant retirée, je soumets au vote la résolution présentée par le collègue Lanièce, d'autres conseillers et l'Assesseur Perrin:

Conseillers présents: 30

Votants: 26

Pour: 26

Abstentions: 4 (Curtaz, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Nous avons ainsi achevé les travaux de cette deuxième journée de Conseil, la séance est levée.